
I bambini di Taranto
26 marzo 2011 alle ore 20:17•di MoVimento 5 Stelle
"Con tutto rispetto dei bimbi di Chernobyl, vorrei parlarvi dei bambini di TARANTO. Quella città del sud della Puglia ridotta ad una fogna di polveri e gas tossici.Vivere a Taranto è molto peggio che vivere a Tokyo immersa nelle radiazioni nucleari. I bambini non hanno un colorito roseo sulle loro guance. Sono gialli,con occhiaie, malaticci, molti con tosse e bronchiti persistenti, che diventano croniche in poco tempo. Nel loro sangue ci sono tracce di diossina e metalli pesanti tossici. Le mamme vedendo i loro figli in quelle condizioni, credono di fare cosa buona rivolgendosi ai loro pediatri, che altro non fanno che avvelenarli di più con antibiotici, cortisoni, antistaminici. L'ospedale Moscati di Taranto è pieno di bambini con patologie molto gravi causate dall'inquinamento dell'aria, dei,cibi, del terreno, del mare. Bambini condannati a soffrire in futuro ,in nome di un'industria obsoleta, l'ILVA. Quest'azienda è a ridosso della città con ciminiere distanti solo 200 metri in linea d'aria che emettono veleni 24 ore su 24, festivi compresi. Beppe,ti dico che la situazione è veramente molto grave. Mi vien da piangere te lo giuro .Anch'io ho tre bimbi,e immagino se vivessero lì. Ci sono stato una settimana fa a Taranto e nel treno, nonostante ci fossero i finestrini chiusi e aria condizionata, all'ingresso di Massafra che dista circa 15 chilometri dalla città entrava un puzzo incredibile misto di gas maleodoranti e nauseabondi. Lì a Taranto stanno morendo." Roberto Colla
Commenti (38)
mariuccia rollo
26 marzo 2011 alle ore 20:38Verissimo tutto.Taranto è una citta cimitero con uomini vivi di fuori ma morti dentro. Una mia parente, bella signora di 46 anni, giorni fa è stata operata al seno:cancro
Ivano
26 marzo 2011 alle ore 21:14Come milioni di donne che non vivono a Taranto.
Scusa, tutto il rispetto e un in bocca al lupo per tua zia ma il tuo commento è davvero privo di attinenza.
Io spero che l'Ilva la chiudano. Poi vedrò veramente piangere i tarantini.
cristina .
26 marzo 2011 alle ore 20:39buono.
ma cosa aspettiamo a ribellarci a tutto 'sto schifo?????
Star Dust
26 marzo 2011 alle ore 20:54Dovrebbero ribellarsi i tarantini!
Andrea C
26 marzo 2011 alle ore 23:54Se questo paese avesse un minimo di senso del sociale, sarebbe l'Italia (Unita) a ribellarsi tutta...e i tarantini sarebbero un po meno soli
Giancarlo Gv, Messina NO PONTE
26 marzo 2011 alle ore 21:28Vendola dove cazzo sei, invece di sparare supercazzole???
alvisea fossa
26 marzo 2011 alle ore 21:29CIAO BEPPE
TARANTINI INCAZZATEVI NERI,NON POU' ANADAREVAVANTI SEMPRE COSI' RIBELLATEVI!!!!!!
ALVISE
Michele
26 marzo 2011 alle ore 21:49Ho abitato a Massafra per ben 9 anni, poi mi sono trasferito. Confermo ciò che il Sr. Roberto Colla ha scritto. Sebbene fossi ancora un ragazzino, non ricordo il fetore dei gas, ma ricordo molto bene -è una cosa che non dimenticherò mai- che in alcuni giorni il cielo diventava di colore marrone, capace di oscurare parzialmente anche il sole.
Taranto è senza dubbio la Cernobyl italiana.
sergio l.
26 marzo 2011 alle ore 21:49http://www.youtube.com/watch?v=EDCHk6JhFzQ
Antonio Russo
26 marzo 2011 alle ore 22:01Il peggio a Taranto deve ancora venire...purtroppo l'imbecillita'qui pare non avere confini.
Sono della provincia di Taranto (a 10 Km dall'ILVA.
L'ILVA ha altri compagni tutti vicini tra loro:
- Discarica Italcave: ciclopica; "riceve" di tutto.
- Cementir: il nome basta a capire quale industria sia.
- Raffineria Agip: immensa.
- Base marina militare.
ed "altro" ancora...
Una cosa comunque ci manca...
...dato che mi trovo vorrei proporre a questo governo "lungimirante" e ai suoi "collaboratori esterni" di candidarci come sede per la futura centrale nucleare che è in previsione in Puglia...
