"Mi sono rotto i coglioni di sentire quotidianamente politici, politologhi, sindacalisti, giornalisti e "tuttologi" vari discutere degli operai di Mirafiori e del referendum. La maggior parte di codesti dotti dispensatori di giusti consigli dicono che comunque i tempi son cambiati, che gli operai si devono rendere conto che dovranno adeguarsi agli "standard"(?) dei loro colleghi cinesi, indiani e giapponesi, che dovranno accontentarsi di meno per dare di più, perchè questa è la globalizzazione! A parte il fatto che se un operaio cinese guadagna 200 euro comunque ne paga 50 di affitto, mentre se l'operaio italiano ne prendesse 200 anche lui, pagando minimo 600 di affitto, la differenza chi ce la mette, gli Agnelli? A parte il fatto che non mi risulta che l'AD della più grossa casa automobilistica cinese o indiana o giapponese guadagni come minchionne. A parte il fatto che non mi risulta che i politici cinesi o indiani o giapponesi rubino lo stesso stipendio di quelli italiani. A parte il fatto che non mi risulta che i presidenti di regione, provincia, sindaci, consiglieri stranieri percepiscano quanto i loro colleghi stranieri,
MI CHIEDO PERCHE' NON SIANO LORO PER PRIMI AD ADEGUARE I LORO INCASSI A QUELLI DEI RISPETTIVI COLLEGHI STRANIERI!". Concludendo: ma andate calorosamente a morire ammazzati! (copyright brunetta)" il Mandi

La globalizzazione
13 gennaio 2011 alle ore 16:32•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (78)
il Mandi
13 gennaio 2011 alle ore 16:41concordo su tutto!
anib roma
13 gennaio 2011 alle ore 19:47CHE BELLA L'IRONIA!!!
QUINDI... CONCORDO SU TUTTO!!!
CIAO
Eduardo Dumas ( edu latino)
13 gennaio 2011 alle ore 21:51ciaoooooo mandingo!
grappa nardini per tutti
extra quoto tuo post
ciao vecchio amico
tinazzi .
13 gennaio 2011 alle ore 16:44***************
concordo su tutto!
il Mandi Commentatore certificato
------
deve essere tuo fratello quello bravo e preparato , te non riusciresci mai a scrivere un pezzo cosi' ben fatto e condivisibile!
DDD!
Tinazzi
il Mandi
13 gennaio 2011 alle ore 16:45ciao, canaglia all'ombra del colosseo!
alvisea fossa
13 gennaio 2011 alle ore 16:50CIAO BEPPE,
NON C'E' CHE ESSERE D'ACCORDO,VORRANO FARE LE SCELTE SBAGLIATE,BENISSIMO,LE PAGHINO ANCHE LORO E CON IL LORO STIPENDIO,I NOSTRI CARI DIPENDENTI E FINO ALL'ULTIMO EURO E POI AGGIUNGO CHE LA CRISI (LA PRIMA PARTE DI QUESTA CRISI/TRASFORMAZIONE)GLI POLVERIZZI IL CONTO IN BANCA
ALVISE
manuela bellandi
13 gennaio 2011 alle ore 16:56Grandissimo commento !
Un amico su FB ha riportato una frase di Sartori:
"Il lavoro va dove costa meno".
Io mi domando cosa spinge un uomo intelligente ed esperto come Sartori a far coincidere nel suo cervello i due termini "lavoro" e "capitale", perchè come giustamente commentava l'amico, è il capitale che va dove il lavoro costa meno.
la grande sfida che ci aspetta in futuro è DISSOCIARE questi due termini, il lavoro non deve dipendere esclusivamente dal capitale.
DECRESCITA
il Mandi
13 gennaio 2011 alle ore 16:59evidentemente il sartori aveva messo troppo antigelo nella spremuta di arabica*
ciao, bionda moretta!
*(troppa grappa nel caffè)
Paolo R.
13 gennaio 2011 alle ore 17:07SUPER SUPER SUPER COMMENTO!!!
concordo in toto!
con una postilla:
i minchioni siamo NOI!
che sopportiamo questo andazzo!
e non ci indigniamo più!!!!!!!!!!!
alfonso baroni (rrrbr)
13 gennaio 2011 alle ore 17:14Finalmente delle parole ragionevoli. Propongo di mandare questo scritto a tutte le testate giornalistiche ai loro redattori ed editorialisti.
con un bel V......o finale!
El@ns
13 gennaio 2011 alle ore 17:24Sono sempre bravi a prendere esempi all'estero: "in Cina si fa così, in India cosà"... un suggerimento di buone esempio per loro: "In Cina en in India si pagano le tasse"
anton
13 gennaio 2011 alle ore 17:48Condivisibilissimo il tuo post Mandi, però forse nella foga ti sei fatto prendere dai paragoni, a mio dire un po' troppo facili... Hai idea di come vive e cosa si può permettere un lavoratore medio indiano o cinese? Spero che prima o poi riuscirai a fare un viaggetto in quel versante del mondo per rendertene conto. La differenza però degli stipendi di politici e amministratori delegati vari rispetto all'operaio o lavoratore medio italiano e di una tale sproporzione che fa molto incazzare i toni che usano nel valutare il futuro di Mirafiori, questo certamente sì.
un abbraccio
Obbie D.
13 gennaio 2011 alle ore 17:51Pienamente d'accordo Mandi!
David R.
13 gennaio 2011 alle ore 18:03I soldi della Fiat:
http://www.fiat2011takvimi.com/
salvatore castellano
13 gennaio 2011 alle ore 18:16Negli anni 70 ci facevano gli stessi discorsi,noi si rispondeva con la qualità,facendo cosi abbiamo creato il marchio MANUFATTURIERO ITALIANO.Dunque, troppa gente usa questo marchio ingiustificatamente,questa è TRUFFA
Pier Capponi
13 gennaio 2011 alle ore 18:22Condivido in toto, riportando però una citazione del sommo statista Massimo D'Alema:
"Andate a farvi fottere"(1).
(1) Ballarò, 05-05-2010
Pinotto
13 gennaio 2011 alle ore 18:46Gli imprenditori di oggi guardano agli "standard "degli operai cinesi , indiani ,ecc.
