
La disintegrazione delle Alpi Apuane
11 dicembre 2010 alle ore 17:00•di MoVimento 5 Stelle
"Caro Beppe, siamo membri dei MeetUp di Carrara e di Massa e Montignoso, cresciuti all'ombra delle Alpi Apuane e di queste spettacolari montagne vogliamo parlare, perché l'avidità di poche famiglie e le compiacenti amministrazioni le stanno distruggendo con l'attività estrattiva. Diamo qualche numero. Fino al 1950 erano 15.000 i cavatori delle cave, che con un durissimo lavoro riuscivano ad estrarre poco marmo. Oggi, con appena 1.000 lavoratori, che dispongono di alta tecnologia, si riescono a carpire alla montagna ogni anno 1.500 tonnellate di marmo per addetto, con un totale annuo di 1.500.000 tonnellate di blocchi. Questa cifra rappresenta unicamente la quantità di marmo estratto in blocchi, che è solo il 20% dell'attività estrattiva, l'altro 80% se ne va in scaglie ad arricchire multinazionali che producono carbonato in polvere. Se sommiamo i quantitativi, ogni anno tra blocchi, scaglie, terre e polveri quasi 10 milioni di tonnellate di materiale sono estorte al cuore di queste montagne. Ci credi se ti diciamo che negli anni hanno cambiato pure il loro profilo geografico sotto l'antropomorfica mano di questi avidi operatori, tra cui solo due hanno una regolare concessione? Dobbiamo tener presente che in queste montagne vive più della metà delle specie di fiori conosciute in Italia e molte di queste crescono solo in questo sito, ma il danno più grave riguarda l'acqua, in quanto le cave spinte sempre più in alta quota, distruggono alla stessa velocità i fragili ambienti culla di numerose sorgenti d'acqua, bene indispensabile per la vita di tutti, ma sempre più a rischio, ed inoltre, come se non bastasse, vogliono smembrare queste montagne con mega progetti di trafori come per esempio il traforo della Tambura che dovrebbe sbucare nel paese di Forno, dove abbiamo la "Più Grande Sorgente d'Acqua della Toscana" che rischia di essere compromessa. Il prof. Elia Pegollo (vedi video), conoscitore e custode delle Alpi Apuane, racconta con lucidità chirurgica la storia di questa distruzione. La testimonianza di questo scempio è descritta nei documentari di Alberto Grossi, che con il film ''Aut Out'' e qualche anno fa con ''Cosa c'e' sotto le nuvole'' ha partecipato al prestigioso Trento Film Festival. Quello che sta succedendo non è solo un danno locale, ma una sconfitta per tutti, perché le Alpi sono un bene dell'intero pianeta che noi, Apui, solo per vicinanza, ci troviamo a dover sorvegliare. Desidereremmo preservare quello che resta chiudendo definitivamente le cave, ma per rispetto agli operai che ci lavorano, chiediamo almeno una severa regolamentazione di estrazione e di elevato rispetto per le nostre montagne."
Commenti (37)
stefano b.
11 dicembre 2010 alle ore 17:17Per far capire l'importanza della Flora apuana basta dire che in Italia, insieme alle isole, le Alpi e l'Appennino centrale, rappresentano una delle zone con maggior numero di endemiti vegetali. Ma cosa è un endemita? Un endemita è semplicemente un organismo che per diversi motivi ha un areale ristretto ad una determinata zona. Gli endemiti rappresentano la parte "nobile" e più interessante di ogni Flora. A livello di biodiversità è come dire (per assurdo) che in una piccola isola del Mediterraneo delle dimensioni di 50 Km x 50 Km dove vivono 10 Specie di mammiferi endemici ci fossero enormi cave di ghiaia che nel giro di 30 anni distruggessero l'intera isola e quindi l'intero ecosistema indispensabile per la vita di questi animali..Detta così fa più effetto vero? A livello di biodiversità sulle "Dolomiti toscane" sta accadendo questo. A parere mio questo enorme contingente floristico andrebbe protetto e rispettato esattamente come si farebbe per i 10 mammiferi della storiella precedente. L'importanza botanica è affiancata ad una bellezza di queste piante quando sono in piena fioritura; essendo (la maggior parte) piante che vivono al di sopra dei 1200 metri di altezza per atterare insetti inpollinatori esibiscono fiori ed infiorescenze molto belle, vistose e dai colori più vari. Le Apuane sono un enorme "serbatoio" di biodiversità vegetale, in merito di Specie, Sottospecie e Varietà. Ecco alcune piante endemiche e non delle Apuane:
http://apuanelibere.splinder.com/post/9261589/aspetti-floristici
Siro Landis
11 dicembre 2010 alle ore 18:11Ragazzi, io per rispetto ai lavoratori che ci lavorano li aiuterei a trovare 1 altro lavoro... è nobile il proposito, ma con questo genere di propositi abbiamo tenuto aperti petrolchimici tossici, abbiamo tenuto in funzione fabbriche inutili e via dicendo. Il fatto che ci sia qcuno che ci lavora NON GIUSTIFICA. Anche negli inceneritori ci lavora qcuno. Le guerre creano un sacco di lavoro. Ripeto, nobile intento. Ma abbandoniamolo.
