
La monaca tibetana e la crisi
21 novembre 2011 alle ore 18:29•di MoVimento 5 Stelle
"La monaca tibetana che si dà fuoco penso sia l'emblema dei nostri giorni. E non è solo un fatto di Tibet e Cina, ma credo sia quello che ci sta travolgendo: la crisi mondiale. La repressione cinese in Tibet è vergognosa e fa specie vedere come i tibetani si immolino per difendersi. Ma atti di tale gravità sono veramente inauditi. Dove stiamo arrivando? La disperazione può prendere così facilmente il posto della ragione? Vorrei confessarvi che ho un figlio di 5 anni e un lavoro non più stabile. Non oso neanche immaginare cosa potrei fare senza uno stipendio, senza la possibilità di potermi prendere cura di lui. Potrei essere un disperato da un giorno all'altro se il mio datore di lavoro mi lincenziasse (come per altro ha fatto già con tre miei colleghi). Che brutto mondo, il nostro".
Mattia R.
Commenti (19)
paolo c.
21 novembre 2011 alle ore 19:17diventare ladro ai danni di Berlusconi, ruba al ricco e dai ai poveri
mariuccia rollo
21 novembre 2011 alle ore 19:31C'è chi non ha il sorriso di un bimbo di 5 anni Tu sei gia fortunato e lui ti darà la forza per lottare.Non disperare!!
Pier luigi
21 novembre 2011 alle ore 19:33Ciao Mattia, la tua preoccupazione per l'incertezza che regna sul tuo futuro e su quello di tutti noi e' del tutto legittima e comprensibile a maggior ragione per chi, come te, deve pensare al futuro dei propri figli. E' verissimo viviamo in un mondo e in una societa' di m.... ma l'atto estremo della monaca tibetana non e' quello che farei io. Non fraintendermi, pero', non mi permetterei mai (ne tanto meno mi reputo all'altezza di farlo) di giudicare quel gesto che deve solo farci riflettere, se si arriva a tanto, vuol dire che si e' subito e si subisce di peggio dal punto di vista fisico e sopratutto morale. Pero', fatte le dovute proporzioni del caso, e senza voler giudicare o offendere nessuno, se dovessi essere licenziato non sfogherei la mia rabbia e la mia disperazione su me stesso, oltre al danno la beffa, ma sarebbe l'occasione, non avendo piu' nulla da perdere, per commettere, si degli atti estremi, ma contro chi, approfittando del clima di incertezza, non rispetta le regole. Ti saluto con l'augurio sincero che tu possa crescere tuo figlio nel migliore dei modi.
giancarlo colaninno
21 novembre 2011 alle ore 21:38non dobbiamo aver paura perche siamo arrivati al punto di non ritorno ... spero che altre civilta anni luce lontane da noi possano capire cio che e' oggi l uomo e rimetterlo in carreggiata ... un umanita cosi e meglio estinguerla ...
LENIN il saggio (il verde appeso)
21 novembre 2011 alle ore 22:49puzza di cazzata mediatica...come la iraniana!
ormai l'America riesce a cacare fora dal vaso per
preparare le menti alla guerra....contro i propri
fantasmi!
se devo farmi prendere per culo da capitalisti
squali o da religiosi demmerda...meglio crepare
combattendo con un'arma in mano !
i suicidi li lascio volentieri ai falliti MORALI!
CHE SI AMMAZZINO LORO...è MOLTO MEGLIO!
tina ghigliot
22 novembre 2011 alle ore 07:04il nostro errore ?...non pensare ai figli degli altri quando eravamo più giovani, e lo potevamo cambiare stò mondo mediatico del cazzo !!!!....ma l'indifferenza ci entrava nelle case con merdaset....e noi ci siamo lasciati ipnotizzare dal biscione....ora hai vogli a liberarci dalle sue spire !!!!!!
Ferdy
22 novembre 2011 alle ore 09:16UNO l'immolazione è un atto di protesta che in tutta la cina esiste da praticamente sempre, non è una novità. Purtroppo è l'unico modo di dare visibilità all'estero delle immense problematiche socio politiche di questo paese.
DUE se tu sei preoccupato per tuo figlio, potevi evitare di metterlo al mondo. Non riesco a trovare un atto più egoista di mettere al mondo una nuova vita in tempi di crisi. Ha 5 anni, eravamo già in crisi, potevi evitare. Ora abbiamo un potenziale criminale in giro per le strade (il criminale saresti tu per sfamare tuo figlio, non tuo figlio).
Silvia Stefani
22 novembre 2011 alle ore 09:29No, davvero è incredibile... stai dicendo che davvero dovremmo rinunciare alla gioia più grande della vita, i figli, per via della crisi?
Se così è... non vedo altra soluzione che nuclearizzare sto pianeta di m... e farla finita.
