Un'economia basata sulla crescita continua è destinata a collassare su sé stessa all'esaurimento delle risorse. La maggior parte degli economisti e dei governi non accetta questa semplice verità per non doverne trarre le conseguenze. Un ricercatore italiano all'estero segnala due studi su un'economia senza crescita, scaricateli.
"Caro Beppe, sono un (altro) ricercatore emigrante. Insegno e faccio ricerca su economia dell'ambiente. Seguo il tuo blog da alcuni anni e so che sei vicino alle tematiche ambientali. Inoltre condivido molte delle tue critiche verso il sistema economico-finanziario globale che ci ritroviamo. Ho sviluppato una certa avversione verso la teoria economica dominante (scuola neoclassica), tutt'ora insegnata nella gran parte delle università. Teoria in molti casi scollegata dalla realtà che ignora il contesto biofisico. I danni di tale dottrina sono enormi e per i ricercatori è difficile pubblicare lavori 'non-ortodossi'. Segnalo ai lettori del blog due studi:
- "Prosperity without Growth?" dello UK Sustainable Development Commission (studio commissariato dal nuovo Governo conservatore...) sul raggiungimento della prosperità senza crescita economica.
- "Enough Is Enough" per un'economia di stato stazionario (senza crescita del Pil)." Graziano Ceddia

Il tabù del PIL
26 gennaio 2011 alle ore 17:14•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (60)
Beppe A.
26 gennaio 2011 alle ore 17:32Marc Faber: Obama come una prostituta
..E' una persona disonesta e non e' cambiato nulla", ha dichiarato Faber riferendosi all'inquilino della Casa Bianca. "Credo che voglia cambiare il governo a Washington ma di fatto sta facendo il peggio possibile... noi ridiamo di quelli come Obama. Sono stato molto critico nei confronti di Bush, ma almeno lui aveva adottato una singola linea politica e su quella e' rimasto ancorato. Puo' avere sbagliato ma perlomeno non ha cambiato idea continuamente, non si e' prostituito", ha aggiunto il famoso imprenditore.
Come doveva essere impostato il discorso di ieri da parte di Obama? Secondo Faber il presidente avrebbe dovuto dire la verita' al popolo li Stati Uniti, ovvero che "e' arrivato il momento di stringere la cinghia. Dovremo attraversare tempi difficili per altri cinque anni se si vogliono riparare i danni causati in oltre 20-25 anni da Fed, Tesoro e classe politica. Qualcuno deve dire la verita' alla gente. Peccato che i politici continuino ad alimentare l'illusione che bisogna spendere anche quando si e' in miseria e che stampando moneta si puo' migliorare l'economia, cosa non vera".
http://www.wallstreetitalia.com/article.aspx?IdPage=1073678
Francesco Pansera (menici60d15)
26 gennaio 2011 alle ore 17:34A proposito segnalo il commento:
Reati contro l'economia
http://menici60d15.wordpress.com/2011/01/23/reati-contro-leconomia/
nel sito:
http://menici60d15.wordpress.com/
Giuseppe Carpentieri
26 gennaio 2011 alle ore 18:04Il pianeta ed i suoi abitanti stanno mutando i propri pensieri e gli attuali stili di vita. Il default dell'immorale sistema monetario mondiale può accelerare il risveglio delle coscienze addormentate. Intanto, le comunità consapevoli stanno crescendo la propria resilienza e la capacità di reagire e di adattarsi ai cambiamenti che stanno già avvenendo e quelli che verranno. Persino alcune corporation per non sparire hanno cambiato la propria progettualità e stanno proponendo soluzioni tecniche più ragionevoli. Fra queste, l'eccellenza della Tesla motor è sicuramente un modello da imitare poiché applica evoluzioni derivanti da Nikola Tesla padre della free Energy.
Qualsiasi essere umano ha la capacità di intuire che vivere in un ambiente sano e sicuro è un'opportunità di crescita e sviluppo. Da diversi anni numerosi centri di ricerca stanno monitorando indicatori più consoni agli esseri umani, come l'alfabetizzazione ed il capitale naturale. Ad esempio, la perdita di suoli coltivabili a vantaggio di nuove case rappresenta un decremento sociale e vitale. I territori comunali sono al collasso poiché nessun amministratore ha iniziato ad applicare un principio etico determinate che rivede i principi di proprietà privata a sostegno dei reali bisogni umani. La maggioranza dei piani urbani rappresenta la volontà speculativa di lobby di potere perché la ricchezza è misurata con la rendita immobiliare e non dai comportamenti virtuosi. Invece, nelle comunità mature e normali attraverso strumenti di democrazia diretta e partecipativa i cittadini possono dialogare e proporre soluzioni di buon senso direttamente. Attraverso l'uso della vera democrazia, le comunità possono condividere esperienze e quindi possono far crescere il loro livello culturale e di consapevolezza dei problemi col fine di tutelare il bene comune e non delle SpA.
Giovanni Bisleri
26 gennaio 2011 alle ore 18:07il problema non è tanto che lo strumento del PIL(detto molto sommariamente C(consumi)+I(investimento)+G(spesa pubblica)+Export- Inport+la componente di progresso tecnologico) sia giusto o sbagliato!è necessario aver presente uno strumento alternativo utilizzabile da tutti o cmq modificare il pil aggiungendo altri elementi!se non siamo in grado di renderci conto dell'andamento di un paese non saremmo nemmeno in grado di giudicare molte delle politiche che vengono adottate dai nostri ministri delle finanze e del tesoro e quindi in definitiva non potremmo dire quanto sono pessime le politiche adottate da Tremonti ad esempio!
