
Giornali addio
18 novembre 2010 alle ore 17:41•di MoVimento 5 Stelle
Il New York Times entro breve non sarà più stampato, rimarrà solo la versione on line. E' la legge del mercato. Negli Stati Uniti i ricavi pubblicitari per i giornali stanno crollando. Nel 2009 la perdita è stata del 27,2% rispetto al 2008. L'informazione si sta spostando in Rete con nuove regole. Su Internet comandano solo due soggetti: il giornalista e i lettori, gli altri, dall'editore al consiglio di amministrazione, sono solo orpelli. Il New York Times è solo l'ultimo di una serie di giornali e riviste che hanno interrotto la loro produzione cartacea. I giornali possono sopravvivere solo grazie ad aiuti statali, quindi politici, come fu per la Pravda di Stalin o, ai tempi nostri, per la Repubblica di De Benedetti o a Libero firmato da Belpietro. Senza i finanziamenti pubblici gli imprenditori/editori con le pezze al culo, dovrebbero spostarsi in Rete sperando che molti leggano spontaneamente il fondo di Scalfari della domenica o l'editoriale della Confindustria sul Sole 24 Ore del lunedì. Impresa, come è ovvio, del tutto impossibile.
Commenti (41)
Alessandro I.
18 novembre 2010 alle ore 17:49a meno che non siano giornali degni e che non ricevono finanziamento pubblico come il Fatto Quotidiano. Non sarebbe stato male ricordarlo
Antonello P.
18 novembre 2010 alle ore 18:02Concordo pienamente con Alessandro
alvisea fossa
18 novembre 2010 alle ore 18:10CIAO BEPPE
IL AFTTO E' GIA ON -LINE,ADESSO ANCHE IL TIMES,MEGLIO DI COSI' VIVA L'INFORMAZIONE ON-LINE ED IN RETE
ALVISE
Luciano Claudio Monorchio
18 novembre 2010 alle ore 18:20Speriamo quanto prima che tocca anche ai giornali italiani... chissà quando succederà... abbiamo uno stato così stupido finanzia da sempre i giornali anche i più miserabili... venite in rete se avete le palle e risparmiamo carta e finanziamenti e magari con questi soldi alzare le pensioni alle persone.
Italia vergognati, Italiani vergognatevi che state sempre zitti, sembra che siamo diventati un popolo sadico, ci piace prenderlo in quel posto.
Ivan Mondo
18 novembre 2010 alle ore 18:41Non capisco, però, cosa ci sia di così brutto nel fondo di Scalfari la domenica. La trovo spesso una lettura interessante.
Piuttosto andrei a verificare quanto scritto da Bracconi sul suo blog: http://bracconi.blogautore.repubblica.it/?ref=HREA-1
Purtroppo, mi pare che un po' di ragione ce l'abbia
Ivan
Luca
18 novembre 2010 alle ore 18:53Caro Beppe, nel complesso condivido l'articolo, ma mi sembra eccessivo dire che Repubblica sopravvive grazie ai finanziamenti pubblici; lo stesso Travaglio, nell'ultimo Passaparola, sosteneva che proprio Repubblica è tra i pochi giornali a non necessitare dei finanziamenti statali per stare in piedi.
PRESTA NOME
18 novembre 2010 alle ore 20:43PERO' SE LI PRENDE...... AH AH AH AH AH AH..... DE BENEDETTI E' UNA BRAVA PERSONCINA..... AH AH AH AH AH AH AH AH
Joseph Seu (josta)
18 novembre 2010 alle ore 18:53e visto come stanno andando le cose ho preparato una page con i link diretti alla maggior parte dei quotidiani online in Italia
http://www.josta.org/link/quotidianionline.html
paolo cataldo
18 novembre 2010 alle ore 19:16ragazzi,la vostra presenza verbale,visibile e' queii'indispensabile motore che alimenta,nello scoprirvi,la passione.vi voglio bene a voi tutti e naturalmente a quell'incredibile beppe a presto
Stefano
18 novembre 2010 alle ore 20:01caro Beppe,
per protestare contro lo spreco e l'eccesso di contributi statali spreperati in modo becero e fazioso dai quotidiani, perché non organizzi un Qday dove si inviti a non comprare per quel solo giorno i quotidiani. Ciò a difesa di un'informazione libera e superpartes.
