In sei ore i deserti ricevono più energia dal sole di quella consumata dall'umanità in un anno.
"Caro Beppe, sono appena tornato dalla luna di miele in Egitto e ... durante il viaggio in autobus da Assuan ad Abu-Simbel attraverso il deserto non ho fatto altro che pensare a quanta energia pulita si sarebbe potuta produrre con tali condizioni: spazi illimitati, fortissimo irraggiamento solare, totale assenza di nubi. Ho pensato al fatto che fosse molto improbabile che nessuno avesse fatto le mie stesse considerazioni. Al ritorno ho scoperto che esiste Desertec, una fondazione internazionale che promuove lo sfruttamento dell'energia solare dei deserti. Questo è il futuro! C'è un progetto immane che coinvolge Europa Nordafrica per la produzione e distribuzione dell'energia. Tutto ruota attorno al dato che basta recuperare l'energia del 3% della superficie dei deserti del mondo per il fabbisogno mondiale. La Germania si è buttata a capofitto nell'impresa che prevede un'investimento di 400 miliardi di euro. Noi investiamo su infrastrutture inutili (tipo ponti improbabili) e centrali nucleari. Bisogna diffondere assolutamente la conoscenza di questo progetto e sostenerlo, anche economicamente se possibile. Io ci metterei tutti i miei risparmi anche adesso, ma non saprei come fare. Enelgreenpower è appena entrata nel progetto, ma non credo nel sistema delle borse e non comprerei sue azioni neanche sotto tortura." Raffaele G.
Link a Desertec Foundation

Il deserto è una risorsa
16 gennaio 2011 alle ore 14:58•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (103)
emiliano amicuzi
16 gennaio 2011 alle ore 15:05Grandissima notizia
Queste cose dovrebbero dirle ai telegiornali , invece di proporci le solite cazzate tipiche italiane.
facciamola girare
Emiliano
Mary C.
16 gennaio 2011 alle ore 15:19Se trovi il modo di partecipare a un simile progetto fallo sapere che sono interessata anch'io.
Gianni Bruschi
16 gennaio 2011 alle ore 15:24Precisiamo anche che la tecnologia più utilizzata è quella di Carlo Rubbia a sali fusi in cui la Siemens ha investito copiosamente.
angelo mora
16 gennaio 2011 alle ore 16:53piccolo dettaglio : dove ci sono i deserti c'e' anche il petrolio , quindi si cadrebbe dalla padella nella brace gli stessi che ci vendevano il petrolio dopo ci vendono il sole , in piu' sorvegliare chilometri quadrati di territorio da attacchi terroristici e' piu' difficile che sorvegliare un pozzo di petrolio. facendo il conto della serva il sole emette una energia a pieno sole di circa 2 kw al metro quadro . i pannelli solari attuali hanno una efficenza del 15/ 17% massima con un calo di rendimento annuo che li porta all'esaurimento in 10/20 anni. inoltre per costruire un pannello solare si consuma energia pari al 5% di quella che poi fornira' nella sua vita. inoltre ovviamente all'equatore la durata della luce e' 12 ore e il sole passa da est a ovest , quindi il rendimento varia nel giorno . per capire che il solare non ha futuro basta dire che e' calcolato che coprendo tutti i tetti a est d'italia si otterrebbe solo il 10% dell'energia richiesta dal paese (senza contare il degrado delle prestazioni col passare degli anni). dove invece ci sono ottimi margini anche per l'italia e l'eolico (se non ci mette le mani la mafia e la politica) solo che i coglioni degli ambientalisti si oppongono persino a questa tecnologia, come dire che dare buone tecnologie agli italiani e' come dare le perle ai porci. angelo
olga l.
16 gennaio 2011 alle ore 19:53nessuno ha parlato di pannelli solari....vai sul sito e informati.
alessandro catuogno
16 gennaio 2011 alle ore 23:43ti sento un po incazzato e ancora poco informato... sono per l' eolico ma abito in sardegna e spero che tu conosca la vicenda verdini carboni dell' utri cappellacci...uno... due... bisogna ragionare in futuro in un nuovo modo di consumare, scopro che la tecnologia led e' stata scoperta 30 anni fa'.... e solo oggi emerge e supera tutti ... consumi ridottissimi maggior resa.. di pochi giorni fa' il tuo tv al plasma a breve andra' in soffitta perche' superato da tecnologia a led...3... in spagna lo scorso anno hanno chiuso una fattoria eolica e denunciata tutta la cricca perche' causa di moria di centinaia di uccelli... avvoltoi grifone aironi falchi ecc ecc tutto quello che scrivo e analizzabile in rete ,se mi rispondi per favore fai in modo che non siano chiacchier o pregiudizi nei confronti di chi si impegna per combattere chi non e lungimirante e superficiale ma sopratutto mafioso.mi ripeto il tutto e riscontrabile in rete. distinti saluti senza rancore alessandro
Paolo Accomazzi
16 gennaio 2011 alle ore 16:54Se Rubbia non fosse stato bloccato quando era a capo dell'Enea questo progetto si sarebbe potuto sviluppare in Sicilia e da lì avrebbe potuto colonizzare tutto il Nord Africa. Invece Rubbia è stato in qualche modo sabotato ed è andato a lavorare per gli spagnoli. E adesso scopriamo che ci investono i tedeschi.
Al solito noi italiani non siamo in grado di gestire il genio e le capacità che abbiamo.
Leggete qui cos'era il Progetto Archimede di Rubbia, si parlava di una centrale pilota da costruirsi a Priolo in Sicilia nel 2003.
http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_Archimede
http://www.ilrasoiodioccam.it/articoli/progetto_archimede.html
alvisea fossa
16 gennaio 2011 alle ore 17:10CIAO BEPPE
I DESERTI SAREBERO UN OTTIMA IDEA COME RISORSA ALTERNATIVA E MI PIACE IL PROGETTO CHE STANNO FACENDO,PECCATO CHE QUA DA NOI POCHI ABBIANO IN TESTA DI SALVARSI IL FUTURO CON I PANNELLI SOLARI,E MANDASSERO A F....O IL NUCLEARE
ALVISE
olga l.
16 gennaio 2011 alle ore 20:05non si parla di pannelli solari: quella si che è una fregatura. Con i rendimenti attuali l'energia prodotta dai pannelli è minore o uguale a quella necessaria per produrli. C'è un guadagno solo per gli incentivi che in molti paesi come la spagna sono già finiti: da noi finiranno presto. E' troppo presto per questa tecnologia. Quella a concentrazione è già una realta da almeno 20 anni.
A.Bahn
16 gennaio 2011 alle ore 17:12Quoto il commento di Angelo: il problema è che il deserto non è deserto. Il Sahara è infatti diviso fra più Stati, e quanto siano affidabili lo abbiamo appena visto in Tunisia. Possiamo anche andare avanti col progetto, se vogliamo, ma poi dovremmo essere pronti a dislocarci almeno tre o quattro divisioni alla volta solo per attività di polizia...
simone cameli
16 gennaio 2011 alle ore 17:21Fantastico
è tanto che ne parlo energia solare dal deserto anche qui nel blog con gli amici e la famiglia,il deserto si ha tutte le caratteristiche giuste come descritto nel post e aggiungerei anche il silicio che è presente in gran quantita nella sabbia e il deserto di sabbia è pieno.
Anche del progetto sopra descrtitto avevo sentito parlare dell interesse della Germania,si parlava di cavi sottomarini per trasportare l energia prodotta in Europa.
Speriamo che le lobby non facciano man bassa come dire "piatto ricco mi ci ficco".
