
Buone notizie dall'Islanda
26 novembre 2011 alle ore 20:11•di MoVimento 5 Stelle
L'Islanda si rifiutò nel 2008 di salvare le sue banche avviate al fallimento. Il debito era in gran parte verso investitori esteri. Per Olanda e Regno Unito ammontava a 4 miliardi di euro. Un referendum separò la responsabilità privata delle banche da quella pubblica dello Stato. Le tasse dei cittadini non vennero in soccorso delle banche. La moneta islandese perse subito il 25% sull'euro e il Pil arretrò del 10%. Dopo solo due anni di recessione la sua economia è ripartita. Nel 2011 crescerà del 2,6%. La disoccupazione è del 7% e l'interesse che riconosce per i suoi titoli pubblici è nettamente inferiore a quella dei Pigs. Un caso di studio!
Commenti (48)
alviseafossa
26 novembre 2011 alle ore 20:29CIAO BEPPE,
L'ISLANDA DEVE ESSERCI DA' ESEMPIO PER USCIRNE DA QUESTA CRISI,NON DIMENTICHIAMO L'ESEMPIO DELL'ISLANDA
ALVISE
P.S:I MIEI COMMENTI CERTIFICATI
tinazzi .
26 novembre 2011 alle ore 20:42
un caso di studio? ( capisco l'ironia....)
o di APPLICAZIONE SPONTANEA O FORZATA !
lo inserirei nel programma MS5....con il titolo
operazione ISLANDA....NOME IN CODICE.....
sIAMO IN GUERRA ...NO???
MISSION IMPOSSIBLE , PROTOCOL ISLANDA....
Tinazzi
Tinazzi
Economista Libero
26 novembre 2011 alle ore 20:53Per forza marcione, non dici a chi lo sta prestando... Senza contare che quelli che son rimasti a terra in UK e Olanda non erano pericolosi speculatori, ma nel caso inglese c'erano i fondi pensione di dipendenti pubblici, bella la tua giustizia sociale a senso unico, sei proprio un ritardato in economia.
LENIN il saggio (il verde appeso)
26 novembre 2011 alle ore 21:11me piacerebbe da vedè che cazzo se stanno a magnà
adesso gli islandesi!
no, perchè, m'è capitato de passà per il Portogallo l'estate scorsa...se non me sbrigavo ad arrivà in Spagna ...trovavo una ceppa de ciufolo da magnà in autostrada !!! anche con gli "euro" !!!
...non oso pensà all'Islanda dove nun c'è manco
non un'autostrada, ma una strada vera !!!
mah! .... annamonese...tutti a sant'elena, va!
ma c'entramo tutti ???
eh eh!
William Giachetti
26 novembre 2011 alle ore 21:26Grillo non parlare di cose troppo difficili agli italiani, non ci riusciranno mai
Rocco Santese
26 novembre 2011 alle ore 21:53Ti sbagli, l'islanda non è un caso di studio. Il caso di studio è la zona euro che potrebbe risolvere la crisi del debito in 2 giorni ma non lo fa perchè senno la cancelliera Merkel potrebbe non essere rieletta per un altro mandato
Antonio Mela
26 novembre 2011 alle ore 22:18Facciamo un esempio traslando i fatti islandesi nel nostro paese.
Unicredit e Intesa San Paolo decidono di cercare liquidità all'estero visto che il mercato italiano è saturo, così aprono sedi di rappresentanza a Londra e ad Amsterdam, e lanciano una campagna pubblicitaria in grande stile, promuovendo il deposito in Italia, perché il nostro è un paese forte e in crescita esponenziale (ricordate: sto facendo un parallelo Islanda-Italia, quindi risparmiatevi di farmi notare che in realtà noi siamo ad un passo dal default), e promettendo anche tassi di interesse superiori a quanto offerto in UK e Olanda.
L'iniziativa ha un gran successo, ma alla fine il tutto si rivela una sòla, perché poi le due banche vanno in bancarotta con tanto di amministratori in fuga con le valigie piene di soldi.
Però l'Italia ha un sistema bancario che è maturo e che tutela i risparmi, quindi i correntisti inglesi e olandesi si vedranno comunque rimborsati parte dei risparmi dall'apposito fondo di garanzia.