Stefano
massimiliano frangella
18 novembre 2010 alle ore 21:32La pubblicazione on line di giornali e/o riviste comporta probabilmente una riduzione dei costi di produzione e di distribuzione, ed al tempo stesso un maggiore incremento delle entrate pubblicitarie, dovute al numero maggiore di pagine presenti sul sito, rispetto al giornale in forma cartacea.
Questo per quanto riguarda a livello aziendale, ma, per fortuna, credo ci sia anche una nota positiva che riguarda l'ambiente, ossia proprio la mancanza del cartaceo (e del suo inchiostro chimico), e nella fine dello stesso dopo la lettura (gettato nella spazzatura),infatti, migliaia di tonnellate di immondizia sono costituite da gionali letti e poi gettati.
julien mariotti
18 novembre 2010 alle ore 21:50Trionfare per la chiusura dei giornali (soprattutto quelli esteri) è da mediocri livorosi. Perchè non abolire i fondi per i musei, o chiudere i teatri che notoriamente non reggono alla legge del mercato? Ma si, basta con il Santa Cecilia, il museo di Villa Giulia e i giornali sanguisuga. Un bel calcio in culo alla complessità, vai con la semplificazione!
Basta con teatri d'avanguardia, mostre che non interessano a nessuno e giornali che fanno resistenza culturale... roba desueta e non autosuficiente!!
Tutti ad ammirare il giornalista nuovo, puro e libero, che guadagna per quanto vende e viene consacrato dal suo pubblico. E' libero!! Sicuramente è libero di dire quello che i suoi lettori vogliono e si aspettano che dica...
Libero anche di fare da lacchè al suo editore, abbastanza ricco da continuare a pubblicare anche senza gli aiuti all'editoria. Che soddisfazione!
Buona informazione a tutti.
P.S.
Il sito internet di Repubblica è riuscito nell'impresa, che si pensava impossibile, di essere ancora più fatuo e volgare del corrispettivo cartaceo, tanto per fare un esempio dei pregi del passaggio all'informazione esclusivamente in rete.
Ferdinando S.
18 novembre 2010 alle ore 23:05La cultura và supportata,è un'industria che i cinesi non possono copiare. Non i giornali che danno notizie telecomandate e pergiunta e almeno in parte pagate anche da chi non li legge e non li vuole leggere. Ti leggo se racconti i fatti, estraneandoti da interessi di parte e non avendo conflitti di interesse, essendo indipendente, terzo, imparziale e autonomo. Tutto quello che in Italia non c'è, si guardi la classifica mondiale dell'Italia nella libertà di informazione.
alberto fusco
19 novembre 2010 alle ore 00:20I grillini capiscono? o i grillini sono come i berluscones? alle dipendenze del cervello (e questo c'è senza dubbio a differenza dell'altro) del loro Capo Supremo. Ma non gioite per l'eliminazione dei giornali o per quella idea pazzesca dell'eliminazione del contributo pubblico. Non gioite perchè rimarranno solo i Murdoch ecc a farvi il lavaggio del cervello. E basterà un a leggina di quel parlamento che voi consegnate ai berluscones a impedirvi l'accesso ad internet o a regolamentare i blog. Ah, dimenticavo che sono stati Di Pietro e il PD ad impedirlo fin da ora (legge D'Alia UDC e idee varie del PDL) Ma pensa se non ci fossero stati. Oggi non avreste più questo spazio. Meditate gente meditate!
lilli r.
