La multinazionale Eaton ha chiuso la sua fabbrica di Massa. Il motivo? Deelocalizzazione. L'Italia è quel Paese da cui si delocalizza sempre, ma dove non si localizza mai.Dovremo delocalizzare gli italiani.
"Questa mattina sfilavo per le via di Massa insieme a moltissime altre persone. Un corteo di disperati, lavoratori della EATON, immigrati, pensionati, cassaintegrati con scadenza a breve tempo. Pioveva e anche tanto. Un corteo lungo e composto, dignitoso, ma quasi rassegnato. La lunghissima fila era aperta dal vice sindaco e dal presidente della regione toscana Enrico Rossi,e dietro migliaia di operai che venivano anche da lontano. Abbiamo camminato fin sotto al palazzo della Provincia, pochi slogan, pochi fischi, poche parole. Pochi giorni prima i manganelli della polizia avevano dato sfogo sulle schiene di questi poveri disgraziati che esausti e stanchi di non avere risposte, avevano cercato di occupare l'autostrada per attirare un poco d'attenzione. Questo pezzo dell'Italia che sta subendo l'ennesimo sopruso ormai è stanco. Una donna anziana fasciata con una bandiera con su la scritta Unione Pensionati cantava con un megafono, canzoni del secolo scorso, dove si invocava l'unità, la lotta contro il padrone tiranno, la lotte di classe, la rivendicazione al lavoro. Ho chiesto ad un giovane universitario dagli occhi trasparenti perchè era lì... quali erano i motivi e cosa c'era che non andava... Mi ha guardato incredulo... "Perchè?" mi ha risposto, "Stai facendo una battuta? Non è abbastanza chiaro?...QUI NON VA NULLA". Sara Paglini, Carrara

La Eaton e la delocalizzazione degli italiani
20 novembre 2010 alle ore 18:30•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (56)
Marco Zorzi
20 novembre 2010 alle ore 19:02Ed infatti con questa invasione straniera in atto, verranno ben presto "delocalizzati" anche gli italiani.
Sostituiti da altre popolazioni da tutto il mondo che li stanno sostituendo: asiatici, africani, arabi, etc
E tutto ciò con l'avallo ebete dei buonisti (cattolici e sinistra) e col sorriso cinico dei capitalisti sfruttatori che questa invasione hanno voluto provocato e da cui dipende la loro ricchezza.
Chi è di sinistra e antirazzista ma CONTRO questa invasione straniera che sta portando alla scomparsa del popolo italiano, e contro questo imperante buonismo che definisce vigliaccamente razzista chi si difende da un'invasione, per favore si iscriva a questo Gruppo:
http://www.facebook.com/group.php?gid=6826407558
antonio d.
20 novembre 2010 alle ore 19:17Delfo Zorzi, è stato assolto pochi giorni fà, per la strage di piazza della loggia, a Brescia.
Dopo pochi giorni, la guardia di finanza, lo ha accusato di evasione fiscale per 60 milioni di euri.
Parente?
Marco Zorzi
20 novembre 2010 alle ore 19:17Il link corretto è:
http://www.facebook.com/group.php?gid=68264075585
Marco Zorzi
20 novembre 2010 alle ore 19:27Non sono parente. Io appartengo all'altro versante, quello delle persone oneste a cui questa razza di cinici servitori del potere e assassini senza scrupoli hanno fatto sempre orrore.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:31@Zorzi
Sig.Zorzi,ho cliccato sul suo nome,e letto l'articolo "morire di delocalizzazione",molto istruttivo,veramente.
Guardi questa conferenza di NOAM CHOMSKY al MIT di BOSTON.
E' illuminante.
Saluti
http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
tinazzi .
20 novembre 2010 alle ore 19:10
Grazie SAra.....
DI QUESTO SPACCATO DI vera realta' e disperazione
italiana...
Non delle favole di merda....del regime....
Tinazzi
sara paglini
20 novembre 2010 alle ore 21:00:)
antonio d.
20 novembre 2010 alle ore 19:32"Pochi giorni prima i manganelli della polizia avevano dato sfogo sulle schiene di questi poveri disgraziati che esausti e stanchi di non avere risposte, avevano cercato di occupare l'autostrada per attirare un poco d'attenzione."
VERGOGNA!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Lovigio II (na)
21 novembre 2010 alle ore 03:34@antonio d
Grazie per l'incoraggiamento dell'altro giorno al mio post,sul denaro,puntualmente cancellato.
Saluti
Marco Zorzi
20 novembre 2010 alle ore 19:34Il link indicato è errato, quello giusto è:
http://www.facebook.com/group.php?gid=68264075585
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:34@Zorzi
***
Sig.Zorzi,ho cliccato sul suo nome,e letto l'articolo "morire di delocalizzazione",molto istruttivo,veramente.
Guardi questa conferenza di NOAM CHOMSKY al MIT di BOSTON.
E' illuminante.
Saluti
***
http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
*******
alvisea fossa
20 novembre 2010 alle ore 19:43CIAO BEPPE
EATON DELOCALIZZA,ED INTANTO MUORE LENTAMENTE LA NOSTRA INDUSTRIA,E NESSUNA FA' NIENTE
ALVISE
Luigi D.
20 novembre 2010 alle ore 19:52"Quì non và nulla!"
Sintesi perfetta, di un paese impazzito.
Un popolo di idioti che si credono furbi,
che votano in base alle mode,
che protestano solo
quando la realtà
li tocca direttamente,
che se ne fregano gli uni degli altri.
Senza memoria,
senza morale,
senza coscienza,
senza valori,
anche questi operai,
anch'io.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 20:58@Luigi D., Ancona
***
Ciao Luigi.