Ma quanto "consuma" un operaio cinese , indiano , ecc.?
A chi vogliono vendere i loro prodotti?
Lavoro in una fabbrica di carta , produco asciugamani , un operaio cinese dovrebbe lavorare una o due settimane per comperare una scatola di asciugamani.
Se fossi un operaio cinese quando mi lavo le mani me le asciugherei sui pantaloni , col caxxo che lavoro una o due settimane per comperare una scatola di asciugamani !
Tonj Coccjo
13 gennaio 2011 alle ore 18:47FASSINO dice che lui voterebbe SI. E ti credo, tutti sono bravi a fare i ricchioni con il culo degli altri.
FASSINO/SERAFINI: 50MILA euro al mese. Ovvero, quello che guadagnano in un anno 4 operai spaccandosi la schiena per 10 ore al giorno.
E dire che questi due si sono arricchiti facendo demagogia operaia...mortacci loro.
Gabriele Alfano
13 gennaio 2011 alle ore 18:56a parte il fatto che adesso minchionne deve vendere la 500 soli agli operai serbi o polacchi.
Cesare F.
13 gennaio 2011 alle ore 19:03ma perchè non mandiamo loro in Cina ed India (o Brasile o a quel paese), visto che la globalizzazione comporta questi confronti?
Bell'articolo Mandi, concordo in toto
Giulio da Busca
13 gennaio 2011 alle ore 19:08E' Scandaloso aver messo Operai contro Operai e vedere la politica che non fa NULLA!!! Sono una banda di incapaci questi politici!!!
Vittorio Bertola
13 gennaio 2011 alle ore 19:40La posizione del Movimento 5 Stelle di Torino:
http://www.movimentotorino.it/campagne/mirafiori/
Vittorio Bertola
Movimento 5 Stelle, Torino
tina ghigliot
13 gennaio 2011 alle ore 19:53ci avevano spiegato che il paese con le privatizzazioni sarebbe stato + efficente...noi tutti zitti; ci avevano detto che l'era del posto fisso era finita...noi tutti zitti; ci avevano detto che le generazioni future dovevano confrontarsi con la globalizzazione...noi tutti zitti: SE LI ABBIAMO ABITUATI BENE, ORA DE CHE CI LAMENTIAMO ??????!!!!....cmq fassino è la sintesi del paese: lui al posto dell'operaio fiat voterebbe sì........però il giorno dopo in fabbrica non ci andrebbe lui o la moglie sua!!!!nooooo....lascerebbe che ci torni l'operaio fiat!!!!...che uomo generoso!!!!! FASSINO ....FOTTTTTITTTTIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!
Raffaele C.
13 gennaio 2011 alle ore 20:05Concordo pienamente.
Mi piacerebbe avere una classe dirigente capace di dare l'esempio.
Sono solidale con gli operai della FIAT qualsiasi cosa decidano.
Il nuovo (!?!) modello di relazioni industriali sarà presto adottato in altri ambiti e se non ricostituiamo un clima solidale e la capacità di indignarsi tutti insieme, resteremo ancora per un bel po' incudini.
roberto piergentili
13 gennaio 2011 alle ore 20:22è la loro mossa vincente ,scatenare la guerra tra poveri,ormai siamo tornati al medioevo cominceremo a vedere baraccopoli sotto casa di silvio in attesa che gli scarti dei festini vengano gettati nei rifiuti,si spera riciclati,a queste grandi teste vuote interessa solo il loro benessere ,non importa loro se muori di fame perchè non hanno mai provato cosa significa.Intanto a noi tocca litigarci un tozzo di pane ovvero uno stipendio da fame almeno per chi ce la .
Francesco
13 gennaio 2011 alle ore 20:49Le rivendicazioni si fanno solo in tempo di vacche grasse o mediograsse (come negli anni '60 dove tutti si stavano arricchendo, tranne gli operai e che quindi avevano ragione di pretendere di più) nel tempo di vacche magre si difende la posizione e basta.
Questa è la verità.
Io un contratto come il loro ci sono centinaia di migliaia di precari che lo firmerebbero ad occhi chiusi.. altro che "proletariato".
Se loro sono "proletari" quelli che ricevono 600 euro al mese per 8 ore di lavoro che sono, "servi della gleba"?
Questi post mi fanno incazzare di brutto...
anna T
13 gennaio 2011 alle ore 22:08iL FATTO è CHE PURE QUELLI COME NOI CHE PRENDONO 600 EURO AL MESE SI DOVREBBERO INCAZZARE, MENTRE INVECE... IO HO ACCETTATO DI LAVORARE 7 ORE CONTINUATE PUR DI LAVORARE E POI MI HANNO SOSTITUITO LO STESSO CON UN ALTRO CHE POI HANNO SOSTITUITO DI NUOVO.
SE NON COMBATTO PER ME COMBATTO PER IL FUTURO DEI MIEI FIGLI TANTO ORMAI POVERACCI LO SIAMO GIA'.
Francesco
13 gennaio 2011 alle ore 22:32Lottiamo pure, ma un conto è lottare per non venire licenziati o per non avere solo 600 euro che non ci si vive oggi come oggi... un conto è lottare quando hai un contratto a tempo indeterminato, la tredicesima, ferie e malattia pagate...
Una lotta non esclude l'altra, ma la seconda rispetto alla prima (quella dei veri precari), sbiadisce veramente.
Forse sono io che non credo negli ideali di certa sinistra, però ripeto che davanti al precariato dilagante non ci si può stracciare le vesti per una categoria che ha la tredicesima, ferie pagate, malattia pagata e soprattutto a fine mese mette via contributi per la pensione (cosa che molti della mia generazione, oltre a non averli mai potuti versare, non ci arriverà mai).
anna T
13 gennaio 2011 alle ore 22:46Ma per tornare tutti ad avere quei diritti (ferie, malattia ecc ecc ) e sopratutto per ridarli ai nostri figli è giusto non cedere a questa proposta oscena, oggi tolgono 10 mintuti e la pausa mensa , e domani cosa ti toglieranno ??
E poi comunque il paradosso è che molti degli operai che oggi protestano fino all'altro ieri votavano per il loro presidene operaio.. che ci ha portato alla fame: chi più chi meno....