Credo che questa sia veramente la compagine politica migliore (destra, centro e sinistra)per ottenere questo "splendido risultato".
mirko abena
26 marzo 2011 alle ore 22:20taranto non si ribella perché è sotto ricatto occupazionale, il tarantino non riesce a vedere oltre l'acciaio, pensa che il proprio futuro vada a braccetto con il compromesso,per lui qualche morto è il giusto prezzo da pagare per qualche soldo pisciato in mano. Siamo delle pecore ''contaminate''
Ireneo G.
26 marzo 2011 alle ore 22:24Pare che, nonostante quello che ho letto sulla situazione di Taranto, sulla salute dei bambini così come degli adulti, l'importante, per...''qualcuno'' ,è che i suoi profitti , aumentino sempre di più.Che poi, le persone che vivono nelle vicinanze o in zone limitrofe, pure colpite da questi...''aromi balsamici'', stiano male o ci muoiano ,addirittura, poco importa...Un po' come il nostro '''''beneamato'''''' governo: si fa gli affari suoi, mentre il Paese,
non gode certo di ''buona salute''.Ho tratto delle conclusioni sbagliate?
Antonio Fasano
26 marzo 2011 alle ore 23:52Purtroppo l' ILVA di Taranto sarà chiusa solo a parole ma in fatti rimarrà sempre attiva perchè la gente anche se sa tutti i danni a livello di salute pubblica che crea questa enorme industria, chiude un occhio perchè l'ILVA di Taranto è una delle pochissime realtà che nella zona offrono un posto di lavoro con discreto stipendio, che arriva puntuale e tutti i contributi versati; un meridionale sa che al sud di datori che ti pagano discretamente, puntuali e senza neanche un centesimo di nero se ne trovano pochi. Se non si trova una valida alternativa di reinserimento lavorativo per tutti i dipendenti dell'ILVA, questa industria non chiuderà mai e poi mai.
Egidio Pignatelli
27 marzo 2011 alle ore 00:23Sottoscrivo e confermo ogni singola parola.
Perchè io, a Taranto, ci vivo. :(
E vi garantisco che ci sono giorni in cui siamo costretti a BARRICARCI in casa ed a tenere porte e finestre serrate (e meno male che io ho gli infissi a tenuta d'aria!) perchè quando il vento soffia verso la città, le case e le strade puzzano come l'interno di una raffineria di petrolio combinata con l'interno della fogna di New York.
E non sto esagerando.
Qui l'incidenza della leucemia e di altri tumori scientificamente collegati alla diossina è decine di volte superiore alla media, ed in certi quartieri, come "I Tamburi", ciascun residente respira l'equivalente di vari pacchetti di sigarette al giorno, bambini inclusi. E le strade sono di color rosso-marrone, a causa dei depositi di ossidi di ferro.
Se ne potrebbero dire tante altre, ma mi fermo qui. Se volete VEDERE di cosa si tratta, cercate su YouTube, per avere una MINIMA idea della realtà che c'e' qui.
RIVA, facci un favore: schiatta. Come tu e la tua ILVA avete fatto con Taranto. Grazie.
Lorenzo D.
27 marzo 2011 alle ore 00:23Lo so che non sarà il massimo delle soluzioni, ma l'unico modo sarebbe riconvertire quell'area distrutta e rovinata da quell'inquinamento, sostituendo la fabbrica con un mega centro commerciale e parchi gioco e villaggio turistico. Lo potrebbe fare lo stesso proprietario dell'azienda. Riconvertire è la soluzione.
achille .
27 marzo 2011 alle ore 00:24ci sono passato anch'io...tutto è cosparso di una polvere rossa...ossidi di metallo credo...allucinante!
Pierpaolo Zampini
27 marzo 2011 alle ore 00:41I problemi si risolvono cominciando da quelli più grossi.
Finchè l'ILVA a Taranto non chiuderà, è anche inutile parlare di tutto il resto dei problemi d'Italia, ambientali e politici.
E' da Taranto che deve partire la rivoluzione.
Riccardo Tucci
27 marzo 2011 alle ore 06:01Comincino a ribellarsi!
Benedetto Semino
27 marzo 2011 alle ore 08:11A dire il vero non è l'ILVA (o ITALSIDER) che è stata costruita dentro la città, è stata la città a svilupparsi nel tempo intorno all'ITALSIDER. Prima erano solo periferia e campi. Le Amministrazioni che oggi giustamente denunciano sono lo stesse che negli anni passati hanno consentito che ciò avvenisse.
Rosa D'Amato
7 gennaio 2012 alle ore 11:10Che diavolo dici? il Quartiere tamburi esisteva già! Informati!!!
maria gabriella brunori
27 marzo 2011 alle ore 10:42Ero li giovedi scorso, è una citta' devastatata ed all'impatto fatiscente, se aggiungiamo decenni di malgoverno locale con un enorme dissesto finanziario beh.. il degrado e' completo.
giancarlo s.
