"Qualunque lavoro tu faccia, tornare a casa da chi ti ama è un diritto. E la cultura della sicurezza è la migliore prevenzione dagli infortuni. Segui le regole che tutelano il bene più importante per te e i tuoi cari: la tua vita". Questo è il messaggio che compare sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. E qual è la migliore regola per salvare la pelle? Pretendere maggiori condizioni di sicurezza. E chi la deve dare? Il datore di lavoro. E chi la deve garantire? Lo Stato. E chi muore? Il lavoratore che, come direbbe Andreotti, se l'è cercata.
"La Campagna per la sicurezza sul lavoro del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali dice: "Sicurezza sul lavoro. La pretende chi si vuole bene". Un messaggio e due spot rivolti solo al lavoratore, ma non a tutti gli "attori" coinvolti. Dopo aver frantumato il Dlgs 81/2008 del Governo Prodi, hanno ben pensato di correggerlo con il decreto Dlgs 106/09 (sanzioni dimezzate ai datori di lavoro, dirigenti, preposti, arresto in alcuni casi sostituito con l'ammenda, salvamanager, ecc). Ora il governo cerca di rifarsi la "verginità" con spot che costano ben 9 milioni di euro. Spot inutili, anzi dannosi, per l'immagine di chi ogni giorno rischia la vita, non perché gli piaccia esercitarsi in sport estremi, che colpevolizzano il lavoratore stesso. E' una campagna vergognosa, quasi che se non c'è sicurezza la colpa è imputabile al fatto che il lavoratore non vuole bene a sé stesso ed ai suoi familiari. Non dice nulla di chi deve garantire la sicurezza per legge, sottovaluta i rapporti di forza nei luoghi di lavoro, non accenna minimamente al fatto che i lavoratori sono sempre più ricattabili e non hanno possibilità di scegliere." Marco Bazzoni

Chi muore sul lavoro se l'è cercata
28 settembre 2010 alle ore 19:23•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (78)
Valerio B.
28 settembre 2010 alle ore 19:36Ragazzi è "normale" che sia cosi quando ognuno dei nostri "capi" partendo dal CAPO DEI CAPI (ogni riferimento del nome NON è puramente casuale) è anche padrone di una ditta,azienda o altro...si salvaguardano a discapito degli onesti lavoratori...Ci hanno gia dmostrato in mille modi diversi che non gli interessa la nostra situazione le nostre vite e il nostro futuro no?..a loro interessa vivere agievolmente la loro bis vecchiaia...è gia bis...vecchi lo sono gia!!!!
manuela bellandi
28 settembre 2010 alle ore 19:44Bravo Marco!
Vedo che non demordi...non mollare mai!
Grazoe
consolato meduri
28 settembre 2010 alle ore 20:31Ci fregano cambiando il senso delle parole e delle frasi,e con un'ipocrisia galoppante quale non s'è vista mai nel corso della storia. Gareggiando con la loro dialettica impregnata d'ipocrisia saremo sempre dei perdenti.Dobbiamo solamente rivendicare, volere, gridare, prendere i nostri diritti.
Luigi Vicenza
28 settembre 2010 alle ore 20:46Concordo sulla considerazione che i lavoratori sono sempre più ricattabili, e quindi hanno sempre meno forza di pretendere che il datore di lavoro attui le misure di sicurezza previste per legge.
Il problema è quindi a monte, e riguarda l'abuso legalizzato del lavoro interinale che oramai tutte le aziende fanno.
Concordo anche sulla considerazione che è ipocrita ridurre le pene e le sanzioni per datori di lavoro e dirigenti che non attuano le norme di sicurezza, e poi fare degli spot per esortare i lavoratori a richiederle.
Aggiungo però che, qualche volta, gli incidenti sul lavoro avvengono anche totalmente per responsabilità e colpa del lavoratore, e che bisognerebbe riconoscere anche questo.
Lovigio (na)
28 settembre 2010 alle ore 23:45Il problema amico mio,è stata creata una crisi ad arte,proprio per affermare il detto"o ti mangi sta minestra,o ti butti dalla finestra"
Tutto viene sacrificato sotto la legge del "profitto ad ogni costo".
E finchè impererà questa legge nel mondo,gli uomini non saranno mai liberi di lavorare tra loro in un modo altamente sociale.
Guardati sto Link sotto,sono sempre loro gli sfruttati in tutto il mondo,...i Lavoratori.
http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
P.S.
nel 2008 l'80% del reddito dichiarato in Italia e l'85% delle tasse pagate proviene da lavoratori dipendenti e pensionati.
gli Imprenditori,dicano chiaramente che ci vogliono "Schiavi".
saluti.
Lovigi (na)
28 settembre 2010 alle ore 23:50http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
Noam Chomsky (lotta di classe)
Saluti ancora.
Giuseppe B.
28 settembre 2010 alle ore 20:55.
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Il mio ultimo Twitter:
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De Magistris_Beppe Grillo. Ok aDeMagistris_webmaster_28set10... https:/docs.google.com/Doc?docid=0Ab7e4SDxAO3QZDI5cDNnOV8zZDRyaGtwZms&hl=it
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Sinossi:
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Propongo che il movimento 5 stelle coordini gli auguri di domani a BB_Berlusconi Bersani nei vari locali modi creativi che inventeranno
affinché ciascuno possa cantare in coro oltre che in assolo NON C'E' SPAZIO (Skarafunia)
Di più: se in scheda non trovano nessuno che soddisfi, che ciascuno possa già sapere come votare Nessuno dei suddetti:
Tutti a casa per 1 anno
Testo Non c'è spazio:
VIVO SENZA TEMPO
E' QUELLO CHE IO SENTO
SE GUARDO DIETRO IL MONDO
VEDO IL BUIO PIU' PROFONDO
VA AVANTI CHI NON SA
E CREDE DI SAPERE
FA MALE QUESTA RIMA
SE ALLA FINE PENSO SOLO CHE
QUA NON C'E' SPAZIO PER LE QUALITA'
NESSUN SPIRAGLIO NE OPPORTUNITA'
SONO UN RAGIONIERE
E FUMO PENNE NERE
SONO UN PROFESSORE
PRECARIO IL MIO VALORE
IL POSTO È GARANTITO
SERVITO E RIVERITO
MA COME SPESSO ACCADE
RESTO FUORI E SENTO SOLO CHE
QUA NON C'È SPAZIO PER LE QUALITÀ
NESSUNA FORZA DI VOLONTÀ
E' ROSSA LA SPERANZA
DIPINGE INTOLLERANZA
BOCCA SEMPRE CHIUSA
NON E' FARE DI CHI ABUSA
COM'E' SENTIRSI VUOTO
COM'E' SENTIRSI STANCO
COM'E' SENTIRSI CIECO
SE ALLA FINE VEDO SOLO CHE
QUA NON C'E' SPAZIO PER LE QUALITA'
NESSUN SPIRAGLIO NE OPPORTUNITA'
NESSUNA VOGLIA DI VERITA'
.
sabina manente
28 settembre 2010 alle ore 20:57lavoro ogni giorno, da più di 10 anni, per far rispettare le misure di sicurezza nei cantieri edili. L'atteggiamento dei lavoratori è sempre lo stesso: scherno, aperta ostilità, ira, menefreghismo. La sicurezza costa tempo e denaro, ed anche quando gli oneri sono profumatamente ricompensati dalla committenza, essa non viene applicata perchè gli eccessivi ribassi sui prezzi delle lavorazioni applicati dalle imprese vengono minimizzati risparmiando sulle misure necessarie a gaantire la salute di chi lavora. I commercialisti in realtà redigono i Piani operativi di sicurezza, senza avere la minima formazione in materia e incrementando l'inutile, folle burocrazia. Gli enti di controllo preferiscono fare consulenza anzichè visite ispettive preventive, in particolare nel sud italia. Il testo unico 81/2008 e smi, obbliga i professionisti tecnici a denunciare il proprio committente in caso di mancato rispetto dell norme da parte delle imprese creando un evidente e palese conflitto di interesse...chi vuole aggiungere qualcosa?
DARIO ferraro
28 settembre 2010 alle ore 21:25FIN QUANDO LE GARE DI APPALTO SI AGGIUDICANO CON IL CRITERIO DEL MASSIMO RIBASSO,SARA' SEMPRE PEGGIO.
roby f.
29 settembre 2010 alle ore 13:29SOTTO RICATTO
UN'ALTRA AZIENDA LIVORNESE DI COMPONENTISTICA AUTO CHIUDE A LIVORNO(INALFA)100 OPERAI PERDERANNO IL LAVORO.......LA DITTA SI TRASFERISCE IN SLOVACCHIA.....
