
I colibrì di Trieste
6 dicembre 2010 alle ore 16:19•di MoVimento 5 Stelle
"Caro Beppe, il destino dell'Amazzonia nelle mani di 80 "colibrì triestini" e del ministro Prestigiacomo. La comunità scientifica afferma che se i colibrì triestini moriranno o saranno trasferiti dal Centro colibrì di Trieste le foreste amazzoniche si trasformeranno a breve in un deserto. Il Governo della Colombia scrive alla Prestigiacomo e al G8 dell'Ambiente, e le Università di Bonn, Camerino, Udine, Boyaca e Guayaquil sottoscrivono: "Le biodiversità dell'Amazzonia rischiano di sparire non tanto per la deforestazione o il riscaldamento globale ma per la progressiva estinzione delle specie di colibrì da cui dipende la sopravvivenza delle nostre foreste". I colibrì sono gli impollinatori dell'85% degli alberi del Sud America. La Presidenza della Repubblica dell'Ecuador ha scritto al Quirinale per sostenere i colibrì triestini e si appella alla comunità internazionale e al signor Beppe Grillo (cittadino onorario dell'Ecuador in quanto "paladino dei colibrì honoris causa") per salvare i colibrì. Il colibrì è un uccello incredibile: vola a 100km/h in retromarcia, pesa quanto una sigaretta, muove le ali più di 80 volte al secondo, il suo cuore batte 1.260 volte al minuto e mangia un "carburante" speciale: il nettare dei fiori! L'istituzione scientifica "Centro colibrì di Trieste" è l'unica istituzione del mondo ad ospitare le ultime coppie da riproduzione di colibrì ex-situ che sono state donate dal Sud America al Governo Italiano. Dagli studi su questi colibrì si riuscirà ad allevarli anche in natura, reintroducendoli e preservandoli dall'estinzione. Unico modo per salvare l'Amazzonia, legata alla loro attività impollinatrice. Il Centro sopravvive grazie a 10 scienziati che lavorano da anni senza paga e a tempo pieno e che stanno sacrificando persino il loro patrimonio personale pur di evitare una strage. Pochi giorni fa il ministro Prestigiacomo ha dichiarato: "Basta, non daremo più un soldo per quegli uccelli!" condannando i colibrì a morte certa o ad un trasferimento che sarà comunque LETALE per questi delicatissimi animali! Ma il ministero dell'Ambiente, per mano del Corpo Forestale, ha trovato anche un modo per zittire scienziati, giornalisti e creditori impazienti: da pochi giorni ha messo sotto sequestro l'intera struttura sita nel Parco Demaniale del Castello di Miramare (con i ricercatori chiusi all'interno per mantenere in vita gli ecosistemi). Così se la Polizia Forestale tenterà uno spericolato trasferimento, con i colibrì che appena catturati gli moriranno nelle mani, non ci potrà essere nessun giornalista a testimoniarlo. Nemmeno Le Iene e la CNN potranno più entrare a documentare la loro cattura e la morte.Oltre al danno la beffa: l'Istituzione scientifica Centro colibrì che da anni chiede una Convenzione per poter sopravvivere, viene ora messa sotto sequestro dalla Forestale proprio perché non ha questa Convenzione, ma "solo" documenti di Ministri della Repubblica e quindi è "abusiva" (nonostante un Decreto Ministeriale che la riconosce Istituzione Scientifica!). C'è un modo per salvare il Centro colibrì di Trieste, l'Amazzonia e gli 80 colibrì: chiedere al ministro Prestigiacomo di cambiare idea, di chiedere alle Direzioni Generali del suo ministero di ratificare una Convenzione con il Centro triestino o di proporre un Decreto Legge. Chiediamole di non permettere che la Polizia Forestale cerchi di trasferirli condannandoli così a morte lontano dagli occhi dell'opinione pubblica."
Invia una mail al ministro Prestigiacomo per il "Centro colibrì".
Commenti (70)
alvisea fossa
6 dicembre 2010 alle ore 16:44CIAO BEPPE
NEANCHE UN EURO PER I COLIBRI?
ALLORA NEANCHE UN EURO PER LA PRESTIGIACOMO
ALVISE
Alessandro
6 dicembre 2010 alle ore 16:58"L'istituzione scientifica "Centro colibrì di Trieste" è l'unica istituzione del mondo ad ospitare le ultime coppie da riproduzione di colibrì ex-situ che sono state donate dal Sud America al Governo Italiano."
sembra incredibile con tutti i paesi più "civilizzati" e ecoresponsabili del nostro che siamo gli unici ad occuparsi di questi uccelli. Mi chiedo come mai..
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
6 dicembre 2010 alle ore 21:23Sono Stefano Rimoli il direttore dell'istituzione scientifica Centro colibrì, rispondo sinteticamente al suo commento. Non siamo gli unici, hanno tentato in molti dagli anni 60 ad oggi (soprattutto in nord Europa), ma purtroppo senza grandi risultarti. Nessuno infatti è mai riuscito nell'arduo compito di realizzare il protocollo scientifico di studio sulla fisiologia, nutrizione, comportamento e allevamento necessario per riprodurli o/e reintrodurli in situ.
Il colibrì infatti è come un "ALIENO" (1260 battiti del cuore al minuto, glicemia altissima, temperatura corporea di 42 gradi, ha 2 trachee, ecc.), tanti hanno tentato di creare questo protocollo, che sta alla base di qualsiasi progetto di reintroduzione, ma nessuno ci è riuscito. Noi, oltre a riprodurli a Trieste (!), stiamo anche ultimando questo protocollo, grazie a ricercatori e Università italiane e straniere e ai Governi sudamericani che ci hanno permesso di aprire riserve naturali in loco. Però condivido il Suo commento: è triste essere gli unici al mondo a fare questo lavoro!
Le racconto un aneddoto: l'allora Ministro dell'Ambiente Matteoli sentì parlare di noi dal Ministro dell'Ambiente tedesco durante il G8 dell'ambiente e non conoscendo la nostra istituzione scientifica decise di fare un'improvvisata (molto gradita).
gigi fiorentino
6 dicembre 2010 alle ore 17:11chi è la prestigiacomo,scusatemi?
Luigino Casarsa
7 dicembre 2010 alle ore 18:14Un lettore ha chiesto: chi è la Prestigiacomo?
Anch'io faccio una domanda: nel Comune di Gela c'è la più alta incidenza al mondo di bambini nati malformati a causa dell'inquinamento industriale...
Come mai?
gennaro fu
6 dicembre 2010 alle ore 17:13Beppe, cosa possiamo fare?
alberto rameni
6 dicembre 2010 alle ore 17:15La ministra non sa nemmeno dove si trova l'Amazzonia..... figuriamoci se sa cosa sono i colibrì
N3ssuno
6 dicembre 2010 alle ore 17:24Ancora per poco, il 14 dicembre si avvicina e sti idioti andranno tutti a casa, gelmini,prestigiacomo e similia sono una marea di gente incompetente che manco saprebbero come zappare la terra se non glielo spiegasse qualcuno, si attaccano a 100.000 euro e non fanno una piega su un MILIARDO di finanziamento ai partiti, idioti allo stato puro, io nel mio piccolo ho donato 5 euro pur essendo disoccupato, e sti morti di fame, con stipendi da 6.000 euro al mese tagliano tutto meno che le loro paghe e rimborsi....andate a f...ulo e cercate di non tornare più.
pistola reale
6 dicembre 2010 alle ore 17:59talmente incredibile da sembrare impossibile.
