
Le mamme meridionali
18 aprile 2011 alle ore 21:27•di MoVimento 5 Stelle
Caro Beppe, negli ultimi giorni, complice la primavera, passo ore ed ore in balcone a pensare. Dal mio si vede il mare, e sono sempre stata affascinata dagli orizzonti, dal pensare a chi è dall'altra parte, sull'altra costa. Ho 56 anni, insegno in una scuola elementare pugliese. Ho due figli di 33 e 27 anni. Ma l'emigrazione me li ha portati via. Al Nord, per sopravvivere. Mi chiedo Perché non posso invecchiare vicino a loro? Ed è la stessa domanda di migliaia e migliaia di mamme meridionali. Il mio paesino si sta svuotando. I giovani stanno partendo tutti, uno dopo l'altro. Ci sono sempre più case vuote e genitori soli. Ogni due mesi vado a trovare i miei figli, insieme a mio marito. Un fine settimana che dura sempre troppo poco. Spero solo che la loro scelta almeno gli consenta di invecchiare insieme ai loro figli, i miei nipoti. Nunzia S.
Commenti (87)
alvisea fossa
18 aprile 2011 alle ore 22:09CIAO BEPPE
SIAMO NEL DELIRIO PIU' NERO,CHISSA' CHE UNA BELLA RIVOLUZIONE,NE VENIAMO FUORI,SIAMO ALLA TOTALE SCHIZOFRENIA
ALVISE
zelgius g.
19 aprile 2011 alle ore 05:111)nunzia spero tu possa riverdere presto i tuoi figli.2) CONCORDO SULLA RIVOLUZIONE..E SUBITO POSSIBILMENTE..SIAMO IN DITTATURA OLIGARCHICA
Cristiano Famà
18 aprile 2011 alle ore 22:32cara Nunzia anche i tuoi figli pensano lo stesso: perchè non hanno avuto la possibilità di scegliere di vedervi invecchiare.
un saluto da un meridionale all'estero.
Cristiano
Michelangelo M.
18 aprile 2011 alle ore 23:16Vi comprendo e Vi abbraccio. Da bambino sognavo un futuro con tutta la famiglia riunita, come nei villaggi di un volta, dove tutti erano parenti o comunque solidali. Oggi vivo questo mio sogno, tra persone gentili, educate e corrette. Faccio parte di una famiglia allegra, con bisnonno e frotte di nipoti. Non ringrazierò mai abbastanza la famiglia di mia moglie e mai saprò esprimere il mio dolere ed il senso di fallimento che provo ogni volta che penso al dolore che causo ai miei amati genitori ancora in Italia.
enrico w.
18 aprile 2011 alle ore 23:44Non riesco a Commentare: un coacervo Magmatico di Sensazioni, Certezze mi si Agita, come una Serpe Inquieta.
Solo, noto, un'Impressionante Analogia con Gaza.
Sì, è piu' Difficile, sin Tragico, esser Mamma, al Sud.
Ed i Lutti, appesantiscon l'esser, piu' tardi, Nonna...
elena di maria
19 aprile 2011 alle ore 00:24Voglio la mia mamma!!!!!
elena da toronto
Guido Trotter
19 aprile 2011 alle ore 00:42Consolati... noi figli del nord siamo all'estero, quindi il problema non e` limitato solamente al sud!
Antonio D.
19 aprile 2011 alle ore 01:41Ma che modo di rispondere è? Ma va a cagare va..
Diego Cella
19 aprile 2011 alle ore 10:25A me sembrava un commento assolutamente sensato.
Ogni genitore augura il bene dei proprio figli: se il bene dei propri figli é a 1000 km di distanza, é bene che ci vadano.
I figli non si fanno per tenerseli.
Come ha detto un altro, ai figli si fa di tutto per metterli le ali, e non ci dobbiamo rammaricare quando voleranno alti nel cielo splendente!!!
Antonio D.
19 aprile 2011 alle ore 13:46Ti sembra sensato il "consolati"?? A parte che ha dato del TU ad una donna di 56 anni, credi che davvero questa donna si possa consolare, ergo alleviare le proprie sofferenze, solo perchè anche al nord qualche madre che vive la sua stessa situazione? Suvvia, è stata una risposta a dir poco misera
Gloria Piras
19 aprile 2011 alle ore 01:14Cara Nunzia,quanto ti capisco!.Ho una figlia di 28 anniche ho allevato da sola ,ho fatto studiare a Bologna e che da due anni è emigrata in Belgio.Sono a dir poco inconsolabile...Auguri per un futuro vicino ai tuoi figli e nipoti.Gloria da cagliari
nicola conocchiella
19 aprile 2011 alle ore 01:21Come si può commentare una riflessione come questa !? Chiunque abbia Figli o Genitori, ma anche Fratelli, Zii, Nipoti o altri Familiari, lontani a "lungo termine", per motivi di lavoro o per altro, non può che chiedersi del perchè non possa avere il "diritto" di godere della vicinanza reciproca con i propri Cari !! Cosa può avere fatto, volontariamente, di sbagliato per essere meno fortunato di tanti Altri: perchè non può vivere e, anche, finire i propri giorni, dove è nato !!??
Naturalmente il problema esistenziale, si pone maggiormente per noi meridionali, di ieri, di oggi e, purtroppo, visto l'isolamento economico e sociale in cui ci hanno, per scelta e per colpa, anche dei "politicanti" indigeni, di domani: non abbiamo scelta se vogliamo vivere decorosamente e non (soprav)vivere, dobbiamo emigrare !!
Con la "morte" nel cuore, le ns radici vengono,da noi stessi, estìrpate dalla ns Terra natìa e trapiantate in altre Terre, che, spesso, ci ospitano malvolentieri, anche se siamo utili a produrre benessere generale, quando non ci trattano proprio da "occupanti" abusivi, manifestando fastidio anche per la ns sola presenza !! Se solo capissero come staremmo bene a casa nostra, anche senza "possedere" tutte quelle cose superflue,che, secondo le ns , errate, indotte convinzioni, purtroppo ci sembrano ormai irrinunciabili e, in un certo senso, ci fanno compiere inutili ed insensati sacrifici, anche di rinuncia agli Affetti più cari !! Dovremmo avere il coraggio o la capacità di scegliere quale sia, effettivamente, la Vita migliore tra l'avere e l'essere: i ns Avi, i ns Nonni e, anche, i ns Genitori "erano", noi "abbiamo" ma, purtroppo, non "siamo" !! Se riusciremo a riprenderci la ns Vita, forse, domani, "saremo": questo è il mio auspicio !! Meglio "essere" insieme ai ns Cari, che "avere" lontano da Loro !!
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 01:58Una volta tanto un problema facile .
Vi e' mancato lo spirito sociale .