QUESTA E' L'UNIONE EUROPEA, UN MERO STRUMENTO CHE PERMETTE ALLE AZIENDE DI TRASFERIRE LA PRODUZIONE, LA DOVE E' PIU' POSSIBILE SFRUTTARE LA GENTE....GRAZIE ALL'EURO....ALLE FRONTIERE APERTE...QUINDI E' NORMALE CHE LA SICUREZZA DIVENTI UN OPTIONAL....
MEMORE DI QUELLO CHE MI DISSE UNO SPEDIZIONIERE NEGLI ANNI 90:.....VE NE ACCORGERETE COSA ACCADRA' DOPO...AVEVA RAGIONE.....
roby f.
29 settembre 2010 alle ore 13:39CONCORDO PIENAMENTE CON IL TUO POST....E SPESSO SONO PROPRIO I COMMITTENTI CHE CERCANO IN MODO PERVERSO, PREVENTIVI A RIBASSO.
COMUNQUE CHI VIGILA? QUI NEL QUARTIERE DOVE ABITO IO, STANNO COSTRUENDO UN BLOCCO DI EDIFICI, HANNO INIZIATO LO SBANCABENTO PER LE FONDAZIONI DI CIRCA 2-2.50 MT H...PROPRIO A FILO STRADA, MI STO CHIEDENDO DOVE SONO LE OPERE PROVVISIONALI PREVISTE PER I LAVORI CONTRO TERRA..(MI RIFERISCO ALLE OPERE DI PUNTELLAMENTO DELLE TRINCE ECC...)....MAH CI TRANSITANO ANCHE BETONIERE DA 40 TON.....SE NON RICORDO MALE CI DEVONO ESSERE ALMENO TRE METRI DI DISTANZA.....
Ashoka il Grande (detto diego)
28 settembre 2010 alle ore 21:12Caro Marco,
nn ho avuto il piacere di conoscerti personalmente, ma seguo le tue attività con molto interesse e grande ammirazione. Mi arrivano puntualmente le tue pubblicazioni e i tuoi messaggi alla mia posta elettronica.
Non mollare, un giorno qualcuno o qualcosa te ne renderà il giusto merito.
Grazie.
laura S.
28 settembre 2010 alle ore 21:47LAVORATORI DI TUTTA L'ITALIA E' ORA DI ALZARE LA TESTA!
Levy Kant
28 settembre 2010 alle ore 23:32http://www.youtube.com/watch?v=fG5HWd5nkFQ&feature=related
N.Chomsky (lotta di classe)
Ciao
alvisea fossa
28 settembre 2010 alle ore 21:50CIAO BEPPE
LAVORATORI D'ITALIA,CREDO CHE SIA GIUNTA L'ORA DI INCAZZARSI,PERCHE' CHI PAGA NON E' IL DATORE DI LAVORO,MA IL LAVORATORE STESSO,CON LA SUA VITA,MA FATELO SUL SERIO!!!!!!!!!!!!!!
ALVISE
Lenintonio Desani
28 settembre 2010 alle ore 22:16non si capisce bene il blog in certi giorni così
euforici !
nei minipost con uno si attacca uno dei pochi di sinistra ancora valido con l'altro si invoca il diritto dei lavoratori !!!
METTETE LA PACE NEI VOSTRI CERVELLI SE POTETE!
altrimenti seguitate !!
che ve devo dì !! mah!
davide lak (davlak)
28 settembre 2010 alle ore 22:20azz...mi hai preceduto di una quisquilia.
non ci sto a capì 'na mazza manco io da qualche tempo...
luca frigerio
28 settembre 2010 alle ore 22:37Caro Marco,
è evidente che non sa di cosa sta parlando.
Capisco il desiderio di emulare Beppe Grillo con post decisi e fortemente polimici ma, mi permetta, il suo post è impreciso e a tratti fazioso. Il d.lgs 106/09 non ha spostato una virgola nei comportamenti di un solo imprenditore, la sicurezza sul non la fa da solo il datore di lavoro e il problema non sono le pene ma i controlli, inesistenti.
basta banalità del genere, per cortesia. vogliamo tenerci Berluscono altri 100 anni?
Luca Frigerio
alberto arnoldi
28 settembre 2010 alle ore 22:38Le leggi ci sono, mancano i CONTROLLI.
Come sempre.
Le campagne "buoniste" sono inutili.
Intensificare i controlli, che devono essere continui, approfonditi, eseguiti da terzi e soprattutto A SORPRESA.
Non la solita sorpresa preannunciata.
E soprattutto sensibilizzare i cittadini a denunciare ai sindacati o alle forze dell'ordine le imprese di cui hanno prova del non rispetto delle norme antinfortunistiche.
Se vedete ad esmpio un cantiere che palesemente non è a norma, senza farvi vedere scattate delle foto ed inviatele agli organi preposti.
Le leggi possono essere ottime ma se la popolazione non le rispetta e non le fa rispettare quotidianamente, rimangono tali solo sulla carta.
Marco Bazzoni
28 settembre 2010 alle ore 23:02Caro Luca Frigerio, mi permetta, forse è lei che non sa di cosa sta parlando...
Così il Dlgs 106/09 non avrebbe spostato una sola virgola giusto?
Io vorrei emulare Beppe Grillo, giusto?
Mi sembra che lei stia farneticando, sono anni che mi batto per più sicurezza sul lavoro, e questa non è la prima lettera che scrivo sulla sicurezza sul lavoro.Il Dlgs 106/09 per sua informazione, è formato da ben 240 pagine e 149 articoli, ha stravolto il Dlgs 81/08, ha dimezzato la stragrande maggioranza delle sanzioni ai datori di lavoro, dirigenti e preposti, le ha aumentate, seppur di poco ai lavoratori.Chiaro il messaggio che si vuole lanciare, no?Mi pare evidente.
Il problema non sarebbero le pene, a quando Lei dice, peccato che di imprenditori finiti in carcere perchè sono stati responsabili di infortuni mortali ne ho visti davvero pochi, quasi nessuno.
Inoltre, se cancelliamo l'unico deterrente di cui hanno paura gli imprenditori, considerato gli scarsi controlli che ci sono (meno di 2000 ispettori Asl, con circa 5-6 milioni di aziende da controllare: si stima che se le dovessero controllare tutte, ogni azienda riceverebbe un controllo ogni 33 anni, praticamente mai), ci sarà sempre meno sicurezza nei luoghi di lavoro.
Ah, dimenticavo, l'arresto, in alcuni casi è stato sostituito con l'ammenda, grazie al Dlgs 106/09....
Il datore di lavoro, caro Luca, è quello che è responsabile per legge (come è giusto che sia) quando la sicurezza sul lavoro nell'azienda non viene rispettata o quando c'è un infortunio grave o mortale, anche se il Governo Berlusconi ha introdotto la salvamanager, che non è stata cancellata, ma semplicemente riscritta: è uscita dalla porta per rientrare dalla finestra.
Per cortesia, si informi meglio Lei, prima di inserire simili commenti.
Marco Bazzoni-Operaio metalmeccanico e Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza
Sandro Sandri
29 settembre 2010 alle ore 01:50E siamo sempre li...lo schema della vittima e del carnefice...lo volgiamo capire che il responsabile della gestione del sistema "Salute e Sicurezza sul Lavoro" non è il "Datore di Lavoro" o il "Lavoratore" ma bensì TUTTI i soggetti nominati dalla norma?????!!!!!!!! Ognuno con proprio ruolo e competenze definite e precise...l'intento del legislatore è quello di creare un sitema partecipativo e condiviso, il DL ci mette in sostanza il quattrino il lavoratore deve metterci "la presenza a se stesso".....Bazzoni se continuiamo a ragionare in termini del "la responsabilità maggiore è di tizio o di caio"...l'evoluzione resta ferma alla logica di comando e controllo...lo vogliamo capire che è la comunità la principale fonte di autocontrollo e vigilanza...usciamo dagli schemi della vigilanza...l'obiettivo a cui tendere paradossalmente è "zero ispettori ASL", fintanto che continueremo a crederlo un utopia...sarà impossibile raggiungerlo, o quantomeno avvicinarcisi, è molto più comodo legarsi allo schema del vittimismo...ma del resto non è un tema ridondante anche su altri argomenti etici e caratteristici di questo periodo storico? Vedi i problemi geopolitici, geoecologici, geoeconomici, non si tratta ridondantemente di "rimboccarsi tutti molto più le maniche" rinunciando a parte del proprio orticello e provare a condividere idee e soluzioni. In questo ci vedo uno schema evolutivo, nell'altro solo una cancerosa stasi.