A questo punto però i cittadini italiani si ribellano, perché a loro importa 'nasega degli stranieri truffati, quindi niente soldi per loro, altrimenti poi la cosa avrebbe ricadute negative sulla loro vita e su quella dell'Italia stessa.
Fine della trasposizione.
Considerate che i clienti stranieri fottuti dal crack delle banche islandesi non erano certo squali dell'alta finanza (quelli a certe esche non abboccano di certo), ma gente comune che s'è vista fottere i risparmi di una vita e che s'è pure vista sfanculare dagli islandesi che han bloccato l'azione del fondo di garanzia interbancario.
Non capisco cosa ci sia da esultare nel comportamento arrogante ed egoistico degli islandesi. Cos'è, meglio i poveri furbi che vengono meno agli impegni rispetto ai poveri stupidi che si fan fottere i risparmi e si aspettano anche un onesto e dovuto risarcimento?
Qualcuno me la spieghi coi fatti, senza demagogia, che io non ho capito cosa ci sia di così fico nell'Islanda e negli islandesi...
libero pensiero perciò pazzo
26 novembre 2011 alle ore 22:45ogniuno deve prendersi le proprie responsabilità perciò non vedo perché gli islandesi dovrebbero prendersi le responsabilità di alcuni dirigenti di banca!
si potrebbe attuare la pena di morte per tutti i dirigenti di quelle banche e l'esproprio coatto di tutto quanto posseduto anche alla loro progenie e poi anche togliere la cittadinanza e mandarli in esilio....... solo dopo questo forse gli islandesi potrebbero decidere di prendersi una parte di responsabilità.
altrimenti, come la racconti tu una delle vittime dovrebbe pagare per il carnefice e per le altre vittime..... hai un buon senso della giustizia!
Marco P.
26 novembre 2011 alle ore 22:23...l'esempio dell' Islanda come un caso di studio.....ok, ma gli Italiani sono disposti ad un cambiamento? oppure come al solito si predica bene e si razzola male???
Silvano De Lazzari
26 novembre 2011 alle ore 22:48A proposito di Islanda:
crollo della borsa del 95%, dopo la crisi
crollo dei prezzi delle case del 30%
nel biennio 2009/2010 il pil è sceso del 10%
la disoccupazione è schizzata all'8%, nel decennio precedente non aveva mai superato il 3%
reddito delle famiglie crollato
i lavoratori sono stati licenziati o hanno dovuto accettare riduzioni di salario
la forte svalutazione della corona ha fatto rincarare i beni importati causando un'inflazione del 20% nel 2009
la crisi ha causato la più massiccia emigrazione dall'Ottocento. Oltre 5.000 islandesi sono emigrati nel 2009.
In proporzione è come se 1 milione di italiani emigrasse in un anno.
1/3 della popolazione rimasta sta pensando di emigrare. Così come le aziende.
Il costo del default islandese fu di circa 70 miliardi, quello italiano sarebbe di 2000 miliardi.
Pensate che i nostri creditori starebbero con le mani in mano?
Marco Folli
26 novembre 2011 alle ore 23:18DI CERTO LA FRANCIA CONTINUERA' A FORNIRCI ENERGIA NUCLEARE GRATIS....
nicola rindi
26 novembre 2011 alle ore 23:55E qual'è l'alternativa?
Ogni italiano ha 35000 euro di debiuo sulla testa (nonni e neonati compresi), ogni famiglia di 3 persone avrebbe 105000 euro di debiti da pagare, oltre a mutui bollette tasse mangiare benzina .....
il debito fatto da altri per loro uso e consumo (tradotto politici e mafiosi) è impagabile dagli italiani, questo è un dato di fatto, quindi se non si farà il default, il futuro sarà fatto di FAME e POVERTA' tanto che alla fine saremo noi ad andare in africa a fare gli schiavi.
Alessio Onofri
27 novembre 2011 alle ore 01:00E' un post da non commentare, perchè è una stronzata.
Silvano De Lazzari
27 novembre 2011 alle ore 11:12Nicola, sei disposto a emigrare come molti islandesi? Beh, accomodati.
Silvano De Lazzari
27 novembre 2011 alle ore 11:16Alessio, siccome mi ritengo una persona educata (sia lode ai miei genitori), non ti rispondo come ti meriteresti, ti dico solo io ho portato dei dati incontestabili, tu? Solo insulti? Un po' poco direi.
antonio chialastri
26 novembre 2011 alle ore 23:24l'Islanda ha la grandezza di un condominio di Roma: 270000 persone.
