
Voglio credere nel cambiamento
25 ottobre 2011 alle ore 17:58•di MoVimento 5 Stelle
"Voglio credere nel cambiamento. Perché devo votare coloro che fanno i politici da una vita solo per i propri interessi, privilegi, auto blu, pensione dopo 2 anni, nomina di parenti come portaborse, figli come successori, amici come consulenti? Perché dovrei votare per ricchi imprenditori o finanzieri strapagati o editori dittatori? Voglio che governino persone nuove, pulite, senza reati, senza legami con la malavita,non voglio corrotti o corruttori. Puo' essere un neolaureato o un piccolo imprenditore, un disoccupato o un bravo lavoratore, una casalinga o una brava impiegata, voglio chi come me dice basta promesse mai mantenute. Voglio credere nel cambiamento. Voglio credere nel Movimento 5 Stelle. Agli altri ho fin troppo creduto e son sempre stato deluso".
Oraomaipiù
Commenti (24)
l.
25 ottobre 2011 alle ore 18:22Si vabbè poi ti svegli tutto sudato!
Non te la prendere per il sarcasmo, ora o mai più,
ma mettere il lattaio a fare il ministro dell'economia, o la massaia a quello della difesa non mi sembra il massimo della vita!
Anche perchè probabilmente, il lattaio e la massaia sono quelli che hanno votato questi fetenti!
nicola rindi
25 ottobre 2011 alle ore 19:39Meglio il lattaio o la massaia che la russa o frattini...passando per scajola e berlusconi!!!
Alex
25 ottobre 2011 alle ore 23:29Il commento aveva un significato diverso, estraneo a quello che gli hai attribuito.
mariuccia rollo
25 ottobre 2011 alle ore 19:10Credici fortemente,non demordere.In Islanda i cittadini stanno cambiando la Costituzione
roby f.
25 ottobre 2011 alle ore 19:42la Lega non togliera la spina al governo..c'è l'accordo...quindi domani il primo ministro(e speriamo che sia anche l'ultimo)volera a bruxell per illustrarlo ai capi di stato.
Curioso però che sia stato annulato quello dei ministri delle finanze dei 27...mah!
Prossima uscita.....caos sociale!
Ireneo G.
25 ottobre 2011 alle ore 20:18Spes Ultima Dea...
In Italia i cambiamenti, se ve ne sono stati, non sono serviti ad altro se non a mantenere la stessa decrepita , parassitaria casta politicante...che è capace solo di chiedere sacrifici ma non sa (e non ci pensa proprio!!)farli.Vedremo...come finirà!
Giuseppe A.
25 ottobre 2011 alle ore 20:34credere nel cambiamento è ciò che ci rende invincibili, in fondo non abbiamo più nulla da perdere
Alex
25 ottobre 2011 alle ore 23:22NON SARAI DELUSO!!
manuela bellandi
26 ottobre 2011 alle ore 02:01http://www.youtube.com/watch?v=xorNjvg1B48&feature=related
wiwa la parre
26 ottobre 2011 alle ore 05:26Quatto quatto ,quoto quoto.
ida testa
26 ottobre 2011 alle ore 08:27Forza! Movimento 5 Stelle, possiamo farcela, i risultati ottenuti in Abruzzo lo confermano. Anche se dovessimo andare a votare con questa legge porcata, supereremo ampiamente lo sbarramento del 4%. Io e la mia famiglia siamo in 4, voteremo il Movimento 5 Stelle.
Ida Testa
roby f.
26 ottobre 2011 alle ore 08:40in questo paese finchè non arriveremo in fondo al burrone nulla cambierà!.
20 anni è durato il Fascismo,poi c'è voluto 5 anni di guerra e tonnellate di bombe sulla testa dell'italiani, per capire in che avventura senza ritorno c'avevano cacciato.
Nonostante questo, stupidi insistevano che il fascismo era cosa buona e giusta!!.
Quindi e solo una questione di tempo poi avremo il n/s 8 settembre...
L'importante è far pagare pedaggio...
Simone D.
