INPS: primo consiglio: "Ogni euro risparmiato è un euro guadagnato".
"Sono una ragazza neolaureata in Giurisprudenza. Sono andata a chiedere il riscatto degli anni di laurea all'INPS e lo stesso commesso mi ha sconsigliato di versare la modica cifra di ben 5.000 euro x ogni anno. Sinceramente pensavo molto meno, ma al di là di questo, versare 20.000 per una pensione che forse non vedrò mai e aiutare lo Stato a pagare le pensioni di chi oggi di pensioni ne prende 2, beh questo proprio no." Valentina Felici

INPS: consiglio numero uno
3 luglio 2010 alle ore 20:01•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (39)
Renzo Coscia
3 luglio 2010 alle ore 20:25bella copia (uff!)
Sconsiglio vivamente il riscatto dei contributi degli anni universitarti.Le mie colleghe che lo avevano fatto, sborsando una barca di quattrini, per andare in pensione prima, si sono accorte che tutto è stato vanificato con l'adeguamento a 65 anni come ha preteso sta merda di Europa,e ora si trovano con una media di 15mila euro in tasca in meno e 5 anni in più da lavorare, in questi lerci posti di lavoro e con il rischio che la mafia parlamentare usi continuamente l'elevamento dell'età pensionabile come un'arma di ricatto contro il popolo che li schifa.
manuela bellandi
3 luglio 2010 alle ore 20:45allora sei molto male informato...l'europa ha solo sancito che le pensioni di donne ed uomini devono essere PARIFICATE, non che sevono maturare a 65 anni.
ti è chiaro?
tutto il resto è PROPAGANDA di questo governo fallimentare
Renzo Coscia
4 luglio 2010 alle ore 09:19Avrei risposto volentieri se tu non avessi tenuto un tono sobrio e meno arrogante.Vedi Berlusconi ovunque e questo non può che far male alla tua psiche e ai tuoi sogni di rivoluzione contro di lui.
Inoltre ti faccio presente che non ho più l'età per cedere alla propaganda di chicchessia...ivi compresa quella di Grillo.
Ti auguro una buona domenica.
manuela bellandi
3 luglio 2010 alle ore 20:41 FARE CONFLUIRE NELL'INPS GLI ENTI PREVIDENZIALI DI:
MAGISTRATI
GIORNALISTI
MILITARI
POLITICI
carlo ruberto
3 luglio 2010 alle ore 22:22Con un lavoro da ricercatore quale ho, 25 mila euro per riscattare i 5 anni di studi li troverò quando mi daranno la liquidazione, ma siccome la pensione non la vedrò mai mi sto già rassegnando a lavorare finche la morte non mi bussa alla porta. Altrimenti potrei entrare in politica e lavorare un paio d'anni, poi sarei a posto per una vita..
http://carloruberto.blogspot.com/
marco t.
3 luglio 2010 alle ore 22:54...e se non ricordo male,
vogliono i soldi senza interessi ma versati tutti entro 4 anni e, nel caso uno rifiuti di accettare la domanda, ha solo un' altra possibilità di ripresentarla.
la funzionaria mi consigliò di comprarmi un box e affittarlo !
alvisea fossa
3 luglio 2010 alle ore 23:32CIAO BEPPE
LUNICA SOLUZIONE, NEMMENO UN EURO ALL'INPS, CHE MUOIA ASSIEME HAI SUOI PARASSITI!!!!!!!
ALVISE
Riccardo P.
4 luglio 2010 alle ore 01:43l'INPS ha una quota di partecipazione nella banca d'Italia quindi nell'emissione di moneta.
Sarebbe sufficiente estendere queste quote per coprire gli interessi pubblici e dello stato sociale e non le tasche dei banchieri privati col naso adunco.
FABER C.
4 luglio 2010 alle ore 07:31Visto che è uno dei pochi enti pubblici che sembra non sia in rosso, forse ci andrei piano a sparare contro L'inps.