Come al solito,ottimo commento.
Mi hai chiesto cosa ne penso del signoraggio,ricordi?
Ebbene,non posso che risponderti con questa frase di Marx:"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi"...
(Karl Marx, Il Capitale, 1885)
Ora queste società di speculatori private che come tu ben sai,non fanno altro che creare moneta dal nulla,e con essa il debito,tengono in scacco il...movimento capitalistico,perchè di un movimento si tratta.
E come,con quale strumento padroneggiano il mondo?
bè mi sembra chiaro,attraverso la politica.
Infatti secondo J.Dewey,"la politica è l'ombra che il potere economico emana sulla società".
Una prova tangibile di ciò che dico,la leggerai al Link sotto:
http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=33429
E il 5 stelle,di chi si occupa,della politica,o di questi speculatori privati?
Saluti Luigi
P.S.
Del libro che ti consigliai di leggere di Attali,su Marx,te ne posto il finale.
L'avevo postato in chiaro,ma i "moderatori" del blog non vogliono,chissà perchè?
Credo che ti interessi.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:041/di/3
Nel 1883(morte di Marx)il mondo era pieno di promesse:si annunciava la democrazia,si disegnava la mondializzazione,esplodeva il progresso tecnico.
Poi gli uomini hanno avuto paura dell'avvenire.Alcuni si sono serviti dell'opera del pensatore più universalista,dello spirito del mondo,come di un alibi per edificare barbare fortezze.Oggi non solo l'esperienza dell'URSS,della Cina,di Cuba,e di molti altri l'ha screditato,ma i fondamenti stessi della sua teoria sembrano superati.
Non è più possibile definire le classi sociali,borghesia e proletariato non sono più due gruppi sociali contrapposti in modo assoluto,gli stessi lavoratori salariati sono divisi in gruppi con mille sfumature,e alcuni tra loro sono divenuti ormai azionisti.Le imprese sono gestite da quadri,che non ne sono i proprietari ma si appropriano di una parte del profitto.E'impossibile misurare i costi di produzione di un oggetto con le ore di lavoro necessarie per produrlo.
E,per finire,la misura del plusvalore è sempre più incerta.
Malgrado tutto,la teoria di Marx riacquista interamente il suo significato nel quadro della globalizzazione di oggi,che lui aveva previsto.Assistiamo all'esplosione del capitalismo,al rovesciamento delle società tradizionali,alla crescita dell'individualismo,alla pauperizzazione assoluta di un terzo del mondo,alla concentrazione del capitale,alla decolonizzazione,alla mercificazione,allo sviluppo della precarietà,al feticismo delle merci,alla creazione di ricchezza da parte della sola industria,alla proliferazionedell'industria finanziaria,che punta a premunirsi contro i rischi della precarietà.Tutto questo,Marx l'aveva previsto.Il costo del lavoro resta,come lui aveva indicato,la variabile chiave dell'economia.E il tasso di rendimento resta l'obiettivo principale.Per preservarlo e farlo crescere,i salari continuano ad aumentare meno velocemente della produttività,e lo Stato continua a farsi carico di una parte crescente delle spese sociali e della ricerca.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:062/di/3
Domani-se la Globalizzazione non sarà messa di nuovo in discussione-la garanzia della redditività del capitale non potrà passare attraverso una socializzazione mondiale delle perdite,mancando uno Stato mondiale.Passerà dunque per la riduzione del costo del lavoro,cioè per la delocalizzazione,lo smantellamento della protezione sociale e la sostituzione accelerata di alcuni servizi con dei prodotti industriali,al fine di ridurre il costo della riproduzione della forza lavoro.In altre parole per l'automazione dei servizi per il tempo libero,la salute e l'istruzione.Se in questo modo l'uomo diventa merce,alla fine come tale verrà clonato,nonostante gli illusori argini giuridici che qualche paese si sforza di ergere.Nessuno potrà più voler essere altro che una merce.La tirannia del nuovo,il feticismo del consumo di cui Marx ha tanto parlato,ritarderà allora-grazie al fascino dello spettacolo indefinitamente rinnovato delle merci-l'avvento della rivoluzione,anch'essa diventata uno spettacolo,offerto da qualche terrorista al resto del mondo.
Quando avremo così esaurito la mercificazione dei rapporti sociali e utilizzato tutte le sue risorse,il capitalismo,se non avrà distrutto l'umanità,potrebbe aprire le porte ad un socialismo mondiale.per dirlo altrimenti,il mercato potrebbe lasciare il posto alla fraternità.Per immaginarlo,sarebbe necessariotornare ai principi che Marx già evocava quando auspicava un socialismo universale.
La gratuità,l'arte del"fare"e non del "produrre",il mettere in comune e gratuitamente a disposizione i beni necessari all'esercizio delle libertà e delle responsabilità("beni essenziali")
Siccome non esiste uno Stato mondiale da conquistare,ciò potrebbe avvenire con l'esercizio di un potere su scala planetaria,con una transizione nello spirito del mondo,quell'"evoluzione rivoluzionaria"tanto cara a Marx.Attraverso il passaggio alla responsabilità e alla gratuità.Ogni uomo diverrebbe cittadino del mondo e il mondo sarebbe infine fatto per l'uomo
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:103/di/3
Bisognerà allora rileggere Karl Marx.
Vi potremo attingere ragioni per non reiterare gli errori del secolo trascorso,per non cedere alle false certezze,per ammettere che qualsiasi potere deve essere reversibile,che tutte le teorie sono fatte per essere contraddette,che ogni verità è destinata ad essere superata,che l'arbitrio è morte sicura,che il bene assoluto è la fonte del male assoluto,che il pensiero deve restare aperto,non deve spiegare tutto ma ammettere punti di vista contrari,non confondere la causa con i responsabili,i meccanismi con gli attori,la classi con le persone.
