I beni comuni

“Il fatto è che i beni comuni sono diventati i beni dei Comuni che possono pure venderserli alla faccia nostra. E i Comuni sono in mano ai partiti cioè alla burocrazia che sempre più spesso lavora per se stessa o per le varie mafie che la controllano e la “proteggono” mettendo ” a disposizione” i voti e i dossier quando serve. Il popolo viene sfruttato, distratto dai media e soprattutto estromesso dalla vita pubblica attiva. Hanno ragione le Madri de Plaza de Majo: “No votar, no pagar empuestas”. Gandhi aveva capito: potranno avere il nostro cadavere ma non la nostra obbedienza. E’ sulla nostra rassegnazione e sulla nostra paura che contano per fotterci, smettere di temerli e auto-organizzarci nella disobbedienza collettiva senza più dare alcun riconoscimento e alcuna collaborazione, una vera diserzione sociale: questa sarebbe l’unica possibilità di sottrarsi al dominio.” Gilda Caronti, Milano

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