Le elezioni del Titanic

Le elezioni in questo momento, con questa legge elettorale, sarebbero una sciagura. Monti non è stato eletto da nessuno. E’ stato nominato da Napolitano. Il Parlamento a sua volta non è stato eletto da nessuno. E’ figlio di una legge elettorale incostituzionale. Il Parlamento è stato nominato dai segretari di partito. Napolitano è stato eletto dalle camere riunite elette da nessuno. Napolitano è stato quindi nominato dai nominati. Questa è la situazione che può essere modificata solo da una nuova legge elettorale. La proposta di legge popolare “Parlamento Pulito” giace ancora, dopo più di quattro anni, in Commissione Affari Costituzionali, sarebbe sufficiente applicarla prima delle elezioni per ripulire Camera e Senato. Nessuno ne parla, nessun partito la vuole.
Le elezioni con un periodo di almeno quattro mesi di non governo prima del voto equivalgono a dichiarare default. Chi le vuole lo sa, ma se ne frega. Una lista di nominati e un pugno di poltrone valgono più di una messa. Assicurano la sopravvivenza politica a partiti in decomposizione che ci dovremmo “democraticamente” tenere per altri cinque anni. Per quel che vale scriverò una lettera aperta a Monti e gli proporrò un incontro per chiedergli di mettere all’ordine del giorno la riforma elettorale firmata da 350.000 cittadini e le proposte di tagli a costo zero emerse dal sondaggio del blog.
Chi grida alle elezioni è come un comandante di una nave che di fronte all’iceberg fugge con le scialuppe di salvataggio. Non sono praticabili. Affosserebbero le classi più deboli. Lo spread con il Bund schizzerebbe a 1.000 e l’interesse sui titoli di Stato eguaglierebbe quello greco. Un tanto peggio per i cittadini, tanto meglio per i partiti. L’Argentina sembrerebbe una passeggiata. Monti non è la soluzione, qualcuno da accettare turandosi il naso, come diceva Montanelli per la Democrazia Cristiana. E’ figlio del suo ambiente, amico di banchieri, frequentatore dei salotti buoni. Un liberista che è rimasto a guardare lo sfascio economico senza mai esporsi troppo contro il Sistema. L’unica alternativa a Monti, in un Paese dove le elezioni sono palesemente anti democratiche, è la rivoluzione. Ma l’Italia non ha oggi la consapevolezza, né la forza per attuarla. Il Sistema va scardinato dall’interno. Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

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