Uno Stato che incentiva il trasporto privato rispetto a quello pubblico è fuori di senno.
"Il trasporto pubblico è uno dei tuoi cavalli di battaglia, garantire un efficiente trasporto pubblico sia urbano che extraurbano è la base per la riduzione di inquinamento, traffico, incidenti, danni materiali. Dopo la laurea, ho deciso di non lasciare la buona abitudine di muovermi con mezzi pubblici (come ho sempre fatto per 18 anni, iniziando con il pulmino dell'asilo), quindi per recarmi al lavoro preferisco farmi 1 km a piedi ogni giorno e prendere l'autobus. Mi sento veramente bene, nell'autobus sono tranquillo, i rischi di incidente sono ridotti al minimo, sia per me che per la mia eventuale automobile, durante il viaggio ho occasione di leggere un libro o il giornale, di fare quattro chiacchiere col vicino di posto. Sembrerebbe tutto perfetto se non fosse per la solita società di trasporto pubblico e per gli amministratori regionali. Infatti (cito testualmente dal Resto del Carlino di Pesaro del 28/8/2010) "La Regione Marche aveva deliberato, il 31 luglio 2010, l'aumento delle tariffe del trasporto pubblico e, appena espletate le questioni tecniche necessarie per applicare le nuove tariffe - precisa il direttore generale dell'Adriabus, ingegnere Massimo Benedetti - l'aumento e stato applicato anche nella nostra provincia (Pesaro-Urbino). E' un adeguamento normale ovvero naturale, dei titoli di viaggio, legato all'aumento dei costi delle materie prime e di quelli della gestione aziendale". Ho fatto due conti ed ho scoperto che se acquistassi il biglietto due volte al giorno, per percorrere 20 km spenderei 3 euro. Se prendessi la macchina, stando a viamichelin e considerando il prezzo della benzina di 1,408 euro (valore medio registrato al 23/11/2010), spenderei circa 2,6 euro, ben 40 centesimi di risparmio! A questo punto potrei pensare ad un abbonamento, magari settimanale: bene, considerando che il sabato e domenica non lavoro, il costo quotidiano sarebbe di 2,7 euro. Anche rispetto ad un abbonamento settimanale vi sarebbe un risparmio di 10 centesimi nell'utilizzo della macchina! E con un abbonamento mensile? Beh, il costo giornaliero sarebbe di 1,8 euro, in questo caso c'è un risparmio di 80 centesimi ed una convenienza nel prendere l'autobus. La mia conclusione è che nella provincia di Pesaro-Urbino, se vuoi risparmiare con i mezzi pubblici, lo puoi fare SOLAMENTE con un abbonamento mensile (o annuale). Secondo quanto hanno stabilito il direttore generale di Adriabus e la Regione Marche, è più costoso acquistare un biglietto dell'autobus che muoversi con la propria macchina, grazie al "normale ovvero naturale aumento dei titoli di viaggio". Quindi l'automobile non solo è più comoda, ma anche economicamente vantaggiosa! Personalmente questa situazione mi fa schifo, ma siccome io CREDO fermamente nel futuro (ho altra scelta?) e quindi nei trasporti pubblici, continuerò ad utilizzarli anche se talvolta risultano essere ECONOMICAMENTE SVANTAGGIOSI, con la consolazione che magari non farò del bene al mio portafoglio ma sicuramente lo farò alla società, all'ambiente, a me stesso e ai miei figli." Daniele

L'autobus non conviene
23 novembre 2010 alle ore 21:47•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (69)
Giuseppe Magurno
23 novembre 2010 alle ore 21:55Perdonami Daniele, ma il tuo business case presenta, a mio modo di vedere, qualche lacuna. Al volo:
- Il costo della macchina?
- Bollo e assicurazione?
- Manutenzione?
- Consumo delle parti meccaniche?
Giusto per semplificare, tralasciando le variabili difficilmente quantificabili (stress nel traffico, rischio di incidente in auto....).
Ciao, Giuseppe
Andrea Re
23 novembre 2010 alle ore 22:12non consideri costi di:
acquisto auto e interessi persi sul capitale speso (non investito)
assicurazione annua
bollo annuo
riparazioni varie
cambio gomme
revisione (ogni 2 anni)
parcheggio
multe
eventuale furto auto
scasso
varie ed eventuali....
ora riprova a farte i conti.
Raffaele Anastasio
23 novembre 2010 alle ore 22:35io aggiungerei anche la svalutazione del capitale immobilizzato nel bene mobile, oltre che gli interessi persi dalla derivazione d'un flusso reddituale
Luca G.
23 novembre 2010 alle ore 22:16Anzichè usare il solo costo della benzina per quantificare il costo del trasporto privato, sarebbe stato più corretto usare il parametro di costo chilometrico fornito dall'ACI: http://www.aci.it/index.php?id=1850
A spanne vengono fuori circa 9 per 20Km con una fiat punto 5p e percorrenza media annua di 10.000 Km.
D'altra parte non è nemmeno giusto quantificare il costo del trasporto pubblico come semplice prezzo del biglietto: nelle aziende di trasporto pubblico ci finiscono anche tanti soldi provenienti dalle nostre tasse! Il costo del biglietto è solo una frazione di quello che veramente il trasporto pubblico costa al cittadino.
Paolo Piconi Piconi paolo (m.a.d.r.e.i.t.a.l.i.a.n.a.)
23 novembre 2010 alle ore 22:21Che bella la vita in NON auto.
Roberto Chiappa
23 novembre 2010 alle ore 22:33Io ho abbandonato da tempo l'auto, che personalmente odio come mezzo di trasporto per distanze brevi.
Ho abbandonato anche i mezzi pubblici, da quando la società per cui lavoro ha cambiato sede, spostandosi a 15 km da casa mia, dalla pare opposta di Milano.
Con i mezzi pubblici impiegavo 100 minuti, nel migliore dei casi, con 4 trasbordi.
E allora ??
Bicicletta. Anche quando diluvia, come nei giorni scorsi.
Equipaggiamento anti-pioggia teutonico, veramente efficace, zaino (rivestito da membrana idro-repellente) contenente PC e indumenti di ricambio, e via...
Il problema, grosso, è che a Milano in bici si rischia la vita. Sempre.
alvisea fossa
23 novembre 2010 alle ore 22:34CIAO BEPPE
SONO FUORI DALLA REALTA',FINANZIATE IL TRASPORTO PUBBLICO CHE ALMENO QUANDO FINIRA' IL PETROLIO AVREMO QUALCOSA CON CUI MUOVERCI!!!!!!!
ALVISE
Giorgio Voltolina
23 novembre 2010 alle ore 22:45Daniele, complimenti per lo slancio ecologista, e non solo, che ti fa preferire in ogni caso i mezzi pubblici. Anch'io la penso come te. Comunque stai tranquillo che la tua scelta è anche la più economica. Stai certo che è difficile scendere a costi inferiori a 30 centesimi/km, forse al limite si possono raggiungere 20 centesimi/km con auto fra le più economiche in assoluto (magari non particolarmente comode e sicure!).