E'arrivato il momento di arrabbiarsi davvero mi creda.
Buon proseguimento e saluti
Andrea C.
14 gennaio 2011 alle ore 08:32E scusami ma proprio non riesco a fare a meno di risponderti: se siamo arrivati a questa situazione e' proprio perché quelli cOme te accettano di fate gli schiavi a 600 al mese per 10 ore di lavoro!!! Ma mandateli a cagare tutti uniti i vostri datori di lavoro (schiavisti meglio direi)!!! Guardate che hanno bisogno della vostra forza lavoro, vedi un Po che succede se domani ve ne rimanete tutti a casa....dovete pretendere!!!! I nostri nonni hanno combattuto per dei diritti che oggi vengono buttati al cesso, sveglia!!!
Francesco
14 gennaio 2011 alle ore 20:36Eggià me la paghi tu le bollette e l'affitto...?
Ripeto, in un momento di crisi economica globale (non siamo più negli anni '60, dove la vacca si stava ingrassando e andava macellata per prenderne la copiosa ciccia) si difendono le posizioni, non si azzarda ad avanzare pretese (oltretutto su un peggioramento contrattuale irrisorio!).
La "lotta" deve essere sempre "lotta fatta con la testa" capendo cosa sta succedendo intorno...sennò è IDEOLOGIA e con quest'ultima abbiamo, nel secolo scorso, riempito fosse (oltre ad aver fatto belle figure anche a Torino con la Marcia dei Quadri....)
Piu testa e meno panza.
Anche perchè, ripeto, di ciccia da mangiare per ora non se ne vede...
roberto scuro (uccello scalciante)
13 gennaio 2011 alle ore 21:13signori operai...non dovete permettere che la fiat chiuda e loro vadano via tranquillamente....LI DOVETE CACCIARE VOI...A PEDATE N'TA U CULO..lasciando quì stabilimenti e catene di montaggio intatti NON FATEGLI PORTARE VIA NULLA...devono sputare pure i soldi che lo stato italiano gli ha regalato in vari modi e a vario titolo, soldi dei cittadini italiani, DOVETE CACCIARLI VOI A CAVUCIAZZI N'TA LI RENTI...STI CURNUTI... e riappropiarvi di tutto...FORZA OPERAI uniti compatti e motivati... FORZA !!
alberto carosi
13 gennaio 2011 alle ore 21:25Concordo!!
Maledetti mentecatti!!!!
Beppe A.
13 gennaio 2011 alle ore 21:34Trovato in rete, con beneficio d'inventario:
ESCLUSIVO: VolksWagen produrrà Alfa Romeo a Mirafiori. Il Referendum non passerà.
Dimenticatevi il referendum che è stata una farsa per sviare le attenzioni da ciò che sta succedendo realmente a Torino.
Parlando con dei manager di Mirafiori, le cose sarebbero ormai fatte tra la Fiat e la VW.
VW acquisterà il marchio Alfa Romeo e destinerà la produzione di 4 modelli (mito, giulietta, suv, berlina) a mirafiori, vista la vicinanza con le aziende piemontesi nell'indotto della componentistica VW.
DeMeo come avevamo previsto già mesi fa (nell'articolo VW si compra fiat in 6 mosse), sarebbe andato a lavorare al marketing sotto VW per pianificare lo spostamento del marchio e le strategie commerciali per il rilancio di Alfaromeo sotto la casa tedesca.
A Giugiaro, recentemente acquistato dalla VW, sarebbero già stati commissionati la realizzazione del design delle quattro vetture da mesi, in modo da avere la berlina, pronta in concomitanza con l'annuncio della transizione al gruppo tedesco.
Una cosa è certa, ne vedremo delle belle, perchè Fiat in Italia sparirà del tutto.
http://dauomo.com/2011/01/esclusivo-volkswagen-produrra-alfa-romeo-mirafiori-il-referendum-passera/
simona s.
14 gennaio 2011 alle ore 13:35ma perche' prendono sempre come paragaone gli operai cinesi e mai quelli tedeschi? e dire che la germania e' ben piu' vicina... chiaro, perche' in germania un operaio quadagna di piu', quindi prendiamo i cinesi che quadagnano di meno, sempre globalizzazione e'... fanculo! fanculo la Fiat, fanculo i ns politici che si riempono la bocca di discorsi quando guadagnano 10 volte quello che guadagna l'operaio medio... spero che gli operai della Fiat al momento del voto facciano un serio esame di coscienza ( e poi sara' rispettabile qualunque sia la loro scelta)... che mondo di merda!
anna T
13 gennaio 2011 alle ore 21:45PREMETTO CHE SONO DALLA PARTE DEGLI OPERAI DELLA FIAT CHE VOTANO NO, MA CHIEDETE AGLI OPERAI DELLA FIAT PER CHI HANNO VOTATO NEL 2001 ?
SBAGLIO O QUALCUNO SI DEFINIVA UN PRESIDENTE OPERAIO ?
IN UN PAESE CIVILE IL GOVERNO E LO STATO SI SAREBBE MESSO DI TRAVERSO E AVREBBE FATTO QUALCOSA DI CONCRETO E NON COSI'!!!
MI SPIACE MA CI MERITIAMO TUTTI QUELLO CHE CI STA ACCADENDO, GLI UNICI INNOCENTI SONO LE NUOVE E NUOVISSIME GENERAZIONI.
ITALIANI DI CACCA!!!!!
Vero Vero
13 gennaio 2011 alle ore 22:03C'è chi sceglie di essere uno schiavo e chi no.
anna T
13 gennaio 2011 alle ore 22:14CARI OPERAI DOV'E' IL VOSTRO PRESIDENTE OPERAIO ORA ?
PER CHI AVETE VOTATO NEL 2001 ?
VI VENISE.....
angelo fragomeni
13 gennaio 2011 alle ore 22:26Ben detto muhahahaha
Angelica E.
