
La distruzione dell'Olivetti
9 maggio 2011 alle ore 15:33•di MoVimento 5 Stelle
"Sono passato dopo qualche tempo per Ivrea e ho fatto due passi per la mitica via Jervis, una lunga via dove c'era una volta, solo vent'anni fa, la grande Olivetti, leader mondiale per l'informatica. Ora non c'è più nulla. Neppure lo spirito di Adriano Olivetti e nessuno dei 70.000 tecnici, ingegneri, informatici che facevano concorrenza all'IBM e alla Bull. Chi sono i responsabili di questa distruzione, di un furto colossale fatto alle nuove generazioni ridotte a fare vendita telefonica nei call center o a emigrare? E perché queste persone non sono chiamate a risponderne? I manager che hanno contribuito ad affossare una delle migliori aziende italiane, forse la più importante, hanno fatto carriera. Nel viale ci sono solo pensionati, rotonde e finestre chiuse." Camillo G.
Commenti (50)
Andrea Bardi
9 maggio 2011 alle ore 16:00Camillo io ogni giorno passo lì davanti, la ICO, poi palazzo uffici2, poi palazzo uffici, per portare mia figlia alla scuola materna, guarda caso in una ex-struttura olivetti, poi vado al lavoro... passo davanti agli stabilimenti di San Bernardo dove si svilupparono, già dagli anni 60, le officine meccaniche con personaggi del calibro di Bezièr.... arrivo a Scarmagno e oltrepasso quella che un tempo era un'altra oasi olivettiana.
Sono giovane, ho 35 anni, dell'olivetti ho conosciuto gli ultimi anni quando andavo in mensa (eh si... i figli dei dipendenti che avevano scuola anche al pomeriggio potevano usufruire della mensa e della biblioteca olivetti) e stento a capire come sia possibile riuscire a mandare in malora tutto quello che c'era....
Il mio timore è che se accertassero delle responsabilità... ancora gli darebbero un premio :/
Buzz59
9 maggio 2011 alle ore 16:06Lo dico da 20 anni: e poi io stavo per accettare una loro proposta di pochi anni precedente... Che dire? Fortuna che non lo feci....
Antonio M.
9 maggio 2011 alle ore 16:20C'è da commentare? L'inedia del popolo italiota non ammette punizioni per chi sbaglia. Il voto non ha valore e lo sconcerto pervade solo gli animi di pochi che non possono nulla. Ci meritiamo quello che abbiamo. Il NULLA.
alvisea fossa
9 maggio 2011 alle ore 16:24CIAO BEPPE
OLIVETTI ERA AVANTI I NOSTRI HANNO IL C..O SPORCO E LE PEZZE AL C...O ED NON AGGIUNGO ALTRO.....
ALVISE
EC 2
9 maggio 2011 alle ore 16:26Si ringrazi, tra gli altri, per il disfacimento della Olivetti, l'Ing. De Benedetti Carlo. L'inintervistabile, l'inavvicinabile che però ci ritroviamo in TV e sui media a pontificare.
andrea oertzl
9 maggio 2011 alle ore 16:44Questo uomo santo subito, altro che Woytila...questo uomo ha fatto dei miracoli.
Una impresa come Olivetti con la sua filosofia, i suoi risultati, ha dato e darebbe fastidio alle confindustrie, sindacati e politici....Sarebbe il cattivo esempio......Se penso a che livello sociale siamo arrivati mi viene il voltastomaco
Gimmi Pisano
9 maggio 2011 alle ore 16:53Salve a tutti,
è la prima volta che posto un commento su questo sito.
Sono un ingegnere informatico e ho avuto modo di studiare l'ascesa e la caduta di Olivetti.
Consiglio a tutti un ottimo libro scritto da Mario Bolognani dal titolo : "Bit generation. La fine della Olivetti e il declino dell'informatica italiana ".
Bolognani racconta, tramite vicende personali e lavorative, il declino di questo colosso dell'informatica.
Aggiungo un piccolo commento personale da parte mia : non produciamo computer, non produciamo tecnologia di alta qualità ( pure Obama ha avuto da ridire sugli elicotteri by Finmeccanica), non produciamo telefonini (eppure siamo uno dei primi paesi per cellulari pro capite).
Ci hanno invaso e conquistato.
E quel che è peggio, hanno dettato le leggi di una nuova cultura che non ci appartiene.
nicola rigon
9 maggio 2011 alle ore 19:21Sono pienamente d'accordo....ma la maggioranza delle persone sembra inebetita.