Lasciare l'uomo al centro di tutto.
Per riuscirci,le generazioni future si ricorderanno del proscritto Karl Marx che,nella sua miseria londinese,piangendo i figli morti,sognava un'umanità migliore.
Torneranno allora verso lo spirito del mondo e il suo messaggio principale:
L'UOMO MERITA CHE SI SPERI IN LUI.
Dal libro di J.Attali,"K.Marx;ovvero lo spirito del mondo".
P.S.
Luigi,fammi sapere,con calma,del materiale postatoti.
Un caro saluto.
P.S.2
Spero di farti cosa gradita,postandoti questo Link,scoprirai piacevolmente di che si tratta.
http://www.filosofico.net/marx.htm
serena porru
20 novembre 2010 alle ore 20:13io credo che ormai i "cortei" non servano più a niente... i ricchi sempre più ricchi i poveri sempre più poveri.
il problema è che non ci incazziamo... ci hanno addormentati davanti alla televisione... bisognerebbe delocalizzare i delocalizzatori in un qualche modo, farei vivere loro nell'incertezza del domani e con 750 euro al mese.
nikein laos
20 novembre 2010 alle ore 20:40RIPRENDIAMOCI IL MADE IN ITALY.Se gli imprenditori e le società vogliono marchiare i loro prodotti con il Made in Italy DEVONO fabbricarlo IN ITALIA e non all'estero dove sfruttano gli operai pagandoli la metà e dove pagano meno tasse.Chiediamo una legge che obblighi che OBBLIGHI chi vuole usare il Made in Italy a produrlo in Italia,con fabbriche in Italia (e non solo le sedi amministrative in Italia).Vedrete come ci sarebbe il lavoro.Se i prodotti vengono fatti all'estero non sono Made in Italy.Il Made in Italy E'NOSTRO.Sudato dai NOSTRI PADRI.RIPRENDIAMOCELO.Passate parola.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:01Prova inserimento.
"Una multinazionale è più vicina al totalitarismo di qualunque altra istituzione umana."
-Noam Chomsky-
http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
maurizia n.
22 novembre 2010 alle ore 15:06....prepariamoci al fascismo prossimo venturo
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:17La teoria di Marx riacquista interamente il suo significato nel quadro della globalizzazione di oggi,che lui aveva previsto.Assistiamo all'esplosione del capitalismo,al rovesciamento delle società tradizionali,alla crescita dell'individualismo,alla pauperizzazione assoluta di un terzo del mondo,alla concentrazione del capitale,alla decolonizzazione,alla mercificazione,allo sviluppo della precarietà,al feticismo delle merci,alla creazione di ricchezza da parte della sola industria,alla proliferazionedell'industria finanziaria,che punta a premunirsi contro i rischi della precarietà.Tutto questo,Marx l'aveva previsto.Il costo del lavoro resta,come lui aveva indicato,la variabile chiave dell'economia.E il tasso di rendimento resta l'obiettivo principale.Per preservarlo e farlo crescere,i salari continuano ad aumentare meno velocemente della produttività,e lo Stato continua a farsi carico di una parte crescente delle spese sociali e della ricerca.
Domani-se la Globalizzazione non sarà messa di nuovo in discussione-la garanzia della redditività del capitale non potrà passare attraverso una socializzazione mondiale delle perdite,mancando uno Stato mondiale.Passerà dunque per la riduzione del costo del lavoro,cioè per la delocalizzazione,lo smantellamento della protezione sociale e la sostituzione accelerata di alcuni servizi con dei prodotti industriali,al fine di ridurre il costo della riproduzione della forza lavoro.In altre parole per l'automazione dei servizi per il tempo libero,la salute e l'istruzione.Se in questo modo l'uomo diventa merce,alla fine come tale verrà clonato,nonostante gli illusori argini giuridici che qualche paese si sforza di ergere.
Quando avremo così esaurito la mercificazione dei rapporti sociali e utilizzato tutte le sue risorse,il capitalismo,se non avrà distrutto l'umanità,potrebbe aprire le porte ad un socialismo mondiale.
Per dirlo altrimenti,il mercato potrebbe lasciare il posto alla fraternità.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:192/di/2
Per immaginarlo,sarebbe necessariotornare ai principi che Marx già evocava quando auspicava un socialismo universale.
La gratuità,l'arte del"fare"e non del "produrre",il mettere in comune e gratuitamente a disposizione i beni necessari all'esercizio delle libertà e delle responsabilità("beni essenziali").
Siccome non esiste uno Stato mondiale da conquistare,ciò potrebbe avvenire con l'esercizio di un potere su scala planetaria,con una transizione nello spirito del mondo,quell'"evoluzione rivoluzionaria"tanto cara a Marx.Attraverso il passaggio alla responsabilità e alla gratuità.Ogni uomo diverrebbe cittadino del mondo e il mondo sarebbe infine fatto per l'uomo.
Bisognerà allora rileggere Karl Marx.
Vi potremo attingere ragioni per non reiterare gli errori del secolo trascorso,per non cedere alle false certezze,per ammettere che qualsiasi potere deve essere reversibile,che tutte le teorie sono fatte per essere contraddette,che ogni verità è destinata ad essere superata,che l'arbitrio è morte sicura,che il bene assoluto è la fonte del male assoluto,che il pensiero deve restare aperto,non deve spiegare tutto ma ammettere punti di vista contrari,non confondere la causa con i responsabili,i meccanismi con gli attori,la classi con le persone.
Lasciare l'uomo al centro di tutto.