13 gennaio 2011 alle ore 22:20Agnelli parassiti, ridateci i soldi e poi andate pure affanculo!
gabriella pensato
13 gennaio 2011 alle ore 23:29E' molto triste vedere operai che si fanno la guerra tra loro davanti allo stabilimeto Mirafiori. persoe che hanno codiviso il lavoro non facile della fabbrica, che hanno lottato fianco a fianco per i propri diritti,per le famiglie. cosa sta succedendo.. un uomo di poere ed suoi adepti riescono a dividere e terrorizzare persone oneste, che fanno un mare di sacrifici. queste persone di poere offendono ed annullano la dignità o almeno cosi vorrebbero. I grandi del potere ma piccolissimi esseri non si rendono conto di quanto niente valgano umanamente. NON HANNO RISPETTO, NON HANNO DIGNITA'. Vivessero Loro con 1000 euro al mese e si spogliassero di tutti i beni che continuano ad accumulare. forse, a quel punto potremmo parlare di equità, di contratti,di diritti. quasi sicuramete non si sognerebbero di mettere in pratica ciò che stanno facendo, riducendo le persone a schiave e rassegnate. dovreste solo vergognarvi e chiedere scusa.Primo ministro compreso. anzi dovrebbe esser il primo a farlo. Ma no, gli si fa un favore se tutto il paese andasse rotoli. questa si chiama DITTATURA. CIAO A TUTTI. Gabriella Pensarto
Simone
13 gennaio 2011 alle ore 23:34ahahahahha come diceva il suo slogan? "Milioni di posti di lavoro....e forza itaaaaliaaaaa".
ahahahahahhahahhahahahahahhahaahhahaha
io spero proprio che quanto prima l'italia si decida in massa ad appendere nelle piazze questa classe politica.
ricatta marchionne capito? e i sindacati guardano ! se i sindacati avessero avuto le palle avrebbero detto, lanciamo una proposta nel caso in cui lo sguercio di marchionne non arriva ad un accordo con noi, che gli italiani non comprino più una fiat che tanto fanno cagare e costano un botto.
invece che cazzo fanno? ma andateci pure voi a morire ammazzati va.
gabriella pensato
13 gennaio 2011 alle ore 23:49sono sempre io. ma se dovesse vincere il NO,Marchionne e company attuerebbero davvero ciò che si sono proposti? Cioè trasferire in CANADA gli stabilimenti? A livello internazionale che direbbero, che immagine si darebbe. Possibile che non gli ineressi che figura farebbero? E SE FOSSE SOLO UNA PROVOCAZIONE? immaginerano almeno che ci sarebbe una vera rivoluzione da parte di tantissime persone che aspettano solo la ciliegina sulla torta per poter agire in maniera civile ma drastica. Io sono tra queste che per guadagnare onestamente lo stipendio fa la pendolare con tutti i disagi aggiuntivi delle ferrovie. Siamo stanchi e delusi. ciao. Gabriella Pensato
INNAZIU Z.
14 gennaio 2011 alle ore 00:495.500 dipendenti
1.500 in catena di montaggio
= 4.000 persone che votano anche per aumentare
il lavoro ai 1.500 in catena.
Nel 1970 ho fatto il militare,
in 20 giorni da Susa (Torino)
siamo arrivati (attraversando le varie vallate) ai confini della Liguria,
facendo 50 minuti di marcia e 10 di riposo,
in catena di montaggio è più faticoso, provare per credere,
se non provate tappatevi la bocca,
e.... non credo che i nostri comandanti
erano così umani, forse è solo
per una questione di sopportabilità fisica,
e di convenienza per i superiori intelligenti:
una persona contenta rende il doppio.
grazie.
P. S. Un appello ai 4.000, non votate, o se l'avete gia fatto, chiedete l'annullamento, fatelo per la vostra coscienza.
Marcello Marani
14 gennaio 2011 alle ore 01:05
E' vero che i tempi sono cambiati solo che la fame dei poveri sia in senso letterale che nel sensi di fame di giustizia, ritengo siano rimaste le stesse.
Voglio però spezzare una lancia in difesa del povero Marchionne così tanto messo alla gogna mediatica perchè è vero che ama il Bel Paese, come il tipo che ama il formaggio che rosica, e si preoccupa della salute dei suoi dipendenti mettendoli un po' a stecchetto, dato che ormai sono troppi ad essere in soprappeso e persino gli obesi, che in fabbrica non lavorano, inoltre ingozzandosi si ingrassano alle mense aziendali ed i Sabati e le Domeniche sono costretti a mettersi in mutande e ad andare a cercare delle stradine periferiche dove è minore l'inquinamento, per poter fare footing, o a pagare le rette delle palestre per praticare il body building o comekazzo si chiama!
Ed anche il fatto che guadagni troppo è una calunnia perchè se un padre di famiglia che deve provvedere a 3 o 4 persone a carico, guadagna un migliaio di al mese più assegni, gratifiche e tredicesima, per lui che si deve preoccuparsi di almeno 100 mila persone che sono i suoi nuovi schiavi, vedete che il rapporto di 1 a 480 rappresenta solo un'elemosina dato che dovrebbe percepire per par condicio, almeno i la somma di 1 a 100 mila.
Ma siccome lui è buono e generoso, si accontenta di una elemosina che gli permette di arrivare alla fine del mese senza l'incubo dell'ultima settimana come al contrario hanno i suoi operai, che si trovano a vivere con uno stipendio troppo corto, per dei mesi troppo lunghi, Febbraio compreso.
IN VERITAS
14 gennaio 2011 alle ore 02:12Come salariati non potremmo mai aspirare di poter decidere cosa,quanto e come produrre,ci viene precluso d'emanciparci non solo dalla schiavitù attuale,diventando padroni della nostra realtà e destino,ma anzi dovremmo piegarci alle condizioni della"competizione internazionale",vale a dire alle condizioni del peggior sfruttamento.
Agli occhi dei dirigenti dell'industria,del commercio e della finanza,così come a quelli del mondo accademico e giornalistico,non interessa nulla della condizione dei salariati,si tratta solo di questioni di"compatibilità",cioè di sottomissione assoluta al diktat padronale,e di "competitività",cioè di livelli di sfruttamento della manodopera;in ultima analisi un problema di costi e controlli,giammai di salvaguardia e di umanizzazione del lavoro
L'essere umano ottiene la loro attenzione solo nell'ottica dell'interesse capitalistico,che guarda ai livelli produttivi,assenteismo,pause,turni,avvicendamenti,cioè all'utilizzazione della manodopera conforme ai calcoli e previsioni,ai parametri del saggio di profitto.