Corrado
13 dicembre 2010 alle ore 16:21Giusto.
Per il tuo fottuto posto di lavoro devo farmi fottere la mia terra, la mia salute, i miei fogli?
Ma andassero affanculo e si riciclassero (obbligatoriamente) in un altro mestiere, in cambio di salute, ecosostenibilità, crescita civica (per tutti!). In una società ed un territorio che dividono anche con me.
Altro esempio: vedi ILVA a taranto.
Altri caproni. Se chiudi ilva mandi a casa un sacco di gente. Ma se non la chiudi muoiono tutti. anche chi non ci lavora e non ci guadagna lo stipendio. ci muore e basta!
questa è ignoranza!
bruno bassi
11 dicembre 2010 alle ore 18:11apuania governata localmente dalla sinistra da tempi oramai interminabili.
che sfiga ...... anche bondi è apuano.
PS: non giudizi ma una semplicemente constatazioni.
Marco Roma
11 dicembre 2010 alle ore 18:30Il territorio apuano ormai è allo sfascio
La politica è da sempre attenta solo ai propri interessi
A Massa le persone muoiono a causa di frane figlie di un uso dissennato del territorio
A Carrara crollano palazzine in pieno centro per lavori mal fatti al letto del torrente. Il sindaco accusa le imprese, dimenticando che il comune appalta i lavori e il comune dovrebbe verificare che questi siano ben fatti prima che avvengano delle disgrazie, non dopo. Quei lavori inoltre si svolgono a 300 metri dalla sede comunale!
Con il porto turistico si pensa a cementificare oltremodo il litorale, con danni certi per l'erosione sulle spiagge della Versilia. Come mai stranamente nessuno a Forte dei Marmi o Viareggio non si ribella?
Esiste già un inutile piccolo porto commerciale, perchè non lo si converte in turistico e si punta alla tutela del territorio?
Tutto ciò che era industria ha solo inquinato, ucciso e distrutto il territorio. Con il risultato inoltre che le aziende, dopo tutto questo sono tutte fallite o attualmente in crisi profonda.
Le aziende partecipate dai comuni e l'ASL hanno bilanci tutti fallimentari.
Le prospettive purtroppo sono poco confortanti.
Leonardo Tei
11 dicembre 2010 alle ore 18:55solidarietà piena per i cittadini con l'elmetto di massa e montignoso...
dal meet up di arezzo vi appoggeremo sempre...
facciamo una bella manifestazione che coinvolga tutta la toscana!
alvisea fossa
11 dicembre 2010 alle ore 19:04CIAO BEPPE
IO PENSO SOLTANTO DIFENDETELE PIU' CHE POTETE E SE POTETE CONVERTITE CHI CI LAVORA NELLE CAVE,.CON TUTTO RISPETTO,SEMBRA DI ASCOLTARE LE STESSE COSE PER ESCAVAZIONI SUL PIAVE,SOLO CHE A DIFFERENZA DELLE ALPI APUANE,SE SMETTESSERO DI SCAVARE NON CI TROVEREMO CON IL DILUVIO UNIVERSALE NEL 2050
ALVISE
Fabrizio Cesaretti
12 dicembre 2010 alle ore 01:13Manifestate per proporre il problema all'opinione pubblica. Manifestate contro la perdita di endemismi. Manifestate contro la perdita di biodiversità che le cave si portano via con ogni blocco di marmo estratto. Mi sparo 500 Km per venire da voi e vi appoggio in tutto e per tutto per ogni manifestazione che intenderete proporre. Tenete duro! Lottiamo insieme!!