Se invece di sognare soldi aveste lavorato sulla vostra zona , sulla vostra casa , sul vostro cibo , sulla vostra societa' , sareste rimasti insieme .
Niccolò da Bologna
19 aprile 2011 alle ore 15:15forse non hai capito il problema... la maggior parte delle persone emigra per guadagnare onestamente la pagnotta, non certo per soldi, gloria e carriera. Solo per DIGNITA'! Te lo dice uno che con laurea e master lavora a nord per 1300 euro al mese e che al sud è stato a lungo disoccupato!
saluti
Nicola Chendi
19 aprile 2011 alle ore 02:20dal veneto alla svizzera, all'inghilterra e ora alla repubblica ceka.... ormai sono 7 anni e ne ho 30. l'italia è finita, siamo tornati ad emigrare come 150 anni fa
Mario DV
19 aprile 2011 alle ore 02:52Cara Nunzia, vivo ad Auckland (New Zealand) dal 2007 e i miei genitori mi hanno visto 1 volta in 3 anni.
Mio padre mi supplica di tornare tutte le volte che ci sentiamo al telefono, come faccio a dirgli che ho gia deciso di non tornare piu'.
Mio figlio nascera' a luglio ed crescera' qui parlera' inglese ed avra' + opportunita' di quelle che ho avuto io.
L'unica consolazione che ho e' che lui non vivra' in un paese paradossale come l' Italia;ci verra' solo in vacanza.
CESARE B.
19 aprile 2011 alle ore 07:19Pensa che io venderei tutto per venire in nuova zelanda...e senza nessun tipo di nostalgia!!! Sono obbligato a rimanere qua, ma, se ho la fortuna di arrivare alla pensione, vado a spendermela tutta in brasile, col cavolo che mi faccio torturare ancora qui in itaglia.....e, la cosa buffa ò che mio figlio che ha solo 10 anni non vede l'oraaa.....
Invidio quelli che sono andati all'estero e hanno trovato la felicità, ho centinaia di esempi da citare
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 07:49Sono 35 anni che tento di trovare uno spiraglio nel muro dell'immigrazione NZ . 35 anni che frequento la NZ con visti turistici . Le sarei grato se sapesse sbloccare questa situazione .
Giovanni F.
19 aprile 2011 alle ore 08:38Resistere. Ogni giorno. Contro un modo di vivere che ci viene imposto dall'alto. Ragionarci sopra, e non prendere tutto quello che passa al volo. Siamo in un mondo globalizzato e dobbiamo stare in Europa. Perchè? In che modo? Euro, non euro, euro2... L'Italia va male, sembra che tutto sia in malora. Che cosa non va che bisogna cambiare? Non è ascoltando qualche politico in tv che i problemi spariscono. Ognuno ragioni con la sua testa, e lotti per quello in cui crede. Siamo noi che dobbiamo costruirci una società a misura d'uomo non accettarla o subirla dal primo,o secondo, che passa.
upondu pondu
19 aprile 2011 alle ore 09:19Questo post è uno dei più emozionanti mai letto.
Grazie Nunzia.
beppe d.
19 aprile 2011 alle ore 10:06Cara dolce nunzia mi spiace doverti dare poche speranze. Ho qualche anno più di te e 35 anni fa, come ora i tuoi figli, emigrai per i soliti motivi. Non mi mancava il lavoro ma era la mentalità della mia gente che mi stava stretta. E i miei facevano la spola per venirmi a trovare. Qui al nord con tante difficoltà sono riuscito a portare avanti il progetto per cui credo si venga al mondo "avere un lavoro il meno insopportabile, farsi una famiglia, avere dei figli". E ora mi succede quello che accade a te. I miei 2 figli maschi, che come puoi immaginare adoro, sono laureati-emigrati a migliaia e migliaia di km da me e mia moglie (anche lei come te maestra elementare). Come credi che mi senta quando anche a lei, pur fredda donna del nord, dopo una chiacchieratina con loro su skype, vedo spuntare una lacrimuccia? Dico che è la vita, e forse è giusto così. Gli abbiamo messo le ali e allora è giusto che volino.
Paky M.
19 aprile 2011 alle ore 11:10Cara Nunzia,
ho 27 anni, sono campano e, come tanti altri, sono più a nord di dove sono nato. Nell' andare via, per sopravvivere, ho lasciato amici di una vita, famiglia e radici. Sono già lontano ma forse dovrò decidere di andare all'estero per essere in un contesto più meritocratico ed avere anche un minimo di soddisfazioni personali. Mia madre ha i tuoi stessi pensieri ed anche noi figli ce li abbiamo. Pensiamo al fatto che i nostri genitori avranno sempre più bisogno di noi e che, molto probabilmente, non potremo aiutarli come meriterebbero. Cerco di consolarmi pensando a chi sta peggio, a chi deve affrontare viaggi di migliaia di km in condizione precarie, a chi rischia la vita per cercare una condizione migliore. E penso anche ai tanti ragazzi che sono nella mia stessa condizione. Si avvicinano le festività di Pasqua e ci saranno persone che prenderanno il treno, l'aereo, l'auto per ritornare a casa. Mi capita spesso di osservare chi compie questi viaggi per vedere che facce hanno i ragazzi che, come me, sono stati costretti ad andare via. Vedo volti determinati velati molto spesso da una leggera malinconia. Il movimento 5 stelle per me è una speranza che forse, quando noi saremo già vecchi, potrà cambiare le cose e fare in modo che sempre meno persone siano costrette a lasciare tutto per sopravvivere lontano.
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 16:02Pero' ...e' da quando sono nato che sento la maggioranza degli Italiani dire che la forza di cambiare si trova SOLO quando le cose vanno molto male...invece lei dice che ha intenzione di ASPETTARE che la mentalita' egoista e perdente degli Italiani venga affrontata da qualcun altro al posto suo .
Questi due punti di vista , sono , come si dice adesso , a SOMMA ZERO...., cioe' sembrano 2 scuse opposte per non ammettere di essere dei deboli .
Ma per fare la forza ci vuole l'unione .
Senza unione non rimane che la fuga .
Le consiglio di lavorare sull'unione .
( Io gia lo faccio )
Egle Laricchia
19 aprile 2011 alle ore 11:13Mi dispiace molto per Nunzia, ma devo notare che a volte, molte volte, si va via dalla nostra splendida Puglia, non solo per mancanza di lavoro, ma ancor più per mancanza di un tipo di vita libera da schemi ancora troppo rigidi. Ci si costringe a vivere in posti sicuramente più brutti e tristi, lontano dai propri cari, in condizioni lavorative neanche poi così eccezionali.... PUR DI ESSERE LIBERI DI ESSERE SE' STESSI. Parlo così perchè sono pugliese e conosco la mentalità soffocante di buona parte dei nostri paesini. Concordo purtroppo con ciò che dice M.Schanzer: non abbiamo fatto ed ancora non facciamo nulla per valorizzare lo splendore di posto in cui abbiamo avuto la fortuna di nascere. Preferiamo fare i piagnoni piuttosto che alzarci le maniche e RESTARE QUI dove non ci manca nulla!!!! Magari incominciando a prendere in mano questa politica che ci tratta solo da bidone per la monnezza.