Giuseppe Bottazzi
26 gennaio 2011 alle ore 18:21la crescita non significa solo maggiore consumi di petrolio...e maggiori consumi.
Significa avere nuovi mercati,nuove professioni (tecnologicamente avanzate),nuovi saperi,giovani proiettati verso lavori migliori in cui poter spendere la laurea duramente conquistata.
Se fossimo vissuti in una economia stagnante la maggior parte dei laureati degli ultimi 30 anni sarebbe stata totalmente a spasso o a zappare la terra.
Bisogna RICONVERTIRE la crescita non AZZERARLA...con tecnologie rispettose dell'ambiente.
I lavori intellettuali non è detto che debbano produrre maggiore inquinamento o maggiore consumo energetico.
CRESCITA SI con RISPETTO dell'AMBIENTE.
STAGNAZIONE e DECRESCITA sapete cosa significa? disoccupazione,classi sociali in lotta fra loro,guerre.
Per favore leggetevi un po' di storia economica...
Davide Bianchi
26 gennaio 2011 alle ore 18:31ESIGENZE DELLE BANCHE contro ESIGENZE DEL MONDO
NULLA SUCCEDE PER CASO, pare banale ma da questo assioma dobbiamo partire.
Che tipo di economia ha bisogno il sistema bancario?
Che tipo di economia ha bisogno il mondo reale?
ALLA POPOLAZIONE MONDIALE servirebbe una economia che soddisfi le sue esigenze fondamintali andando ad attaccare nel modo più lieve possibile le risorse del pianeta.
Una economia che RISPETTI I LIMITI entro i quali il pianeta ci può fornire risorse rinnovabili.
Al SISTEMA BANCARIO serve una economia in continua crescita che gli permetta un continuo prelievo del valore prodotto dall'economia reale.
COME RIESCONO LE BANCHE a realizzare questo salasso continuo ed inarrestabile di valore da ciò che viene prodotto nel mondo?
IL SISTEMA MONETARIO MODERNO è il fulcro, è lo strumento fondamentale col quale OBBLIGARE il mondo economico ad una continua ricerca di crescita, senza preoccuparsi minimamente se questa crescita è possibile, senza preoccuparsi degli effetti sul pianeta ed i suoi abitanti.
Le regole di questo SISTEMA MONETARIO permettono alle banche di ottenere questo obbiettivo:
- una moneta emessa a debito impone la necessità di immettere sempre maggiori quantità di moneta per pagare gli interessi.
- l'aumento di volume monetario prodotto solamenmte per pagare gli interessi provoca la svalutazione della moneta stessa.
- la diminuzione del valore della moneta obbliga le economie reali ad un aumento continuo del volume e del valore di ciò che si produce per contrastare lA diminuzione del valore della moneta e l'aumento esponenziale del debito nei confronti delle banche.
Lo sviluppo di strumenti finanziari sempre più sofisticati ha semplicemente dato un colpo di accelleratore alle speculazioni.
Purtroppo L'UMANITA' ED IL PIANETA NON SE LO POSSONO PIU' PERMETTERE !!!
L'avidità del sistema bancario dovrà spegnersi per evitare danni IRREPARABILI.
Ci dovrà pur essere un modo per FARGLIELO ACCETTARE.
Alina F.
26 gennaio 2011 alle ore 19:04DEBITO ETERNO
http://www.youtube.com/watch?v=q2S0nX-WG5k
Ciao
Davide Bianchi
26 gennaio 2011 alle ore 18:46UN'AEROPLANO IN CABRATA DURANTE UNA PICCHIATA
Anche un aereo che ha fatto una lunga picchiata può PROVARE A RIPRENDERE QUOTA.
Ma se la picchiata è durata troppo, se ha perso troppa quota L'AEREO SI SCHIANTA.
E' quello che stà succedendo all'economia italiana, completamente abbandonata da governo e parlamento le cui attività sono concentrate sulle esclusive necessità di Mister B.
Alla faccia del limite del rapporto incrementale della derivata prima con l'incremento della variabile indipendente che tende a zero. (definizione di derivata seconda, eh eh eh)
Ovvero... Brunetta autoinculati, provaci che ci riesci !!!
Paolo Cicerone, ( ★★★★★)
26 gennaio 2011 alle ore 19:17Questa economia è destinata a implodere su se stessa, negli ultimi mesi nel raggio di 2 km da casa mia sono fallite in serie:
- Hitman (ex Nino Cerruti)
- Piattaforma dell'edilizia (aperta 2 anni prima)
- Brenntag
- Marlow
- Happening (dopo più di 40 anni)
- Emmelunga
tutte aziende/industrie e centri commerciali. Ciononostante i sindaci delle 3 cittadine dell'hinterland milanese che li ospitano continuano a svendergli il territorio perchè "danno lavoro" (a pochi, misero, precario, in subappalto, sottopagato e con orari da galera).
L'economia è una delle cose più importanti da riformare a cominciare da sto PIL del tubazzo che sappiamo tutti che è un parametro su cui NON SI PUO' misurare la ricchezza e che insiste sul verbo della CRESCITA senza tenere in considerazione il LIMITE che ormai abbiamo raggiunto, i fallimenti continueranno, questo è quello che non capisce la politica attuale.
Però non si può pensare di cambiare le cose dall'alto, nessuno può, nemmeno Obama. Quello che possiamo fare è creare una nuova economia "dal basso" e una nuova offerta che vada in senso contrario e che tenga sempre in considerazione l'ambiente in cui ci muoviamo.