Prova a dare un'occhiata al sito dell'ACI e a calcolare i costi chilometrici, o a dare una sbirciata alla rivista Quattroruote nelle ultime pagine. Ti assicuro che scendere sotto i valori di cui ti parlo è impossibile. Non ti fidare di chi dice che il quasi esclusivo costo dell'auto è il carburante. Naturalmente altra cosa sarebbe se l'auto fosse condivisa da molte persone in car pooling o se si sviluppasse l'innovativo sistema di mobilità jungo vedi www.jungo.it che prevede di condividere l'auto con sconosciuti con criteri di sicurezza reciproca. Solo un'auto con 2 o più persone a bordo può essere economicamente competitiva con il mezzo pubblico.
Flavio Gagliardi
23 novembre 2010 alle ore 23:43Grande!! pure io cerco di utilizzare il più possibile i mezzi pubblici e il bike sharing che fortunatamente la mia città mette a disposizione.
A Torino la mobilità urbana non è così male.. ci sono anche i pulman notturni e si stanno sviluppando piste ciclabili. Quella suburbana si potrebbe migliorare però..
Per ora non posso fare a meno dell'auto.. ma se abitassi in città userei il car sharing.
La regione per fortuna paga il 33% dell'abbonamento che cumulato allo sconto studenti mi fa arrivare a 170 per 10 mesi per linee urbane e suburbane. il bike sharing invece costa 20 all'anno.
I biglietti singoli urbani costano 1.
orfeo nitrebla
24 novembre 2010 alle ore 00:31IN ITALIA LA FERROVIA TRASPOTAVA. FINO AL 1955
L'OTTANTA PER CENTO DELLA MERCE.
POI PER FAVORIRE AGNELLI E PIRELLI.
PIANO PIANO,SI E' RIDOTTA A TRASPORTARE IL 15% .
MENTRE LA SVIZZERA TRASPORTA ANCORA IL 90%.
NOI PER TRASPORTARE UN TRENO DI MANDARINI,DALLA
SICILIA A MILANO. MANDIAMO 40 TIR, CON 40 AUTISTI, CONSUMANDO GASOLIO,INGOLFANDO L'AUTOSTRADA. CON IL CONSEGUENTE INQUINAMENTO, E COSTI ALTISSIMI.
orfeo nitrebla
24 novembre 2010 alle ore 00:50PRIMA DEL 1960 AVEVAMO SOLO IL TRAM.
PRIMI ANNI 60 VIA TUTTI I TRAM.SOSTITUITI CON
I FILUBUS OTTIMA IDEA PER FACILITARE IL TRAFFICO
CITTADINO..(I FILUBUS LI FACEVA LA F.I.A.T. CON GOMME PIRELLI.COSTAVANO MILIARDI.)
PASSANO TRE QUATTRO ANNI. E VENGONO TUTTI SOSTITUITI DAGLI AUTOBUS,FUNZIONANTI A GASOLIO!
MOLTIPLICANDO LE SPESE E L'INQUINAMENTO.
Alberto
24 novembre 2010 alle ore 01:01In parte le dò ragione, anche perchè solo evitando l'acquisto degli eurofighter ci si farebbe funzionare gratis l'azienda trasporti di milano per 8 anni circa (biglietti gratis per tutti anche considerando l'incremento di passeggeri per il prezzo conveniente - senza incremento per 11 anni). Dico in parte perchè non reputo del tutto peregrina l'idea di avere i biglietti singoli più cari. Il grosso del traffico è causato dal pendolarismo lavorativo e per i pendolari l'abbonamento mensile mi pare una soluzione proponibile. D'altra parte anche a Londra funziona così: biglietti singoli molto cari, abbonamenti convenienti. Anche perchè chi ha l'abbonamento tende ad usarlo più spesso di chi deve comprare il biglietto ogni volta, senza parlare dei costi inferiori per la distribuzione e del vantaggio finanziario per l'azienda di trasporti. Solo un modo diverso di veder le cose. Saluti
Luca CdS
24 novembre 2010 alle ore 06:13Perfettamente d'accordo che IN ITALIA il trasporto pubblico perde nel confronto con l'auto... ma, nonostante i costi dell'auto siano aggravati dai costi di PARCHEGGIO, i quali alla fine fanno convenire economicamente il servizio pubblico, a giocare completamente a sfavore di quest'ultimo c'è indubbiamente il fattore INCAZZATURA (nel quale conbergono le componenti RITARDI, SPORCIZIA, FREQUENZA... etc.)
tina ghigliot
24 novembre 2010 alle ore 06:51questo post è una marea di falsità !!! te lo quadruplicassero il costo del mezzo pubblico sarebbe sempre + conveniente dell'auto: non devi valutare solo il costo del carburante, ma il costo di una auto assicurazione bollo tagliandi gomme ( che in qs periodo sono aumentate) e pure i pedaggi ( che il governo ha vigliaccamente aumentato!!!!) per quei pendolari che non hanno la fortuna di avere i mezzi pubblici per andare al lavoro.Quindi non piangere per niente, sei fortunato a prendere i mezzi pubblici, altro che ecologista!!!!!
Daniele G.
26 novembre 2010 alle ore 09:31Nessuno piange, e comunque anche rifacendo il conto basandosi su tutti i fattori (vedi sito dell'ACI) ma escludendo il costo dell'automobile, bollo e assicurazione (che tanto pagherei comunque perchè l'auto ce l'ho già), il risparmio c'è comunque sul prezzo del singolo biglietto. Questo raffronto non va preso come una verità assoluta ma è solo un ragionamento che deve spingere a delle riflessioni.
Mi dispiace per te che non puoi usufruire del servizio di trasporto pubblico
Marco Chiodo
24 novembre 2010 alle ore 08:15Perfettamente d'accordo con quanto scritto da Daniele. Le amministrazioni pubbliche dovrebbero incentivare l'utilizzo dei mezzi pubblici, e non ostacolarlo in otgni modo.
E poi, diciamolo chiaramente, trovo del tutto fuori luogo e idiote le obiezioni fatte secondo le quale non si tiene conto di altri tipo di spese come parcheggio, pedaggio o spese di gestione varie dell'auto. Daniele non sarà l'unica persona della sua città ad usare i mezzi pubblici, e se si fa un calcolo al Km, anziché a corsa, vi accorgerete che il prezzo è molto superiore rispetto a quanto spende l'azienda e a quanto spendereste andando in auto.
