
Due colpi di fucile in faccia
15 novembre 2011 alle ore 16:59•di MoVimento 5 Stelle
"Cutro è un paese di diecimila anime che confina con Crotone. Un comune importante, fra in più grandi della piccola provincia pitagorica. E' la terra della Magna Grecia, bagnata da un mare bellissimo. Spiagge sconfinate e orizzonti di pescherecci silenziosi, come li canta Sergio Cammariere nei suoi pezzi. Avrebbe tutto per essere uno dei posti più belli d'Italia, se non fosse per l'alta densità mafiosa che da sempre caratterizza i giorni di questo angolo di mondo.
C'è un'insolita propensione al grilletto, da queste parti. La stessa che si è materializzata stamattina, col sole ancora basso. A pagar dazio è stato Carmine Bonifazio, imprenditore di mangimi. Aveva 42 anni. Già, solo 42 anni.
Gli hanno sparato in faccia, con un fucile calibro 12 caricato a pallettoni. Due colpi, esplosi da distanza ravvicinata, che hanno mandato in frantumi il finestrino della sua Toyota Rav4 prima di disintegrargli il volto. Lo hanno ammazzato a 40 metri da casa sua, in pieno centro. Era incensurato. Mai una denuncia, mai un problema con la legge. Per gli inquirenti non è ancora chiaro quale sia il movente. Ma mi chiedo che importanza abbia. Se non è 'ndrangheta è comunque cultura legata ad essa: violenza facile, vendetta bagnata col sangue, modalità, gesti, faide.
Al Sud sparare in faccia ha un significato preciso. Niente, dalle mie parti, è fatto a caso quando si uccide. La simbologia è il linguaggio prediletto dalle 'ndrine. Ricordo la strage di Duisburg, quando i killer spararono alla nuca di sei uomini già esanimi e pieni di piombo. Ma a quel colpo che distrugge la scatola cranica non rinunciarono, perché doveva essere chiaro a tutti di cosa si trattava.
Oggi i fucili hanno tuonato a Cutro. E questo martedì triste sta quasi per finire. Domani è già un altro giorno, in Calabristan".
Biagio Simonetta
Commenti (24)
Pasquale_ Caterisano
15 novembre 2011 alle ore 17:08Ancora?? noo!!! non è possibile... non finirà mai!
alviseafossa
15 novembre 2011 alle ore 17:34CIAO BEPPE,
UN ALTRA BRUTTA GIORNATA IN CAALBRISTAN,DOVE A PAGARE SONO SEMPRE GLI INNOCENTI PER COLPA DELLA CRISI
ALVISE
P.S:I MIEI COMMENTI CERTIFICATI
Oscar
15 novembre 2011 alle ore 17:37Atroce
Claudiopizzaiolo
15 novembre 2011 alle ore 18:19DOVEVI SCRIVERE COSA SIGNIFICA ESATTANENTE ( anche un secondo te..) QUESTE SIMBOLOGIE XCHE IO NON CI RIESCO AD ARRIVARE !
O SUD ! PARLA! E APRITI CIUELO!
NON RIMANETE INFANGATI NELLA SCARAMANTCXA OMERTA SE NO STA FATIXA DI TIRARVI/ci FUORI DAL POZZO DELLA MAFIA NN FINISCE A CCHIU!
PRIMA REGOLA EDUCARE! FAR CAPIRE!
Gianfranco Favero
15 novembre 2011 alle ore 19:49quoto
miki.bunde
15 novembre 2011 alle ore 18:42mi dispiace davvero tanto....non è facile digerire tutti i gg cose di questo genere.....possibile che mai nessuno al governo abbia risolto questa situazione.....altra cosa che faremo noi del M5S quando andremo al governo....lo giuro su mia figlia!!!!un abbraccio forte a tutto il sud
michele
Beppe Da Monaco (odio la mafia)
15 novembre 2011 alle ore 19:05Già è un simbolo.