Per questo è importante che il MoVimento sia presente nei COMUNI!
Alessio Ferrari
26 gennaio 2011 alle ore 19:30Caro Graziano,
dato che conosco pochissimo l'inglese hai per caso dei testi o link in italiano da segnalarmi sull'argomento? Mi sembra veramente interessante e ti faccio i miei complimenti
Saluti
Alessio
alvisea fossa
26 gennaio 2011 alle ore 19:53CIAO BEPPE
C'E' UNA BRUTTA INGNORANZA IN CARATTERE ANBIENTALE ED ECOPNOMICO CHE FA' SOLO PAURA,GRAZIE GRAZIANO PER AVERCI ILLUMINATO
ALVISE
Graziano Ceddia
27 gennaio 2011 alle ore 12:16Lo studio e' stato pubblicato in italiano
T. Jackson. Prosperita' senza crescita (disponibile su Amazon.it)
Il concetto di base e' semplice. La crescita (intesa come aumento del PIL) e' funzionale al benessere (felicita') solo fino ad un certo punto.
Il grafico http://me.phillipoertel.com/articles/2009/3 mostra la relazione tra benessere soggettivo (index of subjective wellbeing) e PIL (GDP).
E' ovvio che il sistema economico e' un sottosistema del pianeta (ogni attivita' economica avviene all'interno del pianeta). E' altrettanto ovvio che il pianeta e' finito e non cresce. E' pertanto impossibile che un sottosistema del pianeta possa crescere indefinitivamente (come un cancro...).
La crescita economica e' sostenuta perche' non si vogliono affrontare i problemi legati alla redistribuzione delle risorse. Un esponente del FMI ha dichiarato "La riduzione della poverta' puo' essere raggiunta aumentando le dimensioni della 'torta' invece che dividendola in fette piu' piccole" (A. Krueger). E' chiaro che per i paesi poveri la crescita economica apporta benefici. Su un pianeta finito questo richiede che i paesi avanzati riducano le dimensioni delle proprie economie per 'fare spazio' ai paesi piu' poveri.
GC
Luigi D.
26 gennaio 2011 alle ore 20:15Economia senza crescita;
condivisibile, certo,
molto condivisibile, ma come realizzarla?
In teoria è molto semplice:
Basta volerlo!
In pratica è impossibile!
Cioè, è impossibile,
lasciando libertà d'impresa,
ai capitalisti!
E' impossibile finchè esisterà
il concetto di "profitto"!
E' impossibile, purtroppo,
in presenza di democrazia!
E' necessario un regime autoritario!
E' impossibile se non viene attuata
a livello mondiale!
L'accumulo di capitale, origina un potere
che hà fatalmente ragione
di qualsiasi intento
regolatore del mercato,
inutile farsi illusioni.
Inutile progettare,
bellissime ed auspicabili società
basate sul rispetto
dell'uomo e dell'ambiente,
senza fare i conti con l'avidità predatoria
innata negli esseri umani!
Roberto Vian
26 gennaio 2011 alle ore 21:08Ho parlato con una laureata alla Bocconi di Milano, è già da anni impiegata in un istituto di credito..., chiedendo lei di spiegarmi le cause dell'inflazione: nessuna risposta, non le sapeva e non gliele hanno insegnate; sul sito della BCE alla voce inflazione vi sono dieci chiarissime righe con un altrettanto chiarissimo video animato, che però, spiegano solo gli effetti e qualche manovra convenzionale di gestione degli stessi: niente cause prime.
Se non sappiamo nemmeno le cose più elementari e deleterie come questa...
Per capire come funziona questo Sistema monetario devastante, sono sufficienti pochi giorni di studio, credo siano più le resistenze psicologico-culturali, che altro, a frenare le persone dall'interessarsi seriamente a questa fondamentale conoscenza; così però andiamo al macello con le nostre gambe!
THX
Giovanni Bisleri
31 gennaio 2011 alle ore 20:06non è proprio così semplice anche io faccio la Bocconi e le spiegazioni in merito all'inflazione sono chiarissime il problema è che le cause che la scatenano possono essere molteplici!
Acul utopiA (cittadino qualunque)
26 gennaio 2011 alle ore 21:26....per fare una corretta civile sana equilibrata giusta buona economia è fondamentale il principio: "un pezzo di pane per tutti" e per esaudire il principio è indispensabile la regola: "ogni cittadino appartenente alla nazione non può guadagnare all'anno oltre una determinata cifra(35mila euro) e possedere richezze oltre una determinata soglia(500mila euro), gli eccessi dovranno obbligatoriamente rientrare nelle casse statali rivolte alle persone meno abbienti"
....altrimenti di che cosa stiamo parlando? di cosa discutiamo? ...vi rispondo io PARLIAMO DI STRONZATE!
Gabriele Sanguigno
27 gennaio 2011 alle ore 10:29Guarda che un imprenditore senza il guadagno(fatturato) non avrebbe la possibilità di investire in ricerca e sviluppo...rifletti prima di scrivere ;)
Acul utopiA (cittadino qualunque)
27 gennaio 2011 alle ore 17:51ma rifletti tu che sei ancorato alla solita economia di cui sei schiavo dalla nascita....