Paolo Cicerone, ( ★★★★★)
6 dicembre 2010 alle ore 18:01Pochi giorni fa il ministro Prestigiacomo ha dichiarato: "Basta, non daremo più un soldo per quegli uccelli!"
....ehm... la faccio o non la faccio la battuta?
...ma no vah! Tanto avete capito ;)
bruno celli
6 dicembre 2010 alle ore 18:12salviamo i colibrì di ts e dell'amazzonia!!!
grattaveltroni evinciberlusconi
6 dicembre 2010 alle ore 18:43certo che sembra uno scherzo...ma purtroppo non lo e'....capirai Beppe....vuoi salvare degli uccelli che pesano come una sigaretta...ma le nostre ministre sono affezzionate solo agli uccelli "paduli"...che volano all'altezza dei loro c..i
a volte (ritornano)
6 dicembre 2010 alle ore 19:04Spero che non muoiano però..............
però................
insomma mi pare un po esagerato che il destino dell'Amazzonia (grande 100 volte l'Italia) sia nel becco di 80 uccelli.
e poi diciamo che il colibrì impollina l'85% delle piante dell'Amazzonia ma non è certo l'unico impollinatore altrimenti sarebbe un deserto.
La natura ha risorse che noi umani non possiamo nemmeno immaginare.
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
6 dicembre 2010 alle ore 21:19Salve, il colibrì è un uccello che vive solo nel continente Americano e le confermo che è l'impollinatore ESCLUSIVO dell'85% dell'Amazzonia, Mata Atlantica e bosco umido Andino. Comprendo i suoi dubbi, ma Le confermo che la totale estinzione dei colibrì comporterà un processo inarrestabile di desertificazione del Sud America. Da un punto di vista scientifico è corretto affermare che se le circa 320 specie di colibrì si estingueranno per cause NATURALI (ad esempio l'occupazione naturale delle rispettive "nicchie ecologiche" da parte di altri animali) questo non avrà conseguenze catastrofiche per il mondo (vista la capacità compensativa della natura, che Lei correttamente ha evidenziato). Ma se l'estinzione sarà causata dall'intervento umano, la natura non potrà sostituire l'impollinazione del colibrì che è frutto di millenni e millenni di evoluzione. Ora scriverò in un commento a parte perché gli alberi dell'Amazzonia non possono essere impollinati da altri animali.
Mara T.
6 dicembre 2010 alle ore 19:17Stavolta per favore poche chiacchiere. Mandate il link a tutti i vostri amici sensibili e se proprio siete in vena di generosità donate qualcosa. Con il telefonino ci vuole meno di un minuto.
Con umano affetto, Mara
ROBERTO MONACHELLO
6 dicembre 2010 alle ore 20:36FATTO :-)
giovanni santeusanio
6 dicembre 2010 alle ore 19:45la prestigiacomo non può più dare soldi a quegli uccelli ne deve per gli uccelli del parlamento italiano uccelli che purtroppo non volanoi più.
Marco .
6 dicembre 2010 alle ore 20:06Io spero che La foresta amazzonica e l'ecosistema planetario nuoiano prima possibile, così l'uomo sparirà e magari la prossima razza dominante si comporterà meglio e con più rispetto verso la propria Madre Terra.
enrico d.
6 dicembre 2010 alle ore 21:38solo un tipo di uccelli conosce quell essere immondo
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
6 dicembre 2010 alle ore 22:04Salve, sono Stefano Rimoli il direttore dell'istituzione scientifica Centro colibrì di Trieste. GRAZIE per i vostri commenti e per le innumerevoli mail di sostegno che ci sono arrivate in queste ore!
Viste le domande sull'argomento, spiego in estrema sintesi perché in Sud America l'impollinazione non è diversificata come nel resto del mondo e perché il colibrì è così indispensabile ed insostituibile. Innanzitutto premetto che il colibrì vive solo nel continente Americano. Ogni singolo individuo per sopravvivere deve mangiare al giorno una quantità di nettare pari a 8 volte il suo peso corporeo. Considerato che ogni fiore contiene pochissimo nettare, deve visitare più di 1.500 fiori al dì. Quindi immaginate il lavoro di impollinazione effettuato nel corso dell'evoluzione dalle migliaia di colibrì di ciascuna delle 320 specie esistenti. In tutti questi millenni i fiori si sono modellati per plasmarsi al becco dei colibrì.
L'impollinazione di questi uccelli è talmente esclusiva che in alcuni casi delle intere famiglie di alberi si sono evolute adattando i loro fiori ad una sola ed esclusiva specie di colibrì. Quindi se un altro colibrì (appartenente ad un'altra specie) si avvicina a quel fiore, non potrà introdurre il suo becco e impollinarlo. Ecco perché l'amazzonia non può sopravvivere senza i colibrì, al punto tale che l'estinzione anche di una sola specie di colibrì comporterà già di per se l'estinzione di intere famiglie di alberi.
Purtroppo siamo l'unica istituzione del mondo che si occupa della realizzazione del protocollo scientifico di studio della fisiologia, nutrizione, comportamento e allevamento dei colibrì. Questo protocollo è necessario per riprodurli in situ e la difficoltà per realizzarlo è dovuta al fatto che il colibrì è come un "ALIENO" (1260 battiti del cuore al minuto, glicemia altissima, temperatura corporea di 42 gradi, ha 2 trachee, ecc.).
(... continua ...)
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
6 dicembre 2010 alle ore 22:08(... continua dal messaggio precedente ...)
Purtroppo siamo l'unica istituzione del mondo ad occuparci della realizzazione del protocollo scientifico di studio della fisiologia, nutrizione, comportamento e allevamento dei colibrì.
Questo protocollo è necessario per riprodurli in situ e la difficoltà per realizzarlo è dovuta al fatto che il colibrì è come un "ALIENO" (1260 battiti del cuore al minuto, glicemia altissima, temperatura corporea di 42 gradi, ha 2 trachee, ecc.). Tanti hanno tentato di creare questo protocollo, che sta alla base di qualsiasi progetto di reintroduzione, ma nessuno ci è riuscito, purtroppo.
Pur avendo innumerevoli Università che collaborano attivamente con noi, è estremamente complesso riuscire nella nostra missione non avendo altre strutture simili con cui confrontarsi e condividere il peso della ricerca che effettuiamo a Trieste e in Sud America (dove abbiamo realizzato delle riserve naturali, vedi sito www.centrocolibri.com).
Per maggiori informazioni non esitate a contattarmi o a visitare il nostro sito.
GRAZIE di cuore per l'interesse e per non lasciarci soli in questi tragici momenti.
Ronnie Ansaldo
6 dicembre 2010 alle ore 22:50la prestigiacomo pensasse agli uccelli suoi...
antonella g.
