
Spesa gratis ai licenziati
22 novembre 2011 alle ore 17:49•di MoVimento 5 Stelle
"Oggi nell'hinterland milanese un gruppo di operai licenziati ha manifestato simbolicamente andando in un supermercato, riempiendo i carrelli e pretendendo di non pagare la spesa. Ecco, credo che da questa protesta in realtà possa nascere una discussione reale. Se un operaio è stato lincenziato e se appartiene ad una famiglia monoreddito (il suo, che non ha nemmeno più) deve pretendere che la spesa sul serio non paghi, e non solo per protesta. I beni di prima necessità non devono essere a pagamento, in Italia, per chi non ha la possibilità di acquistarli. Per fortuna non mi trovo in questa condizione, ma so benissimo che se non potessi acquistare il pane, il latte, o quel che mi serve per la cena, lo pretenderei. L'Italia si sta avvicinando a condizioni di povertà che probabilmente non si erano mai toccate. Allora, o si torna davvero a coltivar la terra, oppure nell'emergenza il governo deve prevedere buoni spesa per le famiglie meno abbienti".
Lucio O.
Commenti (30)
Chiara Mente
22 novembre 2011 alle ore 18:32Agli operai licenziati italiani nulla e basta. Molto più importante ora discutere dei bimbi figli di immigrati (spessissimo clandestini) per la nazionalità italiana subito, entro Natale. Con aggiunta per regalo la somma di 32.000 euro ... di debito pubblico.
Francesco C.
22 novembre 2011 alle ore 22:15Brava! Il tuo commento - per quel che vale - mi piace moltissimo !!!
andrea taschini
22 novembre 2011 alle ore 18:42Magari si tornasse a coltivar la terra, si farebbero meno danni, si capirebbero molte cose, si ripristinerebbe il rapporto perso con la natura...
Barbara Milanesio
22 novembre 2011 alle ore 19:33Già, ma bisognerebbe averla la terra...
mariuccia rollo
22 novembre 2011 alle ore 20:56Non tutti sono beppe grillo
Barbara Milanesio
22 novembre 2011 alle ore 19:28Sì, sono d'accordo in via di principio, sullo Stato che fornisce direttamente i generi di prima necessità agli indigenti, invece che erogare indennità od affini in denaro, tuttavia mi chiedo con quali criteri saranno individuati gli aventi diritto, in questo paese di truffatori e di controllori corrotti!. Io lavoro nella Sanità pubblica in provincia di Torino e vedo spesso esenti ticket per reddito ( anche lì sulla storia delle esenzioni ce ne sarebbe da dire, invece è uno dei tanti "buchi neri" dai quali è meglio star lontani), guardando i quali mi chiedo, così poveri come sono, dove trovano i soldi per vestirsi e calzarsi e per mantenere automobili non proprio utilitarie...Gli esenti sono un esercito, lo sparuto gruppo dei paganti e' esiguo e sempre più tassato, di recente infatti nella mia regione c'e' stato un nuovo cospicuo aumento. Mi fermo qui.
Niccolò
22 novembre 2011 alle ore 20:38sono d'accordo, chi non ha più reddito in quanto stritolato da questo perverso mondo del lavoro, DEVE poter accedere liberamente ai beni di prima necessità! Però, a pensarci bene, come si fa ad essere sicuri che quella persona non abbia più entrate? "solo" perchè è nella condizione di disoccupato?! E quegli operai disoccupati, bravi "nelle cose pratiche", che ti chiedono 50 euro per mezz'ora di lavoro in nero per aggiustarti una persiana o sostituirti un gommino ad un rubinetto che perde.. anche quelli hanno il diritto di fare la spesa gratis?