TANTO TI FACCIO SCOPRIRE UNA COSA CHE NON CI HAI MAI PENSATO: IMPRENDITORE "IM - PRENDITORE" ovvero COLUI CHE PRENDE e perchè solo prendere???.... E' MOLTO PIU GIUSTO SE UN UOMO POSSA PRENDERE E DARE .... chiamiamolo Imprendidaretore
Acul utopiA (cittadino qualunque)
27 gennaio 2011 alle ore 17:54
OGGI VI FACCIO SCOPRIRE UNA COSA DI CUI NON CI AVETE MAI PENSATO: IMPRENDITORE "IM - PRENDITORE" ovvero COLUI CHE PRENDE e perchè solo prendere???.... E' MOLTO PIU GIUSTO SE UN UOMO POSSA PRENDERE E DARE .... oggi tutti vogliono prendere senza dare
trasformiamo le regole e le figure radicalmente chiamiamolo Imprendidaretore
Giusy
26 gennaio 2011 alle ore 22:54Non c'è in lingua Italiana?
P Lobio
26 gennaio 2011 alle ore 23:30L'umanità ha vissuto per circa 12.000 anno accontentandosi di quello che aveva.
Poi venne la parabola della vigna(Vedi vangelo)
e l'ansia del moltiplicare.
Ma dove Volete Andare, il tempo scorre piùveloce di NOI!
Fermati e vivi la tua esistenza.
Anna M.
27 gennaio 2011 alle ore 11:03Condivido pienamente.
elia rizzuti
27 gennaio 2011 alle ore 00:08Scoperta l'acqua calda. Una solida economia non cresce, durante il ciclo della filiera non si potra' mai interrompe in essa se costruita con un pizzico di sale in zucca prendendo esempio dal c/c del leone ING, un'economia sana e inesauribile ricorre alla sua intelligenza che non permette alcun spreco di risorse ma del continuo riciclo delle stesse con la ricerca all'innovazione, i lauti guadagni possono essere amplificati e di molto superiori a quelli attuali e non potranno mai esserci quark o similari. Il pianeta e' stato oggetto di una crescita demografica insostenibile oltre che allo sciacallaggio delle risorse essenziali. E' gia tutto pronto per l'inizio della nuova era. GO.
elia rizzuti
27 gennaio 2011 alle ore 00:10naturalmente l'esempio del c/c del leone ING e' paragonabile alla scimmia di teledue o al maiale di teletu
elia rizzuti
27 gennaio 2011 alle ore 00:39Ricordo con un esempio banale che le esigenze della singola persona vanno misurate con equilibrati sostegni alla qualita' della vita, la logica di funzionamento stabilira' senza ne' far mancare risorse ne' accumularne le stesse. L'inutilita' ha un significato semplice, e' intrinseca nel non-uso e' va' controllata in modo da far vivere normalmente e parallelamente alla produzione principale o ri-ciclata partendo dalla reagivita' (parola novella) della parte interessata (persona) e dalle proprie basi di sopravvivenza gestite da se stessi attraverso la propria cultura di apprezzamento di cio' che intrepretiamo (lavoro,territorio,mobilita', altro). L'esempio lampante risiede nella prospettiva e aspettativa di vita dove nel proprio habitat consumiamo e usiamo, se alla singola persona occorre di media con una scarto di tolleranza accettabile un totale di energia annuo per sostenersi decorosamente, non occorre altro. La perdita di risorse sono nate innescando proficui mercati di prima e di oggi ma domani superati dalla crescente esigenza incontrollata e annullati. Oggi si consumano abitudini dove molti non sanno perche' le vivono.
In verita', quante cose acquistiamo e non ne sappiamo il perche'?
Alessio S.
27 gennaio 2011 alle ore 01:09Leggo tanta gente qua sul blog che parla del signoraggio bancario. Anche Beppe ha fatto una serie di spettacoli sul tema, poi abbandonato (pressioni? le forze in gioco sono piuttosto altolocate). Quindi, una volta capito che il problema di base della nostra economia è l'attuale sistema monetario, lo vogliamo cambiare? Va bene l'ambiente, per carità, tema condivisibile da chiunque abbia un pò a cuore questo pianeta, ma il fulcro del programma del movimento deve essere questo. Rivoluzionare il nostro sistema economico, proporre un modello alternativo al capitalismo selvaggio.
Per i tanti blogger nostalgici del comunismo: ci sono passato anch'io, ma senza la possibilità di migliorare la propria condizione l'uomo perde ogni spinta. Il che vuol dire recessione, il che vuol dire non reggere il confronto con un mondo capitalista (non penserete davvero di riuscire a fare la rivoluzione ovunque contemporaneamente... perlomeno non nei prossi 2 o 3 secoli). Anche il tetto massimo di guadagno posto a limiti così bassi mi sembra una cazzata. Molte attività per essere efficienti hanno bisogno di fatturare e di conseguenza di guadagnare tanto, se poi quello che avanza lo devi dare allo Stato per finanziare i meno abbienti, chi te lo fa fare? Conviene fare il non abbiente e aspettare la manna allora.
Lo Stato dovrebbe garantire a tutti la possibilità di emergere, di realizzarsi, di fare quello che piace, a condizioni sempre più vantaggiose e umane, non un ente di beneficienza.
Basterebbe nazionalizzare i settori strategici, la grande industria (banche/finanza, trasporti, energia, acqua, telecomunicazioni, sviluppo tecnologico/ricerca/istruzione, sanità/industrie farmaceutiche...) e lasciare libertà d'impresa alle piccole aziende, liberi professionisti, ecc, in modo di calmiere e dirigere dall'alto il mercato e allo stesso tempo garantire la vitalità del tessuto sociale, dando la possibilità a chi merita di più di avere di più,perchè oggettivamente gli uomini non sono tutti uguali
Silkvana De
27 gennaio 2011 alle ore 02:16Vedo Brunetta e mi da la nausea.. quello che dicono ha sempre un secondo fine a loro vantaggio.
