Nei paesi c'erano una volta il municipio, la chiesa e la farmacia. Da alcuni anni si è aggiunto il supermercato. Paesi che distano tra loro 2/3 km hanno comunque il loro supermercato, talvolta anche l'iper. I Comuni incassano gli oneri di urbanizzazione, l'ICI e la benedizione delle multinazionali della grande distribuzione. Il prete benedice spesso l'apertura. Le piccole attività di produzione locale: miele, latte, formaggi, carne eccetera falliscono. I piccoli negozi chiudono. A chi serve la distruzione del tessuto sociale delle comunità e delle piccole economie locali? Alla catastrofe con ottimismo.
"E pensare che negli USA la tendenza adesso inizia ad invertirsi, hanno già chiuso più di 200 centri commerciali; c'è troppa concorrenza, le persone prima di acquistare valutano bene ed acquistano beni di prima necessità. Che avvenga anche in Italia? Sarebbe una speranza per le piccole attività commerciali soprattutto dei paesini. Speriamo in bene." Sabina M.

Il virus dei supermercati
28 luglio 2010 alle ore 23:10•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (78)
manuela bellandi
28 luglio 2010 alle ore 23:34stavo guardando lo stesso video in un 'altra versione, su you tube ^_^
Celestini è un grande
alvisea fossa
29 luglio 2010 alle ore 00:19CIAO BEPPE
SAREBBE UNA BELLEZZA TORNARE A I NEGOZI PICCOLI DI ALIMENTARI COME UNA VOLTA, E NATURALMENTE GLI AMERICANI SONO SEMPRE PIU' DIFRONTE,ANZI AVANTI A NOI,I CENTRI COMMERCIALI SI ESTINGUERANNO......COME I DINOSAURI
ALVISE
daniele l.
29 luglio 2010 alle ore 09:43Vedremo ... io dubito proprio... e anzi spero che si estinguano i piccoli esircizi..
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 11:41Si dai sarebbe una meraviglia, 2/3 ore per fare la spesa di 2/3 giorni, lo stipendi che finisce il 10 del mese (se fai attenzione), se cerchi un spezia messicana devi fare 30/40 Km in auto (che è ecologico). Litigare per avere lo scontrino, le tasse queste sconosciute... e kaz sarebbe davvero bello.....
P.S.
Fossi in te leggerei meglio l'articolo postato che nemmeno chi lo ha postato lo ha capito, guarda che in USA gli Iper NON stanno chiudendo, anzi, lì dice che WALLMART apre 350 nuovi punti vendita e che 30 piccoli supermercati solo alimentare stanno chiudendo!!!!
Prima di sparar fregnacce leggete ed informatevi cazzo!!!!!!!!!!!!!!
sandro petrini
29 luglio 2010 alle ore 00:46 SUPERMERCATI TRA GLOBALIZZAZIONE E CONTROLLO
DELLA MASSA
1963 compare in Italia il primo supermercato; tutto è a portata di mano in un modesto spazio. Qualche anno dopo cominciano a scomparire i mercati all'aperto con la vendita diretta del produttore, contadino, al consumatore. Oggi dei contadini rimane ben poco quasi quanto i mercati all'aperto rimasti. I supermarket ottimizzano i costi e sono centro di studi statistici su usi e consumi della popolazione e della sua gestione sempre più vicina all'ottica di gestione zootecnica, anche con pressione per l'applicazione delle modificazioni genetiche. La zuppa a cui si riferisce il bravo attore del video è un'industria chimico-farmaceutica; nessuno guarda gli ingredienti, ma c'è un trucco che vi svelo: più i caratteri con cui si riportano gli ingredienti sono piccoli, tanto che si stenta a leggere, e più il prodotto è schifoso. Evitate di mangiare la carne, il pesce e i prodotti animali in generale e farete del bene all'ambiente, a voi stessi e agli animali...Ricordate che la prima mega-macchina zootecnica che trasformava i maiali vivi in carne in scatola ha circa un secolo esattamente solo qualche anno in più del primo caso di virus da mucca pazza. Questo virus continua indisturbato ancora a uccidere, l'ultima vittima solo dieci giorni fa a Genova...eppure è un virus che almeno una volta si è trovato benedetto all' inaugurazione del supermercato; che volete di più? nella confezione c'è anche allegata l'estrema unzione.
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 00:54Celestini è senza dubbio un grande, ma la storia dei piccoli negozi meravigliosi, del c'era una volta tutto bello, il rapporto umano etc. etc. mi pare una storia da fata turchina e occhiali rosa.
Se non fossero arrivati gli iper il tenore di vita della maggior parte di noi (i poveracci) sarebbe quello di 20 anni fa, ovvero molto ma molto + basso, e comunque non ci volevamo tutti bene. Inoltre i bottegai di allora col kaz che ti facevano uno scontrino e la villa se la sono fatta, loro.
Vedi un pò se senza gli iper ci potevamo permettere certi alimentari, certa elettronica, etc.
Troppo consumismo? Certo che si! Ma questa è tutta un'altra storia che attiene ai modelli di sviluppo, non c'entra un piffero con i vecchi modelli di commercio al dettaglio.