mariuccia rollo
22 novembre 2011 alle ore 20:55Perbacco, proprio oggi sono rimasta annichilita da un elettricista che mi ha chiesto 250 euro per fare una traccia al muro e incassare alcuni fili per un tratto di un metro.naturalmente i fili pendono
gagliardo giuseppe
22 novembre 2011 alle ore 20:58allora: e' l'ora di prendere questo caso per fare finalmente un ragionamento, facendo attenzione propio al caso, (la persona in senso fisico del termine solo per il fatto che esiste,(crea valore)cosa significa?:(dietro il consumo di beni esiste il produrre cioe' il lavoro.con la moneta e' di fatto il sistema con cui creo il mettodo con cui misuro il valore del'oggetto, ecco perche il valore indotto della moneta dovrebbe essere accompagnato da reddito di cittadinanza (premesso che chi crea il valore della moneta e' chi lo accetta, e non chi lo emette (l'euro nasce senza riserva aurea la banca centrale dovrebbe essere denunciata per ;(truffa,usura,falso in bilancio,istigazione al suicidio)se la magistratura europea continua a dormire puo' ritenersi complice del grande complotto!!con eventuali conseguenze BIBLICHE.
giuseppe messe
22 novembre 2011 alle ore 21:00Mi piace l'idea di pretendere e prendere quello che serve, ma più che i buoni spesa(mi ricordano la distribuzione del pane nel dopoguerra, un'elemosina insomma) ci si dovrebbe impegnare per lo stipendio minimo sociale: tu, ricco, benestante, politico, sindacalista, prete, ereditiero, venditore di fumo, eccetera, vuoi vivere in un paese tranquillo, dove si può "concertare", si può "discutere", si può dialogare senza che ti si disturbi con manifestazioni chiassose, scioperi selvaggi, espropri forzati? e allora devi dare uno stipendio minimo a tutti, minimo per una vita decente non per restare servo del primo precariarista in cerca di mano d'opera a basso prezzo e a zero impegno.
Ciao.
gagliardo giuseppe
22 novembre 2011 alle ore 21:08La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità. art 42 costituzione italiana
paolo c.
22 novembre 2011 alle ore 22:20FACCIAMOLA PAGARE AI POLITICI LA SPESA...TANTO CON TUTTI I SOLDI CHE GUADAGNANO SOLO PER SCALDARE I BANCHI DI MONTECITORIO , E SPARARE DELLE PERLE DI SAGGEZZA DA FAR COLLASSARE L'UNIVERSO....
Riccardo
23 novembre 2011 alle ore 00:35Mi ero ripromesso di non scrivere più qui ma davanti ad un messaggio come questo, scelto apposta dal blog per giunta! Non resisto.
"Se un operaio è stato lincenziato e se appartiene ad una famiglia monoreddito (il suo, che non ha nemmeno più) deve pretendere che la spesa sul serio non paghi, e non solo per protesta. I beni di prima necessità non devono essere a pagamento, in Italia, per chi non ha la possibilità di acquistarli... Allora, o si torna davvero a coltivar la terra, oppure nell'emergenza il governo deve prevedere buoni spesa per le famiglie meno abbienti".
Che stronzata megagalattica questo commento, una visione miserabile al passo coi tempi. Il punto non è la mancanza di un reddito sufficiente quantomeno alla sopravvivenza, par di capire. No, quella l'abbiam già data su, facciamo l'assalto ai forni che è più "moderno"; o almeno dateci i cari vecchi "food stamps" (i buoni alimentari con cui 44 milioni di americani mettono insieme la mattina con la sera) del primo mondo in rovina, magari gestiti dalla Caritas, aggiungo io.
Chiedersi perché redditi e salari sono in picchiata da anni sarebbe troppo? Chiedersi perché lo stato italiano non ha mai trovato le risorse per istituire un reddito di cittadinanza sarebbe troppo? Eh già, c'era la cassa integrazione pagata dagli italiani al posto delle imprese, finché durava ok, poi è arrivata al 50%, ti pagano per non lavorare ma nemmeno per sopravvivere, poi il nulla e siccome ai tuoi figli devi pur dar qualcosa da mangiare arriva l'happening e la disobbedienza civile. Al supermercato chi la paga la merce? Così poi licenzierà i dipendenti già precarizzati, part-time, turno spezzato ecc.
Facciamo come a Cuba? Avanti popolo (sic)!
Forse che i lavoratori poveri non esistevano anche prima della recessione attuale, causata dal capitalismo finanziario che ha predato l'economia reale?
Ovviamente non ce l'ho con i Cobas, l'atto è simbolico per attirare l'attenzione.
PS_Mettete almeno il video giusto,sto blog del menga
tina ghigliot
23 novembre 2011 alle ore 07:45va bene l'attenzione , ma a me sembra una vigliaccata.....se eravate incazzati andavate ad Arcore che è li vicino, e con un po di organizzazione tutti a Gemonio, poi di altri indirizzi della zona li dovreste conoscere visto che li avete votati !!!!!
