Una buona notizia. In Italia, come negli altri Paesi occidentali (e non), sarà possibile finalmente l'accesso libero al wi-fi. E' stato tolto un macigno alla diffusione di Internet in Italia. E' curioso come il wi-fi sia da sempre senza restrizioni a New York, dove sono state abbattute le torri gemelle, e in Italia lo sia solo ora. Piero Grasso si preoccupa per il danno alle indagini, ma la soluzione è semplice: wi-fi libero ovunque tranne che in Parlamento.
"Cdm approva pacchetto sicurezza, previsto libero accesso alle reti wi-fi. Grasso: da liberalizzazione danno a indagini. Per il procuratore nazionale Antimafia, Piero Grasso, l'accesso libero alle postazioni wi-fi e agli internet point porterebbe a "ridurre moltissimo la possibilità di individuare tutti coloro che commettono reati attraverso Internet". Grasso lo ha detto a Bari, da dove ha voluto segnalare "il venir meno del decreto Pisanu che stabiliva le regole precise - ha detto - per l'identificazione di coloro che usano le reti Internet". "Bisogna rendersi conto - ha concluso il procuratore - che dietro queste reti wi-fi e internet point ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti non più identificabili e si possono trovare anche terroristi, pedofili e mafiosi". Ⓐrzân

Uai Fai libero
5 novembre 2010 alle ore 16:15•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (32)
ivan m.
5 novembre 2010 alle ore 16:37quindi se una tecnologia potrebbe servire ad alcuni per scopi fuorilegge, è giusto privarne tutti, anche a chi lo userebbe "bene".
benissimo allora non vendiamo + automobili (qualcuno puo' impazzire e investire pedoni a valanga), di coltelli (non si sa mai che qualcuno possa usarne per uccidere), di cacciaviti (idem) ecc. ecc.
scusate ma la polizia, carabinieri, GdF cosa ci stanno a fare in Italia??
vogliamo assomigliare sempre agli USA, bene negli USA i WI-FI point sono diffusissimi.
Kitiara m
5 novembre 2010 alle ore 18:03Ti chiedi: "scusate ma la polizia, carabinieri, GdF cosa ci stanno a fare in Italia?" ma a manganellare gente inerme è ovvio!!! Aquilani, studenti, notav, la gente di Terzigno etc...
a proposito visto il "fuoco amico"?
http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=BNWx_aWnbuc
HAHAHAHAHA
andrea vagnoni milano
6 novembre 2010 alle ore 04:48Il nichilismo è buono, per riempire la bocca. Però dire che ACAB non aiuta di certo i tanti poliziotti democratici ad avere una voce corale che possa esprimere le loro inquietudini, come a volte succede in forma individuale e anonima.
Ma tu sei sicura/o di fare un lavoro completamente "pulito"?
angelo amendola
6 novembre 2010 alle ore 09:35se volessi comunicare in segretezza, saprei bene come farlo,o perlomeno studierei il miglior metodo, e volete che terroristi professionisti non ne siano capaci.le piccole restrinzioni servono solo a perdere tempo e a far credere alla popolazione che tutto è sotto controllo.le rete wifi da mò che le crakano.
MySelf_v1
5 novembre 2010 alle ore 16:39Era ora, era proprio ora...
FA Bio
5 novembre 2010 alle ore 16:42Allora siccome è possibile fare stalking o lanciare allarmi bomba o insultare qualcuno anonimamente (a proposito se qualcuno ha il numero del signor Grasso... xD) dalle cabine telefoniche le eliminiamo?
Dario T*
5 novembre 2010 alle ore 16:48Si è identificabili in maniera univoca anche senza un documento, tutte stupidaggini quelle del Sig Grasso.
Elisa M.
5 novembre 2010 alle ore 16:52terroristi, pedofili e mafiosi... su internet o in Vaticano ? Bah ! Siamo come al solito il paese della rovescia !!!!
alvisea fossa
5 novembre 2010 alle ore 17:29CIAO BEPPE
RISPETTO L'AMMIRAZIONE CHE HA MIO PADRE E MIA MADRE PER PIETRO GRASSO,MA NON SOPPORTO L'IGNORANZA DELLO STESSO GRASSO IN MATERIA DI COMUNICAZIONE WI-FI,AL QUALE CONSIGLIO CALDAMENTE DI INFORMARSI MEGLIO SULL'ARGOMENTO PRIMA DI SPARARE CERTE C...E (MI SONO AUTOCENSURATO PERCHE' NE' SPAREREI DI PEGGIO) SUI GIORNALI DEL NONNO PSICONANO BERLUSCONI,CIOE' IL SUO CAPO
ALVISE
Daniele L.