Massimo Toni
29 settembre 2010 alle ore 14:20Ma lei crede davvero che semplicemente aumentando le sanzioni le imprese si convinceranno a mettersi in regola le norme sulla sicurezza? In base a questo principio è giusti reinserire la pena di morte per gli omicidi quale deterrente, ma gli studi svolti hanno sempre confermato che sanzioni e pene non eliminano il problema, perchè chi è disposto a rischiare per 10 lo è anche per 20. Perchè chi non adempie alle norme sulla sicurezza non se lo pone neppure il problema delle sanzioni. L'unica maniera è intensificare i controlli, che come dice lei sono scarsi. Aumentare le pene non serve a nulla e ancor di più non serve legiferare sulla sicurezza con norme che per la maggior parte dei casi si risolvono solo in un giro di carte ed in adempimenti burocratici costosissimi che danno ben poca rilevanza a quello che davvero dovrebbe essere la tutela dei lavoratori. Obbligare a seguire un corso al responsabile della sicurezza nel 90% dei casi non serve. I documenti sulla sicurezza sono fatti sempre in fotocopia tutti uguali per le aziende e sono solo carta che gira negli uffici ma comunque ben pagata ai tecnici che la redigono. Chi disattende alla legge è spronato a rischiare di più con sanzioni alte che con quelle basse , prima di tutto perchè sa che difficilmente sarà sanzionato e poi se prorpio deve rischiare lo deve fare con il dovuto interesse.
giulio vetrone
28 settembre 2010 alle ore 23:12Amou daquela vez como se fosse a última
Beijou sua mulher como se fosse a última
E cada filho seu como se fosse o único
E atravessou a rua com seu passo tímido
Subiu a construção como se fosse máquina
Ergueu no patamar quatro paredes sólidas
Tijolo com tijolo num desenho mágico
Seus olhos embotados de cimento e lágrima
Sentou pra descansar como se fosse sábado
Comeu feijão com arroz como se fosse um príncipe
Bebeu e soluçou como se fosse um náufrago
Dançou e gargalhou como se ouvisse música
E tropeçou no céu como se fosse um bêbado
E flutuou no ar como se fosse um pássaro
E se acabou no chão feito um pacote flácido
Agonizou no meio do passeio público
Morreu na contramão atrapalhando o tráfego
Amò quella volta come se fosse l'ultima
Diede un bacio alla sua donna come se fosse l'ultimo
E ad ognuno dei suoi figli come se fosse l'unico
E attraversò la via con il suo passo timido
Salì sulla impalcatura come se fosse una macchina
Costruì sul solaio quattro pareti solide
Mattone su mattone in un disegno magico
I suoi occhi imbottiti di cemento e lacrime
Sedette per riposare come se fosse sabato
Mangiò riso e fagioli come se fosse un principe
Bevve e gli venne il singhiozzo come se fosse un naufrago
Danzò e rise come se ascoltasse musica
E inciampò nel cielo come se fosse ebbro
E fluttuò nell'aria come se fosse un passero
E finì per terra come un sacco flaccido
Agonizzò nel mezzo del marciapiede pubblico
Morì in contromano intralciando il traffico
Massimo Gaudimonte
28 settembre 2010 alle ore 23:14Buongiorno,
Il cosiddetto "correttivo 106" non è affatto un problema e stiamo parlando di lana caprina.
Le leggi le abbiamo già tutte, considerate che la cara vecchia 626 ormai defunta, già conteneva dal 1994 tutti i principi e le misure idonee finalizzate alla tutela della sicurezza e salute sul luogo di lavoro, e se volete che ve la dica tutta, anche prima della 626 ossia nell'IMMEDIATO DOPOGUERRA lo Stato ha ampiamente deliberato in materia di sicurezza durante una fertile stagione di emanazione di decreti.
L'81/08 ha modificato alcuni aspetti della 626, ma l'impianto di base è rimasto immutato in relazione agli obblighi contratti da parte del datore di lavoro, e ben poco è stato cambiato.
Io lo riscontro tutti i giorni: vedo lavoratori che per la maggior parte dei casi ben si prestano alle normative, vedo anche (e non scherzo) molti ma davvero molti datori di lavoro seriamente interessati alla tutela della sicurezza dei propri dipendenti, esattamente come prescriverebbe il ben noto principio del buon padre di famiglia.
So tuttavia che la mia visione ottimistica è fortemente viziata dal fatto che per ovvie ragioni tutte le realtà aziendali con le quali vengo a contatto sono caratterizzate da un forte approccio alla sicurezza, mentre d'altro canto, è enorme l'abisso di datori di lavoro che non intendono spendere un solo centesimo per la cosa.
Sicuramente i controlli da parte degli organi di vigilanza sono troppo pochi e dovrebbero essere incrementati.
Ma non andrei a prendermela con lo "smembramento" dell'81/08, che peraltro non mi risulta. Io mi concentrerei piuttosto sulla necessità di maggiori controlli nelle aziende, magari risparmiando sugli spot televisivi.
Levatevi dalla testa che un datore di lavoro decida di investire in sicurezza perchè durante una cena con la sua famiglia assista ad uno spot TV. A mio parere più probabilmente deciderà di farlo se gli arriverà in azienda un controllo da parte degli Organismi Competenti.
Saluti
Massimo
Lovigio (na)
28 settembre 2010 alle ore 23:57Il "conflitto di Classe" altro non è che la logica conseguenza del fatto che gli interessi dei diversi gruppi sociali sono differenti, e talvolta contrapposti tra loro. Forse la risposta consiste però in un equivoco: si intende sotto "conflitto"/"lotta di classe" solo e soltanto scioperi e manifestazioni dei lavoratori. Le cose, però, non stanno affatto così. La disdetta da parte di Federmeccanica del contratto nazionale di lavoro del 2008 è un atto di lotta di classe. Ma lo è anche la delocalizzazione di un impianto industriale in Serbia, in quanto consente di aumentare il proprio potere negoziale nei confronti dei (residui) lavoratori impiegati in Italia. Ma si potrebbe allargare il discorso: personalmente ritengo che uno dei terreni principali della lotta di classe in Italia sia stata (e sia) la politica fiscale.
Chi abbia vinto su questo terreno dovrebbe essere chiaro, se pensiamo che nel 2008 l'80% del reddito dichiarato in Italia e l'85% delle tasse pagate proviene da lavoratori dipendenti e pensionati.
Vladimiro Giacchè.
P.S.
La mancata copertura finanziaria,è una diretta conseguenza di mantenere il costo del lavoro basso,all'interno della Globalizzazione liberale in atto nel mondo.
http://www.youtube.com/watch?v=jcqLjwkhlh8
Di John Pilger. Vincitore Prix Leonardo 2003 per un futuro sostenibile.
Film documentario sulla globalizzazione, lo sfruttamento dellavoro, le multinazionali.
Saluti.
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 00:02Riposto quest'importante dato,per evidenziarlo.
Nel 2008 l'80% del reddito dichiarato in Italia e l'85% delle tasse pagate proviene da lavoratori dipendenti e pensionati.
Vladimiro Giacchè.
Claudia - Ts
29 settembre 2010 alle ore 00:39Posso dire che è uno spot schifoso e che si vergognino? Fa passare l'idea che dal lavoro si potrebbe anche non ritornare, come se dipendesse solo dal lavoratore.La croce addosso sempre agli ultimi della catena e si aspettano magari dei ringraziamenti, perchè a loro la gente sta a cuore, capito? 9 milioni di euro per rifilare agli Italiani un altro attacco di bile.9 milioni sono tanti e avrebbero potuto utilizzarli molto, ma molto meglio.Usano le parole come vogliono, mentre noi non abbiamo veramente più parole.
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 01:23dal Blog Byoblu,riporto:
Nell'antichità, gli schiavi avevano perlomeno il diritto al vitto, all'alloggio, al vestiario e ai beni di prima necessità, cui il padrone era tenuto a provvedere. Sapevano di non essere liberi ed erano consapevoli che solo una rivoluzione avrebbe potuto cambiare le cose.
Oggi siamo schiavi allo stesso modo.Con l'aggravante, per di più, che sono riusciti a caricare sulle nostre spalle anche il costo di una casa, del cibo e di ogni altra necessità.Ma soprattutto, siamo stati resi inoffensivi, disinnescati dalla grande illusione della sovranità popolare.E' come se stessimo solo sognando di essere uomini liberi,e questa subordinazione inconsapevole ci impedisse anche solo di immaginarla, una rivoluzione. Come è noto, chi dorme non piglia pesci. E infatti il pesce, che costa caro, se lo possono permettere in pochi.
Dopo averci generosamente concesso il diritto di indebitarci, e dopo averci permesso il privilegio di spiare il lusso sfrenato delle loro vite sfarzose, attraverso un buco della serratura digitale acquistato sempre rigorosamente a spese nostre, ora alimentano il nostro già panciuto senso di colpa - l'oppio che inibisce i recettori dell'indignazione - accusandoci di lasciare soli i nostri figli, le nostre mogli, i nostri cari. Se muoriamo, insomma, è colpa nostra.