19 novembre 2010 alle ore 23:23pienamente daccordo,saluti
Francesco Maffezzoli
19 novembre 2010 alle ore 01:16Ciao Beppe ti seguo da sempre,direi che mi piaci ma,come dire,i giornali sono aperti a tutti mentre i computer e internet non proprio, è anche vero che i giornali sono solo pilotati da un vero manipolo falsato,ma chiariamo,oggi anno 2010 sono molte le persone che non si possono permettere spese di un PC o di pagarsi Internet e anche se si permettessero c'è ancora troppa analfabetizzazione verso l'informatica,che dire per chi non lo comprende affatto,per esempio molti anziani ma anche molti giovani(io ne conosco troppi),nella costituzione vi è scritto che l'informazione deve essere garantita a tutti,quindi se le notizie sparissero dai giornali e magari poi dalle TV come potrebbe il cittadino di basso ceto,sapere in tempo reale delle news se poi,convertire il tutto solo su internet,diventasse una realtà?Una vera democrazia si comporterebbe nel seguente modo:tolti i vecchi media di cui sopra citati,si dovrebbe proporre almeno uno schermo gigante in connessione online e questo in ogni comune di cui i meno abbienti non possono più informarsi,tutto questo fino a che tutti non si siano appropriati di internet e alfabetizzarsi verso il nuovo sistema informatico,alla fine non so quanto risparmio da parte dello stato,ma si sa si preme su qualcosa per vederla attuata ma alla fine chi ci rimette son sempre i soliti poveracci,i giornali e la TV sono truccati,ma internet non è possibile ancora per tutti, cosa dire poi per la rete che difficilmente raggiungerà i paesini di montagna o campagna,magari nel 2100?Beppe,tieni presente che la vera informazione va garantita a tutti e questo ha un costo di cui lo stato in toto si deve accollare,non so se si permetterà di chiudere le false tipografie,in qualche modo portano sempre soldi in tasca"ai soli bastardi",anche se scrivono bugie diranno comunque che loro informano e avranno sempre degli ignoranti che gli daranno ragione,chi ha 30 al mese da pagarsi Internet?Chi ha un lavoro e non una famiglia da sfamare,una casa in affitto etc ciao
roby f.
19 novembre 2010 alle ore 08:43nON SONO ASSOLUTAMENTE D'ACCORDO....te parli della scarsa diffusione d'internet e delle difficoltà di approccio a questa tecnologia:vero!
Ma quanti riescono a fare una sintesi dell'informazione, con un giornale solo?dovreste avere diversi quotidiani, per poter fare una comparazione dell'informazione...non tanto facile..(anche perchè servirebbero giornali di stampa estera con relativa traduzione)buonanotte....
Internet consente l'accesso alla traduzione,alle notizie che provengano da diverse fonti, e quant'altro necessario....insomma se trovi 1 al giorno per un quotidiano..ti puoi parmettere anche un abbonamento alla rete e eviti inchiostro e carta...pecora chi si fa...lupo se la mangia...attenzione questo vale anche per la TV...
ottanta otto
19 novembre 2010 alle ore 23:14ah ah ah
ottanta otto
19 novembre 2010 alle ore 23:16si vabbé
rolla lorenzo
19 novembre 2010 alle ore 07:33
"Nella manovra in via d'approvazione apprendo che il finanziamento pubblico all'editoria non avrà nessun taglio nel 2011. Per curiosità sono andato acercare le cifre di questi incentivi. Bene ecco il link a cui accedere alle
differenti forme di prebende...
http://www.governo.it/DIE/dossier/contributi_editoria_2008/contributi_editoria_index.html
Una piacevole lettura... e una montante incazzatura..."
Francesca Laura Scoppio (flaura)
19 novembre 2010 alle ore 07:35Ma dovrebbe essere chiaro a tutti, dare denaro pubblico ai giornali, fino al punto che questi diventino l'"ossigeno" vitale per i medesimi, diventa alla fine solo un altro modo per condizionare i giornalisti rendendoli servi del potere perchè condizionabili e ricattabili!
Francesco Bizzini
19 novembre 2010 alle ore 08:20A me vien da ridere caro Beppe.
Io per un decennio e più ho letto giornali sovvenzionati dallo Stato, eppure non ho subito mai il lavaggio del cervello, nessuno mi ha mai imposto di pensarla in un certo modo e alle urne spesso ho dato pure il voto ad una forza politica diversa da quella di riferimento per quella Testata.