Qui in Veneto siamo ancora al due "Brunetta-DeMichelis"... prima era "De Michelis-Brunetta" ma non cambia nulla ... sono sempre quelli delle tangenti e continuano nella stessa direzione-.
Nerio Cappelli
27 gennaio 2011 alle ore 03:05Sento spesso dire che dobbiamo ringraziare gli extracomunitari perchè producono il 10% del Pil, solo che non capisco perchè quello prodotto da loro è una risorsa mentre quello prodotto dagli Italiani "è linsieme ditutte le sfighe"
Pierluigi Profumieri
27 gennaio 2011 alle ore 07:00Caro Professore,
insegna negli U.S.A.? e' chiaro che non insegnano e non publicano altro che i loro relitti storici. Immagino che conoscera' almeno " Monthly review" e i "radical political economy ( esite ancora il Journal of economic issues ?)
Con tutta la loro ideologia "liberal" c'e piu critica economica li che in Italia ( che non c'e mai stata neppure quando esisteva un partito comunista).
Se no emigri in Francia dove Latouche ha gia' fatto un po di scuola
Auguri
P.Profumieri
Vittorio Bertola
27 gennaio 2011 alle ore 08:35"Prosperity Without Growth" (il libro derivato dallo studio) è nella mia biblioteca da quasi un anno, l'ho comprato nel marzo scorso a Londra (dove le librerie lo tenevano in bella evidenza...). Lo consiglio a tutti, anche perché è una interessante esposizione di come costruire una economia stazionaria (non strettamente decrescista, in verità) senza rinunciare all'orientamento alla finanza e al mercato che gli inglesi hanno sempre avuto: insomma, dimostra che "decrescita" non vuol dire necessariamente "Unione Sovietica", come sostengono molti nostri detrattori.
Vittorio Bertola
Movimento 5 Stelle, Torino
EMERGENZA DEMOCRATICA
27 gennaio 2011 alle ore 09:44PER CHI DICE CHE "TANTO NON CAMBIA NIENTE"...
Vi invitiamo a leggere (o a rileggere, per chi l'avesse già fatto) i seguenti nostri vecchi post:
1) http://emergenzademocratica.blogspot.com/2009/01/massa-critica.html
2) http://emergenzademocratica.blogspot.com/2009/01/massa-critica-seguito.html
Poi, ripensando a cosa sta succedendo ultimamente in certi Paesi vicini (Tunisia, Albania, Egitto) e a cosa è successo già prima ancora in altri Paesi (Islanda, Grecia, Irlanda), vi consigliamo di "MEDITARE" bene su ciò che avevamo scritto.
Grazie...
Luigi D.
27 gennaio 2011 alle ore 10:20@ Vittorio Bertola.
Caro Vittorio, potresti farmi un brevissimo riassunto di come, in quel libro, si convincono,
in maniera democratica,
gli imprenditori, ed i finanzieri,
a produrre solo quanto basta, e rinunciare cosi,
a gran parte dei loro profitti,
e quindi del loro potere?
Non mi interessa la parte economica, beninteso,
quella è semplice, parlo della parte, politica.
Sono curioso.
simone c.
27 gennaio 2011 alle ore 11:53proprio qui sta la sfida Luigi! e su questa sfida ci giochiamo economia e pianeta!
Luigi D.
27 gennaio 2011 alle ore 12:37Caro Simone, scusami,
ma sono molto pessimista a questo riguardo.
La sfida al capitalismo esasperato,
è una sfida al capitalismo tout court.
Il capitalismo di oggi è peggiore
di quello di ieri, ed il capitalismo di domani
sarà peggiore di quello di oggi.
Il sistema capitalistico,
è un mostro, inarrestabile,
con metodi democratici, e non violenti.
Mi chiedo quale forza potrà mai contrastare,
il potere abnorme derivante dall'accumulo di capitale, senza violenza, senza rivoluzione,
e senza instaurare un regime autoritario,
che obblighi i capitalisti a rispettare,
la volontà del popolo, o che,
addirittura, li elimini.
ciao.
Luigi
Antonino Russo
27 gennaio 2011 alle ore 10:55Ok, ma chi lo spiega a qualche miliardo di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà che dovranno accontentarsi perchè le risorse non saranno sufficienti per tutti? L'economia cresce, soprattutto quella dei paesi emergenti, perchè ci sono delle diseguaglianze e delle legittime aspettative. Il PIL dei paesi industrializzati cresce poco o niente (v. Italia).
fabio martello
27 gennaio 2011 alle ore 10:57Gle economisti hanno recentemete scoperto che il rallentamento del tasso di crescita produce nani.
S. Caputo
27 gennaio 2011 alle ore 11:22Sono una studentessa di economia di Tor Vergata anch'io concordo perfettamente sulla tua tesi e aggiungo che anche i keynesiani (Keynes disse che "nel lungo periodo saremo tutti morti") non scherzano in quanto a teorie economiche aleatorie! Gli stessi libri che studiamo a fine capitolo ci confermano che la maggior parte delle teorie studiate, non sono confermate dai dati!!!! Citerò i libri da te consigliati nella mia tesi!!!! Grazie! Non perdiamo la speranza, c'è aria di cambiamento... Saluti
simone c.
27 gennaio 2011 alle ore 11:44Grazie Graziano!!!
