Le intolleranze alimentari sono un lusso che non tutti gli italiani si possono permettere. Dipende dove abiti. Il buono per i celiaci su base regionale è una grande conquista del federalismo.
"Ciao...io non so chi leggerà e quando questo mio piccolo sfogo ma vorrei far presente un problema italiano legato alla sanità: la CELIACHIA. Io sono celiaca, parlo per esperienza: siamo truffati. 22 euro al kg di pane, 7 euro un kg di farina, 3,50 euro 2 etti e mezzo di pasta...e bada bene. Non abbiamo scelta. Voglio una pizza? Sborso altri 7 euro e voilà...una margherita!! Siamo impazziti? Lo Stato ci dà dei buoni per comprare queste cose ma per l'importo dipende se siamo uomini, donne o bambini. E in che regione abitiamo. Senza parlare delle farmacie in cui facciamo 'la spesa' che alzano i prezzi a piacere....Non ho scelto di diventare celiaca ma scelgo di incazzarmi a dovere per ciò che vedo. Grazie per lo spazio che ho potuto utilizzare....". Cinzia

Celiachia federalista
16 agosto 2010 alle ore 19:54•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (52)
maurizio m.
16 agosto 2010 alle ore 20:54Non ti incazzare.Spera che un politico diventi come te ed avrai tutto gratis per legge.
cinzia grande
16 agosto 2010 alle ore 21:10Lo so e sono sincera, non lo auguro a nessuno perchè anche se non è una 'malattia mortale' è davvero invalidante. Ma non per i sintomi che abbiamo o per le conseguenze che la celiachia ci porta...no. E' per la vita che dobbiamo fare. I buoni, i soldi che mancano sempre (anche se lo Stato ci 'elemosina' un tot al mese), le schifezze piene di grasso che dobbiamo ingurgitare perchè non abbiamo scelta....I locali che se ne fregano o che addirittura non sanno cosa sia....La celiachia è stata riconosciuta 'malattia' dallo Stato ma lo Stato dov'è?
caterina elle
17 agosto 2010 alle ore 10:22Per un certo periodo anche a me hanno sospettato la celiachia e ho dovuto consumare prodotti senza glutine. In quel caso non potevo usufruire dei buoni perchè c'era solo il sospetto di questa intolleranza e pagare tutto di tasca mia. Quindi capisco perfettamente la rabbia di Cinzia per i prezzi esagerati. Ma per collegarmi al tuo post, Maurizio, io penso che fra tanti politici che abbiamo (troppi ed inversamente proporzionali alle loro capacità di guidare un paese...) vuoi che non ce ne sia almeno uno celiaco (o qalcuno nelle loro famiglie)? La differenza è che forse loro il problema della spesa per questi prodotti loro lo possono affrontare senza dover far quadrare i conti a fine mese....
Andrea De Sanctis
20 agosto 2010 alle ore 04:20Un tempo forse era così, ma adesso... che hanno bisogno di una legge per prendersi quello che vogliono gratis? Secondo me dobbiamo solo ringraziare per quello che abbiamo. L'ingiustizia sta nella differenza tra l'importo per uomini e quello per donne...mi pare un pò triste e stupido fare i conti in tasca del fabbisogno alimentare giornaliero a seconda del sesso. Questo dovrebbe essere facile da cambiare se avessimo qualche mente, non dico proprio pensante ma almeno qualche mente, in parlamento.(meglio dirlo sottovoce che poi invece di alzare quello femminile ci abbassano il nostro)... Il buono spesa è un miracolo solo per il fatto che sia stato introdotto in QUESTA Italia. E badate che prima (circa 15 anni fa o giù di li) il buono era praticamente illimitato o comunque copriva largamente il fabbisogno mensile, non ricordo con precisione perchè ero piccolo (ho 24 anni). Sicuramente lo Stato era stato un pò troppo generoso e la marcia indietro era inevitabile ma sta di fatto che c'era gente che faceva spesa per tutta la famiglia. Mi ricordo che entravano a mani vuote ed uscivano con carrelli stracolmi di sacchi pieni di cibi senza glutine e senza ritegno. Votiamo dei ladri perchè siamo un pò tutti ladri, a modo nostro. E questo è un pò più difficile da cambiare.
gian burrasca
16 agosto 2010 alle ore 20:54Purtroppo questa cricca politica è capace di gettare centinaia di milioni di euro per un vaccino più pericoloso che inutile, ma dei problemi quotidiani di chi, come lei, non può scegliere se ne frega.
