Tra le migliori 200 università del mondo compaiono, e non è una sorpresa, università americane come Harvard (prima) e MIT (terza), università inglesi, Cambridge e Oxford (entrambe seste,) ma anche università francesi, giapponesi, tedesche, australiane, svizzere, canadesi,cinesi, svedesi, spagnole, coreane, irlandesi, norvegesi, finlandesi, neozelandesi. Persino egiziane e turche. Nessuna italiana.
"Sono uno studente di dottorato in biologia e mi trovo a Barcellona. Ho fatto laurea triennale e specialistica a Bologna e poi mi sono trasferito. Volevo solo comunicare che è uscita da poco la classifica delle 200 migliori università del mondo, pubblicata Thomson Reuters una delle più importanti società d'informazione e non è presente nemmeno una università italiana, per favore pubblicatelo sul sito perchè almeno qui deve essere data la notizia. Vi mando il link:
http://www.timeshighereducation.co.uk/world-university-rankings/ Grazie." Simone Calzolari, Barcellona

Università italiane fuori concorso
18 settembre 2010 alle ore 18:56•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (36)
alvisea fossa
18 settembre 2010 alle ore 19:01CIAO BEPPE
NON C'E' MAI FINE LA PEGGIO,MI DISPACE PER PADOVA E LA MIA LEGNARO DOVE HO LASCIATO IL "CUORE"
ALVISE
gilberto Filè
18 settembre 2010 alle ore 19:31Ci sono almeno 4 classifice internazionali delle università che danno risultati dversi. Ogni classica valuta aspetti diversi. Per capire che le università italiane non sono messe poi così male, conviene leggere il libro "malata e denigrata" edito Donzelli. Fa capire meglio come interpretare le classifiche (e tante altre cose sull'università)
Paolo R.
18 settembre 2010 alle ore 20:14Gelmini dove sei??????
Marcella Perotti
18 settembre 2010 alle ore 22:18Ho studiato ad Harvard, dove la filosofia è 'risolvere il problema nel migliore dei modi'.
Ogni studio ed ogni soluzione debbono trovare una proposta che abbia valutato il maggior numero degli aspetti dei problemi sottoposti, cercando l'innovazione ma attraverso metodi compatibili con la realtà e la tradizione.
Poi torni in italia e trovi che per vincere il concorso non occorre sapere cosa occorre fare.
Infatti spesso chi li vince ( o si deve dire vinceva fino a poco tempo fa) non avrebbe nemmeno saputo come cominciare a risolvere il problema. D'altronde, se ne guardava bene dal risolverlo, altrimenti, una volta messe a posto le cose, che ruolo avrebbe avuto poi?
Eggià!
Finchè il problema persiste, tutti concordano che occorre incaricare qualcuno perchè provi a risolverlo, e con la nazionale tendenza alla giustificazione, se l'assunto non ci riesce... pazienza! in fondo era un problema difficile!!!!
ha ha hhahahha...
cambiamo le cose,
proponiamo soluzioni per risolvere i problemi valide e studiate,
attiviamoci per cambiare il modo di affrontare i problemi.
Creiamo le possibilità di lavoro anche per le persone veramente capaci!
viva italia
19 settembre 2010 alle ore 01:07Negli enti locali bbiamo raggiunto una fase ancor più evoluta cioè la creazione di problemi di proposito per poterci lucrare sopra.
Succede praticamente in tutti i municipi.
giovanni miceli
18 settembre 2010 alle ore 23:11non siamo neanche ultimi!!!!
viva italia
19 settembre 2010 alle ore 01:18Uno satato moderno dovrebbe risolvere quanti più problemi possibili di quanta piu gente possibile.
La scuola pubblica, proprio perché statale dovrebbe contribuire nel miglior modo possibile a tale scopo.
Il problema è che la sinistra ( la destra, tranne una piccola parte di destra sociale quasi scomparsa, lasciamola perdere che vuol risolvere solo i problemi delle mafie e delle lobby ) non ha capito che voler risolvere i problemi indistintamente a tutti, ai buoni come ai cattivi, ai belli e ai brutti, agli stolti stolti ed ai colti, agli onesti e disonesti, non si va da nessuna parte e oltretutto, si ingenera dentro la mentalità del popolo la stupida convinzione che i diritti sono una cosa avulsa dai doveri..... ecco perchè preferisco centomila volte MAZZINI a tutti i socialismi.
