Il consiglio di amministrazione e gli azionisti di Unicredit non hanno mai saputo niente dei fondi di investimento libici. Non vedono, non sentono e, soprattutto, non hanno soldi. Gheddafi non olet.
"Ma chi credono di prendere per il culo! Adesso ci vogliono far credere che il CDA di unicredito non sapeva che Gheddafi era loro azionista o che aveva messo gli artigli sull'azionariato. Profumo dava fastidio ed hanno trovato la scusa per cacciarlo. Tutto il CDA si indigna ora perchè un dittatore accusato di terrorismo internazionale e genocidio aspira a sedere in un CDA di una banca Europea ma non per rimpinguargli le casse! Mentre il nostro purtroppo Primo Ministro gli allestisce un circo mediatico che se lo sogna pure Obama. Per non parlare delle giovin punzelle le cui laute parcelle da hostess sono state pagate con i soldi delle tasse dei milioni di precari, cassa integrati, famiglie oneste e salariati in genere." Carlo L., Ravenna

Gheddafi non olet
22 settembre 2010 alle ore 23:13•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (17)
Tiempo Libre
23 settembre 2010 alle ore 00:52Non è possibile che il consiglio d'amministrazione non sapesse, per acquistare una partecipazione in una banca è soggetta ad una regolamentazione stringente (una regolamentazione indegna da stato civile) che consente alle lobby di potere di mantenere il controllo delle Banche.
Quando si acquista una partecipazione oltre il 2% bisogna dare comunicazione alla Banca d'italia, pena l'impossibilità di votare in assemblea.
Ogni volta che si comprano altre quote anche in concorso con altri "amici" bisogna dare comunicazione. L'acquisto di una quota di partecipazione che sia pari o superiore al 5% deve essere preventivamente autorizzata dalla Banca D'Italia... pena l'invalidità dell'acquisto.
Questa regolamentazione serve per utilizzarla contro i nemici oppure a favore degli amici...
Consente a gente che ha il 7% di azioni di essere il socio di riferimento della più grande banca italiana, evita la contendibilità delle banche... e quindi consente sempre agli stessi di mantenere le loro posizioni di potere è semplicemente vergognosa.
Imoho
Andrea Simone
23 settembre 2010 alle ore 03:17La Bce è un consorzio di banche private e l'euro è una valuta privata. L'eticità e funzione sociale e statale che un tempo aveva Banca d'italia è ora impensabile. Le banche ora sono sembre più espressione del mercato libero, asettico, incolore, inodore, neutrale, sul modello dell' UBS. Nel Regno Unito gli Emirati Arabi sono tra i maggiori azionisti di Barclays Bank ,salvata con soldi dei sudditi di sua maestà. Si criticò gli stati etici, il comunismo, il fascismo, ma almeno questi consideravano nel bene e nel male gli uomini, nel capitalismo l'uomo è alienato a merce è inesistente, invisibile, mero consumatore, e i consumatori , che siano italiani, cinesi o americani, sono tutti uguali. Viva la libertà ( quella di sfruttare il prossimo)!!
carlo rossi
23 settembre 2010 alle ore 10:45ho letto gli interventi relativi al caso di profumo..dai risultati che vedo profumo è riuscito a costituire una grossa banca che riesce a competere con le grosse banche mondiali e che riesce a fornire dei buoni servizi sul territorio (almeno secondo la mia esperienza); non ho capito perchè è stato allontanato o fatto dimettere!spero non ci sia la mano santa di chi in passato ha gestito il credito euro nord o qualcosa del genere...del quale non si sa nulla eccetto che se ne è andato a gambe all'aria..
luca rozzo
23 settembre 2010 alle ore 11:07ma Gheddafi non è lo stesso terrorista ecc. con il quale D'Alema faceva patti e Prodi chiamava fratello ?
però allora tutto andava bene !
Alessandro Dovere
23 settembre 2010 alle ore 11:12No, non andava bene neanche allora...
Francois Marie Arouet
23 settembre 2010 alle ore 13:16Sbagliato blog Rozzo ????
Non hai ancora imparato a leggere ??
Ti devi rivolgere al blog del PDmenoelle.
Au revoir.
anib roma
23 settembre 2010 alle ore 11:43...siamo sicuri che tutti stì OBBROBRI..
..siano esseri UMANI??...............
..MAH!............
Elisa Carletti
23 settembre 2010 alle ore 12:22Ciao Beppe sono NESSUNO (nè di dx nè di sx)come tanti in questo SKIFO di Paese, SKIFO non per l'Italia ke adoro, INVECE per l'impossibilità x me e x tante ragazze come me di "(soprav)VIVERE in Italia.Ieri leggevo un art.lo intitolato SE 60 ORE VI SEMBRANO POKE (http://dichiarazionelavoridelledonne.myblog.it/archive/2010/07/17/se-60-ore-vi-sembrano-poche.html) in un mensile della mia città Foligno PG kiamato PIAZZA DEL GRANO art.lo ke tratta delle ore ke una donna lavora in 1 settimana e quanto ne rimane del suo tempo libero.