monica ruffini
16 agosto 2010 alle ore 20:59ciao sono celiaca anche io, quello che dici e'verissimo ma faccio presente che l'italia e' l'unico paese in cui lo stato da dei buoni per contribuire alla spesa dei prodotti senza glutine...
cinzia grande
16 agosto 2010 alle ore 21:15magari i prodotti negli altri paesi costano meno????
alvisea fossa
16 agosto 2010 alle ore 21:03CIAO BEPPE
CINZIA HAI FATTO BENE HA SFOGARTI,LO STATO VI DEVE DARE I BUONI APPOSTA PER LA VOSTRA INTOLLERANZA,NON PER LA LORO INTOLLERANZA, CINZIA HAI IL MIO APPOGGIO
ALVISE
Uno dei tanti
16 agosto 2010 alle ore 21:37
MORBO CELIACO
Il morbo celiaco, malattia ereditaria che colpisce prevalentemente i bambini (dai 6 mesi in su), è una disfunzione causata dall'intolleranza al glutine, una proteina presente nel frumento, nella segale e nell'orzo. L'ingerimento di glutine irrita il rivestimento intestinale, ostacolando l'assorbimento di molti elementi nutritivi tra i quali i grassi, le proteine, i carboidrati, le vitamine liposolubili, il ferro, il calcio, il magnesio, lo zinco e alcune vitamine liposolubili.
E' stato scoperto che le persone affette da morbo celiaco hanno una grande carenza di vitamina B6. La carenza di questa vitamina causa diarrea, vomito, gas intestinali ed eczema. La malattia può essere provocata anche da infezioni intestinali o parassiti e stress psicologico. La carenza di proteine che si manifesta nelle persone che seguono diete dimagranti o fanno l'uso eccessivo di lassativi può alterare il tratto intestinale sino a rendere impossibile l'assorbimento del glutine. Tra le cause scatenanti si sospetta anche l'allergia al latte. Il morbo celiaco causa carenze di molte sostanze nutritive che devono essere reintegrate. Tra queste: il calcio, il complesso B e le vitamine A, C, D ed E. Il ferro, l'acido folico e la vitamina B12 possono essere usati per curare l'anemia che accompagna di solito la malattia.
PS: smettete di assumere medicine e assumete vitamine rinforzando il sistema immunitario e.... F U Case Farmaceutiche. ;-/
Uno dei tanti
16 agosto 2010 alle ore 21:39http://www.laleva.cc/almanacco/morbooceliaco.html
Luca Bernacchi
16 agosto 2010 alle ore 21:44Ciao
anche io sono celiaco da 3 anni (ne ho 27).
E' vero, Cinzia ha ragione, sembra che essere celiaci in Italia sia un lusso scelto da noi!
Sono stato in Spagna più volte e la i prezzi sono identici a quelli dei cibi con glutine..come è giusto che sia..in fondo sono solo farine diverse, non lavorazioni o ricette particolari..
E' anche vero che l'Italia è l'unico paese che fornisce i buoni pasto (circa 134 al mese) e che quindi aiuta gente come noi..
Nella sfortuna..la fortuna.
Meglio cmq noi in Italia che i poveri celiaci in Francia..ho girato tutta Parigi e nessun ristoratore/alimentari sapeva che cosa fosse..
Grazie Cinzia e grazie Beppe per aver messo in luce questo aspetto della nostra vita!
Luca
raffaella r.
16 agosto 2010 alle ore 22:20Forse negli altri paesi non c'è bisogno dei buoni pasto perchè appunto gli alimenti senza glutine costano come gli altri. I buoni pasto sarebbero quindi delle regalie che le Regioni fanno alle case produttrici di tali alimenti. Se non ci fossero tali regalie, forse le ditte produttrici dovrebbero sottostare alle leggi di mercato quindi abbassare i prezzi. Ti ricordo che i soldi delle Regioni sono i nostri soldi
Gianluca L.
16 agosto 2010 alle ore 21:49Nel lazio i maschi celiachi hanno un contributo di circa 120 euro al mese, le femmine meno di 100 euro al mese.
NO COMMENT.