Manuel R
23 novembre 2011 alle ore 08:48Invece un autonomo che si vede dimezzare (o peggio) il proprio fatturato da un anno a quell'altro, può anche morire di fame, giusto?
Voi supertutelati dipendenti dovreste scendere un po' sul pianeta Terra.
Oltretutto - e questo vale per dipendenti e autonomi - immagino quanta gente farebbe la spesa gratis ma troverebbe i soldi per pagare la pay-tv, le ricariche del cellulare, la consumazione in discoteca ecc.
Ci vuole responsabilizzazione, altro che carità!
gigi boi
23 novembre 2011 alle ore 14:37dimentichi i gratta è perdi con i video poker
Gaspare M.
23 novembre 2011 alle ore 09:13A mio parere ben presto una grande parte di italiani e anche più sarà in queste condizioni. Qui in Italia va tutto allo sfacello a causa di quei bastardi che hanno governato in questi anni e che ancora sono in parlamento e non accennano a togliersi dai coglioni. Succederà una rivoluzione, una rivolta o come la si voglia chiamare. Qualcosa succederà se le cose continuano cosi. Sicuramente continueranno cosi finchè ci sono i partiti a mettersi in mezzo. I politici come minimo dovrebbero rinunciare a prendere lo stipendio mensile perchè ormai sono commisariati da BCE, UE e FMI. NOn servono a nulla per il paese( non che abbiano mai servito a qualcosa)MANDIAMOLI AFFANCULO TUTTI
Valerio Novelli
23 novembre 2011 alle ore 10:03Grazie Lucio...sono figlio di contadini che oggi lavora in città. Il dispiacere di assistere allo smembramento della cultura semplice dei contadini, mi ha fatto pensare da sempre che questo non avrebbe portato niente di buono...poi già da un pò, visto l'andamento economico dell'Italia mi è sembrato subito necessario rimettere in moto il mondo dell'agricoltura...purtroppo non è così semplice, anche in questo campo, a meno che non si decide di coltivare la terra per il solo fabbisogno personale, quindi lavorare sodo tutto il giorno senza troppe pretese, non esistono aiuti veri per incentivare questa attività....se sei ricco, puoi regalarti delle costose attrezzature, altrimento "zappa e schiena curva" dalla mattina alla sera....non credo sia proprio gratificante...nel mio piccolo appezzamento lasciatomi dai genitori, oggi produco poco olio per la mia famiglia ma gia sto pensando che per poter saldare alcuni debiti creatisi per normali spese vitali, sarò costretto a svendere l'unica cosa che è veramente di mia proprietà...e chi la comprerà??? sicuramente qualche benestante che continuerà ad arricchirsi....
Ivan Mondo
23 novembre 2011 alle ore 10:05Mah, guarda, in teoria sarebbe bello, molto bello. Ma come funzionano le cose qui da noi, si finirebbe come nel caso di una mia conoscente, non monoreddito, anche se non ricca, che da anni viene foraggiata con beni di prima necessità (pane, olio, ecc.) sottratti alla croce rossa da sua mamma che vi lavora come volontaria. Dice che tanto non sarebbero distribuiti. Questo non lo so, ma penso che troppa gente ne approfitterebbe.
Alberto S.