Anzi secondo me visto che le pensione sono fondamentali per i lavoratori che durante la loro vita lavorativa non è che accumulano fortune come molti imprenditori o commerciati, spesso grazie al fatto che non pagano tutte le tasse. Bisogna difendere l'INPS dagli assalti della politica che come si sa ha il vizietto di spremere gli enti pubblici fino al quasi collasso.
Prima di tutto si dovrebbero ridurre le pensioni d'oro, è assurdo che si paghino pensioni di 2000 3000 mila euro a ex dirigenti del caiser della pubblica amministrazione, quando un nuovo assunto fa fatica a guadagnare 1000 euro.
Impedire di utilizzare i contratti a progetto in settori in cui è chiaro che vengono utilizzati solo per pagare meno contributi inps, tipo ad esempio molte cooperative dove vivo stanno utilizzando questi contratti in modo improprio.
francesco zaffuto
4 luglio 2010 alle ore 08:03Occhio! Il ridimensionamento dell'INPS come istituto pubblico e il decollo dei fondi privati sono stati i punti cardini dell'ultima fregatura.
Come prima domanda occorre chiederci: se vogliamo la pensione come istituto di solidarietà sociale o se siamo per l'ognuno pensi per sé?
A mio avviso la pensione deve essere solo pubblica: una prima fetta di pensione, la cosiddetta minima da assicurare a tutti i vecchi, perchè l vecchiaia è un problema sociale, deve derivare dalla fiscalità sociale, in poche parole dalle stesse imposte che in vario modo si pagano. Questa fetta di pensione minima di sopravvivenza va data a tutti (dico tutti), indipendentemente dai contributi versati.
La seconda fetta deve derivare dalla contibuzione obbligatoria nei periodi di lavoro; sempre con il criterio della solidarietà e per costruire una pensione dignitosa ai lavoratori e non super pensioni per pochi.
La pensione deve essere una sola e costruita da queste due parti di solidarietà sociale e deve essere pubblica.
Gli anni di università, quelli necessari ed espressamente richiesti per accedere ad un lavoro, fanno parte dei requisiti del lavoro stesso, sono anni di fatica non retribuita e a mio avviso debbono essere coperti ai fini contributivi e non debbono comportare un esborso per il lavoratore.
Altre forme di risparmio privato, che possono anche essere incentivate, non si possono considerare come pensione e vanno lasciate al regime assicurativo privato.
francesco zaffuto www.lacrisi2009.com
michele serra
4 luglio 2010 alle ore 10:08non c'e' alcuna magia dietro l'inps, tu versi e dopo tot anni riai indietro il capitale rivalutato, esiste un surplus dovuto alle persone decedute nel frattempo. Il problema e' che i soldi versati se li sono mangiati gia' tutti da tempo e adesso l'inps e' diventato uno schema di ponzi, le nuove generazioni versano per le vecchie. Purtroppo la storia insegna che gli schemi di ponzi sono destinati a collassare.. tutti. Il punto di rottura e' causato dal calo demografico e l'invecchiamento della popolazione , all'inps hanno gia' calcolato il breakdown che sta spingendo il governo a modificare le regole (piu' di 40 anni di contributi) in modo da passare la patata bollente ai nuovi governi.
Prendete un abaco e fate due conti, scoprirete che se siete abbastanza giovani la pensione non potrete "matematicamente" prenderla mai a meno di una crescita infinita della popolazione e dei posti di lavoro.
Riccardo P.
4 luglio 2010 alle ore 11:53questo post è un spot per la previdenza privata.
Invece di auspicare un rimodellamento per garantire una pensione dignitosa ai giovani si dice di non versare nulla all'INPS col risultato di farla collassare.