Per riuscirci,le generazioni future si ricorderanno del proscritto Karl Marx che,nella sua miseria londinese,piangendo i figli morti,sognava un'umanità migliore.
Torneranno allora verso lo spirito del mondo e il suo messaggio principale:
L'UOMO MERITA CHE SI SPERI IN LUI.
Dal libro di J.Attali,"K.Marx;ovvero lo spirito del mondo".
Luigi D.
21 novembre 2010 alle ore 16:50Ciao Lovigio.
Ho letto il testo con le conclusioni finali
di Attali che hai postato.
Devo dire che l'analisi di Attali su quello
che è accaduto negli ultimi 30 anni è esatta,
e anche l'evoluzione a breve è probabile.
Il punto d'arrivo di questa evoluzione però,
per quanto auspicabile, pecca, secondo il mio modestissimo parere, di eccessivo ottimismo.
Vedi Lovigio, non si tratta di non dare fiducia all'uomo, il problema è che la conclusione di Attali mi sembra derivare da un concetto filosofico-religioso, più che politico o economico, e, per quanto seducente, mi sembra un pò velleitaria.
E' vero che, Anche Marx arrivava praticamente alla stessa conclusione, ma mi sembra che egli ritenesse propedeutico un lungo periodo di "dittatura educativa" che spurgasse le menti degli uomini dalle scorie lasciate dai lunghi anni di pratica capitalista, e facesse germogliare in loro la coscienza dell'uomo socialista.
Inoltre mi chiedo, e ti chiedo:
Che dovremmo fare nell'attesa del crollo naturale del capitalismo?
Sedere sulla sponda del fiume, in attesa, mentre si continua questo scempio di vite, e di risorse,
questa umiliazione dei più deboli?
E se il capitalismo invece distruggesse l'umanità?
Oppure se i capitalisti, come credo sia probabile, intuissero i pericoli e si fermassero quel tanto che basta per evitare il tracollo?
E vero, d'altra parte,che la mia capacità di analisi su argomenti complessi ed aleatori come questo, è piuttosto limitata, quindi le mie sono più che altro impressioni, e non ambiscono certo ad essere delle affermazioni categoriche.
Temo quindi, di avere ancora bisogno di un tuo aiuto per ben comprendere tutte le implicazioni del pensiero marxiano.
Ciao.
Luigi
LAURA S.
20 novembre 2010 alle ore 21:26IMPARATE TUTTI DA QUELLA DONNA ANZIANA CHE CANTAVA CANZONI DEL SECOLO SCORSO SUL DIRITTO AL LAVORO E SULLA NECESSITA' DI LOTTE UNITARIE.
Roberto Vian
20 novembre 2010 alle ore 21:36Uno dei tanti tristi casi in cui bande di criminali incravattati compiono il lavoro sporco per riempire ancor più le tasche dei loro "datori di lavoro": un manipolo di "persone" che detengono in regime di monopolio i pacchetti di maggioranza della produzione, e proliferazione con speculazioni, di carta colorata che noi chiamiamo soldi, che ci sta rendendo ogni giorno più pezzenti come esseri umani.
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:39http://laverabestia.org/play.php?vid=1791
"Lo scopo delle Corporation (MULTINAZIONALI)è massimizzare i profitti e le quote di mercato, e per far questo devono agire sul target della popolazione, che va trasformata in una massa di irrazionali consumatori di beni di cui non hanno bisogno.
Vanno sviluppati i cosiddetti 'desideri creati', quindi devi creare dei desideri, devi imporre alla gente la filosofia della futilità, devi farla concentrare sulle cose piu' insignificanti della vita, come gli articoli alla moda (Auto,Vestiti,Elettrodomestici,ecc)
L'ideale è avere individui completamente dissociati gli uni dagli altri, la cui concezione di se stessi, il proprio valore è solo: 'quanti desideri creati posso soddisfare?'"
(Noam Chomsky)
Lovigio II (na)
20 novembre 2010 alle ore 21:44http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
Vi siete mai chiesti com'è possibile che i nostri nonni con uno stipendio da normalissimo dipendente,a 20 anni,potessero mantenere tutta la famiglia e pagare un mutuo? E poi a mandare figli all'università?
Mentre oggi,una coppia di lavoratori dipendenti riesce a malapena a pagare l'affitto?
Molte di queste risposte sono in questa conferenza tenuta al MIT nel 1995 da N.Chomsky.
Introduzione di David Barsamian
Già in quell'anno,erano ben chiari i motivi del declino del potere d'acquisto dei salari dei lavoratori dipendenti.
Declino che continua ancora oggi.
Il fatto è che,siamo una società guidata dagli imprenditori che significa che i diritti umani sono subordinati al travolgente e imperativo bisogno di profitti per gli investitori,e che le decisioni sono nelle mani di irresponsabili tirannie private;che significa che anche se esistono istituzioni democratiche formali,hanno un significato marginale.
Il governo infatti è "l'ombra proiettata dagli imprenditori sulla società"così che le modifiche all'ombra,non modificano ciò che la proietta.
Noam Chomsky
Lenintonio D (ilich)
20 novembre 2010 alle ore 22:36non capisco... piacerebbe ragionare insieme per capire
l'altra sera (io già sapevo e ho postato tante volte) Fabio Fazio ha elencato un MARE DI MERDA DI PARTITINI... quelli più "misti" sono di sinistra!
... allora dov'è la fregatura?
il popolo ha rinunciato a seguire queste scissioni
in tanti rigagnoli ed ha accentrato il voto verso
un partito ANTI-LAVORATORI ... IL PD che è stato
IMMOBILE ! o DORMIENTE come "morfeo" !
