
La Rinascente con gli occhi a mandorla
28 maggio 2011 alle ore 23:04•di MoVimento 5 Stelle
La Rinascente è un altro pezzo di Italia che se ne va. Chirathivat sembra il nome di una divinità indiana. E' invece quello della famiglia thailandese che controlla la Central Retail Corporation (CRC), il gigante asiatico della distribuzione al dettaglio che ha acquistato l'azienda italiana più famosa di grandi magazzini. Fu Gabriele D'Annunzio a darle il nome nel 1917, ma la società risale al più lontano 1865. Il suo declino iniziò con l'acquisto della Fiat. I thailandesi mettono la parola fine dopo quasi 150 anni. Ci stiamo vendendo anche i fondi di magazzino dopo l'argenteria. Avanti il prossimo.
Commenti (27)
giorgio p.
28 maggio 2011 alle ore 23:28"il suo declino iniziò con la fiat",come quasi tutto ciò dove la fiat ha messo le mani,vedi lancia,autobianchi alfa romeo,ecc.
stefano giuiusa
28 maggio 2011 alle ore 23:53Solo un tassello nel declino di ciò che si definisce "occidente". Se solo pensiamo alla Volvo. Certo è che nel declino l'Italia è sicuramente all'avanguardia
Silvano De Lazzari
29 maggio 2011 alle ore 00:26Beh, paragonare la Rinascente a un fondo di magazzino, non mi pare molto azzeccato. Poi, io non ci vedo niente di male se la gloriosa Rinascente va in mani tailandesi, perché mai? Se questo significa il rilancio del marchio e magari l'aumento dell'occupazione (nel rispetto dei lavoratori), perché no? Non sempre imprenditori, o sedicenti tali, italiani sono da preferire. Fiat è già stata ricordata nel post, e Berlusconi con la Standa, chi se lo ricorda?
Poldo Panino
29 maggio 2011 alle ore 00:42Non c'è nessun declino.
è l'ASIA (e anche i paesi BRICS in generale,soprattutto Brasile) che sta crescendo a ritmi vertiginosi (la Cina,l'India... anche paesi come la Thailandia e che erano un tempo considerati terzo mondo) e che con i suoi capitali entra nella finanza,nell'industria,nel commercio dei paesi occidentali così come le multinazionali e aziende occidentali investono,comprano e producono nei mercati asiatici.
Se vogliamo parlare di declino...io lo vedo soprattutto nei giovani occidentali....figli di papà e di mammà che sanno solo lamentarsi.... pretendono di guadagnare migliaia di euro dopo essersi laureati e di avere un posto fisso.... andate a vedere come lavorano in Cina e in India i neolaureati in materie difficili.... poi forse vi sveglierete....
Un imprenditore oggi può avvalersi della consulenza di un ingegnere informatico indiano che costa un terzo rispetto ad un informatico italiano.... può chiedere una consulenza ad un chimico indiano che prende 400 euro al mese invece di 2500 (e che oltretutto parla inglese come un madrelingua inglese).
LA GLOBALIZZAZIONE è il nocciolo della questione.IL paese dei BALOCCHI con Don Camillo e Peppone è FINITO!!!... Ma noi ci ritroviamo ancora i vecchi modelli e schemi del passato... parassiti e imprenditori che vivono di rendite del passato....
Non vedete che siamo tutti arroccati nelle nostre cittadine (del cazzo che non contano nulla) a difendere i nostri piccoli privilegi? L'altro giorno parlavo con un professore ordinario che si lamentava dei tagli alla sua università di provincia... ha 30 iscritti nel suo corso magistrale... e a 50 km c'è un'altra Università con un numero maggiori di iscritti... DEVI MORIRE DI FAME perchè HAI RUBATO dei soldi al centro piu grande che poteva investirli in una maniera piu proficua... questo volevo dirgli... ma mi sono morso la lingua!...
frank berlino
29 maggio 2011 alle ore 09:06Quasi tutto vero, ma chiediti dov'è la distorsio nel mercato del lavoro: in india dove il bravo chimico guadagna 400/m (in verità qualcosina in più)o in europa/nord america dove l'altrettanto bravo chimico guadagna 2500/m?