Mauro Magini
16 gennaio 2011 alle ore 17:26Caro Grillo, a proposito di energia, sulle Tv e sui giornali gira uno spot sul nucleare accattivante e finto neutrale e credo sia utile dare un contributo alla discussione. Ho lavorato quasi 40 anni all'ENEA e parlo con cognizione di causa. Ricordo le concioni di Chicco Testa contro il nucleare...ma questa è un'altra storia. Riassumo le ragioni di fondo per cui il nucleare, oggi, e per maggiore esattezza quello che dovremmo acquistare dalla Francia (terza generazione) è, semplicemente, una follia e, chi vivrà vedrà, non si farà mai per questione di costi. Elenco rapidamente, cominciando dalla fine del ciclo, i diversi perché:
1. Resta insoluto, in tutte le nazioni del pianeta, il confinamento finale delle scorie generate dal funzionamento (combustibile) e dallo smantellamento delle centrali. Sarebbero richiesti siti geologici sicuri per milioni di anni e lasciarli in eredità alle future generazioni è pura follia;
2. L'uranio non è una risorsa né rinnovabile né sostenibile; è limitata nelle quantità e nel tempo. Se, con la bacchetta magica, moltiplicassimo per dieci il numero delle centrali esistenti al mondo, l'uranio si esaurirebbe ben prima del petrolio;
3. Il processo complessivo non è affatto senza emissione di CO2 perché ne viene prodotta per l'estrazione del combustibile (in particolare se si vorrà ricorrere ai giacimenti con meno dello 0,1% di uranio per la maggior parte delle quali occorrerebbe più energia per utilizzarle di quanto se ne ricaverebbe dai reattori);
4. Circa la sicurezza durante la gestione, preferirei vivere accanto a una centrale nucleare che non a un inceneritore. Per dire che, incidenti sempre possibili, non è la sicurezza della gestione il fattore critico;
5. Infine i costi: non è vero che il Kwh nucleare costa meno; se i calcoli comprendessero tutto il ciclo (dal minerale allo smantellamento e confinamento) i costi sono decisamente superiori.
Ecco perché sono contrario al nucleare.
Mauro Magini
dario azzalin
16 gennaio 2011 alle ore 19:19di solito preferisco usare parole mie, ma in questo caso sono le stesse che avrei usato io.
solare nel deserto? non in larga scala, preferirei che ogni stato producesse per se' o per i limitrofi, il nostro deserto come già sostenuto da qualcuno sono i tetti.
No al solare selvaggio, si al solare integrato sui tetti. Idea per altro appoggiata dal M5S
ciao
paolo c.
16 gennaio 2011 alle ore 17:40Forza BEPPE!
quando governerà il MoVimento 5 Stelle l'energie rinnovabili e infinite risolveranno molti problemi di tanti e daranno molti problemi per i pochi soliti
Valerio
16 gennaio 2011 alle ore 17:52Che palle questo cercare di andare a cercare energia in altri paesi. Anche in italia il sole è fortissimo, e se sfruttato a dovere, forse non potremo produrre energia per tutto il mondo, ma sicuramente produrremo tutta l'energia che serve a noi, senza appoggiarci ad altri paesi.
Noi abbiamo un deserto grandissimo che nemmeno immaginate, sono i tetti di tutte le case italiane, ma che ci vuole a far ricoprire dall'enel, dall'eni o da chiunque si propone, i tetti di tutte le nostre case? In questo modo non si rubano terreni all'agricoltura, non si danneggiano paesaggi visto che il cemento già rovina da solo i paesaggi, insomma, tutti perfetto. Ovviamente non si devono ricoprire solo le abitazioni, ma tutte le fabbriche, tutte le pompe di benzina, qualunque cosa, magari anche i guard rail delle autostrade, e se si usa il solare termodinamico studiato da Rubbia, sarebbe proprio il massimo.
è così difficile? è vero che poi non si riuscirebbero a controllare tutti gli impianti, e che molti pannelli potrebbero essere rubati, ma nel deserto il rischio di questi furti è minore?
olga l.
16 gennaio 2011 alle ore 20:15il sole sarà fortissimo a casa tua, ma ti assicuro che per quanto possa essere forte,lo è un'infinitesima parte di quanto lo è in un deserto vicino all'equatore. Inoltre il fotovoltaico non è ancora competitivo mentre gli impianti a concentrazione solare esistono da più di venti anni. Ovviamente non sei andato sul sito.....
Valerio
17 gennaio 2011 alle ore 13:28Certo che nel deserto il sole è molto più forte che da noi, infatti nel deserto si potrebbe produrre l'energia necessaria al mondo intero, ma realisticamente parlando, il mondo è dominato dai petrolieri e dai padroni dei giacimenti di uranio, non penso che darebbero il permesso di produrre tutta l'energia necessaria al mondo nel sahara.
Quindi noi dobbiamo pensare a predurre l'energia per noi stessi, almeno fino a quando il mondo non si deciderà a puntare sul solare. E se nel deserto si può produrre energia per il mondo intero, in italia non riusciremmo a produrre energia solo per noi stessi? Sicilia, Calabria, Puglia, Campania e Sardegna non sono poi così lontani dal deserto, non è che l'energia fornita dal sole è così poca, non basterà per il mondo intero, ma per la sola italia penso di si, se sfruttato a dovere.
E comunque, i deserti sono ai tropici, all'equatore ci sono le foreste
davide lak (davlak)
16 gennaio 2011 alle ore 18:13^ ANSA - Enel Green Power entra in Desertec
^ Il Sole 24 Ore - Enel entra in Desertec, il maxi progetto per il sole del Sahara
^ ANSA - Terna: entra in Desertec, energia solare dal deserto
^ Milano Finanza - Terna: entra nel Desertec Industrial Initiative
^ La Repubblica - Terna: entra nel Desertec Industrial Initiative
senza contare che l'ispiratore della Desertec è il famigerato Club di Roma.
tra quello di Leonardo Facco e questo qui non so quale post sia più schizoide.
oggi ci sono SERISSIMI problemi su questo BLOG.
ripeto: SERISSIMI!
beppe non può aver sottoscritto questi due post.
mi rifiuto di crederci.
olga l.
16 gennaio 2011 alle ore 20:28qua di SERISSIMO ci sono solo due cose: il sito di Beppe e questo progetto. Quarda chi sono gli altri partner del progetto. Faccio un solo nome: Siemens.
al bè
17 gennaio 2011 alle ore 17:28davide ciao, ti reputo una persona intelligente e condivido con te il fatto che questo blog oggi (e se la diciamo tutta , non solo oggi) va in contraddizione con se stesso_ certo la coerenza è una cosa molto complessa da perseguire, soprattutto quando si vogliono affrontare molteplici questioni da un mezzo sovvenzionato da altri_ quello che c'è da dire è che oggi si sta superando il limite considerando che stà succedendo su argomenti che sono il cavallo di battaglia di beppe (almeno fino a ora), ovvero la tutela dell'ambiente vs interessi economici_ ti saluto e ti ringrazio per la tua capacità di partecipare ad un progetto continuando a mantenere alto lo spirito critico, fondamentale nell'epoca delle pecore_ ciao_ alberto
davide lak (davlak)
17 gennaio 2011 alle ore 19:44grazie delle belle parole al bè...a volte un sostegno morale anche se virtuale, fa piacere :)
angelo mora
16 gennaio 2011 alle ore 18:21Vedo che si parla del progetto archimede di rubbia e quindi per precisione bisogna dire che non e' fotovoltaico , e quindi non converte l'energia solare in corrente direttamente ma scaldando dei giganteschi boiler e col vapore produrre energia facendo girare degli alternatori. in questo caso il rendimento e' piu' elevato (per il momento) . potrei schematizzare alcuni vantaggi. Innanzitutto le nostre centrali termoelettriche sfruttano lo stesso principio , quindi sarebbe possibile riciclare tutta la parte generatrice e cambiare solo il combustibile (il sole in questo caso) , pero' un conto avere un impianto a siracusa e un conto averlo a piacenza in mezzo alla nebbia del po . un altro problema e' che in questo caso il rendimento termodinamico e' gia' al top mentre nel fotovoltaico (che per adesso non ha futuro a causa del suo basso rendimento e del degrado col tempo) magari nuove scoperte potrebbero alzarlo. In svezia hanno sperimentato dei pannelli fotovoltaici che sfruttano le sintesi delle alghe : sono totalmente ecologiche e hanno un rendimento che arriva al 25%. quando si progetta un impianto non si deve considerare solo l'energia poi generata ma anche quella necessaria alla sua costruzione. angelo
Paolo Piconi Piconi paolo (m.a.d.r.e.i.t.a.l.i.a.n.a.)
16 gennaio 2011 alle ore 19:23Quando dissi :
Chi è al sole deve dare energia a chi è nella notte.
Ecc....
(mi si cojonava)
Davide78
16 gennaio 2011 alle ore 19:50e io aggiungere chi ha il cibo in eccesso deve darlo a chi sta senza
Paolo Piconi Piconi paolo (m.a.d.r.e.i.t.a.l.i.a.n.a.)