6 dicembre 2010 alle ore 23:13Mi stupiscono tutte queste perplessità sul centro di Trieste, anche da parte della LAV...
Che strano: nessuno che si opponga ai milioni di euro pubblici spesi per mantenere i canili, e invece molti distinguo in merito alle poche migliaia di euro per preservare un animaletto preziosissimo!
Ignoranza o interesse? Qualcuno della LAV mi risponde?
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
6 dicembre 2010 alle ore 23:31Non sapevo questo della LAV. Forse si tratta di vecchi post del 2008, ma in tal caso è una questione chiarita. Infatti nel 2008 ho provveduto a parlare personalmente con una responsabile della LAV la dott.ssa Nadia Masutti, che non aveva mai visitato il nostro centro ed aveva confuso i colibri con le nettarine. Ho avuto così modo di comprovarle che siamo colleghi.
Purtroppo nella nostra società molti utilizzano e sfruttano la natura, con l'alibi della salvaguardia ambientale e della ricerca scientifica, per finanziare attività lucrative. Per questo c'è scetticismo e per questo anche il sig. Beppe Grillo decise di partecipare a diversi nostri convegni ed incontri diverse volte prima di accettare l'incarico di membro del CDA (con tutte le responsabilità che comporta).
Nel sito internet www.centrocolibri.com nella sezione APPROFONDIMENTI (a fondo pagina) può vedere il link con i documento di referenza firmati da innumerevoli ambientalisti e dalla prof.ssa Margherita Hack nostra socia (e membro del CDA).
Inoltre nella nostra pagina di facebook (il link lo può trovare sul nostro sito) c'è anche un videomessaggio della prof.ssa Hack.
Grazie di cuore per credere in Beppe Grillo, in Margherita Hack, nel nostro Centro ed in tutti gli scienziati che ci lavorano!
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
6 dicembre 2010 alle ore 23:41Cari amici, vi ringrazio di cuore per il sostegno che stiamo ricevendo in queste ore da tutti voi.
Anche la prof.ssa Margherita Hack (nota animalista e membro del Consiglio di Amministrazione del Centro colibrì di Trieste) ha registrato un videmessaggio che potete vedere nella nostra pagina di facebook http://www.facebook.com/pages/Salviamo-i-Colibri-httpwwwcentrocolibricom/107647962640623
O nella sezione approfondimenti del nostro sito www.centrocolibri.com che include diversi link anche ad altri videomessaggi.
A fondo pagina della sezione "approfondimenti" del sito www.centrocolibri.com potete vedere i documenti di referenza sottoscritti da diverse associazioni ambientaliste e da illustri professori.
Nei prossimi giorni pubblicherò inoltre le referenze e le Convenzioni con le Università che collaborano con noi in Italia ed in Sud America, e quelle della Presidenza della Repubblica dell'Ecuador e del Governo della Colombia, oltre a quella fatta dallo stesso Beppe Grillo.
Grazie ancora a tutti per il sostegno, e non esitate a contattarmi per qualunque informazione o dubbio.
D Ben
7 dicembre 2010 alle ore 00:15Ma scusate, se non possono essere trasferiti, in quale modo possono impollinare le piante dell'Amazzonia?
AL - 2012
7 dicembre 2010 alle ore 00:20I COLIBRI' SONO SOLO UN PICCOLO ESEMPIO DELLA PERFEZIONE DELLA NATURA, PENSATE CHE E' STATO STIMATO SCIENTIFICAMENTE CHE LE RISORSE DEL NOSTRO PIANETA SE UTILIZZATE CON RAZIOCINIO POSSONO PERMETTERE LA CONTEMPORANEA ESISTENZA DI CINQUANTA MILIARDI DI ABITANTI OLTRE A TUTTA LA FAUNA E LA VEGETAZIONE, IN COMPLETA ARMONIA E NORMALE STATO DI BENESSERE.
PURTROPPO INVECE DI STUDIARE LA PERFETTA ARCHITTETURA DELLA NATURA COME FACEVA IL GRANDE LEONARDO DA VINCI, VOGLIAMO IMPRIGIONARE LE REAZIONI NUCLEARI DENTRO DEI GROSSI CONTENITORI CHE CHIAMIANO CENTRALI NUCLEARI, SENZA COMPRENDERE CHE SE IL SOLE E' A 150.000.000 DI KM DALLA TERRA, UNA BUONA RAGIONE CI DEVE PUR ESSERE.
CERCARE DI CHIUDERE IN UN CONTENITORE DELLE REAZIONI NUCLEARI PER SFRUTTARNE PERICOLOSAMENTE L'ENERGIA E NON CAPIRE CHE NELLE PICCOLE COSE DELLA NATURA STA RACCHIUSA LA VERA SCIENZA E' DA ESSERI SPROVVEDUTI CHE FANNO UN'USO DISTORTO DELLE PROPRIE CONOSCENZE.
ESISTE, PIU' PERFEZIONE IN UN FILO DI ERBA, CHE NELLA PIU' PERFETTA SCOPERTA DEL GENERE UMANO.
DI UNA COSA SONO SICURO CHE SE CI POTESSERO VEDERE I NOSTRI AVI, LEONARDO DA VINCI, MICHELANGELO, GALILEO GALILEI RESTEREBBERO SCONCERTATI DAI FALSI OBBIETTIVI CHE SI PREFIGGE LA NOSTRA RICERCA E CAPIREBBERO CERTAMENTE CHI COME IL GRANDISSIMO ETTORE MAIORANA SPARI' NEL NULLA PUR DI NON CONTRIBUIRE AD UNA RICERCA SCIENTIFICA FINALIZZATA AL POTERE FINE A SE STESSO, CHE NON CONTRIBUISCE A RISOLVERE I PROBLEMI DELL'UMANITA' MA LI' RENDE SEMPRE PIU' INTRICATI E SENZA RISOLUZIONE.
SOLO LA CONOCENZA DELLA VERITA' DEI PRINCIPI CHE REGOLANO LA VITA SOTTO QUALSIASI FORMA NEL NOSTRO PIANETA APRIRA' NUOVI ORIZZONTI, FINO AD ORA INESPLORATI.
Gian Andrea M.
7 dicembre 2010 alle ore 00:37Dopo aver trovato su un sito (EBN Italia) che spesso seguo un link al centro di Trieste, ho letto con preoccupata attenzione (essendo molto a favore delle salvaguardia dell'ambiente e decisamente contro molte delle decisioni ambientali prese da questo Governo - e dai precedenti) l'avviso postato sul sito, e... ho l'impressione, purtroppo, che ci sia qualcosa che non quadra.
Innanzitutto ho ricercato le specie citate nel sito del centro colibrì (es. Eulampis jugularis) su un sito discretamente affidabile (birdlife) e scoperto ... che nessuna di quelle specie è minacciata (sono tutte classificate come "least concern"). Ho voluto pensare che magari, gli esperimenti effettuati al centro fossero importanti per proteggere specie che invece sono minacciate (un'altra cosa che non viene scritta nel sito del centro di Trieste è che esistono più di 300 specie di colibrì, alcune rarissime altre comunissime): ma poi ho trovato questo - http://www.waynesthisandthat.com/hummercare.htm, ovvero, per i non angofoni, un sito (uno di tanti) per appassionati dell'allevamento di uccelli selvatici dove si spiega come allevare i colibrì, e si scrive che è sì difficile, ma si parla anche di metodi "usati con successo dai collezionisti europei" (c'è una lunga lista di titoli e ricerche citate, in fondo all'articolo).