La sicurezza sul lavoro la pretende chi si vuole bene, dice lo spot del governo Berlusconi. Chi invece è costretto a turni massacranti, chi ha il terrore di dire una parola di troppo, chi svanisce nell'indistinto del lavoro nero, chi si sente già fortunato a portare a casa una pagnotta di qualsiasi forma o colore, pur di riuscire a sfamare la sua famiglia per un altro giorno, lui no: non si vuole bene. Si odia. Odia se stesso e gli altri. Si muore perchè non ci si vuole bene. In pratica, le morti sul lavoro sono suicidi. Bastava alzarsi la mattina e darsi un bacio allo specchio per campare altri cent'anni.
(continua)
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 01:272di2
Invece no: esci di casa, vedi una pala meccanica, pensi ai tuoi bambini e, siccome odi anche loro dal profondo del cuore, ti ci butti sotto, nonostante il tuo padrone duri molta fatica ogni sacrosanto giorno per costringerti ad applicare decine di severe normative a tutela della tua sicurezza, tutte rigorosamente rispettate ad una ad una, collaudate e testate sul campo a costo di sprecare quotidianamente una mezzoretta di manodopera di ogni schiavo, e tutto solo per instillare un po' d'amore di sé in chi nasce con il più totale disprezzo del proprio corpo, del proprio dolore e di quello dei suoi cari.
Dire a un operaio che deve pretendere sicurezza sul lavoro, altrimenti non si vuole bene, è come dire a una donna che non deve mettersi la minigonna, altrimenti non si può lamentare. Specialmente in uno stato che tutela più gli affari che la vita. Anche in questo le cose sono cambiate. Una volta uno schiavo costava caro: la sua salute era preziosa. Oggi che gli schiavi si offrono volontari e non è più nemmeno necessario comprarli, la loro vita non vale più niente.
Se non è la legge, se non sono le forze dell'ordine a proteggerci, se si arriva a incaricare un lavoratore di farsi giustizia da sè, allora che si chiami l'Italia con il suo vero nome: Far-West.
Ci vediamo alle 12 per l'assalto alla diligenza. Così facciamo vedere quanto ci vogliamo bene.
P.S.
Non si raggiunga il profitto a tutti i costi e soprattutto non lo si faccia attraverso il sacrificio di vite umane innocenti.
http://www.byoblu.com/post/2010/09/28/Chi-muore-sul-lavoro-non-si-voleva-bene.aspx
Massimo Toni
29 settembre 2010 alle ore 14:06Ti assicuro che ci sono molti imprenditori che guadagnano realmente 1200 euro al mese e fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Che tu ci creda o no. Le barche le auto di grossa cilindrata sono spesso di grossi imprenditori o politici che poco hanno a che fare col piccolo artigiano che tu sembri prendere in considerazione come totale evasore, ma non è così.
sabix ma
3 ottobre 2010 alle ore 13:28oltre alle demagogiche critiche, non sarebbe utile inserire anche qualche suggerimento costruttivo per rendere effettivamente efficaci le misure di sicurezza e la loro applicazione ;-)
criticare è facile, e la demagogia ancor di più...
Sandro Sandri
29 settembre 2010 alle ore 01:28Ma per favore...lavoro nel campo della "Salute e Sicurezza sul Lavoro" e faccio formazione nel campo da anni ai lavoratori(chissà perché il primo termine se lo scordano quasi sempre tutti, un omissione culturale forse, quasi come se il concetto di "Salute" sul lavoro fosse secondario rispetto alla "Sicurezza", eppure l'Amianto ha fatto diversi morti...mah!), ma tornando all'articolo di Bazzoni, direi che non è il caso di tirare la coperta a favore di alcun "soggetto" del Dlgs. 81/08, l'applicazione reale del decreto in Italia, così come per il Dlgs. 626/94 è lungi dall'essere digerita, ma questo è un fatto socioculturale, siamo fatti così, il messaggio nobile e alto del legislatore nazionale e di quello comunitario non passa, continua a non passare tutt'ora, nonostante ne siano passati di anni dal 1994. I lavoratori muoiono per questo: soglie di sensibilità ancora troppo basse, di formazione ne viene comunque fatta molta, anche in azienda, anzi forse sono molto più le aziende che se ne fanno carico rispetto alle istituzioni, non fosse per altro che la "mancata sicurezza" ha pure dei ritorni antieconomici notevoli, oltre che etici. Ma nonostante questo, il messaggio non passa...i soggetti attuatori non svolgono al meglio il proprio ruolo assegnatogli dalla norma (Datore Lavoro, RLS, Lavoratori, Dirigenti, Preposti, ecc...), il mandato normativo di gestire la Salute e la Sicurezza sul Lavoro con metodi partecipativi e "proattivi", instaurando rapporti di collaborazione tesi al miglioramento continuo, attraverso la definizione condivisa delle miliori procedure, dell'informazione e della formazione sui rischi, allo sviluppo di una maggiore consapevolezza, non passa...siamo ancora fermi alla logica di comando e controllo del '57 e non ci siamo mossi di li: lavoro in sicurezza se mi rompono i coglioni i preposti al controllo (vale sia per il Datore di Lavoro che per i Lavoratori)...oppure metto la cintura in auto quando trovo i carabinieri o per evitare una multa.
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 01:32dal Blog Byoblu,riporto:
Le tasse, in Italia, le pagano i lavoratori dipendenti (50,2%) e i pensionati (37,3%). Gli imprenditori non possono: con una media di 18.900 sul reddito lordo annuo (1.200 al mese netti), sono considerati una categoria protetta, una specie a rischio. Il WWF ormai li cerca nelle spiagge, come le tartarughe, e si assicura che possano copulare e riprodursi indisturbati. Solo che le spiagge in questione sono alle Maldive, o alle Seychelles, e anziché deporre le uova sotto la sabbia, le loro femmine depongono ovuli in costosissimi assorbenti con le ali, trattenuti in posizione da finissima lingerie di lusso.
A dire il vero, gli esemplari di imprenditore che sopravvivono nell'italico stivale sono ben 5 milioni, quindi non proprio a rischio di estinzione, e a giudicare dal milione e 49mila auto di grossa cilindrata (oltre i 2.500 cc) che scorazzano per le nostre strade, dalle oltre 78mila imbarcazioni di almeno 10 metri di lunghezza e dalle 850mila prenotazioni annue negli alberghi a cinque stelle, non fanno decisamente la fame. Tuttavia, se tanto mi da tanto, i dipendenti (con i loro 19.335 di reddito lordo medio annuo), dovrebbero spostarsi esclusivamente in elicottero o con il jet privato, mentre i lavoratori autonomi (tra i quali i cococo) dovrebbero potersi permettere di noleggiare l'Enterprise - e James Kirk come autista - ogni volta che vanno a comprare un litro di latte (37.124). Qualcosa, decisamente non quadra.
Tant'è, ciò è quanto emerge dai dati dell'Agenzia delle Entrate relativi alle dichiarazioni dei redditi delle persone fisiche presentati nel 2008 e riferiti al 2007, elaborati da uno studio di Nicola Quirino - docente di Finanza pubblica all'Accademia della GdF e alla Luiss - per conto di Manageritalia.
(CONTINUA)
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 01:352di2
In particolare gli avvocati campano con 2.800 netti al mese (fatta eccezione per Niccolò Ghedini che dichiara un imponibile di 1.345.235 all'anno), gli architetti non vanno oltre i 1.700, gli albergatori non raggiungono neppure i 1.400, i concessionari di automobili e i giornalai tirano a campare con 1.300 al mese e poi ci sono loro... i più sfortunati.. che vagano ai semafori, le suole consumate ed un cartello al collo "Me misero, me tapino!": sono i gioiellieri e gli orologiai. 15.800 lordi annui, diconsi quindicimila, per un netto mensile che a malapena raggiunge 1.100 risicati risicati.
I vetri blindati? I sofisticati antifurti? I monocoli e i bilancini di precisione? I collier in oro massiccio? I diamanti, che sono per sempre? Gli anelli di brillanti? I topazi, i rubini, gli smeraldi, gli zaffiri?
Tutta scena, tutta apparenza. Se vai a grattare, sotto a un girocollo da 800mila euro, tolte le tasse, tolta la carta per la confezione, tolto il costo del rullo per lo scontrino, la bolletta della luce per tutti quei faretti sempre accesi, le fatture del telefono e i danni per i mattoni che ogni notte si abbattono sulle pesanti saracinesche, rimane poco e niente. Per l'appunto: mille euro al mese.
Ma c'è una categoria di lavoratori che rappresenta a buon titolo il prototipo dello schiavo moderno, il minatore del duemila, costantemente al di sotto della soglia di povertà. Mangiano alla mensa dei poveri e si vestono con quello che gli passa la caritas. Sono i tassisti, con 900, e i parrucchieri / barbieri, che a malapena riescono a racimolare 700 al mese.