(non ho neanche verificato se sia vero)
valeria Restuccia
16 agosto 2010 alle ore 22:23Sì è vero, le donne hanno un buono da 99 euro per gli uomini se non sbaglio è intorno ai 130. Il problema però è andare in giro con questa patologia, anche per pochi giorni sono costretta a portarmi dietro una borsa in più con i viveri e a dover dare spiegazioni nei ristoranti che non sono informati sulla patologia, sempre che vada bene dare spiegazioni... No comment.
Emanuele Cerri ()
16 agosto 2010 alle ore 22:11Ciao Cinzia, io Sono Orbo, e lo stato m' ha detto che non fa nulla.
Ma io so che un orbo e anche un Re e così mi sento.
E da re giudico quel miserabile che ha deturpato e svenduto questa ultima fetta di repubblica.
Napolitano vergogna disonorato.
Scortico stefano
16 agosto 2010 alle ore 23:21Ciao mia moglie lavora in un supermercato e mi dice che i prezzi sono uguali nei prodotti per celiaci e non. E suggerisce di non andare in farmacia!!
marzia ambrosetti
19 agosto 2010 alle ore 14:45Non so dove lavori tua moglie ma ti assicuro che i prezzi nei supermercati non sono affatto come per gli altri generi alimentari. Non diamo informazioni sbagliate. Te lo dice una che compra quasi tutti i prodotti nei super dato che sto ancora aspettando che mi diano l'esenzione (perchè anche questo accade, prima che si decidano a darti la ceritificazione,i medici ti ribaltano come un calzino). I costi sono minori ma non come gli altri prodotti!!! Il mio portaflogli ne è testimone!!!
Mr SPOCK
17 agosto 2010 alle ore 00:04 Le correlazioni tra l'intolleranza al glutine e talune affezioni ginecologiche non sono, purtroppo, ancora oggi
patrimonio diagnostico contemplato dalle varie specialità. Eppure, un semplice
intervento sull'alimentazione può ridurre se non far scomparire
quadri patologici gravi e fastidiosi
Come è ormai noto, la malattia celiaca si associa a diverse patologie di svariati organi a causa del costante impegno immunologico indotto dalla presenza, pressoché continua, della gliatina nell'alimentazione giornaliera. Non sfugge a questa regola l'associazione tra le cervico-vaginiti e leucorree e l'intolleranza al glutine. Infatti, nella mia esperienza, ho riscontrato diversi casi documentati di vaginiti ricorrenti in giovani donne celiache nelle quali la celiachia non era stata diagnosticata e che, quindi, non seguivano una dieta appropriata. Nella storia ginecologica di queste donne si riscontravano fino a 5/6 ricadute di cervico-vaginiti batteriche e micotiche nel corso dell'anno, malgrado le più disparate terapie con antimicotici ed antibiotici somministrati per via locale e generale. Nonostante la regolare effettuazione di tamponi vaginali per l'individuazione dell'agente etiologico e, quindi, le terapie mirate, queste fastidiose e noiose leucorree da cervico-vaginiti aspecifiche non erano mai completamente regredite.
A queste forme infiammatorie, inoltre, erano spesso associate altre lesioni più serie e più gravi, come la presenza di vere e proprie ulcere della mucosa vaginale nonché lesioni di tipo erpetico.
Posso quindi affermare con certezza che senz'altro si riscontra un aumento di patologie ginecologiche in donne che spesso, purtroppo, sfuggono alla diagnosi della celiachia nonostante gli unici sintomi ascrivibili a questa patologia siano proprio quelli legati all'apparato ostetrico-ginecologico quali, ad esempio, la frequente poliabortività, l'amenorrea, i ritardi mestruali, le dismenorree...
http://www.disinformazione.it/celiachia.htm
filippo f.
17 agosto 2010 alle ore 01:34scusa, ma dove credi di vivere? in italia?
Marco C.
17 agosto 2010 alle ore 01:37Cara Cinzia, ho letto con interesse il tuo post. Poi ho cercato in internet e ho trovato che esiste una legge nazionale
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2001/154/4.htm
che contiene una tabella
http://gazzette.comune.jesi.an.it/2001/154/17.pdf
secondo la quale hai diritto a 190 Euro al mese di "buoni pasto " (270 Euro se tu fossi un uomo) per garantire il 35% dell'apporto calorico in carboidrati complessi naturalmente privi di glutine.
Fatti due conti, sono poco piu' di 6 Euro al giorno in media.