Ora, sono sicuro che molte specie di colibrì sono in effetti minacciate e bisognose di protezione, e anche che il centro di Trieste produce ricerche valide e utili, sono anche sicuro che sarebbe facile trovare i (relativamente pochi) soldi necessari per proteggere quelle bestioline, MA notizie, informazioni e avvisi presenti nel sito sono fornite in maniera fuorviante e il senso generale che il visitatore del sito ha è che il centro di Trieste sia una importante e unica (nel mondo!) istituzione nel suo campo, senza la quale i colibrì (e l'amazzonia) scomparirebbero.. e questo non credo sia del tutto vero.
O forse sono io a essere troppo cinico...
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 04:46Gentile Gian Andrea,
rispondo al suo commento dicendole in primo luogo che lei non è per niente cinico, tutt'altro, le sue osservazioni sono molto precise e intelligenti oltre che pacate. Le rispondo pubblicando un nuovo intervento così da dare a tutti l'opportunità di conoscerci più a fondo. Ora scriverò sinteticamente (visto che sono le 3:30 del mattino) ma se poi desidera ricevere informazioni più dettagliate non esiti a contattarmi. Inoltre posso allegare documentazioni di terzi (Università, Commissioni CITES, ecc.) a supporto di quanto sostenuto.
Se poi quanto scritto nel commento non è chiaro o non è completo mi scriva e prometto di darle una veloce risposta. A presto, Stefano Rimoli.
Roberto Rossi
7 dicembre 2010 alle ore 01:50A me sembra tutta una bufala... anzi una bufala ben riuscita! Complimenti per tutti i finanziamenti che siete riusciti a raggranellare in questi anni.
Ho fatto un salto sul sito, non una pubblicazione scientifica, non uno straccio di dati che non siano cifre altisonanti tipo: "fra 10 anni siamo tutti morti se non salviamo 80 colibri". Ma ci rendiamo conto di quello che stiamo dicendo? Io di colibri a casa mia ne vedo almeno 1 o 2 a sera, solo sul mio balcone d'estate.
Beppe, per favore abbi un po' di senso critico e verifica le mail che ricevi. Non ti perdere nella "passione". Lo so che lo fai a fin di bene, ma un po' di senso critico a volte non farebbe male. Ci sono una ventina di lingue su wikipedia che parlano del colibri, solo in italiano si legge una frase messa li a sproposito, senza fonti ne contesto: "Il colibrì è responsabile dell'impollinazione dell'85% di tutte le piante e gli alberi presenti nel continente americano. Senza il colibrì le piante non potrebbero più riprodursi: le foreste dell'Amazzonia, quelle Andine e la Mata Atlantica, scomparirebbero nell'arco di tre generazioni, con conseguenze apocalittiche per l'intero pianeta." Chissa chi ce l'ha messa? :)
Non c'e traccia di frasi simili in francese, inglese, spagnolo e tedesco... le altre lingue non le conosco, ma questo e' gia un campione significativo. Il governo e' stato vittima di una bufala pazzesca per anni e anni. IL che non mi stupisce visto gli elementi che compongono le commissioni scientifiche. Ora si e' accorto di aver dato soldi a pseudo ricercatori e per una volta che fa la cosa giusta lo biasimi. Ma daiiii :) una volta che pisciano nel vaso! Saluti da un ricercatore (vero).
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 05:02Salve sono Stefano Rimoli, il direttore del Centro colibrì di Trieste. Sono rimasto molto stupito dalle sue affermazioni. Provvedo entro 24 ore a fornirle tutte le documentazioni da lei richieste a firma di Università con i riferimenti dei professori coinvolti così che Lei possa contattarli direttamente (per verificare l'autenticità delle firme).
Sottolineo inoltre che Beppe Grillo conosce personalmente la struttura ed è diventato insieme alla prof.ssa Margherita Hack membro del nostro Consiglio di Amministrazione (domani pubblico anche questo documento). Inoltre l'Ambasciata dell'Ecuador gli ha conferito il titolo di cittadino onoris causa proprio perché paladono dei colibrì. Inoltre ho organizzato personalmente per Beppe Grillo un collegamento tra lui e la First Lady dell'Ecuador (dalla Presidenza della Repubblica).
E se desidera posso anche inviarle i verbali degli ufficiali giudiziari, visto che ci siamo privati di ogni bene pur di mantenere in vita questi animali.
Una curiosità: relativamente al fatto che lei veda ogni giorno dei colibrì nel sua giardino, posso chiederle in che Stato vive? Se vive in America è normale che li veda... ma dall'intervento non si capisce...
Spero che quando vedrà i documenti (tempo 24 ore) potrà ricredersi e far parte anche Lei dei nostri sostenitori. A presto
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
8 dicembre 2010 alle ore 02:56Salve, come promesso ho fornito al gestore della pagina web i documenti originali di Università e laboratori a comprova dell'attività scientifica del Centro di Trieste.
Oggi (8 dicembre) li vedrà pubblicati nel sito, comunque provvederò a mandarle un messaggio quando saranno on line.
Tuttavia nell'attesa la invito ad andare già ora nella pagina approfondimenti a leggere la "perizia dell'accusa" scritta e firmata dal primo ricercatore dell'INFS (Istituto Nazionale Fauna Selvatica) oggi ISPRA dott. Nicola Baccetti. Spero apprezzi che le propongo un documento che è quello in assoluto più critico nei nostri confronti in quanto è stato voluto dal Ministero dell'Ambiente dopo l'intervento delle Iene per evidenziare ogni carenza e difetto nell'operato del Centro colibrì.
Poi le fornirò anche gli indirizzi mail del prof. Giacomo Rossi dell'Università di Camerino e del prof. Piero Susmel dell'Università di Udine che potranno certificare la valenza scientifica del Centro e la serietà del nostro operato.
A presto, Stefano Rimoli
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
9 dicembre 2010 alle ore 02:53Buongiorno, nell'attesa che il webmaster pubblichi le referenze scientifiche e bibliografiche da lei richieste (a conferma della validità scientifica dell'Istituzione da me diretta), ho pubblicato la relazione del prof. Giacomo Rossi dell'Università di Camerino e consulente scientifico del WWF Italia in questa pagina facebook
http://www.facebook.com/notes.php?id=107647962640623¬es_tab=app_2347471856#!/note.php?note_id=168882393152088
Domani le invio anche il link alla relazione del prof. Piero Susmel dell'Università di Udine. Mi faccia sapere inoltre se vuolo avere copia del Decreto Ministeriale che riconosce la nostra istituzione scientifica.
A presto, cari saluti
Stefano Rimoli
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 05:12Salve sono Stefano Rimoli del Centro colibrì. Desidero con l'occasione rispondere al gentile Gian Andrea e con l'occasione fornire informazioni un po' più dettagliate relativamente al nostro operato.