- questo è il peccato "veniale", quello MORTALE è stato di SPINGERE LA LEGA NORD costituita da veri
trogloditi e ladroni patentati che hanno deviato
il concetto SOCIALE del rapporto tra lavoratori e
imprese ! Additando lo "straniero" , non solo quello extracomunitario come "responsabile della
mancanza di lavoro" .
Un "gioco al massacro" che ha causato il vero default italiano e che spingono le aziende a delocalizzare SENZA CONTROLLO DA UN GOVERNO FORTE!
ESITO FINALE:
-fabbriche che vanno via
-stranieri in patria "affamati" di più
-condizioni da schiavi per italiani e stranieri
-mercato in collasso causa mancanza potere d'acquisto
futuro:
- fabbriche che falliranno anche fuori d'Italia
per mancanza di mercato
- stranieri e italiani sempre più incazzati
- RIVOLUZIONE SOCIALE in ITALIA e nei paesi che credono di essere della cuccagna , oggi !
NE VEDREMO DELLE BELLE!
si salvi chi puo'
grazie - italioti supercoglioni !
Alex Scantalmassi
21 novembre 2010 alle ore 00:41Grazie del passaggio.
A buon rendere.
Alex
enrico bonzi
21 novembre 2010 alle ore 00:49Da Pistoia sono venuto per manifestare tutta la sola haimè solidarietà per quei lavoratori.In mezzo a quella gente non c'era ne rabbia ne sgomento ,ma ho visto solo tanto, tanto vuoto e silenzio. La situazione è pesante e insostenibile .Alla gente iniziano a mancare le basi essenziali per la sovravvivenza.
Lovigio II (na)
21 novembre 2010 alle ore 01:23Il costo del lavoro resta,la variabile chiave dell'economia.E il tasso di rendimento resta l'obiettivo principale.Per preservarlo e farlo crescere,i salari continuano ad aumentare meno velocemente della produttività.
Se la Globalizzazione non sarà messa di nuovo in discussione,la garanzia della redditività del capitale non potrà passare attraverso una socializzazione mondiale delle perdite,mancando uno Stato mondiale.
Passerà dunque per la riduzione del costo del lavoro,cioè per la delocalizzazione,lo smantellamento della protezione sociale e la sostituzione accelerata di alcuni servizi con dei prodotti industriali,al fine di ridurre il costo della riproduzione della forza lavoro.In altre parole per l'automazione dei servizi per il tempo libero,la salute e l'istruzione.
ESATTAMENTE QUELLO CHE STA SUCCEDENDO OGGI.
P.S.
Caro vecchio Marx,quanto avevi ragione.
http://zarcoweb.blogspot.com/2010/10/morire-di-delocalizzazione.html#links
Josef Dzugashvili (stalin)
21 novembre 2010 alle ore 01:52Inutile forse aggiungere (perchè è scontato) che non esiste non solo il benchè minimo tentativo da parte degli esponenti politici di questo paese per influire o modificare questi eventi, ma non vi è da parte loro neppure la consapevolezza di questi avvenimenti e del loro sviluppo.
E' una classe politica parassitaria di cialtroni incompetenti che vivono all'ombra della CE, della BCE o dell'FMI, si affidano a loro e ne eseguono diligentemente gli ordini.
Lovigio II (na)
21 novembre 2010 alle ore 02:02@Josef
Condivido in toto quello da lei detto,che si può sintetizzare in questa massima di J.Dewey:"La politica,è l'ombra che il potere economico ha posto sulla società".
Saluti
http://www.youtube.com/watch?v=NFqDpjzO4jU
Nerio Cappelli
21 novembre 2010 alle ore 01:47La questione è sempre la stessa anche se nessuno ha il coraggio di affrontarla. Se perdo il posto di lavoro perchè le aziende delocalizzano in un altro paese,(in questo caso in Polonia) perchè poi devo dare un lavoro alla gente che viene da quel paese? E se non lo faccio sono razzista xenofobo come è stato detto negli ultimi 20 anni? La gente che viene da questi paesi e giustifica la sua presenza dicendo che non hanno altre alternative non è che ti prende per i fondelli?
Quante aziende delocalizzano grazie alle opportunità createsi con i soldi che noi ,come Italia, diamo ai paesi esteri per il loro sviluppo? (quanti miliardi si è beccata la Polonia in fondi europei?)
FABER C.
21 novembre 2010 alle ore 08:14Chiediamoci perchè siamo agli ultimi posti x investimenti esteri???
mancanza di infrastrutture, tassazione sulle imprese a livelli esorbitanti. A tutto questo hanno concorso sia la destra, in cui secondo me si annidano molti corrotti che fanno lievitare il costo delle infrastrutture, sia la sinistra che ha contribuito ad aumentare la spese pubblica. Ultimamente ho sentito un discorso di Bersani che paragonava gli asili nido Emiliani a quelli Calabresi, proponendo un aumento degli asili in Calabria, ma dico se è vero che in Calabria molte madri sono dissocupate che senso ha spendere per degli asilo nido??? stessa cosa per il terzo maestro nelle elementari, che si giustifica col tempo pieno e le donne che lavorano, ma se queste ultime non lavorano, non sarebbe stato piu' saggio destinare fondi alla costruzione di infrastrutture per far girare l'economia???
a volte (ritornano)
21 novembre 2010 alle ore 12:11Basterebbero semplici regole:
Per fregiarsi del marchio "made in italy" il prodotto deve essere realizzato al 100% in Italia.
Le aziende che delocalizzano all'estero non possono più vendere in Italia.