A cominciare da chi porta a scuola i figli in SUV e poi vorrebbe i libri aggratis e la carta igenica nei cessi.
viva italia
19 settembre 2010 alle ore 01:27in altre parole lo stato dovrebbe distinguere il bene dal male ma e poi premiare il bene e reprimere il male, lasciando la massima libertà per ciò che è netutro (ne bene ne male) solo che hanno perso la capacità di capire cosa è bene e cosa è male.
Siccome che il bene è relatico così come il male ciò che è bene per alcuni può essere male per altri e perciò bisogna individuare il TARGET di quelli che fanno del bene e vanno tutelati e quelli che fanno del male e vanno puniti.
Ma ai fare bene e a chi fare male ? agli italiani oppure agli europei o a tutti?
Purtoppo a tutti non si può e allora potrebbe essere "diritto naturale" fare il bene di chi ti sta vicino e disinteressarsi proporzionalmente (alla distanza) a chi stà lontano ma la tendenza ultima è un "diritto artificiale" che vorrebbe qualcosa di diverso.
Giovanni Bisleri
19 settembre 2010 alle ore 22:38@viva italia!ti consiglio di fare un giro alla Bocconi per capire come funziona un università seria!
zhebù___DiPiù
19 settembre 2010 alle ore 10:21oltre a fare schifo come graduatoria universitaria ,stiamo perdendo colpi anche a livello di corruzione ,è possibile che non riusciamo a corrompere colui che ha fatto questo sondaggio .
Dove andremo a finire se anche il malaffare(cio che riesce meglio a questo paese) non funziona più?
Piergiorgio V.
19 settembre 2010 alle ore 10:54E' una classifica ridicola e che non ha molto senso. Vai sotto "Europa" e ci sono più del 50% di università Britanniche, semplicemente ridicolo e parziale. Ovvio che Harvard sta in testa, costerà più di 30,000 $ all'anno. E' chiaro che se paghi certe cifre la scuola DEVE essere migliore, non ha proprio senso confrontare un'università da 2000 all'anno con una da $50,000. Comunque si vede una forte anglofilia nella classifica, non direi che come Italiani ci deve dispiacere.
Marcella Perotti
20 settembre 2010 alle ore 21:58Certo che studiare ad Harvard costa, ma primo non ammettono tutti, quindi devi essere per lo meno *bravo/a*, secondo se ti ammettono perchè ti vogliono ti danno anche un lavoro che ti permette di pagarti gli studi... e quando si parla di *lavoro* non è fare il portaborse, ma fare vera ricerca, quindi un impegno non da poco.
Claudio Zarcone
19 settembre 2010 alle ore 10:55Sono il padre di Norman. Sono morto anche se parlo, scrivo. Ho parlato di "omicidio di Stato" e di ciò si è trattato. Hanno isolato mio figlio per dare spazio alle proprie concubine, ai senza talento, ai troppo soliti noti. Norman se ne lamentava sempre.
Era diventato anche giornalista perché voleva denunciare questo stato di cose.
Io vorrei parlare con Beppe Grillo, se possibile.
Claudio Zarcone
335 6669171
Umberto Morozzo
19 settembre 2010 alle ore 11:54Classifica falsata,non espone nemmeno i criteri di valutazione delle università, con netta anglofilia.
Per fare un esempio banale il Politecnico di Torino, fiore all'occhiello dell'ingegneria Europea e non solo, non entra nemmeno in classifica.
Lascia un po il tempo che trova..
Pietro Bernardi
19 settembre 2010 alle ore 12:05Ma cosa vai dicendo? Se vai su "overall score", "change", e poi vai sul link in basso della nuova finestra, i criteri te li spiegano eccome.
E basta parlare tanto per parlare.
Ovvio che poi una classifica e' riduttiva per definizione, ma un'idea la fornisce
Umberto Morozzo
19 settembre 2010 alle ore 15:23Certamente espone i criteri, come hai ben segnalato.
Quello che però volevo dire è che ciò che non espone è CHI e COME sono stati valutati. Non bastano vaghi riferimenti a istituti o personalità!
