
Perché non dormi fratello?
15 gennaio 2011 alle ore 22:12•di MoVimento 5 Stelle
"Da tre mesi i giovani profughi africani fuggiti dalla Libia per evitare le carceri-lager di Al Braq e Misratah, destinate ai migranti in attesa di deportazione, sono nelle mani dei trafficanti. Prima del viaggio verso Israele ognuno di loro è riuscito a procurarsi 2000 dollari, grazie ai parenti in Europa o in patria: somma chiesta dai passatori beduini della tribù Rashaida per il lungo viaggio della speranza. Durante i primi giorni in Egitto, hanno dormito in grandi tende, che i beduini montavano nel deserto. A un certo punto i Rashaida li consegnavano ai trafficanti della famiglia Sawarqa, da quel momento la speranza dei 250 profughi eritrei, etiopi, somali e sudanesi si trasformava in un incubo. Venivano condotti nel quartiere meridionale di Rafah, nel nord del Sinai, all'interno di una green-house recintata. Il beduino palestinese Abu Khaled, noto guerrigliero di Hamas e schiavista, l'etiope rinnegato Fatawi Mahari e 20 predoni-guerriglieri erano adesso i loro carcerieri. Incatenati alle caviglie e chiusi in gruppi all'interno di container metallici interrati, ricevevano una pagnotta al giorno, acqua sporca e raramente mezza scatola di sardine. I trafficanti lasciavano loro i telefonini, perché potessero comunicare con i parenti e chiedere denaro. A ognuno venivano chiesti altri 8000 dollari. Nel primo periodo di detenzione a Rafah, tre ragazzi africani erano freddati a colpi di pistola. Pochi giorni e altri tre venivano massacrati a bastonate. Due diaconi ortodossi facevano la stessa fine. Altri erano ridotti in fin di vita. Abu Khaled spiegava le modalità del pagamento del riscatto: i parenti dovevano versare a più riprese quote di 300 o 500 dollari, avvalendosi dell'agenzia di money transfer Western Union: una forma di pagamento difficilmente rintracciabile, perché una volta versato, sempre a beneficiari diversi, il denaro poteva essere incassato in qualsiasi città all'interno dell'Egitto. Gli aguzzini torturavano i prigionieri con ferri roventi, batterie e cavi elettrici, coltelli e frammenti acuminati di vetro. Le ragazze subivano violentissimi stupri di gruppo a un ritmo quotidiano. Chi completava il pagamento del riscatto veniva condotto, senza il cellulare a disposizione, in una località del Nord del Sinai. Svincolati dal ricatto, i profughi venivano liberati presso la frontiera israeliana in gruppi di 15/20. Dopo la campagna internazionale e le pressioni sull'Egitto affinché i ragazzi africani fossero liberati, i trafficanti hanno affrettato i tempi. Molti profughi africani sono stati arrestati al confine dalla polizia egiziana e trasferiti nelle carceri militari, accusati di immigrazione illegale e destinati al rimpatrio coatto. Altri hanno raggiunto Israele, dove sono stati condotti in un centro di accoglienza e affidati alle cure dei Medici per i Diritti Umani di Jaffa. Oggi restano a Rafah, nel frutteto di Abu Khaled, da 40 a 50 africani, fra cui sei donne. Dopo la denuncia di EveryOne, sottoscritta da una rete di Ong e presentata alle autorità ufficiali dell'Egitto e al Parlamento europeo, la delegazione UE al Cairo ha esercitato pressione diplomatica sul governo per un intervento delle forze di sicurezza a Rafah e lungo le zone di confine. Per l'ennesima volta, anziché attuare un'irruzione nel campo di detenzione gestito dai predoni, le autorità hanno chiesto, invano, la mediazione dei capi delle 12 tribù beduine del nord del Sinai. Contemporaneamente, hanno aumentato l'attività delle pattuglie di frontiera. Ieri, venerdì 14 gennaio, la polizia ha intercettato un gruppo di trafficanti nell'area di Rafah. I criminali sono riusciti a fuggire, abbandonando 250 chili di cocaina e altre droghe pesanti... le forze dell'ordine, quando fermano i migranti africani, non cercano neppure di verificare chi abbia diritto a protezione internazionale, nonostante le raccomandazioni espresse dall'Alto Commissario Onu per i Rifugiati attraverso il portavoce Adrian Edwards, che ha invitato il governo egiziano ad effettuare ogni sforzo possibile per determinare chi abbia i requisiti del rifugiato e sia in cerca di protezione umanitaria... segue su EveryOne". Roberto Malini
Commenti (10)
alvisea fossa
15 gennaio 2011 alle ore 23:08CIAO BEPPE
ALLA CRUDELTA' NON C'E' FINE,NEANCHE PER I PROFUGHI
ALVISE
anib roma
15 gennaio 2011 alle ore 23:10che mondo schifoso...avrei preferito non nascere.