RIFIUTI ZERO
12 dicembre 2010 alle ore 01:37Quoto Siro Landis!
Valter G. Bernini
12 dicembre 2010 alle ore 06:43Cari membri dei MeetUp di Carrara, Massa e Montignano, a parte la solidarieta' mi permetto di darvi un suggerimento che, secondo il mio parere, e' l'unico che possa risolvere il problema dello scempio che si perpetra in Italia (pensate anche ai colibri' di Trieste ed all'immenso danno per tutto il mondo derivante dalla chiusura del centro!, e cioe':
Questi criminali vanno semplicente eliminati affinche' non possaano piu' nuocere; ed e' inutile pensare di ottenere qualcosa con le manifestazioni e quant'altro. Questi dannosissimi avvoltoi non si fermeranno mai, a meno che non si impedisca loro di "volare" per sempre...
valber47
harry haller
12 dicembre 2010 alle ore 08:23Pazzesco che si possa persino alterare la morfologia di un territorio, modificare il paesaggio conosciuto da generazioni pur di far soldi, e che tutto questo venga tollerato......
antonio d.
12 dicembre 2010 alle ore 09:06Proibire la vendita e/o le esportazioni di marmo in blocchi, al di fuori delle province di Massa-Carrara, Lucca, La Spezia.
Chi vuole acquistare marmo proveniente dalle cave delle Apuane, deve acquistare il prodotto finito.
Diminuirebbe il quantitativo estratto, ma aumentrebbe il fatturato, e di conseguenza, l'occupazione.
Alex Scantalmassi
12 dicembre 2010 alle ore 09:17Tranquilli che tanto le Alpi Apuane ce le sostituiscono con una montagna di rifiuti.
Tanti saluti
Alex
Alex Scantalmassi
12 dicembre 2010 alle ore 09:22Sono un collezionista di montagnole di rifiuti, veri capolavori dell'arte Pop Mondiale.
Sono entusiasta all'idea di un'intera catena montagnosa di rifiuti.
Avete artisti immensi in Italia.
Alessandro Pelagatta
12 dicembre 2010 alle ore 09:34Alex, grande! Sono un collezionista di montagnole di rifiuti anch'io ma purtroppo vivo all'estero.Ci possiamo dare le mail che cosi facciamo scambio di montagnole di rifiuti. Interessanti questi scavi sulle Alpi Apuane vero? Ma che per caso ci saranno delle opere d'arte nascoste nel sottosuolo? Guarda che sti artisti Pop italiani c'hanno un talento e una fantasia unica al mondo.
Alex Scantalmassi
12 dicembre 2010 alle ore 09:38Alessandro, io la mail te la dò. Ma le montagnole di rifiuti nascoste nel sottosuolo non mi interessano.
Non faccio collezione di quelle.
alexscantalmassi@gmail.com
Alessandro Pelagatta
12 dicembre 2010 alle ore 09:49E perché no? guarda che le opere d'arte quando si vogliono mettere in salvo le si nasconde anche nel sottosuolo, nei caveaux.
pelagatta@yahoo.it
Alex Scantalmassi
12 dicembre 2010 alle ore 10:01Nel sottosuolo?
ma dai
A me pare parecchio macabra come collezione
Alessandro Pelagatta
12 dicembre 2010 alle ore 10:07E perchè macabra? No piuttosto pensavo al trasporto che sicuramente la montagnola di rifiuti rischia di perdere di spontaneità e immediatezza.
Si altera sicuramente. E lo stato italiano messo come sta sicuro che non trova i soldi per il restauro e si svalorizza questo patrimonio artistitico apprezzato in tutto il mondo
Alex Scantalmassi
12 dicembre 2010 alle ore 10:20Ops, scusa Alessandro mi s'è fatto tardi che c'ho un impegno importantissimo.
Facciamo così, te mandami solo le opere d'arte Pop che stanno alla luce del sole.
Dai!
Ciao
Alla prossima.