Se tra voi c'è qualcuno che è diffidente e non crede a Beppe Grillo, a Margherita Hack (entrambi membri del CDA del Centro colibrì e nostri attivi sostenitori) o alle Università a noi convenzionate e che ci sostengono, può venirci a trovare così da vedere con i proprio occhi il Centro colibrì di Trieste.
Prima di entrare nel merito desidero fare una doverosa premessa: la principale missione del Centro colibrì non è tanto (o solo) quella di riprodurre i colibrì per poter mantenere una popolazione stabile in Europa (cosa comunque quasi impossibile!), anche perché riuscire a riprodurre o/e reintrodurre 1, 10 o 100 colibrì non cambia il "destino del mondo". La vera missione è quella di creare un protocollo scientifico relativamente alla fisiologia, nutrizione, comportamento, allevamento che attualmente non esiste. Se oggi delle ONG o dei Governi decidono di allevare e reintrodurre dei colibrì in una riserva naturale sudamericana, anche avendo a disposizione milioni di euro, non sono in grado di farlo perché alla comunità scientifica manca un modus operandi e la conoscenza delle necessità dei colibrì.
Noi purtroppo, e sottolineo purtroppo, siamo l'unica istituzione scientifica al mondo che si occupa di questo. Non dico che nessuno abbia mai riprodotto dei colibrì, tutt'altro! Io quand'ero ancora un ragazzino passavo giorni e giorni da un allevatore tedesco e da uno olandese a vedere come cercava con amore di capire, conoscere e allevare questo uccello. Se leggiamo le riviste e le pubblicazioni degli anni '60 scopriamo che in Europa sono stati importati migliaia e migliaia di colibrì, a volte qualcuno si è anche riprodotto (in particolare il colibrì coruscans, una specie un po' più "facile" delle altre, ma non solo quella), ma sono sempre tutti morti!
..continua..
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 05:23Ad oggi non esiste al mondo (in tutto il mondo) non solo una "istituzione scientifica che si occupa di colibrì", ma neppure "un semplice allevamento di colibrì" che sia riuscito a mantenere una popolazione stabile per più di qualche anno.
Le indicazioni riportate sul sito inglese citato, così come le norme IATA relative al trasporto dei colibrì, sono per la maggior parte sbagliate e comunque incomplete per allevare o anche solo per mantenere i colibrì, e prova del fatto è che una popolazione stabile di "colibrì europei d'allevamento" non esiste ne mai è esistita.
Faccio un esempio concreto: una delle principali patologie dei colibrì è la steatosi epatica, dovuta all'incorretto rapporto tra glucidi/proteine/fibre nell'alimentazione. Ad oggi nessuno è in grado di dire la quantità corretta di carboidrati nella dieta di un colibrì e neppure proteica. E tutte le formulazioni commerciali si basano solo su ipotesi (spesso letali). Non è pensabile allevare o solo mantenere un animale se non si conosce questo elementare aspetto dell'alimentazione. Neppure un pesce rosso o un criceto può sopravvivere con una dieta artificiale senza disporre di questi valori.
Inoltre nessuno al mondo ha mai fatto delle analisi complete del sangue, non dico ai colibrì in natura (necessarie per avere un parametro di riferimento, così da capire quanto il soggetto allevato si discosta dal valore riferito al colibrì selvatico), ma NEPPURE ai colibrì tenuti in allevamento!!! Ecco perché tutte le tecniche usate fino ad ora (e che si incontrano in internet) hanno avuto conseguenze terribili sui colibrì d'allevamento. E ho fatto solo dei banalissimi esempi relativi alla nutrizione
ma potrei parlare per ore.
Spero di essere stato esauriente, Vi prego di considerarmi a vostra completa disposizione.
Umberto Gostoli
7 dicembre 2010 alle ore 07:40Caro Prof. Stefano Rimoli,
sono rimasto affascinato da quanto appreso leggendo quanto da Lei scritto sui
colibri' e sulla loro importanza.
Avrei alcune domande da porle:
1-non e' ben chiaro se i colibri' siano una specie in via di estinzione e, se si, per quali cause.
2-se i colibri mangiano il nettare dei fiori delle piante, come e'
possibile che non si conosca la corretta proporzione dei carboidrati e
delle proteine della loro dieta?
3-come mai non sono mai state fatte le analisi del sangue del colibri'
d'allevamento se sono cosi' cruciali?
Grazie per l'attenzione, a presto.
Umberto Gostoli
caupo sanchez
7 dicembre 2010 alle ore 05:44vedi il destino della umanità è sempre in mano a una troia, adesso i colibri ma una volta non era una mela?
PRESTA NOME
7 dicembre 2010 alle ore 06:08Il ministro Prestigiacomo...... Lei pensa solo ai rifiuti di napoli ed ai cacciatori......
PRESTA NOME
7 dicembre 2010 alle ore 06:11La presticiacomo, e' incavolata con i cacciatori, le uccidono gli uccelli,..... quelli di certe dimensioni........
Claudia Fabris
7 dicembre 2010 alle ore 08:35Una domanda: di che cifre stiamo parlando? Perché mi sembra di ricordare che la questione era già stata sollevata un paio di anni fa e che il contributo richiesto/concesso era veramente ridicolo soprattutto se paragonato ai milioni di euro sperperati per costruzioni di strade inutili, strutture che non vengono poi utilizzate ecc.!
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 15:10Buongiorno, noi fino ad oggi abbiamo ricevuto dal Ministero dell'Ambiente solo 40.000 euro all'anno (per riscaldamento delle serre, corrente elettrica, personale, analisi di laboratorio, ecc). Ovviamente 40.000 euro non sono sufficienti per gestire il tutto e quindi abbiamo acucmulato debiti...
Comunque la nostra istituzione scientifica costa meno di un orto botanico di provincia. Parliamo di cifre inferiori ai 100.000 euro all'anno. Per un Centro che ha anche delle riserve naturali in Sud America...
Grazie per il suo aiuto e sostegno!
A presto,
Massimo Rui
7 dicembre 2010 alle ore 09:35se sono una specie particolare e unica non vedo il motivo di chiudere la struttura, anzi è un abominio distruggere una specie vivente, ci sono svariate varietà di colibrì nel mondo e sono degli animali straordinari... se faremo sparire dalla Terra sia i Colibrì che le api... la razza umana finirà. TUTTE le piante di cui ci nutriamo si riproducono per impollinazione, forse i nostri ministri possono sopravvivere mangiando pigne? o forse dovremo ficcargliene qualcuna nel culo molto semplicemente!
Filippo C.
7 dicembre 2010 alle ore 12:44Volevo segnalare ai sig. Grillo e Rimoli che dicendo mezze verità o raccontando fatti come punti di vista, è normale che la gente reagisca storcendo il naso, senza capire veramente il problema, e che alla fine volti le spalle ad una iniziativa con la quale magari sarebbe d'accordo. Per Grillo questo vale anche per le sue battaglie politiche.