Ostia Lido ha più abitanti e non fa nemmeno comune.
L'Italia ha il terzo debito pubblico mondiale, ma non ha la terza economia del mondo.
questa posizione sul default mi pare molto semplificata.
In Argentina, dal giovedì al lunedì molta gente ha perso tutto: casa, lavoro, soldi in banca. Sono tornati al baratto.
Poi l'essere umano sopravvive a tutto, ma certamente non è una situazione da augurarsi.
Claudio Cristofaro
27 novembre 2011 alle ore 20:00Si appunto, questo studio sull'Islanda è una cavolata.
Loro sono 300 mila persone....come un quartiere di Roma... non è certo paragonabile a noi.
Marco T.
27 novembre 2011 alle ore 00:40Gli islandesi non sono gli italiani !!
albert einstein
27 novembre 2011 alle ore 01:01le banche ci hanno reso schiavi,lavoriamo per loro e per saldare i loro prestiti...ci hanno illuso con prestiti subito,una vita se ci basta per pagarli,la cosa peggiore che ogni persona può fare è il prestito in banca,ci siamo cascati come polli,e adesso siamo nelle loro mani come loro volevano. praticamente le nuove generazioni sono schiave succube di loro,e penso che loro sappiano che i mutui e debiti vari sarà dura estinguerli in pochi anni,creando cosi un vortice senza fine.
yuva m.
27 novembre 2011 alle ore 01:14Ma che cazzo si continua a perdere ancora tempo??
lo volete capire che non c'è altro modo di uscirne????
Solo rifiutandosi di pagare un debito imposto da avidi bankieri che hanno fatto in casa le loro monete per far finta di prestarle a noi, solo cosi si può uscire da questo pasticcio. Risanare il debito è matematicamente impossibile.
Le chiacchiere servono a confondere le menti già ultra inquinate dai loro lavaggi studiati per comandare le masse, non serve mettersi a parlare di come o di cosa si potrebbe fare improvvisandosi professionisti in economia,
chi non ha capito che questo debito non esiste e non è mai esistito non ha capito un cazzo, questi soldi che rivendicano non esistono, ogni banconota che gira di qualsiasi valore è costata dai 30ai 50 CENTESIMI, è tutta una truffa svegliaaaaaaaaaaaaa....
riccardo i
27 novembre 2011 alle ore 01:34Io non ci capisco piu' niente. se qualcuno mi spiega cosa sta succedento i n italia e cosa e ' successo in islanda in modo semplice fa un'opera di bene.
yuva m.
27 novembre 2011 alle ore 01:54io mi chiedo che state ancora aspettando ad agire
l'unico modo per uscire da questa schiavitù creata a regola d'arte da alcuni privati che nient'altro fanno se non i bankieri e i tipografi, si tipografi,sono coloro che hanno stampato tutta quella moneta che dicono di averci prestato, per loro il costo è stato dai 30 ai 50 CENTESIMI a banconota. Mentre qui si perde tempo ad improvvisarsi professionisti in economia questi individui stanno studiando come schiavizzare l'intera Europa semplicemente stampando pezzi di carta. Chi continua a lamentarsi o a proporre soluzioni per come ridurre sto debito non ha capito un cazzo,e già un cazzo perchè sto debito non esiste e non è mai esistito, in tutta questa follia di massa che fa stare male la gente, che non finirà mai di estinguere il debito pubblico neanche lavorando giorno e notte perchè questa bella truffa è cosi studiata. Se si vuole uscire dallo schiavismo che ci sta limitando sempre più,domani ci ammazzeremo per l'acqua, dobbiamo semplicemente disconoscere il debito pubblico, prendendo esempio magari anche dall'Islanda, si può fare,non mangiamo mica carta..!
Ciò che manca è un po di spirito di sacrificio, forse perchè siamo abituati male.. ma se non si fa niente per cambiare in futuro qualcuno mangerà anche la buccia delle patate rancida. Ma ciò che mi fa più rabbia è che il lavoro di Grillo andrebbe sprecato..
alex
27 novembre 2011 alle ore 03:03Una banconota da 100 euro costa forse meno di un euro e allora?Se cominci a ragionare con il signoraggio allora siamo fottuti.Il signoraggio come intende qualcuno,lo stato paga 100 euro per ogni banconata da 100 euro stampata,non esiste.Un invenzione di qualcuno che non ha la minima idea di come funzioni la moneta.Esiste un interesse di signoraggio che varia dal 2 al 3% ma niente di piu'.Mi meraviglio che ancora non si capisca che il debito non viene da un signoraggio che non esite,bensì da tutti coloro che comprano i titoli di stato (fossimo noi privati o banche centrali estere).Se questi sono i presupposti e le conoscenze degli indignados siamo gia' fotutti.
yuva m.