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 15:53Sono stato maltrattato da un paio di lettori siciliani....ma io pensavo proprio alla Puglia....che non ha ancora la situazione drammatica della Sicilia !
( Sulla Sicilia ho opinioni ben diverse ). Ed ha tanto potenziale....e se non sono capaci di coglierlo i pugliesi...prima o poi verra' qualcun altro a prenderselo !
Attenzione a non fare confusione , in Italia ci sono vari problemi , non uno solo .
Pero' tutti sfociano nella necessita' di rinnovarsi prima di essere sostituiti da qualcuno meno contorto e autolesionista di noi !
Giuseppe
19 aprile 2011 alle ore 11:41Noi 30enni di oggi apparteniamo ad una generazione segnata, siamo il fallimento della produttività e causa della sofferenza dei nostri cari.
E' la nostra maledizione, il nostro destino. L'estrema difficoltà di realizzarsi a prescindere dal luogo geografico.
E paradossalmente questo è risultato dell'operato delle generazioni passate, cioè dei nostri genitori.
Igor Mantovano
19 aprile 2011 alle ore 11:42Anche io sono 'terrone'. Solo un obbligato trasferimento in Toscana mi ha permesso di vedere una lucina nel mio futuro. Ma la lucina si offusca ogni volta che penso di dover fare 550 km per vedere un weekend al mese la mia famiglia.
Ma che unità d'Italia è questa se mi devo sentire un transfrontaliero ogni volta che mi muovo tra il mio luogo natio e la valle dell'Arno ????
daniele bennardo
19 aprile 2011 alle ore 11:58io sono l'unico figlio dei miei genitori e adesso,a 26 anni sono già 7 anni che manco da casa.
ma che fare?tornare in sicilia e convivere con tutto lo schifo che siamo costretti a vedere ogni giorno,o soffrire a distanza per avere 1000 euro al mese senza possibilità di carriera,pensione o dignità(non sempre ma molto spesso)?
mi avevano proposto un lavoro in un call center:
500 euroFULL TIME!!!
in che modo li posso mandare a fanculo?
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 15:28Facendosi una casa e cibo ...non con i soldi ma con il lavoro e gli amici .
E scegliendosi una filosofia di vita che non sia l'inseguimento , impossibile o facendo mercato al ribasso di tutti i valori Umani , del loro irraggiungibile modello di successo ....ma qualcosa di completamente diverso , migliore , sostenibile .
Per smettere di essere poveri , la prima regola e' quella di rifiutare le regole del gioco di quelli che insistono a dirci che loro sono i ricchi .
Lo sono SE accettiamo le loro regole , quelle con cui loro sono imbattibili .
daniele bennardo
19 aprile 2011 alle ore 12:15ps: per schanzer..
parli come uno che scende dalle nuvole..
o più semplicemente uno che con il sud non ha mai avuto realmente a che fare se non per dire cose banali o superficiali di questo tipo.
venga lei a spiegare ad un commerciante che anche se gli bruciano il locale deve resistere.
venga lei a lavorare nella nostra zona per farla rifiorire,si accorgerà che questo immobilismo è VOLUTO dalle istituzioni che non hanno mai fatto nulla di concreto per noi giovani o per la generazione prima o per quella prima ancora.
nella mia famiglia l'unica a non essere mai stata una emigrata(dal posto di origine)è stata mia madre,figlia di emigranti in venezuela e sposata con un transugo da una provincia ancora peggio di quella mia(agrigento:andate a fare un giro a FAVARA).
visto che queste diagnosi che lei ha fatto sul meridione appaiono ai miei occhi le parole di un cliente di un bar,le chiedo di riflettere o magari di fare un giro dalle mie parti(in sicilia of course),di evitare di pensare che l'obiettivo di meridionale sia il denaro:siamo sanguigni,passionali e decisamente più legati alla famiglia di molte altre persone.il fatto che avete delle industrie e dei posti di lavoro riservati agli schiavetti di turno e vi permettete pure queste mancanze di delicatezza mi spiazza.
cercate di vivere fuori dai luoghi comuni,perchè se non ci è riuscito falcone o borsellino o fava o grassia cambiare la mia terra ,NON PUO' ARRIVARE IL PRIMO FESSO E SPARARE LA SUA SENTENZA.
è irrispettoso verso le persone sopracitate.
scusate lo sfogo
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 15:12Intanto se lei e' giovane il sud lo conosco piu' di lei . E ne ho anche condiviso una parte di valori e cultura .
Poi ,nonostante il nome , non sono e non ho niente in comune culturalmente o economicamente con i nord italiani .
Sul fatto che il governo non abbia funzionato per generazioni non possiamo che essere d'accordo .
Pero' questo governo e' stato di matrice sicula-americana il che vuol dire soldi a tutti i costi e di valori culturali o ambientali non se ne parla proprio .
E per finire , quando un governo ti scippa la vita , la miglior risposta e' proprio quella di lavorare sul proprio territorio e riprendersi il potere .Non cedere e fare il gioco che propongono loro .
A meno di non condividere la cultura dei soldi prima di tutto .
E chi fa l'insegnante dello stato...di quello stato che tenta di annullare i valori importanti.....non e' ne coraggiosa ne emarginata . Quindi e' una famiglia che aveva la vita facile ....ma non ha avuto energie morali .
Delle due l'una , o si ama la cultura sociale , di paese , di famniglia , o si inseguono i contanti . Se la madre la vede nel primo modo e i figli nel secondo , se la prenda con i figli .
Ma chiunque invece di consolidare i suoi Diritti Umani , cede al lavoro dipendente o speculativo fa un dispetto alla societa' , me compreso .
flavia placidi
19 aprile 2011 alle ore 16:35sono pienamente daccordo io vivo a Catania da 25 anni oramai e ne vado fiera sono romana di nascita ma mi sono trasferita quì per mia scelta, e tutti i problemi che esistono li dobbiamo a chi governa la regione e tutti i suoi lecchini, perchè se si cambiasse modo di pensare e di fare quì nell'isola non dovremmo choiedere nulla a nessuno anzi sarebbero i continentali a dover dipendere da noi.....e tutti quelli che parlano come quel tizio si "sucherebbero la cocuzza2 come si dice quì.....
enrico chiesa
19 aprile 2011 alle ore 12:51datevi una mossa invece di continuare a venire a rompere le balle qua da noi.
i nordafricani sono più svegli di voi
Mario Aiello
19 aprile 2011 alle ore 22:01Infatti ora ti stanno arrivando tanti di quei nordafricani che non immagini...meno male che sei contento.