17 gennaio 2011 alle ore 18:52Dissi anch'io ciò.
e ACQUA ................ecc..
paolo fabrizi
16 gennaio 2011 alle ore 19:42Molti stati stanno comprando terreni nel deseto... forse hanno fiutato l'affare del futuro! altro che "il NUCLEARE!"
alessandro b.
18 gennaio 2011 alle ore 18:03E si pare proprio sia cosi.
Cazzo, noi che siamo sempre in ritardo su tutto, una volta tanto eravamo arrivati anche troppo in anticipo quando in Libia e nel corno d'Africa.
Peccato però che ci siamo andati non con i soldi ma con le armi. Che il genio italico già lo sapesse ????
saluti
orfeo nitrebla
16 gennaio 2011 alle ore 19:42CARO RAFFAELE.
AVRAI VISTO LA DIGA DI ASSUAN.
BENE, SFRUTTA UN TERZO DELLA SUA POTENZA.
E DA LA CORRENTE ELETTRICA A TUTTO L'EGITTO.
GRATIS, SI GRATIS,A TUTTI I CITTADINI EGIZIANI.
E A PAGAMENTO A TUTTI I CITTADINI LIBICI.
SE GUARDAVI DENTRO LE CASE, DI GIORNO VEDEVI
MOLTE LAMPADINE ACCESE.
L'ITALIA CON LE SUE RISSORSE IDRICHE , POTREBBE
PRODURRE CORRENE NECESSARIA PER TUTTA L'EUROPA.
MA DOBBIAMO COMPRARE PETROLIO E URANIO. CIAO.
olga l.
16 gennaio 2011 alle ore 20:21non è esattamente la stessa cosa avere una risorsa idrica unica e immensa come il lago Nasser che ti permette di avere un unico immenso impianto che avere una miriade di microimpianti sparsi per tutta l'italia. Loro anno le risorse, noi i mezzi: la soluzione e cooperare (come fecero i russi con la diga) per avere tutti dei benefici. La barca è una sola e o si rema tutti o si affonda tutti. ciao
alessandro b.
18 gennaio 2011 alle ore 17:44scopro sempre cose nuove.
da una parte sono contento, dsall'altra mi rammarico in quanto sono sicuro che per una che ne scopro di buona, cento mi rimangono sconosciute.
Anche qua ci dimostriamo pecoroni.
certo che deturperebbe il paesaggio ma almeno si vivrebbe meglio.
fino a che non verrà qualcuno ad insegnarci come fare una volta per tutte a risolvere i nostri annosi problemi, ce la dovremmo mangiare a compromessi
saluti
Paolo R.
16 gennaio 2011 alle ore 21:15Il progetto già lo conosco, i problemi di questo grossissimo progetto sono quattro:
1) Le Tempeste di sabbia che potrebbero coprire i pannelli fotovoltaici.
2) La disponibilità di pannelli fotovoltaici e delle materie prime per costruirli.
3) L'instabilità dei governi dell' Africa Saharariana.
4)Poi i governi di questi territori sono anche i grandi produttori di petrolio e gas metano, questi governi saranno dispoti a rinunciare alla loro principale fonte di ricchezza?
Andrea Losi
16 gennaio 2011 alle ore 21:58Dall'immagine tutte le linee vanno in su e ricoprono l'Europa, vigliacco se ce ne fosse che va in giù.
alfonso testa
16 gennaio 2011 alle ore 23:02riguardo l'utilizzo dell'energia solare con il fotovoltaico nei deserti dato il clima senza nuvole bisogna trovare una valida soluzione per le tempeste di sabbia che ricoprerebbero tutto.
Emanuele da Milano
17 gennaio 2011 alle ore 01:31Guarda che non tutte le zone desertificate hanno il problema delle tempeste di sabbia, anzi esistono milioni di km quadrai di deserto semi roccioso che questo problema non l'hanno. Il progetto è più che fattibile, il problema è come liberarsi del petrolio e del sistema lucrativo che gira attorno ad esso. Per arrivare ad una soluzione come questa sarà necessario un intervento anche sul sistema economico mondiale, finché non si farà questo soluzione come quella del post in oggetto non potranno essere mai messe veramente in pratica.
anib roma
16 gennaio 2011 alle ore 23:19...almeno il Deserto lasciamolo in Pace...
http://www.maxcalderan.com/?p=122
Gianluca Perseo
17 gennaio 2011 alle ore 04:05è possibile evitare che la luce riflessa dei pannelli solari disturbi qualsiasi velivolo in volo sopra quelle zone?
Grazie
enrico boni
17 gennaio 2011 alle ore 01:06Salve il progetto Rubbia (Archimede) è di 20 anni fa quando era all'ENEA . E' stato ripreso e Rubbia sò che ha collaborato in ANGELANTONI industria di Massa Martana . Sono stato un anno fa circa in quello stabilimento e ho visto con i miei occhi la tecnologia e il macchinario che costruisce i tubi in sottovuoto spinto con un sistema a doppia intercapedine .Pensate che riescono ad arrivare alla temperatura di 600°C circa con l'irraggiamento solare . Solo noi Italiani siamo riusciti ad arrivare a quelle temperature con quel tipo di sistema.Il funzionamento è semplice,sono una serie di parabole direzionabili con al centro questo tubo di vetro ,unite in un unico grande puffer in maniera da mantenere il fluido al suo interno alla temperatura idonea e costante garantendo efficienza in assenza di sole nelle ore notturne . Mi diceva un responsabile ,che l'avevano proposto all'enel per la sostituzione delle centrali a carbone al centro sud del nostro paese....Come sarà andata a finire ??? Mi disse che la Siemens era interessata al progetto ed era li per prendersene il 40% . Poi aggiunse che c'era un progetto in collaborazione se non ricordo male con la Francia per il deserto ecc ecc. Secondo me questa è la tecnologia del futuro ,ci sono enormi margini di miglioramento costa poco e soprattutto il sole è gratis e non inquina.
Enrico
Stefano C.
17 gennaio 2011 alle ore 08:37Questo è il problema: "il sole è gratis e non inquina"; quindi se tale tecnologia venisse applicata, cambierebbero tante cose. Troppe. Ci sarebbe chi ne guadagnerebbe sia economicamente (l'azienda e coloro che hanno svilupato il sistema e che lo terranno in funzione,) che ecologicamente (il pianeta e tutti noi che potremmo avere energia continua a prezzi migliori), ma ci rimetterebbe tutto il sistema che usa il petrolio come fonte di approvvigionamento energetico. Pensi che questa "cricca" di faccendieri, che ha fatto di tutto ( incluse guerre e disastri ambientali immani)per mantenere ed allargare lo stato delle cose favorevole ai propri interessi sia propenzo a mettersi da parte?
Io me lo augurerei, ma temo che questa sia solo una utopia, e che fino a che potranno, continueranno a tenere le cose così come stanno, pur di non rinunciare nemmeno ad un briciolo dei loro lauti guadagni e dei lori immensi privilegi.
Paolina R.
17 gennaio 2011 alle ore 02:03Sfruttare il deserto che appartiene ad altri stati, produttori peraltro di petrolio, mi sembra assai problematico. Io spero nella fusione nucleare.
Dario F.
17 gennaio 2011 alle ore 07:21perchè spendere tempo sulla fusione nucleare quando il progetto DESERTEC, che non prevede solo il solare a concentrazione ma un intreccio di fonti energetiche diverse tra loro e rinnovabili ed interconnesse è già pronto...?
Vito Cartolano
17 gennaio 2011 alle ore 02:50Desertec sarebbe meraviglioso in un modo civile ma...
a nessuno viene in mente andiamo a spendere 400 miliardi non per creare indipendenza, ma per creare un'altra dipendenza, da Stati infidi. Senza considerare i costi per sorvegliarlo o che il cavo che attraversa il Mediterraneo potrebbe essere oggetto di attentati.
E' un'idea che andava bene in epoca coloniale.
A meno che non sia la scusa per la prossima epoca coloniale...
Domenico Dati
17 gennaio 2011 alle ore 05:41Ciao a Tutti
Sono ormai quasi 2 anni che m'interesso alla Scienza di confine e posso dirvi che esistono numerosi metodi per ricavare carburanti alternativi:
http://fortunadrago.xoom.it/main/?page_id=578
Qui ne troverete elencati sette !
