Il golpe inglese, un libro scritto da un bravissimo archivista, Mario Josè Cereghino e da un giornalista, il sottoscritto, Giovanni Fasanella. Sottotitolo molto significativo del libro: da Matteotti a Moro: le prove della guerra segreta per il controllo del petrolio e dell'Italia.
Intervista a Giovanni Fasanella e Mario J. Cereghino, autori de "il golpe inglese":
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Blog: Perché il titolo: "Il golpe inglese"?
G. Fasanella: s'intitola "Il golpe inglese" perché ricostruisce il colpo di stato forse più lungo della storia: il tentativo britannico -durato almeno 50 anni, dall'assassinio di Matteotti al caso Moro- di condizionare il corso della politica interna ed estera dell'Italia, che Londra ha sempre considerato un proprio "protettorato".Una guerra segreta combattuta contro di noi per il controllo del Mediterraneo, delle fonti energetiche e delle rotte petrolifere. Non è un libro di chiacchiere, dietrologie o ipotesi complottistiche, ma si basa interamente su centinaia di documenti secret e top secret che abbiamo trovato negli archivi di Kew Gardens. Rapporti, lettere, analisi ed altro materiale di governi, diplomazia e intelligence di Sua Maestà britannica. Sono dunque gli stessi inglesi che raccontano, attraverso le loro stesse parole scritte nero su bianco, come hanno condizionato il corso della storia italiana.
Blog: E in che modo hanno condizionato?
G. Fasanella:Con ogni mezzo. In particolare costruendo loro "quinte colonne" interne negli ambienti del potere: informazione, cultura, politica, diplomazia, apparati
Fra i documenti che pubblichiamo, ci sono elenchi di decine e decine di giornalisti, politici, sindacalisti, cardinali, militari e prefetti "influenzati" dagli uffici della propaganda dei Servizi inglesi. I "clienti" italiani, come vengono definiti dalla centrale londinese.
Enrico Mattei e l' intelligence (espandi | comprimi)
M.J. Cereghino: Il mio nome è Mario J. Cereghino e mi occupo di archivi britannici e statunitensi.
Blog: Perché l'Inghilterra considera Mattei nemico?
M.J. Cereghino: L'Eni di Enrico Mattei procura parecchi grattacapi agli inglesi. I giudizi non potrebbero essere più espliciti. "Mattei punta in alto. A nostro parere, è un uomo potente nonché pericoloso", scrive il Foreign Office nel 1957. Il capo dell'Eni è definito una "verruca", che minaccia gli interessi britannici nel mondo. Dicono gli inglesi: "Abbiamo tentato di fermarlo in ogni modo ma purtroppo non ci siamo riusciti. Forse è il caso di passare la pratica all'intelligence." E' il 1962. Pochi mesi dopo, Mattei muore in un incidente aereo.
Blog: Perché finisce nel mirino anche Aldo Moro?
M.J. Cereghino: Nel 1976, Londra è nel panico per la crescita del Pci di Berlinguer e si pone il problema di come bloccarla. Per un anno intero, elabora un progetto di golpe, ma di fronte ai rischi, le resistenze americane e alle rassicuranti informazioni che arrivano da Mosca, dove non è benvisto il Pci al potere in Italia, gli inglesi si chiedono se il "lupo" sia veramente Berlinguer. E da quel momento gli inglesi spostano la loro attenzione sulla Dc di Aldo Moro. Lasciano cadere l'ipotesi del golpe e optano, come scrivono in un loro documento, per l'appoggio a una "diversa azione eversiva".

Il golpe inglese - Mario J. Cereghino e Giovanni Fasanella
8 settembre 2011 alle ore 16:32•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (20)
alviseafossa
8 settembre 2011 alle ore 18:05CIAO BEPPE,
HANNO ANCHE TENTANTO IL GOLPE GLI INGLESI,CAVOLI,CI AHNNO MANIPOLATO PROPIO PER EBEN.E' UN BENE CHE CI SIANO PERSONE GIOVANNI FASANELLA E MARIO J COREGHINO,GRAZIE ANCORA PER AVER AFTTO LUCE SUI NOSTRI MYSTERI ITALIANI
ALVISE
P.S:I MIEI COMMENTI CERTIFICATI
cosimo
8 settembre 2011 alle ore 21:56Sicilie autentica spina nel fianco per le loro rotte commerciali, per lo zolfo siciliano (importantissimo al tempo) e per le sue capacità industriali e tecnologiche competitive. La corruzione delle gerarchie militari napoletane attraverso l'intelligence e l'appoggia ai loro ascari Savoia ha consentito quella impresa incredibile del loro corsaro Garibaldi "il leone imbecille"
cosimo
8 settembre 2011 alle ore 22:01L'Inghilterra ha sempre considerato l'Italia un suo protettorato fin dal cosiddetto Risorgimento. Basta considerare come è avvenuta l'unità d'Italia e che ruolo ha avuto la massoneria inglese direttamente e tramite i suoi affiliati italiani tra cui Garibaldi e Mazzini. Nella conferenza di Parigi, successiva alla guerra di Crimea, colsero l'occasione di servirsi del Piemonte per abbattere, loro anglicani, il potere temporale dei papi di Roma e per distruggere il fiorente Regno delle due Sicilie, autentica spina nel fianco per le loro rotte commerciali, per lo zolfo siciliano (importantissimo al tempo) e per le sue capacità industriali e tecnologiche competitive. La corruzione delle gerarchie militari napoletane attraverso l'intelligence e l'appoggia ai loro ascari Savoia ha consentito quella impresa incredibile del loro corsaro Garibaldi "il leone imbecille"
Arturo G.