Vuoi vendere in Italia? produci in Italia!
bruno bassi
21 novembre 2010 alle ore 13:14la situazione di massa è vissuta ancora più tragicamente dalla popolazionie perché sono moltissimi anni che la città è governata dalla sinistra e se anche la sinistra non sa fare la sinistra ........
eppure li votano, e i consensi aumentno proporzionalmente ai disagi.
francesco GROSSO
22 novembre 2010 alle ore 19:49Beh ? Cosa centra il voto a sinistra con l'Eaton ?
bruno bassi
21 novembre 2010 alle ore 13:16la situazione di massa è vissuta ancora più tragicamente dalla popolazione perché sono moltissimi anni che la città è governata dalla sinistra e....... se anche la sinistra non sa fare la sinistra ........
eppure li votano, e i consensi aumentano proporzionalmente ai disagi.
emiliano amicuzi
21 novembre 2010 alle ore 17:17Ancora le solite storie
si certo le aziende chiudono e delocalizzano
..be fanno bene ..lo farei anche io se fossi un imprenditore
ragazzi un azienda paga 100 per un lavoratore in italia e il lavoratore prende 40 ,
nell'ordine
25 contributi a carico azienda
25 inps a carico del lavoratore
10 tasse sul reddito lavoratore
risulatto 40 per il lavoratore
che fare ??
qualsiasi governo dall'estremo destra all 'estrema sinistra che mi tagli le pensioni io lo voterei
volgio dire : io metterei un tetto massimo alle pensioni : 800 euro al mese per tutti
abbassando cosi' il costo del lavoro di almeno 20 punti
i pensionati con 800 euro possono vivere , perche' cazzo io ci vivo e devo pagargi anche l'affitto !!
e' chiaro che se non sei stato un tossico un giocatore accanito nell'arco di una vita lavorativa sicuramente sei riuscito a farti una casa pertanto _ abbassiamo le pensioni
abbassiamo il costo del lavoro e vedrete che gli imprenditori si stanno in italia invece di andare in romania and so on..
semplice
p.s. sono un impiegato non un imprenditore
Rocco Papaleo
21 novembre 2010 alle ore 23:39si capisce che sei un impiegato e si capisce che hai una visione parziale di quello che ti circonda.
Spiegami come mai un presidente di una authority italiana prende 400.000 euro / anno e un corrispondente tedesco poco più di 100.000?
Mi spiegi come mai un parlamentare ha diritto alla pensione dopo 5 anni di attività pentre un lavoratore normale 36?
Potrei andare avanti molto ma ti dico un'ultima cosa: perchè gli stipendi di un operaio / impiegato deve diventare come quello di un cinese mentre quello dei dirigenti superano molto i corrispondenti tedeschi o francesi?
Un po di Cina non farebbe bene anche a loro?
Luigi D.
23 novembre 2010 alle ore 01:19Più che altro sei scemo!
Frank A.
21 novembre 2010 alle ore 17:27In verita' vi dico che in Italia andrebbe per ora delocalizzato solo er governaccio tutto, nel deserto del Gobi.
Frank A.
21 novembre 2010 alle ore 17:58Ho letto su Repubblica stamane che a sinistra c'e' una novita'(!?!??), ovvero che i vari frammenti di sinistra si ricongiungono in uno solo.
Roba da lettino dello strizza cervelli.
Se prima eravamo soli a cantar la mimpapo'ed ora siamo in due a cantar la mimpapo' e cosi' via....
e poi sicuramente ricominceranno daccapo.
Da due gatti a quattro ed ora a sei.
E tutto questo tempo da separati, in cui non hanno concluso un pene di segugio alsaziano?
Appoggio esterno a Vendola. Insomma un sotterfugio
per riacquistare quella credibilita'che avevano persa insieme ai consensi ed all'abbandono completo della classe operaia e dei meno abbienti.
Comunque derivazione diretta del successo di Nicky.
"Damose da fa se no qui sparimo proprio!"
Per me hanno smarrito e non da ora il significato della parola "sinistra", a parte il PD che piu' che un partito e' un'inciucio (comunque sempre meglio di niente), che si sta facendo "sorpassare"
a destra da FINI!!!
Ionesco una commedia del genere non l'avrebbe saputa concepire meglio.
Usciti dalla porta cercano di rientrare dalla finestra - ma se la legge elettorale non cambia?
Intanto la classe lavoratrice tutta, impiegati e operai, ed anche molti artigiani e loro collaboratori restano ancora orfani di quel grande partito di sinistra che l'Italia si meriterebbe per riprendersi il posto che gli spetta, smussato da estremismi di maniera e oramai sorpassati, ripeto anche dalla destra
finiana.
Facciamola finita con la paura della parola "sinistra", con la quale il marpione di Arcore ci ha campato finora.
Sinistra significa "il sociale" e basta.
Schieramento parlamentare geometrico dell'emiciclo
dove risiedono o dovrebbero risiedere coloro eletti dal popolo per difendere i diritti dei lavoratori che sono l'ossatura portante dell'economia del paese. Senza di loro Della Valle
le scarpette se le cuce da solo e ne esporta 5 all'anno.
Se l'Italia vuole recuperare dopo il morfeismo
berlusconiano deve far star bene loro e le loro famiglie.
mario mosti
21 novembre 2010 alle ore 18:22Nel sodalizzare con i miei concittadini vorrei precisare se è giusto che per meri interessi aziendali soivvenzioni statali e persone che rinunciano a quei diritti da noi tanto lottati e difesi e per i quali forse anche loro hanno ottenuto molto vedi i polacchi, portiamo la il nostro sapere e la ns professionalita che ha pochi eguali nel mondo. difendiamo il ns made in italy o Wolchy, avete mai sentito di un made in poland (con la loro arroganza decidono anche nel linguaggio...Dobbiamo riscattarci e difendere e non piu trasmettere a questi popooli le ns tecnologie e conoscenze. Voglio il marmo quello allora lo lavoriamo qua e non comprate piu PANDA cosi si ingrassa polacchi e marchionne
FABER C.