Chissà: i quasi 200 di andata e ritorno tra Milano e Malpensa se ne andranno tutti in medicine?
http://www.byoblu.com/post/2010/03/16/Fate-la-carita-ad-un-povero-gioielliere!.aspx
stefano b.
29 settembre 2010 alle ore 01:38quante volte avete sentito dire il detto
CHI TACE ACCONSENTE
LA VERITA E CHI TACE ...TACE
e una strana SINDROME di stoccolma
che pervade la nostra societa
tantissimi i casi ecclattanti che oggi proviamo sulla nostra pelle
la dittatura violenta lo utilizza per giustificare un potere ......sostenuto dalla massa
prima GLI impedisce di parlare POI SI AUTOGIUSTIFICA CON IL CONSENSO DELLA MASSA ...CHE TACE
sull lavoro
o lavori cosi ... o non lavori
e se LAVORI SENZA DIRITTI ..IN NERO,,A RISCHIO
quelli che hanno permesso tutto questo e che AVREBBERO DOVUTO IMPEDIRLO preferiscono ACCUSARE L OPERAIO SOLO PER ASSOLVERE IL PADRONE
e lui che l ha voluto (solo per guadagnarci di piu)
IL FATTO CHE LA PAGA E QUELLA CHE E'.......
E IRRILEVANTE.....(NDR)
ALLE elezioni si accusa chi
NON VA ALLE URNE
il diritto di essere rieletti e
un dovere morale DEGLI ALTRI(QUESTO PENSA IL CANDIDATO)
NON IMPORTA CHE DURANTE IL MANDATO ABBIA FATTO DI TUTTO E DI PIU' PER PROPRIO VANTAGGIO.....
se nessuno vale il voto NON SI VOTA
SE NON POSSO SCEGLIERE IL CANDIDATO
NON VADO NEPPURE AL SEGGIO
cosi l elettore assenteista viene
colpevolizzato ....IL DOVERE MORALE CIVILE...
OBLIGATORIO DEL VOTO ...
ma dov'e la sindrome di stoccolma
SEMPLICE
ti viene detto ...
o fai come dico io DI TUA VOLONTA
o ti metto in condizione di OBBLIGARTI A FARLO LO STESSO CON LA FORZA
dove lo sbaglioDELLA GENTE
semplice la maggioranza della gente in questi casi lo fanno a malavoglia di.. PROPRIA VOLONTA PER NON ESSERNE OBBLIGATI
ma cosi il carnefice viene assolto
E CONDANNATO LA VITTIMA
SI CONDANNANO I SICARI PER ASSOLVERE
I MANDANTI
DOVREMMO INVECE OBBLIGARLI A
COSTRINGERCI A FARE CON LA FORZA CONTRO
LA NOSTRA VOLONTA'
eCOSI un domani non avranno
nessuna scusa PER QUELLO CHE HANNO FATTO
R
SARANNO RICONOSCIUTI PER QUELLO CHE
VERAMENTE SONO
coiminciamo a pensare che chi
CHI TACE ..TACE
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 02:05Infortuni: Perugia, operaio muore cadendo da tetto capannone ad Annifo.
Perugia, 28 set. - (Adnkronos) - Un uomo di nazionalita' albanese e' morto oggi pomeriggio cadendo dal tetto di un capannone ad Annifo, Foligno. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i Carabinieri di Colfiorito che stanno indagando sull'accaduto. L'uomo, residente a Foligno, e' morto sul colpo.
P.S.
Ecco un altro che non si "amava" abbastanza.
Scusate il Sarcasmo.
viva italia
29 settembre 2010 alle ore 05:54ma se ieri su rai 1 è andato un servizio che praticamente diceva che addirittura negli USA le regole della burocrazia sono troppo costose per lo stato e andrebbero ridotte...... il problema è che non hanno spegato quanto costa di più a togliere le regole e chi ci guadagna se non ci sono!
viva italia
29 settembre 2010 alle ore 05:57ma la rispota è semplice:
in un mondo con poche regole ci guadagna chi è più forte, chi è più ricco e chi è più cattivo!
bell'insegnamento per una tivvu di stato!
Jan g.
29 settembre 2010 alle ore 08:33Se in America la burocrazia é complicata, paragonata all'itaglia noi siamo 10 contro 1 della loro....
Concordo!
Luca Pilolli
29 settembre 2010 alle ore 07:52Ottimo articolo e ottima segnalazione, mancano due cose ancora a mio avviso:
1. Seguire i soldi, a chi vanno questi 9 milioni.
2. Gli Invecisti si sono presi un Vaff... da Beppe, e questo non è un esempio di Invecismo?
Invece di spendere 9 milioni sarebbe meglio che...
Della serie 2 pesi due misure, l'Invece si può fare agli altri ma non lo si vuole ricevere.
Buona Vita.
Pensatore libero.
Jan g.
29 settembre 2010 alle ore 08:03Se pensiamo solo un'attimo, all'orrore al dolore ed al sangue versato che si cela, dietro a questa apparente ingenua battuta, che solo la vecchiaia poteva strappare dalle parole "DEL FURBO" italiota più famoso d'Italia, che indegnamente occupa uno scranno al senato, grazie alle sue altrettanto, per fortuna defunte, laide amicizie, i primi a considerare la politica come un mestiere ed a farne un uso personale, svelandoci cosa si celi dietro l'apparente furbizia, un disprezzo profondo degli uomini onesti, dei lavoratori, un senso di impunità vergognoso, che giustificherebbe ogni pari tentativo odierno, e l'assoluto silenzio dei "colleghi" che non lo allontanano, questo rappresentante di quel cattolicesimo perennemente colluso con gli ipocriti potenti e mafiosi, esempio di una spiritualità a cui ogni nefandezza é concessa perché basta confessarsi quotidianamente alzandosi presto ogni giorno per andare a messa? Finché saremo circondati da questa gente o li avremo come rappresentanti politici nulla potrà migliorare come dimostra il 12% di analfabetismo ancora al 2009, e la sequenza di vite perse sul posto di lavoro che ci dimostra che in fondo dal dopoguerra nulla é cambiato.
W il movimento a 5 Stelle......
francesco raiano
29 settembre 2010 alle ore 08:08in un posto ( nazione / paese )SERIO il governo anzichè parlare di niente e allinearsi al paese dei mulini bianchi avrebbe indicato un numero VERDE ANONIMO dove CHI SI VUOL BENE può denunciare chi ti vuole male e eventualmente procedere da parte di autorità competenti a controllare e nel caso sanzionare . Ovviamente i partiti dell'opposizione da un lato fanno finta di non vedere la malafede e il malaffare che si nascondono dietro la GESTIONE MEDIATICA dei problemi . Dovrebbero a ragione caricare a testa bassa su questa ignobile campagna e sul VERO SPRECO DI RISORSE PUBBLICHE .
Massimo Risaliti
29 settembre 2010 alle ore 10:20
non serve un numero verde ANONIMO da spie sovietiche, basterebbe che un lavoratore (prima persona a rendersi conto di eventuali rischi) dicesse al suo superiore cosa non va e se inascoltato lo scrivesse; sono titolare di una piccola azienda e non sono sempre presente sui cantieri che facciamo, ma nonostante questo sono l'unico che si accorge di eventuali rischi sui cantieri le protezioni i ragazzi ce le hanno ma non le usano (a parte le scarpe) i guanti raramente quelli giusti, occhiali, elmetto, cuffie direi mai. Quindi un po di cultura sulla sicurezza non fa male.
Saluti
sabix ma
3 ottobre 2010 alle ore 13:38SVEGLIA!!! esistono già gli SPISAL in Italia dove poter fare questo...ma non si sa bene perchè, le denunce in tal senso attualmente vengono utilizzate solo nel caso in cui una attività...per qualche motivo dà fastidio, chessò il condominio che sta nascendo davanti alle tue finestre e ti dà noja...e allora ti mando i controlli!!
Michele P.
29 settembre 2010 alle ore 08:56Son venuti 5-6 operai giovani, intorno ai 20-22 anni, del meridione, a montare un ponteggio su 4 piani del mio condominio. Non ce n'era uno che indossasse un casco di protezione o imbragatura. Saltavano sul ponteggio come scimmie, a rischio di scivolare o cadere da 15-20 mt. Stessa situazione nel cantiene a 100mt da casa mia, solo che la maggioranza degli operai è di origini balcaniche.
Dove sono i controlli ? Se non si riesce a far rispettare le normali norme sul lavoro a Siena, un paesone di 60.000 abitanti - buona qualità della vita, basso tasso di criminalità, una marea di soldi e di benessere - come tutelare realtà enormi come Roma e Milano ?
Le chiacchere stanno a zero....