Premetto che prima di oggi non sapevo niente nè di cosa fanno i Colibrì, nè di questo centro a Trieste, nè della decisione del ministro Prestigiamoci. Ad ogni modo ho letto l'articolo e ho capito la storia, e mi hanno colpito due cose: 1- l'accanimento contro la "Polizia Forestale", a partire dalla definizione. Infatti si chiama Corpo Forestale, ma si sa, chiamandolo Polizia si incita immediatamente un sentimento di opposizione nella gente comune. E poi si parla del Corpo Forestale come di perfetti imbecilli che non avrebbero alcuna speranza nel trasferire con successo con questi colibrì. Anche su questo, sig. Rimoli, ha prove inconfutabili? Vedete come con sottigliezze come "Polizia Forestale" si raccontano le cose distorcendole e di riflesso la gente storce il naso.
2- Il commento di un blogger che dice: "Ma come, se non si possono trasferire come fanno ad impollinare l'Amazzonia, da Trieste?". E' evidente che questa persona non ha capito niente ma non per colpa sua, bensì a causa delle mezze verità. Prima di tutto l'Amazzonia attualmente non ha bisogno di essere impollinata perchè non è un deserto, ma la foresta più grande del mondo. Secondo i colibrì non sono in via di estinzione come si vuol far credere. Qua si parla di uno studio per capire come l'essere umano possa controllare la crescita di questo animale. Se lo studio avrà successo non ci saranno potenziali pericoli in futuro. E' anche vero che se il centro di Trieste chiude oggi, potrebbe aprirne uno domani in Scozia senza alcun danno per l'umanità. Come mai tutte queste cose non sono state spiegate in modo accettabile per il lettore?
Sergio Troisi
7 dicembre 2010 alle ore 13:12Evidentemente per la Prestigiacomo ci sono uccelli e uccelli...
Filippo C.
7 dicembre 2010 alle ore 13:41E poi volevo aggiungere una riflessione per tutti gli autoproclamatisi naturalisti che hanno scritto. Lo scopo di questo studio è permettere all'uomo di perseverare nel suo atteggiamento distruttivo della Natura limitando al massimo i danni (per se stesso). Attualmente, come ho detto, l'Amazzonia non è un deserto, perchè si ipotizza che lo diventi in pochi anni? Perchè l'uomo sta disboscando. Il problema non è il colibrì, il problema è l'uomo, il quale se fosse naturalista cercherebbe di adeguare il proprio stile di vita mettendolo in linea con la natura, mentre studi come questo hanno lo scopo opposto: piegare la natura alla volontà umana. State pur certi che i colibrì dell'Amazzonia non hanno bisogno di essere aiutati dall'uomo a riprodursi. Perchè paesi come Ecuador e Colombia spalleggiano questo studio, ma l'Italia e l'Inghilterra, per dirne due, no? Perchè così quei paesi possono continuare a lucrare sul disboscamento con l'alibi che se i colibrì possono essere aiutati a riprodursi dall'uomo, lo possono poi aiutare a riparare ai danni che lui casa consapevolmente, per giunta.
Mi spiace ma io non vedo nulla di naturalista in tutto ciò. Un vero naturalista ha ben chiaro il concetto che la Natura non ha bisogno di essere aiutata dall'uomo.
marco c.
7 dicembre 2010 alle ore 14:30Ottima iniziativa, devono capire il potere che ha la rete nelle mani dei semplici cittadini.
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 14:54Buongiorno, sono il direttore dell'istituzione scientifica Centro colibrì e viste le diverse domande che mi sono giunte sull'argomento ho pensato di fornire maggiori informazioni su questi uccelli. Mi scuso se in questi momenti di emergenza rispondo un po' in ritardo e se per la fretta commetto errori di battitura:
1)I colibrì non appartengono ad un'unica specie ma ad oltre 320 specie diverse. Alcune in imminente pericolo di estinzione, altre più comuni, ma sono tutte protette dalla Convenzione di Washington in quanto considerate a rischio. Il numero dei colibrì negli ultimi anni si è ridotto drasticamente anche se purtroppo nell'allegato 1 del CITES (altissimo rischio di estinzione) è riportata solo una specie, mentre le altre sono nell'allegato 2 (moderato rischio di estinzione). Tuttavia questi allegati CITES andrebbero aggiornati in quanto da un recente studio condotto in Colombia (firmato dall'autorità CITES del Ministero dell'Ambiente colombiano e visibile sul nostro sito da domani) ben 19 specie di colibrì sono in imminente pericolo di estinzione e con loro tutti gli alberi che impollinano. E parliamo di 19 specie nella sola Colombia!
I motivi che minacciano i colibrì sono molteplici: uso di prodotti chimici e antiparassitari che entrano nel sistema linfatico (una qualsiasi pianta da fiore comprata in un negozio ha una concentrazione altissima di sostanze letali che persistono nel nettare per settimane), disboscamento, introduzione di specie alloctone, ecc.
2) I colibrì mangiano il nettare dei fiori ma catturano anche dei piccoli insetti in volo. Gli insetti sono un'essenziale fonte proteica ed inoltre trattandosi di proteina solida, attivano la peristalsi e quindi se negli adulti sono importanti, nei piccoli sono indispensabili ed insostituibili. Purtroppo non si conosce il corretto rapporto tra quantità di insetti mangiati (proteina) e nettare di fiore (carboidrati) ingerito in natura.
...continua...clicca su "discussione" per leggere il seguito
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 14:58... continua ...
inoltre nessuno ha mai realizzato delle correlazioni tra la composizione chimica del nettare dei fiori impollinati dai colibrì e le formule per la produzione di nettari artificiali (sembra incredibile però è così!). Non è mai stato applicato neppure il corretto rapporto tra i carboidrati presenti nel nettare di fiore: saccarosio/glucosio/fruttosio. Infine se un colibrì si nutre da un beverino artificiale (ad esempio in aree deforestate per un progetto di reintroduzione) sarà invogliato a mangiare da questo evitando per "pigrizia" di visitare i 1.500 fiori al giorno necessari alla sua sopravvivenza. Inoltre non si cimenterà nel faticoso ed energeticamente dispendioso compito di cacciare insetti.
Quindi in altre parole uno dei tanti compiti del Centro consiste: 1) comprendere il rapporto insetti/nettare in natura; 2) conoscere la composizione chimica del nettare e degli insetti (analizzandoli in ogni sua componente!); 3) studiare i diversi fabbisogni metabolici in condizioni di allevamento ex-situ così da modulare di conseguenza il rapporto carboidrati/proteine/fibre.
Ma questo è solo uno dei tanti progetti che stiamo realizzando nel settore nutrizione
3) Purtroppo fino ad oggi non sono mai state fatte analisi del sangue, ma neppure analisi delle feci "gabbia metabolica", e neppure uno studio sulla effettiva concentrazione della sostanza secca che costituisce il nettare di fiore. Due professori statunitensi hanno fatto diversi studi ma esclusivamente teorici che non sono efficaci dal punto di vista della conservazione della specie e il resto della bibliografia internazionale non ci da ulteriori informazioni utili. C'è poi da dire che mantenere e allevare dei colibrì è talmente difficile ed impegnativo (soprattutto con l'intento di mantenere una popolazione stabile) che molte istituzioni hanno abbandonato tale proposito o non sono riuscite a riprodurli prima del decesso di tutti gli esemplari ospitati. ... continua...