Nessuno si rende più conto di quello che succede; è una cosa paradossale.
Concludo dicendo che va bene così, vogliamo che sia così e così sarà.
Chi ha coraggio va via, chi si illude resta e battaglia ma sa che se non ha protezione sopravvive appena.
Skal Da Bagno
10 maggio 2011 alle ore 07:23Condivido le vostre osservazioni!!!
Skal Da Bagno
10 maggio 2011 alle ore 07:35Aggiungo solo un appunto riguardo ai cellulari. Mentre per alcuni (Berlusconi ad es.) la diffusione dei cellulari in Italia, viene vista come un fatto positivo che dimostrerebbe la presunta agiatezza economica diffusa (Falso), in realtà i telefonini sono semplicemente un "organo di controllo", ad personam, capillare, come non se ne erano mai visti prima. Lo dimostra il fatto che in Italia, unico paese in Europa, di fatto, non esistono le reti wireless pubbliche e questo perchè ogni Pc DEVE essere tracciato con indirizzo IP. Anche le telefonate dai call center, Italia, unico paese o quasi in Europa, per telefonare, anche solo UNA telefonata, devi esibire il documento d'identità e sarai, quindi tracciato. Questo non accade nè a Londra, che pure ha subito pesanti attacchi terroristici e nè a Madrid dove gli eventi di Atocha ne giustificherebbero ampiamente l'adozione!
P.s. Viviamo nella piu' ristretta democrazia occidentale ma non ne siamo consapevoli!
Alessio G.
10 maggio 2011 alle ore 07:46Io apprezzo il blog di Beppe e apprezzo anche la partecipazione e gli interventi di tanta gente giustamente preoccupata epr il suo paese. Quello che non sopporto assolutamente e' il disfattismo e il dare notizie senza approfondimento, questa e' DISINFORMAZIONE, fenomeno a parole combattuto dal blog ma nei fatti supportato.
Ok per l'informatica, ma chi dice che non facciamo piu' niente e l'Italia e' un deserto industriale o e' un cretino o e' in malafede. Io lavoro nel commercio internazionale ma i dati li potete trovare anche qui: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_countries_by_exports
Per il 2011 le prveisioni vedono un'Italia salire al 5 posto mondiale nell'export, in Europa secondi, a seguito solo della Germania (e praticamente pari alla francia).
Quindi, per piacere, prima di tirare cazzate informatevi, wikipedia e' gratis, veloce e facile.
saluti
Skal Da Bagno
10 maggio 2011 alle ore 09:23Alessio, invece a me da fastidio avere a che fare con coloro che, nonostante il declino industriale sia sotto gli occhi di tutti, continuano a dire che "tutto va bene"! Prendere atto del problema è presupposto essenziale per la sua risoluzione! Qui un pò di dati piu' recenti dei tuoi!
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/4-27042011-AP/EN/4-27042011-AP-EN.PDF
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/3-29042011-AP/EN/3-29042011-AP-EN.PDF
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/cache/ITY_PUBLIC/4-04052011-AP/EN/4-04052011-AP-EN.PDF
http://www.imf.org/external/pubs/ft/wp/2010/wp10295.pdf
http://epp.eurostat.ec.europa.eu/tgm/table.do?tab=table&init=1&plugin=1&language=en&pcode=tsieb010
Notare il paragone con la "tua" Germania
A breve altri.......
Skal Da Bagno
10 maggio 2011 alle ore 09:43Kazzo non mi fanno postare. Questa è la volta che chiudo con questo Blog. Vaffanculoooooooooooooo
Skal Da Bagno
10 maggio 2011 alle ore 09:52Ok! Basta. Evidentemente certe informazioni danno fastidio non solo a te Alessio, ma anche a quelli che gestiscono il Blog. Infatti riesco a postare commenti generici, ma quando provo a linkare dati concreti, il sistema mi blocca il commento!
La cosa mi da moooooolto fastidio. Ad ogni modo volevo postarti i dati OCSE sull'andamento delle esportazioni per l'Italia. Sono almeno 5 anni che calano ed un ulteriore calo è previsto per il 2012.
Non vedo quindi come Wikipedia possa fare testo e tu crederci. Vai sul sito OCSE per cortesia e verifica!
P.s. Io mi disiscrivo da questo Blog del cavolo. Sono anni che vengono filtrati i commenti.....scomodi!