Igor Mantovano
19 aprile 2011 alle ore 13:09La fate facile voi che avete avuto la fortuna (non il merito) di nascere in un posto già pronto per accogliere le vostre opportunità.
Da dove vengo io, i giovani scappano così come fareste voi nella stessa situazione.
Chi coltiverebbe su un pietraio ?? Per poi sentirsi dire che siamo pigri perchè non coltiviamo sulla soffice terra che non c'è !!!
E la soffice terra del nord Italia si sta indurendo, attenzione !!!!
giorgio girolimoni
19 aprile 2011 alle ore 13:16egregio enrico chiesa gli stronzi si riconoscono perchè galleggiano, come galleggiano i pseudo nordisti-leghisti-celloduristi-di-cervello.
Guardatevi bene in faccia voi con i vs. politicantucoli da strapazzo semi-idioti.
Guardatevi bene in faccia le vs. caratteristiche somatiche sono da ebeti, difatti diversamente dalle comuni persone voi non siete in grado di provare emozione alcuna ivi compresa la vergogna, che vi dovrebbe accompagnare costantemente, Vergognatevi di quello che dite pensate e fate. Avete saccheggiato l'Italia e gli italiani; adesso!
CHIEDETE SCUSA ALLA SIG.RA NUNZIA ED ALLE TANTE NUNZIE CHE VIVONO NELLA NS. ITALIA.
Raffaele T.
20 aprile 2011 alle ore 12:38Parole inutili...
Mario Nanni
19 aprile 2011 alle ore 13:23Leggendo questo commento mi è venuto da piangere. In che brutto paese viviamo.
Francesco Ricciardi
19 aprile 2011 alle ore 13:55Buongiorno Mamma,
ho letto il suo post mi ha commosso. Io sono un figlio uno di quelli che è emigrato prima a Milano ora a Roma. Anch'io piango il fatto di non poter vedere invecchiare i miei genitori e come me sicuramente anche i suoi figli.
Ogni volta che vado giù a Taranto per rivedere i miei è sempre troppo poco il tempo sempre troppo poche le parole che ci scambiamo. Preso dalla velocità della vita dallo stress dai pensieri che pesano come macigni, non riesco mai a dedicarmi a loro eppur penso quando sono solo che non gli stia "vivendo".
Grazie se spera che i suoi figli possano invecchiare con i suoi nipoti è un bel augurio in un periodo in cui non sappiamo che fine faremo domani.
Grazie di cuore da parte mia che rappresento un tassello di una generazione schiacciata dai debiti e da gravi problemi esistenziali.
In bocca al lupo.
Un saluto
Francesco
Marco Visintin
19 aprile 2011 alle ore 13:57ore e ore in balcone a pensare...
poi ho capito quando ho letto "faccio l'insegnante".
Senza voler criticare la signora, ma dubito possiamo esser in molti a poter passare più di 5/10 minuti a pensare al balcone.
Seppur sarebbe bello.
Michelangelo M.
19 aprile 2011 alle ore 14:15Non comprendo, scusami ma intendi forse dire che:
1)... sarebbe bello essere ancora capaci di pensare per almeno 5 minuti ma solo agli eruditi hanno ancora simili facoltà mentali
oppure
2)... che sarebbe bello poter affacciarsi al balcone per 5 minuti ma...
2a) l'aria fuori è irrespirabile e porta iodio radioattivo nipponico
2b) tra tv e internet manca sempre il tempo per uscire sul balcone
3) non sai pensare ad altro che a trollate min_plus-galattiche.
Non ti auguro che tu possa sperimentare tale situazione, ma prego che tu cresca un pochetto caro Marco Visentin_0
Sachi Osti Merizzi
19 aprile 2011 alle ore 16:25Scusa se mi permetto di commentare al tuo commento (mi riallaccio al discorso insegnante): mia mamma anche lei fa l'insegnante in una scuola primaria ma quattro giorni su cinque torna a casa dopo le sei e mezzo di sera ... tra rientri, riunioni e incontri con i genitori ... tempo di stare in balcone a pensare non ce l'ha ... boh (mio quesito personale)
angelo f.
19 aprile 2011 alle ore 14:18Ormai anche all'estero c'è crisi di lavoro, la differenza è che in Italia si lavora tramite le conoscenze e le amicizie, all'estero si punta di più a valorizzare la persona e le sue capacità.
Io vivo a Milano, ma c'è crisi lavorativa anche quì, si lavora solo con contratti a termine e gli unici che lavorano sono gli stranieri,ma vengono sfruttati perchè pagati molto meno di un italiano.
Bisognerebbe riformare la spesa che un imprenditore deve affrontare per assumere del personale,il cosidetto costo del lavoro, perchè si pagano troppe tasse su un dipendente, ma il nostro governo è troppo preso a farsi delle leggi ad personam.
Andrea Stabile
19 aprile 2011 alle ore 14:31Da parte di uno dei tuoi figli, nel senso che sono nella stessa situazione dei tuoi figli: permettimi di darti del "tu" e di chiamarti "Mamma"...
Grazie di questo post
Andrea
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 16:20Per Nicolo' da Bologna
( non e' prevista la possibilita' di rispondere alla cosidetta " discussione " )
Intanto che differenza ce' tra " sognare soldi " e " guadagnarsi onestamente la pagnotta " ?
Io ho fatto una divisione tra sognare moneta ( un sostituto della realta' ) e affrontare la propria realta' .
Se uno ha la forza di una famiglia ( ed una famiglia ha proprieta' ed opzioni di collaborazione ) , e' piu' facile farsi la pagnotta ( e le altre cose NECESSARIE ) con le proprie mani che uccidere le proprie radici con il lavoro dipendente o speculativo .
Niccolò da Bologna
19 aprile 2011 alle ore 21:05mi dispiace, lei parla di sogni, teorizza, astrae... in poche parole: è poco radicato nella realtà, applica modelli a realtà che probabilmente conosce poco. La vita REALE è un'altra cosa....
davide Cerbo
19 aprile 2011 alle ore 16:21Pienamente d'accordo. Io sono di Salerno, mio fratello lavora a Stoccarda e io a Lugano. Alle volte mi sento un po' un vigliacco ad aver lasciato la mia terra, i miei amici e la mia famiglia per andare alla ricerca di un posto dove vivere e lavorare in serenità. La cosa che mi fa rabbia è che l'ho trovato ed ora che so che è possibile, vivere e lavorare in un modo diverso, mi fa ancora piü rabbia non esserci riuscito nella mia città. Ma la speranza di tornare e cambiare le cose è ancora viva in me, chissà...
