"Lettera spedita all'Ente Parco Regionale dei Castelli Romani.
Elenco una serie di situazioni inquietanti a cui chiedo di porre rimedio. Sui sentieri si trovano spesso pietre smosse, vegetazione nei tracciati, pericoli anche mortali, come baratri o pareti instabili, non segnalati. I tracciati profondamente erosi dall'acqua sono ormai una consuetudine a cui, noi mtbikers e amanti del bosco, abbiamo fatto l'abitudine. L'ultimo disboscamento a Colle Iano ha prodotto situazioni di pericolo. Quando le pendenze della montagna sono molto elevate non si dovrebbe disboscare, lasciando una pianta ogni 40/50 metri quadrati. Il pericolo è che frane o slavine precipitino a valle. Le numerose frane intorno al cono di Castelgandolfo sono solo una parte di quelle dei prossimi mesi, se si continua a tagliare le piante. Urge mettere in sicurezza le pareti più a rischio, prima che "ci scappi il morto" ...come succede spesso in Italia. Nonostante io percorra 3.000 km/anno nel parco, si contano sulle dita di una mano gli incontri con i guardiaparco, sempre (badate bene) a bordo di pick-up fuoristrada con cassoni vuoti ed immacolati (a cosa serve un cassone se non per riporre qualche attrezzo, raccogliere immondizie o altro?). Ovunque rifiuti ingombranti, lavatrici, tazze del water, secchi di plastica o lamiera, migliaia di sacchetti con calcinacci, lastre di eternit... addirittura ben otto carcasse di veicoli .... rifiuti di cui qualche delinquente si libera, nottetempo, senza che si faccia nulla per prevenirlo o porne rimedio." Carlo R.

Il degrado del Parco dei Castelli Romani
21 ottobre 2011 alle ore 18:27•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (5)
paolo c.
21 ottobre 2011 alle ore 20:44C'è il reato di degrato ambientale?
Beppe. Inseriamolo nel SuperProgramma del M5S!
giancarlo sartoretto
22 ottobre 2011 alle ore 00:18Anche nella zona di Rocca Priora sempre nel parco vicino all'acquedotto della doganella camminando per i sentieri si può vedere il degrado. Ho trovato abbandonata nei pressi di una radura molto all'interno, un'autogru per lavori stradali tutta ruggine, pneumatici di varie grandezze, vetri, plastiche varie e qua e là l'immancabile water che spunta dal verde coMe se il bosco fosse un cesso. In un sentiero ho trovato anche dell'eternit, materiale edile e poi qualche baracchino di lamiere semiabbandonato contornato da confini improvvisati con reti di letti legate. Non è certo un belvedere. In uno di questi sentieri vicino alla strada principale hanno scaricato di tutto. Da poco è stata messa una sbarra per impedire lo sversamento che però è senza lucchetto, si può alzare e abbassare con facilità, altre due sbarre in una via asfaltata che lambisce il bosco dopo essere stata ripulita da cumuli di spazzatura. Ci sono degli avvisi con divieti e sanzioni però sono scritti in piccolo su foglio A4. Ma i funghi che crescono sopra questi cumuli seminterrati non sono velenosi anche se sono commestibili?
bruno pagnanelli
22 ottobre 2011 alle ore 15:07la situazione è generalizzata ovunque. Vi faccio l'esempio di Viterbo. Ormai è una vita che il comune pulisce (se lo cogliamo chiamare pulire) solo il Centro. La ditta che ha l'appalto della manutenzione è commissariata e le periferie sono uno scandalo. Abbiamo organizzato un gruppo su facebook (viterbo pulita) che voleva dar l'esempio con dei cittadini che raccolgono la monnezza altrui visto che il comune non lo fa. La cosa più sconvolgente, di fronte a tutto questo scempio è che non ci sono nemmeno controlli per far pagare chi sporca e chi lascia di tutto in giro. c'è gente che addirittura getta i sacchetti dalle auto in corsa ai lati delle strade. E' tutto sporco, degradato, parchi di verde pubblico appena costruiti in totale abbandono (via della biga di castro). Alla prima pioggia sarà emergenza ed un temporale si trasformerà in monsone. non c'è un tombino aperto.. fortuna che siamo in discesa.
Roberto Chiappa
22 ottobre 2011 alle ore 19:10Il degrado dei Castelli Romani non è che un esempio di ciò che avviene sistematicamente in Italia, dove l'incuria regna sovrana.
Sono mtbiker anch'io, e posso ben capire ciò che provi tu, Carlo.
desiree izzi
25 ottobre 2011 alle ore 13:46MALAGROTTA TRENT'ANNI DI VELENI E BUGIE.
Passeggiando per le strade di Roma in questi giorni mi è caduto l'occhio su alcuni manifesti che riportavano la scritta "Grazie Malagrotta: trent'anni di orgoglio per la città di Roma".
Nel 2010 ISPRA ha effettuato ricerche nell'area di Malagrotta, a seguito dell'incarico dato dal Ministero dell'Ambiente, con lo scopo di indagare circa i livelli di inquinamento ambientale eventualmente riscontrati. Tale lavoro credo sia noto a pochi e quasi sicuramente nessuno si è chiesto come mai questo studio non sia stato riportato in alcun telegiornale.
Nella zona di Malagrotta emerge una situazione critica di inquinamento atmosferico con valori nettamente superiori a quelli di riferimento nazionale; il valore peggiore è attribuibile all'emissione di metano, imputabile alla presenza della discarica. Per quanto riguarda i metalli pesanti si riscontrano superamenti di valori nazionali per nichel e rame. Oltre questi inquinanti atmosferici è stata rilevata la presenza di mercurio (Hg) nei campioni di suoli e di foglie, prelevati in via di Malagrotta e nella tenuta di Castel di Guido.
Per quanto riguarda le acque superficiali: i livelli di inquinamento del Rio Galeria, ci indicano uno stato ecologico "pessimo" per tale fiume (ovvero una capacità di auto depurazione e di supportare comunità animali e vegetali ormai compromessa) ed uno stato "non conforme", quindi non idoneo, per la vita dei pesci. Il Rio Galeria è dunque biologicamente morto. Per quanto riguarda le analisi effettuate su circa 39 pozzi ubicati dentro e fuori la discarica, si sono registrate concentrazioni elevate nelle acque sotterranee di metalli come: Alluminio, Piombo, Arsenico, Cadmio, Cobalto, Cromo, Ferro, Manganese, Mercurio, Nichel, Selenio e Tallio.
Mi piacerebbe moltissimo si parlasse più spesso dei problemi ambientali legati alle discariche, che in Italia sono ancora molto diffuse, purtroppo.
Dott.ssa Desiree Izzi