P.s. Grillo ha tutta la mia approvazione e so che non c'entra nulla con questo sitema di gestione dei commenti!!!
ADDIO E VAFFANCULO AD UN PO' DI GENTE!!!!
paolo bellenghi
9 maggio 2011 alle ore 17:07Il nome dell'assassino è sulla bocca di tutti, si chiama Carlo de Benedetti, cittadino svizzero. e dopo la olivetti ha distrutto altre imprese nel nostro paese, tra cui la centenaria sasib di bologna, ha devastato il Credito Romagnolo, pur lasciando dietro di sè una scia di disoccupazione e di fallimenti, passa per uomo di sinistra e viene incensato dai giornali della sua catena, l'editoriale l'espresso. Oggi possiede Sorgenia, una ditta produttrice di elettricità falsamente ambientale, che produce energia elettrica a turbogas ed anche a carbone. Credo che se fossimo in un paese democratico, alla sua prima visita in Italia dovrebbe essere preso, ricoverato in un cie ed espulso. ma verso un qualunque paese del terzo mondo, non certo verso l'amata e compiacente svizzera.
rumiscu
9 maggio 2011 alle ore 17:22o forse ai nostri padroni americani non andava a genio che una ditta italiana facesse loro concorrenza su uno dei loro maggiori business??
claudio nanni
9 maggio 2011 alle ore 17:40no vabbè 20 anni fa olivetti leader mondiale è una cosa che non si può leggere
Carlo del Forno
10 maggio 2011 alle ore 18:49Concordo: forse uando ha iniziato a fare PC e computer in genere Olivetti aveva qualche idea (il suo "Quaderno" ha anticipato di 15/20 anni i netbook), ma che fosse all'avanguardia tecnologica proprio no. In compenso aveva un apparato burocratico interno tipicamente italiano, e non solo negli ultimi anni
mino borghese piccolo piccolo
11 maggio 2011 alle ore 09:10ma statte scherzando l' olivetti era la 5° in europa e la 9° a livello mondiale l' M24 ler anni fu li pc piu venduto al mondo, l' intero apparato governativo di paesi come la Russia e mi riferisco all' UNIONE SOVIETICA e non alla russia di oggi era interamente appartato all olivetti il sistema informatico che spedì Gargarin nello spazio ERA NOSTRO tecnici olivetti miei ex colleghi bazzicavano le città "segrete" russe come Grotzny e davano del tu a Sakaroff l' ideatore della bomba H sovietica. e questo per la russia nel resto del mondo era uguale. E ricordatevi che la produzione era italiana, la ricerca italiana, i capitali Italiani la menti Italiane con la fine dell' olivetti hanno chiuso laboratori per la realtà virtuale, inteliggenza artificiale, studio delle interconnessioni neuroniche, che erano invidiati in tutto il mondo NON scherziamo l' italietta di oggi fu grande un tempo anche grazie a giganti come MATTEI e CAMILLO OLIVETTI, ENZO FERRARI, che crearono degli imperi poi distrutti e svenduti. Che davano lavoro, assumevamo scienziati garantivano sicurezze e soprattutto creavano prodotti che ci venivano invidiati dal mondo intero
Pietro Pattini
9 maggio 2011 alle ore 18:38Segnalo che vi sono due libri che raccontano le "best practices", insomma le cose che funzionano, rispettivamente in Italia e all'estero, nei vari settori dell'energia, ambiente, edilizia, logistica, lavoro ecc. Si chiamano "Voglia di cambiare" e "L'anticasta" e potete trovarli gratis su http://giannigirotto.wordpress.com/indispensabili/libri/
Viligelmo
10 maggio 2011 alle ore 21:49OK. Ho cinquantacinque anni. Ti parlo del 1982, quando ne avevo 27 e per "coincidenza" mi sono trovato all'età giusta nel momento giusto per prendere il treno dei primi PC.
Ti assicuro che da neo-impiegato, con pochi soldi, non avrei mai comprato per casa un Olivetti M-24 (pagato all'epoca 4 milioni) se non fossi stato più che certo che era migliore dei PC dell'IBM.
L'Olivetti era effettivamente tra i produttori leader, ma si parla di essere stati in testa alla maratona dopo un chilometro dalla partenza.
Per tagliare il traguardo, e non dico per primi, ci vuole la testa (e la voglia) prima delle gambe.
Erano gli anni che anche Ericcson faveva PC: meditiamo sui superstiti.
manuela bellandi
9 maggio 2011 alle ore 18:42Molte imprese, poche persone: il CNR mappa la Rete italiana
I titolari dei domini .it sono soprattutto uomini del nord.