Trovo il miglior metodo in assoluto l'elettrolisi impulsiva superefficiente di Stanley Meyer.
Oggi progettano automobili che si parcheggiano da sole, con usb ed innesto ipod, navigatore satellitare ma il motore non lo toccano!!
La stessa Fiat ha perso tempo prezioso da quando Grillo si presentò ai cancelli con il prototipo e gli ingegneri,(2004) mettendosi a disposizione per un nuovo progetto innovativo che poteva salvare la Fiat.
E cos'hanno fatto ?? Niente, semplicemente ignorato!
Dario Contarino
17 gennaio 2011 alle ore 06:51Per quanto possa sembrare ancora più incredibile, non c'è bisogno, almeno in Italia, di andare ad installare i pannelli a casa d'altri.
È inoltre più conveniente installare in maniera distribuita, e non centralizzata, gli impianti per ridurre ulteriormente i costi di distribuzione dell'energia elettrica e il rischio di black-out dovuti a guasti centralizzati.
In altre parole, se ognuno si mettesse sopra il proprio tetto i pannelli solari, o in giardino l'eolico, e magari si usassero delle fuel-cell per la notte, l'Italia sarebbe totalmente autosufficiente per la produzione di energia elettrica (basta per favore parlare di nucleare, basta, un minimo di amor proprio). Anzi, se ne avrebbe così in abbondanza da poterla usare anche al posto del gas.
Oggi, investire nella produzione fotovoltaica, ha un ritorno dell'8%/10% annuo. Questa forma di investimento è vista molto benevolmente da numerosissimi fondi che vedono nella operazione più l'aspetto finanziario ovviamente.
È chiaro che se un fondo deve investire un certo numero di milioni, è più facile se l'impianto è tutto nello stesso posto e magari il terreno costa anche meno (e certamente il deserto è tra i meno costosi e più redditizi, da un punto di vista di irraggiamento solare).
Sono perciò due aspetti diversi: uno produrre energia, l'altro operazione finanziaria.
Per il risparmiatore io vedrei adeguata, soprattutto considerati i tempi, una strategia prudente: prima si risolve il problema dell'energia (mettendosi i pannelli sopra il tetto e magari comprandosi un'auto elettrica), poi se avanzano soldi, si investono nei fondi.
Buona giornata a tutti
Dario
Danilo Tavano
17 gennaio 2011 alle ore 08:01A tal proposito e sullo scempio assoluto che stiamo facendo su questo pianeta, segnalo il film Home (2009) di Yann Arthus-Bertrand, in cui si afferma addirittura che in una sola ora il sole potrebbe darci l'enegia per un anno, ma in due anni la crecita di Cina ed India potrebbe aver alzato la soglia. Il film in questione è un magnifico esempio di come sia necessario al mondo un intervento ISTANTANEO e SOSTANZIOSO perchè siamo arrivati proprio vicini al punto di non ritorno, per l'ambiente.
http://www.homethemovie.org/
Lorenzo Brunello
17 gennaio 2011 alle ore 08:05Apprezziamo l'impegno. Non avevi altro da pensare in luna di miele?
Dario F.
17 gennaio 2011 alle ore 08:24Seguo il progetto DESERTEC da diversi anni e ricevo quotidianamente email ed informazioni quasi in tempo reale da Gerry Wolf (coordinatore inglese del progetto) da Michel Strausse (per quanto riguarda la Germania)e da tanti altri iscritti alla mailing list e in giro per il mondo.
Il progetto DESERTEC è molto di più di quanto si evince dai vostri commenti e a mio modo di vedere rappresenta il vero futuro sostenibile e praticabile da subito in termini di produzione di energia.
Il progetto DESERTEC nasce con i CSP, sistemi a concentrazione solare (e non fotovoltaico!) per poi innestarsi in una più grande rete extraafricana (SUPERGRID/EUMENA)connettendosi a tutte le locali sorgenti di energia alternativa:
eolico,solare fotovoltaico,idroelettrico, geotermico,maree e così via discorrendo.
Ogni paese si connette alla rete di SUPERGRID con la sua disponibilità di energia "condividendola".
L'italia possiede gran parte di queste forme di energia rinnovabile ed è per questo che è considerata dai più esperti come l'Arabia Saudita dell'Europa.
Con tale disposizione di nodi sorgente interconnessi tra loro, è facile disattivare quella zona sottoposta a problematiche ambientali ( tempeste di sabbia) o sociali (rivolte, tumulti , guerre...) senza che ne venga inibita la funzionalità in altri posti del mondo.
Tutti i paesi possono convergere nella rete di DESERTEC ampliandola fino a coinvolgere arealmente una superficie sempre più grande e sempre più efficiente.
Una così grande produzione di energia quasi gratuita e massiccia, legata agli impianti di desalinizzazione darebbe la possibilità di convertire il territorio costiero dell'Africa mediterranea in campi fertili e rigogliosi, producendo cibo e lavoro e fungerebbe quindi anche come da stabilizzatore sociale.
In Italia ma anche in tutta Europa, si avrebbe una disponibilità tale di energia che darebbe un incredibile impulso a tante realtà industriali, come per esempio lo sviluppo delle auto elettriche
Il nucleare non ha futuro...
olga l.
18 gennaio 2011 alle ore 22:04sai se c'è un modo per i privati per investire sul progetto? so che si possono fare donazioni alla fondazione, ma le mie finanze non mi permettono di regalare soldi....
giovanni borlizzi
17 gennaio 2011 alle ore 08:33Gli scempi perpetrati contro l'umanità sono incommensurabili.
Le grosse idiozie perpetrate dai sindaci meridionali con mentalità piemontese del periodo dell'occupazione delle terre del Sud, sono anch'esse infinite.
Da "LA GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO"
Torchiarolo: spegnete tutti i camini domestici L'unico acceso quello della centrale a carbone
- A Torchiarolo, 5200 abitanti, 600 camini, il fuoco non è passione o abitudine. «D'inverno, il fuoco fa compagnia» dicono i vecchi. Molte famiglie cuociono il pane sulla pietra del focolare. Mantengono gelose il ciclo della vita: lavorare la farina con l'acqua, farla crescere col lievito nella madia, e cuocere il pane al focolare. E' «pane di Torchiarolo», dicono le donne. Con il lievito autoprodotto, la crosta dorata e senza crepe, la mollica alta e compatta. Di farina bianca, ma una volta c'era il pane nero di farina d'orzo. Si taglia a fette e non si sbriciola il pane di Torchiarolo.
Aggiungo che i fumi della centrale elettrica raggiungono Leuca e l'isola di Corfù in Grecia.
Gino Fusco
17 gennaio 2011 alle ore 08:38Tra il "solare bello e pulito a disposizione di tutti" e Desertec ce ne corre. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze e provate a leggere questo
http://www.terranews.it/news/2010/06/come-salvare-il-pianeta-iniziare-dal-sahara
Fabio Perfetti
17 gennaio 2011 alle ore 09:16Mhà.. sarà..! io credo di meno nel fotovoltaico, e non ci investire piu di tanto.. certo adesso è in forte espansione, ma ci sarà il problema del silicio, e poi fra circa due anni dovrebbero uscire dei nuovi prodotti, una vernice e un vetro capace di catturare l'energia piu di un pannello fotovoltaico, questo implicherebbe un'applicazione universale, con dei costi decisamente piu bassi.. staremo a vedere.. ciao a tutti!
Luther Blissett
17 gennaio 2011 alle ore 09:54Problema del silicio? Il silicio è l'elemento più abbondante in natura dopo l'ossigeno...
antonio aprile
17 gennaio 2011 alle ore 10:26il progetto di Carlo Rubia, che Desertec ha recepito non ha nulla a che vedere col fotovoltaico.