5 novembre 2010 alle ore 18:16Leggetevi l'articolo sul Fatto Quotidiano. Wi-Fi libero un beneamato cazzo. Estraggo il pezzo centrale:
Daniele L.
5 novembre 2010 alle ore 18:21manca il quote non so perché
D'ora in poi anche nelle città italiane sarà possibile navigare liberamente dai parchi, dai bar e dagli aeroporti? Non proprio. La liberalizzazione di cui parla Maroni prevede ancora dei metodi per tracciare l'identikit degli internauti. Saranno i ministeri dell'Interno e dello Sviluppo economico a definire i criteri. L'ipotesi più probabile è che l'identificazione sarà collegata alla scheda Sim del proprio telefonino che a sua volta è collegata a un documento d'identità. Come faranno a collegarsi i turisti, gli stranieri, le persone con un telefono aziendale o i pochi cittadini ancora senza un cellulare, per il momento non è dato saperlo.
L'esperto di diritto telematico e blogger del fattoquotidiano.it Guido Scorza sottolinea un altro problema: "Quando Maroni dice che il decreto Pisanu non verrà più rinnovato dimentica che l'unico comma che aveva necessità di essere prorogato di anno in anno era il primo. Quello che obbliga gli Internet point a chiedere l'autorizzazione in questura". Gli altri punti della legge, quelli che parlano di identificazione sono "a tempo indeterminato. E per essere cancellati hanno bisogno di un abrogazione esplicita".
davide lak (davlak)
5 novembre 2010 alle ore 18:31Grasso è uno stronzo, da sempre.
ve ne accorgete solo adesso?
Lalla M.
5 novembre 2010 alle ore 19:01Da L'espresso on line
Dopo cinque anni e quattro mesi, se tutto va come formalmente promesso dal ministro degli Interni Roberto Maroni, le norme che hanno soffocato la Rete senza fili in Italia (il cosiddetto decreto Pisanu) saranno modificate: niente più richiesta di un documento d'identità cartaceo per accedere all'WiFi nei locali pubblici, niente più obbligo dei gestori di chiedere l'autorizzazione in questura per fornire il servizio (mentre resta ancora in dubbio se questi dovranno in qualche modo archiviare la navigazione on line dei loro clienti, come avviene ora).
Non sarà tuttavia, come ha invece sostenuto Maroni, una vera liberalizzazione. Secondo il governo e la maggioranza infatti, bisogna «contemperare le esigenze della libera navigazione con quelle della sicurezza», come spiega il responsabile Internet del Pdl Antonio Palmieri a L'espresso': quindi «si studierà un modo per identificare i dispositivi attraverso i quali le persone si connetteranno» alla Rete senza fili da locali pubblici.
Pino R.
5 novembre 2010 alle ore 19:43A proposito di reti wireless, digital divide ecc, a che punto è il WiMax ?
Assegnate le frequenze, gli operatori che distribuisco connettività lo fanno solo nei grandi centri ad alta popolazione (maggiori affari) piuttosto che nelle zone non raggiunte dal cavo ... ed il digital divide rimane.
E noi siamo i soliti c.... che subiscono.
roby c
5 novembre 2010 alle ore 20:27a dire il vero io ora uso wi max, senza piu' fili, ne canoni, e abito in un paesino in provincia di como a 6 km dal capoluogo, dove non e' stato ancora raggiunto, seppure sia ben piu' popolato
il mio fornitore e' linkem
enrico ratto
5 novembre 2010 alle ore 20:33wifi libero. io non sono un esperto informatico
ne della sicurezza, ma mi son recato recentemente
negli Usa dove la sicurezza.
Bene gli americani usano quasi esclusivamente ipod
e blackberry come tel e poi portatili pc a stecca.