23 novembre 2011 alle ore 10:10esproprio proletario? Già inventato. Gli anni peggiori della mia vita. NON siamo mai stati così male? Certo, si potrebbe stare molto meglio, soprattutto più sereni, ma tu stai dando letteralmente i numeri amico mio. Forse sei troppo giovane. Io ero giovane negli anni '70 e ti assicuro che era molto ma molto peggio, senza parlare poi di quando era giovane mio padre. Pensa positivo, gli operai hanno sicuramente bisogno di aiuto, sicuramente glielo deve dare lo stato (e non quel supermercato) ma tu non sparare C******te sennò poi non ti credi più nessuno
Gian Carlo Denicola
23 novembre 2011 alle ore 10:59Io e mia moglie lavoriamo entrambi, la ditta per cui lavoro è in grave crisi e da due anni mi paga solo acconti e nemmeno tutti i mesi, quella di mia moglie comincia a ritardare la data di pagamento dello stipendio (Eravamo dirigenti e ora ci dobbiamo accontentare di stipendi di poco superiori ai mille euro)riusciamo a sopravvivere grazie ai risparmi di 30 anni di lavoro e alla pensione minima che percepisce la mia nonnina di 96 anni che vive con noi. Ho un figlio adottivo disabile che a 22 anni va ancora a scuola (per fortuna). Ora vogliono aumentare le tasse e già noi non sappiamo come scaldarci e se non fosse per il camino e la legna che vado razzolando dove posso non arriveremmo a 19° in casa. Ogni mattina ringrazio ancora la mia buona stella che ci permette di mangiare tutti i giorni e sono consapevole che c'è un sacco di gente che stà anche peggio di noi. A 50 anni la speranza di trovare un altro lavoro (ho cercato anche all'estero visto che ho fatto il capo cantiere e il direttore tecnico in campo edile per 25 anni seguendo commesse da miliardi di lire) è quasi nulla. Che diavolo credono che possa ancora sacrificare sull'altare della finanza internazionale in difficoltà?
Roberto Nassi
23 novembre 2011 alle ore 11:13Condivido appieno l'articolo però faccio un'analisi critica degli accadimenti del nostro paese: chi avrebbe questo tipo di diritto?
la casta darebbe il "pass spesa" anche a chi non ne ha bisogno, coprendo di pane gli amici degli amici degli amici.
Non credo a questo intervento perchè non credo alla meritocrazia italiana fatta di politici commissariati che prendono lo stipendio senza essere riusciti a fare il loro lavoro.
Gabriele Alfano
23 novembre 2011 alle ore 11:33lo spettro della povertà va agitato con cautela. c'è un bel pezzo di piccola borghesia che comincia ad aver paura e la casta sta solo aspettando il momento giusto per buttargli in bocca il nemico da sbranare (gli stranieri, i meridionali, gli omosessuali etc etc) così dopo tutti la invocheranno per salvare la patria.
ecco, questo è il nostro limite, di noi comuni cittadini e anche di noi aderenti al m5s, sappiamo quello che succede, ma non abbiamo un piano per il dopo catastrofe.
grillo fa ogni sforzo per proiettarci nel futuro, da anni fa previsioni basate sul buon senso e sempre confermate dai fatti, adesso è il momento che ciascuno di noi faccia altrettanto, nel suo piccolo, insieme agli altri, andando a cercare tecnici ed esperti.
lo stato si difende con un manipolo di soldati accompagnati da un manipolo di ingegneri (diceva curzio malaparte).
roby f.
23 novembre 2011 alle ore 11:54Giusta osservazione....pianificare un intervento per affrontare il prima e dopo l'emergenza....
Ad oggi anche noi navighiamo a vista, ricordo che il 31 dicembre scadranno alcune proroghe, come gli sfratti,e la moratoria sui mutui,già questi due elementi sono bombe sociali che se esploderanno provocheranno guai seri....Beppe apri l'orecchie...!
Dovremmo organizzare la n/s rete di sostegno....un banco alimentare indipendente,e quant'altro necessario....
Intanto potremmo utilizzare le raccolte di prodotti alimentari nei supermercati...proprio per aiutare le famiglie in difficoltà, senza farle gestire ai soliti carrozzoni prochiesa..
I soldi sequestrati alla criminalità dovrebebro essere destinati al sostegno delle famiglie in difficoltà, mentre i terreni dovrebbero essere date ad associazioni no profit per produzioni agricole atte ha sostenre ulteriormente il sociale.
Anche le case dovrebbero essere assegnate alle famiglie di sfrattari...altro che alle associaizoni...
Ubaldo Ulghi
23 novembre 2011 alle ore 12:10Scusa la critica ma non condivido o forse non capisco e di conseguenza non condivido l'ultima frase: "Allora, o si torna davvero a coltivar la terra, oppure nell'emergenza il governo deve prevedere buoni spesa per le famiglie meno abbienti".
Non vedo quale sia il problema di coltivare la terra, nel senso se non ci fossero gli agricoltori potremmo scordarci il nostro bene amato vino, l'olio d'oliva ed anche la margherita visto che i pomodori non li coltiverebbe nessuno.