In occasione del Festival Nazionale di Internet, che si è svolto a Pisa nei giorni scorsi, l'IIT-CNR ha pubblicato alcuni dati che permettono di farsi un'idea di come sia composta e utilizzata la Rete italiana.
Nel corso dei festeggiamenti per i 25 anni del web in Italia si è potuta disegnare una sorta di identikit dei domini .it.
È così emerso che la maggior parte (il 57,7%) appartiene a imprese, e non a persone fisiche: queste sono titolari soltanto del 29,6% dei domini.
Meno ancora sono i professionisti - il 5,76% - e gli enti no-profit (4,48%).
Certamente, forse questi dati possono trovare una spiegazione almeno parziale se ci si ricorda che sono passati meno di due anni da quando la registrazione dei domini .it è diventata meno burocraticamente complessa, con la lungamente attesa sparizione del fax che prima era necessario inviare.
Da qualche altra parte bisognerà invece cercare la spiegazione per la netta prevalenza maschile tra i titolari dei domini: l'83,32% è infatti registrato da uomini; l'età media è tra i 34 e i 41 anni (per il 16,68% di donne l'età media è la stessa).
Il 54% dei domini appartiene a imprenditori del nord Italia (più di 860.000 domini); i domini che appartengono a residenti del centro sono invece il 24,20% (384.000) e quelli intestati a residenti del sud sono il 21,64% (343.000).
http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=14820
alma gemme
9 maggio 2011 alle ore 18:51... Io credo che il punto sia entrare nel consiglio comunale per sapere...
Salvatore Bonfiglio
9 maggio 2011 alle ore 19:07Sacrosanta verità
Alfredo Carnelli
9 maggio 2011 alle ore 19:13Salve,
concordo con il senso del messaggio del post.
Non saprei dire quanto fossero avanti, ma so che oltre 30 anni fa' una delegazione di Olivetti andó a Roma ma la classe politica di allora (nonostante fosse un po' meglio di quella attuale) non capí l'importanza delle conoscenze in quell'azienda.
Treno perso.
Il panorama attuale dell'ICT é una logica conseguenza.
Loro non molleranno mai, noi neppure.
Giuseppe
9 maggio 2011 alle ore 19:21Olivetti e le società da essa controllate sono state "spolpate" dall'interno, da tutti, nessuno escluso.
Ivrea è la città della "dolce vita" padana, tutti hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità, tutti hanno "arrotondato" a spese di un'azienda che ad un certo punto era incapace di pensare al proprio futuro in termini di innovazione e di essere gestita con un minimo di efficienza.
Tutti a tirare a campare in vista della pensione.
La sua fine ha mostrato la via a tutti i fallimenti industriali del nostro paese.
*Antonio Cataldi. (capisc'a me)
9 maggio 2011 alle ore 20:18Ricordate che il primo responsabile di questo sfascio è stato Massimo D'Alema.
UN UOMO DI MERDA CHE DOVREBBE ESSERE ESILIATO DALL'ITALIA, ED INVECE LUI VORREBBE FARE LO STATISTA.....
A calci nel culo !
Capisc'a me
Skal Da Bagno
9 maggio 2011 alle ore 23:16Le Aziende con la A maiuscola, in Italia, ormai si contano sulle dita di due mani. Alcune di queste sono state di fatto acquisite da aziende estere (anche se apparentemente potrebbe apparire come il contrario)come la FIAT, altre sono state spolpate dall'interno, come la Telecom, Rimangono una miriade di piccole medie aziende che...... a fronte di investimenti dall'estero in Italia pari quasi a zero....sono ormai oggetto di un saccheggio vero e proprio da parte dello stato. Stato Italico che non è piu' amico, supporto e stimolo delle aziende italiane, quanto vero e proprio nemico, usuraio, aguzzino e spesso "assassino"!
Mi spiace ma, in questa condizione economica, qualunque azienda operi in Italia sarà soggetta ad un salasso economico, senza precedenti, spesso portandola fino al fallimento.
P.s. D'altra parte come lo mantieni uno stuolo di oltre 5 milioni burocrati!
Acul utopiA (cittadino qualunque)
10 maggio 2011 alle ore 00:08io sono convinto che se gli italiani consumassero di meno avrebbero una qualità di vita superiore...
giorgio p.