Alessandro Gisonna
24 novembre 2010 alle ore 08:49Forse la guida michelin non ha calcolato anche il costo dell'assicurazione e della manutenzione di un veicolo, con tasse annesse.
el moro
24 novembre 2010 alle ore 08:59Il fatto di considerare nel conteggio bus vs auto le spese fisse dell'auto come assicurazione ecc non lo trovo corretto perchè in linea di massima l'automobile la possiedi comunque anche prendendo il mezzo pubblico, quindi devi comunque sostenere le spese fisse, io vivo nella periferia di Roma e gli autobus sono ormai proprietà privata di zingari e bande di ragazzi dal coltello facile... l'ultima volta che ho preso il bus imsieme a queste persone c'era una puzza da vomitare all'istante, è indegno che degli esseri umani quali sono gli zingari vivano in quella miseria.
gaetano
24 novembre 2010 alle ore 09:27Sono d'accordo con te che l'auto ce l'hai comunque per il week-end o per viaggiare... comunque il calcolo michelin non include la benzina che metti in più quando sei imbottigliato nel traffico, ed in ogni caso c'è da aggiungere l'usura dell'auto, che è sicuramente + importante quando sei nel traffico che quando vai in autostrada (il solito week-end o viaggio) a "velocità di crociera". In secondo luogo, qui si sta parlando di 20 (10+10) km al giorno... non credo di esagerare se dico che 50% delle "persone attive" dovrebbero essere in grado, con un po' di buona volontà, di fare 30 minuti scarsi di bicicletta 2 volte al giorno (e guadagnarne in salute, per continuare anche all'età della pensione)
ale g
24 novembre 2010 alle ore 09:20in realta' questo e' il classico conto della serva che si ti rende piu' chiaro il fatto di quanto conveniente sia in realta' il trasporto pubblico rispetto al privato. i conti vanno fatti considerando tutto: usura, assicurazione, parcheggio, code, incidenti.
il costo per l'uso della machcina o dello scooter, che a Genova va tanto di moda, e' decisamente piu' elevato rispetto ai 350 euro annui che paghiamo all'AMT.
Condivido al 100% l'uso del mezzo pubblico, anzi chiuderei anche il centro; ma la mancanza di utenti non va individuata nel costo del servizio (corsa singola nella metropolitana di Londra 4 sterline), ma nel serivzio stesso, nella pigrizia dell'utente italiano e nella mancanza totale di educazione civica. Forse un po' piu' di coercizione da parte dei comuni sarebbe utile.
Marco Figini
24 novembre 2010 alle ore 09:57...in relazione al prezzo dei trasporti c'è da dire che moltissima parte del costo dipende dal prezzo del carburrante, riguardo a cio io mi chiedo; possibile che da nessuna parte stia scritto che il gasolio che ora troviamo alla pompa è composta da un buon 20-25% di olii vegetali (canapa e colza)? ..in barba alle accise e a tutte le tasse sui carburanti fossili ora paghiamole anche sui biocarburanti!!! ..non bastasse affamare troppo il terzo mondo...non si sa mai....
PAOLO COGORNO
24 novembre 2010 alle ore 10:07in questo post l'unica cosa vera è che hanno aumentato il costo dei biglietti.
Per tutto il resto... lascia perdere !!
mauro cancian
24 novembre 2010 alle ore 13:30Per andare a lavoro mi alzo alle 6 la mattina, ho un'ora di macchina all'andata e un'ora al ritorno, per fare 50+50Km. Il treno ci metterebbe 2 ore, più dovrei prendere un autobus... la mattina avrei solo una possibilità, se perdo una delle due coincidenze, faccio prima a tornare indietro e prendere la macchina, arrivando al lavoro con ore di ritardo... ovviamente vado in macchina... ma ho fatto il pendolare col treno per 10 anni, quando andavo all'uni.
Amedeo Nanni
24 novembre 2010 alle ore 14:06Ok sul messaggio di fondo sono pienamente daccordo.
Un'amministrazione pubblica con un pochino di sale in zucca avrebbe tutto il vantaggio ad investire nel trasporto pubblico.
Però nei conti che hai fatto te mancano i costi di ammortamento della macchina, assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria etc etc.
Aggiungendo tutto questo sicuramente il prezzo di una corsa con mezzo pubblico sarà sicuramente inferiore al prezzo per fare lo stesso tragitto con la macchina.
Inoltre si devono aggiungere tutti quei costi esterni : esempio l'inquinamento generato dalla macchina (spill over negativo) o il confort dell'auto (spill over positivo) per generare l'esatto costo di un servizio.
Basta superficialità. E' questo il male peggiore in questo paese. Approfondiamo le cose ed informiamoci bene prima di parlare. Un saluto a tutti e forza M5S!!!
oi17425
24 novembre 2010 alle ore 14:48l'amministrazione comunale dovrebbe agevolare per prima cosa il trasporto a costo zero, vale a dire l'uso della bicicletta, per tutte le distanze compatibili col mezzo. per far questo sono necessarie vie preferenziali. non le piste così dette ciclabili perchè queste sono frammentate tanto da dover cedere il passo a qualunque altro mezzo, e costringono gli utilizzatori a scendere dalla bici, attraversare a piedi ogni passaggio pedonale. ed anche là dove ci sono piste del genere, in realtà sono segmenti disuniti che si interrompono e non portano da nessuna parte. poi il resto.
filippo de carli
24 novembre 2010 alle ore 14:08Non credo che il tutto si risolva con un semplice conto economico.
Del resto è oramai da una vita che se vuoi vivere con uno stile più, lasciatemi dire, ecologico devi sostenere alle volte dei costi maggiori.
Quindi lasciando perdere i soldi (almeno proviamoci) pensiamo ai benefici nell'uso del trasporto pubblico: più sicurezza, meno stress, meno inquinamento, più tempo per leggere, per chiaccherare con il vicino di posto, per smaltire un po' di email, ecc.
Io ho viaggiato per anni in auto (lavoravo alla Bicocca di Milano), ma da quando ho deciso di abbandonare l'auto per il "treno" devo ammettere che il bilancio è solo positivo nonostante le ferrovie alle volte ci mettano lo zampino per farci perdere la pazienza.
Quindi teniamo duro e continuiamo ad usare i mezzi pubblici!
Buona strada a tutti!
Filippo (Legnano)
Fabio A.
24 novembre 2010 alle ore 14:12L'auto si usura -> costo
L'auto va assicurata -> costo
L'inquinamento da auto produce malattie -> costo
E parliamo di costi che ammontano a svariate migliaia di euro l'anno.
Non c'è nulla da fare, il mezzo pubblico vince sempre e comunque.
visual ok
24 novembre 2010 alle ore 23:16la vita è breve per sprecarla aspettando il mezzo pubblico o ignorando che lui fa il suo lungo giro e le fermate. poi un altra cosa, hai provato a prendere il pulman in certi qurtierini non proprio modello? io sono il primo a dire che i mezzi pubblici vanno incentivati ma è sbagliato nel 2010 vietare la gente di girare con la propria auto. è per colpa di pochi industriali che l auto purtroppo è ancora quella che è... cmq concordo che tante persone che magari fanno 4 o 5 km in citta per andare a lavorare possano benissimo prendere il bus o la bici anzi che il mega suv da 250cv. ridicoli!
ivan m.