Un simbolo sinistro di morte che avverte tutti.
Noi siamo i padroni.
Voi nessuno.
Chi si ribella al pizzo, ha la vita segnata.
Dove sono qui le iniziative per invertire la rotta?
Purtroppo il timone si è rotto e anche la nave Calabria dopo la nave Italia viaggia senza timoniere. A bordo i pirati festeggiano e ammazzano come loro più aggrada.
In coperta ci stanno solo poveri cristi impauriti.
Quando qualcuno si ribella e viene di sopra a protestare, lo buttano a mare.
Mario R
15 novembre 2011 alle ore 19:38Calabristan.. ecco appunto, ma perchè invece di spendere soldi a mandare soldati in Afghanistan, Libano, Kosovo non li mettiamo in Calabria?
Calma...lo so che lo si è già fatto e non è la ricetta magica, ma dopodichè si SCIOLGONO TUTTI I COMUNI E LE PROVINCIE CALABRE che sono controllate quasi tutte dai prestanome della Ndragnheta (e anche quei pochi sindaci che non lo sono è inutile continuare a farli vivere blindati con la scorta che paghiamo noi del resto) e si istuiscono dei presidi militari che provvederanno a confiscare immediatamente tutti gli immobili e i conti correnti di boss e affiliati che risultano negli elenchi della DIA.
Quelli se gli tocchi i simboli d potere e il denaro non sono più nulla.
I caschi blu dell'ONU serviranno a reprimere le eventuali rappresaglie mafiose
PS: il Porto di Goia Tauro, dove come tutti sanno arrivano settimanalmente quintali di cocaina, perchè nn viene militarizzato?
pix
16 novembre 2011 alle ore 10:33come già saprai non lo fanno perchè ci guadagnano in tanti e tanto,in una regione dove il lavoro scarseggia e la mentalità è rimasta quella di 25 anni fa(anche per molti giovani)...penso che solo lo stato possa fare realmente qualcosa ma non lo fa.Basta vedere in sicilia che oggi (dopo le stragi dei decenni passati e con una cultura diversa rispetto alle altre regioni del sud)si trova 10 anni avanti rispetto alla calabria e alla campania e 10 indietro rispetto al nord(parlo di mentalità).Per la sicilia è servita la consapevolezza comune del cambiamento(purtroppo non in tutte le zone come palermo e catania,dove pure se non si ammazza più la mafia è ancora legata con la politica e l'imprenditoria...).In calabria serve lo stesso se no resteranno sempre emarginati.
Un siciliano che da 6 anni vive in toscana.ciao
Marcello Rugna
17 novembre 2011 alle ore 07:04La soluzione militare servirebbe a poco abbiamo già forze di polizia sufficienti basta solo riuscire a fargli fare il loro lavoro e modificare alcune norme che di fatto oggi consentono ai "padrini" di stare tranquilli. Per quanto riguarda il porto di Gioia Tauro state pur certi che non è diverso dalla frontiera del Brennero o da quello di Ancona o di Genova anzi negli ultimi anni il grosso delle partite di cocaina non passa per il sud. Rispondendo al siciliano che vive in Toscana il problema non è l'arretratezza di mentalità ma la necessità di avere tutto, andiamo a raccontare alle famiglie della sanità privata che non percepiscono lo stipendio da 11 mesi che si devono informare e devono smettere di essere asserviti ai politici corrotti ti diranno compramelo tu il computer e pagami la connessione a internet e io m'informo, fammi dare lo stipendio e io non crederò più alle promesse che mi farà l'on. tizio o caio. Abbiamo consentito alle aziende del nord di venire nella nostra terra costruire le imprese prendere i finanziamenti e poi chiudere e andar via lasciando migliaia di persone senza lavoro e disposte a tutto, ecco dove trova la manovalanza la ndrangheta, Crotone e il suo territorio sono l'esempio di questa politica scellerata.