In italia vi lamentate tanto che i meritevoli, chi si è fatto un culo sui libri, NON viene ricompensato il giusto, poi se un chimico viene pagato 2500 ogni mese vi lamentate??? che popolo strano!!!
Venite a chiederci in Germania come facciamo a produrre/investire/crescere, con o senza crisi e con o senza cina. 2500 al mese poi, è il salario medio di un metalmeccanico, un laureato in discipline tecniche o business guadagna molto di più, e se così non fosse, la gente si indignerebbe.
Chiara Mente
29 maggio 2011 alle ore 10:15Ossia fai l'apologia del mercato. Un laureato in India però guadagna una somma che, forse, rapportato al costo della vita, è sufficiente a farlo vivere dignitosamente. Un laureato in Italia invece se prende 1300 euro al mese (e pure da precario) non arriva alla quarta settimana. In compenso abbiamo ex politici (parlamentari e di enti regionali) che di VITALIZIO (dopo 30 mesi di lavoro?) prendono 3100 euro al mese ed altri che ne prendono oltre 10.000 (recentemente aumentati dalla Regione Puglia) altri 90.000 al mese per essere transitati per alcuni mesi in Enti regionali o di Stato (Giuliano Amato ne prende 32.000 di euro al mese per una legge che si è fatta da solo). Non dovrebbe sembrare a tutti che questo è un Paese SBAGLIATO e che la classe dirigente va TUTTA sostituita e comunque disprezzata?
Silvano De Lazzari
29 maggio 2011 alle ore 12:18Non credo che i lavoratori italiani debbano adeguarsi a quelli cinesi o indiani in fatto di diritti acquisiti. In quei paesi, lo sappiamo, il diritto del lavoro è una chimera. I diritti non vanno adeguati al ribasso. Non ha molto senso dire che in India o in Cina i chimici guadagnano 400 euro, mentre in Italia ne pretendono il quadruplo o il quintuploo: il costo della vita e le tutele sociali sono ben diverse. Che facciamo, ci trasferiamo tutti là?
Paolo Cicerone, ( ★★★★★)
29 maggio 2011 alle ore 01:58....
......può essere utile questo contributo?
http://www.youtube.com/watch?v=cMxpetcxDrA
andrea vargiolu
29 maggio 2011 alle ore 06:07perche ci danno la possibilita di comprare una cosa al momento senza darle soldi pero ci fanno fare una finanziaria ? Potete rispondere E GRATIS
Claudio C
29 maggio 2011 alle ore 07:27Sono stato in Thailandia. Ho visitato anche la capitale Bangkok. A parte i momumenti (bellissimo il palazzo Reale) due cose mi hanno colpito per la loro grandezza e il loro splendore (per entrare nel tema del post): un centro commerciale pieno di negozi di abiti firmati e ristoranti alla moda e l'aeroporto. Pensavo come, in confronto, via Montenapoleone e l'aeroporto Malpensa fossero cose ridicole. Noi italiani ci sentiamo al centro del mondo, ma forse bisognerebbe allargare un po' la nostra visuale.
Domenico Granato
29 maggio 2011 alle ore 09:51per noi il progresso si ferma ad un cellulare grande quanto un televisore! la gente non ha la cultura\capacità di decidere con la propria testa, comprano solo quello che indossa il vip del momento.. non sanno crearsi uno stile tutto loro,si lasciano condizionare,da 4 articoli sul giornaletto di alfonso signorini,per questo che le marche che trovi nei centri commerciali sono contate sulle dita.. e dei centri commerciali poi? arrivano in città, mandano in bancarotta a tutti:fruttivendoli,calzolai,bar,negozi di telefonia.. lasciano che tutti i loro dipendenti (sempre precari) si Indebitato per comprasi scarpe alla moda,e un auto nuova ogni 6 mesi.. poi chiudono e si ritrovano tutti in mezzo a una strada senza nemmeno avere capito cosa sia successo! i centri commerciali.. meglio se non ci sono!
luca
29 maggio 2011 alle ore 09:25La Fiat ha il dono di re Mida alla rovescia!