Marco De Rossi
29 settembre 2010 alle ore 08:58Alcune volte mi trovo in disaccordo con quanto scrivete, poichè noto la volontà di leggere gli avvenimenti in un senso solamente. Questo caso è uno di quelli. Premetto che trovo inutile spendere tali somme per sensibilizzare una fascia di persone, soprattuto facendo leva su immagini e musiche ben calibrate. Tuttavia ritengo che il messaggio non sia errato. Se - come il Movimento insegna - la rivoluzione si fa dal basso, la sicurezza sul lavoro deve passare attraverso la volontà del lavoratore, che non può e non deve scendere al compromesso di averne meno per tenersi il posto. Qui è il messaggio, a mio modesto parere, che va amplificato chiedendo la corretta partecipazione di tutti gli attori. Mi sono accorto che la nostra società a figlia dell'indifferenza e certi ambienti di lavoro non sono poi tanto diversi.
Grazie per l'attenzione
Daniela Allione
29 settembre 2010 alle ore 10:05Quando hai una famiglia da mantenere e nessuna alternativa realistica di trovare un posto di lavoro migliore o semplicemente più sicuro non sempre puoi permetterti il lusso (perchè al giorno d'oggi i diritti sono da considerarsi tali) di pretendere alcunchè in questo campo ma ti devi
accontentare anche volendoti un po' meno bene.
LUISA L.
29 settembre 2010 alle ore 09:43Ciao, sono hanni che mi occupo dei documenti per la sicurezza nel cantiere, tutta carta straccia per far ingrassare i professionisti...........La sicurezza va' controllata in cantiere e non nei documenti......ma chi sono le persone che controllano queste cose io, non l'ho ancora capito.
Tanti anni fa' ho parlto con il titolare di un'azienda che vende estintori ed esegue i corsi; un azienda chimica aveva n° 1 estintore, ma vi rendete conto!!!!!!!Non servono le sanzioni, andate a vedere il servizio che ha fatto Striscia la notizia sul cantieri edili, ma lo stato dov'è con tutta questa gente negli uffici e basta.........mandateli fuori come la tributaria a controllare cantiere per cantiere su ogni territorio e poi vediamo quante aziende sono regolari ma, ripeto, non sulla carta , con i dispositivi, scarpe, ortoprotettori, elmetti e poi se ci saranno dei lavoratori che non le mettono......perchè ce ne sono tanti, peggio per loro che si fanno male.
A mio avviso ci sono datori di lavoro che spendono una barcata di soldi per le carte.......della sicurezza (verbali, verbali verbali) ma quello che è importante è verificare che spendano i soldi per le protezioni dei lavoratori, e che abbiamo sempre le visite del medico ......questo è importante
antonio d.
29 settembre 2010 alle ore 09:47Ieri, sono morti 3 operai.
Uno, lascia due bimbi e la moglie incinta di due gemelli.
Per 1.150 euri al mese.
angela mauro
29 settembre 2010 alle ore 09:57Sono in pieno accordo con te. Ho usato le tue stesse parole, senza nemmeno saperlo, parlando l'altro giorno con un gruppo di persone. Anch'io ritengo questa "pubblicità progresso" una cosa ripugnante, come se fosse colpa del lavoratore morire sul posto di lavoro!Spero che come noi ci siano moltissime altre persone indignate e che facciano sentire la loro voce. Un abbraccio. Angela
A P
29 settembre 2010 alle ore 09:59Premetto che sono un professionista del settore, antiberlusconiano antipdimenoellino.
Nel merito non concordo per niente col post. Capisco che l'autore da RLS abbia magari una visione ristretta alla SUA realtà, ma l'argomento è ben più complesso.
La salute e la sicurezza non sono cose che si impongono e comunque regole ce ne sono e sono talmente stringenti da essere a volte impossibili da applicare (vedi ad esempio il DUVRI).
Anche le sanzioni ci sono e sono talmente pesanti che spesso non possono (a buon senso) neanche essere applicate (es. D.Lgs 231).
Cosa non funziona allora?
Faccio le seguenti considerazioni:
- le leggi sono troppo complicate tanto da non essere applicate (leggete per esempio l'art. 70 comma 4 D.Lgs 81/08-se foste un imprenditore non vi incazzereste a leggere una roba del genere?)
- pessima organizzazione del sistema: possibile che un'impresa debba parlare con VVF-ISPESL-ASL-INAIL-ARPA-COMUNE-REGIONE-PROVINCIA senza che questi stessi si parlino fra loro? nell'era di internet?
- assenza totale di controlli: pochi ispettori, troppo ignoranti (i migliori si son dati tutti alla libera professione)e comunque sorveglianza fatta sempre e solo dopo l'incidente, mai prima,
- scarsa cultura delle aziende sulla salute e sicurezza: ancora molti imprenditori le pensano come costi inutili (non sapendo che rischiano grossissimo)
- SCARSA ATTENZIONE DEI LAVORATORI: che pensano:"non rompermi il c..." quando gli parli di sicurezza
Lasciando dunque perdere i soldi spesi per lo spot (ma proprio su questo dobbiamo fare le pulci?)la sensibilizzazione dei lavoratori (per esperienza) è lo strumento più efficace per migliorare.
Forse dunque questo non è il post più azzeccato pubblicato?
Massimo Toni
29 settembre 2010 alle ore 13:53Sono d'accordo al 100%
anib roma
29 settembre 2010 alle ore 10:57..cornuti.. mazziati..e..molto di PIU'...
..arriverà il giorno che non potranno più
PERMETTERSI DI PRENDERCI ANCHE PER ILCULO???????????
aldo p.
29 settembre 2010 alle ore 11:45Anche se sostengo da sempre Beppe e lo ho votato alle ultime elezioni, ritengo che il voto alle politiche al Movimento sia produttivo solo a condizione che sia interno ad una coalizione che possa eliminare il cancro di Berlusconi una volta per tutte.
Ma siccome mi pare che questo non sia fattibile, il voto al movimento alle politiche (anche nel caso che non andasse disperso) finirebbe per equivalere ad un voto a favore della dittatura a vita a Berlusconi.
In questo senso sono daccordo con Vendola.
Giuseppe Accardi
29 settembre 2010 alle ore 11:55sono un autista dus turistici.
si parte senza documenti e senza la sicurezza dovuta.perchè lo si fa.Perchè lo stato non ci garantisce il lavoro è pertanto quello che ai te
lo tieni streto senza fiatare.Quando mi ferma il polizioto sanziona solo l'utista e non il datore di lavoro.Quando uno muore la legge non fa nulla
per punire i responzabili.
Quando in un periodo di crisi politica e finaziaria il forte emerge e comanda.
Paolo De Sabata
29 settembre 2010 alle ore 12:17Caro Beppe di Modica.Quello che dici fa parte del DNA meridionale.Un vivere superficiale ed irresponsabile.A tutto deve pensare lo stato,anche fornirti i documenti per il trasporto!Allora è VERO CHE GLI INCIDENTI TE li vai a cercare.Vergognati,incapace!.Hai denunciato il tuo datore di lavoro? Fare gli irregolari è tipico delle vostre latitudini. Che Dio benedica Garibaldi!
movimento femminile
29 settembre 2010 alle ore 12:14LA DURA VERITA' 8...LA SCONQUASSATA E SINISTRATA SINISTRA ITALIANA... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=N_j0SOWAj8g
---LA DURA VERITA' 7
UN CONSIGLIO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO SILVIO BERLUSCONI
guarda il nuovo video
http://www.youtube.com/watch?v=3vZ14ucqh68
---LA DURA VERITA' 06
IL LAVORO; UN ASSASSINO SERIALE
guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=aIr1Wq0H7HQ
---LA DURA VERITA' 05
IL MASCHIO
UN GRANDE BLUFF
guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=iUuJTOsYyAs
---LA DURA VERITA' 04
LE SUPPOSTE IDEOLOGICHE... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=YUncPdjILFc
---LA DURA VERITA' 03
LA STUPIDITA' DEL MASCHIO...guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=EvAE5BboUpQ
---LA DURA VERITA' 02
LE GUERRE? FATELE FRA DI VOI... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=d9EPisD3AwI
---LA DURA VERITA'01
I FIGLI SONO DELLE DONNE... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=FTulppNWgT0
Maura Valle
29 settembre 2010 alle ore 14:35La sicurezza sul lavoro è un diritto, ma anche un dovere. Responsabilizzare ANCHE il lavoratore non è una scemenza. Il lavoratore non è un bambino deresponsabilizzato, al quale devono essere calati dall'alto normative e dispositivi di protezione. Egli è fautore della propria sicurezza quanto e più del datore di lavoro. Per questo motivo lo spot in questione mi sembra meno scemo di tanti altri propinatici da questo governo da operetta.
Opero nel campo dell'antinfortunistica da quasi vent'anni. E volete stupirvi? Vi assicuro che è quasi più difficile convincere gli utenti finali (operai) ad usare i DPI che non i datori di lavoro ad acquistarli.