10 maggio 2011 alle ore 00:30la colpa è degli stessi che non vogliono internet
veloce,ma preferiscono che rimaniamo nel quarto
mondo ignoranti e schiavi.
Roberto Vian
10 maggio 2011 alle ore 01:161992, incontro tra banchieri, industriali e politici sul panfilo Britannia, a largo di Civitavecchia, offerto dalla regina Elisabetta; ci si accordò sulla svendita di circa metà delle aziende del paese.
Le figure di spicco italiane che trattarono la messa a morte del paese furono tra le altre, Ciampi e Draghi.
Forse qualcuno non lo sa ancora... Per esempio.
THX
MARIO B.
10 maggio 2011 alle ore 13:52si decise anche "mani pulite", i politici italiani, dopo De Gasperi, che avevano ricattato l'occidente per il pericolo comunista, a muro abbattuto, si potevano finalmente mandare a casa, in galera o ucciderli.
tant'è
Nuovo Ordine Mondiale le lobbies finanziarie che controllano il mondo..mortacci loro!!
Laura Roiatti
11 maggio 2011 alle ore 13:07Di questo Panfilo della regina Elisabetta e di ciò che vi fù detto, mì parlò anche mio marito,già molti anni fà (dieci circa). Mi fà piacere che qualcuno se ne ricordi perchè fù ed è fondamentale. La storia si legge dalle conseguenze , non tanto dai fatti.
Inoltre tovo più utile questo tipo di segnalazioni, pittosto che commenti con la gara delle parolacce, non servono a nulla, anzi mi sembrano scritti tutti dalla stessa persona.
Un saluto e un grazie.
Skal Da Bagno
10 maggio 2011 alle ore 07:37(Per Gimmi Pisano)
Aggiungo solo un appunto riguardo ai cellulari. Mentre per alcuni (Berlusconi ad es.) la diffusione dei cellulari in Italia, viene vista come un fatto positivo che dimostrerebbe la presunta agiatezza economica diffusa (Falso), in realtà i telefonini sono semplicemente un "organo di controllo", ad personam, capillare, come non se ne erano mai visti prima. Lo dimostra il fatto che in Italia, unico paese in Europa, di fatto, non esistono le reti wireless pubbliche e questo perchè ogni Pc DEVE essere tracciato con indirizzo IP. Anche le telefonate dai call center, Italia, unico paese o quasi in Europa, per telefonare, anche solo UNA telefonata, devi esibire il documento d'identità e sarai, quindi tracciato. Questo non accade nè a Londra, che pure ha subito pesanti attacchi terroristici e nè a Madrid dove gli eventi di Atocha ne giustificherebbero ampiamente l'adozione!
P.s. Viviamo nella piu' ristretta democrazia occidentale ma non ne siamo consapevoli!
Gimmi Pisano
10 maggio 2011 alle ore 12:04Secondo me non è necessario farsi prendere dalle mode complottistiche.
Il cellulare è uno strumento di comunicazione, così come lo è il telefono di casa o il pc.
Dire che è un "organo di controllo" è alquanto forzato.
Alla base dei sistemi di comunicazione peer2peer (ebbene si, anche il cellulare lo è) c'è sempre un sistema di controllo centralizzato.
Per controllo non solo si intende "chi ascolta per denunciare/arrestare/spiare", ma un controllo legato alla tecnica intrinseca della comunicazione.
Riguardo al sentirsi spiati o meno, non è un argomento che mi interessa più di tanto, anche perchè in questo articolo si parla della disfatta dell'Olivetti.
Ho citato i telefonini semplicemente perchè è uno strumento, anzi un prodotto che utilizziamo e non produciamo.
Con conseguenti ricadute sull'economia di un intero stato.
Giusto per onor di cronaca, anche il fascismo con la sua OVRA spiava e controllava i telefoni.
E credo proprio che le tecnologie dell'epoca fosse superiori a quelle attuali.
Eppure riuscivano a "spiare".
Ritornando al discorso degli indirizzi IP.
Essi sono sempre e comunque memorizzati da qualche parte, per via dell'infrastruttura di rete (leggi monitoraggio tecnico).
Ipotizziamo davvero che ci sia questo controllo puntuale di tutti i dati.
Ci dovrebbero essere server dislocati in tutta Italia e un esercito vero e proprio di spie.
Ipotesi un pò improbabile per via di un rapporto costi/benefici.
Cosa c'è in ballo ?
Serve davvero controllare TUTTI i telefoni ?
E soprattutto cui prodest ?