Se rimedi in biblioteca L'Espresso del 2 agosto 2007 ne saprai meglio, o magari basta digitare Desertec in qualsiasi motore di ricerca. Cordialità
alessandro mocci
17 gennaio 2011 alle ore 10:23non riesco a credere a cio che vedo in tv tutti i giorni,la popolazione che ormai e' sempre piu divisa sopratutto economicamente,rimane immobile mentre il mondo si sta avviando sempre piu velocemente verso l'autodistruzione,lo spot sul nucleare e' vergognoso,come e' vergognoso che chi ha il potere di decidere per conto di tutti noi pensi invece solo ed esclusivamente ai propri interessi e a quelli di chi gli sta a cuore.
le soluzioni ai problemi energetici ad impatto zero o quasi esistono e la maggior parte della gente le conosce o ne ha sentito parlare,pero c'e' un disinteresse generale,sono tutti impegnati a vedere chi sara' il prossimo vincitore del grande fratello.
secondo me tutto cio accade perche ognuno pensa solo in maniera egoistica e non pensa mai in termini di comunita',vorrei ricordarvi che la piu' piccola delle comunita' e' la famiglia,l'insieme di piu famiglie un condominio,l'insieme di condomini un quartiere,una citta,una regione,una NAZIONE,il MONDO.
il pianeta lo vedo un po' come il servizio igienico di una stazione di servizio,non e' quasi mai pulito,proprio perche tutti lo usano ma non si preoccupano di chi lo dovra' usare dopo di loro,chi disbosca selvaggiamente lo fa solo per un tornaconto economico e non si interessa delle conseguenze che questo puo' causare perche tanto quando accadra' qualcosa di brutto lui non sara' piu li.per quanto riguarda le centrali nucleari,non sono molto informato ma ho capito che non portano un miracoloso guadagno in termini di energia e viceversa creano scorie che inquinano in maniera pericolosa ed irreversile visto che vengono 'conservate' sotto terra.
ho scritto queste quattro righe per dire che ci sono,sono sensibile all'argomento e se posso fare qualcosa per migliorare il nostro mondo la faccio,nel mio piccolo sto molto attento agli sprechi di energia elettrica,non butto mai niente in giro e soprattutto educo i mie figli al rispetto per se stessi,per gli altri e sopratutto per l'ambiente che ci circonda.
andrea68
17 gennaio 2011 alle ore 10:29ma perchè la notizia della realizzazione della fusione fredda a Bologna nei giorni scorsi, ha avuto poco risalto ?
http://202020assoc.wordpress.com/2011/01/15/video-dimostrazione-apparato-rossi-focardi-13/
da 600W in ingresso hanno ottenuto 12000W in uscita, con un grammo di nichel !!
guardare per credere
Massimo Dellapena
17 gennaio 2011 alle ore 10:31Buon giorno
ho letto l'articolo della signora sull'energia solare che si potrebbe ricavare dai deserti.
Sorgono spontanei dei pensieri in merito.
1- i deserti sono situati nelle stesse aree geografiche del petrolio,politicamente instabili,soggette al terrorismo religioso,e a tutti i problemi legati a queste aree.
La Germania si è buttata a capofitto, ma la Germania già ora produce più energia di noi con il solare.Giusta la considerazione dei fondi da destinare a improbabili ponti - la Società per la costruzione esiste e ci costa mantenerla - ma finchè nessuna mafia ci guadagna il solare non decollerà.
Maria Teresa Bernardini
17 gennaio 2011 alle ore 10:56Caro Beppe,
leggo sempre volentiri i tuoi articoli, ma quelli che riguardano l'ecologia, le risorse naturali del mondo, la globalizzazione in senso positivo, insomma tutto quanto riguarda il futuro del mondo, mi sta particolarmente a cuore.
Leggo , ne parlo in famiglia e al lavoro e mi sono accorta che trovo tanto consenso anche nelle persone che non sono tuoi simpatizzanti. L'importnte sono le idee, i progetti, i programmi e la nostra adesione. In questo sono ottimista. Si puo' cambiare il mondo.
Grazie.
Maria Teresa Bernardini
stefano rossini
17 gennaio 2011 alle ore 11:01(NewTuscia) - VITERBO - Ventiquattro anni di carcere che, per decorrenza dei termini, si sono limitati ad essere appena 4 e mezzo. Ha lasciato oggi il carcere Mammagialla di Viterbo il presunto boss della ndrangheta Vincenzo D'Agostino, che nel 2006 entro in prigione per associazione a delinquere inerente il traffico internazionale di stupefacenti.
Quattro anni e mezzo per depositare le motivazioni di condanna sono un termine che è andato oltre i termini previsti per legge. La condanna arrivò in relazione all'operazione "Prima luce" che svelò molte vicende legate all' ndrangheta della zona di Locri .
QUESTE SO NOTIZIE.....TROVATA PER CASO SULLE NOTIZIE DELLA TUSCIA!!! MA INTANTO SI PARLA SOLO DELLE ZOKKOLE DI BERLUSCONI E DEL CONTINUO SGAMBETTO DELLA SINISTRA.....VERGOGNA!!!!
Pietro Pattini
17 gennaio 2011 alle ore 11:41A chi vuole approfondire le proprie conscenze in materia di fonti energetiche (rinnovabili e non) consiglio la lettura del libro scritto dai prof.univ. bolognesi Armaroli/Balzani, che trattano la materia in modo preciso, analitico ed appunto scientifico... lo trovate gratuitamente su http://giannigirotto.wordpress.com/indispensabili/LIBRI/
fabio mazzoli
17 gennaio 2011 alle ore 11:59Chiaro che il deserto è una risorsa.
Tutto è una risorsa se solo lo sappiamo utilizzare e ci investiamo qualcosa che sicuramente ha un grande ritorno.
L'altro giorno a radio24 parlavano di allevamenti di bovini: tra i vari problemi dei piccoli allevamenti, un commentatore diceva: i rifiuti e le acque reflue sono difficili da smaltire!
Nei grandi allevamenti è invece più facile!
Come? è difficile da smaltire il letame se da quando esiste il mondo viene usato per fertilizzare i terreno in modo naturale?
Ci rendiamo conto di quante fesserie ci raccontano?
Il letame lo vendono nelle agrarie e nei consorzi senza dimenticare che può facilmente produrre biogas.
E poi quanta pipi possono fare 10 mucche e quanta acqua?
Quest'acqua reflua e ricca di urea, altro ottimo fertilizzante.
E invece: problemi creati ad hoc. Le soluzioni si trovano solo se qualcuno ci mangia sopra:
nella mia bella toscana vedo dei campi che vanno ricoprendosi di celle fotovoltaiche.
Viva l'energia pulita. Ma cavolo! Non potrebbero farli istallare sui centri commerciali, sulle fabbriche, sui capannoni e su tutti quegli edifici che sono obbrobri (non sempre) necessari.
Un sistema di microimpianti: solari, eolici ed altro che s'integra bene nell'ambiente è secondo me il vero futuro.
A volte mi viene da dare ragione a Vittorio Sgarbi che è una delle persone che mi stanno più sulla pancia al mondo.
Marco Petruzzelli
17 gennaio 2011 alle ore 12:19Il deserto è un ambiente naturale.... uno dei polmoni della terra dove il fatto che sia incontaminato rende una delle zone di "rigenerazione" dove l'assenza dell uomopuò fare la differenza... anche se ad un occhio nonattento sembra uno spreco!!
Installando centrali solari nel deserto signigica = Scavi trasporti e infrastrutture. centri di controllo emanutenzione, discariche, antropizzazione, ...contaminezione delle poche acque circolanti. distruzione dei fragili ecosistemi esistenti!!!
IL GIOCO VALELA CANDELA???
E tutto per un pò di sole che sipuò prendere dai terrazzi o dai muri perimetrali di ciascuna delle nostre case!!!
Emanuele Caschili
17 gennaio 2011 alle ore 12:23Il problema di sempre è che si punta alle centrali nucleari per ottenere subito una piccola percentuale di guadagno (energetico ed economico), piuttosto che fare un investimento a lungo termine con progetti come il DESERTEC i cui effetti positivi sono notevolmente superiori, sia in termine di potenziale energetico, sia per sicurezza. Senza tralasciare il fatto che inquineremmo il pianeta molto meno di quanto non abbiamo fatto dalla rivoluzione industriale a oggi.
Quello che mi chiedo davvero è: che senso ha cercare di uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili, usando un impianto energetico (nucleare) che usa gli stessi combustibili come base del suo intero processo (estrazione uranio e fissione in centrale)?