Io non sono uno statistico di professione ma sarebbe interessante un parere a riguardo, perchè per quel che ne so io è già solo sufficiente che non si abbiano chiare le fonti dello studio per non perdere nemmeno tempo a leggerlo...
inoltre uno studio serio allegherebbe i link ai dati, cosa che nel sito di THE non ho trovato..
ripeto,per me lascia un po il tempo che trova
'The tables' methodology was determined only after 10 months of detailed consultation with leading experts in global higher education: more than 50 senior figures across every continent provided extensive feedback on our plans, amounting to more than 250 pages of commentary. The wider university community also had its say via more than 300 postings on our website.So, despite the inherent limitations, these tables represent the most comprehensive and sophisticated exercise ever undertaken'
ai a.
19 settembre 2010 alle ore 12:30Perchè l'assenza del politecnico di milano non mi stupisce ?
giulio vetrone
19 settembre 2010 alle ore 12:47Saranno mica il clientelismo, il nepotismo, i baronati e le parrocchie di tutti i colori i problemi più gravi dell' università e della società italiane?
Giovanni Bisleri
19 settembre 2010 alle ore 13:15comunque dipende molto dal tipo di classifiche! certamente la maggior parte delle università italiane non è in grado di competere con quelle americane,cinesi,inglesi etc. tuttavia l'Università Bocconi che io frequento non è assolutamente inferiore a queste ad esempio una recente classifica basata sulla rapidità con cui si trova posto di lavoro e la qualità del lavoro(misurata in base a stipendio e altre variabili!)ci vede superare Harvard. A ulteriore testimonianza il fatto che Harvard ha chiesto più volte a nostri professori di andare ad insegnare là, offrendo loro stipendi elevatissimi!
viva italia
19 settembre 2010 alle ore 16:31e per stipendi elevatissimi non ci sono andati?
problemi con la lingua iglese?
mavaffa!!!!
SteV B.
19 settembre 2010 alle ore 15:05Allora che in Italia l'università sia l'ultimo pensiero da parte del ministero dell'Istruzione non è una novità. Qui non si deve parlare di università private come la Bocconi ecc..anche perchè si sa che vadano meglio delle altre, in fondo basta pagare. In Italia, nonostante tutto ci sono ottime università, ok magari non saremo ai grandissimi livelli, però io penso che l'unica marcia che ci manca è quella di finanziare di più le università. Non che vengono abbandonate a se stesse, facendole arrancare in qualche modo. Io noto nella mia università, MI-Bicocca, che è improntata sulla ricerca. Ebbene ci sono ricercatori che a costo di lavorare li, vanno anche gratis, perchè lo stato non da nessun aiuto.Questo non è proprio accettabile, a mio avviso per un paese sviluppato.
Luca T.
19 settembre 2010 alle ore 16:44Che l'Università italiana stia attraversando probabilmente la sua più grave crisi è tristemente noto. E lo dico sia come studente universitario, sia come cittadino.
Tuttavia, queste classifiche sono sempre più imprevedibili e inaffidabili. Qui, nessun nome italiano. In altre, come la QS World University Rankings top 500, sono presenti università italiane come La Sapienza e l'Alma Mater di Bologna. Addirittura, la Sapienza sembra essere salita di livello dal 205° posto del 2009 al 190° del 2010. Entrambe si sono distinte, sempre secondo questa classifica, in campi specifici, nelle scienze naturali (30° posto per la Sapienza) e le scienze umanistiche (46° posto per Bologna). E, come altri hanno sottolineato, occorre anche considerare il rapporto tra costi sostenuti dagli studenti e fondi destinati alla ricerca. La retta di Harward e quella della Sapienza non sono certamente paragonabili...
Per chi fosse interessato, ecco il documento:
http://www.topuniversities.com/sites/default/files/QS_World_University_Rankings_top500.pdf
Nicola Orichuia
19 settembre 2010 alle ore 16:50Sono rimasto un po' sorpreso quando ho visto questa classifica. Poi ho letto la nota metodologica e ho capito che le università prese in considerazione per stilare la classifica dovevano prima rendere noto l'interesse a partecipare e poi mandare alla Thomson-Reuters una serie di dati, pena l'esclusione da ogni tipo di classifica.