Tutto questo in quanto e praticamente quasi sempre possibile collegarsi in rete da qualsiasi luogo, strade motel etc.
Avevo il mio pc e solo una volta mi è stato chiesto di autenticarmi.
Luca Gianantoni
5 novembre 2010 alle ore 21:02http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-non-proprio/75417/
Mr SPOCK
5 novembre 2010 alle ore 21:46l'identificazione avverra' tramite un SMS dal cellulare.
In America , INVECE ,anche dopo l'attentato alle torri viaggi libero e non ti devi far identificare da nessuno.
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Letteralmente: «naturalmente da qui a dicembre valuteremo quali siano gli adeguati standard di sicurezza da mettere eventualmente in capo a chi fornisce il servizio alla collettività». Quel che scompare, insomma, è il balzello delle fotocopie e della registrazione dei documenti, ma rimane il dovere di identificare l'utente da parte del fornitore della connessione stessa (azienda, ente municipale o chi per essi).
Un passo avanti importante è stato compiuto, ma soltanto l'analisi del dettaglio permetterà di capire fino a che punto la Pisanu sarà realmente superata: nei prossimi mesi appositi regolamenti porteranno nella pratica la transizione verso il periodo post-Pisanu e solo a quel punto sarà chiaro se la Rete italiana possa considerarsi o meno libera da nuovi balzelli o controlli (la politica in tal senso si è dimostrata più e più volte restìa dal concedere eccessivi spazi di manovra).
La procedura di "login", in particolare, sarà il prossimo tema del contendere: chi dovrà certificare l'identità dell'utenza? Quali strumenti saranno utilizzati ed a quali costi? Fino a che punto sarà garantita la privacy? La Pisanu scompare, ma la mancanza di linee guida chiare lascia un forte punto interrogativo in capo alla questione. La battaglia non finisce oggi, non finisce qui.
http://www.webnews.it/2010/11/05/la-pisanu-sara-affondata-pero/
Mak 89
5 novembre 2010 alle ore 23:38Il "decreto wi-fi libero" è solo una truffa di Maroni: ATTENZIONE!!!!!!!!!
---> http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/05/internet-libera-anche-in-italia-non-proprio/75417/
Franco Muzzi
6 novembre 2010 alle ore 03:18A me sembra il solito giochino del bastone e della carota! Ora tocca alla carota... corri ciuchino corri!
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Poco fa ho provato a postare questo commento come "utente certificato"... ma come ormai accade da due anni e mezzo, lo staff di questo blog ha deciso di censurarmi come "utente certificato" e il mio commento non è apparso! Così, come accade da 2 anni e 1/2 mi tocca scrivere da "Utente non certificato"... caro staff, perchè poi parlate della censura degli altri e non della vostra? Vi pare che io scriva cose offensive o volgari? Sono la correttezza fatta persona... ed il fatto che da 2 anni e 1/2 continuo a bussare alla vostra porta chiedendo chiarimenti sul perchè CESTINIATE i miei commenti autenticati, senza pensare di denunciare la cosa a quei giornali ai quali potrei provare che io mi chiamo FRANCO MUZZI e che da due anni e mezzo non mi viene permesso di commentare come utente autenticato... voglio giustizia! e la pretendo da voi! Non da altri! Forza, fate le verifiche del caso! Contattatemi direttamente... vi do anche l'indirizzo di casa se volete! Io esisto! E non credo nel doppiopesismo! ma vi rendete conto..???
andrea vagnoni milano
6 novembre 2010 alle ore 04:59Quando leggo certi commenti pieni di lamenti, che vanno fuori tema e parlano soltanto degli affari di colui che scrive, mi piace segnalarli come inappropriati. Non faccio parte di uno staff o di una redazione, sono solo un lettore.
Stavolta t'ho voglio dicere t'ho voglio cantà, solo stavolta, però, da domani torno alle comode bandierine rosse!
Massimiliano P.
6 novembre 2010 alle ore 08:53Si BENE!
Ma il sito del moVimento e li che dorme e praticamente inutilizzato!
Facciamo partire sta democrazie diretta oppure no?
Davide Maggi (dadinux)
6 novembre 2010 alle ore 09:57Sono un utilizzatore abbastanza assiduo di Internet e non sono nuovo all'informatica ma non conosco approfonditamente il mondo della sicurezza informatica e forse non ho colto il nocciolo del problema "wi-fi libero".
