
L'Italia muore a Barletta
3 ottobre 2011 alle ore 21:18•di MoVimento 5 Stelle
"Sotto un cumulo di macerie ho perso mio padre. Aveva 46 anni e quel giorno era al lavoro. Aveva un vestito nuovo, s'era sbarbato quella mattina. In programma aveva un appuntamento con un cliente importante. Non c'è mai andato. Sono passati vent'anni.
Oggi a Barletta è crollato un palazzo. Scricchiolava da giorni, dicono. C'è almeno un morto e chissà quante persone ancora sotto le macerie. Ogni volta che capita una tragedia del genere ripenso a mio padre, e penso che forse la sua morte non è servita a niente. Perché di parole, dal giorno della sua morte, ne ho sentite tante: la messa in sicurezza degli edifici di qua, la tenuta delle strutture di là e bla bla bla.
In Italia le situazioni a rischio sono centinaia. Palazzi costruiti con più terra e meno cemento, per risparmiare sui costi di produzione. Edifici vecchi non agibili, ma abitati perché questo passa il convento.
Quante altre Barletta dobbiamo aspettarci?"
Luca D.
Commenti (15)
alviseafossa
3 ottobre 2011 alle ore 22:37CIAO BEPPE,
NON SI SMETTE MAI DI MORIRE QUI IN ITALIA,SIAMO UNO STATO MORTO,PRIME SUL LAVORO ORA ANCHE A CASA
ALVISE
P.S:I MIEI COMMENTI CERTIFICATI
annita b.
3 ottobre 2011 alle ore 23:02Mi dispiace per tuo padre, e a distanza di anni non si fa ancora nulla per evitare queste disgrazie che feriscono anche chi come te nel passato ha perso una persona cara.
Dovrebbero succedere a loro queste cose, allora capirebbero cosa vuol dire soffrire per incuria altrui............Al solito le istituzioni sono ben lontane dai veri problemi dei cittadini che dovrebbero avere a cuore e non lasciarli morire così!!!!!!!!!!!!!!!
valentina s
3 ottobre 2011 alle ore 23:40Mi dispiace per tutte quelle persone che muoiono a causa di errori evitabili. Mi spiace perchè è sempre più evidente di come la vita non abbia più valore. Non importa se sei vivo o morto, a meno che tu non sia qualcuno. Non importa che tu lasci famiglia e figli se non sei qualcuno.
Non auspico nemmeno che la giustizia faccia il suo corso perchè la giustizia, intesa come macchina volta a proteggere i propri cittadini non esiste più.
Ho paura perchè se il valore della giustizia o meglio che sia fatta giustizia secondo i criteri di legge non è più così, cosa ci succederà? Ho paura.
Dario L.
4 ottobre 2011 alle ore 07:36Un pensiero a tutte le vittime che il governo Italiano continua a fare, NON con la sua indifferenza come vogliono che i telegiornali annuncino, ma con la loro totale attenzione, consapevolezza, partecipazione e soddisfazione per gli introiti che ne ricavano!
Riprendiamoci il territorio, CACCIAMO VIA I MAFIOSI DAL PARLAMENTO ANCHE CON LA VIOLENZA. NON E' SOLO UN DIRITTO MA ANCHE UN DOVERE DIFENDERE LA BANDIERA ITALIANA DAL NEMICO COMUNE!!!!!!!!
Dario L.
4 ottobre 2011 alle ore 08:13E' POSSIBILE ESSERE UCCISI DAI PROPRI GOVERNANTI? DOBBIAMO REAGIRE! A 18 ANNI AL SERVIZIO DI LEVA SONO STATO OBBLIGATO A FARE UN GIURAMENTO CHE OGGI E SOLO OGGI NE APPRENDO L'IMPORTANZA E IL SIGNIFICATO.
ABBIAMO L'OBBLIGO DI DIFENDERE LA DEMOCRAZIA E DIRITTI DELL'UOMO IN QUANTO SACRI, DAL NEMICO COMUNE CHE SI E' INSIDIATO IN PARLAMENTO E TUTTA LA CLASSE POLITICA OGGI E' COLPEVOLE!!!! CHI E' CON IL POPOLO DEVE DIMETTERSI DAL PARLAMENTO E AFFIANCARCI NELLA GUERRA CONTRO IL REGIME MAFIOSO!!!!! NON L'ABBIAMO SCELTO! E' LEGITTIMA DIFESA.