Stefano Rimoli (direttore centro colibrì di trieste)
7 dicembre 2010 alle ore 15:01... continua ...Inoltre i colibrì venivano spesso tenuti da giardini zoologici le cui finalità erano per lo più didattiche e non si cimentavano in costose ed impegnative ricerche ed analisi volte alla salvaguardia della specie.
Spero di essere stato esauriente, sono a vostra disposizione per ogni ulteriore chiarimento
staff theprimate
7 dicembre 2010 alle ore 15:19We posted the news about you in our platform: hope cound be usefull. http://myurl.theprimate.it/MTktMjYyLTg0LTAtMA==
Bruno Cinque (b5)
7 dicembre 2010 alle ore 15:39Grazie a Beppe ed al prof. Stefano Rimoli per aver portato alla ribalta questa notizia di cui altrimenti non si saprebbe nulla. Nemmeno qui in città a Trieste gli organi di disinformazione ne parlano ed affrontano simili argomenti. Per quanto riguarda la Prestagiacomo beh ogni commento è superfluo. Speriamo che il progetto possa continuare come merita e piuttosto di evitare gli sprechi continui dei costi dei politicanti da strapazzzo che occupano posti in parlamento risultando oltre che inutili, troppo spesso sempre più dannosi per la collettività.
Bruno Cinque (b5)
7 dicembre 2010 alle ore 15:43Non solo che il progetto vada avanti naturalmente ma che i colibrì tornino a non essere più una specie in via d'estinzione ennesime vittime di un uomo sempre più pericoloso per l'ambiente e la vita di questo pianeta.
Volatile pn
7 dicembre 2010 alle ore 16:15Suggerisco una raccolta di fondi per il salvataggio dei colibrì di Trieste. Certamente Grillo sarà tra i primi a versare una cospicua somma a tale scopo!
Volatile pn
7 dicembre 2010 alle ore 15:57Idea: perchè il cittadino onorario dell'Ecuador, paladino del colibrì honoris causa, non destina parte dei 5/6 milioni di euro che guadagna ogni anno al Centro Colibrì di Trieste, all'Amazzonia e agli 80 colibrì "condannati a morte"? In tale modo il Ministro Prestigiacomo potrà destinare quelle somme al pagamento di stipendi a cassaintegrati, giovani senza lavoro, piccole aziende sull'orlo del fallimento ed altre urgenti utilità varie.
pippo
7 dicembre 2010 alle ore 16:34ma è mai possibile che da sti politicanti non arrivi mai una buona notizia?! che schifo!!
gabriella laeffe
7 dicembre 2010 alle ore 17:30Scusate, che fine hanno fatto i colibrì dell'Amazzonia? Impagliati, catturati per essere venduti, morti per inquinamento o che?
Chi ci dice che i colibrì di Trieste non faranno la stessa fine??
rosanna romagnoli
7 dicembre 2010 alle ore 23:33Vivo qui a Trieste da 18 anni e non ho mai sentito parlare di colibrì. Anni addietro ho seguito una polemica sul mantenimento della mostra delle farfalle tropicali (nel medesimo castello di Miramare) e c'erano tanti problemi da affrontare: bora, un climatizzatore costoso e la manutenzione della serra ospitante. Ciò non significa che non sussistano problematiche legate alla salvaguardia dei colibrì, come pure alla salute dei lavoratori della ferriera di Servola, allo smantellamento dei reparti dell'ospedale Maggiore, l'operazione di spurgo dei tombini in città, al rigassificatore da costruire e via così. Sono sensibile a tutti gli aiuti richiesti, ma se ci si deve rivolgere alla Prestigiacomo per avere un aiuto, beh, direi di cambiare rotta. Rr Trieste
Giuseppe Burroni
8 dicembre 2010 alle ore 00:23Sono a favore della campagna per salvare i colibrì. Giuseppe Burroni
manuel barone
8 dicembre 2010 alle ore 14:58Beppe, grazie per avere pubblicato questo appello!
io sono allibito...sapevo " soltanto " che un centro di alta ricerca di Trieste,che studiava i colibrì e si prefiggeva l'obiettivo di ripopolare di colibrì le zone dalle quali questi provenivano, era a rischio chiusura per la mancanza di fondi. era già una notizia tristissima di per sè...ma non sapevo che tutta l'Amazzonia rischia di sparire se non si riesce a salvare questi piccoli meravilgiosi animali! è terribile...non sapevo degli appelli di governi sudamericani. la frase della Prestigiacomo è pazzesca, non ho parole, tantopiù che lei è il nostro ministro dell'Ambiente
(..... madre de dios.... ).
Beppe, ma perchè non lanci una sottoscrizione col blog? apri un c/c per sostenere questi scienziati, su cui chi ha a cuore i colibrì si Trieste e la foresta amazzonica potrà versare quello che vuole e che può! in tempi brevi potresti forse raccogliere la cifra sufficiente per salvare questo centro di eccellenza e i suoi colibrì e la foresta pluviale amazzonica!
pensaci, Beppe! ....e comunque grazie ancora!
MARIA LUISA RUNTI
10 dicembre 2010 alle ore 00:30Vi presento alcuni dei colibrì del Centro per la salvaguardia dei colibrì di Trieste.
Facciamo in modo che giornalisti, attori, cantanti, musicisti, chiunque sia personaggio pubblico nonchè amante degli animali ci dia una mano per far sentire la loro voce, per fare in modo di salvare le loro vite.
Grazie anche a nome di Stefano Rimoli, Direttore del Centro.
Maria Luisa Runti, pubblicista e regista teatrale
http://www.facebook.com/album.php?aid=250543&id=587247405&l=8fc0bc4b14
Maria Luisa RUNTI
10 dicembre 2010 alle ore 03:28EMERGENZA COLIBRI'
Ecco l'articolo comparso oggi sul "Corriere della Sera" a firma di Giovanni Caprara. Questa notte Stefano Rimoli non riesce a tenervi aggiornati sulla vicenda poichè sta preparando un'interrogazione parlamentare. Ho, abbiamo deciso di collaborare insieme per i nostri colibri, perciò lo faccio io pubblicando il pezzo in link allegato e portandovi i suoi saluti. MLR
http://www.facebook.com/?ref=home#!/photo.php?pid=5887381&o=all&op=1&view=all&subj=107647962640623&id=587247405
Maria Luisa RUNTI
11 dicembre 2010 alle ore 02:49
DECEMBER 2010 HUMMINGBIRDS EMERGENCY
To contact Stefano Rimoli, director of the Centro colibrì, please write to info@centrocolibri.com and hewill answer or phone you immediately
Trieste's hummingbirds are dying because the Minister for the Environment doesn't want them anymore and with the Guardia Forestale she will try to transfer them. An excuse to condemn them silently to death far away from the public opinion. There is only one way to save them, send an email to Minister Stefania Prestigiacomo, to ask her to change her mind so that the lethal transfer of these rare hummingbirds won't occour. Click here to send the message.
http://www.centrocolibri.com
FURTHER-INFO
The hummingbird is a small South American endangered bird: it flies at 100km/h backwards, it is lighter than a cigarette, it moves it wings 80 times per second and it has a heartbeat of 1260 beats per minute. It feeds on a special fuel: a flower's nectar! It has to eat, in order to survive enough nectar that results in 8 times its weight, more than 1500 flowers per day. It is in this way that it became the pollinator of 85% of the Amazon Rainforest. Without hummingbirds, the Amazon will die, with apocalyptic consequences on the entire globe.