In fondo al link c'è un modulo da compilare con una lettera indirizzata a Al Ministro del Tesoro, del Lavoro e Alla Ministra delle Pari Opportunità e inviterei tutte le donne a farlo.
Non so se si riesce ad ottenere qualcosa ma proviamoci.Non è tanto il tempo libero ke mi ha sconvolto perkè so già ke non ne abbiamo, lo vivo ogni giorno sulla mia pelle.Aumenteranno l'età pensionabile delle donne a 65 anni e parlano di parità dei diritti (www.umbrialeft.it/node/37739)
Abbassassero INVECE l'età pensionabile degli uomini se deve esserci questa parità!!!Anke io lavoro x di + in 2 posti di lavoro, inutile dire ke sono precari, contratti a tempo det. e contratti a progetto e prendo una miseria rispetto al tempo ke gli dedico. Ma sono giovane ('78)"relativamente giovane" se consideriamo ke non si hanno le possibilità di essere indipendenti dalla famiglia e crearsene una propria e ke bisognerà attendere ancora molto per raggiungerle, mi sento sfiduciata e sempre meno speranzosa.E' la prima volta che scrivo in questo blog ed è da poco che ti seguo ci sarebbe molto molto altro ancora da dire,e molto molto di più da FARE,sì...6 un comico,ma con una grande forza e con una grande conoscenza dei fatti.Come hai notato anke io ho usato INVECE dove ho potuto, spero di non averti innervosito :-)
Ho scritto questo x mia madre ('51 insegnante peraltro con una brutta malattia)ke vede ogni anno la sua pensione lontana e rischia di non goderne.Grazie x lo spazio !
giovanni miceli
23 settembre 2010 alle ore 16:23su con la vita ,vedrai le cose cambiano!!
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
23 settembre 2010 alle ore 12:31La vita di Filippo Neri, in onda lunedì e martedì su raiuno, è stata una storia toccante, commovete e che lascia riflettere! Soprattutto perchè cade in un momento storico, il nostro, dove pensare agli altri, dedicare la propria vita a quelli più sfortunati di noi, ai più deboli, sa tanto di miracoloso! In una stagione densa di sfide e problemi c'è, in tutti i settori, un immenso vuoto di leadership. La politica non svolge la funzione che dovrebbe competerle. Ma analoghe carenze si riscontrano nel mondo imprenditoriale, nella comunicazione e nella cultura. Persino nella società civile e nell'associazionismo. Mancano persone capaci di offrire alla nazione obiettivi condivisi e condivisibili. Non esistono programmi di medio e lungo termine. Non emerge un'idea di bene comune, che permetta di superare divisioni e interessi di parte. Si propone un 'federalismo' che sa di secessione. Senz'anima e solidarietà! Un Paese maturo, che deve mirare allo sviluppo e alla pacifica convivenza dei cittadini, non può continuare con uomini che hanno scelto la politica per "sistemare" sé stessi e le proprie "pendenze". Siamo ancora lontani dall'idea di concepire la politica come una forma di servizio verso la comunità, capace di aiutare tutti a crescere. In un mondo votato all'egoismo senza regole, dove il bene comune ha abdicato all'appagamento personale, «Preferisco il Paradiso» è la fulminante risposta che Filippo Neri disse quando gli fu chiesto di diventare cardinale. Umiltà, semplicità, carità, modestia e timor di Dio! Quando Filippo apprende da uno dei suoi ragazzi che gli confessa di voler diventare prete per intraprendere la carriera ecclesiastica, lo incalza domandandogli: Prete
"e poi?" Vescovo
"e poi?" Cardinale
"e poi?" Papa
"e poi?" Ma dove vogliamo arrivare, chi vogliamo diventare in questo mondo? Ma possibile che nessuno riesca a capire che siamo "tutti" di passaggio su questa faccia della terra? E tu Berlusconi
dove vuoi arrivare? Che segno lascerai nella storia?
enrico ratto
23 settembre 2010 alle ore 14:32proposta:
- per tutti i clienti che son onestamente sensibili, mandiamo al consiglio di presidenza dell'istituto la notifica di chiusura del conto corrente, salvo non esca dall'istituto il sig. Geronzi.