8 settembre 2011 alle ore 22:16Complimenti davvero agli autori per la scoperta dell'acqua calda!
LENIN no friend max
8 settembre 2011 alle ore 22:34ebbene sostituire le "settesorelle" con l'odiata
Inghilterra non è il volere di santaromanachiesa!
meglio il nemico "inglese" (che io non amo lo stesso) che l'odiato yankee - vaccaro del Texas ! d'origini di Sion , no!
eppure... c'è qualcosa da sapere... a proposito
di nemici ...non troppo nemici !!!
La guerra dei Trent'anni
Appunti del Prof. Amedeo Paolucci
Inizio secolo, più che una pace... una tregua
I primi vent'anni del XVII secolo furono caratterizzati da un relativo equilibrio
politico tra le maggiori potenze europee: Spagna, Inghilterra e Francia.
La Spagna di Filippo III (1578-1621) del casato degli Asburgo e l'Inghilterra di
Giacomo I (1566-1625), avevano messo da parte antichi attriti, fino a ipotizzare
un matrimonio tra il figlio di Giacomo I (il futuro Carlo I) e una principessa
spagnola. Il progetto non ebbe seguito solo per la ferma opposizione dei
protestanti inglesi.
A Filippo III successe, nel 1621, Filippo IV, che regnò fino al 1665.
A Giacomo I nel 1625 successe Carlo I. Regnò fino al 1649.
La Francia di Enrico IV (1553-1610) della dinastia dei Capetingi del Ramo dei
Borboni, anche a causa delle guerre intestine, si era estraniata dalle vicende internazionali. A Enrico IV, nel 1610 successe Luigi XIII, che regnò fino al 1643.
Anche in Germania si godeva di un periodo di relativa tregua. La pace di Augusta del 1555 aveva garantito un certo equilibrio anche se, le tesi sostenute, il "cuius regio eius religio" (a ogni Stato la confessione del suo sovrano), non
aveva accontentato nessuna delle parti in causa.
Solo nel Baltico, Danimarca e Svezia, si confrontavano militarmente, per questioni territoriali, in un conflitto che preoccupava i commercianti delle Province Unite e della Spagna, che vedevano in grave pericolo i loro scambi.
Ma le nuvole temporalesche dovevano venire dal Sacro Romano Impero.
http://www.amedeopaolucci.it/Storia/La%20guerra%20dei%20Trenta%20Anni/La%20guerra%20dei%20Trent%27anni.pdf
Francesco Onorati
9 settembre 2011 alle ore 06:45Era il principio.
1860: La Fiaba dell'impresa dei Mille,
Ancora oggi leggiamo nei libri di scuola che 1000 uomini armati alla peggio partirono da Quarto in Liguria e sbarcarono a Marsala in Sicilia l'Italia possano aver sconfitto da soli un esercito di 30.000 effettivi borbonici.
Che ruolo ebbero gli inglesi a livello militare (ma anche con il finanziamento della spedizione garibaldina) nell'annessione del Regno delle Due Sicilie a quello Sabaudo senza peraltro che fosse dichiarata alcuna guerra?
E' vero che il regno Sabaudo nel 1859 era in grave crisi di liquidità (con un enorme debito pubblico diremmo oggi), nel 1861 ad annessione avvenuta istituì istituì la Guardia di Finanza sostanzialmente per sottrarre le casse e la liquidità al regno delle Due Sicilie e colmare con queste i debiti del regno sabaudo?