Domenico Granato
29 maggio 2011 alle ore 09:34ma dove li trovano, su media shopping? cmq mi gioco tutto quello che ho.. (un pacchetto di sigarette) che la causa di tutto questo e un "certo" sign.tremonti! in arte sul blog "tremorti"..
Massimiliano P.
29 maggio 2011 alle ore 09:51Abbiamo SOLO imprenditori buoni a piangere CASSA allo stato e chiedere GRATIS le concessioni come l'acqua!
come la MARCEGAGLIA, nell'ultimo suo discorso.
Poi...appena possono guadagnare poco in piu' si trasferiscono all'estero!
W le COOPERATIVE di cittadini!!!!!!!!!
Dino Gerardi
30 maggio 2011 alle ore 01:12Bravo! Viva le cooperative di cittadini (meglio se mutualistiche, cioè se producono essenzialmente per le famiglie dei soci).
roberto m.
29 maggio 2011 alle ore 10:29siamo arrivati aala frutta
simone righini (seo)
29 maggio 2011 alle ore 10:58mah non ho capito perchè questa negatività a priori quando si tratta di investitori esteri. Se i proprietati attuali dimostrano di non saper gestire l'economia alla base delle società, che male c'è nel cederle a chi invece magari lo sa fare? Società economicamente stabili anche se di proprietà estera lasceranno comunque le tasse in italia e faranno comunque lavorare mano d'opera italiana. Perchè mettere in piedi questo razzismo al contrario? Una ditta con gestione di ladri italiani è sempre meglio di una ditta con gestione estera? non credo. Voi perchè lo credete?
Lucio Domizio (enobarbo)
29 maggio 2011 alle ore 12:42Si possono vendere tutti gli alberghi, bar, ristoranti, discoteche della riviera romagnola ai cinesi, giapponesi, coreani, thailandesi ecc? Almeno così avremo la costa piena di bellissime ragazze orientali, le mie preferite!
Lucio Domizio (enobarbo)
29 maggio 2011 alle ore 12:49Concordo con Simone Righini: se il nuovo gestore, direttore,, proprietario riesce a prendere in mano una ditta in passivo ed a trasformarla in una ditta che produce utili, chissenefrega della sua nazionalità?
rumiscu
29 maggio 2011 alle ore 13:10allora se un thailandese prenderà in gestione una ditta in italia innanzitutto non gli interesserà di pagare le tasse italiane ma cercherà il modo di pagarne meno. Poi al thailandese, ma anche al paraculo italiano, non interessa niente dei lavoratori italiani ma se necessario farà arrivare menager thai che cercheranno di sfruttare al max gli italiani. Inoltre prendete un bel libro di storia e leggete com'è iniziata la colonizzazione da parte degli europei nel mondo..iniziarono come mercanti finchè il loro potere non si fortificò e crearono delle zone speciali che sottostavano alle loro leggi..le colonie appunto. Ecco ora andate a prato e in altre zone del mondo dove i colonizzatori sono gli asiatici..fra un po' di anni saranno loro che verranno a fare turismo sessuale da noi e orde di giovani disperate alla ricerca di soldi non gli diranno certo di no vista la terribile situazione dell'italia..SVEGLIATEVI!!!!!!!!
Nerio Cappelli
29 maggio 2011 alle ore 13:27Cina India Brasile Russia ecc tutti paesi in via di sviluppo che generano ricchi che vengono in Italia a comprare le nostre aziende e poi come se non bastasse dobbiamo accogliere gli immigrati da questi paesi e dargli un lavoro perchè altrimenti siamo razzisti. E come se non bastasse dobbiamo finanziare lo sviluppo di questi paesi perchè la loro popolazione non emigri basti pensare poi ai soldi che si beccano i paesi dell'Est quando sono entrati nell' U.E. o al fatto che fino a poco tempo fà davamo più di 250 milioni di Euro alla Cina perchè era un paese in via di sviluppo(e con quei soldi magari si comprono le aziende italiane).
Anche quando noi emigravamo gli inprenditori italiani andavano in America Argentina Australia a comprare aziende e a lasciare a casa gli auctoctoni?
Lucio Domizio (enobarbo)
29 maggio 2011 alle ore 13:46Certo che la rinascente...farsi dare il nome da un poeta-soldato notorio per essersi fatto asportare chirurgicamente delle costole onde riuscire a farsi i pompini da solo...io se ne fossi stato il manager me ne sarei vergognato ed avrei optato per un altro nome!