Parliamo invece di vendite dirette dal produttore al consumatore, di prodotti etici, di cooperative di acquisto e di tutte quelle iniziative che, guarda caso, non temono la concorrenza degli iper ma anzi prosperano e, spesso, sono ricercate dagli iper stessi.
Lasciamo da parte ideologie e cattocomunismi vari, gli iper hanno fatto un gran bene al mercato e a tutti noi, fungono da filtro calmieratore dei prezzi, hanno i margini medi mostruosamente bassi e, udite udite, è una gran fregnaccia che fan chiudere i piccoli! Fan chiudere coloro che credono di poter fare impresa vivendo di rendite di posizione, che volevano e vorrebbero fare i bottegai seguendo il modello dei notai e dei farmacisti. Gli altri, quelli che sanno fare il loro mestiere, si aggiornano e si specializzano e sfruttano a loro vantaggio la differenza del servizio, l'afflusso, e le nuove abitudini d'acquisto e (ma dai?) prosperano!
Guardare il mondo con gli occhiali rosa e la margherita in bocca, utilizzando il babau di turno come capro espiatorio non è molto costruttivo!
Abbiamo già troppa gente che ci dovrebbe guidare che spara fregnacce a raffica e che prevalentemente non sa di cosa parla, noi cerchiamo di essere diversi! O almeno proviamoci....
matteo nonanta
29 luglio 2010 alle ore 07:31Caro Marco forse tanti commercianti di una volta,ma anche ora,si sono approfittati di certe situazioni...ma vorrei porti una questione perchè la coop sotto casa mia ha certi prezzi ,mentre l'ipercoop un po' piu' in là ,sempre con gli stessi prodotti,ha prezzi inferiori?mi vien da pensare che la povera vecchietta all'iper faccia fatica ad arrivare ed allora è meglio sinofonarla per bene...in quanto a qualità non ne parliamo..sabato mi faccio convincere ad andare al carrefour...37 euro di spesa di qualita' scadente,frutta e prodotti a marchio carrefour compresa!!
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 09:34Ciao Matteo,
è normale che punti vendita con dimensioni diverse abbiamo prezzi diversi, la struttura dei costi è diversa. Il fatto che abbiano la stessa insegna è ininfluente. La classificazione normalmente prevede i punti cosiddetti "di prossimità", tipo i dìxdì per capirci, i "super", tipo i GS o gli Esselunga ed infine gli Iper, i più grandi. E' ovvio che i prezzi medi che propongono sono diversi, la media prezzi è inversamente proporzionale rispetto alla dimensione.
Circa la qualità di norma all'interno degli iper si trova dal prodotto di fascia medio/alta a quello più economico. I prodotti a marchio sono pensati per offrire la qualità migliore rispetto al prezzo, sono estremamente controllati, ovvio che non possono offrire il top del top, perché devono posizionarsi a prezzi comunque competitivi rispetto al leader del segmento.
L'ortofrutta all'interno degli iper non eccelle quasi mai per qualità, in verità nemmeno per il prezzo, però ti offre di nirme una media di entrambi. Il modello di acquisto e la logistica dell'ortofrutta nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata) non permettono quella flessibilità che sarebbe necessaria per offrire sempre una qualità elevata, infatti ai mercati rionali, di norma, si trovano prezzi più competitivi e qualità + alta, ovviamente a patto di: 1) avere il tempo di andarci 2) saper scegliere 3) avere il tempo e la voglia di girare i vari banchi e comprare il meglio da ognuno. Io quando ho tempo lo faccio e mi diverto, ma non è un valore universale.
E comunque ribadisco, parlare del fruttivendolo del paesino come se fosse avvolto da un'aura dorata, gentile, onesto, che offre la qualità migliore a prezzi da regalo significa racontare favole ed offendere la propria, prima ancora dell'altrui, intelligenza.
I negozi di ortofrutta sl dettaglio sono proprio quelli che, se intelligenti, risentono meno, anzi spesso non risentono affatto, della concorrenza degli iper, ovviamente si specializzano, e non aspettiamoci certo prezzi da iper!
Giovanni Coa
29 luglio 2010 alle ore 00:55Ciao Beppe,
bhe ragazzo mio, come al solito in italia abbiamo la tecnologia avanzata, il commercio avanzato, l'agricoltura avanzata ... ma proprio nel senso di avanzata dagli altri, rimasta insomma.
Tutto quello che gli altri iniziano a buttare, noi lo prendiamo. I centri commerciali, gli impianti nucleari, i SUV, la TV via cavo(lo) ecc, le peggio porcate non ce le facciamo scappare anche perchè siamo proprio un popolo di pecoroni.
Sabato e domenica sono tutti al CENTRO COMMERCIALE. Anche quando fa caldo sono tutti lì a stare al fresco, come dice anche il loro presidente del(lo) (s)consiglio. Ormai il negozio sotto casa chi lo guarda più ? Meglio andare al centro commerciale, si trova di tutto, anche se il commesso che sta al reparto di salumi, il giorno prima vendeva sapone, tanto chissenefrega, sta lì solo per vendere, mica per fare due chiacchiere o consigliarmi.
