Mi sembra ovvio che si debbano tagliare tutte le cariche politiche delle Province, non le loro funzioni quando sono necessarie.
"Sono dipendente di una delle Province da sacrificare. Non mi preoccupo del mio futuro perché sto sempre meglio della miriade di disoccupati in circolazione. Solo sono stanco di essere accomunato alla moltitudine di inetti ed incompetenti che sta gestendo questo Paese. Non credo di essere inutile e dannoso, percepisco uno stipendio ridicolo per le mie attività e che sono aumentate vertiginosamente. Voglio dirvi che ci rimetterà è sempre l' utente. Non sperate lontanamente che le Regioni siano in grado di svolgere le mansioni delle Province. Io vedo tutti i giorni queste cose, le Regioni sono zeppe di dirigenti e politici, fanno girare soldi e non fanno nulla e ci hanno rifilato le competenze più rognose. La manutenzione delle strade e delle scuole sono pozzi perdenti, non portano voti e dissestano i bilanci. Quello che faranno sarà creare qualche agenzia a cui delegare tutto e farcirla di dirigenti e politici trombati. Questa classe dirigente non è in grado di gestire nemmeno il gabinetto di casa figuriamoci un Paese complesso come il nostro. Non basta tirare una riga su un foglio, bisogna fare i conti con la realtà complessa dell'Italia. Non è con soluzione semplicistiche che si risolvono i problemi, altrimenti alla prossima manovra chi taglieranno?" franco castelli

Il dipendente della Provincia
15 agosto 2011 alle ore 19:16•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (34)
viva l'italia
15 agosto 2011 alle ore 19:33il governo ragiona col culo!
ci sono provincie piccole virtuose e provincie grandi schifose perciò non c'è una relazione diretta tra la dimensione e la qualità.
Idem comuni e regioni.
I governi devono ragionare secondo criteri di qualtità e di merito e non di dimensione.
Ma sopratutto se sono incapaci bisogna trovare il coraggio di deporli con le buone o con le cattive.
roby f.
15 agosto 2011 alle ore 19:36Dopo che ho letto l'articolo, mi è venuto i lucciconi agli occhi..mi sono messo a Pinangere!!sono commosso!
Via giu' lo sappiamo tutti di cosa si occupano le Province,Formazione Professionale(ahhh)Strade;Centri per l'impiego(vere buffonate)e qualche istituto superiore...!!Ora lungi da me e da noi Puntare il dito sui "dipendenti",ma non prendiamoci in giro,le competenze possono passare ai Comuni, del resto, molte attività sono già svolte in tandem, tipo le municipalizzate,case popolari...attraverso conferenze di servizi intercomunali..
Poi se vogliamo parlare dei consorzi di bonifica..3 operai e 30 dipendenti,tutti a non fare un cazzo, penso che basterebbe prendere qualche geometra per espletare queste attività.
Lasciamo perdere il centro per l'impiego dove andrebebro arrestati tutti...non ti dico l'iter umiliante che una persona invalidi come me ha dovuto subire,per iscriversi..una cosa vergognosa...!!!6 volte sono dovuto andare lì!!!pe rsentirmi dire che sicuramente lavoro per l'invalidi non c'è.
Ma 2 guardie giurate sono fuori della porta..e perchè..e perchè ci sono 3 hostes che t'accompagnano negli uffici quando è il tuo turno..cammino male, ma una stanza sono capace di trovarla da solo!..questo è l'esempio di come i capoccia buttano i soldi nostri e ci fanno votare i coglioni!.
Nessuno si scagli contro i lavoratori, che sicuramente potrebbero prendere stipendi più dignitosi, senza questa caterba di politici fra le palle...!!!oltretutto vi fanno aggaire quando c'è da darvi 10 euro d'aumento!!!
alvise fossa
15 agosto 2011 alle ore 19:54CIAO BEPPE,
MENO SONO LE RPVINCE,MEGLIO VIVIAMO SENZA DI LORO,CONCORDO APPIENO,MA POI CHISSA' CHE NON SI RICICLINO DA QUALCHE ALTRA PARTE
ALVISE
P.S.I MIEI COMMENTI CERTIFICATI
maria .
15 agosto 2011 alle ore 20:08Una soluzione transitoria potrebbe essere quella ritornare allo STATUS esistente alla'inizio del secolo XX°, quando c'erano le "Sottoprefetture" che svolgevano il compito di collegamento con le Prefetture .