Mario R
15 novembre 2011 alle ore 19:46Sul caso Calabristan segnalo il blog di Roberto Galullo
http://robertogalullo.blog.ilsole24ore.com/
, leggerete cose che neanche vi immaginereste di essere in Italia o in Occidente,
altro che Goldman Sachs e Bilderberg..
Lì ve li mostrano bene i "poteri forti"...
Gabriele Alfano
15 novembre 2011 alle ore 20:38la calabria non potrà mai liberarsi da sola. ha bisogno di tutti noi.
del resto conviene a tutti gli italiani e a tutti gli europei visto che la ndrangheta ha messo radici dappertutto.
Angelica
15 novembre 2011 alle ore 21:12Biagio volevo dirti che scrivi da dio. Il tuo libro l'ho divorato in due giorni e spero tanto che ne scriverai altri. Io ti seguo...........
complimentissimi!!!!
massimo secchi
15 novembre 2011 alle ore 21:58Ciao Beppe,non so cosè URL,ma volevo chiederti:perchè non vai ospite da Santoro e Travaglio il giovedì??? Mi piacerebbe vederti anche li,essendo Io un tuo grande ammiratore da decenni....Con stima ti invio un saluto...............................PS SONO CRESCIUTO FINO A 30 ANNI IN CALABRIA,so come si VIVE e come si MUORE.Conosco bene quelle immagini;il lenzuolo ecc.. ecc....Se per caso leggerai questo mio commento,potrei dirti tante cose di come si vive la vita lì...Aspetto risposta(se hai tempo)..Ciao da Max
Renato
16 novembre 2011 alle ore 09:03Poraccio....
enrico chiesa
16 novembre 2011 alle ore 09:17si fotta la calabria, è un posto di merda abitato da gentaglia
anche togliendo la mafia i calabresi i gan na testa cla magna gnanca i gosè
francesco roddy
16 novembre 2011 alle ore 21:09ma i commenti non dovevano essere non offensivi?allora questo signor ?? enrico chiesa capisce l"italiano?visto che non sa scrivere in italiano(vedete con i vostri occhi il suo commento).comunque volevo solo dire a questo signore che se vuole imparare un po"di educazione di rispetto verso gli altri non deve fare altro che venire in calabria dove trovera" accoglienza ospitalita" e gentilezza.
GIUSEPPE
16 novembre 2011 alle ore 10:22CIAO A TUTTI...TUTTO QUESTO E' FRUTTO DI MALAPOLITICA PER IL NOSTRO MAGNIFICO E MARTORIATO SUD..SE SI INVESTISSE VERAMENTE AL SUD NOI AVREMMO UNA CRESCITA SPAVENTOSA,MA FINO A CHE NON CANCELLIAMO L'ATTUALE POLITICA TEMO SIA AUTOPISMO....LE LOBBI DI POCHI FANNO SI CHE LA' I POCHI SOLDI CHE ARRIVANO VANNO A RIMPINGUARE SEMPRE LE SOLITE TASCHE..QUELLE GENTI NON MERITANO TUTTO QUESTO .LA' CI SONO DELLE ECCELLENZE IN TUTTI I CAMPI,BISOGNA AIUTARLI A ESSERE LIBERI DAL QUEL SISTEMA MAFIOSO DI MERDA,MA SERVONO GLI INVESTIMENTI NON LE BALLE...E CHI PARLA E' UN SIGNORE DEL NORD..BUNA GIORNARTA ATUTTI..
brunorev brunorev
16 novembre 2011 alle ore 10:35... un pò di storia...
leggete "Terroni" di Pino Aprile e vi renderete conto che il sud è stato letteralmente violentato prima, durante e dopo la unificazione d'Italia.