Multinazionali ? Politici ?
Naaaaaa
giovanni da penne
10 maggio 2011 alle ore 12:45Va ricordata anche la svendita di telettra nel '91 ai francesi di alcatel, loro erano leader mondiali della commutazione telefonica (erano quasi 400000 dipendenti sul globo), la telettra era leader mondiale delle trasmissioni a radiofrequenza, (8000 dipendenti! praticamente davide e golia) la telettra fu' in 10 o 12 anni fagocitata dal mostro multinazionale (uno dei più grandi del mondo), grazie all'agnelli nazionale che per il famoso affare delle acque perrier (in realtà un congruo affare immobiliare nel centro di parigi)svendette ai francesi impedendo ad una nota signora della politica di allora (poi deceduta ) di realizzare il polo italiano delle tlc, naturalmente nessuno in questo paese è in grado di realizzare ora una rete di cellulari ergo difficilmente sa' come funziona, così tutti noi ci portiamo appresso una vera e propria microspia, con tanto di obbiettivo per le riprese ed attivabile a distanza, tracciabile e dio sa' cos'altro......e poi ci mettono a credere che per trovare chi ha ammazzato quella li' in prov. di teramo ci vogliono mesi....
Massetto Pier
10 maggio 2011 alle ore 19:10Parecchi sono gli attuali amministratori eporediesi.De Benedetti Passera Tato' dovreste sapere dove trovarli...... Mica tutti sono cosi' in gamba da far sparire una multinazionale......quasi in gamba come Profumo....30 milioni per togliersi dalle balle!!!Povera Ivrea e povero Canavese....
alessandra franchini
10 maggio 2011 alle ore 19:23tutto vero, tranne che con il pc basta appoggiarsi alla rete tor e non possono più tracciare o bloccare un bel nulla.
Da diffidare e usare con buon senso anche faccialibro e tutti i servizi google e apple che sono avidi di informazioni personali da rivendere a terzi.
giovanna menin
10 maggio 2011 alle ore 19:30Sono una simpatizzante di Beppe Grillo, spero che tutti i giovani che lo seguono sappiano mantenere sempre vivo lo spirito che ha avviato questo movimento. Sarebbe bello avere un governo a cinque stelle. Se anche non si arrivasse alla legge che prevede non più di due legislature per il politico, loro potrebbero farla per scelta, sarebbe una straordinaria testimonianza di coerenza e di trasparenza.
Ciao a tutti!
Giovanna
alessandro chircoff
10 maggio 2011 alle ore 21:05Volevo esprimere soltanto la mia vicinanza a tutti costoro che sono capaci di questo tipo di riflessioni e sono capaci nella loro vita personale di testimoniarle.
Della road map dello sviluppo di questo paese non si sente mai parlare, peccato che sia determinate più di qualsiasi altro problema.
Se ne parlano, ne parlano in senso generico.
Aldilà di ciò che è stato, c'è qualcuno che ha delle proposte in merito?
Grazie, alessandro
Michelangelo M.
10 maggio 2011 alle ore 22:52Lo shopping made in USA - Quando un'azienda genera un prodotto fastidioso per il monopolista, il monopolista (di fatto) trova il modo di comprarsela, ricorrendo a scatole cinesi. Cosi la suite per ufficio OpenOffice ed il database mysql vengono comprati dalla Sun (mamma di Java), poi Sun viene ingerita da Oracle. Trolltech produceva librerie ed ambiente di sviluppo opensource, Nokia la compra dice di voler far sviluppare il software nei paesi "emergenti" per integrarlo con Symbian e Meego. Micros-oft fa accomodare un Suo dirigente a capo di Nokia, licenzia 7000 ingegneri, butta Symbian e Meego, mentre alla stampa fa credere di voler sviluppare nuovo software in Finlandia. Skype, che scombussolava il mercato telefonico, e´ stata comprata da Micros-oft prorio oggi. Questo solo per il settore IT.
* Mentre il mondo viene distratto, gli USA, con i capitali di Pekino, stringono ogni nostra futura speranza di liberta' con le mani morbide delle soft-potenze *
FIAT
marco porta
10 maggio 2011 alle ore 23:52grillo devi governare
Tony Di Dietro
11 maggio 2011 alle ore 07:56Siamo malati! TUTTI!
C'e' il "manicomio dei deliri dei sognatori di plastica" (centro destra).
C'e' il "manicomio degli zozzi intellettuali" (centro sinistra - comunisti in particolare.