O ancora: che credibilità può avere un investimento in centrali a fusione (e non a fissione come quelle di cui si discute per l'Italia, c'è una notevole differenza) per eludere gli svantaggi noti come l'uso di combustibile fossile, smaltimento scorie e possibile fine dell'uranio, quando il costo di produzione è pari se non superiore al prodotto finale?
E' notizia dell'ultima settimana che la Corte Costituzionale ha dichiarato ammissibile il referendum sul nucleare, e che con buona probabilità saremo chiamati a votare tra Aprile e Giugno.
Sarà la volta, che dopo 10 anni di disgusto, tornerò ad esprimere la mia preferenza alle urne votando NO AL NUCLEARE !!
Raffaella L.
17 gennaio 2011 alle ore 12:51Anch'io sono contro al nucleare ma pro a tutte le eventuali energie pulite! Sono contente di apprendere che ci sarà un'altro referendum, ma vi confesso che ho paura! Paura di ignoranti, idioti ecc... che credono che il nucleare sia l'unica soluzione, mi preoccupa che il risultato del referendum possa essere... come dire..."taroccato"...forse sono troppo prevenuta, ma degli idioti e disonesti ce ne sono troppi! Speriamo in bene
giulio stibelli
17 gennaio 2011 alle ore 12:59Allora non spariamo cazate a nastro, l'energia solare si deve produrre la dove serve e sicuramente non si può pensare di poterla trasportare dal deserto all'europa per esempio,(tramite cavi elettrici) perche l'energia andrebbe persa lungo il tragitto del cavo. Questo è un fatto scientifico e prende nome di capacita verso terra dei cavi, ovvero per ogni tratto di lunghezza di cavo un po di corrente se ne va verso terra; e piu è lunga la linea più dispersioni si manifestano.
Per non contare poi dell'energia eletrica che andrebbe dissipata in calore. l'unbica sarebbe di usare il deserto per dare corente elettrica alla citta del cairo, ma di trasportarla oltre non se ne parla proprio.
alex britti
17 gennaio 2011 alle ore 13:25Giusta la proposta, peccato che i deserti sono in mano a quelli che ci vendono il petrolio, e pertanto non vorranno di certo cambiare lo "status quo"!Quindi dopo la fine del petrolio,diamo ancora una volta le sorti del pianeta a gente che vuole ancora fare le guerre di religione.Investire sulla ricerca della fusione fredda questo è il futuro sostenibile.
renato farina
17 gennaio 2011 alle ore 13:32 SI È SCOPERTA L'ACQUA CALDA. e I PETROLERI LE FAMOSE SETTE SORELLE ORA MOLTO DI PIÙ. UNA NUOVA GUERRA SOLE CONTRO PETROLIO? CHI VINCERÁ?
FINIRÁ PRIMA ILPETROLIO O CHI VUOLE IL SOLE!
mauro felluga
17 gennaio 2011 alle ore 13:33E' stato provato che i panelli solari assorbendo calore fermano la desertificazione, quindi progetti come Desertec oltre a dare energia potrebbero rallentare l'espansione dei deserti o addirittura far nascere terre fertili
srkrishnan16
17 gennaio 2011 alle ore 14:12Recupero di energia è all'ordine del giorno! E che nessuno abbia dove proviene menti. Una grande risorsa energetica non deve restare inutilizzati, così dovrebbe deserti
Davide Bauzano
17 gennaio 2011 alle ore 14:12Conosco il progetto Desertec, e vorrei dire che ha vari punti di cui è opportuno discutere e su cui pensare con attenzione, prima di sbrodarsi cosí.
1- La trasmissione dell'energia generata all evarie reti nazionali (visto che il principale consumatore sarebbe l'Europa, e non è dietro l'angolo, ci sono SERI problemi tecnologici attualmente riguardo alla trasmissione di grandi quantità di energia. servono cavi enormi (costi enormi) e ci sono tali perdite, sulla lunga distanza, che fanno si che questo sia uno dei principali scogli alla effettiva realizzazione tecnica di questo progetto.
2- Si prevede in sostanza di riempire il sahara e la costa occidentale del marocco-mauritania, di pannelli e aerogeneratori. È tutto da vedere como si compenserá il fatto di utilizzare suolo di paesi del terzo mondo per produrre energía per il primo mondo. Quiei 400 miliardi che "ci mette la Germania" sono tutti soldini di imprese e fondi di investimento, che come ben saprai, non danno niente per niente. Rischio? Colonizzazione energetica.
3- Accordi internazionali. L'idea di un sistema "unico", o comunque grande quanto basta per fornire energía a tanti paesi (e prodotta ancora in altri paesi), richiede uno sforzo sovrumano di legislazione, normativa, ecc, tra innumerevoli identitá nazionali con interessi diversi, il che è un problema davvero non da poco.
dici che ci metteresti tutti i tuoi risparmi, ma non daresti un soldo a enel green power perchè "non credi nel sistema delle borse"? Forse non ti sei ben resco conto che questo progetto è PRIVATO, gestito interamente da IMPRESE PRIVATE, tutte quotate in borsa, che INVESTONO denaro per ottenere PROFITTI. Producendo energia attraverso fonti rinnovabili, questo si. Pero credimi, non c'è nessun benefattore o omino verde che sta riversando denaro in desertec SOLO per fare energia pulita. È un progetto molto interessante, ma con grossissimi ostacoli, sará di certo interessante seguirne lo sviluppo.
Gabriele Alfano
17 gennaio 2011 alle ore 15:21è vero che noi già gli portiamo via petrolio, metalli rari e diamanti adesso anche il sole.... a quando l'aria?
però dipende da noi: per la prima volta potremmo condividere invece di depredare.
Gaetano Sebastiani
17 gennaio 2011 alle ore 17:35In realtà oltre al problema del trasporto, Che comporta lo sviluppo di vere e proprie autostrade internazionali dell'energia, c'è anche il fatto che l'energia solare varia con le ore della giornata e soprattutto di notte non c'è.
Esiste quindi un problema di alti e bassi di energia che possono essere sfasati rispetto alla domanda. Si tratta quindi anche di potenziare i sistemi di immagazzinamento (quali quelli delle centrali idrauliche che possono funzionare a rovescio), ma non è un problema semplice.
Marcello Andreasi
12 giugno 2011 alle ore 16:52Ho letto che il sistema ideato da Rubbia permette di immagazzinare energia per 5 ore dopo il tramonto del sole, questo riduce una parte dei problemi.
Fabio Renzetti
17 gennaio 2011 alle ore 14:55Beh il progetto e' allettante, soprattutto se si considera che per soddisfare l'attuale domanda di energia mondiale, sarebbe sufficiente coprire l'1% della superficie del Sahara con pannelli fotovoltaici. Anche se sono a favore dell'energia prodotta dal solare, credo pero' che sia assolutamente piu' opportuno frammentare la produzione dell'energia, cioe' creare la rete della produzione. Questo e' per evitare la solita concentrazione del potere in poche mani. Chi controlla l'energia controlla la nostra civilta'.
farucchino
17 gennaio 2011 alle ore 16:48Io sono assolutamente contrario a questo progetto!
Devono esserci garanzie che gli Stati africani possano partecipare da protagonisti al progetto....NOI, DOBBIAMO CONSUMARE MENOOOO!!
alessandro b.
18 gennaio 2011 alle ore 17:28E sarebbe pure giusto. Finalmete avrebbero anche loro quello che spetta di diritto anche a tutto il genere umano, con il vantaggio che inizierebbero bene. E chissà, forse, potrebbero comportarsi bene senza il bisogno di imitare i loro fratelli produttori di petrolio i quali non hanno guradato in faccia a nessuno.
saluti
alessandro b.