Dunque è una classifica falsata, in cui tendono verso l'alto quelle università che, oltre all'indiscusso successo dal punto di vista accademico, hanno anche maggiore esperienza nei campi delle pubbliche relazioni, della pubblicità e del marketing.
Evidentemente (e aggiungerei purtroppo) da noi le università sono poco interessate a rendere noti i propri pregi. Stento a credere che la Bocconi, la Normale di Pisa o l'Università di Bologna siano complessivamente peggio della Swedish University of Agricultural Sciences (ultima in questa graduatoria).
Giovanni Bisleri
19 settembre 2010 alle ore 22:42invece secondo me bisogna parlare sia di pubblico che di privato. Il principio è lo stesso!Da una parte,il privato, i soldi sono chiesti sotto forma di retta, dall'altra il pubblico te li tolgono dallo stipendio ogni mese per tutta la vita!quindi è inutile pensare di poter gareggiare con università americane/inglesi, la il sistema scolastico è quasi tutto privato. Se un professore è un imbecille viene cacciato dopo poco,qui da noi se è di ruolo non lo muovi piu!
viva italia
19 settembre 2010 alle ore 23:56okkio a non confondere i 2000 euro pagati dallo studente italiano per l'iscrizione/frequenza con la cifra effettivamente sborsata dallo Stato perché la erità è che quello che si paga è una specie d "tiket" come nelle medicine e non il costo vero sostenuto dallo stato cioè anche da quelli che non usufruiscono del servizio (ignoranti)...... perché altrimenti viene fuori che siccome costa poco (che non è vero)rispetto alle scuole anglosassoni dove paghi tutto il costo (ma meno le tasse che genericamente coprono anche quelle spese li) ci si può anche accontentare.
Giovanni Bisleri
21 settembre 2010 alle ore 18:52infatti è proprio questo il punto!e troppi se lo dimenticano!
viva italia
20 settembre 2010 alle ore 00:01e speriamo che non facciano la statistica inserendo le scuole d'arte AFAM perché altrimenti cosa si inventerà la gelmini per spiegare come mai la nazione n1 al mondo nell'arte ha le università d'arte da 4 mondo.
paolo diamante
20 settembre 2010 alle ore 06:07Cari Amici, non credo a una classifica dove al n.6 è scritto Ecole Polytechnic intendendo Ecole Polytechnique ( la prestigiosa Università francese) e che considera Università il Karolinska Institut svedese, che è un Ente di ricerca. Chi non sa nemmeno ricopiare ( all'interno la scheda francese è scritta bene), non può dare giudizi.
Ciao a tutti!
viva italia
21 settembre 2010 alle ore 22:41questo dare eccessivo peso ad un solo aspetto del "trittico" segno-sigificato-significante dentota una stupidità di fondo che tanto mi fa ricordare un vecchio prof che midiceva sempre: "uno può essere anche acculturato ma se è nato scemo una parte di scemenza gli rimane addosso anche dopo aver preso il dottorato."
paola olivetti
20 settembre 2010 alle ore 12:40sono una dottoranda all`universita` di Birmingham e ho avuto modo di parlare con un docente universitario del periodo in cui ha dovuto essere rettore del dipartimento. Ha confessato che si e` trattato di un periodo estenuante perche` periodicamente l suo operato veniva controllato in modo capillare, dalla qualita` di insegnamento degli insegnanti (e non e` che il controllo venga fatto con una telefonata di avviso 2 settimane prima...), alla qualita` della ricerca ( per questo c`e` una commissione -la RAE- che distribuisce fondi ai dipartimenti e alle universita` che si segnala per valore di ricerca - pensate che questa commissione esiste dal 1986, mentre in Italia solo fino al 1980 non avevamo neppure il dottorato di ricerca), e persino la parte pratica (impianti elettrici, bagni, carta igienica...). Nelle universita` italiane i rettori non mettono neanche piede e certamente non si preoccupano dei muri imbrattati per decenni, dei bagni luridi, dei rubinetti che non funzionano...Come possiamo aspettarci di entrare nel top ranking delle universita` mondiali se la meritocrazia non esiste, i controlli non vengono fatti per garantire che i baroni governino l`universita` secondo i loro interessi, e i rettori lasciano andare in decadenza istituzioni storiche?