24 novembre 2010 alle ore 14:56vorrei aggiungere un fatto non di poco conto.
se uno abita un po' + fuori città oppure proprio in un altro posto, il mezzo proprio con tutte le criticità del caso rimane la sola alternativa o spesso non si ha nemmeno l'alternativa.
basta aggiungere alla tratta del bus-tram metropolitana, una tratta con FS ed ecco che tutto si riequilibra.
ma solo perchè i trasporti pubblici fanno SCHIFO.
Parigi ha 20 linee di metro. Milano 3 (facciamo 4)
per funzionare bene milano ne dovrebbe avere almeno 10.
Matteo
24 novembre 2010 alle ore 15:28Se aggiungi i soli costi derivanti dall'usura dell'automobile (ipotizzando che assicurazione, bollo ed ammortamento li dovresti sostenere per il solo fatto di possedere un veicolo), sta tranquillo che vince sempre il mezzo pubblico. Per non parlare del costo legato al rischio di incidente...
roberto marlei
24 novembre 2010 alle ore 15:50questo discoro penso valga anche per i treni.
oramai i mezzi pubblici sono diventati inconvenienti in generale.. per fare 20 km di treno spendo 2, 20 euro, con la macchina ne spendo esattamente la meta'!!!! ditemi a che servono oramai i mezzi pubblici?
Della Pietra Leonardo
24 novembre 2010 alle ore 16:31Ciao, io non ho una macchina.
Se domani voglio andare al lavoro in macchina il prezzo del viaggio e' di circa 10000Euro, piu' la benzina, diciamo 3Euro.
Se voglio usarla per un mese il tragitto mi costa (22 giorni lavorativi) 10066 Euro.
Mi conviene ancora l'autobus.
'A raga', la vogliamo considerare l'usura poi?
Cambi olio, gomme, revisione, assicurazione.
Economicamente conviene sempre e comunque il mezzo pubblico se facciamo bene i conti.
A patto che ci sia... :-(
Leo
Fernando Vehanen
24 novembre 2010 alle ore 18:05Premetto che sono un verde de facto (indipendentemente dal voto) e macino da 3 a 4000 Km all'anno per la mia pendolarità di lavoro (circa 20 km al giorno).
I costi calcolati in questo articolo sono FUORVIANTI. È praticamente impossibile avere un veiclo motorizzato che costi meno di 30 centesimi al Km (bisogna non solamente considerare il carburante, ma anche l'ammortamento del veicolo, le assicurazioni, le gomme, i tagliandi, ecc).
Quindi la tesi qui descritta è totalmente campata in aria. Il mezzo pubblico conviene comunque, nonostante gli aumenti (che certamente fanno incaxxare e che sono quasi sempre ingiustificati) anche a biglietti singoli. Certamente si dovrebbe incentivarli, abbassandone i prezzi; su questo posso essere concorde.
Sorry...
Fernando Vehanen
24 novembre 2010 alle ore 18:07...ehm scusate...
3-4000 Km in BICI all'anno
Daniele Giannotti
25 novembre 2010 alle ore 10:04Sono Daniele,l'autore dell'articolo ed ho letto molte considerazioni interessanti nei commenti,vorrei solo precisare alcune cose: innanzitutto il "conto spese" non può considerare il costo dell'automobile,bollo e assicurazione perchè sono cose che COMUNQUE PAGHEREI,a prescindere dal fatto che prenda o no l'autobus per andare al lavoro.Il fine settimana infatti se non hai un'automobile non puoi uscire di casa perchè NON CI SONO AUTOBUS CHE COPRONO LA FASCIA DI ORARIO DALLE 21 CIRCA ALLE 6,salvo (forse) casi isolati.
Se voglio andare in palestra dopo il lavoro e sfruttare il mio abbonamento,non lo posso fare perchè non c'è un autobus alle ore 21 che mi possa riportare a casa,quindi l'automobile purtroppo è INDISPENSABILE.
Il mio discorso era questo,forse avrei dovuto spiegarlo meglio:se invece di prendere la macchina che (GIA' POSSIEDO E PAGO) prendessi l'autobus,quali vantaggi avrei?Ovviamente non ho tenuto conto dell'usura perchè il mio è un calcolo indicativo,ma non ho neanche tenuto conto della comodita',del fatto che quando piove ci si bagna perchè la fermata non ha la tettoia,del pericolo nell'attraversare una strada a doppia corsia dove talvolta ho aspettato anche 5 minuti prima che qualcuno mi faccia passare (sulle strisce segnalate anche da segnaletica verticale),del fatto che non ci sono marciapiedi quindi i camion ti passano a 2 metri di distanza!
Il conto inoltre considera un consumo a benzina, quindi il caso peggiore, in realtà io ho una macchina a GPL quindi il costo del carburante è addirittura più vantaggioso di un abbonamento mensile.
Un'ultima considerazione:io devo percorrere 9,5 km,la fascia di prezzo nella quale rientro è quella compresa tra 6,1 e 12 km (fascia B),quindi posso dire di sfruttarla abbastanza.E se volessi fare 2 km in più?Dovrei pagare addirittura 1,8 euro di biglietto!
Forse la colpa non sarà della società autotrasporti o della regione,ma qualcuno dovrà pur far qualcosa per rendere i trasporti pubblici veramente convenienti!
Elizabeth Jane Tagliaferri
24 novembre 2010 alle ore 18:47sono d'accordo con quello che dice Daniele. Anch'io preferisco di gran lunga i trasporti pubblici all'automobile ma purtroppo c'è ancora molto da fare per migliorarlo (almeno nella mia provincia Frosinone).
Frank A.
24 novembre 2010 alle ore 20:03E' una cosa di una logicita' assoluta.
Di rimando: ma le fabbriche, gli operai, l'indotto,le raffinerie, le pompe, gli autogrill, le autostrade ecc.
Minchia, ma e' troppo tardi da un pezzo amici!
Ma lo volete capire si o no che e' "il capitale" che e' rognoso?
Non esiste il capitalismo buono, e' un'ossimoro.
Se e' buono fallisce perche' e' umano.
Oddio, potrebbe anche esserci in teoria, ma comporterebbe una cosi' lunga serie di regole
che bisognerebbe essere santi per metterle in pratica, e l'uomo non e' certo santo, molto piu' diavoletto e fijo de''na ballerina up skirt (senza mutande), che altro.
Il capitale e di conseguenza il capitalismo e' la via piu' breve per consegnare i paesi alla criminalita'.
E non mi vengano a raccontare storie che non ci sono alternative, non c'e' LA VOLONTA' di un'alternativa e nemmeno di una che possa essere una via di mezzo, collaborativamente, tra capitale e sociale - non regge, ci ha provato Olaf Palme in Svezia e l'hanno ucciso , ma per fortuna degli svedesi e degli scandinavi in genere
ha fatto in tempo a far qualcosa di buono, difatti queste nazioni sono all'avanguardia nel mondo, nonostante i loro difetti.
Il discorso signori miei e' troppo lungo e complicato e nel mondo saranno si o no un paio di milioni a comprenderlo pienamente, forse!