Come ogni governo imperialista che si rispetti anche quello sabaudo trasformò i sudditi del Regno delle Due Sicilie in briganti (i terroristi e poi "insorgenti" di oggi) il numero effettivo dei caduti (anche interi villaggi con donne e bambini) in quella vera e propria guerra civile è ancora sconosciuto.
E' vero che mentre da un lato vi erano giganti come Mazzini e Garibaldi avevano creduto davvero in un nuovo stato repubblicano con una nuova bandiera e nuova costituzione scelta dal popolo, dall'altro vi erano nani come i savoia e le potenze massoniche europee interessate ad eliminare i Borbone dallo scenario europeo, oltre che desiderosi di appropriarsi delle miniere di zolfo (necessario per fare le guerre) del Regno delle Due Sicilie ed alle sue casse naturalmente?
E' vero che per sottomettere il popolo napoletano ribelle ai savoia si procedette ad una alleanza con i capindrina della camorra ai quali in cambio furono "condonate" tutte le malefatte con la promessa dal canto loro di controllare totalmente la popolazione e sedare sul nascere ogni tentativo di rivolta? (vedi Liborio Romano prefetto di polizia e camorra)...
Francesco Onorati
9 settembre 2011 alle ore 06:54... Lo stesso Garibaldi rimase disgustato dalla condotta politica dei savoia sin dai primi mesi dopo l'incontro a Teano.
Inoltre i savoia ritennero che gli stessi garibaldini ormai rappresentassero un serio pericolo in quanto ancora armati e procedettero così al loro immediato scioglimento sotto la legida dell'immancabile Camillo Benso di Cavour.
Ah! A proposito di Cavour "lo stratega di stato", "il genio dell'unità nazionale" forse non molti sanno che non mise mai piede nel Sud Italia, amministrandolo a distanza semplicemente soffocando ogni tipo di dissenso.
E' ora che i briganti ridiventino semplici cittadini e ristabiliscano la VERITA' anche in parlamento, ovvero riscrivano la storia e facciano almeno sapere al mondo quali siano stati i reali scopi e ruoli degli Inglesi e dei Savoia nelle vicende che hanno portato 150 anni fa all'annessione del Regno delle Due Sicilie al Piemonte.
A presto!
Antonio Russo
9 settembre 2011 alle ore 12:16Ciao Francesco,
Ti ringrazio per il tuo commento e mi trovo perfettamente in sintonia con te.
Ho trovato materiale che conferma quello che hai scritto (nel libro "Terroni" di Pino Aprile e "I savoia e il massacro del sud" di Antonio Ciano per citarne alcuni).
Antonio (Taranto)
P.S. La "s" minuscola al cognome del casato citato e´ voluta...
Antonio Russo
9 settembre 2011 alle ore 12:22"Ciao Francesco,
Ti ringrazio per il tuo commento e mi trovo perfettamente in sintonia con
te.
Ho trovato materiale che conferma quello che hai scritto (nel libro
"Terroni" di Pino Aprile e "I savoia e il massacro del sud" di Antonio
Ciano per citarne alcuni).
Antonio (Taranto)
P.S. La "s" minuscola al cognome del casato citato e´ voluta...
Francesco Onorati
14 settembre 2011 alle ore 07:54Grazie @Antonio Russo per aver risposto al commento, essere in sintonia secondo me non è un fatto casuale di questi tempi, dopo 150 anni credo sia finalmente venuta l'ora nella quale si potranno chiarire molti aspetti della nostra storia non per disunire come vorrebbe qualcuno ma per unificare davvero partendo da basi di verità e consapevolezza di chi siamo stati e quindi di chi siamo e chi vorremo essere.
Peter Amico
9 settembre 2011 alle ore 08:22La globalizzazione ha radici storiche e le intelligence dei Paesi forti hanno sempre esercitato un controllo sugli altri Paesi. L'Italia non è mai stata forte e nemmeno è riuscita a controllare bene se stessa con l'intelligence. Questo non esclude che influenze autonome di organizzazioni di italiani, di ex italiani e criminali italiane abbiano acquisito grande influenza negli Stati Uniti, nel Sud-America, in Nord Africa. Se guardiamo a come è oggi l'Italia devo dire che un po' più di influenza estera non ci avrebbe fatto male.
Antonio Russo
9 settembre 2011 alle ore 12:25Da un po´di tempo il teem di Beppe elimina i miei commenti: troppo liberi?