SOTTOPREFETTURE- 1861-1927
Con la legge comunale e provinciale 23 ottobre 1859,n. 3702,il regno di Sardegna,che,in seguito alle annessioni dei territori già soggetti agli stati preunitari,sarebbe divenuto-nel giro di 2 anni-Regno d'Italia,fu amministrativamente diviso in province,circoscrizioni,mandamenti e comuni (legge 23 ottobre 1859).Nelle province,a rappresentare il governo e ad eseguirne le volontà, era posta l'Intendenza generale(vedi voce relativa),guidata da un Governatore.Allo stesso modo,nelle circoscrizioni furono istituite delle Intendenze a capo delle quali furono posti gli Intendenti del Re.
....
"A seguito dell'unificazione nazionale, il capo del governo Ricasoli decise di modificare la denominazione degli uffici periferici del Ministero dell'Interno. Attraverso il regio decreto del 9 ottobre 1861, n. 250, le Intendenze generali assunsero la denominazione di Regie Prefetture, mentre le Intendenze vennero chiamate Sottoprefetture (decreto 9 ottobre 1861).
http://www.lombardiabeniculturali.it/istituzioni/schede/300039/
PS
Una soluzione transitoria in attesa di una sistemazione degli uffici in ambito territoriale e degli accordi tra i diversi Consigli e Consiglieri.
Ma occorrerà andare verso una migliore efficienza dei servizi provinciali, molti dei quali , specialmente la manutenzione ed il controllo della sicurezza delle strade, lasciano a desiderare.
Stefano Dallapè
15 agosto 2011 alle ore 20:21Condivido in pieno!
Sono anch'io un dipendente pubblico che ha sempre lavorato onestamente senza leccare alcun politico di turno (ho fatto poca carriera). La miopia di questi politici è allucinante e l'esempio lampante è quello di "Stevie Wonder Bossi" (can che abbiaia.......).
Detesterò per sempre questa gentaglia.
Stefano Dallapè
salvino roma (com)
15 agosto 2011 alle ore 20:25Dirigenti con super stipendi da 300mila euro,
auto di lusso e mensa riservata a 7,50 euro
Sono i 6 direttori centrali
del Demanio, alti papaveri
dello Stato trattati non
con i guanti bianchi, ma qualcosa
di più, dal ministero del
Tesoro, cioè da Giulio Tremonti.
Lo stesso Tremonti
che sta chiedendo lacrime e
sangue agli italiani. I loro nomi
sono sconosciuti ai più,
eccoli: Carlo Bertagna, vice
direttore, Paolo Maranca,
capo dell'area operativa,
Antonio Ronza, direttore
delle risorse umane, E d o a rdo
Maggini, direttore della
pianificazione, Bruno Finmanò,
responsabile degli affari
finanziari, Marco Cima,
direttore finanziario. Sopra
ai 6 c'è un settimo, il direttore
Maurizio Prato, un manager
nominato proprio alcuni
giorni fa anche presidente
e amministratore del
Poligrafico dello Stato, che
però nella nomenklatura
pubblica è un caso a sé. Secondo
le versioni ufficiali, il
suo incarico al Demanio sarebbe
addirittura a costo zero
per le casse pubbliche,
cioè svolto in "spirito di servizio",
come si diceva un
tempo.
A differenza dei loro pari grado
delle altre agenzie fiscali,
che pure non sono lasciati
nell'indigenza come il poverello
d'Assisi, i 6 del Demanio
godono di stipendi che
gli altri si sognano, gratifiche,
gettoni di presenza, premi
annuali, mensa riservata e
a "prezzo politico", cioè a
pochi spiccioli, auto di lusso
sempre a disposizione. Macchinone
belle grandi con un
leasing rinnovato proprio alcune
settimane fa, Audi,
Bmw e Volvo di grossa cilindrata
e così ingombranti che
per farle agevolmente entrare
nel garage della sede, al
numero 38 di piazza Barberini
a Roma, all'inizio di luglio
hanno dovuto chiamare i
muratori per allargare l'i ngresso.