In internet si trovano vari "negozi" online che vendono prodotti senza glutine (questo e' il primo che ho trovato: http://www.bottegasenzaglutine.com), dove ad es. vari tipi di pane costano tra i 12 e i 15 Euro al kg. E' tanto, ma non tantissimo.
Certo e' un bel problema, e meglio sarebbe se lo stato controllasse direttamente i prezzi, invece di dare solamente sovvenzioni ai cittadini.
Ti prometto che comunque da domani prestero' attenzione ai prezzi dei prodotti senza glutine al supermercato.
cinzia grande
17 agosto 2010 alle ore 14:28Ciao, apprendo da te la 'legge' che chiaramente non esiste o se esiste tutti se ne fregano. Io sono in Piemonte e vivo con 120 euro al mese, un lusso! Le altre Regioni stanno peggio. Chi dovrebbe controllare queste cose dov'è?
Leonardo R.
17 agosto 2010 alle ore 09:38Sono perfettamente d'accordo con te Cinzia, io non ho problemi di CELIACHIA, ma soffro (o meglio soffrivo) di colite ulcerosa. Dopo 13 anni di medicine e sofferenze ho avuto la fortuna di conoscere un medico nutrizionista che mi ha cambiato la vita introducendomi all'alimentazione pro Zona, la dieta di Barry Sears. Cosa c'entra con te? Be', sappi che molti celiaci la seguono, dato che hai la possibilità di mangiare in abbondanza e con molto gusto una gran quantità di cibi (nel tuo caso glutine escluso). Tra l'altro anch'io, per scelta personale, ormai lo limito tantissimo, dato che sto meglio senza. Per cui ottime carni magre, pesce, poche uova e formaggi e tanta frutta e verdura di stagione. Un bel bicchiere di vino e via!!! Ti assicuro che è fantastica e non avrai più bisogno di essere schiava di quei prodotti per celiaci. Imparerai il modo corretto per nutrirti (ti risulta che l'uomo mangiava la pasta o la pizza prima della scoperta e dello sfruttamento del grano qualche millennio prima di Cristo?). Inoltre saprai cosa mangiare ovunque andrai. Se vuoi maggiori informazioni, visita il sito dell'associazione di cui il mio medico, Aronne Romano, è presidente: www.gerona2005.org In bocca al lupo, un abbraccio, Leo. P.S.: ah, dimenticavo la cosa più importante. Io sono più di 6 mesi che non prendo più farmaci, ho ripreso a fare sport, ho perso 12 kg e non ho neanche il minimo accenno a disturbi gastro-intestinali. Sono rinato!!! Ciao.
Silvia Dal Pane
17 agosto 2010 alle ore 09:40In Emilia Romagna le donne hanno diritto ad una cifra mensile di EUR 100, non mi risulta che nessuna regione (per lo mento a statuto ordinario) abbia cifre verso i EUR 200 come qualcuno scrive.
E' comunque una grande conquista ed un merito per il ns Paese, ma resta il fatto che i prezzi dei prodotti senza glutine sono scandalosi. Pagare farine di riso e mais EUR 7 al kg è al limite del ridicolo, considerando che sono i cereali più economici .
Purtroppo però i celiaci non possono permettersi il lusso di boicottare questi prodotti perchè sono i soli che possono mangiare, a meno di rinunciare a pane, pasta, pizza e biscotti...
rigon nicola luigi
17 agosto 2010 alle ore 10:05Salve
holetto dei costi assurdi.
Io sono stati due volte in Etiopia per lavoro come volontario.
Lì si produce una farina, chiamata enjera, che è adatta ai celiaci.
Dal gusto un po acidulo è soffice e si usa per fare piadine, pane e molto probabilmente anche pasta.
Se vuole provo a vedere come fare per fargliela avere; non certo ai costi esorbitanti.
Se mi vuole contattare questa è la mia mail
studio_tecnico_rigon@libero.it
saluti
Nicola
Giacomo B.
17 agosto 2010 alle ore 10:21www.arnoldehret.it - ti può aiutare
Luca B.
17 agosto 2010 alle ore 12:03A quanto pare quindi varia tutto da regione a regione, perchè leggo dei commenti veramente discordanti dalla situazione che vivo io in Toscana...rimborsi di 200 mai visti..prezzi dei prodotti senza glutine al pari di quelli con mai visti..convenienza nell'acquisto in alimentari mai visti...
enzo orezzi
17 agosto 2010 alle ore 12:09Che le farmacie aumentino a piacere i prezzi degli alimenti per diabetici è un'affermazione oltre che calunniosa, falsa.