Alessandro Pelagatta
12 dicembre 2010 alle ore 10:28ok! Ciao Alex. ;)
miostatina
12 dicembre 2010 alle ore 10:42Abito in Versilia e quello appena denunciato è un problema che in molti si stanno ponendo negli ultimi 30 anni. La cosa che odio, oltre a questa estrazione selvaggia è il degrado ambientale che le ditte procurano, non solo a causa dei detriti che costantemente scendono a valle, ma ancor peggiore i macchinari che vengono lasciati marcire sotto le intemperie una volta terminata l'opera estrattiva. A causa degli alti costi di smantellamento, le ditte si sentono in "dovere" di lasciare i grossi macchinari nelle cave. Un esempio è l'ex cava Enraux sulla strada che porta in Garfagnana. Preda di wrighter, nel corso di questi ultimi anni, si è formata all'interno una sorta di lago artificiale (l'acqua non viene filtrata dalla roccia) e possimao trovare sparsi per tutto il sito piccoli utensili e un vecchio rimorchio-cisterna per il gasolio.
Alessio Paterni
12 dicembre 2010 alle ore 10:42Una cosa che è possibile fare da domani è imporre di effettuare controlli sulla quantità reale estratta nelle singole cave. Lo sa anche il mio gatto che se si vuole comprare un blocco "al nero" basta andare in cava coi contanti. Ora come sia possibile che questi blocchi vengano giù dalla montagna senza essere visti passare per quelle 3-4 strade lo lascio dedurre a voi...
Saluti.
Alex Scantalmassi
12 dicembre 2010 alle ore 11:04Mi stai dicendo che se li fermano sarebbero capaci di corrompere la polizia stradale.
ah ah!
Roba da matti.
Ormai siamo un paese del terzo mondo.
Pierlio Baratta
12 dicembre 2010 alle ore 11:14
C'è di più fino ad arrivare al paradosso. A carrara capitale mondiale del marmo per la produzione e la lavorazione (una volta)un grupo di cittadini ha deositato presso gli usi civici un ricorso per riportare nel demanio colletivo le concessioni amministrative. Tale battaglia legale affrontata dai cittadini per i cittadini del Comune di Carrara ha visto scendere in campo l'amministrazione. E qui arriva il bello. Ci si aspetterebbe infatti che l'amministrazione, espressione della volontà degli elettori assumesse una posizione di sostegno con chi vuole rivendicare un diritto usurpato con la forza e con la furbizia. Invece no l'amministrazione del Comune di Carrara si schiera contro i ricorrenti tutelando gli interessi di una ristretta cerchia di imprenditori finanziatori delle campagne elettorali.
In sostanza ai cittadini la devastazione delle montagne, le polveri sottili, l'inquinamento delle falde acquifere, agli imprenditori del settore lo sfruttamento incontrollato dell'attività di regolamentazione delle concessioni (pagano quando e quanto vogliono
E' proprio un bel paese il nostro, questa situazione mi ricoda un pò le realtà dei paesi dell'OPEC dove ci sono pohi e grassi nababbi arrichiti a discapito di una dilagante povertà del popolo.
franco antonio perrone
12 dicembre 2010 alle ore 12:49Grazie ragazzi e professore per aver fotografato la situazione delle Apuane, bisogna fermare gli scempi ma anche far capire alla gente l'assurdità del mercato insostenibile del marmo, a Verona per esempio nonostante non si lavori più sul marmo locale transita la maggior parte del marmo da tutto il mondo per la lavorazione di lusso per gli sceicchi e i nababbi...
donne sempre attive
12 dicembre 2010 alle ore 14:33... UN VIGOROSO NO ALLA PARATA MILITARE DEL 2 GIUGNO.. LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA... guarda il video...
http://www.youtube.com/watch?v=qM1K24plj8k
mauro lancioni
12 dicembre 2010 alle ore 15:30A Carrara c'è solo capitalismo di rapina....un bene di tutti a favore di pochissimi e senza controlli....... amministratori locali solo chiacchere e grezzume!
Alessio Paterni
12 dicembre 2010 alle ore 16:32franco antonio perrone: A Verona il marmo l'avete finito! per quello non lo si estrae più.
luigi s.
12 dicembre 2010 alle ore 19:58L'ho già detto un'altra volta. Mi dispiace amici apuani, non c'é niente da fare. Questo è un paese mortoooo!
sara paglini
13 dicembre 2010 alle ore 18:14Era quasi ricorrente la domanda che facevano i bambini,
sulla riva del mare ogni estate ai loro genitori...