Non è che si sottovaluta l'intelligenza di noi lettori della carta stampata e si sopravvaluta invece quella "degli uomini liberi" (ah, libertà, che parola strana, che vogliono usare tutti) che vivono su internet?
Come sempre aggiungo un bel "mah".
roby f.
19 novembre 2010 alle ore 08:27In questo paese c'e chi si fa le "seghe mentali"..credendo ancora che i giornali scrivano verità e facciano informazione...ehhh..lo stesso dicesi dei libri...insomma la Barzelletta dell'Editoria Italiana, che va avanti con i contributi Pubblici.
E' Bene ricordare che i Giornali sono di proprietà degli Editori, così come i libri...
Non ho mai capito perchè molte volte i libri,finiscano per essere venduti "a peso" agli "ambulanti"...mah...e' un mistero...così come quando vado all'ipercoop e la cassiera mi offre il "giornaletto" gratuitamente...da 1.50 portandolo a debito e a credito sullo scontrino fiscale,,,strano....non farebbero prima a scrivere "copia gratuita"...oppure vogliamo parlare di tutti i Contratti STIPULATI DALLE P.A PER AVERE I GIORNALI E RIVISTE NEGLI UFFICI. PER ASSESSORI,SINDACI, PRESIDENTI,OGNI POTENTI...QUANTO CAZZO SPENDANO....?EPPURE PAGANO PER GLI ABBONAMENTI...ECCOME SE PAGANO....QUALCUNO SI E' PRESO LA BRIGA DALLA CORTE DEI CONTI DI FARCI SAPERE QUESTE COSE....PURE I SOLDI DEI CONTRIBUTI LI DANNO...
I CRETINI SIAMO NOI...E TUTTI QUEI BABBEI CHE STANNO DAVANTI ALLA TV AD ASCOLTARE QUESTI BUFFONI....RIPETO MANCA I SOLDI PER TUTTO TRANNE PER LE CAZZATE....
BEPPE AVVISA I RAPPRESENTANTI DEL MOV..DI ANDARE A SPULCIARE QUANTO SPENDANO IN ABBONAMENTI LA CASTA.....
GIANCARLO SARTORETTO
19 novembre 2010 alle ore 12:32io sapevo che Marrazzo spendeva 23.000 per abbonamenti e riviste, 1917 euro al mese
roby f.
20 novembre 2010 alle ore 18:45solo....ehhh
Angelo F.
19 novembre 2010 alle ore 09:56
capisco la disinformazione contro il resposansabioe di tutti i mali, il satana in terra, Mr. B, ma addirittura disinformare quando si parla del New York Times, è indice di un'abitudine ormai assimilata.
Il Dr. Grillo scrive: "Il New York Times entro breve non sarà più stampato" Se clikkate il link alla fine del mio commento vedrete che a una precisa domanda (è vero che nel 2015 il NYT non verrà più stampato?) il suo editore ha detto he non fa previsioni, ma che "prima o poi, nel futuro" ci sara' solo la versione on line. Quindi, mi pare di capire, se il mio cliente mi dice che "prima o poi, nel futuro" mi pagherà di più, posso tranquillamente tradurre che a breve sarò più ricco?
http://www.editorsweblog.org/newspaper/2010/09/arthur_sulzberger_on_charging_online_to.php
Gabriella De Simon
19 novembre 2010 alle ore 10:24Certamente La Repubblica riceve soldi pubblici, come tutti tranne Il Fatto Quotidiano. Non lo trovo giusto, ma almeno Repubblica dà le notizie, la leggo da quand'è nata e mi ha formata come cittadina con autonomia di pensiero. Oltretutto la leggo anche in Internet -assieme ad altri con diversi orientamenti per obiettività d'informazione - per cui senza i fondi pubblici sarebbe uno dei pochi giornali a sopravvivere, per numero di lettori.