Le farmacie applicano i prezzi di listino:se ci fosse qualche anomalia basta cambiare farmacia.
Purtroppo la sanità in Italia è regionale e non tutte le regioni hanno gli stessi standard.
In Lombardia la regione concede gratuitamente ai celiaci(maschi adulti) 140,00 euro di prodotti senza glutine al mese che, con l'esperienza che ho da anni, sono più che sufficienti a coprire il fabbisogno alimentare-calorico anche di giovani che fanno lavori pesanti.
Il discorso da fare sugli alimenti senza glutine è un altro: pur essendo prodotti ad alta tecnologia e quindi anche abbastanza cari(ma per i rivenditori i margini sono risicati), tutti contengono i grassi idrogenati che sono molto nocivi per la salute in generale,figuriamoci per chi ha già problemi come i celiaci.
Un farmacista
eleana luraghi
28 settembre 2010 alle ore 15:40Mio papà è celiaco da 5 anni, e l'Asl di milano passa appena 96,00 euro. In farmacia pasta e pane te li fanno pagare oro... Se abbassassero i prezzi. le farmacie ne approfittano..
capitan harlock
17 agosto 2010 alle ore 13:06che paese allo sbando....buoni solo di fare discussioni su pillole anticlericali e angoli cottura, dico o fico, ma le vere necessità nessuno le affronta !!!! colgo l'occasione per ringraziare tutte quelle brave persone che lavorano in questi giorni per aiutare chi ha bisogno, eroi nascosti troppo grandi per essere notati in qs itglia
enrico buffa
17 agosto 2010 alle ore 13:53Ciao a tutti, verrei portare all'attenzione il passo avanti che è stato fatto da qualche anno per gli allergici, ovvero adesso sulla maggior parte dei prodotti vengono indicati quasi tutti gli ingredienti e la possibile presenza di tracce/residui da lavorazioni precedenti (in particolare per frutta a guscio).Per tanti è un'ottima cosa ma non per tutti, e nel mio caso di allergia crociata (non posso mangiare frutta e verdura) diventa un problema anche comprare un salamino dato che il termine "spezie" utilizzato, racchiude dall'aglio al pepe alla noce moscata e molte altre, sarò pignolo ma dopo 13 anni devo fare affidamneto al naso per capire se posso o nn posso...è vero che sono andato vicino a shock "solo" 2-3 volte, ma quando assumo quei cibi se va bene gratto, si gonfia la lingua e la trachea per un pò e dopo tutto torna ok, ma capita che UN'oliva per sbaglio mi faccia coricare nel letto per mezza giornata col mal di stomaco, in + l'allergologa mi dice che le labbra gonfie nn sono gravi, ma nello stomaco potrebbero insorgere ulcere...fatto il quadro ora mi e vi chiedo: è una questione di inchiostro risparmiato sulle etichette? o è come sempre la sufficienza che la società mette nel fare, a discapito delle minoranze?o ancora, collegandosi al discorso di cinzia, finché nn ci si guadagna nn ne vale la pena?eppure i medici mi han detto che una forte % della mia allergia è dovuta all'inquinamento (di polveri sottili) degli ultimi 40-50 anni (ne ho 31), per cui nn dovrebbero essere loro (imprenditori/politici/inquinatori) a scusarsi e rimediare almeno in parte rendendoci la vita un pò meno complicata?..il discorso è molto complesso se si fa della filosofia, ma spero di aver spiegato il concetto e ringrazio per l'attenzione.
cinzia grande
20 agosto 2010 alle ore 12:17Capisco tutto....se ti va ho creato questo: http://www.facebook.com/group.php?gid=142204725806745
E' serissimo ed una voce in più mi sarebbe di grande aiuto.
Grazie!!
Ci
salvino roma (com)
17 agosto 2010 alle ore 16:15I cereali senza glutine , riso , mais , miglio,il grano saraceno , amaranto,quinoa .