Dal Il fatto quotidiano 14 8 11 .
senza parole..
salvino roma (com)
15 agosto 2011 alle ore 20:34E arrivata la fine di tutto abbiamo perso tutti ricchi e poveri belli e brutti , per coloro che credono non ci resta che la montagna il ritiro spirituale e il digiuno lo zen e il tiro con l'arco.
e vaffa.. governo ladro da me non ci guadagni anzi stai alla larga .
Lino C.
15 agosto 2011 alle ore 21:11Questo impiegato della Provincia ci ha esposto il quadro dei vari dirigenti.."politici" che sanno usare bene la persuasione a chiacchIere, ma non sanno gestire ne organizzare un bel niente...!!
Qual'è il problema?? è il solito...Non si può votare a rappresentarti uno qualunque senza capacità e competenze in nulla.... O magari un trombato alle elezioni per Camera e senato !!E' un problema culturale bisogna imparare a scegliere le persone...!
Il M5Stelle nel suo programma usa questo criterio.....!!
Patrick D.
15 agosto 2011 alle ore 21:31Non si tratta di licenziare i dipendenti, ma di buttare al macero un pò di poltrone politiche, poi le "rogne" ve le vedete sempre voi.
ivan m.
15 agosto 2011 alle ore 22:11infatti le cose si fanno bene o non si fanno.
un bel colpo di spugna: via TUTTE le province, almeno cosi' non si fanno discriminazioni
Giuseppe maldera
16 agosto 2011 alle ore 00:45Assaltiamo il demanio, cacciamo a calci nel culo quei farabutti e abbuffiamoci alla loro mensa.
Fabio R.
16 agosto 2011 alle ore 07:43Che vuol dire "abbuffiamoci alla loro mensa"???
Forse non sei molto diverso da quelli che vorresti cacciare....
nataniele m.
16 agosto 2011 alle ore 07:43Ha ragione Vittorio Feltri: quando le regioni erano soltanto una entità geografica (anni '70 circa)e le province erano più efficienti le spese erano di gran lunga minori ed i servizi moooooolto più validi.
Con l'introduzione di questo cazzo di federalismo all'itagliana hanno creato con le regioni tanti stati nello stato con tanti ministeri presidenti, assessori ecc. ed hanno lasciato le province che si sarebbero dovute eliminare. Quindi: forse è meglio eliminare le regioni così come sono ora e ritornare alla situazione "quo ante". Serve una riforma costituzionale? E la si faccia, visto che hanno già tentato di distruggere la Costituzione per motivi abbietti.
Oppure federalismo VERO, alla Svizzera.
Ma tanto non faranno una bella minchia di niente!!
Alberica T.
16 agosto 2011 alle ore 08:34Parole sante, ma cé´un ma.
Gran parte del "lavoro" negli enti pubblici e´"creato" per occupare gente.
La prima cosa da snellire sarebbe la "burocrazia".
Faccio un esempio.
Ci sono giacimenti di petrolio considerevoli, ma se per estrarre un barile di petrolio ce ne vogliono 8, allora dove va il guadagno?
Questo e´il "lavoro" di molti enti pubblici.
Per avre un biglietto ferroviario in Germania l´utente va su Internet.
Consulta gli orari, esamina i prezzi e compra il bilgietto.
Quanto risparmiano le ferrovie?
Se per avere una Carta di identita´o un qualsiasi documento, io potessi andare online e stamparlo, quanto risparmierebbe il comune?
Io non metto in dubbio che in certi uffici siano oberati di lavoro.
Ma perche´non usiamo la tecnologia?
Semplicemente per creare posti di lavoro, che la comunita´deve pagare magari facendo debiti.
Se gli stessi posti di lavoro fossero in una attivita´produttiva, per produrre merce che ad esempio importiamo dalla cina, non solo lo stato risparmierebbe, ma avrebbe maggiori introiti.
Il segreto e´: organizzazione, niente burocrazia (che e´la madre della corruzione) e piu´investimenti.
roby f.
16 agosto 2011 alle ore 08:59Allora per farvi capire perchè non servono a nulla vi porto un esempio che vi aiuterà a chiarire l'idee.
Qualche anno fui testimone di un episodio che mi fece accapponare la pelle:
Conoscevamo un imprenditore, il quale ebbe la felice idea di acquistare una stazione di servizio senza Brand!libera...come si dice in gergo.