Complimenti Grillo... dopo aver sfasciato la sinistra consigliando il non voto ora ti accanisci pure sugli enti di previdenza pubblica... ah ma dimenticavo... tanto tu sei un milionario e hai pronta la casa in Svizzera.
giuseppe di cristo
4 luglio 2010 alle ore 12:01Se c'è un messaggio che questo governo manda ai cittadini è che guadagnare illecitamente PREMIA .
Matteo Pietri
4 luglio 2010 alle ore 13:42No questo non è un post pro pensione privata, ma un monitor a svegliarci e non farci prender per il ...
Personalmente io lascerei stare anche le pensioni private e metterei da parte i soldi in autonomia ... senza cedere alla tentazione di usarli per cose futili.
Le pensioni private o pubbliche che si vuole sono un mezzo per far guadagnare una terza parte, meglio guadagnare noi mettendo da parte un pochino tutti i giorni o investendo i soldi in un qualcosa che non sia rischioso, per affrontare la nostra vecchiaia o lasciare qualcosa ai nostri figli per pagare i nostri debiti se uno se ne va prima ... in questo caso la pensione la "perderemo tutta" se si può dire così
Poi vedere che così tanta gente crede alle balle di Berlusconi e a tutti le tecniche comunicative (che dovrebbero essere un minimo conosciute in un paese "istruito") per prenderci per il culo e per il lavaggio del cervello di massa mi fa proprio credere che una massa d'ignoranti come gli Italiani se lo meritano un dittatore.
Pensare che nel resto del mondo un minimo democratico si chiedono e cercano di capire come facciamo a credergli, forse nel loro piano di studio c'è un minimo d'istruzione comunicativa e sanno la regola minimo elementare che se uno ti martella con un discorso che la prima volta ti sembrava una stronzata è che è una stronzata !!, ma martellare e dire che tutti pensano così (anche se non è vero) è solo una tecnica per convincere la massa dei pecoroni a seguirlo.
Vedi: il nucleare, la legge sulle intercettazioni (che è già vietato pubblicarle se sono private) ma in reltà vogliono la censura, il farci credere che esistano lobbi di giornalisti, magistrati, ...., tutta gente che fa solo il loro lavoro (il "buono" deve avere un nemico) ... speriamo che Fini sia un minimo onesto e ci salvi, ma ci sono ancora molte ombre sul suo operato ... almeno sembra credere nella giustizia come la destra dovrebbe è la sinistra che di solito è buonista con i criminali, ma l'ideologia non centra
shelley keats
4 luglio 2010 alle ore 20:39Matteo P : sono pienamente d'accordo con te in merito alla copertura di contributi 'volontari' e dintormi davvero esosi.
Per quel che concerne i risparmi dove è finito pietro rolla l'indipendente broker ?
paolo diamante
4 luglio 2010 alle ore 15:53Cara e, per tua fortuna, giovane Amica, con venti mila euro compri al massimo un'automobile che il primo sciocco che passa ti graffia con una chiave. Guarda che gli anni passano velocissimi e ti ritrovi con la voglia di andar via e l'impossibilità di farlo perchè ti mancano 4 schifosi anni di contributi. Tu fa' come vuoi, ma, da vecchio sessantenne - ancora in attività - ti do un consiglio: se hai quei soldi compraci un oggetto d'arte ( mobile, tappeto persiano, argenteria antica, stampa - non una crosta da televendita -): ti farà bella la casa, te lo godrai a lungo, lo lasci ai tuoi figli / te lo vendi se hai bisogno.
Ciao e tieni duro!
Prudentissimo
Gentile Franco
4 luglio 2010 alle ore 18:38Sono laureato in medicina da 18 anni e non ho mai chiesto il riscatto di laurea (6 anni) e specializzazione (5 anni) all'inizio per mancanza di informazione e poi per "timore". Possibile che queste cose non possano essere automatiche e più agevolate?
E poi con i soldi (che non ho: stipendio ospedaliero 10 anni di anzianità= 2400 euro)da versare allo stato per 11 anni conviene forse investire in un fondo.