27 novembre 2011 alle ore 13:32tu dici che siamo fottuti dal signoraggio??
Dici che gli indignati hanno simili presupposti siamo rovinati?? Ripeto che non serve improvvisarsi professionisti in economia, banche ecc..ecc..ed inoltre io non sono all'altezza di sostenere,tra l'altro su un forum, discorsi di tecnica bancaria e cosi via anche perchè non ho una padronanza dei termini veri e propri; ma riesco subito a capire quando qualcuno mi vuole fottere..! mentre tu se parli di percentuali cosi precise di signoraggio del 2 o il 3% credo,senza offesa,devi tornare a studiare le tabelline, e comunque queste sono percentuali esistenti quando è nato il signoraggio bancario e il valore nominale della banconota aveva un corrispettivo in oro o qualcosa che stava a garantire quel pezzo di carta. I cittadini che con i propri risparmi comprano titoli saranno appena il 20% il rimanente 80% è dei bankieri di bankitalia che non è PUBBLICA MA PRIVATA.
è chiaro come il sole che i potenti si stanno dividendo il mondo arisveglia.
PS mi ha sconcertato sapere che alcune banke non prestano soldi agli stati che non vogliono PRIVATIZZARE l'acqua.!! sarà vero?? e perchè??
Johnny Gaspari
27 novembre 2011 alle ore 03:48sarà anche vero.
Ma ragazzi, sapete che significa 2 anni di recessione?
CHE SIAMO SPACCIATI
minchia 2 anni non passano mai
luigi savadori
27 novembre 2011 alle ore 09:32Io lascerei perdere il modello Islanda e comincerei a sottolineare che questa e' una guerra finanziaria portata avanti dagli USA- Mi permetto di citare questo intervento apparso su Nuovo Masada:-"Molto tempo fa pochi decisero la crisi europea, per evitare che il
dollaro crollasse. Gli sciacalli hanno puntato tutto sui Credit
Default Swaps.Una strategia per evitare un'ondata di vendite di
dollari da parte delle Banche Centrali ed il conseguente crollo del
dollaro. L'unico modo per rafforzare il dollaro passava attraverso un
attacco all'euro le cui compravendite ammontavano circa a mille
miliardi al giorno: impossibile pensare ad un attacco frontale contro
una moneta così forte. Quindi, gli sciacalli degli hedge funds di New
York fra cui anche certi protagonisti della distruzione di Lehman
Brothers hanno cercato i fianchi più deboli del sistema europeo e li
hanno individuati nei mercati dei Titoli di Stato di alcuni paesi
iniziando da Grecia e Portogallo. Esportare la depressione economica" Per leggere il seguito http://masadaweb.org/
anib roma
27 novembre 2011 alle ore 10:17http://www.youtube.com/watch?v=i-WosfxZEd8&feature=player_embedded
Moreno Bettega
27 novembre 2011 alle ore 11:09Strano che nessuno vada in islanda a vedere come se la passano,non dico le televisioni ma un blog come quello di grillo o altri potrebbero andare e farci sapere come stanno gli islandesi.
Franco G.
27 novembre 2011 alle ore 11:19Un caso di studio? ma che stiamo scherzando?
Un'aziensa fallisce e noi la studiamo? Studiamo come truffare il prossimo?Ma per piacere, un po' di coerenza!! L'Islanda come l'Argentina ha truffato milioni di piccoli risparmiatori, se lo fa un'azienda in Italia siete tutti subito pronti a chiedere giustamente la testa dei responsabili, un po' di coerenza suvvia! E non ditemi che la colpa è dei governanti, come in Italia c'erano libere elezioni e quindi se hanno fatto governare persone incapaci sono responsabili anche loro(come lo siamo noi in Italia).
Giovanni V.
27 novembre 2011 alle ore 17:18Uno Stato che fallisce non è azienda!