Ci sono molte varianti al frumento che inoltre si dice che possa causare problemi di salute come anche le patate , vanno mangiate con parsimonia. Evitare la carne e lo zucchero molto dannosi , per il corpo la mente e la terra .
gaab rius
17 agosto 2010 alle ore 16:38mia sorella e mia cognata sono celiache rispettivamente in turchia ed in campania. essere celiachi in italia significa sostanzialmente ingrassare ancora di più le industrie alimentari e farmaceutiche.
in realtà con il grano di 40 anni fa nessuno stava male perchè eravamo tutti perfettamente adattati, ma poi i soliti americani sono venuti a romperci il cazzo con il loro super grano che ha più grani per spiga.
chissà cosa succederà nel prossimo futuro con gli ogm!
Franca B.
17 agosto 2010 alle ore 16:47I malati sono le tipiche galline d'oro per gli speculatori di ogni genere.
sottounacattivastell@
Fabio Menghini
17 agosto 2010 alle ore 18:53Non sono celiaco. Ma soffro di Insufficienza Renale Cronica. Debbo seguire una dieta APROTEICA. Ovvero niente pasta e pane etc. normali , ma prodotti senza proteine.Costano quanto quelli senza glutine di cui ai commenti che precedono. La Regione Lazio per motivi di bilancio ( evito i commenti) da questo anno 2010 non dà più né i prodotti gratuitamente tramite le ASL, come negli anni passati,né i buoni acquisto tramite le Farmacie... a meno che l'insufficienza renale cronica sia arrivata ai gradi più gravi 4 o 5.Ovvero ti aiutano a curarti, ma prima aspettano che tu sia molto grave. Poiché se la insufficienza si aggrava più rapidamente si deve ricorrere prima alla Dialisi a vita, che è particolarmente costosa per la comunità, e invasiva per i malati, non si capisce la logica del provvedimento. Chiedo ai lettori del Forum: chi può suggerirmi come rifornirmi dei circa 9-10 Kg. al mese di prodotti:pane, pasta, biscotti a prezzi più umani. Oggi spendo mediamente 180 Euro al mese. Grazie a tutti. Fabio Menghini
cinzia grande
20 agosto 2010 alle ore 12:08Posso capire, anzi no. E' inutile mentirti...io son 'solo' celiaca :)
Se ti va ho creato questo: http://www.facebook.com/group.php?gid=142204725806745
E' serissimo, e una voce in più fa sempre bene ;)
Un grazie
Ci
movimento politico PARTITO DELLE DONNE
17 agosto 2010 alle ore 19:49Se vuoi conoscere la vera verità su questa immonda e demenziale società maschilista, antifemminista e patriarcale GUARDA I VIDEO DELLA DURA VERITA'
---LA DURA VERITA' 06
IL LAVORO; UN ASSASSINO SERIALE
guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=aIr1Wq0H7HQ
---LA DURA VERITA' 05
IL MASCHIO
UN GRANDE BLUFF
guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=iUuJTOsYyAs
---LA DURA VERITA' 04
LE SUPPOSTE IDEOLOGICHE... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=YUncPdjILFc
---LA DURA VERITA' 03
LA STUPIDITA' DEL MASCHIO...guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=EvAE5BboUpQ
---LA DURA VERITA' 02
LE GUERRE? FATELE FRA DI VOI... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=d9EPisD3AwI
---LA DURA VERITA'01
I FIGLI SONO DELLE DONNE... guarda il video
http://www.youtube.com/watch?v=FTulppNWgT0
Ba Bi
17 agosto 2010 alle ore 20:38Ciao, chiedo a te e a tutti quelli nella tua condizione... Vi siete mai chiesti se è naturale mangiare cereali per noi esseri umani ? .... Non lo è. Non ne abbiamo alcun bisogno nutrizionale. Veniamo dallo stesso ramo delle grandi scimmie, che sono quasi esclusivamente fruttariane. Da li prendono tutti i carboidrati che gli servono... Hai mai provato la dieta vegan crudista basata su tantissima frutta ? Non pagheresti piu' una lira per quelle (scusa) schifezze di prodotti finti che vi fanno pagare comunque troppo e che non vi fanno bene, e smetteresti di stare al gioco di chi ha capito come fare i soldi anche su di voi.... Piu' frutta, meno cereali, piu' salute, piu' soldi.. CIao...