The Scientific Institution "Centro Colibrì" in Trieste hosts the last couples for reproduction of the world which have been donated by South-American governments to the Italian government. From the studies collected about these "Italian" hummingbirds, it will be possible to raise them also in the wilderness, and save them from extinction.
These hummingbirds, which have reproduced in Trieste, are about to die because of the Italian Government! Today (December 2010), the Minister for the Environment Stefania Prestigiacomo declared: "Stop!, We won't give no more public contribution for those birds", even if it costed the government less than 40,000: less than a local botanic garden.
Maria Luisa RUNTI
11 dicembre 2010 alle ore 02:51
DECEMBER 2010 HUMMINGBIRDS EMERGENCY
To contact Stefano Rimoli, director of the Centro colibrì, please write to info@centrocolibri.com and hewill answer or phone you immediately
Trieste's hummingbirds are dying because the Minister for the Environment doesn't want them anymore and with the Guardia Forestale she will try to transfer them. An excuse to condemn them silently to death far away from the public opinion. There is only one way to save them, send an email to Minister Stefania Prestigiacomo, to ask her to change her mind so that the lethal transfer of these rare hummingbirds won't occour. Click here to send the message.
http://www.centrocolibri.com
FURTHER-INFO
The hummingbird is a small South American endangered bird: it flies at 100km/h backwards, it is lighter than a cigarette, it moves it wings 80 times per second and it has a heartbeat of 1260 beats per minute. It feeds on a special fuel: a flower's nectar! It has to eat, in order to survive enough nectar that results in 8 times its weight, more than 1500 flowers per day. It is in this way that it became the pollinator of 85% of the Amazon Rainforest. Without hummingbirds, the Amazon will die, with apocalyptic consequences on the entire globe.
The Scientific Institution "Centro Colibrì" in Trieste hosts the last couples for reproduction of the world which have been donated by South-American governments to the Italian government. From the studies collected about these "Italian" hummingbirds, it will be possible to raise them also in the wilderness, and save them from extinction.
These hummingbirds, which have reproduced in Trieste, are about to die because of the Italian Government! Today (December 2010), the Minister for the Environment Stefania Prestigiacomo declared: "Stop!, We won't give no more public contribution for those birds", even if it costed the government less than 40,000: less than a local botanic garden.
Maria Luisa RUNTI
11 dicembre 2010 alle ore 02:55SECOND PART
The Minister for the Environment, with the help of the "Corpo Forestale", will try to transfer them, to make them die silently away from the eyes of the public. In this way, not even "Le Iene" and the "CNN" will be able to document the tragedy. The life of these animals are in the hands of Stefania Prestigiacomo. I beg you, ask her to change her mind, please send an email to Stefania Prestigiacomo. Let's save the last hummingbirds "ex-situ" of the world
Let's ask her to stop the lethal transfer of these animals!
Unite with Margherita Hack, Beppe Grillo, Laura Pausini, Giacomo Rossi, Le Iene, Legambiente, Greenpeace, Ambiente e Vita, OIPA, scout associations, with the Government of Colombia, with the Presidency of the Republic of Ecuador, with the Universities of Udine, Camerino, Bonn, Boyaca and Guayaquil and with every single person that supports the "Centro Colibrì".
If you instead wish to follow the case further and know what many environmental associations, universities, South-American governments, ORIGINAL DOCUMENTS you may click directly on links in the original italian version.
http://www.centrocolibri.com
Thanks a lot for MAXIMUM SPREADING TO EVERYBODY WHO MAY BE INTERESTED TO HELP HUMMINGBIRD AND LOVE ANIMALS.
Thanks a lot from Dr. Stefano Rimoli, Director of the Centro colibrì, with whom I am collaborating, his Staff and myself.
Dott.ssa MARIA LUISA RUNTI - Journalist and Art Director
Maria Luisa RUNTI
11 dicembre 2010 alle ore 03:03PER CHI E' INTERESSATO ALL'EMERGENZA SUI COLIBRI DI TRIESTE, NELLE DISCUSSIONI DEI PEZZI SEGUENTI HO MESSO LA VERSIONE IN INGLESE. GRAZIE DI CUORE:)
TO WHOM MAY BE INTERESTED ABOUT HUMMINGBIRDS EMERGENCY IN TRIESTE CENTRE:
IN THE FOLLOWING DISCUSSIONS THERE IS AN ENGLISH VERSION. THANKS A LOT:)
Maria Luisa RUNTI
11 dicembre 2010 alle ore 13:05Anche una mini donazione sarà un enorme aiuto per i colibrì. Nel sito: http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.centrocolibri.com%2F&h=88c07 tutti i dettagli. Si può fare pure con una semplice telefonata o dal cellulare o dal fisso!!!
francesco da gaglianico
12 dicembre 2010 alle ore 09:44aggiungo il link delle jene come promemoria
http://www.youtube.com/watch?v=Rvgnv5FV2N8
francesco
Maria Luisa RUNTI
13 dicembre 2010 alle ore 00:22Grazie mille Francesco! ottimo promemoria che ora condividerò anche su FB!
Gian Andrea M.
2 gennaio 2011 alle ore 19:08Scusate la lunga assenza, non mi trovavo in Italia. Ho letto con attenzione la risposta del dott. Rimoli. Mi sono convinto che la sua intenzione sia quella di fare un lavoro utile e che quello che mi aveva dato forti dubbi, ovvero lo stile di comunicazione utilizzato e le notizie fornite a uso stampa, siano dovuti alla necessità di convincere più persone possibili. Non sono del tutto convinto sui mezzi, ma condivido il fine.
Molte specie che sono state salvate dall'estinzione, lo sono state perché è stato possibile avere programmi di riproduzione in cattività. E se anche solo alcune specie di colibrì si dovessero estinguere, è possibile che siano seguiti da alcune specie di piante che impollinano: è dunque utile e necessario quello che fate (sono comunque convinto che il sito dovrebbe esprimere più chiaramente certe informazioni, a scanso di equivoci se alcune persone non esperte al 100% dell'argomento, che però sono birdwatcher e vivono in Stati Americani dove la specie locale di colibrì è presente e ogni anno se ne trovano in giardino più dell'anno prima, dovessero leggere e confutare alcune delle notizie scritte sul sito). A ogni modo spero che ve la caviate (e se la cavino i colibrì).
Giuseppe Stroscio
19 gennaio 2014 alle ore 23:45Dite pure a quella puttana della Prestigiacomo che deve scomparire dalla faccia della terra prima possibile, gli italiani sono stanchi di subire il suo perfetto ladrocinio, vedi il caso "ILVA" di Taranto. La Prestigiacomo sa solo rubare e fare favori sessuali al suo unico referente che è quel ladro di Berlusconi !
Com.te G. Stroscio
339 3298332 (24 ore al dì )
strosciogiuseppe54@gmail.com