Mi sono rotto il bunga bunga


Posso capire che la stampa sia in agonia, ma anche nel momento estremo del distacco si deve mantenere un minimo di decenza. Almeno trattenere i liquidi. L’informazione è schierata in due parti stagne, ma complementari. Una con il titolo principale che inizia quotidianamente per F come Fini, l’altra che ogni giorno che Dio manda in terra parte con B come Berlusconi. Verificate in edicola per credere. Gli approfondimenti del bunga bunga e della casa del cognato continuano poi in seconda/terza/quarta pagina per settimane. La denuncia del bunga bunga è di sinistra, le inchieste sui misfatti del bilocale di Montecarlo sono di destra e la rottura di palle invece è del lettore. E’ un dibattersi tra i fili delle proprie parole come mosche nella ragnatela. Sempre le stesse parole. Mi è successo davvero: ho sfogliato un giornale di tre giorni fa credendo che fosse di oggi e me ne sono accorto solo alla quinta pagina.

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