Sono assolutamente d'accordo: nessuno ha il coraggio di cercare una soluzione diversa, un sistema economico che coniughi crescita zero (o quasi zero) e stabilità sociale. Neanche la socialista Spagna in cui vivo prende minimamente in considerazione questa possibilità.
Ma presto non l'economia, bensì l'ecologia, ci metterà di fronte a un out-out tanto più drastico quanto più tardi arriverà.
Non mancherò di dar un'occhiata a entrambi i siti che hai segnalato.
E per chi è interessato al tema segnalo un libro di un giovane ricercatore italiano: "Con il mondo sulle spalle", di Emanuele Campiglio. È la sua tesi di dottorato sulla decrescita felice e si può scaricare GRATIS a questa pagina: http://www.edizioniomp.com/con-il-mondo-sulle-spalle-quesioni-globali-e-limiti-alla-crescita
Ciao
Simone
Gianluca U.
27 gennaio 2011 alle ore 13:31Sono d'accordo. Il muro si sta vedendo all'orizzonte e non si sposterà di un mm solo perchè noi ci illudiamo che non esista.
Alessandro Coghetto
27 gennaio 2011 alle ore 12:14BUONGIORNO A TUTTI
Senza giudicare alcunchè, (non sono giudice di alcunchè!!) Sono pienamente d'accordo con quanto afferma questo ricercatore, anche se non ne ho letto il nome, ma questo commento è appunto un semplice commento e nulla di più. La teoria neoclassica dell'economia snobba gli altri approcci, DIRO' DI PIU', è vero che ci sono tante scuole di pensiero economico e quelle tacciate di non essere ortodosse, perchè difformi da quella NEOCLASSICA DI CHICAGO, non sono sfigate o povere!!! SI PENSI SOLO AL FATTO CHE LA TEORIA DI JOHN MAYNARD KEYNES E' QUELLA CHE HA TIRATO FUORI IL MONDO DAL PANTANO DELLA CRISI DEL 29!!!!!! Il punto è che la scuola neoclassica è quella che ha cercato di dare un aassetto NOMOTETICO all'economia cercando di farla passare come scienza Naturale, COME LA FISICA PER INTENDERCI, CAPACE DI ADDIVENIRE A LEGGI VALIDE UNIVERSALMENTE, bisogna dire che i motivi sono storici, quando nel XiX secolo l'Economia muoveva i primi passi lo faceva nello stesso momento in cui gli astronomi riuscivano a calcolare, qui sulla Terra l'esatto giorno di riapparizione delle comete, riuscivano a matematicizzare il comportamento delle orbite ei pianeti, OVVIO CHE ANCHE GLI ECONOMISTI DELL'EPOCA CERCASSERO DI DARE UN ORIENTAMENTO SCIENTIFICO ALLA LORO DISCIPLINA. La teoria neoclassica "postula" IL COMPORTAMENTO RAZIONALE DEL CONSUMATORE (solo sotto questa condizione si "può" prevedere il comportamento del consumatore) MA QUANTI DI NOI SPENDONO MOLTI SOLDI PER I LORO HOBBIES NON PRODUTTIVI?? IO MI SONO DANNATO LA GIOVINEZZA PER COMPRARMI DEI TELESCOPI E NON PER ANDARE A DIVERTIRMI IN DISCOTECA COME "TUTTI"... E' una ipotesi della "Scienza" economica neoclassica che non regge! FINISCO DICENDO CHE OGGI NON C'E'DIBATTITO FRA LE SCUOLE DI PENSIERO E UN ECONOMISTA PUO' FARE TUTTA LA SUA CARRIERA SENZA IMBATTERSI IN LAVORI CHE UTILIZZANO IPOTESI E APPROCCI DIVERSI DA QUELLI IN CUI LUI SI E' FORMATO.
SONO LAUREATO IN ECONOMIA E FINANZA(NON INTENDO DIRE DI ESSEREil TOP
Barnaba Anceloti
27 gennaio 2011 alle ore 12:50Il sistema e' in mano a chi accumula capitale.
I politici sono al loro servizio.
E' uscito di recente Zeitgeist, la terza parte. Jaque Fresco dice cose interessanti e sensate riguardo l'economia e la societa'...
http://www.youtube.com/watch?v=4Z9WVZddH9w&feature=player_embedded
Graziano Ceddia
27 gennaio 2011 alle ore 13:05Rispondo a Bottazzi.
Il tema del ruolo della tecnologia e' sicuramente interessante e va approfondito. Vorrei ricordare che il problema della disoccupazione tecnologica fu sollevato gia' da Ricardo, qualche secolo fa. In sostanza, se la tecnologia fa si che meno persone siano richieste per produrre una certa quantita' di beni, come garantiamo la piena occupazione? La risposta non e' facile. Il modello attuale basato sulla crescita e' pero inadeguato (elevati costi ambientali). Una possibilita' potrebbe essere investire nella produzione di beni piu' duraturi e impiegare persone nella manutenzione. O ancora investire in settori ad alta 'intensita' umana (esempio, istruzione, cura delle persone ecc.). In sostanza non credo che la tecnologia da sola possa offrire una soluzione, garantendo una 'riconversione' della crescita. Anche i microchip richiedono l'uso di materie ed energia. Inoltre se e' vero che lo sviluppo tecnologico permette di ridurre il tasso di materie per unita' di prodotto, e' anche vero che in questo modo permette l'espansione della scala complessiva del sistema economico, per cui l'effetto totale non e' necessariamente neutro.