18 gennaio 2011 alle ore 17:50D'accordo con te con il coinvolgimento degli stati africani.
d'accordissimo sul fatto di consumare meno!!!!
per iniziare basterebbe cosi poco. abbiamo la fortuna di premere un bottone per illuminarci, per riscaldarci, per dissetarci, perchè la gente non capisce che per il momento sarebbe già una grande cosa chiudere tutto (e basta solo premere un bottone) quando si è finito di usare solo il necessario??
poi con un altro tipo di approccio piu consapevole verso il risparmio energetico, si potrebbero iniziare altri discordi.
saluti
fabio SuperPapero
17 gennaio 2011 alle ore 18:02OK! Andiamo a fare impianti fotovoltaici nei deserti. Bello, e chi li gestisce poi? Non saranno mica sempre le solite "10 sorelle", quelle del petrolio? Ma se invece facessimo come hanno progettato e stanno per costruire nel comune di Meltina (BZ), dove il sindaco con i suoi cittadini hano deciso che ogni tetto buono esposto a sud avrà il fotovoltaico, e un prato sottoutilizzato diventerà la loro centrale fotovoltaica. Termoelettroautonomi, letteralmente "in quel posto" alle compagnie petrolifere e ai "nanimalefici nucleari". Quanti prati sottoutilizzati vi sono in Italia? Quanti tetti sono di proprietà delle varie provincie e comuni? Occhio, non alle mafie, ma ai privati cittadini, chissa perché lo "stato" Italiano (sempreloro) ha deciso di ridurre gli incentivi per chi si produce la corrente da solo. Paura che un popolo autonomo possa autonomamente anche mandarli a raccogliere le ortiche con il fondoschiena? Sarebbe bello vedere la Esso e le sue sorelle in mezzo alle ortiche.
Stjopa 70
17 gennaio 2011 alle ore 18:09Progetto faraonico dei soliti noti per succhiare soldi alla comunità europea.
La Sicilia ha un irraggiamento equivalente a quello della Africa che si affaccia sul Mediterraneo (Tunisia, Marocco, Algeria, Libia)
Appena più sopra come latitudine, la Sardegna, la Calabria, la Basilicata e la Puglia offrono un irraggiamento solo del 5% minore.
(Non lo dico io, ma le mappe di irraggiamento PVGIS
http://re.jrc.ec.europa.eu/pvgis/apps4/pvest.php# )
Questo fa capire quanto sarebbe antieconomico creare l'enorme infrastruttura per qualcosa che abbiamo già.
Non c'è bisogno di grandi progetti:
- Aumentate l'efficienza energetica della vostra abitazione (cappotto termico + infissi a norma)
- Installate dei pannelli solari termici in serie alla vostra caldaia e un accumulo per l'acqua calda sanitaria
- oppure, sbarazzatevi del metano e installate una pompa di calore reversibile
- installate un impianto fotovoltaico
Come per incanto i monopolisti dell'energia spariranno. Energia dal basso = democrazia dal basso
Mauro Gamba
17 gennaio 2011 alle ore 18:35Ho già fatto tutto, mi mancano solo l'auto e\o la moto elettrica visto che andare al lavoro in inverno in bici è dura se piove!!!!
grande!!!!!!
Stjopa 70
17 gennaio 2011 alle ore 19:29io per ora ho solare termico, accumulo ACS, caldaia a condensazione e pavimenti radianti (stabile recente già coibentato ed infissi U=1.4)
Appena posso metto il PV e, quando sarà abbordabile, così come pensi tu, acquisterò una macchina elettrica.
Per gli altri che leggono: una macchina elettrica già adesso percorre circa ta gli 8 e i 10 km con un kWh. Un diesel che percorre 18 km/l equivale a circa 1.5km/kWh.
Per dirla al contrario, una macchina elettrica attuale percorre l'equivalente di 50 km/l MA VI RENDETE CONTO DEL RISPARMIO?
alessandro b.
18 gennaio 2011 alle ore 17:21caro amico sono tutte bellissime cose da fare, ma prova a pensare di doverle installare in un condominio con il casino che c'è solitamente fra i condomini (se è vero che la maggior parte delle cause giudiziarie riguardano liti condominiali).
Ci vorrebbero delle leggi statali, regionali, comunali, ecc.; ci vorrebbero poi gli aiuti economici e non pochi: La vedo dura. Se abitassi da solo lo farei immediatamente anche a 60 anni di età, anche solo per la gioia di usare l'energia pulita e, almeno per questo, non dipendere da nessuno.
saluti
Ludovico A.
19 gennaio 2011 alle ore 18:07No è scientificamente impossibile. Ma le osservi mai le previsioni meteo??? Ti renderai conto mentre oggi, come gran parte dell'inverno, il sud è sotto l'acqua ed il cielo uggioso, visto che sciocco non riuscire a capire che in Italia i grandi deserti sono una rarità.... Vedi, un deserto non prevede una copertura simile a questa:
http://www.ilmeteo2.com/italy1.png?19
Al contrario se d'estate non piove mai, è grazie ai venti caldi del Sahara dove nasce il cuore dell'anticiclone Sahariano, che d'estate con l'inclinazione terrestre sale al nord e rende le estati mediterranee praticamente aride e asciutte come il deserto, a causa dell'alta pressione. Deserto= alta pressione, tu non mi puoi dire che in Sicilia è uguale, in Sicilia la pressione da ottobre a maggio non sarà mai uguale ai deserti del Sahara.
Informati meglio..
Ludovico A.
19 gennaio 2011 alle ore 18:17Perdona gli errori ma la fretta si sa...
Comunque è facile capire la differenza tra un'auto elettrica e una a carburante, è come l'analogico e il digitale, lampade incandescenti e fluorescenti.
Nel passato l'energia viene smaltita tutta in calore, con l'efficienza invece delle nuove tecnologie invece si ha del tutto energia e niente dispendi di calore.
MASSIMILIANO GASCO
17 gennaio 2011 alle ore 19:24GRANDE NON CI AVEVO MAI PENSATO ...BELLLISSIMA IDEA!!!! CHE RINCOGLIONITO CHE SONO :)
AL POSTO DI FARE ANCORA STE MALEDETTE CENTRALI NUCLEARI LI MORTACCI LORO E DI CHI LE COSTRUISCE...STO ASPETTANDO CHE L UOMO CAMBI......"L UOMO DOPO L UOMO" DI "SATPREM" LIBRO BELLISSIMO
Gesualdo Antani
17 gennaio 2011 alle ore 19:43Hai dimenticato di aggiungere che il tutto si basa su una tecnologia inventata da Rubbia diversi anni fa riciclando il raffreddamento a sali licquidi usato nei reattori nucleari militari. Ovvero l' idea come al solito era Italiana, ma è stata sviluappata all' estero e sempre all' estero ne trarranno beneficio......
olga l.
17 gennaio 2011 alle ore 19:54guarda che nel progetto è compresa anche l'Italia, che sarà la principale porta assieme alla spagna per la distribuzione in europa...se i tedeschi vogliono l'elettricità, la dovranno prendere da noi..
paulin & paulin
17 gennaio 2011 alle ore 20:10"Caro Beppe, sono appena tornato dalla mia luna di miele"... (...)
Ma in luna di miele ti vengono queste cose? La tua metà mi piacerebbe sentirla...nella sua luna di miele...ricamava???
olga l.
17 gennaio 2011 alle ore 20:46sono 4 ore su 10 giorni:mia moglie ti può assicurare che ho pensato anche ad altro...
alessandro b.
18 gennaio 2011 alle ore 17:37il voto che mi sono permesso di dare al tuo commento è solo perchè il sistema non prevede di peggio.
Speriamo che la signora sia della stessa pasta del marito, ce ne molto bisogno.
Di che pasta sei fatto tu non serve che lo dichiari, se mai ti venisse la voglia, tanto lo si è capito benissimo. comunque non ti preoccupare che tanto, posto per te qui con noi, ce ne in abbondanza.
Va la, va la e stammi bene caro.
zio billy
17 gennaio 2011 alle ore 20:30Chissa' se a quel..(autocensura!)che e' a capo del governo, e' mai passato per l'anticamera del cervello che investire su fonti rinnovabili e pulite,e' da preferire al nucleare che vuole a tutti i costi ripristinare con l' appoggio dell'amico francese!!
P.S.probabilmente no!Lui nella zucca ha tutt'altro/a
cosa!!!CAPISC'AMME!!
Silvano Caputo
17 gennaio 2011 alle ore 20:51Sono un ingegnere di 41 anni, anche io mi chiedo da parecchio tempo come mai non si investe per sfruttare l'energia pulita dei deserti. Mi sono sempre chiesto come mai si costruiscono oleodotti e non elettrodotti o anche più simpaticamente: noi gli mandiamo l'acqua fredda e loro la scaldano un pochino e la rimandano indietro. Saluti Silvano
Domenico Carria
17 gennaio 2011 alle ore 21:15Volendo essere positivo, mi viene da pensare che ENEL oltre alla trovata pubblicitaria speri di vendere i pannelli solari che produrra` la nuova societa` 3SUN (join venture che coinvolge ENEL, STMicroelectronics e SHARP) :-) Non sarebbe male...