Marco Schanzer
19 aprile 2011 alle ore 16:37Quel che spaventa le persone isolate e' possibile per chi si appoggia ad altri . Lei ha un fratello.....e poi ? Avrete qualche altro parente o amico di fiducia insieme a cui costituirvi una vita solida ...? O sono tutti egoisti , individualisti , malfidati , antipatici ??
flavia placidi
19 aprile 2011 alle ore 16:23.....bellissima lettera, molto vera, purtroppo, anche io ho una figlia che è tornata a Roma perchè lavora lì, ed un maschio che oltre tutto ha anche una bimba che non se la sente di lasciare la Sicilia preferisce fare la fame quì,infatti non lavora ed è in serie difficoltà, io gli ho detto di trasferirsi, ma lui mi dice che deve trovare quì la sua strada, io non capisco questo attaccamento,o testardaggine,mi auguro soltanto ceh si decida e che all'amore per la sua terra prevalga la buona ragione e l'amore per la figlia e per la moglie.....
Marina
19 aprile 2011 alle ore 16:42sono a londra, ho seguito mia figlia che è venuta a lavorare e studiare qui. Non posso sopportare l'idea di invecchiare così lontano da lei. Troverò un lavoro, qui ce ne sono tanti, qui valgo. A palermo non contavo più nulla.
Non mi è mai piaciuto chi diceva di vergognarsi di essere italiano, ma qui mi è successo..sul bus ho incontrato una donna somala, mi ha raccontato come è stata trattata in italia, la fame che ha provato, l'essere trattati come animali, sentirsi dire "ma che elemosina..vai a lavorare!" dove?mah..neanche gli italiani lo trovano il lavoro.
ora è a londra da 5 anni, ha un passaporto europeo ed un suo negozio. E' un imprenditrice.
Mi sarei lavata il sangue pur di non essere italiana.
Bruno Liegi
19 aprile 2011 alle ore 16:43In Paesi come gli Stati Uniti, può capitare che i figli studino o vadano a lavorare a migliaia di km di distanza dal luogo in cui sono nati e hanno vissuto, che i genitori abitino nel Colorado, un figlio lavori nel Kentucky e un altro nell'Oregon, e che si ritrovino giusto durante le feste comandate ..e nessuno è mai morto per questo. Noi italiani invece ci preoccupiamo ancora se i nostri figli svoltano l'angolo di casa...e ci credo, dopo appena 20-30 anni di convivenza genitori-figli sotto lo stesso tetto è dura tagliare il cordone ombellicale...per carità, evolviamoci.
Daniele Barchetta (ernest)
19 aprile 2011 alle ore 16:52e chi lo dice che l'evoluzione è una cosa giusta??? evoluzione non sempre vuol dire progresso!
stare lontani dalla propria famiglia fa figo? per fare cosa?
sentire la mancanza, affidare i nostri figli ad una baby sitter anzichè ai nonni ed affidare i nonni ad una badante anzichè ai figli?
Sara T.
19 aprile 2011 alle ore 17:33Sono completamente d'accordo, è un punto di vista che condivido pienamente. Tuttavia, contesto culturale a parte, è necessario fare una distinzione fra chi si allontana da casa per LIBERA SCELTA (come negli U.S.A.) e chi invece ci è costretto, che lo voglia o no, per poter sopravvivere.
Luciano C.
19 aprile 2011 alle ore 17:01Caro Beppe, mi permetto di parlarle di noi piccoli imprenditori/commercianti strozzati da anni di crisi e di tasse e inps che oltreppassano anche il 60% di ciò che noi potremmo pagare,ricattati e vessati da equitalia che ci applica degli interessi su ciò che nn siamo riusciti a pagare anche del 70%...pignorando e facendo il fermo su auto e mezzi di lavoro......calpestando ogni + elementare diritto e dignità.Sembra che a nessuno interessi ciò,noi chiediamo degli interessi sui nostri debiti + umani e dei tempi + consoni per poter restituire il nostro debito.Cavolo sto governo sta aiutando tutti dai palazzinari agli evasori che portavano i soldi nei paradisi fiscali e ai lavoratori xkè niente?Tu che puoi divulaga questa notizia,siamo tantissimi indebitati e disperati..qui le allego in link che se vuoi può visionare,scusi se mi sono permesso e in caso di disturbo le chiedo scusa! http://www.facebook.com/profile.php?id=100000921856290
Daniele Barchetta (ernest)
19 aprile 2011 alle ore 17:08Sono pugliese e mi sto per laureare a Bologna, come tanti. Quando sono partito 5 anni fa mi dicevo che la mia vita sarebbe stata qui a Bologna o comunque da queste parti. Ora manca poco alla laurea ed ho un unica certezza: io torno in Puglia! torno dalla mia famiglia. Bologna mi ha dato tantissimo, ormai la sento quasi completamente mia. Quasi. Perchè la tua terra è la tua terra. Nelle altre ci si adatta; magari ci si adatta meravigliosamente, ma ci si adatta.
poi in questi anni ho capito che non mi interessa nulla dei soldi e della carriera. preferisco un lavoro accettabile a casa mia che un ottimo lavoro chissà dove. stare vicino ai propri affetti, sentirsi padroni della propria terra, cercare di migliorare il proprio paesino dall'interno sono cose che non hanno prezzo.
tagliare il cordone ombelicale dicono. e per che cosa? per affidare i propri figli ad una baby sitter anziché ai nonni ed affidare i nonni ad una badante anziché ai figli?? no grazie.
Ferdinando Caserta
19 aprile 2011 alle ore 17:24Cara Nunzia Gentile Beppe io sono uno dei tanti figli di questa Italia malata che non ci riconosce più come propri figli o che forse non li ha mai riconosciuti per farla breve sono emigrante anche io da Napoli a Milano è dura stare lontano dalla propria terra ma soprattutto dai propri cari ma quando si arriva al cannibalismo bisogna porvi rimedio ho perso il lavoro 7 anni fa e io mia moglie e le mie figlie siamo toranti alla casa del padre di mio padre iniziando così a cannibalizzare le due misere pensioni dei miei genitori e pur "ARRANGIANDO" qualche lavoretto non ce la facevamo quindi alla prima occasione ci siamo imbarcati in macchian e tutti su direzione Milano oggi ho un lavoro e guadagno bene rispetto a quello che facevo prima ma soprattutto ho dei diritti cosa che non avevo prima oggi posso permettermi di dire a mia madre e a mio padre :" mamma papà avete bisogno di qualche cosa?" ribadisco lo so è dura stare lontani da casa e dagli affetti ma tutto questo è alleviato dalla realizzazione dal sapere mia madre e mio padre tranquilli che almeno io sono riuscito a realizzarmi sperando sempre che questa Italia diventi una brava madre.