Per non parlare poi delle varie associazioni di consumatori che speculano sulle cause di richiesta di alcuni diritti passati ma facendo persino pagare le telefonate di delucidazioni a tariffe incredibili e giocando sulle attese in linea.
roby f.
4 luglio 2010 alle ore 19:39Se eri stato eletto in parlamento e c'eri stato anche un paio di giorni di conveniva...ti pagavi i contributi volontari e poi avreste avuto riconosciuta una pensione minima come parlamentare per una legislatura........
Invece hai studiato, ti sei impegnato, hai sostenuto delle spese, penso non indifferenti...e quanto altro impegno per formare un Medico..ma anche un Infermiere...o sbaglio.....e questi invece di riconoscere l'impegno, i costi sostenuti, dovresti spendere altri soldi..magari per fare la pensione a qualche onorevole o consigliere regionale....lascia perde...non siamo in mano di questa gente,.....
Claudio Leone
4 luglio 2010 alle ore 20:26ho fatto n tentativi per riscattare anche io quegli anni e il personale preposto mi ha trattato come se mi stessero facendo un favore, hanno perso le mie pratiche e sinceramente credo che sti soldi me li terrò, mi fanno comodo adesso
Mario Gasparin
4 luglio 2010 alle ore 21:48Salve, volevo comunicare che il riscatto degli anni di laurea dal 2000 o 2001 è interamente detraibile dalle tasse (oneri detraibili) e quindi quei soldi, o in tasse o in riscatto, bisogna tirarli fuori... meglio quindi riscattarsi 4 o 6 anni a costo praticamente zero...
g.r.m
4 luglio 2010 alle ore 23:27A proposito di inps gradirei sapere qual è l'iter di presentazione della domanda di invalidità civile o di accompagnamento o di riconoscimento della 104. Che io sappia si va dal medico curante, gli si fa redigere il certificato on line che viene inviato all'inps chiedendone anche il cartaceo e poi l'inps lo invia alla commissione medica di competenza. E fin qui ci siamo. Ma perché il cartaceo lo si deve per forza consegnare ad un patronato ( gestito da sindacati ) e non lo si può portare personalmente al protocollo dell'ufficio invalidi civili del distretto sanitario di appartenenza? Perché deve necessariamente passare attraverso un patronato. E dove finisce la privacy ? io non so se dalle altre parti d'italia si fa così ma dalle mie parti è un atto dovuto. Se la pratica passa attraverso un patronato ( a mio avviso cosa inutile ) lo stesso percepisce contributi dai vari enti statali. Che sia questa la ragione? Per non parlare che gli stessi patronati consigliano sempre di inoltrare domande per malattie che non sono nemmeno percentualizzabili perché non tabellate forse per ottenere sempre i famosi contributi impegnando così, con ulteriore spese a carico dei cittadini, le commissioni a trattare patologie non degne di tale nome. E l'inps di tutto questo è a conoscenza? I vari ministeri sanno come veramente vanno risparmiati i soldi o ci sono categorie per le quali si può o si " deve "chiudere un occhio.
Antonello .
5 luglio 2010 alle ore 00:02Caro Beppe,vedo che ormai anche tu fai parte(purtroppo) del coro che da destra a sinistra sulle pensioni mette contro i giovani e gli anziani, secondo il cliché che questi avrebbero le pensioni pagate dai giovani. Penso che sia ora che questa mistificazione che fa comodo a tutti e soprattutto ai politicanti di ogni risma abbia fine. Io per oltre 40 anni ho pagato e sto pagando con le trattenute sullo stipendio la mia pensione (che se non sbaglio si chiama "salario differito") e penso di averne sacrosanto diritto. Chi ha fatto si che esista un deficit nella fiscalità generale e quindi negli enti previdenziali sono i politici, caro Beppe, quelli tanto per intenderci che dopo 2 anni e mezzo da parlamentare al compimento di 50 (conquanta anni) percepiscono e percepiranno 3000,00 euro come pensione minima. Ancora le baby pensioni. Ancora gli emolumenti ai grand commis di stato e regionali ( come quel siciliano che guadagna più del presidente USA) sino al barbiere di palazzo Madama pagato quanto un ministro americano.Questi privilegi hanno condotto all' attuale sfascio e non gli anziani. Questa mistificazione è pericolosa in quanto i giovani per temperamento sono portati a credere a chi più li stimola nelle loro pulsioni non sempre improntate a ragionare, divenendo vittime e strumenti di furboni che se tu hai notato il più spesso se non sempre sono dei vecchi o ultra vecchi, che sbraitano "largo ai giovani" (quali? i ventenni, i trentenni, i quarantenni?) ma hanno sempre il culo attaccato alla poltrona. Con immutata stima.