Nelle loro quotidiane esortazioni,trascurano il fatto che produrre a livelli e nelle condizioni dei salariati cinesi o polacchi,non è una nostra necessità,ma quella di valorizzazione del capitale,in definitiva la convenienza della loro classe sociale di rapaci mantenuti.
O ci adeguiamo,oppure,è detto a chiare lettere,ci tagliano i viveri,il necessario per vivere. Questa non è vista come violenza,ma come adesione alle"regole"del mercato.
Questi dirigenti,esperti e propagandisti della "competizione internazionale"rivelano nella loro concreta ansia di disperazione per le sorti del loro sistema economico,la totale e violenta avversità per ogni cambiamento autentico,per un'umanità nuova e davvero affrancata dal bisogno e dal terrorismo dei padroni.
Da parte nostra non abbiamo nessuna necessità di accettare tale stato di cose,e nemmeno di scendere a compromessi con questo genere di pataccari dell'ideologia del"libero mercato".
CONTINUA SOTTO
IN VERITAS
14 gennaio 2011 alle ore 02:14Anzi, i salariati diventano la parte più avanzata dell'umanità quando capiscono che le cose per loro vanno peggio se stanno fermi.
http://diciottobrumaio.blogspot.com/2011/01/pataccari.html
anib roma
14 gennaio 2011 alle ore 06:03In tutto il mondo...
IL LAVORO E' UN DIRITTO BANDA DI LADRI
http://it.peacereporter.net/articolo/26250/Il+lavoro+%26egrave%3B+un+diritto%2C+banda+di+ladri
Roberto Vian
14 gennaio 2011 alle ore 06:04Il vero giornalismo è far sapere alle persone quello che non vogliono sapere. Non ho sentito o letto nessuno descriverci come l'Italia è stata, in modo pianificato, messa in ginocchio definitivamente con l'attacco alla Lira di Soros all'inizio degli anni '90, per poi poterne svendere il 48% dell'industria, alla finanza internazionale, cioè quelli che governano sul serio, con un accordo stipulato sul panfilo Britannia a largo di Civitavecchia nel '92, panfilo gentilmente offerto dalla regina Elisabetta.
Perciò, sentire trasmissioni con giornalisti e politici nostrani che si trastullano per un paio d'ore a raccontare le (penose) vicende dei lavoratori e comunque per poi tornare alle loro ville con piscina, è un modo di dire, dopo aver dichiarata per l'ennesima volta faremo, stiamo proponendo, etc... E' semplicemente una ulteriore dimostrazione di codardia e mancanza di rispetto, pagata con i nostri soldi.
L'informazione ce la dobbiamo trovare da soli e poi, con una massa critica, vi sarà la possibilità di trovare modi e forme per spingere in senso contrario a questo mattatoio, nato anche grazie alla compiacenza della politica tutta, o quasi.
Non è Marchionne, e nemmeno gli speculatori self made, andiamo a vedere chi li sostiene, a leggerci per esempio il Powell Memorandum, da chi prendono i soldi: non serve cambiare il carburatore, bisogna cambiare l'autista ed il suo Sistema!
THX
bibo bibo
14 gennaio 2011 alle ore 08:02I soggettoni che commentano e ricamano le informazioni e tutti gli interessati e impastati nella nuova ( o vecchia) per l'Italia idea di sviluppo neo-liberal come direbbe un furbetto di quartiere fanno i froci col culo degli altri. Il salariato è la carne da cannone neo-liberal. Che cosa ci si aspetta da una classe dirigente politica che per prima dice , a partire dal suo capo capisco chi evade e poi meglio andare via se non si cambia . Ma le linee del cambiamento le fa la politica non la Fiat . Ma questi politici non hanno la capacità di pensare ad un modello di sviluppo per l'Italia . Fosco l'aere ed il flutto muto , sul tacito veron seduto ti guardo e lacrimo Italia mia ... Era il tempo della lotta di liberazione dall'austria , come ci si libera da questi dirigenti ?
roby f.
14 gennaio 2011 alle ore 08:20Questo Stato di Merda...le garantisce le imprese che delocalizzano la propria Poroduzione sveglia..
La Sace società controllata del ministero dell'economia, assicura operazioni commerciali,le operazioni con l'estero(Vendite a Credito,investimenti in stabilimenti,commesse)poi se qualcosa va storto hanno il pagamento assicurato...dietro pagamento di un premio della polizza assicurativa...miliardaria..
Questa era l'occasione giusta per fermare l'italia con uno SCIOPERO GENERALE NAZIONALE..BLOCCARE TUTTO...STUDENTI,LAVORATORI,TRASPORTI,AD OLTRANZA..PICCHETTAGGI DVANTI ALLE FABBRICHE..AL PARLAMENTO...FUORI TUTTI DAI PALAZZI..DIMISSIONI DI TUTTI I POLITICI...GOVERNO PROVVISORIO E NUOVE ELEZIONI CON NUOVE REGOLE ELETTORALI...ALTRIMENTI NON NE USCIREMO MAI.!!!!
Peter Amico
14 gennaio 2011 alle ore 08:41Il problema è che la globalizzazione ha riguardato solo parti della nostra società e non si è ancora estesa alla classe dirigente e alla politica. Chissà perché i mercati sono globali ma qui restano i monopoli di Telecom, Mediaset, Eni e di politici inadeguati. Siamo pieni di prodotti cinesi, di aziende italiane partecipate da multinazionali e spesso governate da manager che hanno fatto esperienza all'estero. E nella politica? Quanti sono gli stranieri in parlamento? Quanti possono dire di avere esperienza internazionale e quindi la capacità di portare modelli virtuosi e già sperimentati? In un'era in cui i prodotti dell'industria viaggiano da un continente all'altro e noi possiamo andare ad abitare e lavorare in un qualsiasi paese UE, ci tocca una scelta di politici ristretta all'ambito locale. Ci sarà pure in europa qualcuno più capace di Tremonti, di Bertolaso di La Russa da mettere nei rispettivi ministeri? Basta con le chiacchiere di incompetenti, scegliamo il meglio in fatto di dirigenti e globalizziamo finalmente la politica.