Un'Italia che fallisce è un posto dove i cittadini inermi assistono ogni giorno (da sempre)
ad una classe politica ladra e parassitaria
(in questo siamo leader mondiali) che allettata dal fare la cresta su ogni opera pubblica, le appalta ad aziende di mafia.
(A tutte le mafie..x non fare disparità..)
Le opere assumono un costo di costruzione 10 volte +alto che nel resto d'Europa (stadi comunali delle grandi città e alta velocità per citarne alcune..) e vengono per lo + realizzate con materiali scadenti.
Sperpero e disservizio. Cornuti e mazziati.
X 2 volte! Perchè lo sperpero avviene a debito e poi ci ripaghiamo su gli interessi.
Alcune aziende private falliscono perchè i proprietari si fanno prendere la mano nell'acquisto di auto di superlusso e yatch.
Ma uno Stato è fatto da noi cittadini,
e coi soldi dello Stato non ci compriamo nessun bene di lusso o superlusso.Anzi diamo allo Stato + di quanto ci torni indietro!
E il debito continua a crescere, coi relativi interessi..
Questo meccanismo durerà all'infinito,almeno finchè non capiremo tutti che non è un nostro debito e dobbiamo smettere di pagarlo!
Alessandro G.
27 novembre 2011 alle ore 11:21Mi ricordo che la funzione delle banche è quella di raccogliere il risparmio e fare prestiti, il risparmio riceve un tasso di interesse (positivo) e il prestito viene concesso ad un tasso più elevato (negativo) la differenza è il guadagno della banca, le banche quindi dovrebbero essere il motore dello sviluppo di una zona.
Ora invece le banche anziché premiare puniscono il risparmio, avere un conto in banca è un costo e non più un guadagno (i costi superano i tassi attivi)e non concedono più prestiti (le aziende in crisi si vedono richiedere indietro i soldi dalle banche, i giovani non riescono ad avere mutui per acquistare una casa o iniziare una attività).
E' chiaro che a questo punto le banche non sono più il motore dello sviluppo di una zona ma bensì un cancro, un ostacolo allo sviluppo. Basti ricordare da noi i bond argentini, le obbligazioni Cirio e Parmalat con cui le banche fregarono numerosi risparmiatori rifilandogli i loro pessimi investimenti.
Se le banche sono un freno, un ostacolo allora sono inutili. In Islanda si sono ribellati, hanno imposto che il debito privato delle banche rimanesse privato e vivono benissimo. Dobbiamo seguire il loro esempio: il debito italiano non è pubblico, bensì privato appartiene solo ai politici, lo hanno creato a loro uso e consumo e sviluppato per incapacità. Seguiamo l'esempio dell'Islanda: addebitiamo il nostro debito ai politici degli ultimi vent'anni, con i loro soldi, patrimoni, pensioni, vitalizi ripagheranno il debito e se la vedranno con le banche, nulla dovrà essere imputato ai cittadini. Noi saremo finalmente liberi dal debito e dalla spesa per interessi e se le banche falliranno, pazienza, tanto sono inutili, anzi solo dannose.
Le banche italiane varranno zero perché fallite, saranno acquistate da banche straniere e noi non perderemo nulla dei (pochi) soldi che abbiamo sul conto corrente.
roberto gallo
27 novembre 2011 alle ore 11:42ok.... e quale sarebbe il nesso con la crisi del DEBITO PUBBLICO italiano?
Carlo Carletti
27 novembre 2011 alle ore 14:25Hai detto bene.
l'Islanda aveva un debito risibile nei confronti di quello italiano.
Se l'Italia non pagasse il debito sarebbe un casino.
Giovanni V.
27 novembre 2011 alle ore 17:28Per tutti coloro che sono convinti che lo Stato italiano sia un'azienda e che sia una vergogna che la Nostra Azienda fallisca.
Un'Italia che prossima al fallimento è un posto dove i cittadini inermi assistono ogni giorno
(da sempre)
ad una classe politica ladra e parassitaria
(in questo siamo leader mondiali) che allettata dal fare la cresta su ogni opera pubblica, le appalta ad aziende di mafia.
(A tutte le mafie..x non fare disparità e non farci mancare niente..)
Le opere assumono un costo di costruzione 10 volte +alto che nel resto d'Europa (stadi comunali delle grandi città e alta velocità per citarne alcune..) e vengono per lo + realizzate con materiali scadenti.