La vita é cambiata, ora si punta all'elevazione "sociale" piú che quella morale, ho usato le virgolette perché sociale ormai é sinonimo di materiale. Consumiamo e consumiamo ma cosa produciamo?
andrea delle monache
23 novembre 2011 alle ore 15:03seeeee...facciamo la social card di Tremonti!!!! Ma per piacere!!
Manuel Rossi
23 novembre 2011 alle ore 15:26Non credo che l'autore di questo commento sia andato alle mense della Caritas o in tanti altri posti simili. Mi ricordo che quando avevo 6 anni andavo con mio padre in una chiesa di Milano, e uscivamo con un sacchetto "pieno" di pasta, riso, tonno. I supermercati non possono fare beneficienza, devono o no dare lo stipendio ai lavoratori?
Gian A
23 novembre 2011 alle ore 15:39Condivido la provocazione, meno la sostanza. Sarebbe umiliante per chi perde il lavoro avere i beni di prima necessità gratuiti perchè pagati dallo Stato. Il fallimento totale della nostra società. Come detto da qualcuno nei primi interventi, a quanto pare nella situazione attuale si pensa alla cittadinanza dei nascituri di immigrati (magari clandestini): la proposta sentita sarebbe quasi unica al mondo e unica in Europa. Ma chi rappresenta Napolitano? Con tutto rispetto, ma ha dormito fino a ieri, dorma ancora un po'!
I terreni. Si vocifera che tra i beni in (s)vendita dallo Stato italiano ci siano larghe estensioni di terreno. Destinato a chi? Agli stranieri? Che così, una volta acquistati e in aggiunta alle proprietà immobiliari in loro possesso, toglieranno anche la sovranità al popolo italiano?
Pare si voglia amentare il prelievo fiscale. Ma diminuire il costo del lavoro per creare le basi dell'occupazione ve lo hanno insegnato alla Bocconi? Ma sarebbe necessario aprire il coperchio dell'Inps; troppe teste scomode salterebbero. Certo, meglio cavalcare la scusa del debito pro capite. Che abbiamo fatto noi vero? Non le opere inutili, i cantieri aperti e mai chiusi, le grandi opere iniziate e mai entrate in funzione, il ponte sul largo "Stretto di Messina", i diritti di segreteria pagati su ogni appalto pubblico da ciascun comune (5-10% su ogni appalto firmato), carceri, impianti sportivi,ospedali, strade, ponti, strutture ricettive, costruite, magari mai terminate, e soprattutto mai entrate in funzione. Non questi problemi qui eh? Rimborsi elettorali spaventosi, quota di stipendio parlamentare (o altra carica pubblica) da lasciare al partito per statuto del partito stesso. Tutte balle vero? Che non hanno inciso e non incidono sul debito pubblico. Avete il coraggio di dire che nasciamo con 50.000 euro di debito verso lo Stato. Ci avete portato alla rovina. E questi ultimi daranno il colpo di grazia.
Demian Lee
23 novembre 2011 alle ore 20:38Dici:"Sarebbe umiliante per chi perde il lavoro avere i beni di prima necessità gratuiti perchè pagati dallo Stato. Il fallimento totale della nostra società".
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Si vede che il lavoro non l'hai mai perso e magari come me con figli a carico.
Lascia perdere va e spera di non scoprire cosa sia davvero umiliante......
Gian A
23 novembre 2011 alle ore 22:10Non ho assolutamente idea di cosa abbia dovuto affrontare Lei, ma mi meraviglia la disinvoltura con cui, sempre Lei, ha la presunzione di conoscere la vita vissuta di altri.
Con la differenza e senza polemica alcuna, che non ho l'arroganza di decidere se altre persone possono o non possono parlare o affrontare un argomento. Lei invece, che si esprime con il tono di colui che l'argomento lo conosce nei meandri più nascosti, non solo sentenzia la vita vissuta altrui, ma non fa nulla per evitare che altri vivano altrettante difficoltà, quanto meno esponendo una idea. Neppure si preoccupa se esiste la società, ma sale sulla cattedra da giudice assoluto che sentenzia la morale a chicchessia. Ed è strano come in questo blog ogni tanto legga alcuni messaggi con la stessa particolarità comune: lo stile in commento.