21 novembre 2010 alle ore 19:38Concordo in pieno con Emiliano, se è vero che dare la pensione agli anziani è stata una conquista importate,col tempo si è esagerato, che senso ha dare 2000 3000 euro di reddito a uno che non lavora, quando molti lavoratori per 1000 euro si devono fare un mazzo tanto!!!
Volatile pn
21 novembre 2010 alle ore 20:58La manifestazione PACIFICA appena descritta ha ottenuto il risultato che sidesiderava? Cioè ha ottenuto la visibilità che si meritava? Sì? Bene. Quella precedente con manganellate e botte varie ha avuto maggiore visibilità? Si? Ha ottenuto maggiori risultati di quella PACIFICA? No? Allora era proprio necessario provocare le manganellate e le botte varie?
Luigi D.
21 novembre 2010 alle ore 22:00Purtroppo non c'è modo
di uscire da questa situazione.
I differenziali di costi del lavoro tra noi
ed i paesi meno sviluppati è troppo alta.
Altre imprese delocalizzeranno, molte altre.
Il capitalismo è una brutta bestia,
un animale rapace
che non guarda in faccia a nessuno.
I disagi ci sono anche in altri paesi,
ma in Italia, è molto peggio, per via dei problemi che, a detta di tutti,
ci affliggono ormai da molti anni.
Pressione fiscale alta,
mancanza di infrastrutture,
inefficienza della pubblica amministrazione, questi sono i difetti che generalmente
vengono imputati al nostro paese,
ed in parte ciò è vero,
ma nessuno o quasi cita mai
il problema strutturale
che veramente mina alla base la nostra economia:
Il bassissimo valore aggiunto
che caratterizza mediamente
le nostre produzioni.
Il basso valore aggiunto è caratteristico
dei prodotti a bassa qualità,
ed a bassa tecnologia,
come sono infatti la maggioranza
dei prodotti italiani, purtroppo.
L'unica strategia vincente sarebbe
quella di una riqualificazione
della nostra economia, supportata
da un robusto aumento
dei stanziamenti per la ricerca.
Avremmo inoltre bisogno della crescita
di una vera classe imprenditoriale,
e di un aumento della dimensione media
delle nostre imprese.
Per troppo tempo si è esaltata l'importanza
e la validità delle piccole imprese;
questi sono i risultati.
In generale comunque
dobbiamo capire che oggi
se non si rimane sempre all'avanguardia per quanto riguarda
qualità ,ricerca, innovazione tecnologica,
non si và da nessuna parte.
Mauro Trevisan
22 novembre 2010 alle ore 13:31Giuste considerazioni.
Infatti il "termometro" della deindustrializzazione italica è quello delle nuove generazioni che non vogliono più impegnarsi sui lavori tecnici. Del resto comprendo tutto questo,in quanto io stesso un vecchio tecnico sfruttato e frustrato,perchè operare nel mondo tecnico è umiliante e poco pagante. Meglio non fare figli piuttosto che creare nuove generazioni di schiavi.Comunque il circo italico si fermerà a brevissimo:i cinesi insieme agli indiani ci spazzeranno via definitivamente dal mondo dell'industria. Sarà fortunato chi è un proprietario terriero,potrà continuare a mangiare del suo. Gli altri diventeranno i nuovi servi della gleba.
m.trevor (Pordenone)
Rocco Papaleo
21 novembre 2010 alle ore 23:32Le palle sono ormai gonfie come un pallone aereostatico.
Volete capire che DA MOLTO TEMPO non ci sono investimenti esteri in Italia perchè:
a) corruzzione ai massimi livelli
b) criminalità organizzata
c) leggi criminali che non tutelano gli onesti tipo DEPENALIZZAZIONE DEL FALSO IN BILANCIO
d) Giustizia CHE NON SI VUOLE CHE FUNZIONI!!!
Ma chi è quel pazzo che verrebbe ad investire in Italia quando anche dovesse lavorare con la Pubblica Amministrazione che è la più lenta a pagare?
Come si può fare una seria programmazione / pianificazione in queste condizioni?
Chiedete ai sindacati, magari al puffo della uil o agli altri due perchè non ci si batte per questi motivi ma vi fanno fare uno sciopero al venerdi pomeriggio?
pierluigi poggi
23 novembre 2010 alle ore 12:08Sono pienamente d'accordo con Rocco Papaleo : la delocalizzazione è necessaria alla Aziende per sopravvivere. I mali che lui ha elencato sono i più evidenti ma ci aggiungerei:
- bancarotta in arrivo visto come continua a crescere il ns. debito pubblico
- burocrazia esagerata
- tasse elevate
- troppi politici, presidenti, assessori, con benefit vari e con l'aggravante che non si assumono mai alcuna responsabilità.
- costo dei lavori più alto che nel resto di Europa vuoi per la burocrazia che per gli intrallazzi.
- tempi infiniti della Giustizia
- il Paese dove per fare le cose bisogna essere in emergenza,così i costi possono salire, ma prevenzione poca o niente.
Dovemmo mandare a casa tutti i politici che sono stati al governo negli ultimi 15 anni, invece verranno tra poco a richiederci il voto, facendo finta che ci sia un centro-destra e un centro-sinistra contrapposti ... e un sacco di gente continuerà a votarli.
Beppe forza con i grillini.