C'e' il "manicomio dei non credenti - praticanti" (centro, e basta!).
Quasi ognuno di noi e' "internato" in uno di questi "centri" di "parcheggio" e "manipolazione" della mente, e crede che gli altri, quelli degli altri due manicomi, siano dei pazzi, furiosi, da compatire o da combattere.
Ognuno dei tre schieramenti "ha ragione", ha le "sue ragioni".
Ma hanno una cosa in comune: chi non appartiene a nessuno dei tre gruppi di "internati", viene indicato come colui che favorira' lo "sviluppo" dell'altro o degli altri due manicomi, rischiando la chiusura del primo.
Anche io sono "matto", da legare: "ho ragione"!
Ma non sono ancora riuscito a capire qual'e', e se c'e' un manicomio adatto a me...
Ah, la razza umana!
TDD
mino borghese piccolo piccolo
11 maggio 2011 alle ore 08:52Buongiorno sono un ex dipendente olivetti assunto alla fine degli anni 80 appena diplomato ho vissuto la fine di quella che é stata la più grande avventura italiana di tutti i tempi.
colgo l' occasione per salutare i miei ex colleghi: prepensionati, licenziati, mobizzati che insieme a me tentarono di fare grande l'informatica italiana. Non dimentichero mai una giornata del '94 entrammo, facemmo colazione poi uno di nopi riceve una telefonata dal direttore esce dall ufficio e va a vedere che vuole, viene chiamato un secondo esce e va e cosi via. Dopo un poco il primo chiamato una signora con due figli che mi aveva insegnato tutto quello che sapevo torna in lacrime, e cosi via tutti gli altri, noi gelati ad aspettare la chiamata. I ricordi si perdono nei particolari un ragazzo viene chiamato, ma é in ferie. Noi lo avvisiamo al cellulare questo si fionda da un avvocato e riesce a cavarsela (per sei mesi) io non rispondevo al mio telefono facevo rispondere ad un amico e lui prendeva le mie telefonate; difatti la telefonata maledetta la ricevetti io per lui e anche lui si avvio sopra. a fine serata eravamo rimasti in tre, entra il direttore un signore anziano che era sempre stato fondamentalmente corretto e non aveva mai rotto eccessivamente e ci comunica due cose: la prima e che siamo stati trasferiti a 250 kl di distanza e la seconda che anche lui é fuori dall' azienda avendo chiesto e ottenuto il prepensionamento, lo disse con tono dimesso quasi a scusarsi. Qualche anno dopo riuscii a rivendermi ad un altra azienda e a salvarmi, ma sono stato uno dei pochi e soprattutto ero uno dei più giovani e potei farlo. Comunque mi fa immensamente piacere che qualcuno si ricordi di noi e rinnovo i miei saluti e un grandissimo in bocca al lupo ai miei ex colleghi.
lucas
12 maggio 2011 alle ore 00:50Sono stato programmatore della Olivetti Argentina (Suipacha e Santa Fe) trenta anni fa, la penetrazione nel tessuto commerciale della conoscenza accumulata della gente d'Ivrea era tale di far scuola, più di quanto fossero utili le proprie macchine, era la penetrazione territoriale e di ogni nicchia. Temo che l'avvento del SO Ms Dos insieme ai PC IBM compatibili segnò l'inizio della fine della diversità, per tentare il controllo globale. Oggi vedo come degli eroi anonimi tutti quanti lavorano a progetti su Linux, e credo si avvicinano allo spirito del vero Olivetti.
Marco Gentile
12 maggio 2011 alle ore 10:07Carlo De Benedetti continua a circondarsi degli stessi collaboratori con cui ha operato in Olivetti e in altre aziende.
De Benedetti continua ad operare con i soliti mezzi e tramite le persone di sua fiducia con cui ha già gestito le aziende di cui è entrato in possesso.
Per fare due nomi:
Pierangelo Calegari è il suo uomo di fiducia dentro il gruppo editoriale l'espresso
http://www.gruppoespresso.it/it/governance/management/curriculum/pierangelo-calegari.html
era, per conto di De Benedetti, Direttore Generale e Ammininistratore Delegato della Sasib con stabilimento in Italia e sede legale in Lussemburgo al numero 26 di boulevard Royal.
Questo è quanto successe dopo la sua opera in Sasib:
L' annuncio shock della Sasib O vendiamo o si chiude
La Sasib ha chiuso: in 100 senza lavoro
Dopo la sua opera in Sasib, De benedetti ha portato Pierangelo Calegari al Gruppo Espresso / Repubblica dove continua a lavorare come sa fare lui.