Concludo sottolineando che in parte questo riflette anche un problema di terminologia. Per crescita va inteso il processo di espansione del flusso di risorse che passano attraverso il sistema economico. Al contrario l'aumento del benessere puo' essere ottenuto anche mantenendo tale flusso costante, attraverso cambiamenti di tipo qualitativo (sviluppo).
GC
Sergio Di Nunzio
27 gennaio 2011 alle ore 13:06Non sono d'accrodo con questo articolo, il PIL è un misuratore di capacità produttiva e di efficienza di uno stato o di una comunità, e come tale è valido, già oggi nel PIL non ci sono solo le tonnellate di acciaio prodotto ma anche tutti i servizi, compresi quelli pubblici.
Il problema non stà nel metro di misura, ma nel cosa si misura, quali sono cioè le componenti del PIL. Mi sta benissimo che una società o uno stato vengano premiate per la loro produttività a patto che si producano cose condivise e, dobbiamo aggiungere noi del terzo millennio, sostenibili. Insomma se nel paniere del PIL finissero (come dovrebbero) prodotti come la felicità o il recupero e il mantenimento dell'ambiente e dei beni culturali a me andrebbe benissimo, potremmo così mantenere il nostro sistema economico con tutti i suoi meccanismi senza inerpicarci su improbabili nuovi modelli.
raffaele rebaudengo
27 gennaio 2011 alle ore 14:18E' totalmente inesatto. Il PIL non misura, ad esempio i costi di smaltimento di ciò che viene prodotto, considera "crescita" la ricostruzione dopo un evento disastroso come un terremoto. Inoltre perchè premiare chi produce di più e non, ad esempio, chi produce in modo più sostenibile o chi risparmia? Te lo spiego: tramite il PIL si misura la ricchezza monetaria, ovvero la capacità di speculare sul mercato del lavoro, un altro sistema non permetterebbe speculazioni slegate al benessere collettivo.
Io devo studiare, fallo anche tu che poi ci confrontiamo e impariamo a vicenda.
Federico Ranzani
27 gennaio 2011 alle ore 13:36Ieri a Parla con me c'era ospite Benetton. L'imprenditore lodato e ammirato dalla conduttrice e dal pubblico alla domanda sul PIL risponde che il PIL forse non è più un valore su cui basare il nostro mercato. Perchè? Perchè non tiene conto della felicità delle persone, degli ospedali, della ricerca ecc ecc eccc....
Applausi a scena aperta!
Non tiene conto neanche della gente come lui, che riprende il discorso di Kennedy e lo spaccia come suo, senza un minimo di citazione....
luciano pasinetti
27 gennaio 2011 alle ore 13:44Nel paese di Bunga Bunga ci sono milioni di italiani vittime della lentezza della giustizia e dell'ingordigia degli avvocati. Per sentenze ingiuste non possiamo rivolgerci alla Corte Europea perchè lo statuto prevede siano esaurite tutte le vie di ricorso interne; il che significa che dobbiamo vivere oltre le aspettative di vita dell'uomo ed avere le disponibilità finanziarie di un petroliere. Non c'è nessun partito che si faccia carico di porre rimedio a questa situazione indegna di un paese civile perchè se facessero funzionare la giustizia penso che molti di loro verrebero tolti dalla circolazione.
PERCHE' NON FACCIAMO IL GIUSTIZIA DAY e spediamo tutti in un giorno stabilito una mail od un messaggio alla Corte Europea per i diritti dell'Uomo per scuoterli dal loro torpore?.
cordiali saluti
Luciano
Jin
27 gennaio 2011 alle ore 14:19Il rapporto "prosperity withouth growth" è molto interessante, vi consiglio vivamente di leggerlo!
Studio scienze politiche e anche io devo dire che spessissimo nei manuali di economia si dice che c'è poca evidenza empirica a supportare certe tesi, talvolta vi ho anche letto che molte delle ipotesi su cui esse si fondano non si verificano nella realtà. Quindi di sicuro non bisogna prendere per oro colato tutto quello che hanno detto i vari Keynes, Friedman, Myrdal, Krugman ecc.
Tuttavia vorrei sottolineare come il fatto che queste teorie non si verifichino sia più dovuto al fatto che esse sono utili per studiare singoli fenomeni circoscritti, e quindi si parte da presupposti inesistenti(per isolare il fenomeno e dimostrarlo solo in modo logico) come la concorrenza perfetta, i comportamenti price taker, l'assenza di potere di mercato, perfetta informazione, omogeneità dei prodotti, e tante altre condizioni che in realtà non esistono.
Quindi prima di sparare sui neoclassici penso che sarebbe meglio considerare che le loro opere sono utili a studiare i fenomeni economici, e che non bisogna utilizzare parametri economici quale unica misura del benessere!
s.m.
27 gennaio 2011 alle ore 14:39Vedete, in quest'italietta in cui predominano: LA MAFIA e le sue attività edilizia-smaltimento rifiuti-riciclaggio commerciale; LA MASSONERIA; LE BANCHE; I PAPPONI DI STATO (Benetton che si è visto a 'Parla con me'), e altri ancora, come faremo a capire quello che è ovvio? LA GENTE, non capisce nemmeno che Calderoli ha fatto la più grande porcata mai vista con la legge elettorale. La LEGA è rappresentata da pregiudicati come TOSI e MARONI, che si fanno pure vedere in TV belli belli. E la gente li vota, non capendo che la Lega è pappona come ai tempi del PSI.
Mentre in Brasile e Australia vi sono alluvioni bibliche, come del resto pure da noi qualche mese fa(circa metà delle regioni italiane!!), la Russia va a fuoco, siamo quasi 7 miliardi. E da noi si parla di RUBY e di BONDI. Mica delle rivolte in Egitto e Albania!