26 ottobre 2011 alle ore 10:35E invece voglio proprio la massaia o il lattaio. Non è che sti politici siano dei geni malvagi. In buona misura sono persone di una pochezza intelettuale incredibile. Massaia e lattaio almeno sanno come funziona la vita vera
Coco Fiandrino
26 ottobre 2011 alle ore 13:00Parte 3
Gli economisti della categoria appartenente ai Tremorti direbbe che servono a creare ricchezza, mi spiego: per creare un opera servono operai che lavorando vengono stipendiati e che poi spenderanno i loro soldi alimentando il mercato degli oggetti facendo aumentare il PIL. C'è un problema però: lo stipendio degli operai non gli consente di acquistare oggetti in maniera soddisfacente per il PIL, gli oggetti sono troppo cari, bisogna farli costare meno, e in Italia non si possono alzare gli stipendi da fame perché di conseguenza comporterebbero un ulteriore aumento dei prezzi degli oggetti, come fare? Semplice dicono loro, produciamo gli oggetti dove le spese sono minori, cioè non in Italia, Ecco spiegato dal mio personale punto di vista l'esodo dell'industria Italiana. Alla fine della fiera a noi resta un ponte una ferrovia una palazzina più in generale un'opera totalmente inutile che non serve a creare ricchezza nel nostro paese ma solo disastri ambientali nel nome del lavoro creato all'estero e che comunque ricordo, dovrebbe essere un lavoro che produce oggetti utili, ecologici, duraturi e di facile riparabilità cosa che oggi non viene fatto.
Qui finisco il mio discorso molto probabilmente confuso, vista la mia ignoranza generale, e incompleto a causa dell'enorme quantità di implicazioni che potrebbero essere inserite in tale discorso che a mio modesto giudizio tocca nel vivo il disastro del nostro pianeta, della nostra società.
A voi l'ardua sentenza.
Coco Fiandrino
26 ottobre 2011 alle ore 13:01Parte 2
Questo ciclo infame e bugiardo porta a creare cumuli di immondizia, spreco di risorse inutile e arricchimento di chi se ne frega del benessere del nostro pianeta e di conseguenza di tutti noi.
Cosa accade quando questo ciclo si interrompe? Quali sono le cause? Le cause, di cui io so indicarne solo una è la seguente: Chi produce gli oggetti non ha più la possibilità economica di comprarli. Le conseguenze sono logiche, la fabbrica deve produrre meno auto perciò a bisogno di meno operai i quali non avranno lavoro e dunque un salario da spendere per acquistare quegli oggetti che produceva o altri, questo vuol dire che ci sarà una diminuzione di ricchezza generale che non farà altro che alimentare questo ciclo che porta ad avere sempre più povertà e sempre meno lavoro.
Credo che oggi questo modo di fare soldi sia diventato insostenibile e irreparabile, per protrarre il più allungo possibile questo consumismo gli stati si sono indebitati per ordine delle multinazionali. Si cerca di spostare le aziende dove si crede ci sia ancora un mercato oppure dove è possibile sfruttare a basso costo gli operai. Ora non ci resta che renderci conto che per cambiare bisogna semplicemente smettere di consumare e iniziare a riparare e conservare, riciclare e trovare tecnologie che permettano di produrre oggetti totalmente ecologici.
Per quanto riguarda il costruire il discorso è più semplice: e sensato costruire case e capannoni che non verranno mai abitati o usati per la mancanza di denaro sottraendo terra all'agricoltura?
A che serve una palazzina vuota? L'imprenditore come fa a rientrare del denaro speso per la realizzazione? A cosa serve la TAV in val Susa quando la ferrovia già esistente basta e avanza? A cosa serve un ponte irrealizzabile sullo stretto di Messina?
Coco Fiandrino
26 ottobre 2011 alle ore 13:01Parte 1
Il cambiamento, dal mio punto di vista, deve avvenire a partire dalla consapevolezza che non è più sostenibile continuare a costruire e consumare per creare Lavoro che, in ogni caso, non arricchisce i lavoratori ma i soliti ignoti.
Per la mia limitatezza di conoscenze in campo economico finanziario non so spiegare in modo "scientifico" in perché dell'insostenibilità del consumismo, però, quasi istintivamente posso affermare che tale sistema per funzionare deve avere degli acquirenti, cioè persone che comprano oggetti. Queste persone chi sono?
Sono le stesse persone che producono quegli oggetti. Quanti oggetti dobbiamo acquistare per definirci alla moda? Tanti!. Alcuni di questi oggetti siamo ormai obbligati a possederli: l'automobile, il cellulare, il vestiario per fare alcuni esempi. Questi oggetti cambiano di forma e colore continuamente e la pubblicità ci deve convincere che le scarpe blu con il tacco basso non sono più di moda e bisogna buttarle via per comprarne un paio di paperine rosse che , puntualmente, l'anno dopo saranno fuori moda, e cederanno il posto alle stesse scarpe blu con il tacco alto dell'anno prima che nel frattempo noi consumatori ci eravamo dimenticati dell'esistenza e avevamo buttato via.
gi s.