"Ma quella è neve?"
e i genitori... ridacchiando sotto i baffi
di rispondevano
"Si si .... è neve e lì ora si può sciare!"
Poi più grandicelli si veniva a scoprire che tutto quel bianco
ai piedi del mar Tirreno
non era neve... ma ORO,
ORO BIANCO....
IL NOSTRO MARMO,
unico al mondo.
Prezioso e candido carbonato di calcio
messo insieme nei secoli e nei millenni
dalla sola forza della natura.
Lo abbiamo solo noi al mondo,
e nella storia lo stesso MICHELANGELO lo scelse
per dare il massimo nelle sue immortali opere di scultura.
Ora.... vedere scendere dalle cave camion
fumosi di polvere tritata e nociva
e pochissimi blocchi sani,
mette tristezza,
porta il tutto a squallida mercificazione.
La solita storia di far arricchire i pochi (politici)
a danno dei molti (i cittadini)
che nella storia hanno beneficiato
di questo bene rarissimo.
La solita storia del "fregarsene" del domani
pur di RIEMPIRE LA PANCIA OGGI.
Tutto ciò è avvilente,
e specchio di come oggi si intende
investire e vedere al futuro
in forma COLLETTIVA e PLURALE.
E' grazie alla storia nei millenni
che si è potuto apprezzare il nostro MARMO,
e sarà
grazie all'egoismo e all'avidità
di pochi speculatori
che tutto questo andrà in rovina.
La solita TRISTE STORIA,
simbolo dei nostri
anni bui.
.
stefano colonna
14 dicembre 2010 alle ore 00:52Una strana coincidenza...
La parola "APU" nella cosmovisione andina, è una parola Quechua la cui traduzione sarebbe "APUO" (apus-apui al plurale).
Cos'è un "APU" o cosa sono "los APUS"?
È lo SPIRITO della montagna andina che protegge e da "certezza" a chi la vive.
Una coincidenza interessante che unisce le nostre ALPI APUANE alle ANDE.
Che strana e triste allegoria in cui si vuole appiattire una montagna e perdere di conseguenza la capacità di visitare le alte vette...
Un abbraccio andino a tutti!
Matteo Nutrelli
14 dicembre 2010 alle ore 17:35Questa è la realtà di un comune che possiede montagne d straordinaria bellezza.
Queste montagne sono ricche di una pietra pregiata, usata anche da Michelangelo per i suoi capolavori.
Questa pietra permette a poche famiglie una vita da nababbi.
Certo nelle miniere lavorano anche un migliaio di cavatori e c'è un indotto, peraltro molto scarso dato che questi blocchi di oro bianco non vengono lavorati in loco, ma troppo spesso prendono intatti la via del mare.
In cambio di questo ''privilegio'' i carrarini sopportano il traffico di 800 Camion, che porta ad un livello d pm10 spesso oltre livelli accettabili.
Questi bestioni che sfrecciano sulle nostre strade trasportano scaglie per lo più, destinando così la bellezza dei nostri monti a trasformarsi in dentifrici.
Queste montagne non possono essere certo considerate un patrimonio esclusivo della città che ospita, ma è certo che chi vi abita sopporta le esternalità dell'estrazione in cambio d miseri benefici.
GIGLIOLA MAZZALI
18 dicembre 2010 alle ore 09:35LItalia, così la possiamo chiamare, taglia bellezze, cultura, educazione benessere, alberi, futuro,lavoro, ma non i politici corrotti, la malapolitica, la speculazione invasiva, dilagante.
Questa è ancora una Nazione o una multinazionale?
Chi me lo può spiegare?
GIGLIOLA MAZZALI
18 dicembre 2010 alle ore 09:40una montagna è pubblica o privata ?
Betty S.
13 marzo 2013 alle ore 16:27E' uno scempio sotto gli occhi di tutti. Io, ogni mattina quando alzo gli occhi verso queste montagne maestose e noto nuove ferite, mi viene una fitta al cuore. E' ora di finirla, ma ci dobbiamo impegnare tutti!! L'unione fa la forza e forse grazie al m5s finalmente abbiamo uno strumento valido per contrastare e far cessare definitivamente questi abusi.
francesco Pellegrini
24 ottobre 2013 alle ore 16:41Firmate la petizione e fatela girare per favore!
https://secure.avaaz.org/it/petition/Ferma_la_distruzione_delle_Alpi_Apuane/?fbss