-Nota
Avete capito a cosa ci serve Gheddaffi, e quanto
è inattendibile la Lega, che sul territorio parla
di cose utili per i cittadini, ma a Roma gestisce
la politica in modo proprio personale e solo
per profitto. Roma ladrona ,ma da quando ci ha
messo i piedi, ha fatto anche le radici.
alvisea fossa
23 settembre 2010 alle ore 18:16CIAO BEPPE,
PECUNIA NON OLET PER PROFUMO,MA OLET PER IL DITTATORE GHEDDAFI E IL DITTATORE NONNO PSICONANO BERLUSCONI
ALVISE
Paolo R.
23 settembre 2010 alle ore 19:03già, i soldi per le hostess di Gheddafi ci sono, mentre per la cancelleria dei tribunali, per la benzina delle auto della polizia, per le scuole NO.
Votateli italiani. Votateli.
Continuate a votarli.
MA DOPO, ALMENO, NON LAMENTATEVI!!!!!!!!!!!!!!
Alessandro Lazzarini
24 settembre 2010 alle ore 15:30Scusatemi, non ho mai scritto nel blog ed il mio commento è off topic, scrivo di getto dopo aver ascoltato dal tg3 nazionale che, se non erro la regione Lombardia sta ampliando il suo programma scolastico.
Ebbene si, dopo che la Gelmini ha sforbiciato a dx e a sx tutto lo sforbiciabile, la regione Lombardia offre:-
Udite udite, agli studenti che indosseranno la divisa dell'esercito ed aderiranno ad un "corso," finalizzato ad insegnare tecniche di 1° soccorso, tiro con l'arco, tiro con armi ad aria compressa (vedi pistole e/o carabine) e ciliegina sulla torta gare di pattugliamento o similari il tutto a cura di ex ufficiali dell' esercito.
Agli studenti meritevoli si assegneranno crediti scolastici.
Se non siamo agli avanguardisti è solo perchè il premio non è quello di poter montare la guardi alla villa di Macherio o giù di li.
In attesa di dovermi esprimere con il VOI
cordialità:
un cittadino fortemente indignato
Alessandro Lazzarini
gianna cintura
27 settembre 2010 alle ore 18:52Ma è vera questa notizia? Spero di no!!!
Vanessa Giuliano
24 settembre 2010 alle ore 15:56Sono una dei ventimila italiani che nel 1970 furono cacciati dalla Libia colpevoli di essere italiani, in violazione della risoluzione ONU 388, del trattato Italo-Libico del 1956 e della legge di ratifica 843/57.
Lo stato Italiano che doveva tutelarci e far rispettare gli accordi ci chiese di avere pazienza perchè i giusti risarcimenti dovevano attendere gli accordi internazionali ed intanto i profughi della Libia morivano disillusi e trattati da stranieri nella propria patria.
Nel 2008 il tanto atteso accordo internazionale e la delusione per non esserne stati inclusi, vanificando trentotto anni d'attesa senza nemmeno
l'ombra delle scuse per come fummo trattati.
Anche le promesse inserite nella legge di ratifica n. 7 del 6 febbraio 2009, (Gazz. Uff., 18 febbraio, n. 40), dove, all'art. 4, si parla degli indennizzi spettanti a noi profughi. restano ad oggi solo promesse non mantenute, di un indennizzo che forse arriverà a qualche percento del valore dei beni confiscati illegalmente nel 1970.
SONO DUE ANNI CHE MANCA SOLO UNA FIRMA PER DARE IL VIA ALL'ITER, QUELLA DI GIULIO TREMONTI.
Da cittadini italiani rispettiamo leggi che il parlamento promulga e il capo dello Stato ratifica ma con profonda amarezza vediamo che lo Stato può impunemente ignorarle perché nessuno le fa rispettare nell'indifferenza dei mezzi d'informazione e delle istituzioni.
Claudia - Ts
24 settembre 2010 alle ore 17:15 Ci avevano detto che il top manager aveva trasformato il Credito italiano in un istituto internazionale con un business model che va dall'investment banking al retail, con interessi in 22 Paesi, più di 10mila filiali, una capitalizzazione di mercato di quasi 40 miliardi di euro e asset gestiti per più di 950 miliardi. Caspita, ma con quali soldi ?
Un appetito costoso: la strategia di acquisizioni ha lasciato le casse della banca boccheggianti quando la fiducia nei mercati è crollata nel 2008.Che scalogna! In questa situazione l'ad è stato costretto a rivolgersi agli azionisti due volte nel giro di un anno mezzo per reperire soldi. La crisi ha toccato l'apice nell'ottobre di due anni fa quando il titolo, a seguito della preoccupazione degli investitori per la situazione dei capitali, è sceso del 24% in tre giorni.Che si fa? Aumento di capitale, ovvio! da 3 miliardi, ma il grande top manager ammette che la banca aveva "commesso qualche sbaglio" prendendo sottogamba la crisi. Meno male che gli esperti sono loro. E noi, popolo bue, non possiamo farci NIENTE: restiamo a guardare...assieme alle stelle.