In alcune aziende, dopo ripetuti richiami scritti, s'è dovuto far firmare una sorta di "liberatoria" a diversi lavoratori che SI RIFIUTANO CATEGORICAMENTE di utilizzare i mezzi di protezione: Cuffie, maschere, tute, calzature, imbragature "sono pesanti, fanno sudare, danno fastidio, prudono, limitano i movimenti ecc. ecc.". Vengono distribuiti ma troppo spesso non usati... e non sono casi isolati, credetemi, ma riguardano una forte percentuale dei lavoratori, specie di quelli più anziani (diciamo dai 45 anni in su).
In questo caso specifico, risulta demagogico scaricare proprio tutta la responsabilità su politici, industriali e datori di lavoro. Bisogna cambiare anche il modo di pensare degli operai stessi al proprio lavoro e alla propria sicurezza.
Leonardo .
29 settembre 2010 alle ore 14:50é una cosa davvero penosa, al Governo sono i primi a fregarsene della sicurezza sul lavoro in Italia e distribuiscono pubblicità come questa solo per farci sembrare che la vita dei lavoratori gli importi qualcosa. Per fortuna siamo arrivati ad un punto in cui ci siamo resi conto che ci prendono in giro e in una Italia come questa dovremo sempre tenere gli occhi aperti su tutto.
Paky M.
29 settembre 2010 alle ore 15:16Non sono completamente d'accordo con il post. E' vero che la pubblicità pone l'accento solo su un lato della questione ma è anche vero che l'italiano è poco sensibile verso la sicurezza sul lavoro. Le leggi difatti ci sono già ma i lavoratori se ne fregano altamente. Spendere dei soldi anche solo per provare a sensibilizzare qualcuno in più ne vale la pena! Poi certo si dovrebbe discutere anche dell'altro lato del problema...
vincenzo odoguardi
29 settembre 2010 alle ore 15:28caro Beppe diffondi per favore che a Trebisacce (cs) è stata bloccata la SS106 jonica per protesta contro la chiusura dell'ospedale di Trebisacce e nessun tg nazionale o locale ha diffuso la notizia.Pensaci tu grazie a nome di tutti i Trebisaccesi ma a nome di tutti i calabresi che rivogliono il proprio ospedale grazie
Lovigio (na)
29 settembre 2010 alle ore 15:30Roma, 11 set. - (Adnkronos) - Oltre mille morti in un anno, per un totale di 790mila infortuni. Entrati quasi nella routine dell'informazione quotidiana, non passa giorno o quasi, che non si verifichi un incidente sul lavoro, dal Nord al Sud dell'Italia. La tragedia di Capua, dove tre operai sono morti per le esalazioni mentre stavano lavorando all'interno di un silos, e' solo l'ultima di una lunga scia di sangue paragonabile per la mole complessiva di vittime, a un bollettino di guerra.
Gli ultimi disponibili, raccolti dall'Inail, risalgono al 2009: un anno che fu definito storico per il calo infortunistico rispetto al 2008. Secondo i dati dell'Inail infatti nel 2009 ci sono stati 1.050 morti sul lavoro, in calo rispettivamente del 9,7% e del 6,3% rispetto al 2008. Sono questi i risultati piu' significativi di un anno che si puo' definire storico: era dal 1993 che non si registrava un calo infortunistico di tale livello. Significativo anche il fatto che la flessione sia stata piu' marcata per gli infortuni avvenuti nell'effettivo esercizio dell'attivita' lavorativa, che sono diminuiti del 10,2%, mentre quelli in itinere si sono ridotti del 6,1%.
Analoga, anche se in misura piu' contenuta, la flessione dei casi mortali: quelli in occasione di lavoro sono calati del 7,5%, quelli in itinere del 2,7%. C'e' da rilevare, tuttavia, come il consistente calo degli infortuni sia da correlare in parte agli effetti della grave crisi che ha colpito il Paese nel 2009, con pesanti riflessi sul piano produttivo e occupazionale.
Antonio M.
29 settembre 2010 alle ore 16:11Il diritto alla sicurezza sul posto di lavoro vale per tutti i lavoratori. TUTTI. La morte lenta e dolorosa per aver contratto malattie sul posto di lavoro a causa della negligenza del datore di lavoro non è meno drammatica. Sto lottando da solo contro un ente pubblico dello stato italiano, per il quale lavoro, lo stesso stato che pubblicizza questi video; Sono stato sospeso dal lavoro, mi è stato sospeso lo stipendio e le ferie, mi accingo serenamente all'imminente licenziamento, per aver denunciato l'esposizione all'amianto di persone e animali nel posto in cui lavoro. Viva l'Italia.
Antonio M.
29 settembre 2010 alle ore 16:27Ciao Beppe
Il diritto alla sicurezza sul posto di lavoro vale per tutti i lavoratori.
TUTTI. La morte lenta e dolorosa per aver contratto malattie sul posto di
lavoro a causa della negligenza del datore di lavoro non è meno drammatica.
Sto lottando da solo contro un ente pubblico dello stato italiano, per il
quale lavoro, lo stesso stato italiano che pubblicizza questi video; la mia "arroganza" è stata punita con la sospensione dal lavoro, mi è stato sospeso lo stipendio e le ferie, mi accingo
serenamente all'imminente licenziamento, per aver denunciato l'esposizione
all'amianto di persone e animali nel posto in cui lavoro. Viva l'Italia.
Cordiali saluti nel rinnovare la mia stima per quello che fai e farai per la nostra pur bella Italia.
Giuseppa Spezzano
29 settembre 2010 alle ore 16:29Mio cognato è da due anni in stato vegetativo per un incidente sul lavoro e quando ho sentito le dichiarazioni del "nostro" il ministro dell'economia: «La legge sulla sicurezza sul lavoro lusso che non ci possiamo permettere»
devo ammettere che un po' mi sono "girate"...anzi un bel po'...!!!!!!
P.S. mio cognato percepiva meno di 50 Euro al giorno !
Alberto Giovannini
29 settembre 2010 alle ore 20:05Morti che votano la fiducia e altri morti che non la votano....un giorno di ordinaria follia dall'oltretomba del parlamento italiano.
Finiani, Bossi, Pdl Pd Udc e tutti gli altri un giorno da morti viventi.
Di cosa parlano? di fiducia? ma di che cosa? gli italiani non hanno più nè fiducia nè sfiducia ma le palle piene di questa gentucola del nulla
Paolo De Sabata
29 settembre 2010 alle ore 20:15M;i sono iscritto,ho postato un commento certamente non offensivo,ma nonb è stato pubblicato.PERCHE'
Davide Bianchi
29 settembre 2010 alle ore 20:47DA UN GOVERNO DI VENDITORI DI PENTOLE
Davide Bianchi
29 settembre 2010 alle ore 20:52DA UN GOVERNO DI VENDITORI DI PENTOLE
che cosa ci vuol aspettare quando c'è un qualsiasi problema da risolvere, qualsiasi esso sia... basta fare uno "spot pubblicitario".
Invece di eliminare le cause di rischio è molto più facile dire "state attenti"...
Ovvero: OGNIUNO PER SE E DIO PER TUTTI... altrimenti riposate in pace, amen.
massimo morigi
29 settembre 2010 alle ore 21:32Per radio vanno in onda diverse versioni di questa campagna pubblicitaria. Una riprende quella del post ma ce ne sono altre dove invece si chiede più responsabilità ai datori di lavoro.
Così.. per completezza di informazione.
Massimo
Franco Ferrari
29 settembre 2010 alle ore 22:17Una domanda inocente: chi incassera i 9 milioni di euro per gli spot?