Ferdy
22 novembre 2011 alle ore 09:48Primo, quel tipo di gioia è opinabile, secondo, non sto dicendo di rinunciarci per SEMPRE, sto dicendo ALMENO di evitarlo in periodi di crisi. Ogni anno muoiono centinaia di migliaia di bambini per stenti, malattie, ecc. E' proprio necessario metterne el mondo altri??? L'uomo non sa controllarsi, mai.
mariuccia rollo
22 novembre 2011 alle ore 12:49Tu sei un poveretto vuoto nel cuore e nella mente
giovanni savaresi
22 novembre 2011 alle ore 11:48Ricordo, era il 1995, mia figlia aveva esattamente 5 anni ed io 34 quando le aziende per le quali lavoravo come autotrasportatore anche 16ore al giorno decisero una dopo l'altra di non pagare il dovuto secondo i patti e tempi concordati (90gg). Ovviamente oltre a non pagare mi misero alle strette annullando viaggi o offrendomi il 30% delle tariffeabituali. Inizialmente provai a ragionare e spiegar loro le mie preoccupazioni e difficoltà di uomo e padre di famiglia. Parlai con i giovani rampanti ed arroganti dei rispettivi management ma nulla. Poi provai attraverso un avvocato che non trovo nulla di meglio che colludersi con l'avvocato della controparte. Dopo 9 mesi di calma e ragionevolezza, decidetti che era tempo di tornare al OLD WILD WEST ed andai a prenderli a sberle uno ad uno.., i titolari, il mio avvocato, qualche giovane del management ed in meno d'una settimana non solo avevo i miei soldi in mano + gl interessi naturalmente ma s'era sparso timore e terrone tra i consorziati e fu "miracolo" oltre a ridarmi lavoro tutti saldavano subito il conto. Non ho mai più cambiato metodo. Io lavoro, tu paghi. Tu non paghi ed io prima ti mando diretto al pronto soccorso e poi tu paghi per non tornarci tutti i giorni. Funzia sempre. Il punto è questo: la "società civile" cioè quella sorretta da principi d'equità, legalità e fratellanza "oggi" è un illusione mantenuta in vita da un piccolo e vorace esercito di parassiti sociali (in Italia ne abbiamo ben identificati almeno 945 tra senatori e deputati) che sopravvive speculando proprio sul buon senso civico, sulla ragionevolezza e sulle difficoltà quotidiane dei cittadini onesti, dei lavoratori e delle famiglie. Immolarsi o suicidarsi non è una risposta nè una soluzione. Unirsi per combattere e disinfestare la società civile da questi inutili parassiti per dare un futuro diverso ai nostri figli tornando ad essere uomini d'azione reale anzichè di rivoluzione virtuale, sarà drastico ma libera energie e calma le menti.
angela s.
22 novembre 2011 alle ore 12:00NON BISOGNA MAI SENTIRSI DEI FALLITI, MA LOTTARE TUTTI INSIEME.
lino p.
22 novembre 2011 alle ore 12:33.....onore e rispetto per queste anime superiori...ma non sarebbe meglio DARE FUOCO ....!!!!!......che darsi fuoco ......
Diego Rossi
22 novembre 2011 alle ore 12:36Qualcuno dovrebbe studiarsi la storia del Tibet...
Dovreste sapere che la società Tibeta era apprezzata da Hitler e le SS......
Vi spiego come funzionava (questa è storia ufficiale insegnata nelle università europee e americane, non altro)
Era una società divisa in caste
il 5% della popolazione composta da monaci, nobili e militari era propietaria del restante 95% della popolazione......
Non ci credete? E' proprio vero, invece.....
Avete presente gli intoccabili indiani?
Ecco......
Pongo una domanda a tutti, avete mai visto un intoccabile tibetano (schiavo) che si da fuoco?
salvatore firinu
23 novembre 2011 alle ore 00:14Povero idiota... hai studiato sui libri di storia cinesi? inglesi? Frequentavi la casa del Popolo negli anni settanta?
le percentuali che citi sono diverse perfino dalle statistiche pubblicate sugli atlanti.
Se non hai modo di PARLARE con un tibetano in Italia, prova a cercare (in qualsiasi biblioteca..) un testo di qualche tibetologo..
Oggi il Tibet è sempre più un unico campo di concentramento, altrochè...MA C'E' ANCORA CHI CREDE CHE L'OLOCAUSTO NON E' MAI AVVENUTO!!
Diego Rossi
23 novembre 2011 alle ore 07:48La società tibetana governata dai monaci, e imparerai che c'erano le caste...Chi nasceva schiavo rimaneva schiavo...
E' storia....Cerca online anche tra le fonti nostre occidentali...
Se ritieni il contrario, sono sicuro che riuscirai a spiegare a tutti come funzionava la società tibetana e cosa comportava essere di una casta, piuttosto che essere membro di un'altra casta...
Definiscici il tasso di mortalità e l'alfabetizzazione...
Per dirti oggi ci sono i nipoti degli schiavi che insegnano nelle Univeristà......
Un tempo i nonni non avrebbe neanche potuto aprire un libro...
mic. r.
22 novembre 2011 alle ore 12:43piantiamola di piangerci addosso
Paolo Pellicciari
22 novembre 2011 alle ore 15:50...nessuno ma nessuno si faccia poi meraviglia se a causa della disperazione poi apparisse qualcuno che avesse un nome che assomiglia ad Andreas Baader e Ulrike Meinhof....è una scelta che non condivido, ma posso capire chi per disperazione intraprende quella strada....
Diego Rossi
25 novembre 2011 alle ore 17:09Trova uno tibetano della Casta schiava che si da fuoco e vuole tornare al sistema delle caste tibetane(quindi in schiavitù, abolita nel 1950, wikipedia te lo confermerà se cerchi online la lista dei paesi che abolirono la schiviatù, Tibet compreso...c'è tutto online)...
Appena lo trovi facci un fischio...