L'unificazione ha portato morte, deforestazione (La Sardegna sarebbe come la Corsica oggi), deportazione; molti uomini del sud sono stati deportati -sì avete capito bene- deportati, le donne merce di guerra, compresi i beni, e l'oro completamente sparito. Lo sapevate che la calabria aveva le acciaierie e ferrovie più all'avanguardia, che l'università più prestigiosa era a napoli. Il brigantaggio (una grossa parte) era in realtà la resistenza, erano i partigiani che volevano difendere il sud. Il nord al contrario si è servito di frange di briganti prezzolati che poi sono diventati clan, mafia che ristabiliva ordine al posto delle truppe dei savoia. Pertanto il sud deve prendere coscienza della propria storia, delle cause, avere consapevolezza dei suoi limiti e smettere di avere timori reverenziali, smettere di allungare la manina per l'elemosina, deve organizzarsi in comitati e chiedere inetervento allo stato che anche con l'esercito dovrà ineervenire per liberare il sud e ristabilire le regole e rispetto delle leggi. Tutto questo potrebbe avere un tributo di sangue alto, forse anche attentati in altre città d'italia... è inevitabile, (ricordate falcone e borsellino?).Xchè poi lo stato ha fallito? Perchè è sceso a patti! Invece di continuare si è spaventato è tornato sulle proprie decisioni, mi rendo conto che non è una passeggiata. Ma il nord la deve smettere di pensare di colonizzare tutto quello che al sud del Po... non è meglio degli altri ...a parte il fatto che da 50 anni è colonizzato alla rovescia il sud sì è riversato al nord e purtroppo - oltre a gente per bene- c'è la feccia che opera e colonizza a scapito dei "nordisti". te saludi
vincenzo cignozzi
16 novembre 2011 alle ore 12:45Nel 1970 mi recai in un villaggio vacanze in Calabria, la sera del mio arrivo gli arbusti intorno al villaggio presero fuoco minacciando le auto parcheggiate che dovettero essere spostate sulla spiaggia .
L'incendio era chiaramente doloso e la voce che correva era che la direzione si era rifiutata di assumere persone raccomandate dal boss locale.
Le persone in questione erano abitanti del luogo.
Io non sono più tornato in Calabria.
Vincenzo Russo
16 novembre 2011 alle ore 14:19«alta densità mafiosa che da sempre...»
Errato. Non da sempre. Ma dal post-colonizzazione, altresì chiamata erroneamente unità d'Italia.
Stefano V.
16 novembre 2011 alle ore 14:20Se al sud iniziassimo di smettere di votare i mafiosi, magari si farebbe qualche passo avanti
Marcello Rugna
16 novembre 2011 alle ore 14:59Forse scrivere del sud e dei suoi problemi legati alla criminalità è più facile che comprenderne le complesse implicazioni.
Leggo nei commenti alcune espressioni tipiche di chi al posto del cervello ha un materiale indefinito o niente.
Non riportate però notizie in cui la comunità calabrese si sta ribellando al sopruso e lotta con tutti gli strumenti che sono concessi contro ecomostri e speculazioni che arrivano da quel nord tanto evoluto e civile. Ma non farebbe scalpore una bella fucilata in pieno viso fa esclamare tutti di stupore.
Nessuno qui nega la ingombrante presenza delle cosche che cercano di imporre il proprio potere con la forza, notiamo invece una completa assenza dello Stato che invece di finanziare la lotta alla criminalità organizzata taglia i fondi alle procure e limita gli strumenti investigativi.
Nuclei investigativi senza benzina per le auto, società che vantano crediti da oltre 300 giorni nei confronti delle DDA e perciò ne hanno sospeso servizi e forniture. Queste sono notizie da sbattere in prima pagina, questo dovrebbe far indignare il popolo italiano. Ma certo che gusto c'è a commentare notizie senza sangue o sesso.. nessuno.
valeria ruini
17 novembre 2011 alle ore 10:23sono veramente stanca di sentire notizie di questo genere...possibile che non ci sia modo di interrompere queste disgrazie??
non se ne puo' piu'!!!
la gente va innanzitutto educata !