come posso aspettarmi che i miei figli ricevano una buona istruzione accademica da persone che sono li` solo per clientelismo e non per merito? cosa puo` imparare un ragazzo da una societa` gerontocratica, dove per farsi spazio bisogna fare da zerbino ai baroni fino all`eta` di 40-50 anni? e credetemi questa non e` anglofilia e la risposta non e` : la si paga. In Germania le tasse universitarie sono come da noi, ma i concorsi per avere un posto all`universita` non sono truccati e manipolati da meccanismi di baronia e nepotismo. E ps. Ho un`amica che all`eta` di 33 anni e` gia` professore universitario. E` un genio, in Italia l`avrebbero mandata via a calci in culo o le avrebbero chiesto dei favori sessuali...
stefano azzolini
20 settembre 2010 alle ore 14:50Ciao a tutti, ho scritto al sito richiedendo come mai tra tutte le universita' del mondo quelle italiano non compaiono in lista e quest'oggi ho ricevuto la risposta:"Thank you for getting in touch. Although we did receive data from Italian universities this year, we only list less than 1% of the world's universities and only 26 countries made the top 200.
Best wishes"
Ovvero: Nonostante abbiamo ricevuto i dati delle universita' italiano quest'anno, abbiamo catalogato meno dell'1% delle universita' del mondo e solo 26 paesi appaiono nella top 200.
Quindi questa classifica trova il tempo che trova. Insultare l'italia fa piacere anche me, quando pero' c'e' una reale motivazione sotto. In questo caso e' stata una sparata (sbagliata) gratuita.
Saluti
Paolo Salemi
20 settembre 2010 alle ore 15:39Cari amici
mi spiace contraddire chi cerca giustamente di difendere una istituzione nazionale quale l'universita' italiana... questa e' una cosa nobile e credo sia la giusta spinta per poter apportare cambiamenti. Nel mondo accademico mondiale esistono varie classifiche sugli atenei.. questa con tutti i suoi limiti e' una, la piu' importante e' quella stilata pero' dall'Universita' Jiao Tong di Shanghai che tiene conto di parametri oggettivi (non truccabili) quali: numero di pubblicazione dei dipendenti delle universita', e numero di citazioni per ogni pubblicazione (nonche' parametri "secondari" quali assegnazione di premi, quali nobel e altro).
In questa classifica oramai accettata da tutti nel mondo accademico mondiale, le italiane non figurano mai tra le prime 100, qualche volta la Alma Mater (Bologna) e La Sapienza (Roma) sono tra le prime 200.... le altre tutte un po' piu' indietro a partire dai tanti decantati Politecnici di Torino (soprattutto) Milano (un po' meno). Queste ultime due universita' figurano quasi sempre prime nelle classifiche della Gelmini e del Ministero a lei afferente (ultima delle quali e tra l'altro definitiva per l'assegnazione "meritocratica" e "progressiva" dei soldi per il loro funzionamento). Criterio di valutazione principale della gelmini fu nel luglio del 2009 la capacita' di attrarre finaziamenti esterni. Come dire: hai soldi... bene te ne do altri. Ora a parte il direttore della Sapienza, in quelle occasione nessuno mosse un dito. Da anni i due Politecnici fanno solo trasferimento tecnologico (una sorta di consulenza industriale) a molte industrie del Nord, lavoro nobile, ma non di ricerca, quindi non di prestigio secondo i parametri universalmente accettati per stabilire la bonta' di un ateneo. In piu, secondo il principio leghista della gelmini, dato che sei al Nord e pigli soldi dalle industrie ti diamo una mano anche noi stato. Universita' come Bologna, Pisa, Roma I, FedericoII, Padova, Trieste, Poli Bari, Lecce...
tiziano binda
20 settembre 2010 alle ore 20:12Sono laureato l politcenico di Milano del 2001. Quello che qui si dice è assolutamente vero. Si dimentica forse di citare quanti soldi i baroni fanno sparire come "consulenze" nelle proprie tasche e di come schiavizzino, non tutti ma quasi, i laureandi.