Come faremo a gente come Tremorti e Brunettolo, a spiegargli che il mondo, attualmente, si sta 'mangiando da solo' come fecero gli abitanti dell'Isola di Pasqua?
Secondo gli 'economisti', come fecero i Papuasi a mantenere una popolazione stabile e relativamente prospera (fino alla 'scoperta' dell'uomo bianco?), o gli Egizi a tenere un impero durato 3.000 anni??
PEr noi, sono importanti le cose che succederanno entro 6 mesi! Speculazione di giornata, ladri di polli!
E' questo che mi spaventa, e i giornali non ci dicono niente di tutto questo!
gagliardo giuseppe
27 gennaio 2011 alle ore 15:00il tasso di peggioramento e'passato? la loro presenza incrimina la loro teoria!
luca frangella
27 gennaio 2011 alle ore 15:06sto leggendo i lavori di georgescu-roegen e bonaiuti sulla bioeconomia. davvero interessante.
consiglio anche qualcosa di rifkin.
alla base di tutto ci sono i principi della termodinamica, in particolare il secondo, quello dell'entropia!
Serena d'Agostino
27 gennaio 2011 alle ore 15:57Grazie ! Sono delle informazioni interessanti che giro a mio figlio, fresco diplomato in economia.
Buon lavoro!
rosso veneziano
27 gennaio 2011 alle ore 16:01Cretinismo globalizzato.
Mi chiedo come puo' esistere la produzione industriale e la sua commercializzazione, senza clienti? non e' possibile! E'una idiozia! Ebbene e'proprio cio' che hanno fatto gli industriali delocalizzati ed il loro seguito finanziario, poi i politici che hanno permesso tutto. Esempio: scarpa sportiva, in una nazione asiatica la gente lavora come bestie per produrla e per guadagnere 1 euro al giorno, mai potra' comprare quella scarpa, nessuno laggiu'puo' farlo; tutta la produzione viene spedita indietro, in Europa o in USA, dove pero' la gente nel frattempo, rimasta senza lavoro, si e' impoverita al massimo, per cui la famosa scarpa rimane ancora invenduta!
Volevate sapere da dove e' uscita la crisi? Senza tante balle e teorie finanziarie, ecco qua, surplus di produzione non per saturazione di mercato ma per morte dello stesso. Auguri!
guglielmo viola
27 gennaio 2011 alle ore 17:20e va bè ! ma se mettete la foto di quel nano malefico davanti a un articolo d'economia spingete proprio al massimo la voglia di insulti
Acul utopiA (cittadino qualunque)
27 gennaio 2011 alle ore 18:00IMPRENDITORE "IM - PRENDITORE" ovvero COLUI CHE PRENDE e perchè solo prendere???.... E' MOLTO PIU GIUSTO SE UN UOMO POSSA PRENDERE E DARE .... oggi tutti vogliono prendere senza dare
trasformiamo le regole e le figure radicalmente chiamiamolo Imprendidaretore o Imprendidaitore o Daieprenditore
Arkhos
27 gennaio 2011 alle ore 19:25Ciao Ceddia
come studente "senese" apprezzo vivamente il tuo intervento, come pure lo spazio dedicatoti da Grillo. E' sempre forte in me il timore per le manovre retoriche con cui la peggiore ghenga neoclassica riesce a infiltrarsi nel mondo critico ed ispirato ad una virtuosa conoscenza delle cose.
Mille
Acul utopiA (cittadino qualunque)
27 gennaio 2011 alle ore 18:02....cazzarola è cosi vicino che l'ho perso di vista...
by me
Grillo segnatela!
Renato Riva
27 gennaio 2011 alle ore 19:38C'e' anche un bellissimo libro del Prof. Vincenzo Balzani, ENERGIA PER IL PIANETA TERRA che fa riflettere su questo. www.renatoriva.com
Claudio Caccavale
27 gennaio 2011 alle ore 23:28"Chiunque creda che la crescita esponenziale possa continuare per sempre in un mondo finito o è un pazzo o un economista" (Kenneth Boulding).
"Bioeconomia" di Georgescu-Roegen, economista e teorico fondatore della decrescita, è praticamente l'opera imprescindibile per capire i temi cruciali del nostro tempo, quali la sostenibilità e la limitatezza delle risorse - motivo per cui anche lo stato stazionario, trattato in un dei due link, non è di per sé desiderabile. E poi ci sono da leggere Illich, Castoriadis, Latouche, Pallante...
Beppe C.
28 gennaio 2011 alle ore 21:54Tutti i cosiddetti guru dell'economia ci martellano ogni giorno i timpani auspicando la crescita. Ma purtroppo la terra non è infinita e quando l'avremo consumata tutta per l'umanità sarà la fine;chissà che non sia questo l'evento dell'avverarsi del giudizio universale!
ROBERTO SCANNAPIECO
8 febbraio 2011 alle ore 22:00per realizzare una crescita sostenibile occorre puntare sui beni immateriali quali spettacolo, benessere, cultura, sport oppure opere d'arte, artigianato ad alto valore aggiunto ecc. ecc. in modo tale che la materia prima e l'energia impiegata anch'essa frutto dell'utilizzo di materia prima quale il combustibile sia minima ripsetto al valore. Anche la ricerca e quindi i brevetti e le opere d'ingegno sono primarie come sono salutari il giardinaggio ecc. mentre case, auto ecc. in un'economia sostenibile sono deleteri.