L'apparato, per paura, ha sempre cercato l'attrazione delle masse con il massimo della superficialita', con la menzogna, con la promessa,
con l'illusione.
E la massa e' massa - guardate l'ultimo esempio
di quelle tante persone schiacciate dalla folla durante una manifestazione religiosa.
L'uomo e' soltanto passato, in genere, dalla trazione animale a quella meccanica e basta.
Per tutto il resto e' rimasto fermo come un menhir.
Nel mondo penso siamo oramai arrivati ai 7 miliardi.
Che possono fare un misero pugno di persone per salvarlo?
E per fortuna che ci sono!Provate ad immaginarlo senza gli artisti,scienziati,medici e specialisti vari e ci metto anche i filosofi.
Allegria!
gianni
24 novembre 2010 alle ore 20:09il calcolo del costo chilometrico relativo al trasporto privato è errato: come giustamente rilevato da altri il costo del carburante è solo una delle voci variabili da considerare. Giusto per esempio consideriamo che un km di trasporto pubblico extraurbano su gomma prodotto costa tra 1,5 e 2 euro ma tale costo deve essere diviso per il numero di potenziali passeggeri. Pertanto le considerazioni generali da fare sono altre: affinché il TPL sia competitivo (ovvero aumenti il numero medio di passeggeri per corsa in modo che esso debba basarsi il meno possibile sul contributo pubblico) deve migliorare innanzitutto sui tempi di percorrenza (es. corsie dedicate), sulla appetibilità e comodità del servizio (e qui ci vogliono soldi per i mezzi e per il personale) ma sopratutto, in italia non esiste, se non nelle università, una urbanistica che pensi in ottica generale.
In città sorte con ispirazioni meramente speculative, con centinaia di punti che attraggono traffico, con scuole sparse per ogni dove, con lottizzazioni create in antitesi ai principi trasportistici più elementari è molto facile trovarsi in situazioni nelle quali si trascorre un quinto della propria giornata lavorativa in coda.
walter barcella
24 novembre 2010 alle ore 20:25A questo va aggiunto anche un ulteriore problema che si è presentato attualmente e che sarà ancora più pesante a partire del gennaio 2011 se i tagli alle corse prospettati saranno realizzati: i tempi di attesa.
Io esco dal lavoro alle 17,30 e fortunatamente l'autostazione è vicina. Fino a metà ottobre il bus partiva alle 17,35. Perfetto. Però quella corsa è stata tolta; rimane quella delle 18,05 che però è in ritado sistematicamente di almeno 15/20 minuti (si val dal minimo dei 4 al massimo dei 50 almeno finora).
Sempre per le corse di mio interesse qualche mese fa è stata tolta la corsa delle 12,05 col risultato che il ritorno a casa per pranzo è saltato. Se con i previsti tagli verranno meno altre corse non potrò far altro che o cambiare lavoro (ma a 47 anni e di questi tempi dove lo trovo?) o comprarmi un'auto.
Lorenzo C.
24 novembre 2010 alle ore 20:29Vorrei aggiungere che: 1) La macchina è indubbiamente più comoda, a meno di non dover andare in centro nelle grandi città dove ci sono svariati divieti (ZTL, corsie preferenziali per gli autobus con relative telecamere...). 2) Io ho l'auto a gpl, quindi con la mia il costo del viaggio del signore diminuirebbe del 40% (50% e oltre nel caso del metano). Per me il biglietto può anche rimanere a 1 euro in tutta Italia, ma a certe condizioni: A) non deve aumentare per una decina d'anni B) oltre ad abbonamenti a prezzi vantaggiosi (il mensile deve venire meno di un euro al giorno, diciamo 25 euro, e per studenti e anziani ci deve essere un ulteriore sconto, diciamo 20 euro), ci devono essere i carnet di biglietti (a Bologna si chiama citypass e costa 8,50 per 10 biglietti, sai che risparmio!), da 10-20-30 biglietti a buon prezzo. Bisogna aumentare la possibilità di scelta per il consumatore, oltre al numero delle corse e ai percorsi (per es. Bologna è ben servita quasi dappertutto, solo pochissime zone sono scomode). LE AZIENDE DEVONO AVERE COME OBIETTIVO SOLO IL PAREGGIO DI BILANCIO. Non capisco perchè sia così difficile (o meglio lo so/sappiamo, ma lasciamo stare...)
Marco De Mitri
24 novembre 2010 alle ore 20:47Sono un ingegnere e mi occupo molto di trasporto pubblico.
Intervengo brevemente per dire che le Regioni hanno ben poca colpa e responsabilità degli aumenti che si sono verificati (e che ancora si verificheranno nel prossimo futuro) per i servizi di trasporto pubblico locale (autobus e treni).
I servizi di trasporto pubblico sono ripagati per 1/3 dalla vendita dei biglietti e per 2/3 da fondi appositamente destinati ad essi dai bilanci degli enti pubblici (Stato e Regioni).
Purtroppo, i tagli che derivano dalla manovra finanziaria del governo nazionale riducono fortemente i fondi pubblici (cioè la quota che compone i 2/3 del fabbisogno), ed impattano pesantemente sui servizi.
Le Regioni ricevono quindi meno soldi per pagare i servizi (autisti, mezzi, carburante, ecc.), e possono fare solo due cose per ridurre i danni: o riducono i servizi per rientrare nei costi (quindi meno corse, con impatti sui viaggiatori e sul personale che diventa sovrabbondante e va in esubero), o aumentano le tariffe, anche qui con impatto sui viaggiatori.
Ogni Regione interviene calibrando queste due leve nel modo che ritiene più opportuno per cercare di salvare il salvabile, ma il problema deriva comunque dai tagli decisi a livello di governo centrale, e le conseguenze descritte (meno corse, personale in esubero, aumento delle tariffe) continueranno purtroppo a manifestarsi ancora... almeno finchè non verranno ripristinate le risorse.
Rimando al sito http://www.marcodemitri.it/ per una interessante panoramica su trasporto pubblico e mobilità sostenibile.
rocco papaleo
25 novembre 2010 alle ore 08:06Caro ingegnere vorrei conoscere la struttura dei costi delle società di gestione del trasporto pubblico, non vorrei che i grandi manager siano pagati a centinaia di migliaia di euro all'anno senza rischiare nulla, essendo spesso di derivazione politica.
E anche quanti sono quelli che ci lavorano (tipo RAI).
Marco De Mitri
25 novembre 2010 alle ore 13:06Le società del trasporto pubblico hanno subito negli ultimi anni un lungo ed importante processo di riorganizzazione (anche a seguito delle ultime disposizioni normative), che le ha portate a migliorare di molto la loro efficienza ed a ridurre i costi, anche dal punto di vista del personale impiegato. Tuttavia, il processo è tuttora in corso, e c'è ancora un certo margine di miglioramento sul fronte della riduzione delle spese.