Paolo Salemi
20 settembre 2010 alle ore 15:59(2parte.. scusate se sono lungo).. quindi Universita' che fanno ricerca di base e applicata, riconosciute anche all'estero (sia pur non nelle prime 100), prendono molto meno... diciamo che i parametri di valutazione ministeriale penalizzano chi lavora piu sui parametri di valutazione di questa classifica internazionale. Agli amanti del Politecnico di Torino (che lo citano come esempio mondiale quasi?!).. il Polito si e' contraddistinto in questo ultimo decennio per ricerche sull'idrogeno e sull'auto ad idrogeno. Purtroppo l'idrogeno e' una bufala, ed e' stato sputtanato a livello mondiale da Steven Chu ministro dell'energia del governo Obama, che da grande premio nobel quale e' ha detto ha chiare lettere che produrre energia dall'idrogeno ha un bilancio negativo (se non si parte da energie rinnovabili soprattutto) ed e' di difficilissima gestione tenere l'idrogeno buono, dato che reagisce facilmente con tutto creando esplosioni violentissime.. per cui ha tagliato tutti i fondi per ricerche in quel settore, dato che Bush jr. ne aveva stanziati tantissimi (conflitto di interesse coi petrolieri di Giorgino? per cui si finaziano cose che non funzionano energeticamente per far felici i petrolieri?). Ora non e' che hai tante citazioni a livello mondiale da parte dei colleghi di altri atenei se fai ricerche su cose che gia di principio non funzionano molto! Spero che la Gelmini riveda quei criteri (ne dubito, dato che si, per fare crescere le eccellenze presenti in Italia a partire da Bologna, Roma, Pisa (abbiamo fatto fuggire Rubbia), Padova, Trieste, Lecce e altre universita' che non cito (scusate) che devono vedersela con un criterio che da a chi ha e non fa poi tutta sta gran ricerca. E poi sti meridionali che continuano a iscriversi in massa al Politecnico di Torino... ma svegliatevi un po'... ancora credete alla barzelletta Politecnico di Torino: lavoro sicuro (alla fiat?)!Ma quando vi sveglierete un po', sempre pronti ad arricchire chi vi prende perennemente in giro
paolo ariagno
1 ottobre 2010 alle ore 09:19sono esterefatto dalla competenza e soprattutto dalla facilità con cui si sparano frasi ad effetto perentorie e soprattutto gratuite!!.. intanto, per valutare una classifica (dovrebbero saperlo.. proprio quelli che studiano così tanto e bene all'estero) si dovrebbe sapere in che modo è stata stilata;
poi, parlare di politecnico solo per le ricerche sull'idrogeno o come fucina di "meridionali" in cerca di impiego mi sembra un insulto;
a proposito,.. io ho visto il buon Grillo fare i suffumigi da un furgone alimentato ad idrogeno.. anche lui dunque ha sbagliato tutto vero??
se uno ha voglia di studiare e lavorare lo può fare in mille modi e posti; certo.. dire che si studia ad Harward fa più effetto...
vorrei che la gente fosse un pò più umile e meno arrogante, vedo un cumulo di saccenti linguacciuti che poi alla fine lasciano il tempo che trovano.. o che si sbrodolano di fronte all'ultimo "nobel"... ma che vi credete che l'auto elettrica verrà gestita da un convento di suore ci clausura??? ci saranno i soliti interessi ed intrallazzi come sempre!!!
claudia .
24 settembre 2010 alle ore 09:00io sono una studentessa fuori corso , studio in una piccola università, sono fuori corso perchè per studiare ho dovuto sempre lavorare , ma putroppo in italia a mio avviso ed in particolar modo nel mio paesello trovare lavori che ti permettono di contemperare le due cose è quasi impossibile .. ultimamente nn c'è nemmeno lavoro quindi.
cmq l'anno scorso mi è stata assegnata una borsa di studio per merito , della quale ho ricevuto solo la prima rata nel mese di dicembre di circa 1300 di cui 400 sono andate via per ripagare le tasse questo mese ..ora la bella notizia e che grazie ai tagli della gelmini e la crisi in cui versa la mia regione ,calabria, molto porbabilmente nn mi verrà assegnata la successiva borsa di studio e la liquidazione della seconda rata., o se ciò avverrà chissà quando avverrà!! la beffa delle beffe e che c'è stato anche un aumento della tassa regionale per il diritto allo studio .. io sono schifata ed indignata perchè purtroppo qui in italia non c'è posto per chi ha voglia di rivalsa e si fa davvero il culo per ottenere qualcosa!!!