Lucio Domizio (enobarbo)
29 maggio 2011 alle ore 13:51A parte che quando son le nostre aziende a comprare ditte all'estero siamo tutti felici & contenti mentre se solo lo straniero osa far altrettanto da noi siamo tutti a gridare contro il colonialismo della nostra industria--- se i nostri managers sono incapaci che non riescono a reggere la concorrenza internazionale, che dobbiamo fare? Ricorrere agli aiuti statali ed al protezionismo? Possiamo anche far leggi contro l'acqusizione delle nostre industrie da parte di non-italiani ma poi? Poi una grossa fetta delle nostre tasse sarà ulteriormente sottratta alla sanità ed all'istruzione per mantener lo status quo ed ad ingrassare i soliti furbetti del quartierino e relativi compagni di merende.
Non siamo capaci di reggere il confronto con l'estero? Allora è giusto che soccombiamo ai loro assalti, così impariamo!
Bruno Taddei
30 maggio 2011 alle ore 08:58Caro Beppe, spero che almeno i Tailandesi diano una bella ripulita alla Rinascente perché in mano nostra è stata gestita da cani. Spero che abbiano l'accortezza di togliere l'articolo "IL" dal bar del 7mo piano. Con tutto il suo pavimento luccicante e materiali all'ultima moda cercano di nascondere delle pecche gestionali che non sono degne di una struttura come la Rinascente. Prezzi esagerati, servizio scortese e non all'altezza della location, poca disponibilità verso i clienti che sborsano parecchi quattrini per un aperitivo sotto la Madonnina. Spezzo una lancia in favore delle altre strutture sul piano. Il ristorante Maio tiene il ritmo rispetto ai prezzi che ha. L'obika mozzarella bar sempre impeccabile: servizio rapido e cortese alta qualità del cibo. Belle le altre idee sul piano anche se penalizzate dalla posizione. Sicuramente i restanti 7 piani vanno rivisti completamente. Personale datato e privo di stimoli. Private a distogliere un commesso dal suo viaggio mentale in previsione delle ferie estive: vi guarderà in cagnesco e facendovi sentire in colpa per averlo disturbato. Sapete che vi dico: abbiamo venduto? Ben venga...chissà che il vento d'Oriente non porti aria nuova e rinnovamento.
christian sbaglia
30 maggio 2011 alle ore 23:54il gov berlusconi fatto da veline culi tette pancie ingorde senza fondo, fatto da mediocri burocrati mercenari pagati con soldi pubblici che servirebbero al bene di tanti disagiati deve andare via devono essera tutti carcerati per i reati squallidi che hanno commesso e che ancora commetteranno non devono essere ricendidati nelle liste di altri partiti a pala e picco sotto il sole e la pioggia dovete andare ZOZZI!!!!
alvaro ronchi (al1715)
31 maggio 2011 alle ore 09:35Buongiorno,
Una volta si diceva che il mondo è metà da vendere e metà da comprare, appurato questo...! Oggi noi siamo tutti dei poveretti, in primis lo scrivente. Non dobbiamo pensare che tutto sia dovuto. Siamo tutti uguali, no? Allora se la rinascente la comprava una multinazionale francese era diverso? Bisogna tornare local, comprare lo stretto necessario o sempre un pò meno, però rigorosamente prodotto nella propria provincia di residenza, in modo da poter "conoscere" chi ha fatto il prodotto. Se non è possibile va bene anche il "made in Italy". Ma tornare piccoli è il segreto per scampare al nostro tempo.
Dio Vi benedica.
Fabio Fabbri.
16 agosto 2011 alle ore 08:28Sinceramete la penso come te, in piu' ci sono alcuni motivi per cui non mi piace che sia finita in mano ai thai. Troppo lunghi da spiegare, comunque riguardano le loro leggi. Solo un esempio, prova a verificare se un italiano potrebbe comprare il 100% di una societa' thailandese. Ti assicuro pero' che, e parlo con cognizione di causa, vivo in Thailandia da 20 anni, poteva finire in mani peggiori. Ciao.