Anton
14 gennaio 2011 alle ore 09:46Mi chiedo chi abbia siglato al mio posto un contratto "come" quello proposto a Mirafiori.
Mi chiedo chi al mio posto abbia votato "sì" al referendum per siglare un contratto in cui vengono aboliti diritti sanciti costituzionalmente.
Io da tempo ho perso i miei diritti di lavoratore e non mi è stato chiesto niente: perché lavoro 10 ore dentro un locale, perché non mi pagano gli straordinari, perché non pagano l'extra per le ore prestate la notte (alle 4 di notte!!) o il fine settimana, perché non c'è assicurazione nonostante si lavori dentro la cucina di un ristornate, perché non c'è malattia-ferie-contributi-liquidazione pagate, perché ti licenziano in tronco in 5 minuti, perché dentro le aziende l'unico contratto proposto è il co.co.co, a progetto, ma il compenso totale è invece ripartito per un conteggio orario e soggetto alle tue assenze e alle 8 ore totali prestate: anche se non previsto, perché anche qui non ci sono ferie, malattie e liquidazione, perché il contratto dura tre mesi (o anche 1 mese). No, questi lavori non sono faticosi come la fabbrica, ma sono lavori, quelli che trovi se hai 27 anni e vivi a Roma!
Se i diritti saranno cacciati dalle "riserve indiane" delle fabbriche, allora mi sembra che stiano davvero vincendo LORO.
sergio zappa
14 gennaio 2011 alle ore 09:51Per la serie "siamo tutti finocchi con il culo degli altri"
Massimo De Rosa
14 gennaio 2011 alle ore 10:15Matrix ieri notte: uno spettacolo pietoso con un ministro del lavoro apertamente schierato dalla parte del minchionne e non dei lavoratori.
Ma vaffanculo Sacconi!!!
Ivan Solinas
14 gennaio 2011 alle ore 10:31E' eccezionalmente lucida l'analisi proposta in questo commento. Della globalizzazione tutti prendono solo la parte che non li disturba. Senza gli aiuti di stato, gli intrecci tra politica e affari che sono pilastri marci di questo paese, probabilmente il mercato entrerebbe anche nei consigli di amministrazione, e magari amministratori che fanno peggio di altri verrebbero anche pagati peggio di altri, e magari un giorno anche politici che fanno peggio di altri potrebbero essere pagati di meno. Visto che gli operai si devono adeguare alla Cina segnalerei a lor signor che Hu Jintao prende come stipendio 274 euro al mese.
gigi boi
14 gennaio 2011 alle ore 14:31 (cinesizzati da tanto tempo)le cassiere dei centri commerciali lavorando pure la domenica euro 500.è dove cazzo erano i metalmeccanici?dentro a fare la spesa!tanto per loro la domenica è sacra.
ALESSANDRO A.
14 gennaio 2011 alle ore 12:12Totalmente daccordo con 'il mandi'...
Signori cari... adesso però basta gongolarci sulle parole, bisogna passare ai fatti, pala, piccone e tutti in strada a fare casino come in Algeria. Se il popolo non rialza la testa e s'incazza davvero, non saranno certo i nostri prevaricatori ad alzare lo stivale dalla nostra faccia! I nostri diritti e la nostra dignità dobbiamo riprenderceli da soli, cazzo, perchè nessuno ce li regalerà... mai!
Cominciamo ad organizzarci quindi...
Lorenzo Visconti
14 gennaio 2011 alle ore 12:34Anche io come tanti penso che bisognerebbe che i nostri politici presentassero il conto agli AGNELLI (pecore) per tutto quanto hanno ricevuto dagli italiani tutti negli anni passati eppoi basta parlare di adeguare i contratti degli operai ai nuovi standard che richiede il mercato! Adeguimo invece i contratti di tutti quei dirigenti che non hanno altro da fare che pensare ai contratti......degli altri e con la loro capacità.... si mangiano uno stabilimento intero all'anno!..... MAVAFFAN!......
Lorenzo Visconti
14 gennaio 2011 alle ore 12:38Anche io come tanti penso che bisognerebbe che i nostri politici presentassero il conto agli AGNELLI (pecore) per tutto quanto hanno ricevuto dagli italiani tutti negli anni passati eppoi basta parlare di adeguare i contratti degli operai ai nuovi standard che richiede il mercato! Adeguimo invece i contratti di tutti quei dirigenti che non hanno altro da fare che pensare ai contratti......degli altri e con la loro capacità.... si mangiano uno stabilimento intero all'anno!..... MAVAFFAN!......
tina ghigliot
14 gennaio 2011 alle ore 12:49già ..la globalizzazione, ma io per andare in autostrada devo pagare il pedaggio a quei cani di autostradexlitalia, che aumentano i pedaggi di quanto cazzo pare a loro in barba a ogni tasso di inflazione, così pagano la mazzatta ai ns signori feudali!!!!!...la globalizzazione a loro non riguarda mai !!!!!!
roberto gotti
14 gennaio 2011 alle ore 13:22Sono totalmente d'accordo. Oltretutto è scritto bene e con efficacia. Ma dimmi: come faccio a spararglielo in faccia a qualcuno? Questo senso di impotenza di fronte a ladri farabutti e parassiti mi fa andare in bestia....
enrico ratto
14 gennaio 2011 alle ore 15:11hai perfettamente ragione. parlano i politici dimenticando di esser dipendenti della pubblica amministrazione, e quindi dipendenti dei cittadini, a cui dovrebbero rendere conto.
L' ammi.tore delegato di una azienza se nn ottiene risultati lo cacciano, per cui con questo principio applicato alla politica avremmo il parlamento vuoto.
Ho sentito Gasparri che diceva che infondo per la globalizzazione gli operai saranno costretti a adeguare i loro salari.
Benissimo intanto cominciamo ad adeguare quello del politico a quello di un operaio, tra l'altro l'operaio crea molto più reddito di questi parassiti.
Viva gli operai vera forza di ogni paese, resistiamo e resistere , ci vuole un altro 8 settembre.
antonio d.
