Il tabù del PIL


Un’economia basata sulla crescita continua è destinata a collassare su sé stessa all’esaurimento delle risorse. La maggior parte degli economisti e dei governi non accetta questa semplice verità per non doverne trarre le conseguenze. Un ricercatore italiano all’estero segnala due studi su un’economia senza crescita, scaricateli.
“Caro Beppe, sono un (altro) ricercatore emigrante. Insegno e faccio ricerca su economia dell’ambiente. Seguo il tuo blog da alcuni anni e so che sei vicino alle tematiche ambientali. Inoltre condivido molte delle tue critiche verso il sistema economico-finanziario globale che ci ritroviamo. Ho sviluppato una certa avversione verso la teoria economica dominante (scuola neoclassica), tutt’ora insegnata nella gran parte delle università. Teoria in molti casi scollegata dalla realtà che ignora il contesto biofisico. I danni di tale dottrina sono enormi e per i ricercatori è difficile pubblicare lavori ‘non-ortodossi‘. Segnalo ai lettori del blog due studi:
– “Prosperity without Growth?” dello UK Sustainable Development Commission (studio commissariato dal nuovo Governo conservatore…) sul raggiungimento della prosperità senza crescita economica.
– “Enough Is Enough” per un’economia di stato stazionario (senza crescita del Pil).” Graziano Ceddia

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