Sperpero e disservizio.
Cornuti e mazziati.
X 2 volte!
Perchè lo sperpero avviene a debito e poi ci ripaghiamo su gli interessi.
I Riina e Provenzano di prossima generazione attendono trepidanti gli appalti di Tav,Mose e Ponte sullo Stretto..
Alcune aziende private falliscono perchè i proprietari si fanno prendere la mano nell'acquisto di auto di superlusso e yatch.
Ma uno Stato è fatto da noi cittadini,
e coi soldi dello Stato non ci compriamo nessun bene di lusso o superlusso.Anzi diamo allo Stato + di quanto ci torni indietro!
Nonostante ciò, il debito continua a crescere, coi relativi interessi..
Questo meccanismo durerà all'infinito,almeno finchè non capiremo tutti che non è un nostro debito,non lo abbiamo fatto noi,
e dobbiamo smettere di pagarlo!
roby f.
27 novembre 2011 alle ore 18:52C'è poco da studiare...io sono dell'idea che prima o po di questo grande debito sovrano dovremmo fare un bel falò!...si chiama legge di compensazione...detta alla Livornese, poggia e bua...fa pari!
l'umanità riparte senza debito pane e pesci per tutti...così i nostri politici possano incominciare a rubare per altri 50 anni...e noi paghiamo pochissime tasse...
Una specie di diluvio universale economico....l'america non aspetta altro idem UK..e il resto del mondo..
maria barberio
27 novembre 2011 alle ore 20:13Un esempio da seguire. Ma i sudditi-schiavi dormienti non credo si sveglieranno se non per fame, e allora sarà troppo tardi.
Domenico Sacco
28 novembre 2011 alle ore 09:50Non solo l'Islanda ma anche l'Argentina ha deciso che non vuole essere più sotto il ricatto delle banche.E così ha chiuso la porta in faccia al FMI e a tutte le altre banche che stavano per strozzare il paese sud americano.Il risultato è stato che oggi l'Argentina è uno stato che vanta una crescita del PIL di oltre il 7%, la disoccupazione è in costante diminuizione e,cosa ancora più importante,non si sottomette più ai ricatti delle banche-strozzine che dettano le loro regole e la "loro democrazia".In Italia invece facciamo l'opposto.I nostri politici SUPERPAGATI, di destra,di centro e di sinistra, negli ultimi 12 anni hanno rastrellato ben 575 miliardi dalle nostre tasche per pagare un debito infinito.Hanno impoverito sempre di più la popolazione.Hanno distrutto il ceto medio permettendo il continuo arricchimento di una piccola parte della popolazione che sistematicamente è immune dalle manovre e sfugge al fisco.Hanno creato il lavoro precario e i poveri del futuro.Poi, non contenti, stanno preparando una manovra che ci renderà ancora più poveri.Vogliono mettere ancora mano alle pensioni dopo una serie infinita di interventi e ci caricheranno ancora di tasse:affonderanno la nave su cui stiamo.Loro,i politici,hanno già pronte le scialuppe di salvataggio.Tutto questo con il bene placido di Bersani,Fini,Napolitano,Casini,Berlusconi ecc.Parlano di sacrifici e di tagli per gli altri,mai per loro.Spendiamo 27 miliardi per la politica,120 miliardi di evasione,90 miliardi di corruzione ma il conto lo devono pagare i soliti noti.Si riempiono la bocca di "EQUITA'" ma non ho mai visto nessuno di loro rinunciare al proprio"vitalizio".Così vediamo pensioni di 31000 al mese.Se una famiglia deve sopravvivere con 1200 al mese perchè un politico non può vivere con 5000 ? Basta sacrifici,basta povertà,basta privilegi della Kasta, la misura è colma!!!