Dunque, domanda:
almeno per quanto riguarda i cittadini italiani (siamo in Italia almeno iniziamo a "regolarizzare" gli italiani).
Ognuno di noi nel suo paese e' identificato da un documento di identita', da un codice fiscale, magari da un passaporto e nel caso sia abilitato alla guida, da una patente.
Ora, vogliamo rendere pubblico l'accesso al wi-fi ma abbiamo paura della sicurezza? Ok, ci puo' stare.
Qualcuno (del mestiere pero' e non per slogan, per favore altrimenti son buono a rispondermi pure io) mi sa dire se sarebbe possibile produrre una sorta di chiave d'accesso (un ID per intenderci legato ad un singolo individuo) per consentirgli la navigazione ma allo stesso tempo renderlo "tracciabile" nel suo operato (ovviamente nei limiti della privacy e solamente da organi competenti)?
Insomma... i telefoni sono controllabili (anche le cabine pubbliche suppongo), cos'ha di diverso il wi-fi?
Ripeto, la mia e' un'idea che magari non e' nemmeno applicabile pero'... vedo dietro tutta questa "complicazione" non tanto la fattibilita' del wi-fi libero quanto solo gli interessi privati di pochi a discapito del progresso di moltissimi...
Grazie per eventuali e sensate risposte...
Davide
Vittorio Bertola
6 novembre 2010 alle ore 10:00A questo punto mettiamo una telecamera incollata in testa a tutti gli italiani così saremo sicurissimi... no?
Marco Morbelli
6 novembre 2010 alle ore 10:44In tutti i paesi in cui internet è libero, i problemi di Grasso si affrontano meglio di noi.
Ⓐrzân
6 novembre 2010 alle ore 10:50Perché parlare della controllatissima Inghilterra
Dai commenti a Scene Digitali. Scrive Tommaso d'Odorico:
"Ciao, sono Informatico e scrivo dalla Gran Bretagna dove vivo (a Leeds, Inghilterra).
Prima di trasferirmi qui, immaginavo che i britannici schedassero tutto visto il rischio terrorismo (e soprattutto dopo le bombe di Londra innescate da cellulari nel 2005) e le telecamere CCTV ovunque.
Appena arrivato qui mi son fatto una SIM ricaricabile. Sono rimasto disarmato dal fatto che non mi e' stato chiesto nulla, solo 10 sterline che ho pagato in contanti. E ho un numero di telefono e la possibilita' di andare su INTERNET con quella sim. Senza mai aver detto chi sono o aver usato mezzi di pagamento "riconducibili".
Stesso discorso per il Wifi,
in autostrada se mi fermo in area di servizio a bere il caffe', il mio telefono mi avverte che c'e' una wireless gratis.
Ci si deve registrare, ma ti chiede solo nome, cognome e e-mail e basta. Che ovviamente puoi dare fintissimi visto che poi ti da accesso immediato. In realta' te lo chiedono solo per mandarti pubblicita' sulla e-mail dei cibi e servizi di quell'area di servizio.
E la Gran Bretagna e' soggetta a rischio terrorismo infinitamente piu' dell'Italia, visti i link con gli Stati Uniti e i precedenti governi Blair e la guerra in Iraq."
http://zambardino.blogautore.repubblica.it/?ref=HROBA-2
roby f.
6 novembre 2010 alle ore 12:03Preoccupazione inutile e limitiativa della libertà personale è stato dimostrato che la "mafia" e altre associazioni criminali, non hanno bisogno del wi-fi,per delinquere,ivi compreso il mercato della Prostituzione, della Contraffazione,Corruzione,ecc...basta guardarsi intorno...
Piuttosto va combattuto "l'Abusivismo"commerciale, una delle fonti di reddito della criminalità, lo si può combattere perchè facilmente individuabile, così come il "lavoro nero",magari partendo da una riforma dei corpi di Polizia (troppi)...112-113-117-ecc,intanto istituendo un numero unico(giusto così per risparmaire sul centralino)...poi liberare gli uffici da personale "militare", magari mettendoci gli "invalidi"...che costerebbero poco in termini di contributi allo stato, pure nei tribunali....uniremo l'utile al dilettevole...del resto molti di noi hanno fatto anche il "militare", abbiamo servito lo stato e lo stato invece ci mette da parte...