Pierluigi Poggi
pierluigi poggi
23 novembre 2010 alle ore 12:53Il tuo commento:
"Sono pienamente d'accordo con Rocco Papaleo : la delocalizzazione è
necessaria alla Aziende per sopravvivere. I mali che lui ha elencato sono i
più evidenti ma ci aggiungerei:
- bancarotta in arrivo visto come continua a crescere il ns. debito pubblico
- burocrazia esagerata
- tasse elevate
- troppi politici, presidenti, assessori, con
benefit vari e con l'aggravante che non si
assumono mai alcuna responsabilità.
- costo dei lavori più alto che nel resto di
Europa vuoi per la burocrazia che per gli
intrallazzi.
- tempi infiniti della Giustizia
- il Paese dove per fare le cose bisogna essere
in emergenza,così i costipossono salire, ma
prevenzione poca o niente.
Dovemmo mandare a casa tutti i politici che sono stati al governo negli ultimi 15 anni, invece verranno tra poco a richiederci il voto, facendo
finta che ci sia un centro-destra e un centro-sinistra contrapposti ... e un sacco di gente continuerà a votarli.
Beppe forza con i grillini.
Pierluigi Poggi"
Vito Volpicella
22 novembre 2010 alle ore 03:43Caro Beppe Grillo, o Grillo Beppe, la DELOCALIZZAZIONE è una doppia vigliaccheria, per chi pensa solo al profitto, gente che si crede più intelligente, solo perchè va a sfruttare altri lavoratori di paesi più poveri, e noi " Gente normale, o i cretini se vogliamo " che acquistiamo questa merce estera col prezzo italiano.Da quando è iniziata questo metodo di guadagno superfluo " di portare il lavoro fuori dall'italia e rintrodurlo a prezzo elevato " col consenso e benestare dei Governi, son rimasti molti cittadini senza lavoro, e per giunta con i prezzi elevati. Io mi chiedo: è giusto non comprare più questa merce italiana importata?
E' giusto di pretendere che chi fa produzione all'estero, il prezzo di mercato deve essere pari al paese d'origine? E se si continua liberamente ad esportare lavoro italiano all'estero gli italiani dove andranno a lavorare?
Domanda: Le Aziende che chiudono, che vanno altrove, non è possibile che i lavoratori anziche fare scioperi, o pregare Governo e Ministri di intervenire; " spesso vediamo quanto fanno questi interventi " si riprendono l'Azienda e la mandano avanti da soli? E'un reato! E non è un reato anche mettere in mezzo alla strada intere famiglie, solo per fare più profitti? Siamo 20 milioni di lavoratori in Italia, e 17 milioni di pensionati, basta un pochino di solidarietà e comprare da Aziende autogestite. I signori Sindacati che stanno a fare? Dove l'avete portata la vostra intelligenza: " tutta all'inseguimento di una poltrona da parlamentare? "
Uno sciopero generale costa decine di miliardi di euro. Fate uno sciopero di solidarietà. puntellate queste Aziende vogliose di chiudere. Sfruttiamo la professionalità di chi lavora, non bruciamola inutilmente lasciandoli com le mani in mano. Diamo un esempio a queste Aziende e multinazionali che possiamo fare anche a meno di loro se vogliono andar via.
E vediamo anche questo PARLAMENTO di CAPITALISTI, BANCHIERI e DATORI DI LAVORO Come si comportano. Con amore e democrazia Peter Pan
Domenico Mani
22 novembre 2010 alle ore 05:29é singolare che i nostri politici ,i signori della confindustria e finanche qualche sindacato dica che per il bene del l'Italia bisogna fare sacrifici, persino il presidente Napolitano invita alla responsabilità congiunta di tutte le forze sociali ,specialmente in questi difficili tempi per il nostro paese. Ebbene? che fanno i nostri imprenditori (non tutti, per fortuna esistono ancora industriali onesti)per aiutare l'Italia? Delocalizzano guardandosi però bene di cancellare il marchio made in Italy anche se producono all'estero,il governo dovrebbe impedire almeno questo.Questa gente pur di guadagnare un euro in più è disposta ad affossare il proprio paese alla faccia dell'etica(magari eludono anche le tasse).Credo che pur di guadagnare finiranno con l'evolversi delle situazioni sociali che loro non riusciranno a fermare a produrre nella foresta amazzonica ricercando qualche popolo non conosciuto e pagandolo con collanine colorate, STRON.. disonesti.
Claudia - Ts
22 novembre 2010 alle ore 10:59Ecco dove finiscono i soldi dei risparmiatori. INSIDER TRADING: L'FBI FA TREMARE WALL STREET -
http://borsaforextradingfinanza.over-blo...
Wall Street trema. Le autorità federali americane stanno per annunciare le conclusioni, e le conseguenti incriminazioni, di una mega inchiesta per insider trading che ha richiesto tre anni di indagini
NEL FRATTEMPO:
DALL'UE E DAL FMI SI' AD AIUTI ALL'IRLANDA: PRONTI 90 MILIARDI. PIANO SALVATAGGIO: I FONDI ANDRANNO ALLE BANCHE IN CRISI.ALLE BANCHE, NON ALLO STATO!
Che cosa taglieranno agli Irlandesi? A noi il fondo delle politiche sociali è stato decurtato da 930 a 275 milioni di euro, il fondo per la non autosufficienza da 400 milioni a zero, il fondo del 5 mille da 400 a 100 milioni e, tra finanziaria e manovra correttiva, vengono tagliati 18 miliardi a regioni e enti locali.Come se la passeranno adesso gli Irlandesi e i Greci?Tutti più magri, snelli come silhouettes; ed anche più eleganti. Fra poco a chi tocca? Wall Street trema? Poveri banchieri, che pena!