Il tormentone delle elezioni


La parola elezioni mi è diventata fastidiosa, ripetitiva, molesta. In bocca ora all’uno, ora all’altro capo partito (oggi è il turno di Boss(ol)i) per ricatto o calcolo politico. Forse un ripasso può essere utile. Se cade il governo NON ci sono le elezioni. Le elezioni si tengono se il presidente della Repubblica scioglie le Camere. E le Camere si sciolgono se non esiste alcuna possibilità di formare un governo. Chiunque ottenga da Napolitano il mandato e dal Parlamento la maggioranza dei voti, che si chiami Monti o Piripacchio, governa anche senza Boss(ol)i. Lo scioglimento delle Camere ricade (ancora) nei compiti del Capo dello Stato. Se qualcuno vuole fare cadere il governo ci provi, ma non fracassi più l’anima con le elezioni anticipate. Non sono di sua pertinenza. Si studi la Costituzione. Siamo una repubblica parlamentare, se ne faccia una ragione e si voti da solo.

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