Sognando la California


Lettere come questa ti provocano prima invidia, poi ammirazione e infine una incazzatura furibonda per come è ridotto il nostro Paese.
“Sono da poco tornato dalla California, San Francisco, dopo un viaggio di una decina di giorni. Sapevo la California attenta alle politiche di risparmio energetico, riciclaggio e quant’altro, ma viverci è un’altra cosa. Attorno a me vedevo auto ibride (soprattutto Toyota Prius, la più efficiente anche se la più costosa), i mezzi pubblici erano elettrici o al più ibridi o a biodiesel. Il simbolo del “Recycled” è ovunque, dalle cartoline (50% recycled paper) alla penna per compilarle, dai sacchetti, che erano tutti biodegradabili, agli inchiostri alla soia usati per stamparli. Gli edifici recenti hanno il marchio “Green building” e quelli vecchi adottano soluzioni per ridurre il consumo. Nell’entroterra ho incontrato una distesa di pale eoliche sulle montagne, in un territorio dove non apportano disturbo a nessuno e dove altrimenti non ci sarebbe nulla a parte l’autostrada. In città non si vedono i bidoni della mondezza. Se porti la carta o le lattine nei centri di raccolta ti rendono qualche soldo, così anche i senzatetto, che purtroppo si trovano in tutta la città, raccolgono quello che è lasciato in giro e racimolano due soldi per un panino. La città è davvero pulita e trovi sempre un cestino vuoto in cui riporre i rifiuti. Usare i mezzi pubblici è un’esperienza gratificante. Per anni sono andato a Milano con Trenitalia e, a parità di distanza coperta e di prezzo del biglietto, la CalTrain è puntuale nonostante viaggi su due soli binari, e pulita. In città i mezzi coprono ogni strada, anche lì il costo è pari alla rete milanese, ma sono molto più frequenti e trovi sempre posto dove sederti senza prendere l’ebola o esser molestato da qualche mano morta. Il motivo è semplice: tutti pagano il biglietto. E non perchè siano più educati o più fessi di noi: sul treno il controllore è passato 5 volte su 6, mentre sui bus il biglietto lo paghi di fronte all’autista. Se non paghi, non c’è pericolo che lui riparta. Internet è ovunque, ti basta andare in uno Starbucks, da Happy Donuts. A Mountain View dove stavo c’era la Google WiFi aperta a tutti. Non devi per forza pagare il pizzo per la rete, anche in aeroporto navigavo gratis. Mi sono trovato a desiderare di viverci, anche se ho subito capito che non era vero. Quello che davvero vorrei sarebbe avere la loro civiltà qui, nel nostro Paese.” Marco C.

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