Vedi Grillo tu hai fatto delle belle battaglie ed hai risvegliato l'iniziativa nei giovani, ma non si può distruggere tutto, questa è anarchia. Il progresso civile dev'essere democraticamente condiviso ed attuato, le rivoluzioni (vedi quella francese, russa o cinese) hanno soltanto finito per riproporre la dittatura.
Con simpatia.
Carlo S.
19 novembre 2010 alle ore 12:19Gabriella perdonami, ma non ho letto di Beppe che dice di distruggere "la repubblica" da nessuna parte. Se la repubblica se lo meriterà resterà in vita, tu continua a leggerlo. Credo che nessun giornale debba essere finanziato con i soldi pubblici, è semplicemente scorretto e alimenta il conflitto d'interessi. Nessuno distruggerà la nostra cultura, la trasformeremo noi e saremo noi a decidere quali sono le notizie che c'interessano
Giovanni Remo
19 novembre 2010 alle ore 11:27E' davvero un bene che i giornali spariscano? il finanziamento pubblico è sicuramente ingiusto e quei soldi sono da stanziare a categorie di spesa più meritevoli, ma il problema di internet è che c'è troppa informazione, chiunque può scrivere tutte le cazzate che vuole e trovarsi un piccolo o grande numero di sostenitori. chi controlla la rete? come evitare casi come la guida del buon pedofilo che Amazon ha ritirato, ma polemizzando sulla libertà di espessione? il giornale stampato serve anche da catalizzatore, da filtro per tutte le schifezze in giro per la rete.
Volatile pn
19 novembre 2010 alle ore 12:26Certo che ne scrivete di strafalcioni!! In rete comandano solo i giornalisti ed i lettori! Non servono gli editori ed il consiglio di amministrazione! E i giornalisti chi li paga, Grillo?!E la rete e spese relative chi deve gestirle il consiglio di amministrazione o anche questo facciamo gestire a Grillo?! Per favoreeee!!
Ferdinando S.
19 novembre 2010 alle ore 13:05Gli strafalcioni di cui si parla sono di altri: quello che si cerca di dire è che in Italia è necessario che esistano editori puri, che facciano informazione e diano notizie, che vendano giornali liberamente e che vengano acquistati da chi li considera autorevoli e imparziali. Oggi dove sono gli editori puri? Tutti hanno conflitti d'interesse e ciò che si legge è frutto di condizionamenti politici e di gruppi di potere. Non si scrive per i lettori si scrive per il proprio interesse di appartenenza.
GIANCARLO SARTORETTO
19 novembre 2010 alle ore 12:42E' meglio così perchè i giornali manipolano l'informazione, vedono nella notizia solo l'aspetto che può interessare la morbosità del pubblico per vendere di più e comunque poi la gente finisce COL RAGIONARE SULL'ASPETTO DELLA NOTIZIA IMPOSTATA DAI GIORNALI
Renzo Coscia
19 novembre 2010 alle ore 14:27SESTO GIORNO DI CENSURA SUL SITO DE "IL FATTO QUOTIDIANO" E SESTO GIORNO CHE NON LO COMPRO E MENO CHE MAI FARO' L'ABBONAMENTO. CERCHERO' ANCHE DI CONVINCERE TUTTI QUELLI CHE POSSO A FARE ALTRETTANTO E SE PROPRIO MI VENISSE VOGLIA DI LEGGERLO LO FARO' ONLINE, SENZA CACCIARE NEMMENO UN EURO.INTANTO HO RISPARMIATO 7 EURO DALL'ACQUISTO QUOTIDIANO E MI SONO PAGATO L'ASSICIRAZIONE ALL'AUTO NON SOTTOSCRIVENDO L'ABBONAMENTO.
piccoli berlusconi crescono e continuano la sua opera censoria.
BRAVI TRAVAGLIO, GOMEZ E PADELLARO!