Lynna P.
5 luglio 2010 alle ore 01:10Eh, facile parlare così. I tempi son cambiati. Non siamo piu' negli anni'50-'60-'70.
All'epoca si poteva ancora ragionare così perché c'era una piccola speranza di poter arrivare fino al 2000 e sopravvivere con la "pensione versata". Oggi non sappiamo cosa ci succederà domani e dovremmo pure rinunciare a quel poco sacrificandolo per una pensione che non avremo mai???
Meglio un giorno da leoni che 100 da pecore: meglio tenerci i soldi che buttarli via per pagarvi le vostre pensioni.
roby f.
5 luglio 2010 alle ore 08:05Si ma siete peggio delle uova sode..più cuocete e più diventate duri....Peppe si riferisce al fatto che i giovani di oggi non avranno una pensione in futuro e oltretutto, qualora riuscissero a sopravvivere, ci andrebebro in uno stato di vecchiaia avanzato(tipo davanti al cimitero) e non volete rendervi conto, che oggi non è solo a rsischio la pensione dei "giovani"..ma anche la vostra...per questo i pensionati si devono svegliare, perchè il sangue da una rapa non si può levare....come dire uomo avvisato..mezzo salvato...non crediate di essere in una botte di ferro..fareste un errore clamoroso....
Davide Mastromauro
5 luglio 2010 alle ore 09:12Concordo con quando suddetto, inoltre, "prima" si andava in pensione con il sistema retributivo che vedeva spesso l'artigiano fare il "furbetto" lasciando l'attività in mano al figlio, parente o successore facendosi però assumere quale dipendente 5-6-7 anni prima di andarsene in pensione. Così al momento giusto avrebbe percepito ben oltre quello che gli sarebbe spettato dopo 30 anni di versamenti da artigiano al minimo per legge (credo fossero 150.000£ negli anni '90). Al contrario c'erano gli operai che per anni hanno versato quanto richiesto dallo stato e magari sul finire dei loro hanni di lavoro, perdevano l'impiego, finendo così ad avere una pensione più bassa di quanto spettante. Noi giovani, e meno giovani, che lavoriamo oggi andremo in pensione con sistema contributivo. QUindi, tanto versi realmente, tanto prenderai poi un domani. E se vogliamo controllare, quanto versato e quanto prederemmo "oggi" basta andare sul sito dell' INPS e verificare di persona. Se non si è contenti dello sviluppo della propria pensione esiston le pensioni integrative, anche 50 al mese, per cominciare, è cmq un buon salvadanaio.
roby f.
5 luglio 2010 alle ore 16:08No ti sbagli, negli anni '90 il calcolo dei contributi avveniva su un minimo di reddito imposto dal L'inps e se ricordo bene era intorno ai 15.000.000£...poi si doveva pagare la tassa sulla salute, dichiarata più volte incostituzionale, poi i governi dell'epoca misero la minimun tax...