Teresa Regna
17 agosto 2010 alle ore 21:06Ho diverse intolleranze alimentari, tra cui ai lieviti non naturali, e mi chiedo perché molte aziende indichino sull'etichetta 'lievito naturale', quando non lo è. E' giusto soffrire per le bugie dei produttori?
cinzia grande
20 agosto 2010 alle ore 12:12Scusa ma visto che siam parenti delle scimmie ti chiedo: mangi lo yogurt? E i succhi frutta? La birra? I cocktail o le patatine fritte? Non mi dire che vai avanti a banane e spinaci per favore!!! Lo sai che il glutine è ovunque? Non solo nel pane e nella pasta? Informati prima di proporre una dieta 'inutile'....grazie
Cinzia
beatrice rendani
20 agosto 2010 alle ore 16:29L'unica marga vegana per celiaci è la ORGRAN, ne conosci altre? Me le indichi?
valentina finazzi
3 luglio 2014 alle ore 17:31Certo e se esci per una pizza con gli amici cosa fai ordini una macedonia? Se hai un figlio affetto da celiachia che ti chiede di preparargli dei biscotti gli dai un frutto?
Prima di scrivere certi commenti dovresti provare a metterti nei panni di chi soffre del morbo e cercare di capire come la vita di tutti i giorni si complichi a causa dell intolleranza.
Stefano Abbadessa Mercanti
18 agosto 2010 alle ore 12:04Ho scoperto di essere celiaco da 7 anni (ne ho 42) e devo dire che all'inizio e' stato un trauma. Oggi non vivo piu' il problema in maniera tragica ma sicuramente qualche problema rimane: Cinzia ha parlato del problema del costo dei cibi... le farmacie purtroppo fanno "cartello" e le istituzioni sembrano tollerare... il problema mi sembra purtroppo che lo faccia anche l'associazione celiachia.
Vivo nel Lazio e da un po' di tempo esiste una legge che liberalizza la vendita con ricetta anche nei supermercati (cosa importantissima che permetterebbe l'inizio di una vera concorrenza di mercato che inevitabilmente porterebbe all'abbassamento dei prezzi).
Purtroppo i supermercati spesso non lo sanno.
E poi credo che ci dovremmo chiedere perche', per esempio, i prodotti della maggior parte di aziende italiane in Germania costano di meno? E perche' la stessa pasta venduta in farmacia (Mulino di ferro, per esempio) al Todis costa la metà?
Nessuno se lo chiede?
cinzia grande
20 agosto 2010 alle ore 12:04http://www.facebook.com/group.php?gid=142204725806745
Aiutami, se ti va. Io mi sto chiedendo tutto ciò che hai scritto :)
Grazie
Ci
Mario D'Urso
8 aprile 2013 alle ore 10:51Scusate ma non vi è chiara una cosa il prezzo è imposto dalle aziende non dalle farmacie , quindi a voi scegliere le aziende che vi vengono incontro le farmacie non possono NON POSSONO modificare i prezzi che le aziende comunicano al ministero e la stessa cosa vale per i negozi specializzati.
Mario D'Urso
Fb CELIACHIA Sicilia
beatrice rendani
20 agosto 2010 alle ore 16:27Ho 39 anni e sono celiaca dalla nascita.
I primi anni era una tragedia riuscire a nutrirsi perchè esisteva solo una specie di pasta e una pappetta tipo farina. Oggi c'è di tutto, ma le farmacie se ne approfittano (per non dire dei vari negozi nati apposta per celiaci). I prodotti salvavita sono solo pane e pasta, il resto se lo vuoi LO PAGHI E CARO. Nel Lazio la mia Usl mi dà 12 buoni da 99,00 euro per gli uomini 135 euro (mangiano di più, pare).
Impossibile invece a lavoro USUFRUIRE DI UN PASTO CELIACO, la legge del luglio 2005 parla di enti pubblici, tutti gli altri si attaccano!!
Imposibile anche trovare prodotti vegani o vegetariani per celiaci.
Salvatore Santoro
30 agosto 2010 alle ore 15:28Cara Cinzia sono un farmacista (ovviamente non titolare) e sono d'accordo con te nell'affermare che la gestione dei prodotti alimentari privi di glutine è alquanto anomala soprattutto per il fatto che a differenza di altri prodotti, quali i presidi per i diabetici, non hanno un prezzo regionale imposto per cui ognuno pratica il prezzo che meglio ritiene ed ecco perchè un chilo di pasta può anche costare 6 euro o più...il tutto dipende dal prezzo al pubblico che la farmacia stabilisce.Direi che si tratta di una speculazione ignobile e ingiustificata.