Pietro Careta (picareta)
19 novembre 2010 alle ore 15:31chimera NATO a Lisbona:
straccioni portoghesi, costretti a subire una finanziaria da pazzi e poi veder buttare all'aria tutti quei milioni di euro per questo incontro tra big, che non ha altro fine che incutere timore nelle popolazioni locali e per passarsi dei pizzini a vicenda
se poi, pensassimo a quale politico portoghese abbia avuto il coraggio di firmare per due sottomarini tedeschi, 130 mezzi blindati austriaci e qualche decina di mezzi corazzati iveco...
devo ammettere che tutto il mondo è paese ed è stramarcio
il popolino molto attento a guardare la tv che mostra i big in arrivo, scortati, applauditi, venerati e pagati... tutto con soldi pubblici
tanto vale legalizzare la mafia a livello mondiale - si avrebbe un solo vertice invece di tanti e lo spreco diminuirebbe, forse
quanta ipocrisia
sia da parte loro
che da parte mia
augusto g.
19 novembre 2010 alle ore 16:04Caro Beppe vorrei tanto sapere da te alla gente che gli facciamo fare, tu gioisci che i giornali non si stampano più, che le case non si costruiscono più, che le macchine se ne costruscono sempre meno, bene...... ma alla gente che gli facciamo fare ???
Pace e bene
Augusto
Renzo Sartori
19 novembre 2010 alle ore 18:00Di cose veramente utili caro Augusto non sarà mai abbastanza pieno il mondo. Dall'agricoltura biologica (quella vera) e biodinamica, ai macchinari realmente innovativi, alle tecnologie legate alle energie veramente rinnovabili (solare e fotovoltaico), alla cultura... ce ne sono di cose VERAMENTE utili da fare...
yujiza inesilio
20 novembre 2010 alle ore 18:42pienamente d'accordo, quoto.
roby f.
20 novembre 2010 alle ore 18:42All'amico Augusto...in molti post abbiamo proposto alternative alla produzione di beni..come case, veicoli, prodotti agricoli..energia..prendiamo il settore dell'edilizia-oggi ci troviamo con un patrimonio edilizio, piuttosto datato,iperconcentrato,energivoro,pieno di barriere architetonicche e poco sicuro dal punto di vista dell'antisismica...la bolla speculativa, l'euro e l'affaristi..hanno drogato il mercato immobiliare, partendo dai così detti frazionamenti, la riduzione delle Superfici lorde, tali da consentire l'abitabilità di veri e propri "tuguri"...sem'interrati,mansarde,ex fondi commerciali con superfici talvolta inferiori a 38mq.
Vicevrsa se i regolamenti edilizi avessero previsto superfici minime di 45 mq e rapporti aereo illumininti più restrittivi, il mercato non sarebbe si sarebbe "bollato", ma si sa..i comuni incassano oneri d'urbanizzazione primari e secondari...poi c'è un ritardo nei piani di recupero nelle città di quartieri fatiscenti..con molti vincoli per l'abbatimento di edifici...(cosa che in altri paesi europei è più diffuso)..
L'utilizzo dell'edilizia in legno poi consentirebbe un risparmio notevole e un impatto ecologico minimo..ma in italia figuriamoci...cemento,mattoni,malte,ceramiche, marmo,ecc...insomma un bussines miliardario..come farebbero a chiederti 3000/mq per una casa costruita in 30 giorni di 200mq?...eppure le case in legno hanno molti pregi..quali ad esempio i costi di realizzazione e manutenzione...
yujiza inesilio
20 novembre 2010 alle ore 18:46un link a caso, tanto per completare l;informazione:
www.xilema.ch
roby f.
22 novembre 2010 alle ore 19:36Bravo!...la mia filosofia nell'edilizia è quella di porre fine alla costruzione dei Pollai(condomini)in italia abbiamo il più alto numero d'ascensori del mondo circa 100.000 impianti...
hai visto cos'è successo all'Aquila con le macerie?..4 milioni di mq...e dove le metti?considera che conferire al riciclo 1ton di macerie costa 5+trasposrto...questi sono i risultati...quindi oltre alle discariche per la spazzatura occorre anche impianti per il trattamento dei materiali di risulta ediili....e io pago....
fabrizio b.
24 novembre 2010 alle ore 03:53sarebbe molto più semplice togliere i finanziamenti pubblici anzichè intaccare su 5 per mille