TOM TOM
4 ottobre 2011 alle ore 08:41Condivido le tue riflessioni sulla tragedia che ti ha colpito, e me ne rammarico.
Da ieri però mi chiedo una cosa. I proprietari, dov'erano? perchè non hanno provveduto a mettere a posto casa loro. Se ho un problema al tetto, sono IO che chiamo qualcuno, non aspetto le istituzioni.
A mio modesto parere c'è, al di là di questo post e di questa vicenda personale, le istituzioni centrano poco, trattasi di noncuranza personale.
roby f.
4 ottobre 2011 alle ore 08:43Questa volta il terremoto non centra nulla, in tempi non sospetti ho sempre detto e ripetuto che L'italia necessita di un piano di "rottamazione edilizia"...e lo ripeterò all'infinito!!sperando che facciamo N/s questa futura proposta di legge!
Troppe case ultracentenaria,costose dal punto della manutezione,energivore, e poco sicure.
Capisco la N/s avversione al cemento, ma la ristrutturazione del patrimonio edilizio è necessaria, dal punto di vista della sicurezza...è possibile farlo senza stravolgere in volto storico delle città.
Siamo un paese ad alto rischio sismico con edifici energivori e pieni di barriere architettoniche, con poco verde e strade piene d'auto parcheggiate.
Un intervento massiccio di rottamazione, potrebbe farci risparmiare un 50% di energia consumata e un 50% in più di energia prodotta, attraverso le fonti rinnovabili.
Basta utilizzare strumenti già esistenti come le agevolazioni previste per la costruzione di case in edilizia convenzionata, eliminare gli oneri di urbanizzazione e costruzione.
Semplificare inoltre le procedure burocratiche, eliminare i vincoli assurdi delle belle arti, in alcuni casi si arriva anche a costruzioni realizzate fino al '49, troppo!
Beppe spero che se ne parli su questo blog...
gianni cossu
4 ottobre 2011 alle ore 11:59condivido in pieno le critiche di roby, sui materiali, sono "vecchie" come sono concepite strutturalmente, oggi le case dovrebbero produrre energia non consumarne, si costruiscono case come ai tempi di mio nonno. ma la tecnologia a fatto passi da gigante, in tutti i campi.
Peter Amico
4 ottobre 2011 alle ore 18:28La rottamazione delle case è una invenzione dei costruttori. Siccome il mercato è saturo ci mettiamo a demolire le case vecchie e costruirne di nuove, ma non sulla base del bisogno o domanda del mercato, ma di una ipotetica legge che obbliga i cittadini a buttare nel cesso milioni di euro per un supposto al risparmio energetico o simile. Il risparmio energetico nel 90% è una bufala. Non possiamo sfigurare le nostre città o gettare al vento anni di mutui e risparmi per far lavorare i costruttori. Le case ecologiche che sono vendute oggi sono al 90% delle baracche con impianti difficili da manutenere e costosi. C'è da ristrutturare e abbellire il patrimonio esistente, renderlo più ecologico e non metterci in mano a cialtroni disonesti come quelli che lavoravano al fianco della casa crollata.
luca g.
4 ottobre 2011 alle ore 10:41questa gente che specula sulla vite della gente sono dei bastardi veri
Raffaella L.