ELEANA LURAGHI
28 settembre 2010 alle ore 15:51Ciao Mio papà è celiaco da 5 anni, l'asl gli passa 96,00 . Pasta e pane in farmacia costano parecchio.. Le farmacie si approfittano.. dovrebbero abbassare i prezzi.. E i politici cosa fanno...Nulla!
hari atma
12 ottobre 2010 alle ore 15:02Cara Cinzia, ci vuole veramente tanto coraggio per riuscire a mandar giù i prodotti che vengono "pubblicizzati" dalle farmacie, a prezzi da "sceicchi"!! A volte mi viene talmente tanta rabbia che prenderei una mazza ferrata e la darei in testa a tutti quegli imbecilli che "giocano" con la salute altrui! Ogni tanto è necessario "alzare un po' la voce" per essere "ascoltati"!
Un caro saluto
Hari
roberto romani
22 aprile 2012 alle ore 09:04Salve a tutti, sono un farmacista titolare, (spero di non attirare le vostre ire ), sono pienamente d'accordo con gli utenti riguardo i prezzi abnormi dei prodotti senza glutine, ma vorrei fare un minimo di chiarezza. Il prezzo di tali prodotti è fissato da un prontuario nazionale , alla stessa stregua dei medicinali. Tale prezzo ovviamente non è imposto , ma lo sconto che le ditte riservano alle farmacie di solito non supera il 25% che considerando le montagne di prodotti che si è costretti a buttare per la rapidissima deperibilità, il costo del personale (senza nulla togliere allo scaffale, penso che un professionista sia sempre meglio), e le tasse che le farmacie pagano fino all'ultimo mentre le varie coop.......,non è altro che un servizio che si mette a disposizione e di sicuro non è molto remunerativo. Inoltre spesso le differenze tra marche e prodotti e conseguentemente costi ci sono.Secondo le leggi vigenti il marchio della spiga barrata ossia s/glutine si può mettere a patto che il tasso di glutine sia inferiore ad quantitativo X, ciò non significa che sia TOTALMENTE privo di glutine, pertanto prodotti certificati e garantiti SENZA glutine ( e quindi inseriti nelle liste del ministero come rimborsabili ) ovviamente hanno costi più elevati.Inoltre una cosa che mi ha fatto riflettere è stata la denuncia seguita da condanna a carico " del commesso"( sicuramente lui aveva tutto l'interesse a farlo???? ) di un supermarket di Grosseto dove si facevano offerte sulla pasta s/ glutine ma in realtà era pasta normalissima.Disponibile a qualasiasi confronto.a presto
roberto romanis
22 aprile 2012 alle ore 15:22"Salve a tutti, sono un farmacista titolare, sono pienamente d'accordo con gli utenti riguardo i prezzi
abnormi dei prodotti senza glutine, ma vorrei fare un minimo di chiarezza.
Il prezzo di tali prodotti è fissato da un prontuario nazionale , alla
stessa stregua dei medicinali. Tale prezzo ovviamente non è imposto , ma lo
sconto che le ditte riservano alle farmacie di solito non supera il 25% che
considerando le montagne di prodotti che si è costretti a buttare per la
rapidissima deperibilità, il costo del personale (senza nulla togliere allo
scaffale, penso che un professionista sia sempre meglio), e le tasse che le
farmacie pagano fino all'ultimo mentre le varie coop.......,non è altro
che un servizio che si mette a disposizione e di sicuro non è molto
remunerativo. Inoltre spesso le differenze tra marche e prodotti e
conseguentemente costi ci sono.Secondo le leggi vigenti il marchio della
spiga barrata ossia s/glutine si può mettere a patto che il tasso di
glutine sia inferiore ad quantitativo X, ciò non significa che sia
TOTALMENTE privo di glutine, pertanto prodotti certificati e garantiti
SENZA glutine ( e quindi inseriti nelle liste del ministero come
rimborsabili ) ovviamente hanno costi più elevati.Inoltre una cosa che mi
ha fatto riflettere è stata la denuncia seguita da condanna a carico " del
commesso"( sicuramente lui aveva tutto l'interesse a farlo???? ) di un
supermarket di Grosseto dove si facevano offerte sulla pasta s/ glutine ma
in realtà era pasta normalissima.Disponibile a qualasiasi confronto.a
presto
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Salvatore bata
19 giugno 2014 alle ore 13:38É vergognoso per i prezzi così alti, bisogna fare qualcosa