27 marzo 2011 alle ore 11:57ma Vaff...
giancarlo s.
27 marzo 2011 alle ore 12:48Vatti a leggere la classifica delle città con la più alta incidenza di tumori. E' troppo semplicistico individuare in una sola causa,(ILVA) il responsabile assoluto. Tieni conto che noi abbiamo, concentrate in uno spazio limitato: CEMENTIR; RAFFINERIA; ILVA; DUE CENTRALI TERMOELETTRICHE DA 700 MW/h. Senza considerare il traffico auto veicolare, che in una città dove il servizio pubblico fa schifo, fornisce il suo bravo contributo alla diffusione degli agenti cancerogeni.
Marta Restuccia
27 marzo 2011 alle ore 13:01forse proprio peggio che Tokyo no.. dovremmo essere a Tokyo per sapere esattamente... diciamo che sono cose gravissime in entrambi i casi.. e non dimentichiamo davvero cosa accadde ai bimbi di chernobyl..
angelo
27 marzo 2011 alle ore 13:27E' allucinante pensare che il sindaco di Taranto, un pediatra, stia facendo di tutto per ostacolare il referendum sulla chiusura dell'ILVA.
A Taranto si ragiona solo in termini di posti di lavoro: se chiudiamo l'ILVA, avremo migliaia di disoccupati.
Nessuno però parla di quanti siano in realtà i dipendenti dell'ILVA a tempo indeterminato che vivono a Taranto. Molti vengono dalla provincia, dal resto della regione o addirittura da fuori. Molti Tarantini vivacchiano con l'ILVA, usufruendo di posti di lavoro a tempo determinato, creati quasi esclusivamente per tenere sotto controllo un certo bacino di voti.
E molti si soffermano solo sull'ILVA, come se la raffineria dell'ENI emettesse aria di montagna.
Provate a venire di notte a Taranto: vedrete uno spettacolo infernale, con nubi infernali e puzza di zolfo.
E intanto, la gente muore...
Mirko 12 ANNI, TARANTO
27 marzo 2011 alle ore 13:42NON SI PUO' PIU' VIVERE QUI!!!!!
SALVATECI, STIAMO MORENDO LENTAMENTE E DISINTERESSATAMENTE, CHIUDIAMO QUESTO MOSTRO CHE CI STRINGE IN UNA MORSA DI ACCIAIO, STIAMO MORENDO, SONO DI TARANTO, E NON POSSO VIVERE, NOI CI RIBELLIAMO, REFERENDUM A PALATE, RACCOLTE FIRME, CHE POI NON VALGONO PERCHE' I CONTROLLI (OVVIAMENTE TRUCCATI) CI VANNO CONTRO... AIUTO!!
Michele Mastronardi
27 marzo 2011 alle ore 13:54Esiste una collina fuori Taranto nella zone di statte si chiama Monte Termiti . Se salute su di essa potete vedere come sulla città di Taranto é presente una nuvola perenne di colore rossastro.
cristina .
27 marzo 2011 alle ore 18:01il cielo si ocurerà e il sole non darà piu' la sua luce.da questo e da moltri altri segni capirete che la fine è vicina.
Mak 89
27 marzo 2011 alle ore 21:27e il bello è che si incazzano quando gli fai notare che Vendola non fa nulla per risolvere tale situazione...ipocriti...
pippo pansa
28 marzo 2011 alle ore 14:41Taranto è il luogo del moderno industriale che si spalma sul post moderno: ovvero lo schifo con il brutto nel mezzo. Vivere a Taranto ti affligge in primo luogo l'anima che si ribella facendo ammalare il corpo. ILVA o non ILVA a Taranto non ti salvi, la città va evacuata, la popolazione dispersa, i due mari abbandonati. Se ne riparlerà tra due o tre secoli.
leonessa di puglia
28 marzo 2011 alle ore 16:48sono perfettamente d'accordo, ma se l'ilva non vi sta bene, chiudetela una volta per tutte e trovatevi un altro lavoro. Inutile dare la colpa a vendola o a chicchessia (cos'ha fatto all'epoca Fitto ? Niente ! ). Rinunciate a quel lavoro e chiudetela. Io personalmente non compro mai generi alimentari provenienti da quella zona. Tarantini, smettetela di lamentarvi e fate voi stessi qualcosa !
Rosanna
29 marzo 2011 alle ore 15:51Sono una studentessa del polo Ionico dell'Università di Bari e la nostra sede di Infermieristica è sita a ridosso della più alta e conosciuta ciminiera che emana morte... La nostra struttura ha delle facciate completamente rosse, sintomo di copertura totale da parte delle polveri sottili dell'ossido di rame e di ferro... Non oso immaginare cosa si stia depositando nei nostri polmoni dopo 9 ore al giorno di respiri tossici... Hanno chiuso la sede decentrata di Brindisi e potenziato quella di Taranto ma io mi chiedo: a che pro?? Non bastano i già tanti malati di cancro alle vie respiratorie? Le vittime non sono abbastanza?