Un altro stimato collaboratore di Carlo De Benedetti è stato trapiantato all'Espresso direttamente dall'Olivetti: si tratta di Alessandro Alacevich, ancora oggi l'uomo dei conti all'Espresso/Repubblica dopo essere stato Direttore Amministrazione e Finanza dell'Olivetti e vice Direttore Generale dell'Olivetti Finanziaria.
Negli anni De Benedetti ha licenziato un mucchio di persone all'Espresso, ma si è tenuto sempre stretto quest'uomo che conosce tutti i dettagli delle vicende dell'Olivetti avendone gestito i conti durante gli anni del dominio di De Benedetti.
gianfranco nizzica
28 aprile 2012 alle ore 19:28Vedo che tutti se la prendono con l'ing. De Benedetti per aver affossato la gloriosa Olivetti. Premesso che, personalmente, non ho alcuna benevolenza per il suddetto signore, debbo dire, tuttavia, che la porcata nei confronti della Olivetti fu una azione politica antecedente l'avvento dell'Ingegnere. Le cose andarono così:
nel 1962/63 gli USA, regnante il democratico Kennedy, volevano mettere piede nell'informatica italiana che era all'avanguardia nel mondo.In Italia si stavano formando i primi governi di centro-sinistra. Detto fatto, le banche italiane chiesero alla Olovetti Divisione Elettronica il rientro immediato dei capitali, manco avessero avuto a che fare con una società di terz'ordine! L'Olivetti fu, quindi, costretta non a vendere, ma a "svendere" la Divisione Elettronica, con tutta la rete di assistenza, alla General Electric. Io c'ero. Sono stato il tecnico della prima Elea 9003 venduta alla Marzotto. E ancora adesso, ripensando a quello che è accaduto, mi viene il magone. Si faccia avanti chi è ancora socialista!
SerenaFiona Taurino
29 ottobre 2013 alle ore 10:08Mi domando perché queste cose non vengano rese "evidenti" ai cittadini. Sull'onda della serie Tv in onda ieri e stasera su Rai Uno, vi chiedo gentilmente, cari attivisti del Movimento, rendete note queste cose. La verità è che la parte migliore del Paese è stata affossata da pochi predatori capaci - ahimè! - a danno dei più, inebetiti da goleador e veline vari o semplicemente piccolo borghesi occupati e interessati al proprio orticello, senza alcun senso di comunità. Questo è per me il significato principale di un Movimento come il vostro. Non vedo altra via di uscita: o ci svegliamo o ce ne andiamo dall'Italia.
andreaa pasqualini
19 ottobre 2013 alle ore 17:45ormai parlare del passato non serve, utilizzate linux se non volete dare soddisfazione ai
corresponsabili dell'accaduto di ivrea, evitate
de benedetti, toccatevi se lo incotrate.
In italia non c'è responsabilità sociale, ognuno per se, De benedetti D'alema Prodi Amato Colaninno Agnelli Draghi affaristi schierati con il pd hanno depredato l'italia si sono arricchiti e oggi fanno la morale a tutti ritenendosi i guru dell'economia, hanno avuto solo la fortuna di trovarsi al posto giusto nel momento giusto con la raccomandazione giusta ed il cognome giusto.
Ci vogliono tutti pecorelle a 800 euro al mese come nel medio evo il re sul cucuzzolo e tutti a pulirgli il culo. Ma tutto quanto sarà colpa di Berlusconi. Ciao alla prossima
Davide Olzi
26 settembre 2014 alle ore 01:14La Olivetti era un gioiello rinascimentale per i prodotti che creava e ancor più per i propositi sociali che auspicava e che concretizzava.
Abbiamo perso un ennesimo treno.
La storia di questa nazione è flagellata da insanabili rimpianti e occasioni perse.
Deve trattarsi di un piano, di una precisa volontà .
Americani che ci affossano l'informatica di Olivetti ?
Inglesi che soffocano lo sviluppo petrolifero immaginato da Mattei?
Glielo abbiamo permesso noi. Sempre noi.
I peggiori nemici degli italiani siamo noi stessi.
Siamo noi a permettere le ingerenze straniere (stato Vaticano in testa), siamo noi a fare di tutto per essere umiliati e annientati.
Saremo soddisfatti quando vedremo solo macerie.
La buona notizia è che manca poco .