Bene, questo tizio voleva aprire una stazione non solo oil, quindi bar, ecc..si accorse che non c'era l'allaccio all'acqua potabile...mahhh, il primo punto disponibile si trovava a 1.2 km di distanza!!si rivolge all'azienda, la quale li chiede uno stonfo di soldi, tipi 200 mila euro.èèè!
Li suggeriamo di posare una tubazione sulla fascia di pertinenza stradale della Provinciale..domande ecc..il girono del sopralluogo con l'operaio della Provincia, scopriamo che c'è da pagare un canone annuale!!what?l'ingegnere va In Provincia prende la documentazione...ed et voilà!!4000 euro l'ann di canone di concessione per la servitù di condotta!ahhhhhhhhh!Badate bene lungo il percorso vivono 10 famiglie!!!
In Pratica l'azienda acqua non voleva saperne di prendere gratuitamente la tubazione realizzata dal Privato..in quanto il canone è insostenibile!!!
Ecco a cosa Servono le Provincie!!!!comodo gestire i corsi di formazione professionale abbraccetto con le assciazioni di categoria...così come le camere di commercio...aria tutti a casa!!!
alice kappa
16 agosto 2011 alle ore 09:26Le Provincie dovrebbero essere eliminate e i compiti che svolgono affidati alle PREFETTURE che hanno la stessa competenza territoriale e svolgono per lo più dei compiti inutili o ridondanti. Non si dovrebbero licenziare gli attuali dipendenti ma soltanto i politici.
Anna A.
16 agosto 2011 alle ore 10:13Sono anche io una dipendente di una provincia, una grossa provincia, e quello che dice il collega è vero le competenze, come è già successo qui, verranno delegate a agenzie create ad hoc per non dover ridurre le cariche politiche.Eliminandole si abbatterebbero le spese di gestione ma si moltiplicherebbero CdA e affini...
l.
16 agosto 2011 alle ore 10:34Ok togliamo le province,
togliere qualche migliaio di poltrone politiche inutili, fa sempre bene.
Naturalmente non vanno toccati i posti di lavoro,
visto che le funzioni delle province rimangono, e visto che l'organico è comunque stato scremato in modo consistente in questi anni.
Detto questo però, temo che i cittadini, infarciti di luoghi comuni, non abbiano ben capito di che si tratta, e si aspettino chissà quali risparmi.
Credo sarebbe il caso di spiegare una volta per tutte che questo provvedimento per quanto giusto,
sia scarsamente significativo a livello economico,
altrimenti ricadremo anche noi nella più banale demagogia!
La mia solidarietà a questo dipendente pubblico, sottoposto come gli altri ad un ormai più che decennale e immotivato attaco mediatico,
nazional popolare e demagogico, orchestrato
dai governi di destra, ma non solo,
che si sono succeduti in Italia.
Ricordo per finire che il numero di dipendenti pubblici per abitante dell'italia è uguale se non inferiore a quello dei principali paesi europei.
http://www.impiegopubblico.com/3nespor.htm
Enrico Galavotti
16 agosto 2011 alle ore 11:25Le Province sono una vergogna del nostro paese e di qualunque paese che voglia dirsi democratico. Sono un'emanazione dello Stato centralista. I Savoia le hanno prese dai francesi allo scopo di controllare i Comuni. Sono i Comuni che devono avere più potere. Sono loro che devono decidere cosa fare a livello locale, con chi consorziarsi per gestire i problemi intercomunali e come utilizzare le tasse che devono restare in loco. Il vero potere democratico è solo quello locale ed è il Comune che, al massimo, dovrebbe, a seconda della necessità contingente, concederlo temporaneamente allo Stato. Quanto più la delega dei poteri viene gestita lontana dal Comune tanto meno forti dovrebbero essere i poteri che si concedono, a meno che non vi siano urgenze particolari e momentanee (come quando le tribù cosiddette "barbare" affidavano, in caso di guerra, tutti i poteri a un sovrano eletto per il tempo necessario). I Comuni fanno parte di una società civile che è il vero soggetto della democrazia. Oggi tutto questo viene vissuto in maniera rovesciata e il federalismo della Lega Nord non ha fatto che accentuare il centralismo.
bibo bibo
16 agosto 2011 alle ore 12:31La realta complessa è stata fatta diventare tale per creare burocrazia e posti di lavoro come il suo. Ho avuto modo di provare a gestire i vari livelli di realta complessa Italiana . Piu un sistema è complesso piu il cittadino deve chiedere per favore . Siccome non si fanno favori allora bisogna pagare , come raramente succede , qualche tangentina . Sono tutte le prov da sopprimere non alcune ibase alla dimensione , anche questa una complessa analisi Italiana . A Casa .
valter
16 agosto 2011 alle ore 12:42Sono assolutamente d'accordo !!!!!!