Gianluca Beltrando
30 settembre 2010 alle ore 22:07So di cosa si parla, ne sono stato coinvoto con un contratto a tempo determinato per una grossa azienda Italiana . Mi hanno dato indicazioni e tutti i dispositivi per la sicurezza oltre ad avvisarmi che sarei stato controllato e sanzionato se avessi omesso di usare i DPI . Solo non era scritto da nessuna parte che avevo l'obbligo di svolgere attività pericolose in completa solitudine, lavori che si svolgo in due persone tipo lavorare in altezza su di una facciata di un palazzo con una scala componibile e fare il lavoro da solo, pressioni e ordini di svolgere un numero minimo di attività nell'arco delle 8 ore. Nessuno ti diceva chiaramente di rischiare ma era un gioco subdolo che ti obbligava a non chiedere aiuto e a rischiare, con tutti i tipi di giornate, pioggia, neve, caldo , freddo , i contratti a tempo indeterminato avevano la possibilità di essere messi in mobilità mentre noi eravamo obbligati ad uscire pena il mancato rinnovo di contratto. Queste è solo la punta dell'iceberg ..le pressioni erano veramente forti e il lavoro disumano in certi giorni, appena ho potuto ho mollato ma se servisse sarei pronto a denunciare !!!!
gian franco beggi
1 ottobre 2010 alle ore 23:06Sono pienamente d'accordo.La pressione sui luoghi di lavoro è sempre più elevata, i ritmi nel post crisi(?)sono aumentati (stesso lavoro con meno dipendenti, più ore di straordinario)e questo non va certo a vantaggio della sicurezza. Le proteste dei lavoratori sono ormai un ricordo lontano.. per ovvi motivi. E' vero che manca una cultura della sicurezza sul lavoro anche tra i dipendenti,ma secondo il mio parere è dovuto in gran parte al fatto che i titolari d'azienda, specialmente nelle piccole realtà, non vedono di buon occhio l'operaio "che si vuole bene", perché costa di più di chi non si vuole bene. Chi si trova in una posizione subordinata,molto spesso si conforma alla mentalità di chi sta al di sopra di lui,e ,più in generale, dell'ambiante di lavoro in cui si trova ad operare;in tal modo non è difficile diventare fatalisti, fingere di non vederei pericoli( per non essere la pecora nera e non attirare pericolose attenzioni) .. il rischio diviene il pane quotidiano,la norma. Altro tema importante è quello dei controlli esterni da parte di ispettori che potremmo definire molto "generosi" (non con i dipendenti chiaramente)Tali ispezioni,spesso preannunciate,(la sorpresa sarebbe pericolosa.. per l'azienda) sono sovente omertose o quantomeno superficiali.
Luisa bella d'Errico
1 ottobre 2010 alle ore 12:27l'autore dell'articolo non capisce una mazza di sicurezza. sono architetto con diverse specializzazioni nella sicurezza e devo dire che spesso devo ricorrere alla minaccia degli ordini di servizio per imporre AI LAVORATORI il rispetto delle regole dopo aver sopportato le lamentele del datore per i costi che deve sostenere.sui cantieri i lavoratori fanno i furbetti e appena mi allontano tolgono il casco perchè fa caldo, fumano per scaricare la tensione, mangiano mentre sono alla molazza. a scuola tolgono le spine tirando il cavo lasciano le bottiglie vicino ai computer. voi non conoscete bene la realtà. una volta ho dovuto far presente che disattendere agli obblighi di legge comporta il licenziamento. hai voglia con i corsi di informazione e formazione! per fortuna in ogni sopralluogo è sempre con me il rls che costata che ogni volta che mi allontano non si capisce niente più.lo
S.m.
1 ottobre 2010 alle ore 17:40Invece tu, Luisa bella, e gli altri 'ispettori del lavoro' miracolosamente fioriti in questo side-blog (su 70 commenti, curioso no?) ci capisci molto, nevvero? Oh, sicuramente se i sette operai della THYSSENKRUPP di Torino sono morti bruciati LA COLPA E' LORO, no? Mica delle misure di sicurezza al ribasso? E se ad un camionista lo mandano da Bologna a Palermo non-stop (25 ore!!!) senza nemmeno garantirgli pause di guida e riposi vari, la colpa è la sua (bei tempi quando si andava in due e ci si dava il cambio). Se si assumono interinali e senza fargli fare formazione li si manda a fare cose che non dovrebbero fare, la colpa è loro che crepano. E se Umbriaolii salta in aria, è senz'altro colpa delle vittime. Ogni giorno muore qualcuno ed è colpa sua e basta. Il governo, povero caro, non c'entra nulla, Tremorti non è mica quello che dice che la sicurezza sul lavoro 'costa troppo'? Confindustria non è mica quella che si oppone a norme che penalizzino la redditività degli impianti? L'ILVA è gestita da sante persone, che si limitano ad avvelenare Taranto con la diossina, ma non lamentiamoci! Eh, sì, bello quando stando in alto si può pisciare sotto dicendo che piove. E' sempre colpa degli 'inferiori'. Poi sì, ci sarebbe da ricordare che anche gli operai dei cantieri trovano troppo scomodi i caschi e non li usano quasi mai, è vero. Ma chi li controlla? E chi stabilisce i turni e la formazione? E i contratti (o il lavoro abusivo)? Capisci che non la racconti giusta, Luisa e tutta la ciurma qui sotto?
Luisa B. d'Errico
1 ottobre 2010 alle ore 18:35gentile s.m. io ho avuto le palle di firmare quello che ho detto tu invece ti sei nascosto/a dietro delle iniziali: vedi che ti sei mascherato/a? così è facile sparare nel mucchio. ma io dal mucchio ho preso i casi che si verificano di frequente! tutti quelli che tu hai citato sono casi limite delle grandi aziende. tu sei di taranto? no! perchè altrimenti sapresti che poichè l'azienda non riesce a pagare i costi della sicurezza è costretta a ridurre il personale tanto che è dovuto intervenire il ministro prestigiacomo, tanto che sta succedendo un gran casino lì per questa ragione. purtroppo anche tu come gli altri bevete quello che vi fanno bere. io cerco di seguire l'esempiodi beppe e mantenere viva la mia capcità di osservazione critica e obiettiva. p.s. non sono una che si è imprevvisata, io ho buttato il sangue sui libri senza scopare con nessuno e se professionalmente sono brava e capace è perchè so fare autocritica. stai attenta mascherina il mondo è pieno di lupi soprattutto nei tg
S.m.
1 ottobre 2010 alle ore 20:14SE eri intelligente, nemmeno replicavi, ma evidentemente una trollata non ti bastava. I 'casi limite', cara Luisella bella-con le palle' succedono DI CONTINUO. Vai a vedere i TIR, quante volte trovi più di un autista? Come mai, pensi che si divertano a viaggiare da soli per 1.000 km al giorno? Vai a vedere i cantieri edili, ma chi è il responsabile se nessuno porta il casco? Chi? Voglio i nomi, ma PRIMA che le cose succedano, non dopo! E poi non è che ci fai molto col casco se cade un'impalcatura da 20 metri di altezza. Non so che libri ti sei letta, ma il mondo reale è diverso, eccome. E quanto a Taranto, sì poveri cari, è davvero una cosa triste. Dopo aver avvelenato la città adesso piangono miseria e li soccorre niente-di-meno-che la Prestigiacomo, che guarda un pò, sarebbe il 'ministro dell'ambiente', ma si da il caso che è anche un'esponente della Confindustria siciliana, la cui famiglia è titolare di alcune aziende tra le più tossiche di Sicilia. Se avesti un pò di testa, staresti zitta, poi per me puoi scopare con chi vuoi. Ma raccontare che la Thyssenkrupp è un 'caso limite' quando milioni di persone italiane e non, lavorano senza contratti e senza alcuna tutela e sicurezza, è veramente un insulto all'intelligenza del lettore. La mascherina è meglio portarla, ma antigas, così si evita di intossicarsi dalla disinformazione che persone come te propagano, e in piena linea con il 'piscia dall'altro e dì che piove'. As always.
Pieretto M.
2 ottobre 2010 alle ore 01:53Lo spot in questione mi sembra una presa per il bip.
Dalla mia esperienza di lavoratore come facchino,manovale,guardia giurata,operaio addetto a pulizie industriali piuttosto che alla catena di montaggio,quasi sempre con brevi contratti a termine tramite agenzie interinali o peggio con cooperative,ho tratto qualche convinzione che senza generalizzare troppo penso possa applicarsi a molte realtà aziendali:
_il profitto viene prima dell'essere umano,tutto è studiato in sua funzione e la sicurezza,se e quando viene considerata,lo è solo in quanto l'eventuale incidente rappresenta un costo e una seccatura;riguardo la salute concordo con chi in precedenza ha scritto che è ancora più negletta,d'altra parte se crepi dopo 10 o 20 anni saranno c.... tuoi,nel frattempo l'importante è che tu continui a produrre.
_questi input si trasmettono lungo tutta la catena di comando e spesso,in relazione all'ottenimento della massima produttività anche a scapito delle più elementari misure di sicurezza,il semplice capoturno è talmente compreso nella sua parte da risultare ancora più zelante dei "superiori",sia perchè ovviamente sottoposto a notevoli pressioni sia perchè a volte la (pur piccola) sensazione di potere e la volontà di continuare a provarla lo spinge ad agire in tal senso.
_troppo spesso,anche a prescindere da quanto scritto sopra e come altri qui hanno già fatto rilevare il lavoratore per primo ha una scarsa cultura riguardo salute e sicurezza e ciò si esplicita in atteggiamenti negligenti,a volte per spavalderia,più frequentemente per menefreghismo o fatalismo;certo,il fatto che le poche volte che qualcuno di loro chieda educatamente che certe norme vengano fatte rispettare lo faccia solitamente apparire come un fastidioso rompicog.....persino da alcuni colleghi non aiuta.
_il sindacato (quando c'è) fa pochissimo sia per cause esterne sia per gravi mancanze proprie e ti lascia solo.
_controlli-farsa rari e preannunciati,sanzioni ridicole,burocrazia ottusa.