14 gennaio 2011 alle ore 15:43Ho sentito che gli operai di Mirafiori, sono circa 6.000.
Ho sentito che Marchionne, guadagna quanto 9.600 operai.
Soluzione:
Marchionne, si "accontenta" di guadagnare quanto 3.600 operai, ne assume altri 6.000, e fà tutti i turni che vuole, senza pappagallo per gli uomini e pannolone per le donne.
Certo, rimane il problema di come farà, il povero Marchionne, a tirare avanti con il misero stipendio di 3,600 operai. Vuol dire, che tirerà la cinghia.
Luigi D.
14 gennaio 2011 alle ore 16:00Voto e quoto.
Bravo Antonio,
il tuo commento sembra comico e scherzoso,
ma racchiude in poghe righe,
una sintesi perfetta della vergogna
di questo sistema economico!
Luigi D.
14 gennaio 2011 alle ore 15:44Chiediamoci:
Ma come fanno gli altri paesi europei a fronteggiare la concorrenza dei paesi emergenti?
Semplice:
Non la fronteggiano!
Mi spiego:
Non è, semplicemente, possibile fare concorrenza
a questi paesi sul piano dei costi,
soprattutto sui costi del lavoro,
quindi la strategia adottata
è quella della qualità,
o meglio ancora dello spostamento
su produzioni ad alto valore aggiunto,
dove i costi del lavoro, sono insignificanti.
Faccio alcuni esempi,
che possono essere compresi da tutti:
Valentino, o Versace, subiscono
la concorrenza della cina, o dell'india?
La bmw ha paura della concorrenza
coreana o indiana?
La nokia teme che i telefonini cinesi
o indiani gli rubino quote di mercato?
E cosi è per la apple, per la intel,
e per altre aziende
ad alto contenuto tecnologico
e/o qualitativo.
Questa è la strada,
non ce ne sono altre!
Nicola Adinolfi
14 gennaio 2011 alle ore 17:56E se vince il NO?
Mi piacerebbe che nel caso di vittoria del NO, qualche voce di sinistra si alzasse e dicesse a tutti che in Italia c'è posto anche per altri costruttori di automobili, magari offrendo gli stessi incentivi di cui ha goduto finora la Fiat.
E se vince il SI?
Aspettiamoci, nel caso di vittoria del SI, la perdita di tutti i DIRITTI di tutti i contratti in Italia. Se il contrattista principale (il contratto automobilistico/metalmeccanico) va a quel paese, il resto dei contratti già in difficoltà sul lato dei diritti ci andrà ancora più velocemente a quel paese!
Nicola
lo f.
14 gennaio 2011 alle ore 21:02Ho conosciuto personalmente tanti operai che hanno votato Berlusconi perchè si sono immedesimati in lui e hanno pensato che sarebbero diventati ricchi anche loro. Quindi certi soggetti farebbero bene a non lamentarsi.
pietro zambernardi
14 gennaio 2011 alle ore 21:11Ciao Beppe. Scusa io non sono un Economista , ma come ho detto altre volte per eanche tu l'hai ribadito, per mandare avanti un Paese non servono grossi personaggi , ma solo gente Onesta che faccia e rispetti le regole . La Globalizzazione tutti ne parlano a vanvera ma che cos'è?. Io credo che se adesso qualcunaltro sta facendo le cose che prima facevamo noi sia giusto ma, noi che siamo avanti dovremmo seguitare ad andare avanti facendo quello che gli altri ancora non sono capaci da fare , spesso lo trovato nei toui scritti o discorsi ( nuove tecnologie ecc....) . Noi adesso dovremmo far venire da noi in vacanza quelli che stanno guadagnando e vogliono spendere , punto. Senza tanti Rompicoglioni che vivono sulle nostre spalle perchè loro non sono capaci di far niente solo truffarci .
Tarcisio Bonotto
14 gennaio 2011 alle ore 23:35La globalizzazione così come l'hanno concepita è una fregatura.
L'hanno redatta, in 27.000 di direttive, 400 multinazionali americane, ed europee più il Tesoro Americano. Non è la globalizzazione dei Popoli e dei paesi. E' l'estensione del capitalismo locale a livello internazionale. Nulla di più.
Chi ci guadagna? Sempre e solo chi ha soldi e motivi per averne.
Dobbiamo cambiare rotta. L'economia dobbiamo svilupparla noi. Non vogliamo importare più nulla che possiamo produrre in loco.
Oggi si importano pomodori dalla Cina e 15.000 italiani non hanno più il lavoro. Si importa latte dalla Germania e 1 milione di aziende agricole italiane sono a rischio di chiusura.
Questa è una 'Cospirazione' contro la società civile, dice lo scrittore Ac. Krtashivananda.
Abbiamo un programma economico per l'Italia, alternativo al liberismo imperante.
Speriamo di cavarcela.
Cassandrola
15 gennaio 2011 alle ore 10:32Il contratto-ricatto Fiat farà da apripista per revisionare nei prossimi tempi tutti gli altri contratti di lavoro, perché il veleno della globalizzazione colpisce tutti gli esseri viventi, cominciando da quelli più deboli.
Non ci sono scioperi, referendum o voto politico che possano competere con la potenza economica caduta in mano a pochi per la globalizzazione (che molto deve al crollo degli ex imperi comunisti). Non credo che ci siano Enti o governi nazionali o sovranazionali, partiti politici o altro che vogliano difendere per davvero chi lavora onestamente. Vorrei che qualcuno mi dicesse che misto sbagliando.
Però, c'è un'arma ben più potente di uno sciopero o un referendum o un voto politico: l'acquisto. Cioè, soltanto quando si sta nella condizione di consumatore si può avere il potere di scelta politica-economica. Usiamo quest'unica prerogativa mettendo un po' di cervello quando facciamo acquisti. E chiediamoci perché ci sentiamo buoni se facciamo una donazione ad un'associazione per aiutare i bambini africani mentre non ci vergogniamo a comprare un delizioso peluche che ci rende fautori della schiavitù di un bambino asiatico?