Paul Brown
19 aprile 2011 alle ore 17:30Cara Mamma meridionale, mi permetto di interrompere la poesia della Sua missiva per darLe una risposta al quesito finale. Il motivo per il quale i Suoi figli sono dovuti partire e' essenzialmente uno solo: la mafia. La cui pervasivita' e' da imputare ad una commistione di concause cosi' ampia da far sembrare che non possa scorgersi una singola responsabilita' individuale. Il realta' la responsabilita' individuale c'e', eccome! Quando Lei, Suo marito, la Sua famiglia andate a votare il politico di turno o ve ne state in silenzio di fronte all'ennesimo oltraggio del diritto, non fate altro che avallare questo processo di degrado che ha condotto il sud Italia ad essere la fogna dell'Europa ed ora sta trascinando anche il (pur con tutti i suoi difetti) laborioso nord nella stessa melma. Tutte la baggianate sui gretti Savoia e gli industriali settentrionali senz'anima, sono balle, balle, balle, create ad arte da chi non ha le palle (perdoni il termine volgare) di non riconoscere il marcio che sta in se': voi! Nord libero.
Mario Aiello
19 aprile 2011 alle ore 21:54Nord Libero!
E tu che voti uno che si è finto laureato tre volte e che piazza alla Regione il figlio bocciato tre volte alla maturità e te ne stai in silenzio avallando?
Tu sei diverso, ci mancherebbe...
Mario Cervo
19 aprile 2011 alle ore 17:47Beh se da una parte è una situazione triste ,dall'altra è anche una situazione obbligata.Sono figlio di emigranti.I miei genitori sono venuti al Nord proprio per evitare una situazione al Sud non sostenibile tra lavoro nero , pizzo ai piccoli esercenti e raccomandazioni per il lavoro pubblico.Mi spiace ma fino a quando al Sud non si troverà la forza di ribellarsi e di cambiare ,cambiare pelle e sostanza alla società civile.Fino a quando non ci si ribellerà al lavoro nero alle raccomandazioni al pizzo il destino dei giovani onesti al Sud sarà quello di emigrare. Piangere non serve,lamentarsi nemmeno...si deve avere la forza di cambiare. Il sud è potenzialmente ricchissimo ..ma non ha ancora la forza di svoltare...di dare peso alle mille idee imprenditoriali di giovani volenterosi.Non se ne esce finchè non si avrà la forza di ribellarsi a questo meccanismo perverso
Elena Patisso
19 aprile 2011 alle ore 17:59Gentile signora
Leggendo il suo post l'ho immaginata al balcone a guardare il suo orizzonte...a guardare il mare...lo fa spesso anche mia madre soprattutto al tramonto...Mia madre come lei soffre per le sue figlie che sa, prima o poi andranno al nord per cercare quella soddisfazione, o semplice sopravvivenza, che Taranto non offre...Lei ha già sofferto per questa lontananza, perchè io ho vissuto due anni fuori in cerca di quella realizzazione, ma poi senza un risultato effettivo sono tornata a casa, perchè un contratto scadeva, e perchè mi mancava il mare, mia mamma, mia sorella....il mio cane...e persino il mio balcone da cui guardo il mare...Ma oggi dopo una anno e mezzo passato a casa...ho la consapevolezza, che se voglio realizzare qualcosa per me devo andar via...Comprendo il suo dolore...ma immagino anche quello dei suoi figli che sento direttamente sulla pelle.
Con affetto
Elena
Alberto S.
20 aprile 2011 alle ore 09:46Sole, mare e pummarola........ Io quando vado a Taranto vedo tanta monnezza, buche nelle strade e tutta quest'acqua di mare cristallina mica tanto. E le cartine per terra non le butta mica Berlusconi eh? lui sta in Sardegna. Dovreste prendere la mazza e andare a bruciare il municipio altro che chiagnere in coppa al balcone. Ma come fate a votare Niki Sventola Sinistra&Ecologia&klibertà che siete la regione con il più basso tasso di differenziata in Italia .......... chiagniefotti chiagniefotti chiagniefottti
cristina .
19 aprile 2011 alle ore 19:04gentile signora Nunzia, pensi a chi guarda l' orizzonte e pensa a quei genitori che hanno messo al mondo una vita e non l' hanno mai cercata.... sono passati anni nell' indifferenza....
la capisco. anche se siamo in posizioni diametralmente opposte, la capisco.
cordiali saluti.
Alberto Sensini
19 aprile 2011 alle ore 19:40Anch'io ho 56 anni e vivo al nord. Sono anni che non guardo il mare fuori dal mio balcone. NON ho tempo. In compenso mio figlio studia lontano lontano e poi andrà a lavorare ancora più lontano. Ma sempre chiagnere e fottere porca miseria?
ivo tardivo
19 aprile 2011 alle ore 21:17la classica guerra tra poveri
nord contro sud e io politico e industriale mi faccio i cxxxi miei...
ma prima di parlare pensate a cio che dite idioti razzisti!
Non ha mai voluto investire NESSUNO AL SUD la mafia esiste si ,ma e collusa con la finanza la politica
ma nnemmeno mi va di parlare la mamma degli idioti e sempre incinta..lascio lascio
Mario Aiello
20 aprile 2011 alle ore 11:50Divide et impera, non è cosa dei nostri giorni ma funziona sempre grazie ai tanti che ci cascano.
paolo tofani
19 aprile 2011 alle ore 21:44Cara signora Nunzia
Sono un figlio 43 enne emigrato in canada per amore, ma anche per fuggire dalla miseria che il berlusconismo ha e sta ancora infettando l'italia.
Mia mamma vive in italia e ci si vede qualche volta col computer in webcam, di persona invece capita un mese ogni due anni.
Purtroppo (o per fortuna) la vita fa fare scelte a volte decisive che cambiano il cammino della propria vita, quello che lei dice sicuramente lo prova anche mia madre mentre io ancora vivo di speranza nel futuro e del ricordo del mio passato e edella mia famiglia in italia.
Ora ho una moglie e una bellissima figlia di 4 anni che amiamo in una maniera estrema ricambiato ampiamente da lei.
Certe scelte sono dure ma portano in se una speranza che porta a sacrificare molto di quel che si ha per cercare quella cosa negata che per vari motivi non si ha ma che in cuor proprio si desidera davvero e molte volte si merita pure.
Signora nunzia questa vita e' dura per noi e forse anche per l ei. la saluto da figlio emigrato.
paolo
paolo tofani
19 aprile 2011 alle ore 21:54mamma mia parli come un nazista figlio mio....ma torna in te.
