Il Paradiso Terrestre

Il Papa ha evocato la caduta dell’Impero Romano, la fine della nostra civiltà (se quella in cui viviamo si può chiamare tale). Stiamo divorando il mondo come un verme il torsolo di una mela. La notizia del giorno è che i sindacati negoziano la produttività e i salari con la Fiat che produrrà nuovi modelli che nessuno comprerà. E’ come giocare a poker con il morto, un accanimento terapeutico nella speranza di conservare il posto di lavoro. Chi è nella scatola non può pensare, non vede alternative. Le centrali nucleari, i rigassificatori, il petrolio, tutto quanto fa energia. Ma questa energia a cosa serve? Che scopo ha se non l’autodistruzione? Perché lavorare per produrre e per acquistare beni inutili? Il nulla in cambio di anni di vita.
L’uomo è una pallina in un flipper. La Terra è forse il migliore dei mondi possibili, un posto incantato che abbiamo trasformato in merce. Ho avuto la fortuna, anni fa, di visitare l’Isola degli uccelli, nelle Seychelles. Le spiagge di sabbia finissima, color dell’oro, erano disseminate di conchiglie grandi come un pugno e gli uccelli nidificavano ad altezza d’uomo. Ti guardavano incuriositi al tuo passaggio. Non avevano alcun timore. Mi ricordò l’alba del mondo, quando all’uomo fu donato il Paradiso Terrestre. La spazzatura di Napoli fa notizia, ma le città senza aria e senza luce, le periferie, le aree edificabili con le nuove acropoli di cemento rappresentano la morte della bellezza e della natura. Un mondo fondato sul denaro, un concetto immateriale che ha preso il controllo assoluto della materia, non solo non è sostenibile, ma anche senza scopo. Togli la mancanza di scopo, di significato a una persona e la trasformi in un consumatore, in una macchina non pensante, forse in un ribelle o in un suicida.
Siamo sospesi tra una nuova distruzione di Atlantide e la conquista delle stelle. Tra l’estinzione della nostra specie e l’infinito. Dovremmo avere i ministeri dello Spirito, dell’Eterna Giovinezza, della Felicità e della Pace e ci ritroviamo i ministeri della Guerra e della Repressione Interna (pudicamente chiamati della Difesa e degli Interni). La crisalide che ci avvolge può spezzarsi o rimanere la nostra prigione. Siamo in guerra, divisi tra quello che verrà e una civiltà al tramonto. Tra le ghiande dei maiali e il cielo.

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