Italo Argentino (curziorufo)
21 aprile 2012 alle ore 04:02L'Argentina avrà pure avuto una crescita del 7% ma non è stato di certo la politica a farlo. La crescita è dovuta alla gran quantità di soia che esportava in Cina e che adesso è tassata tanto che piantare soia non servirà più. Inoltre quei soldi il paese non gli ha mai visti per uno sviluppo economico anzi sono stati in parte regalati a gente che non ha voglia di lavorare e in parte rubati non si sa da chi. L'argentina in questo momento è un paese fermo che si sta mettendo contro tutti (Petrolio rubato alla Spagna) e questo la condannerà ancor di più. La povertà é alta e il terrore circola per la strada perché ogni giorno senti notizie di stupri e omicidi. Tutto questo te lo dico perché ci vivo in Argentina. Se vuoi fare quello che ha fatto l'Islanda cosa che mi sembra più che giusta visto che anche io sono stanco di essere preso in giro da banchieri e politici bisogna che chi prende in mano il paese (cioé il popolo stesso) sappia poi gestirlo. L'Argentina è in mano a mafiosi che fanno i loro interessi e posso dirti con sicurezza che hanno passato il limite del non ritorno ovvero che la situazione é non può essere risolta anche perché il presidente ha il 54% dei voti di gente che voglia di cambiare non ne ha.
paolo giannotti
28 novembre 2011 alle ore 09:56Via le banche gli interessi i politici fasulli i tecnici le trappole mediatiche le armi i nomi dei morti dalle vie dalle piazze..................
che torni la vita vera.
Voglio i Bambini al parlamento
^_^
rodingo usberti
28 novembre 2011 alle ore 14:51Lunga vita all'Islanda e al suo grande popolo.
(questo alla faccia di BCE, FMI, ecc., ecc.)
rodingo usberti
stefano versace
29 novembre 2011 alle ore 03:25le province! le province! ma in islanda avevano i politici delle province? pagavano i rappresentanti ai Parlamenti con le paghe piu' alte? costruivano ponti di tutte le sorti piu' dispendiose ed ospedali che costringono a far venire l'uomo ragno dalla Francia per far pulire i vetri? Riempivano le citta' di binari di tram senza farci passare il tram? spendevano in sistemi elettronici per raccogliere i dati dei passaggi di tutti i viaggiatori del servizio di trasporto urbano?
fabrizio v.
30 novembre 2011 alle ore 16:33Penso che il caso islanda la dica lunga su quello che la tv ci dice ogni giorno. Forse se crolla l'euro non crollano i paesi ma crollano solamente le banche. Meditate gente!
Silvano De Lazzari
30 novembre 2011 alle ore 18:52L'Islanda non fa parte dell'eurozona. La sua moneta, la corona, si è svalutata intormo al 50 % in seguito alla crisi...
anna turbo
1 dicembre 2011 alle ore 18:41Perchè non indiciamo anche noi un referundum come hanno fatto in Islanda? Lo so siamo di più ma basta la volontà e voglia di cambiamento.
Mauro C.
1 dicembre 2011 alle ore 23:12Agli islandesi il referendum l'hanno fatto fare.
Ai greci no, i tecnocrati europei l'hanno giudicato "pericoloso".
"Pericoloso" per chi? Per loro, naturalmente. Non s'era capito?
Italo Argentino (curziorufo)
21 aprile 2012 alle ore 04:10http://www.giornalettismo.com/archives/211635/lislanda-vuole-entrare-nelleuro/
https://www.google.it/#hl=it&sclient=psy-ab&q=islanda+euro&oq=islanda+euro&aq=f&aqi=g2g-v2&aql=&gs_nf=1&gs_l=serp.3..0l2j0i15l2.6876.9384.0.9582.12.9.0.3.3.0.218.1810.0j5j4.11.0.P2nMlfCWBaA&pbx=1&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_qf.,cf.osb&fp=f8524a8ddb62bbe2
Sembra che dopo aver fatto un grande passo l'Islanda ne stia facendo due indietro.
Perchéééé????
Adrian Zunino
29 maggio 2012 alle ore 09:24Buongiorno ,
si come giustamente la rete e un mezzo di "confronto" ... ho sentito molte volte Grillo parlare della questione "islanda" ...
forse questo Sig.re la spiega meglio , forse un po diverso da Grillo , gradirei molto una risposta per poter valutare meglio quanto detto da Beppe Grillo . GRAZIE. Distinti saluti .
link:
http://www.youtube.com/watch?v=sEeDS_cj3j8&feature=em-uploademail
Sergio S.
30 maggio 2012 alle ore 00:36Pubblicizziamo ovunque questo cambiamento! Questa vittoria dell'Islanda! Con il Movimento 5 Stelle possiamo fare ancora meglio dell'Islanda!! Su facebook, twitter, ovunque pubblicizziamo tutto questo che l'informazione non ha detto!
