Il debito pubblico al tempo di Scilipoti


A novembre 2010 il debito pubblico ha superato un altro record. Non è una sorpresa. Tremorti ci ha abituati a queste “performance“. Il debito è arrivato a 1.869,924 miliardi di euro, 2,54 miliardi più del mese precedente. In un anno è cresciuto di 83 miliardi. Le entrate tributarie non migliorano. Nei primi 11 mesi del 2010 per la Banca d’Italia sono state 326.761 milioni rispetto ai 330.315 milioni del dello stesso periodo del 200 (-1,07%). Se le entrate diminuiscono e il debito esplode anche un bambino si preoccuperebbe. Ma non Tremorti che, anzi, è ottimista e ribalta i numeri di Draghi. Il Tesoro ha infatti dichiarato che il gettito fiscale “mostra una evidente ripresa facendo registrare una crescita dello 0,7% (nel 2010) in netto miglioramento rispetto al risultato di ottobre in cui è stato rilevato un calo dello 0,3%“. Tremorti vede un miglioramento delle entrate, Draghi un peggioramento. I cittadini invece non ci vedono più. Una soluzione per ridurre il debito però esiste. La cosiddetta proposta di legge Scilipoti (3563/2010) che propone di affittare le opere d’arte del Paese. Belin, siamo in una botte di ferro, dov’è l’uscita?

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