Volturno
17 gennaio 2011 alle ore 21:47Non serve spingersi fino ai deserti africani, ed investire in joint venture con le solite società straniere, abbiamo già qui in Italia la possibilità di sfuttare una quantità di energia solare considerevole. Servirebbero seri invstimenti produttivi in energia pulita piuttosto che pensare alla costruzione di centrali nucleari, volte ad arricchire le società estere (francesi su tutte) che le costruiranno.
Ludovico A.
19 gennaio 2011 alle ore 17:54invece è importante, qui d'inverno il sole è raro, nei deserti d'inverno ci sono sempre, grazie ai flussi anticiclonini, dalle 9 alle 13 ore fisse giornaliere. Poi per rispondere ad altri si può dire che non è fotovoltaico, sono specchi a concentrazione solare, e anche se fosse basterebbe piazzare una pellicola trasparente annualmente sopra i pannelli, si eviterebbe la corrosione proprio come gli lcd che hanno la protezione. Insomma potrebbero durare un'eternità a patto che la manutenzione sia efficiente. Se tutta l'Europa ed il Nord Africa investissero e bandissero concorsi per aumentare la competitività dei costi, si potrebbero spendere almeno 200 miliardi a testa. E niente più co2.
GRAZIELLA PIERINI
18 gennaio 2011 alle ore 18:03AVRENNO TANTE POSSIBILITA' DI ENERGIE PULITE, MA NULLA ACCADRA' FINCHE' CI SONO QUESTI MALEDETTI AL POTERE E FINCHE' NON SARA' DEBELLATA LA CORRUZIONE CHE CI STA' MASSACRANDO
Andrea Martina
18 gennaio 2011 alle ore 18:36Quando il Sig. Grillo (che con grande foga ma poca cognizione si fa portavoce di iniziative belle si ma irrealizzabili) ed i suoi seguaci inventeranno un deflettore, modello "Star Wars", o quant'altro per evitare che la sabbia disintegri/corroda/eroda/ecc i pannelli fotovoltaici (non dimentichiamo il costo di un pannello, che non è proprio nullo) nel giro di poco tempo, tale soluzione sarà indubbiamente attuabile, fermo restando che la situazione politica di certi stati dell'Africa è tutto fuorché stabile. Si potrà indubbiamente, allora, ricorrere al Sig. Grillo per pacificare questi stati... dimostrando che le Organizzazioni Internazionali non valgono niente e che sono solo capaci di "mangiare soldi".
Andrea Martina
18 gennaio 2011 alle ore 18:40E naturalmente, le aziende che producono "candele" vedranno il loro fatturato incrementato esponenzialmente, visto che i pannelli fotovoltaici senza il sole non funzionano, e purtroppo esiste la "notte".
olga l.
18 gennaio 2011 alle ore 20:10NON SI PARLA DI PANNELLI FOTOVOLTAICI!!!! LEGGI IL LABIALE!!!!! Per quanto riguarda il discorso del progetto irrealizzabile, mi dispiace......è già in fase di esecuzione.....
olga l.
18 gennaio 2011 alle ore 21:42non ci siamo capiti....si parla di una rete integrata di impianti eolici e di centrali a concentrazione solare, cioè specchi (come quelli che se si rompono 7 anni di sfiga)ad inseguimento solare che convogliano i raggi solari su di un tubo o una torre attraversata da un vettore (sali che a 500 gradi diventano liquidi).Poi attraverso uno scambiatore di calore si scalda acqua ed il resto è come una centrale termoelettrica.
Tecnologia supermegacollaudata e con rendimento moooolto superiore al fotovoltaico....niente pannelli, niente silicio. Spero di essere stato più chiare.
Ludovico A.
19 gennaio 2011 alle ore 17:40Sarebbe l'ora che facessero un'opera del genere, invece di investire nelle guerre, si salverebbe un'economia intera, visto che il settore energetico è quello più importante a livello economico, a quanto pare gli Emirati Arabi non hanno nessuna risorsa oltre al petrolio, eppure hanno fondi illimitati per progetti illimitati, quindi oltre ad ottenere ricchezza un paese diverrebbe quasi indipendente dal petrolio, se ne venissero costruite migliaia entro il 2100. E ancora una volta, il paese più forte d'Europa in fatto di PIL, dimostra di essere Über Alles a cercare strategie del genere, è un sintomo che questi progetti sono importanti.
A. Nannini
20 gennaio 2011 alle ore 16:55Quanto sottoscritto é un articolo pubblicato su internet. Vorrei sapere cosa ne pensate.
lunedì 17 gennaio 2011 _Bufala o non bufala? Fusione fredda a Bologna. Per la prima volta in Italia, davanti ad esperti, in un capannone nella zona industriale di Bologna, è stato realizzato un processo di fusione nucleare fredda, utilizzando nichel ed idrogeno, capace di produrre una energia incredibilmente superiore a quella utilizzata per creare la reazione. E' la strada per ottenere energia pulita. Quello di ieri è stato il primo esperimento condotto a Bologna con osservatori esterni: giornalisti e fisici, in gran parte dell'Ateneo come Paolo Capiluppi, direttore del dipartimento di Fisica, Gianfranco Campari, Ennio Bonetti Sergio Focardi, professore emerito dell'Alma Mater, fisico di calibro, in passato preside della facoltà di Scienze. L'esperimento, "industriale più che scientifico", è condotto in una stanzina di un capannone in via dell'Elettricista, dove è stato installato un catalizzatore di energia che occupa lo spazio di un tavolo. Dura alcune ore. L'inventore Ing. Andrea Rossi spiega il funzionamento della macchina, il ricercatore Giuseppe Levi illustra una stima dell'energia prodotta sulla base della misura di quanta acqua viene vaporizzata al secondo. E al termine Rossi conclude: "Si sono consumati 600 kilowattora e se ne sono prodotti 12mila". Il prototipo, già coperto da brevetto, è ora pronto per la produzione industriale e la commercializzazione. I fisici obiettano: "Dovremmo poter riprodurre l'esperimento in un nostro laboratorio, ma c'è il segreto industriale sul processo". "Ci vuole cautela, il metodo scientifico esigerebbe verifiche, ad oggi non sappiamo cosa avviene dentro la macchina""Dietro questo processo non c'è una base teorica: per quale motivo avvengono questi risultati lo abbiamo solo ipotizzato". Il professor Focardi spiega perché un esperimento simile avvenga fuori dai laboratori accademici: "I miei colleghi non ci credono, sono scettici. Non so
stefania digioia
22 gennaio 2011 alle ore 13:24ho letto sul sito della regione puglia che Vendola ha sottoscritto un accordo con enel e, successivamente, con Beghelli per incentivare la costrizione di impianti fotovoltaici sui tetti delle abitazioni private.ciò dovrebbe permettere al privato di azzerare i costi della bolletta e alla regione di utilizzare il surplus per metterlo in rete.all'atto pratico più energia pulita e meno costi per i privati e le aziende che comprerebbero meno energia dall'estero.BELLISSIMOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!!!!
peccato che non riesco a capire chi pagherebbe l'impianto.ad oggi non riesco a trovare nessun riscontro di ciò che ho letto.AIUTATEMI
beppe f.
19 febbraio 2011 alle ore 16:03In marocco hanno fatto un progetto da 100.000.000 di euro per sfruttare l'energia solare,
che partirà fra due o tre anni.
hanno invetito molti paesi europei , stati uniti .....
Roberto Stanzani
10 novembre 2013 alle ore 19:34Dal punto dell'Energia pochi Stati oggi sono in grado di essere
autosufficienti. Molte nazioni
acquistano Energia dalle loro confinanti. L'Italia di oggi è in una situazione
di gravissima
non-autosofficienza. Consiglio a tutti di visionare la mappa mondiale
dell'autosufficienza energetica che trovate a questo link (
http://www.ilmioeden.it/e-se-domani-non-avessimo-piu-energia/ )nella quale
si vede chiaramente la situazione di tutti i paesi del mondo.
A presto,
Roberto Stanzani"