Caro Procuratore siamo comunque con lei e chi come lei combatte il Crimine,la prevenzione si fa anche attraverso la presenza sul territorio, in modo discreto e attento e attravesrso la razionalizzazione delle strutture istituzionali, talvota troppo dispersive e costose..almeno penso...
Marco rossi
6 novembre 2010 alle ore 12:11Tanto in Italia non cambierà mai nulla.
Aggiungo per chi non lo sapesse che qui a Roma esiste da secoli, la registrazione via SMS. Offerta da Comune di Roma e Provincia di Roma, che difatto taglia le gambe a tutti, in particolare non funziona con sim straniere. Quindi dopo aver ottenuto la password, bisogna inserirla, nel microschermo del cellulare, cosa che non funziona mai... Nel mio caso iPhone/iPod, non hanno mai funzionato, ma mi funge solo il Blackberry, insomma la maggior parte dei telefoni digersce SOLO reti libere. Una volta parlai con il servizio tecnico del comune di Roma, e lo stesso operatore mi ha consigliato la preregistrazione dal pc di casa in quanto di fatto è praticamente impossibile usare lo schermetto del cellulare... Fortunatamente il comune e provincia sanno di questa fesseria e grazie a Dio han pensato di permettere una registrazione dal pc di casa. In soldoni, se ti serve internet "al volo", fate prima ad andare al solito centro telefonico, la registrazione con SMS, è macchinosa e fa perdere un casino di tempo.
Ma aggiungo il sistema funziona bene solo con veri PC tipo Netbook/Notebook, ma anche in questo caso fate come me ho trovato un Netbook con 3G, integrato che costa poco di più e vai alla grande.
Inutile dirlo un internet così come lo abbiamo noi, FAVORISCE solo le grandi compagnie telefoniche che vendono le famose chiavette, quindi c'è tutto l'interesse di mantenere le cose come lo sono adesse ossia un 'internet castrato.
viva il sud italia ( donne in movimento)
6 novembre 2010 alle ore 12:34La Repubblica
sabato 06 novembre 2010
cronaca di bari.. TRAGEDIA ALL'ENI DI TARANTO.. PRECIPITA NEL VUOTO MUORE OPERAIO
IL LAVORO
UN SERIAL MASS KILLER
guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=aIr1Wq0H7HQ
markit m.
6 novembre 2010 alle ore 12:55Fatemi capire. Sono un mafioso, voglio organizzare un attentato, che faccio?
Vado all'internet point più vicino, do i miei documenti veri, e comincio a chattare con altri mafiosi per organizzare la cosa.
La polizia che è in ascolto su tutto il traffico di tutt'Italia (ecco perché intanto i delinquenti se la spassano nel mondo reale) vedono l'ora e l'IP del flusso, identificano l'internet point, e dai registri sanno che quella conversazione è stata fatta da Mario Rossi. Si precipitano a casa del povero Mario, ottantenne ignaro di tutto a cui il mafioso ha clonato i documenti.
Ma chi vogliono prendere in giro? Uno che sa di delinquere va a dare i documenti veri???? E il servizio che faceva vedere come in certi negozi si può acquistare una sim ed attivarla senza dare i documenti?
Che scuse ridicole per voler continuare a controllare i cittadini onesti, rendendoli ricattabili e "profilati" ad uso futuro.
Vergogna!
Giuseppe Fasulo
6 novembre 2010 alle ore 17:14Ricordo al Procuratore che un noto esponente mafioso usava i "pizzini" per corrispondere con i suoi sodali. Che facciamo allora, aboliamo carta e penna? E poi il wi-fi libero in Italia non ci sarà MAI, neanche questa volta, credetemi.
viva il sud italia ( donne in movimento)
6 novembre 2010 alle ore 19:30La Repubblica
sabato 06 novembre 2010
cronaca di bari.. TRAGEDIA ALL'ENI DI TARANTO.. PRECIPITA NEL VUOTO MUORE OPERAIO
IL LAVORO
UN SERIAL MASS KILLER
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