Gabriele Alfano
19 aprile 2011 alle ore 21:59gentilissima signora e collega,
mi accodo ai tanti emigranti che le rispondono su questo blog. ho 40, sono sposato ed ho un figlio.
anche io sono emigrato per evitare a mio figlio questo destino.
poi ho capito una cosa: se vogliamo evitargli i nostri disagi, dobbiamo pensare ai figli di tutti, non solo ai nostri.
così ho aderito al movimento 5 stelle: per i figli di tutti.
Gennaro S.
20 aprile 2011 alle ore 00:00Ciao Beppe, sono uno di quei ragazzi che come i figli della signora Nunzia hanno dovuto emigrare per lavorare lontano dai propri genitori. A volte mi domando perchè e se un giorno riuscirò a stare di nuovo insieme a loro e far giocare mia figlia coi nonni, come ho potuto fare io. Saluto tutti quelli che hanno lasciato le proprie terre e vivono lontano dai cari. Ad maiora. Semper
Raffaella L.
20 aprile 2011 alle ore 12:56Cara signora Nunzia le mando un bacione e un abbraccio forte da chi è mamma e figlia e non ha più nè una nè l'altra. Non dia peso a chi le scrive delle cattiverie, loro con tutta quella rabbia stanno peggio di noi.
Raffaele T.
20 aprile 2011 alle ore 13:17Rileggo alcuni dei commenti del post... non siamo più nemmeno in grado di fermarci davanti a un piccolo / grande dolore, davanti all'amore di una mamma. Bisognerebbe stare li, mettersi il cappello in mano e stare fermi a guardare, senza proferare parola... Il dolore, di qualsiasi tipo, merita rispetto e silenzio, ma vedo che la voglia di aggredire, scaricare il proprio odio, dispensare giudizi... come poterli mai definire questi giudizi mossi da dubbiose conoscenze, come? Diciamo per lo meno inutili... cosa mai potranno offrire questi inutili giudizi a questa donna che ha paura di invecchiare lontana d suo figlio, lontana dai suoi nipoti?
Avevo poco più di 18 anni quando sono andato via, adesso ne ho molti di più. Ci si vede raramente, e quando vado via faccio sempre un po' di conti, per arrivare alla conclusione che forse la vedrò per una decinda di volte ancora. E i saluti? Il suo dolore, le sue lacrime, le sue ultime raccomandazioni... che patetico diranno questi signori, ma che volete farci, così vanno le cose, e lo sapete come le mamme meridionali sono fatte. E la frase che ripete sempre: "resta vicino a tuo figlio, fagli capire quanto lo ami, perché... se passa... ", chissà quali pensieri insegue la sua mente vecchia.
Cari amici miei, gioite nell'avere i vostri cari vicino al vostro cuore... lasciate per un attimo il vostro odio davanti all'amore di questa mamma, anzi, domenica prossima, fate una sorpresa ai nonni, andateli a prendere, portateli nel calore della vostra casa, voi che avete la fortuna di poterlo fare.
Marco Schanzer
21 aprile 2011 alle ore 06:13E quindi , per carita' ! non affrontate i problemi , non capitene le cause .
Guardi che amore e' quello di chi lotta , non quello di chi insegna ai bambini ad essere servo per conto del regime .
tina ghigliot
20 aprile 2011 alle ore 13:57cara Nunzia, vada ad assistere a un consiglio comunale (scommetto che non lo ha mai fatto) e troverà le risposte alle sue domande !!!!!
Emanuele T.
20 aprile 2011 alle ore 15:55Cara signora, forse sarà una di quelle persone che ha messo un tricolore al balcone di casa per festeggiare il 150° anno di "fratellanza"; lo guardi bene, le risposte alle sue domande stanno in quella bandiera che ha reso i figli del sud, e dunque anche i suoi, coloni nella propria casa e nella propria terra. Non c'è molta differenza tra i giovani poveri disgraziati che sbarcano a Lampedusa, magari laureati e ricchi di speranze nel futuro lontano da casa, e i migliaia di giovani del sud che da 150anni lasciano la propria terra per poter tenere accesa una minima speranza di riscatto arricchendo della propria energia e preparazione altri mondi.
Mi scusi per la politicizzazione e il cinismo di fronte alle sue emozioni, ma lei si chiede perchè e questa è la risposta, semplice e banale.
Un giovane del sud
aldo b
20 aprile 2011 alle ore 17:03Sti meridionali qua sempre a lamentarsi, ad aspettare un aiuto da altri, mai ad impegnarsi in prima persona, fanno sempre le vittime, a loro va sempre tutto male, e la colpa di chi è? Degli altri ovviamente.
Poi è ignobile sentirli quando parlano di immigrazione
..
Mario Aiello
20 aprile 2011 alle ore 21:59Se non te ne fossi accorto, giusto oggi hanno messo al gabbio due dei tuoi amati per mazzette su appalti pubblici.
Senza contare i soldi che il Trota e gli altri mille ci sfilano di tasca a tutti noi, te compreso, quotidianamente.
aldo b
21 aprile 2011 alle ore 09:01guarda che io non sono leghista
i loro migliori alleati siete voi, con il vostro vittimismo e l'assenza di autocritica
Mario Aiello
21 aprile 2011 alle ore 11:31Noi chi? Ho i "quattro quarti" uno diverso dall'altro e sono pure per forza più settentrionale di te, per questo rido molto quando si parla di noi-voi-nord-sud ecc....vedi che succede a ragionare a compartimenti stagni?
aldo b
21 aprile 2011 alle ore 15:43ma guarda che sei te che mi hai tirato in ballo dandomi del leghista
cioè covot?
poi per me puoi anche essere finlandese che non me ne frega una mazza
chi ti ha chiesto niente
bello però, difendi quelli del sud e poi ci tieni a specificare che sei del nord
Vincenzo Piras
20 aprile 2011 alle ore 21:54
Chiaramente cara Nunzia fa piacere vedere di piu i propri figli ma sembra che il problema sia che si soffra per la propria vita vissuta male un po accettando le cose ma con tanti rimorsi e si cerca nei figli un po di conforto.
Io non so se noi ormai vecchi emigranti abbiamo una diversa mentalita dei nostri padri,ma io vedo le cose diversamente.
Vivo ormai all estero da 21 anni,Islanda,Spagna e adesso Usa,sempre per amore.
Vedo i miei cari non spesso ma quando posso,ma felici di vivere la propria vita ognuno con le proprie esperienze.
La speranza in Italia e di mandare a casa questi cafoni al governo,e vedrete tanti figli torneranno.
