Renzi, il privatizzatore dell’acqua

Voglio spezzare una lancia a favore di Renzi che si batte per la remunerazione alle società che gestiscono l’acqua pubblica. E’ l’unico in tutta l’opposizione a non aver cambiato idea di fronte alla rivolta dell’opinione pubblica e ad aver mostrato la vera faccia del Pdmenoelle. Meglio un nemico che un falso amico come i 10 pidimenoellini (tra cui Fassino) e i due Idv che, con la loro assenza, non hanno permesso l’accorpamento dei referendum con le elezioni amministrative. Se non fosse per loro avremmo già ottenuto il quorum.
“Il rottamatore Matteo Renzi illustra la propria posizione sul referendum del 12 giugno. Lo fa attraverso la sua bacheca Facebook: “Voterò tre sì e un no”. Il no è relativo ad uno dei due quesiti sull’acqua pubblica. Ecco come lo motiva: “Dico no al quesito sulla remunerazione dell’investimento: è una norma del governo Prodi nel 1996, ministro Di Pietro. Senza questa norma si bloccherebbero gli investimenti per acqua e depurazione”. E piovono critiche sulla bacheca anche se qualcuno, come Antonio Piccirillo, dichiara che seguirà l’esempio del sindaco di Firenze.”
Il 12 e il 13 giugno vota quattro SI per i referendum!

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