I mille fuochi d’Italia


I fuochi si accendono un po’ ovunque. L’ultimo è stato ieri a Cagliari con il Movimento dei Pastori Sardi di fronte alla Regione Sardegna con i consueti scontri con gli agenti antisommossa. In questo caso, purtroppo, un manifestante rischia di perdere la vista per un candelotto lacrimogeno, mentre un altro candelotto ha colpito un fotoreporter ricoverato in ospedale. Ma i candelotti si sparano in aria o ad altezza d’uomo? Continuano le proteste a Boscoreale in Campania per le discariche con due rimorchi di rifiuti incendiati, prima di essere sversati, dai manifestanti. Non è pensabile che ogni protesta si trasformi in un problema di ordine pubblico anche perché i focolai si stanno diffondendo. Quanti agenti servono per il Ponte di Messina, la Tav in Val di Susa, le fabbriche che continuano a chiudere, le centrali nucleari, la base americana di Vicenza? 50.000? 100.000? Guidati in prima fila da Maroni e La Russa? La gente si rivolta quando è esasperata o non ha più niente da perdere. Quando si salderanno i fuochi chi riuscirà a spegnere l’incendio?

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