In ogni caso, le somme che oggi potremmo classificare come a sprechi interni alle società di gestione (sprechi che, giustamente, dovrebbero essere azzerati al più presto) sono comunque enormemente inferiori rispetto alle risorse che il governo ha deciso di sottrarre al settore, risorse che sono dell'ordine delle decine di milioni di euro per ogni Regione.
giulia acerbis
24 novembre 2010 alle ore 20:48Io non ho la macchina, non ho nemmeno la patente, mai fatta, mai avuto bisogno.
Sto insegnnado a mia figlia a utilizzare i mezzi pubblici, bus, tram delle valli, treni. Per lei a Bergamo c'è anche l'opportunità di un abbonamento annuale a 5 euro da usufruire su tutti i mezzi urbani ed extraurbani gestiti da ATB e TEB (fino a 11 anni poi avrà la riduzione del 50% dell'ordinario fino ai 14).
Io sono abbonata e giro in lungo e in largo per Bergamo e provincia.
Se ho fretta e non sono troppo cotta uso la bicicletta. Mi sono pure regalata quella elettrica per viaggi un po' piu' impegnativi. Bergamo e dintorni sono un saliscendi...
luca giglio
6 luglio 2011 alle ore 23:01pienamente d'accordo giulia,ma questo discorso si può fare in una regione come la lombardia che ha più di 10 milioni di abitanti ma io che sto in umbria(900000 ab tutta la regione) come faccio ad incentivare l'uso del mezzo pubblico che è quasi assente?poi con le ultime manovre il biglietto a perugia costa 1,50 euro,mi costa infinitamente meno in termini di tempo ed esaurimento nervoso prendere l'auto che stare 40 minuti ad aspettare un autobus che spesso arriva con ritardi mostruosi per non parlare degli inesistenti orari festivi....
Lionello Luise
24 novembre 2010 alle ore 21:00Dimentichi che mentre con il mezzo pubblico paghi solo il consumo del mezzo, con l'automobile paghi anche il prezzo d'acquisto dell'auto che devi poi ammortizzare nel corso degli anni, la tassa di proprietà (bollo), l'assicurazione obbligatoria. Quindi mediamente, per l'auto più sfigata in circolazione cacci almeno 5000 euro l'anno oltre la benzina, l'olio. Un buon compromesso è probabilmente la bibi elettrica (a pedalata assistita).
renato medini
24 novembre 2010 alle ore 22:50ricordo molto bene che nel precedente governo della Bestia (quello fatto cadere da Casini per capirci), la cifra di spesa per le infrastrutture su ferro metropolitane (tram e metrò) fu pari a ZERO.
nello sfacelo pubblico c'è un disegno, chiarissimo. sono benvenute le lobby del mattone, del farmaco e del petrolio (nonchè delle armi). per il resto, fottetevi.
visual ok
24 novembre 2010 alle ore 22:57è certo sbagliato non incentivare il trasporto pubblico per vari fattori, ma non concordo che il trasporto privato sia da abbandonare e ke nel 2010 dobbiamo tutti girare coi mezzi pubblici per non rovinare l ambiente.lo trovo vergognoso.io credo che si dovrebbe si dare manforte ai trasporti di massa ma credo che bisognerebbe dare una svolta alla tecnologia dell automobile in modo che diventi sempre piu a basso impatto e sempre piu sicura. Bisogna ricordare che un pulman oggi inquina come venti auto e i pulman mediamente non portano mai 20 persone.
Riccardo N
25 novembre 2010 alle ore 00:35dovreste sapere che il costo del muoversi in automobile non è solo quello del carburante (come calcolato da viamichelin) ma quello di tutto il veicolo, usura compresa.
Sui sito dell'ACI, sotto la voce "costi chilometrici", è possibile simulare tale costo in base al tipo di veicolo. Vedrete che il costo reale è da 5 a 10 volte superiore, quindi qualunque paragone col mezzo pubblico non reggerà mai..
raffaele tornello
25 novembre 2010 alle ore 01:10espongo il mio caso. Con la cifra di 2,40 euro giornalieri (costo pieno del biglietto senza abbonamento) esco di casa alle ore 06.55 per prendere l'autobus delle ore 07.00. Arrivo in stazione alle ore 07.15 massimo, pronto per prendere il treno delle 07,24 o quello delle 07.45. Il primo è sempre stracolmo e salirvi è impossibile, il secondo devo solo sperare che non sia soppresso, o in perenne ritardo, comunque arrivo alla stazione per ben che vada alle ore 08.10. Prendo un altro autobus che di solito parte alle 08.15 e arrivo nel mio studio alle ore 08.50 circa. Al ritorno esco ale ore 19.00, faccio un pezzo a piedi poi prendo un bus per la stazione, e prendo il treno delle 19,30, sempre che il bus non trovi traffico, devo sperare che il treno ci sia, altrimenti devo prendere quello dell 19,50. se prendo il primo riesco a salire sul bus delle 20.10 e alle 20.30 sono a casa, altrimenti arrivo dopo le 21.00. Be con una semplice vespa impiego 25 minuti all'andata e 25 minuti al ritorno, spendendo tra benzina e costi di esercizio circa 4,25 al giorno. considerato anche il tempo risparmiato, circa un ora e 20 al mattino e un ora e venti alla sera...sempre che il tempo è denaro, ecco fatto che il mezzo privato mi conviene di più!
raffaele t.
25 novembre 2010 alle ore 01:21esprimo il mio caso. Con 2,40 euro giornalieri (nessun tipo di abbonamento) vado e vengo dal lavoro. esco di casa ore 6.55 per prendere autobus delle ore 07.00. Arrivo in stazione e ci sono due treni uno alle 07.24 e uno alle 07.45. sempre che non siano in ritardo o soppressi...cosa che capita un giorno si e l'altro no. Il primo è sempre stracolmo, anche il secondo a dire il vero, ma almeno è più facile salirvi. con il secondo treno arrivo in stazione alle ore 08.10, prendo un autobus delle ore 08.20 e arrivo sul lavoro alle ore 08.50 circa. alla sera esco alle ore 19.00 se riesco a fare tutto in tempo, faccio un breve tragitto a piedi e prendo un bus per la stazione, ce ne sono tanti, ma devo arrivare in stazione per le 07.20 quando parte il treno....di solito lo perdo, e mi tocca ricorrere al treno delle 19,35. sempre se è puntuale e non soppresso, arrivo alla stazione alle ore 20.05, prendo il bus delle 20,20 e alle 20.45 sono a casa...salvo imprevisti. Con la vespa, spesa giornaliera comprensiva di benzina, bollo assicurazione etc, di 3,35 euro, impiego 25 minuti all'andata e 25 minuti al ritorno. Il tempo è denaro, quindi mi spiace ma la vespa è più economica dei mezzi pubblici, almeno nel mio caso!
vincenzo carratta
25 novembre 2010 alle ore 10:00E alla salute non pensi?! Andare in vespa da novembre a marzo non mi sembra il massimo della vita....
salvo catanzaro
25 novembre 2010 alle ore 09:14Se ho capito bene il tuo ragionamento, il tuo risparmio avviene solo per l'abbonamento mensile.