Pasquale, er mejo tacco de Corviale ()
16 gennaio 2011 alle ore 00:20.....ricordate Sergio Endrigo ?....perche' non dormi fratello, la notte è chiara.....
Pasquale, er mejo tacco de Corviale ()
16 gennaio 2011 alle ore 00:22....ciao...anib...un salutone....
Onu Inetto
16 gennaio 2011 alle ore 02:16Ecco a cosa servono le forze di intervento rapido immediatamente dispiegabili in tutto il mondo.
Purtroppo l'Onu non conta una mazza...
...
ah scusate, questo è un blog di sinistronzi finti pacifisti...vorreste risolvere i problemi mandando gino strada dai predoni schiavisti beduini per curare loro i calli e risolvere la faccenda.
Zaccaria Ali
16 gennaio 2011 alle ore 09:50ma che commento è il tuo? molto costruttivo!mah.. almeno se hai il coraggio firmati!
Sandro Viardi
16 gennaio 2011 alle ore 02:19Gli africani devono stare a case loro in modo che possono essere sfruttati per garantirci un buon tenore di vita. Chi di voi è disponibile a perdere comodità per migliorare la vita di un africano ?
Ognuno stia a a casa propria !
Mario
16 gennaio 2011 alle ore 03:54......Altri hanno raggiunto Israele, dove sono stati condotti in un centro di accoglienza e affidati alle cure dei Medici per i Diritti Umani di Jaffa. ......
Ma davvero????? Ma chi l` avrebbe mai detto . Io su questo "Paese" avevo sentito altre storie . Voi no???
dilan d.
16 gennaio 2011 alle ore 14:25SIAMO IL FUTURO... COME SCIENZIATO DELLA COMUNICAZIONE E DELLA LEGGE DELL'ATTRAIONE, SONO FELICISSIMO DI TROVARMI IN QUESTA NUOVA ITALIA..QUANTI GIOVANI POSONO CONTRIBUIRE A MIGLIORARE QUESTO PAESE..SI CONJ IDEE DI RINNOVAMENTO E DI CREAIONE POSITIVA TUTTO E' POSSIBILE...TROVO DI CATTIVO GUSTO UNA RACCOLTA DI SINDACATI CHE PENSANO SOLO A FARE MILIARDI E NON AIUTANO I LAVORATORI PER NIENTE....CANCELLATEVI DA OGNI PARTE E UNITEVI A NOI....DILAN RICH
nicola di Pumpo
17 gennaio 2011 alle ore 19:04Quel poco che sapevo già mi terrorizzava ma con questo post mi vengono i brividi. Tante volte mi ero chiesto questi poveri cristi che fine facevano? quale fosse la loro sorte. Lo potevo intuire dai racconti di coloro che piuttosto che tornare in Libia si gettavano in mare aperto da soli dall'imbarcazioni della Marina Italiana che ovviamenti li risalvava e riconsegnavano legati alle autorità libiche.
Ormai siamo al collasso della nostra era. L'ambiente inquinato, cibo sempre piu' scarso e con poca qualità, i rapporti umani al delirio piu' totale, qualcuno che dice che la fine del mondo avverrà nel 2012?? A me sembra che l'apocalisse sia già iniziata ed è molto peggio di quello scritto da Giovanni.
Pensiamo a quando ci commuoviamo difronte ad un film, un libro che parla della shoa; quale sarà la scusa che useremo ?? non lo sapevamo, lo ingnoravamo totalmente, ne ero all'oscuro.
La maggioranza dei tedeschi rispose cosi' di fronte al massacro di milioni di essere umani.
Altri si difesero dicendo che il Diritto tedesco prevedeva la segregazione razziale e che quindi avevano esercitato un diritto.
Se l'uomo copie ancora atti di questa violenza nei confronti dei suoi simili, dell'ambiente in cui vive, cosa sono serviti 50 anni di films e libris e saggi ect.. ect..
Ai posteri l'ardua sentenza