Inoltre se ritardi i versamenti di applicano percentuali da strozzini minimo il 30%....ora che i comemrcianti e gli artigiani si stanno estinguendo...sono curioso di vedere chi pagherà i contributi....i precari? piuttosto dovrebbe sapere che fino a qualche hanno fa gli extracomunitari che lavoravano in italia poteva riscattare i contributi versati...quindi contribuivono...si un par di palle...quando proprio la sinistra metteva in risalto e i sindacati mettevano in risalto che queste persone contribuivano alle casse dell'inps...penso che oggi non è più possibile,poi si potrebbe parlare dei congiungimenti dei familiari degli extracomunitari che facevano venire qua i parenti tipo genitori e dopo 10 anni ottenuta la cittadinanza presentavano richiesta di pensione sociale.....il che inizio a creare allarme all'inps...oggi siamo qui a discutere se darli la cittadinanza dopo 5 anni...così ve ne accorgerete....altro che commercianti e artigiani che facevano i furbetti.....
Domenico Ippolito
5 luglio 2010 alle ore 10:27INPS o non INPS, questo è il problema! Ci sono molti indecisi, tranne fra i politici i quali hanno la vita più facile, anche perché le dacilitazioni se le creano!, su come comportarsi in questa jungla disseminata di trappole nascoste in finte capanne protettive. E poi vedo questa sciocca contrapposizione fra giovani e vecchi. Prima di tutto, chi oggi prende una pensione INPS che gli permette di condurre una vita che lo porti a fine mese con dignità, certo non di scialare, se l'è conquistata con anni di lavoro, quindi chiederei un po' di rispetto. Poi, piacerebbe anche a me capire come muovermi, se conviene o meno riscattare la laurea. Mi riferisco a quella di mio figlio. Mio padre mi ha fatto capire cosa vuol dire prevenzione e oggi anch'io dovrei (dico dovrei perché dopo mesi sono ancora in attesa di capire quando e quanto mi arriverà di pensione, dopo aver compiuto 40 anni di lavoro il 30 novembre 2009... tocco ferro e mi gratto qualcosa da solo - anche se ai nostri policiti farebbe piacere che qualcuno togliesse il disturbo così presto! -, ma purtroppo potrei anche non vivere a lungo e NON prendere tutto, come ha scritto qualcuno), dicevo dovrei prendere indietro qualcosa di quello che ho GIA' versato. Allo stesso modo, sto cercando di trasmettere a mio figlio (ma lo capisce da solo) l'idea dell'importanza della prevenzione. Il punto è: conviene pagare così tanti soldi per ogni anno di università? La vita di un giovane oggi già è difficile, anche quella di chi come lui ha un lavoso stabile (figuriamoci altri!), perché metterli davanti ad un sacrificio ulteriore senza avere neppure la certezza che pagare oggi potrà servire domani, almeno a lasciare il lavoro prima di andarci col bastone accompagnato dai nipoti?! Paghi più o meno 20.000 euro per 4 anni oggi e poi ti cambiano le carte in tavola (io stesso ho dovuto lavorare 5 anni in più "in corso d'opera"!) e in pensione non vai più! Un po' di chiarezza non farebbe male. Domenico Ippolito
roby f.
5 luglio 2010 alle ore 15:52Ma..la cosa mi sembra molto chiara, non da adito a dubbi...igiovani e meno giovani ad oggi devono lavorare di più 5 anni in termini di versamenti e non di età che comunque ora la massima è di 65 anni...quindi per ottenere"forse un 60% dell'ultima retribuzzione occorre versare almeno 40 anni di contributi.stop
poniamo che uno acceda al mondo del lavoro a 30..faccia due conti e vedrà che se raggiungerà la meta, di 40 anni di contributi, calcolati sulla retribuzione complessiva..e qui c'è il trucco..otterrà la pensione..quindi, salvo imprevisti avrà 70 anni di età...ora fra 70 anni,un povero operaio,lo raccatti con il cucchiaino, sicuramente avrà degli acciacchi...probabilemnte...l'azienda li farà di regalo un bel CAPPOTTINO di PINO.....come addio da lavoro.