A volte durante le lezioni si ha voglia di evadere con la mente... Vien naturale guardar fuori ma... da un lato non riesci a vedere neppure il cielo perchè perennemente ricoperto da un sottile strato che lo vela e dall'altro vedi imponente a meno di 500 mt la cara Ilva... allora ti torna la voglia di tirar giù le tende e continuare a seguire la lezione...
Tarantina
29 marzo 2011 alle ore 17:41Quelli che invitano i tarantini a ribellarsi lasciando intendere che non fanno nulla parlano perché devono difendere Vendola, per totale ignoranza o per dare aria alla bocca?
Andrea
29 marzo 2011 alle ore 23:45Sono anche io di Taranto e come tanti altri spero che l'ilva chiuda. Ma finchè non si trova una soluzione plausibile tutti i commenti pro chiusura affondano nell'oceano di qualunquismi che questo movimento continua a portare avanti. Siamo tutti bravi a dire che qualcosa non va, ma invece di continuare a criticare perchè non si propongono soluzioni o alternative? Grillo ti riusciva meglio fare il comico....
Silvio Trotolo
29 marzo 2011 alle ore 23:46E' tutto vero, io sono un Tarantino emigrato a Verona proprio per non far vivere un giorno i miei figli in quello schifo. ho perso mio padre per un mesotelioma ai polmoni (lavorava nell'ILVA).
La città è bellissima ma sta morendo sempre di più, e il problema è proprio questo ... E' vero che l'ILVA è un'azienda obsoleta ma se la chiudono miglia di famiglie non avranno più soldi per nutrire i loro figli. A Taranto non c'è altro .... colpa delle amministrazioni folli del passato e della mentalità del posto fisso. Piango per la città in cui sono cresciuto e a cui sono legato da un vincolo indissolubile.
Davide B.
30 marzo 2011 alle ore 23:00Io vi dico perchè "forse", e ripeto "forse", all'ilva "verrebbe" lasciato il permesso di inquinare quanto vuole.
2 o 3 anni fa, sul treno dei pendolari da lecco per milano, complice l'essere pressati come le sardine, ho sentito un lecchese che raccontava ad un suo collega che al proprietario dell'ilva, Emilio Riva, suo conoscente è stato chiesto di entrare in alitalia con la promessa, da parte del governo, di chiudere più di un occhio nei 5 anni successivi sui livelli di inquinamento dell'ilva a taranto.
Ciò che riporto qui sotto (l'espresso) accadeva giusto nel 2008:
"La Regione Puglia ha reso note le rilevazioni sulle emissioni di diossina dello stabilimento. Troppo alte, ha sentenziato il presidente Nichi Vendola, affermando che se non ci saranno investimenti per ridurle non darà il benestare nell'ambito della procedura di autorizzazione ambientale in corso. Il parere della Regione, però, non è vincolante. Il via libera definitivo spetta al governo. E il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo si è già incontrata con i vertici dell'Ilva per rassicurarli.
A Ferragosto la sorpresa: in una lettera agli uffici regionali, il ministero ha contestato la bontà delle misurazioni degli inquinanti. L'Ilva non chiuderà»
...e come direbbe un matematico, C.V.D.
lontano da lì
5 aprile 2011 alle ore 19:44Ho avuto la triste notizia solo ieri della morte di mia zia..la leucemia ce l'ha portata via in un solo anno.dopo una vita condotta da mio zio a combattere contro l'ilva che lo aveva fatto ammalare lavorando,ora è vittima per la seconda volta.Deve finire questo lento genocidio!e non state a pensare al problema lavoro!tra l'altro senza possibilità di certezza lavorativa,visto che vanno in cassintegrazione molto spesso..i tarantini amano la città,e se la sono vista distruggere giorno dopo giorno senza poter fare nulla.Chi l'ha fatto ha perso il posto o è andato in prepensionamento o ci ha rimesso qualcosa di prezioso.Quindi chi dice "svegliatevi" non conosce le realtà locali,non sa quanto è duro il muro dell'omertà e la disperazione del "tirare avanti a tutti i costi".Mi auguro che tutti gli attivisti(e ce ne sono!)vengano messi sotto la luce dei riflettori,ormai spenti su Taranto da troppo tempo..Ciao zia,ci mancherai
ai a.
2 maggio 2011 alle ore 12:49A tutte le mamme:
1) esami del sangue ai votri figli in laboratori PRIVATI non collusi
2) pubblicazione risultati sul web
è solo un inizio...
In italia ci son troppe cose che non vanno copertè dall'omertà...