È difficile fare queste osservazioni quando sono state sepolte la coscienza collettiva e l'informazione, ma per fortuna c'è questo blog! Grazie Beppe e a tutti coloro che vi scrivono.
bibo bibo
15 gennaio 2011 alle ore 10:38per esempio potete leggere " shock economy " di Naomy Klein per farsi un'idea della globalizzazione. E poi "La dittatura europea" Ida Magli . Poi anche spegnere la televisione per sempre . Saluti a tutti.
Ezio P.
15 gennaio 2011 alle ore 15:56La nota di "il Mandi" è un po' fantasiosa e proseguendo nello stile con cui è scritta aggiungerei il richiamo alle inondazioni in Germania, in Brasile e in Australia, che purtroppo dimostrano come la globalizzazione ci colpisca tutti anche nei fenomeni atmosferici. Mettere insieme tutte le questioni indicate nella nota è un po' una ammucchiata protestataria valida solo per chi della protesta ne fa uno stile piuttosto che un corretto e approfondito richiamo ai singoli problemi per tentare di individuare delle possibili soluzioni. Il confronto tra il guadagno individuale dell'operaio cinese e quello italiano e il costo dell'affitto non regge, poiché se in Italia si guadagnasse come in Cina anche gli affitti sarebbero in proporzione, diversamente rimarrebbero sfitte tutte le abitazioni. Non dimentichiamo che c'è sempre un equilibrio "eco-economico" che prevale sull'interesse individuale. Circa gli altri argomenti: i compensi di Marchionne, sono problemi del CdA di Fiat che deve accettare o meno quanto proposto nel bilancio aziendale; anche l'accenno all'eccesso di compensi degli amministratori pubblici, pur essendo drammaticamente vero, deve essere portato nelle sedi appropriate sostenuto da analisi comparative, non farne solo oggetto di generica lagnanza.
alex cardisperi
15 gennaio 2011 alle ore 16:46senti, analista e gran economo, sei penoso! perché? per il semplice fatto che questo era uno sfogo, rabbioso e sintetico ( a pare mio corretto). tu invece ti metti a fare il "tuttologo", a mettere i puntini sulle "i", come se sapessi tutto. il mandi a semplicemente detto che questo è un mondo ed un sistema di merda, dove chi dovrebbe governare ed essere un esempio è solo un ladro e un ipocrita... tu che parli di mancate proposte, dove sono le tue??? chi non vuol essre giudicato non giudichi (bibbia)
condoglianze e ciao
Ernest Ameglio
15 gennaio 2011 alle ore 17:32per natura, ognuno ragiona col cervello che possiede. Non si tratta di sapere quanto guadagni un Cinese o un Giapponese. Pare che in America, dalle notizie giunte dall'attuale salone, l'automobile riprenda, con nuovi modelli a trazione mista, ma con apporti di capitali enormi. Quello che sarà versato alla Fiat e con la minaccia di riprendere i pochi vantaggi persi, sarà come la morte del cigno. L'ultimo canto! Il problema rimane quello di proporre modelli nuovi e competitivi per salvare la fabbrica. Gli operai non lo hanno capito: gli impiegati meglio informati e scevri del lavaggio di cervello da parte dell'opposizione, hanno salvato la Fiat. Ma per quanto tempo se non si attiva una politica che inviti l'arrivo di capitali? Chi salva l'euro è la sola Germania, la quale ha aiutato la sua industria, con settanta miliardi di euro supplementari. Ci sono in Italia? E' giunto un nuovo problema l'agitazione nel Magreb. Si discute, con accenti di ghigno, sulle frequentazioni di Berlusconi con il colonnello Gheddafi e con Putine: i soli che non si vergognano di trattare con noi; lo vedo dai resoconti internazionali. Montarsi la testa è sempre un grave difetto. Siamo ritornati a l'Italietta del fine ottocento .Con il fine mese, temo che altre brutte sorprese ci attendino..
bruno bassi
17 gennaio 2011 alle ore 01:57la globalizzazione è una bella inculata!
punto e basta.
uniroma.tv
1 febbraio 2011 alle ore 10:52Al seguente link potrete visionare il servizio sul master di II livello riguardante la globalizzazione http://www.uniroma.tv/?id_video=18033
Ufficio Stampa di Uniroma.TV
info@uniroma.tv
http://www.uniroma.tv
Paolo Coppini
25 maggio 2011 alle ore 00:13Mi scuso se magari il mio commento non è inerente al post di cui sopra, ma l'argomento è "globalizzazione" e proprio di quello vorrei parlare. Mi riferisco al recente evento della Lactalis che vuole accaparrarsi a tutti i costi la Parmalat, azienda italiana da sempre.
Ebbene, mi riferisco proprio a questi malefici globalizzatori, che cercano di fare del loro settore una sorta di catena di montaggio unica in tutto il mondo, sottraendo quel po' di nazionalità che ogni produzione dovrebbe avere. Sto sperando che Granarolo faccia qualcosa, in modo che la Parmalat resti italiana. Da quando ho approfondito l'argomento e ho saputo che marchi storici come Galbani, Invernizzi, Cademartori, Locatelli, ecc. sono stati globalizzati dalla Lactalis, non compro più un solo prodotto che possa essere collegato a quella azienda, né ne mangio più un solo grammo. Piuttosto vado in qualche bottega dove hanno prodotti che arrivano dalle aziende agricole dei dintorni o in supermercati dove tengono prodotti di marche quasi sconosciute perchè commerciano solo a livello locale ma che non hanno nulla da invidiare alle grandi marche. Lo stesso dicasi per tutti quei prodotti che ho scoperto essere ormai una "catena di montaggio" della Nestlé: Perugina, Motta, Buitoni, Antica gelateria del corso, caramelle Polo, Smarties, acqua Vera e chi più ne ha più ne metta. Bevevo anche un pochino di caffé, ma da quando il Nespresso ha stroncato tante altre marche globalizzando anche il modo di bere il caffé, beh, ho smesso di berlo. Lo so che molti di voi mi reputeranno alquanto fuori di testa per quello che faccio, ma è solo per l'orgoglio di essere italiano e per cercare di mantenere la nostra nazionalità e le nostre caratteristiche che, poco alla volta, i globalizzatori ci stanno portando via. Cerchimo di reagire e conservare la nostra italianità: meglio della nostra tradizione gastronomica non ce n'è altre al mondo: non facciamola morire!