Ma i tuoi conti sono fatti sul costo della benzina diviso i chilometri percorsi. Quindi non tengono conto di altri fattori come: costo acquisto auto, assicurazione, manutenzione ordinaria e straordinaria etc... Per il resto impatto ambientale e qualità della vita, tu hai reso magnificamente l'idea. Grazie e ciao.
Sandro Stefanini
25 novembre 2010 alle ore 09:27sono lucano, per lavoro viaggio tutti i giorni dal mio paesino in provincia di matera a potenza. l'autobus mi conviene parecchio in termini economici, ma il servizio è scadente, ci sono solo poche corse, bisogna far coincidere gli orari, spesso si viaggia in piedi... e sembra non ci sia soluzione... è tutto sempre fermo ed uguale... come l'italia...
GIANCARLO SARTORETTO
25 novembre 2010 alle ore 10:17Mi sono rifiutato di fare l'uomo-macchina perchè ti crea solo stress, mentre invece con i mezzi pubblici puoi rilassarti nel dormiveglia e quindi riposarti dopo una giornata di lavoro e in più ti fai una mezza biblioteca di libri col rischio di diventare più intelligente, mentre l'uomo-macchina si degrada nel suo abitacolo: scoreggia, si scaccola, inveisce a gesti con espressioni schifose del viso come se facesse ginnastica mandibolare, bestemmia contro gli altri e contro il mondo.
Daniele Giannotti
25 novembre 2010 alle ore 10:31Sono Daniele, l'autore dell'articolo, come consigliatomi da molti utenti ho rifatto il conto utilizzando la tabella ACI che calcola complessivamente il costo al km, contando anche gomme, manutenzione ecc.
Per l'automobile che ho (panda benzina-metano) e i chilometri che faccio, spenderei circa 3,7 euro contro i 3 dell'autobus (acquistando i biglietti).
Ma se al valore aci ci sottraggo la "quota capitale" (costo macchina, assicurazione, bollo, ecc) che COMUNQUE DOVREI PAGARE perchè l'auto ce l'ho e la uso il fine settimana, il costo scende a 2,13 euro... Vi sembra ancora così campato per aria il mio ragionamento? In questo caso, economicamente parlando, se non avessi l'abbonamento ma dovessi fare il biglietto, RISPARMIEREI PRENDENDO L'AUTOMOBILE ANZICHE' L'AUTOBUS! Invito tutti coloro che hanno un'automobile e prendono i mezzi pubblici a raffrontare questi valori, anche solo per curiosità.
sergio bobbo
25 novembre 2010 alle ore 11:06Sono anch'io un fautore del trasporto pubblico (che uso regolarmente per recarmi al lavoro) e condivido le osservazioni riguardo la comodità e gli effetti benefici sulla propria vita e sull'ambiente derivanti dall'impiego dell'autobus rispetto all'impiego dell'auto personale. Però, per essere credibili, i conti economici vanno fatti tenendo conto dei costi totali e non solo del costo del carburante. A questo, infatti, vanno aggiunti il costo del mezzo, i costi di gestione, i costi di manutenzione. E' difficile quindi dire quale sia il costo reale, perchè dipende dal modello dell'auto, dai consumi, dal modo di utilizzo ecc. Come termine di paragone, però, posso dire che nel settore pubblico, in caso di missione svolta con auto propria, il rimborso previsto è pari a un quinto del prezzo di un litro di carburante per chilometro percorso. Ciò per recuperare, oltre al costo della benzina, anche i costi di ammortamento del mezzo, i costi di manutenzione ecc... Per un percorso di 20 km a/r, il costo totale sarebbe quindi di 11.26 al giorno e non solo 3 . Quindi, la convenienza dell'uso dell'autobus sarebbe del tutto evidente anche nel caso di acquisto di un biglietto e non di un abbonamento, che ha costi medi più bassi. Si tenga conto poi che un quinto del prezzo della benzina per chilometro percorso è poco e quindi i costi reali sarebbero anche superiori. Credo quindi che il nostro amico Daniele possa ritenersi soddisfatto dell'uso dell'autobus anche dal punto di vista economico. Altra questione è se le tariffe applicate siano eque, sapendo che le aziende di trasporto sono sovvenzionate dalle Regioni (almeno). Ma questo è un discorso diverso.
michele
25 novembre 2010 alle ore 11:36Ai costi del carburante bisogna aggiungere i costi dell'usura auto(olio, filtri,gomme, pastiglie freni)ma soprattutto i costi del parcheggio. Se si considera che qui a Napoli molti garage, in abbonamento, si prendono 100/150 euro al mese e saltuariamente anche 3 euro l'ora capisci che il mezzo pubblico sarebbe molto più economico dell'auto. Poi vanno aggiunti i costi immateriali difficili da quantificare come i danni da stress per il traffico che però hanno un effetto soprattutto perchè cumulativo. Quindi la convenienza del mezzo pubblico supera di gran lunga l'auto e lo supererebbe anche se il biglietto costasse il doppio ma il problema è che le amministrazioni pubbliche non vogliono incentivare l'uso del mezzo ed il perchè è ovvio. 1) E' un costo per l'amministrazione
2) subiscono pressioni dal governo che incentiva l'auto
3)La mancanza di stress è un bene immateriale e non dà voti
4)Si scontra col marcato individualismo italico che invece viene sfruttato nelle campagne pubblicitarie
5)I comuni vendono i posteggi( vedi grattini)per cui sono in conflitto di interesse.
6)Limitare l'uso dell'auto( chiusura centri storici, aree pedonali, normativa antiinquinamento) fa perdere voti
Ed ecco perchè, a mio avviso, non si incentiva l'uso del mezzo pubblico
car
25 novembre 2010 alle ore 14:35giustissima osservazione.
nelle grandi città non ce lo calcoli l'esaurimento nervoso per il traffico, le lotte all'ultimo sangue (e non è una metafora visto che capita che ci si scanni per motivi di traffico)e infine cosa non da poco, i costi di parcheggio e manutenzione di cui la benzina è quello minore ?
Marco De Mitri
25 novembre 2010 alle ore 13:11Rispondo a Rocco Papaleo: le società del trasporto pubblico hanno subito negli ultimi anni un lungo ed importante processo di riorganizzazione (anche a seguito delle ultime disposizioni normative), che le ha portate a migliorare di molto la loro efficienza ed a ridurre i costi, anche dal punto di vista del personale impiegato. Tuttavia, il processo è tuttora in corso, e c'è ancora un certo margine di miglioramento sul fronte della riduzione delle spese.