Io non so che lavoro fa lei....ma converrà che una persona di una certa età non può più sostenere ritmi di lavoro pesanti...immagini un 70enne al volante di un TIR..magari che viaggia da 7-8 ore...dia retta con 20000 euro ci compra un garge vedrà che rende di più....
Steven B.
5 luglio 2010 alle ore 19:23L'età pensionabile andrebbe RIDOTTA: si libererebbero posti di lavoro a favore di disoccupati più o meno giovani, e allo stato non costerebbe in quanto la pensione ce la maturiamo con le trattenute sugli stipendi (almeno in teoria, purtroppo invece sappiamo fin troppo bene che fine fanno i nostri soldi...)
roby f.
6 luglio 2010 alle ore 09:06Un alternativa c'è....ma non ne vogliono sentir parlare, ne i sindacati ne i politici ne gli imprenditori.....è la riduzione dell'orario di lavoro da 8 ore a 6 ore....(visto che la contribuzione massima è stata portata a 40 anni invece che 35)questo era il minimo che dovevano fare...invece degli scalini scalette e scaloni....invece no, anzi ora meditano di portare l'età pensionabile a 70 anni....
Paolo Palmieri
6 luglio 2010 alle ore 16:49non mi sorprende che il commesso ti abbia sconsigliato di pagare ora. Gli hai chiesto quanto ti costera' riscattare gli anni di laurea, se vorrai farlo, tra 10 o 15 anni? Cinque volte tanto.
mario b.
6 luglio 2010 alle ore 19:31Se un ragazzo di circa venti anni, intende intraprendere una attività in proprio, incontra i seguenti ostacoli:
1) deve iniziare a pagare l'INPS prima ancora di iniziare a guadagnare, e come k...o fa'?
2) se va in banca e (per pagare le suddette tasse) chiede del credito, se gli va mooolto bene, (e non ha un papi ricco che garantisca) gli ridono solo in faccia, se gli va male lo cacciano a pedate.
3)Poi arriva il FISCO che dice ( con gli studi di settore...) quanto DEVE guadagnare e su tale (arbitrario) importo pagarci dal 20 al 30 % di tasse...
4) Viene coperto di insulti da tutti i "lavoratori dipendenti" che invece, loro si che le tasse le pagano, non pensando al privilegio che hanno di avere un posto fisso e di ricevere tutti i mesi soldi AL NETTO DELLE TASSE perchè qualcuno ha già pèrovveduto a Calcolare, pagare un commercialista esperto in paghe, perchè non è facilissimo sapere quante tasse si devon pagar ecc. ecc.
5) se sbaglia una cavolata, oltre ad essere accusato di essere un evasore fiscale, l'ufficio delle entrate manda una serie di avvisi minatori, nonchè dei foschi personaggi detti "ispettori" che si accampano sul pianerottolo del condominio per fare pagare il dovuto aumentato da interessi di mora che, di norma, sono 30 o 40 volte l'imposta che avrebbe dovuto pagare.
6) poi arriva la SESTRI, e su questa mi piacerebbe che Beppe facesse delle indagini, visto che può, ad esempio, quanti Leghisti ci sono nel consiglio di amministrazione ?
A questo punto meglio fare il precario...
Ma se nessuno che abbia delle idee può intraprendere una attività, dove diavolo lo trovano quelli che vogliono fare gli impiegati?