Sono un dipendente municipale e i dirigenti, i politici e gli ammanicati vari sono cresciuti, in una quindicina d'anni, in maniera esponenziale; e la loro incompetenza, la loro protervia, la loro presunzione di "IMMUNITA' TOTALE" e' cresciuta di conseguenza.
Mi guardo intorno e vedo i dirigenti del domani: coloro i quali dovranno amministrare la "COSA PUBBLICA": mi viene da piangere. Non mi sale nemmeno piu'l'incazzatura.
FATEMI ESPATRIARE !!!!!!!!!
Raven eye.
arthur schopenhauer
16 agosto 2011 alle ore 13:00INVECE DI DIRE QUELLO CHE FARESTE VOI PER MIGLIORARE L COSE, GUARDATE ED ASCOLTATE QUESTO:
http://blip.tv/rivoluzioniamo/paolo-barnard-il-piu-grande-crimine-5059059
E' UN DOVERE MORALE...SE NON ALTRO PER CAPIRE QUALCOSA. SE E VERO? RES IPSA LOQUITUR......
carla rossi
16 agosto 2011 alle ore 14:55Sono anch'io convinta che le Province abbiano la loro utilità, ma vanno svuotate dalla politica. Per la partecipazione al consiglio provinciale non dovrebbero essere indette elezioni, ma automaticamente potrebbe essere costituito dai sindaci eletti nei Comuni. Un altro risparmio potrebbe venire dal corretto uso del personale e dei tecnici interni senza continuare ad appaltare troppe iniziative all' esterno. Solo eliminando la politica si può giungere a certi risultati e, così, gestire equilibratamente, in economia l' Ente,Non sarebbe, dunque, necessaria, la cancellazione di nessuna Provincia.
roby f.
16 agosto 2011 alle ore 15:35Non prendiamoci in giro,l'abolizione delle provincie è cosa buona e utile, occorre però un passaggio importante da fare:
1.Accorpare i Comuni fino a farli raggiungere quota 150-200 mila abitanti;
2-trasferire i dipendenti presso l'amministrazioni Comunali;
3-Chiudere le Camere di Commercio;
4-Chiudere le motorizzazioni e passarle ai comuni.
5-Trasferire il catasto a ciascun comune;
6-Chiudere L'ato;
Le Regioni attraverso uffici compententi vigilano su alcuni servizi di carattere generale che riguardano Comuni diversi come:
Scuole Superiori;STrade d'interesse regionale;Trasporti pubblici e Privati extraurbani;ecc.finish.....
Marco .
18 agosto 2011 alle ore 16:53Comune di centomila abitanti? Ma vuoi far morire le realtà rurali?
gianantonio di giorgio
16 agosto 2011 alle ore 16:15Sono curioso di saper come ha avuto il posto in provincia,in genere sono quasi tutti raccomandati da politici.
Luca Bernusso
17 agosto 2011 alle ore 11:25Io per concorso pubblico...studiando ne ho vinti due.
rocco pugliese
16 agosto 2011 alle ore 18:16penso di conoscere abbastanza bene il funzionamento di comuni e provincie e mi spiace assistere a discussioni che non approfondiscono tutti gli aspetti di un argomento.Se andiamo a leggere attentamente un bilancio economico di una provincia risulterebbe lampante che l'abolizione di questo ente locale non comporterà risparmi significativi. Come sempre a pagare saranno i soliti cittadini sia in termini economici che di servizi.
salvino roma (com)
16 agosto 2011 alle ore 19:34C'era una volta a Napoli il collocamento dove chi era senza lavoro o chi avesse un occupazione doveva per obbligo passare dal collocamento e la lista o graduatoria dei più bisognosi di lavoro veniva affissata al muro . Poi venne l'imbroglio per arrivare primo nella lista si doveva conoscere i capi uffici o il direttore per risultare nella graduatoria , ma questa è un altra storia. Voglio dire che oggi esistono a Napoli ,4 Centri per l'Impiego in più una miriade di agenzie iterinale per il lavoro ma l'imbroglio scavalca l'ufficio è arriva prima di tutti . L'Ufficio o L'impiegato o equiparati vanno resettati tutti per snellire l'enorme caos che i nostri bravi e audaci deputati e onorevoli e senatori hanno creato per nascondere i loro malefatti , più creo caos meno vengo notato o più rubo meglio.