In ogni caso, le somme che oggi potremmo classificare come a sprechi interni alle società di gestione (sprechi che, giustamente, dovrebbero essere azzerati al più presto) sono comunque enormemente inferiori rispetto alle risorse che il governo ha deciso di sottrarre al settore, risorse che sono dell'ordine delle decine di milioni di euro per ogni Regione.
gianni teggia
25 novembre 2010 alle ore 20:04Questa persona che fa il calcolo tra auto e bus mi sembra un po ignorante a fare i calcoli perche calcola solo la spesa della benzina nel calcolo di spesa auto e invece c'è anche il costo assicurazione ,bollo,pneumatici , tagliandi ,rotture varie e svalutazione del veicolo quindi a conti fatti risparmi con l'autobus. studia un po di piu e vedrai che anche tu saprai piu cose....
Daniele
26 novembre 2010 alle ore 09:15Andando sul sito dell'Aci, dove si può fare un calcolo comprendendo tutti i fattori da te enunciati, è possibile quantificare il costo al chilometro. Bene, senza contare il costo di bollo, assicurazione, acquisto dell'automobile (che tanto dovrei comunque pagare, visto che la macchina ce l'ho), il risparmio utilizzando l'automobile ci sarebbe, e sarebbe di alcune decine di centesimi. In un altro commento trovi i valori precisi che ho calcolato sulla base della mia automobile.
nicola rindi
27 novembre 2010 alle ore 16:04E io aggiungo che la convenienza c'è ma è molto risicata se a viaggiare in autobus è una sola persona: e se fossero marito e moglie?
I costi auto resterebbero invariati e il costo bus raddoppia, per non parlare di eventuali figli....
Lo Fe
25 novembre 2010 alle ore 21:04Ognuno può far conoscere la vergogna locale dei trasporti pubblici.
Prego utilizzare il link di seguito e vedere commenti.
saluti a tutti.
http://www.varesenotizie.it/index.php?option=com_content&view=article&id=60542:metropolitana-assago-cattaneo-pronta-per-natale&catid=21:lombardia&Itemid=336
v.chiaviello
25 novembre 2010 alle ore 21:47Salve a tutti vedo con interesse che tutti siano oppure la maggior parte condivide ilo fatto che il mezzo pubblico è piu economico del auto privata , vi parlo non da utente ma da conducente cioe' quello che li guida , volevo solo ricordare che quasi tutte le aziende di trasporto pubblico sono in procinto di essere privattizate , e voi crediate che quando subbentra il privato sara' lo stesso vi sbagliate il privato vuole solo fare profitto ,guadagnare io parlo della mia azienda che ci lavoro da 20 anni la GTT di Torino che il signor sindaco sta accellerando la privatizzazione facendo entrare capitali privati , ma ricordatevi che oggi chi paga e il cittadino con le tasse le aziende non coprono le spese di gestione con gli abbonamenti oppure con i biglietti ma sovenzionato dalla regione la quale paga 1,50 euro a km quando arriverano i privati si prenderanno i soldi pubblici lasciando i settori inproduttivi al comune in poche parole loro prendono solo i contributi e lasciano i debiti alla regione da noi ci sono 30 dirigenti da 10 mila euro al mese ci sono 4 impiegati su 10 autisti e una cosa sproiporzionata, hanno dato in gestione privata la manutenzione dei pulman con un costo di 25,000,000 milioni di euro annui , ma dico con questi soldi compri 20 pulman all anno e in 4 anni hai 100puloman nuovi ancora con garanzia , taglio corto che spendere i soldi non sudati e facilissimo e' arrivato un nuovo amministratore delegato da Napoli e stato cacciato da napoli e il nostro sindaco lo ha assunto e un trombato alle regionali del PD come e arrivato vuole disdire tutti i contratti sindacali firmati vuole buttare 20 anni di battagli sindacale scaricando tutto sugli autisti che sono quelli che pagano di prima persone la enneficienza di questi dirigenti che se fossero in francia ho in altro paese d' europa li avrebbero mandati a spalare neve , finisco qua godetevi il servizio finche dura ma quando arriverrano i privati non lamentatevi perche la colp'a e solo vostra
Marco D. P.
28 novembre 2010 alle ore 23:09Caro Chiaviello è vero che le privatizzazioni in Italia non fanno altro che lievitare i costi sul cittadino e spesso diminuire i servizi. Il problema però è che il pubblico quando è gestito dai politici diventa solo una occasione per mettere trombati strapagati, parenti, amici, amici degli amici e chi più ne ha e più ne metta.
Tu infatti lo hai detto: dirigenti ed impiegati sono di più degli autisti. E' questo il problema. Finchè non impareremo a votare con coscienza non ci sarà soluzione. Personalmente credo che i trasposti pubblici debbano restare pubblici, ma essi debbono essere gestiti con bilanci trasparenti pubblicati in internet sui siti dei comuni, con tanto di stipendi di tutti gli addetti compresi i dirigenti, e compresi gli appalti esterni.
Marco D. P.
28 novembre 2010 alle ore 23:18E' vero i conti vanno fatti pari: la macchina come dice Teggia costa anche di ammortamento, di bollo, e di assicurazione, oltre che di gomme e officina in genere. I costi fissi però tu li hai anche se la macchina non la usi pertanto non puoi fare il paragone, per quel che ti riguarda devi considerare solo i costi variabili in funzione dei Km percorsi. Fai conto di avere una macchina ultimo modello dai bassi consumi magari a metano o gpl. spendi molto meno.
Io faccio un altro esempio emblematico. Il treno locale sulla tratta Castel Bolognese - Bologna è aumentato questa estate del 122% da 1.8 a 4 euro!!! Vi sembra normale??? Alla faccia dell'inflazione al 2%!!!
Sono meno di 50 Km ed i treni locali, oltre ad essere sporchi sempre guasti, sono anche sempre pieni all'inverosimile. Un bell'incentivo ad usare i mezzi, non c'è che dire!
luca giglio
6 luglio 2011 alle ore 23:28ragazzi ma qui stiamo parlando di grandi città,roma,milano,torino,bologna,città che comunque permettono di non avere l'auto,ma io che sto a perugia come faccio a vivere senz'auto?devo diventare idrofobo fra cambi,coincidenze,ritardi e sparizioni delle corse?d'accordo il fattore ecologico,ma io lavoro a 5 km da casa e faccio i turni,la mattina alle 5,30 l'autobus c'era ma grazie a berlusconi non c'è più,alle 22,15 c'era ma vedi sopra,e anche se ci fosse dovrei partire da casa almeno mezz'ora prima e tornare se va bene mezz'ora dopo,ma con la mia famiglia non ci sto mai?
Vittorio Malfagia
22 giugno 2012 alle ore 08:14Concordo i trasporti in umbria fanno schifo, da perugia per arrivare a firenze con il treno ci voglio due ore e se opti per l autobus idem che schifo!!! da roma con l alta velocità in due ore arrivi a bologna e la superi pure, in umbria i trasporti fanno schifo!! il treno fa tutte le fermate non esiste un diretto perugia firenze o un diretto perugia roma, per non parlare dell aereoporoto che anzichè collegare prima con le grandi capitali europeed tipo parigi o madridi o berlino ti mette volo tipo Perugia - Trapani..CHE SCHIFO!!!