Enzo
Marco Schanzer
21 aprile 2011 alle ore 06:34Pero' , nessuno ha detto bene la cosa piu' importante su questo personaggio spero fittizio : un insegnante di stato non e' una vittima ma il problema stesso . Se non sono colpevoli gli insegnanti , se non sono colpevoli gli sbirri , se i politici pugliesi sono bravissime persone....allora la colpa di chi e' ? Di Topolino ?
Mario Aiello
21 aprile 2011 alle ore 11:32Io invece credo che il "problema stesso" siano quelli che ragionano per categorie.
Alberto S.
21 aprile 2011 alle ore 10:43Sole, mare, pummarola e taaaando seeentimeeeeeendddddooooooooooo ........E' talmente mielosa che spero sia tutta una balla. Lo spero per lei, cara Nunzia, che la sua sia solo una provocazione.......... Io quando vado in Puglia vedo tanta monnezza, buche nelle strade e tutta quest'acqua di mare cristallina mica sempre. E i sacchettoni di monnezza per la strada non li butta mica Berlusconi eh? lui sta in Sardegna. Dovreste prendere la mazza e andare a bruciare il municipio altro che chiagnere in coppa al balcone. Ma come fate a votare Niki Sventola Sinistra&Ecologia&klibertà che siete la regione con il più basso tasso di differenziata in Italia .......... chiagniefotti chiagniefotti chiagniefottti. . P.S. Anch'io ho la sua età e un figlio che sta lontano. Ci vediamo su Skype.
Emanuele T.
21 aprile 2011 alle ore 19:34Cari Alberto e Aldo, c'è un partito che potrebbe interessarvi, dal vostro modo di commentare, è composto da gente che accusa gli altri di piangere e lamentarsi ma sulle lamentele e le colpe affibiate un pò a tutti tranne che a se stessi, i meridionali, i marocchini, gli slavi, l'europa, i cinesi etc., prospera bene.
E' proprio vero il detto del ladro che sente di essere sempre derubato.
Alberto S.
22 aprile 2011 alle ore 10:16Caro Emanuele, il fatto è che qui in Friuli abbiamo tanti ma proprio tanti pugliesi, quasi tutti ex-militari o militari. Tutta brava gente, integrata, corretta e con solide famiglie. Grazie a loro la Puglia la conosco proprio bene, sono andato mooooolte volte in Puglia spesso in compagnia di qualcuno di questi signori. Quando siamo laggiù sono loro per primi a evidenziare e ad incazzarsi per quanta mmmmerda c'è e quasi mai vogliono ritornarci a vivere, se non per le vacanze. Intendiamoci bene, i pugliesi da esportazione sono quasi sempre bravissima gente. Resta da capire per quale macumba satanica quelli che restano laggiù sono capaci di eleggere Niki Sventola sinistra&ecologia&libertà con tutta quella monnezza sparsa. Ripeto, Sinistra&Ecologia&Libertà e hanno il più basso tasso di differenziata in Italia. C'è un senso dell'humor satanico in tutto questo no? Vogliamo parlare della sanità pugliese? Servirà mica essere leghisti no? Questa bella signora passa i pomeriggi a guardare ò mare fuori dal balcone, ma chi stiamo a prendere per il c**o?
Emanuele T.
22 aprile 2011 alle ore 17:15Caro Alberto, so bene che in Friuli è pieno di pugliesi,lo sarà anche di calabresi, campani etc,ci sono almeno 3 o 4 amici militari che stanno lì.Il punto che mi infastidisce quando sitoccano argomenti così delicati, mi riferisco all'emigrazione dal sud, è ilsolito riferimento al piagnisteo meridionale, alla monnezza, etc. etc. chedovrebbe ridurre ogni possibilità di replica e anche assolvere chi non vivequesta situazione. Il punto è che le risposte, che risposte non sono masempre accuse, da parte dei cittadini di altri territori sono sempre lestesse, infarcite di stereotipi e luoghi comuni. Il punto non è Vendola ochiunque altro, ma il fatto che al sud è destinato un ruolo subalterno agliinteressi economici del nord; anche lei ha un figlio che vive lontano, ma èstato costretto ad andare via o ha scelto la sua strada pur avendopossibilità di avere un futuro nel proprio territorio? E' questa ladifferenza, lei che vive in un territorio pieno di meridionali, si chiedeperchè i soldati sono quasi tutti del sud? qui si è costretti ad andare viaper mancanza di alternative e questo fenomeno è ovvio che genera sofferenzanella famiglia se è imposto; sa quanti amici ho, laureati e preparatiprofessionalmente, che partono con le lacrime agli occhi perchè nonvorrebbero andare via ma non hanno scelta? Ma è possibile che il sud deveessere un bacino di manodopera per il nord e mezza europa per volontà einteressi lontani da noi? per lei sarà il solito piagnisteo, ma i fattisono evidenti, non esiste territorio al mondo da cui si emigra da 150 anniininterrottamente. Lei parla di Vendola, non è il politico in sè mal'assetto italiano a determinare questo sfacelo; sfacelo per noi meridionali ovviamente, non certo per altri territori e imprenditori che con l'emigrazione si sono e si arricchiscono ancora oggi. E come costruire una classe dirigente sana e competente, come chiedono tutti, compreso lei, se i migliori elementi della società sono obbligati ad andare via per sopravvivere?
Alberto S.
26 aprile 2011 alle ore 10:15Caro Emanuele, la democrazia comincia dal buttare la cartina nel cestino, nell'incazzarsi con quello che NON butta la cartina nel cestino e nel parcheggiare la macchina negli appositi spazi magari mandando a caggggare il parchieggiatore abusivo. Cos'è il pizzo se non un parcheggiatore abusivo cresciuto? Perchè negare che c'è meno educazione civica e che il Sud è un inferno perchè ci sono i selvaggi ....... una piccola parte della popolazione, solo una piccola parte della popolazione, sia chiaro, a cominciare da quei poliziotti che vedono il parcheggiatore a busivo e si girano dall'altra parte....... è vero, sono 150 anni che il Sud esporta la sua parte migliore. Non dimentichiamo comunque che le regioni che più emigranti hanno avuto sono state la Calabria e, udite udite, il Veneto e il Friuli VG. Non so perchè, non lo sa nessuno. Tutti pensano che sia la Campania (chiagni&fotti) e la Sicilia che tanti mafiosi ha esportato nel mondo ........... Finchè non facciamo uno sforzo di verità stiamo tutti qua a pigliarci per il cu*o, a cominciare dalla signora Nunzia, che per me è tutta una presa per il c**o P.S. Si, mio figlio è emigrante per scelta ma non è che per questo io sono più contento. Certo quando se n'è andato NON piangeva come i figli laureati del sud che mi descrive lei ........... chiagni&fotti chiagni&fotti chiagni&fotti