Un Uomo oriana fallaci "per una democrazia libera".
roby f.
18 agosto 2011 alle ore 08:48Vorrei ricordare a questo "amico" che ha omesso di dire una cosa importante...Dovrebbe sapere che in tutti gli enti pubblici c'è il cosi detto Turn Over ossia,per assumere una persona minimo ne devono andare in pensione tre!..
Quindi caro amico già una sorta di tagli c'è già,poi giustamnete come dice te, questi stronzi di politici s'inventano gli uffici para statali,ossia esternalizzano servizi;inutili e costosi..
Comunque,quelli più avvelenati sono i politici sindaci in primis..ovviamente nei piccoli comuni fa gola il potere!!.
Per gli impiegati non cambierebbe nulla,anzi forse toglieremo subito il blocco agli stipendi, cercandoli di gratificarli di più nello svolgere il proprio lavoro...ahhh! se potessero parlare liberamente..!!sono sciuro che la stragrande maggioranza è consapevole che con noi avrebbe una porta sempre aperta!!!
Quindi Fatti S:A:L:V:I i POSTI DI LAVORO l'ordine è Cacciare i Politici!!!
pino
18 agosto 2011 alle ore 16:21Le regioni devono avere tutte le autonomie degli assessorati con il controllo e le decisioni tramite i referendum propositivi ed abrogativi dei residenti, i veri governatori! di una democrazia moderna. Si PARLA ma si FA ! (come nei Cantoni Scvizzeri. Siamo noi che dobbiamo decidere quando, come e se ! un comune, una provincia debba essere usata ridimensionata, accorpata o soppressa in base alle loro condizioni e necessità. i politichesi, i faccendieri,la burocrazia ed i costi scompariranno certamente! Il nostro governo nazionale è OBSOLETO non serve più. E' solo istituzionale per le parate e gli incontri internazionali,(ma avremmo gli Ambasciatori!)
massimo pistosi
20 agosto 2011 alle ore 21:10Due parole sulle Provincie.
Lo stato Italiano è una macchina complessa e smantellarla con un pennarello è impossibile. Le Province vanno diminuite in base alla morfologia del territorio (es. in toscano possono scomparire Prato, due tra lucca pisa e livorno in Valle d'Aosta può far tutto la Regione etc). Una volta rivisitate passare a queste mansioni definite tipo la cura del territorio (eliminando dove esistono comunità montane, consorzi di bonifica etc...). Assicurarsi che le Provincie eliminate, almeno il 55/65% non si reciclino quali sedi distaccate vanificando il risparmio. Così si ristruttura lo Stato.
marco urraci
22 dicembre 2011 alle ore 18:29sono dipendente della provincia di Torino e mi chiedo che fine faro?Concordo pienamente con l'articolo che ho appena letto e mi chiedo:Non era meglio lasciare le cose come prima?
Giuse
9 maggio 2012 alle ore 14:28"La spesa delle province, pari a circa 12 miliardi l'anno, contrariamente a quanto le grida manzoniane diffuse hanno ormai radicato nei ragionamenti, non viene soppressa se si sopprimono gli enti. Per azzerare quella spesa occorre anche adottare una scelta radicale: eliminare tutte le funzioni e competenze che svolgono le province.
Il che, per analisti superficiali, che non conoscono a fondo quello che le province fanno, potrebbe essere un problema risolvibile con una semplice scrollata di spalle. Ma, in realtà, azzerare province e loro funzioni significa eliminare costruzione e manutenzione delle strade provinciali, delle scuole superiori, eliminare il sistema dei trasporti pubblici provinciali, azzerare le attività di controllo e pianificazione ambientale, sopprimere la regolazione della caccia e della pesca, distruggere il sistema dei servizi per l'impiego, divellere la formazione professionale, per rimanere solo alle funzioni principali." Tratto da http://www.leggioggi.it/2012/05/03/quando-le-idee-mancano-vincono-gli-slogan-si-aboliscano-le-province-dunque/ Informarsi e ragionare con calma serve.