26 ottobre 2011 alle ore 13:53nel 2012 forse andremo a votare per un nuovo governo
( almeno io lo spero )per chi come me vota M5S,
comincia a chiedersi - ma saremo preparati e se non lo siamo faremo in tempo ad esserlo?
chi sarà il nostro leader?
io il mio c'e l'ho -- n° 1 - Eugenio Benetazzo
gi.s.(amergin)
l.
26 ottobre 2011 alle ore 15:19Il cambiamento, siamo noi, nel senso che non esistendo le persone oneste per definizione, o per autoreferenza, siamo noi che dobbiamo premiare o punire con il voto, i comportamenti dei politici!
Quì da noi i partiti quando vengono puniti dal voto calano di un 2-3 al massimo 4%, cosa volete che gliene freghi?
Si dovrebbe praticare un pò di pragmatismo, verso tutti, secondo il seguente, semplice, algoritmo:
Mi piace come hai governato?
Si-no!
Sto meglio di prima?
Si-no!
Si = Ti rivoto!
No = Levatevi dai coglioni!
Dopo un paio di bastonate da - 20% la qualità della politica, ed il rispetto dei politici verso i cittadini aumenterebbero in modo sostanziale,
è sicuro!
alberoc
26 ottobre 2011 alle ore 15:52Se non si cambia il modo di chi mandiamo a governare o meglio di chi decidono che dobbiamo votare, in una estrazione a sorte tra i cittadini che si iscrivono in delle liste di elezione a secondo sia esso parlamento, regioni, province, comuni non cambierà mai niente, avremo sempre dei parassiti che fanno solo il loro sporco comodo e noi continuiamo a prenderlo in quel posto.
Se chi è eletto non è accomunato a noi tutti comuni mortali, pensione , rendite, stipendi privilegi e tutte le altre manfrine che ci propinano di continuo saremo sempre noi a prenderlo in quel posto.
Mi dicono degli intellettuali della politica che se si facesse in questo modo non si potrebbe governare perchè noi semplici mortali non siamo politici di professione, come se per portare avanti una famiglia devi essere un famigliare di professione, per portare avanti una opera di volontariato devi essere un volontario di professione, per imparare devi essere uno studente di professione, non noi dobbiamo essere per questi di sinistra - centro e destra dei deficienti di professione allora sì. Facessero almeno le leggi ci pongono solo l'idea e poi nei ministeri seguendo le istruzioni di massima le sviluppano e loro il 99% non sa nemmeno che cosa ha votato.
Questo è come è adesso, lo vogliamo io no, voi lo volete penso di sì.
almagemme
26 ottobre 2011 alle ore 16:41Molto si può fare riducendo i consumi, costringendo le macchine a produrre di meno e far fare le 30/35 ore ai lavoratori. Riprendendo ad usare i servizi pubblici (da darsi) lasciando e osistuendo le macchine con piccolissimi mezzi di trasporto (il quad?) Si tratta di organizzarci.
Produttività? E' una parola fuori moda. Qualità invece... nel vestire, nel mangiare, nel respirare... La qualità ci può salvare. non la quantità. Basta con gli sprechi. Ci vuole un nuovo metro di lavoro e consumo se vogliamo salvarci. Intrapprendiamo la nuova rivoluzione
dei consumi....
almagemme
27 ottobre 2011 alle ore 05:37condivido in pieno.
ida testa
27 ottobre 2011 alle ore 08:28Al cambiamento ci credo, i risultati ottenuti in Abruzzo dal Movimento 5 Stelle lo confermano. Anche se dovessimo andare a votare con questa legge porcata supereremo ampiamente lo sbarramento del 4%. Io e la mia famiglia siamo in 4, voteremo 5 Stelle.
Gaspare M.
31 ottobre 2011 alle ore 15:26Bisogna credere nel cambiamento se no siamo spacciati. Non possiamo continuare a farci rappresentare da questa gentaglia. ORMAI L'HANNO CAPITO PURE I BAMBINI CHE SIAMO GOVERNATI DA DEI FUORILEGGE. Il popolo può cambiare le cose con un atto di coraggio e fare una rivoluzione STORICA democratica e senza violenza. BISOGNA MANDARE A CASA QUESTA CLASSE POLITICA E RIPRENDERCI LA SOVRANITà CHE CI SPETTA. QUESTO è L'UNICO MODO PER ANDARE AVANTI........
Michelangelo Di Stefano
6 gennaio 2012 alle ore 22:33Bel'articolo, complimenti. Cambia le tue parole, cambia il mondo. Solo se dentro di te succede qualcosa, potrà avvenire qualcosa all'esterno. Cambia tu per cambiare il mondo