4 ottobre 2011 alle ore 13:37Ho la strana e brutta sensazione che dovremo aspettarcene altre! E' uno schifo, ma è così! Ricordo anni fa quando avevo detto al mio padrone e vicino di casa, che il supporto in cemento e marmo della finestra di casa sua era pericolante e lui molto "gentilmente" mi aveva detto di farmi gli affari miei che non capivo un c....Dopo un mesetto il tutto è crollato creando danni ma senza per fortuna, ferire nessuno! Il 17 marzo del 1989, crolla la torre civica di Pavia, morte 4 persone. Ovviamente chi di "dovere", disse che era un danno naturale, non vi era stato nessun segno premonitore quindi, il crollo non era prevedibile, ma, da alcune foto raccolte nell'ultimo secolo di vita prima del crollo, mostrano che la torre ha avuto vaste e frequenti perdite di materiale. Gli esperti dissero che se la torre fosse stata monitorata (in modo particolare al basamento causa del crollo), tutto ciò non sarebbe successo! Già... bella consolazione. Sempre a Pavia ci sono stati crolli anche solo di calcinacci, ma che possono ferire gravemente le persone, ad asili, scuole, case di riposo ecc...per non parlare del ponte della Becca che dopo due interventi, a detta di chi passa tutti i giorni, dice che non è affatto sicuro e lo si vede ad occhio! Che cazzo faranno poi? Diranno che è accaduta un'altra calamità? Hanno idea di quello che può succedere se per disgrazia dovesse crollare con tutta la gente che transita di lì? Si può andare avanti all'infinito purtroppo. Un forte abbraccio a Luca
Vincenzo Germano
4 ottobre 2011 alle ore 15:11Questo e' solo un altro dei segni evidenti della incompetenza ed arroganza che perversa nel nostro amato Paese. Le cause alla base di incidenti come questo hanno piu' livelli di responsabilita'. A incominciare da chi ha progettato ed eseguito la demolizione del palazzo adiacente a chi, su questi avrebbe dovuto vigilare, verificare e monitorare.
In ogni caso, il comune denominatore tra tutte queste figure e' l'incompetenza e l'incapacita'. E' impensabile che nel 21esimo secolo ci possano assere ancora di questi 'errori madornali'.
Personalmente sono uno di quelli le cui competenze e capacita' professionali non sono state apprezzate in Italia, ma molto nel Regno Unito. In particolare a Londra, dove oggi vivo e lavoro, demoliscono, scavano e ricostriuscono ogni giorno. Strutture enormi ed imponenti sono realizzate in perfetto connubio con gallerie sotteranee, palazzi adiacenti(anche importanti)ed utilities varie senza che ci siano danni, ma in perfetta e sicura interazione.
In Inghilterra, e a Londra in particolare, le prime gallerie che ospitano la famosa Tube risalgono alla fine del '800. Le gallerie si muovono sotto tutta la Citta', Tamigi incluso, anche a diverse decine di metri di profondita'.
In Italia noi non siamo ancora in grado di fare una banale demolizione.
VG
franco campanalunga
5 ottobre 2011 alle ore 07:19Ecco, si è verificata la tragedia a barletta.Avevo commentato da qualche parte, della situazione del lavoro nella zona...oggi mi fanno venire il voltastomaco,assisstiamo a tutta la carrellata di ipocrisia e proclami di sindacalisti e politici,che arroccati nei palazzi di potere,sono gli unici a non sapere (ma sono convinto che non freghi niente a nessuno)che la schiavitù,oggi è un dato di fatto.Basterebbe che ,invece di scaldare le poltrone e le pagine Facebook,i politici e sindacalisti locali (facendo il loro mestiere)scendessero per strada a fare qualche passeggiata, che ci vuole a sapere dove si lavora? come si vedono cinesi in fila che vanno a fare provviste di viveri,cosi si vedono operai che entrano nei sottani e sottoscala di tutte le citta della zona.
Che ci vuole?solo alzare i grassi deretani dalla poltrona ,non solo quando ci scappa il morto e si cerca di fare campagna voti.
Ormai mi risulta difficile credere a nessuno...
Giorgio F.
6 ottobre 2011 alle ore 14:13Il presidente Napolitano ha dichiarato il suo sdegno quando ha saputo che le lavoratrici perite erano pagate in nero meno di 4 euro l'ora.
Per quella massa di lavoratori (per ora ancora vivi) che portano a casa la stessa cifra, se non di meno, dopo avere pagato tasse e contributi (che non riceveranno mai indietro), sdegnarsi no eh?
Vergogna!
ruggiero vitobello
30 marzo 2013 alle ore 15:32Vorrei sapere se il portavoce di Napolitano è Barlettano, se è un esponente del Pd, se è il prossimo candidato sindaco di barletta nel pd, e se la situazione economica di barletta e delle lavoratrici e lavoratori schiavi in questa e altre città non fosse nota ad uno stretto collaboratore del Presidente, quindi sdegnarsi di cosa? visto che la realtà è ignota solo a chi vive su Marte, o a chi fa finta di non vedere e non sapere. Lo sdegno delle istituzioni deve essere preventivo e non consuntivo alla tragedia.