Qualcuno mi risponda...!
mario grillo
11 luglio 2010 alle ore 14:58gent.mo signore, lei purtroppo ha ragione per quanto riguarda la libera impresa e i relativi contributi obbligatori.per quanto riguarda il mio modesto parere, si dovrebbe lasciare libertà agli imprenditori, di aderire o non aderirire al fondo inps. il suddetto ente è una mutua associazione di dipendenti, che con i loro contributi, conferiscono all'ente un carattere sociale. i lavoratori pensionati, che ho conosciuto nei quattro decenni passati avevano acquisito una dignità economica, che confluiva nelle famiglie. E' stato un processo di civiltà da poco conquistato. la confindustria, i poteri economici, sparano sempre a zero sull'inps. Si è mai chiesto come mai?
siccome l'inps la paghiamo noi lavoratori, il suddetto ente dovrebbe pubblicare ogni anno il rendiconto della sua attività e non dovrebbe avere nessuna influenza da parte del governo. le regole di pensionamento (fatto salve alcune eccezioni di lavori usuranti)e va stabilito un tetto max. al mese, (per esempio 2000 euro)chi si aspetta di piu' si farà una pensione integrativa. (solo in questo caso è giustificato, questo tipo di integrazione. spero di aver dato un contributo alla discussione in atto, un caloroso saluto a voi tutti del blog. mario
Francesco Caserta
7 luglio 2010 alle ore 09:21credo che si debbano organizzare delle manifestazioni x sensibilizzare l'opinione pubblica, e cercare di ridicolizzare coloro che tanto chiedono sacrifici, ma che ben si guardano dal farne loro.
daniele ardeatina
10 luglio 2010 alle ore 17:45brava ....finalmente qualcuno che capisce!!!!!
Andrea Canevazzi
8 settembre 2010 alle ore 20:03ma il problema non è solo come farà lo stato a pagare le pensioni a chi le versa, perchè magari ce la farà, vendendo monumenti, con scudi fiscali per rientro di capitali, con condoni edilizi, etc
il problema è anche per quelle persone a cui in automatico non viene riconosciuto il diritto di ricevere la pensione che ha versato.
mi spiego meglio. se a un giovane "libero professionista", vedi me, che guadagna fondamentalmente da un contratto di "consulenza" (in realtà una specie di contratto a giornata da bracciante senza nessuna copertura in caso di malattia etc)viene offerto un lavoro a tempo indeterminato l'azienda che lo assume paga i contributi all'inps; se dopo tot anni decide di licenziarsi per riprendere la libera professione, quei soldi non confluiscono nella sua pensione da libero professionista ma semplicemente gli vengono rubati!
come per altro non vengono restituiti i soldi versati alla gestione separata per lavoratori parasubordinati prima di passare l'esame di stato!
Alberto Frassi
7 novembre 2010 alle ore 09:32Forse i tuoi soldi serviranno a pagare il nuovo sito internet dell'inps, se sito sarà, in tanto stanno pagando tutta la pubblicità per i banner che oggi ho visto su più famosi portali italiani. Albero Frassi
Alessia Zabai
1 marzo 2013 alle ore 11:06Ciao Beppe, anch'io vorrei fare un'appello a te perchè spero riuscirai davvero a cambiare le cose in Italia (è quello che ci auguriamo tutti).
Anche la mia situazione lavorativa è difficile. La percentuale che per ogni fattura devo versare all'INPS (e che non vedrò mai, questo si sa).
Mi chiedo ma è possibilie che un libero professionista/piccola azienda che fattura 10.000euro l'anno debba versarne 2.700 all'INPS???? è veramente uno scempio, il 27% è una percentuale troppo alta!!!
Io e molti miei colleghi siamo in questa situazione, chidiamo se fosse possibile arrivare ad un'accordo con l'INPS per cui la percentuale possa andare crescendo in base al fatturato. Partendo da un 10% per i "lavoratori piccoli"(come me) per poi salire progressivamente ed arrivare al 27% per chi fattura 100.000 euro l'anno.
Spero tu possa capire il mio disagio e quello di molti altri come me.
Siamo tutti con te, salvaci!
Alessia Zabai
1 marzo 2013 alle ore 11:29E poi sarebbe davvero da cambiare la legge che obbliga i lavoratori ad iscriversi all'INPS, rendendo libera la scelta di poter scelgiere di farsi una pensione o fondo pensionistico privato (non statale).
Il libero arbitrio..