Distinti saluti
Marco
9 settembre 2011 alle ore 17:25Qualcuno sa spiegare in breve come gli inglesi fecero cadere il fascismo nel luglio 43?
grazie
Marco
Santo Vaiana
9 settembre 2011 alle ore 23:11nel lbro non si parla di miniere che erano in Sicilia o di Massoni Garibaldi o Mazzini massoni è una cavolata,ognuno scrive quelle che vuole senza citare le fonti non andiamo in americanismi che pur difesi dagi stessi americani non si pò infangare il nome senza avere le prove anche S. Paolo è stato accusato diperseguitare ed uccidere gli ebrei ma non si hann le prove.Perchè quando vi è stato lo sbarco dei mille a Palermo i francesi si ritirarono: è un dubbio storico, si potrebbe pensare che la guerra nonli avrebbe risparmiati a Garibaldi solo con 2 generali a Palermo circondati dai francesima certe volte anche la fortuna gioca un ruolo nelle guerre. Interessi politici ed economici hanno sempre mosso le guerre ma non penso che gli inglesi abbiano avuto molto peso nel manipolarefino a fare il colpo di stato con Mussolini, ed altri episodi più che altro giornalistici che storici, ognuno di no ha i propri ideali e deve metenersi su di essi nessuno è scevro di peccati perchè per gli inglesi era come pentirsi di aver aiutato l'Italia credendo forse no al pericolo comunista ma alla loro decadenza da inizio secolo come scrive Denis Mack Smith è tutto un processo di piccole manchevolezze per la famosa diplomazia inglese fino a Gheddafi in anni recenti nelle qualè stata affidata all'Italia il ruolo di diplomazia con la Libia.
Jane Daisy
11 settembre 2011 alle ore 10:01la tesi sostenuta e' di una banalita' sconcertante. E' ovvio che la Nazione che fino a 50 anni fa dominava il mondo, cercasse di influenzare (anche) la politica italiana. Ma come si fa a scrive un libro su una simile banalita'?
Giovanni Fasanella
13 settembre 2011 alle ore 12:05Sarò ovvio per lei, @Jane Daisy, non per me che mi chiamo Giovanni Fasanella. Perchè non è affatto banale raccontare agli italiani come i suoi connazionali (?) tentassero di eliminare i leader del nostro paese che non ubbidivano agli ordini din Londra.
Giovanni Fasanella
13 settembre 2011 alle ore 13:53sarà ovvio per lei, @Jane Daisy, non per me che mi chiamo Giovanni Fasanella. Sapere come i suoi connazionali(?) tentarono di condizionare o di eliminare personaggi, come Mattei e Moro, che non ubbidivano ai loro ordini, per lei sarà banale, per l'opinione pubblica italiana (ma credo anche per quella inglese meno faziosa) è materia di un certo interesse.
SceriffoLobo
14 settembre 2011 alle ore 17:54per quale ragione il mio commento è stato cancellato? non conteneva offese
ma una semplice ricostruzione della biografia di Fasanella.
Ex biografo di D'alema di cui ha avuto l'onore di raccontare per primo la
sua storia in:D'Alema. La prima biografia del segretario del PDS, 1995;
la seconda pubblicazione è:
D'Alema. L'ex comunista amato dalla Casa Bianca.
A seguire da giornalista dell'unità passa a Panorama al soldo di B. e
cambia anche la sua bibliografia con titoli come:
Intrigo internazionale
in cui sposa teorie assurde sulle stragi italiane tra cui la teoria di
Cossiga sulla strage di Bologna che vede nella pista palestinese la
soluzione di tutti i dubbi,andate a Bologna a chiedere a Bolognesi cosa ne
pensa...
Ma anche altri titoli come:
Il morbo giustizialista
Ora chiedersi se è il caso di concedere a tale giornalista l'onore del
lancio in pompa magna sul sito di Beppe è qualcosa che deve essere
censurato? E per quale ragione? Sono anche stato eliminato da you tube.La
censura va bene?
Giorgio Pagano
17 settembre 2011 alle ore 02:01Utile libro che verrà presentato a Roma
Martedì 20 settembre, alle ore 17.30, dall'Associazione Radicale "Esperanto" (ERA) nel salone del Partito Radicale in via di Torre Argentina 76. Insieme all'autore Giovanni Fasanella ci saranno per parlarne: Giuseppe Di Leo, giornalista e vaticanista, Gabriella Fanello Marcucci, saggista e Direttrice degli Archivi di Radio Radicale e Giuseppe Rippa, Direttore di Quaderni Radicali; introduce e modera il Segretario dell'ERA Giorgio Pagano.
Eliyahu
19 dicembre 2011 alle ore 20:31Ecco una polemica in favore della tesi che le potenze occidentali vogliono una bomba iraniana. Si utilizza il libro Il Golpe Inglese.
http://ziontruth.blogspot.com/2011/12/did-western-great-powers-ever-want-to.html