La concorrenza che fanno poi è ovviamente sleale perchè il prezzo lo fa il centro commerciale, non il produttore e nemmeno il mercato, come dovrebbe essere in un paese capitalista. Il mercato non esiste per il centro commerciale, perchè costruiscono dove vogliono, basta ungere qualche assessore. Tengono aperto quanto vogliono, anche qui basta ungere. Hanno la copertura politica e se ne freagano dei consumatori, anzi li studiano come fossero delle formichine, come vendere meglio un prodotto, gli ortaggi e la frutta fanno messi in un certo modo perchè si vendono di più, ecc.
Le leggi del mercato esistono solo per le piccole realtà che non possono pagarsi l'assessore o il parlamentare di turno. In questa italietta funziona così, in tutti i campi. Non esistono leggi di mercato, ma leggi ad personam o aziendam.
Se fai parte di una CRICCA ci guadagni, altrimeti muori a 60 anni dopo che ti sei fatto un mazzo così perchè ti hanno costruito un inceneritore (per i pecoroni "termovalorizzatore") e ti è chiaramente venuto un cancretto a norma di legge.
Un abbraccio. Ti vogliamo bene.
Gianni & Ivana
angelo fragomeni
29 luglio 2010 alle ore 08:06ANDARE AL CENTRO COMMERCIALE E' DIVENTATA ADDIRITTURA UNA MODA: CI SONO PAESI DOVE NON C'E' UN CAZZO DI DIVERTIMENTO, E L'UNICO MODO PER SVAGARSI E PRENDERSI UN PO' DI FRESCURA DAL CALDO ESTIVO E' QUELLO DI CHIUDERSI IN UN CENTRO COMMERCIALE.LO FACCIAMO TUTTI, MAGARI NON COMPRIAMO NULLA, MA INTANTO TUTTI VISITIAMO IL CENTRO COMMERCIALE.
IO SONO NOSTALGICO DEL NEGOZIETTO SOTTO CASA CHE CI FACEVA ADDIRITTURA CREDITO,QUANDO LA MIA FAMIGLIA NON AVEVA ABBASTANZA SOLDI DA MANTENERE TUTTI NOI FIGLI, E POI PAGAVAMO UNA VOLTA AL MESE LA SPESA;NEL CENTRO COMMERCIALE SE NON HAI I SOLDI NON MANGI, E POI SONO SEMPRE I SOLITI MARCHI CONOSCIUTI.
E' DIFFICILE IN ITALIA STRAVOLGERE LE ABITUDINI DELLA GENTE, C'E' TROPPA IGNORANZA, COME IL FATTO DI BOICOTTARE I PRODOTTI NON PIù FABBRICATI IN ITALIA,SEBBENE DI MARCHIO ITALIANO,COME FIAT E OMSA, C'E' TROPPO MENEFREGHISMO E EGOISMO,NON SIAMO UN POPOLO SOLIDALE,MI DISPIACE DIRLO MA E' COSI'.
bibo bibo
29 luglio 2010 alle ore 08:18Vorrei portare un esempio che chiamerei igiene dell'acquisto. I supermercati crescono perche per la stragrande maggioranza della gente è forndamentale avere la vita comoda . Quindi il SM è ideale cè e tanta mecanzia , ambiente fresco in estate e caldo in inverno, t° media sempre come ai tropici... Il SM allora ci sguazza.. ma se a fronte di questo si comincia a pensare diversamente allora si trovano delle sorprese. Faccio un es di un global brand di articoli sportivi che propone scarpe made in Vietnam .. prezzo 130 euro !!! pero ... Made in vietnam gli saarà costata qulche dollaro al paio ..facciamo 7 dollari portata in EU .... Perche la comprate a 130 Euro??? perchè ? La scarpa deve stare sullo scaffale finche non arriva a 30 Euro ... Cio è possibile . Cosi vale per il resto delle cose ...Volete il brand ? ok ma al prezzo che decidiamo noi ..la pigrizia è l alleta delle multinazionali e dei SM .
daniele l.
29 luglio 2010 alle ore 09:39Quello del Brand non centra propeio niente con la grande distribuzione.. anzi la G.D. ne abbassa i prezzi ... quando un prodotto tipo alcune scarpe della NIke vengono vendute solo da footlocker..queste non scenderranno mai diprezzo.. se le vuoi e vuoi essere fighetto le paghi 180 euro... ma se le stesse scarpe potessero essere vendute anche nei centri commerciali vedi che la concorrenza aumente e aumentano anche le quantità ecc. e i prezzi calano.. Poi è verissimo che scarpe le fanno a 2 dollari e le vendono a 130 ma queste sono leggi di mercato che non centrano coi SM.. . se tu inventi un logho o un marchio di successo che piace alla gente... lo fai pagare caro è ovvio.. tu non paghi la scarpa come prodotto ma come marchio noto e come quel marchio di successo ti fa sentire portandolo adosso... se le stesse scarpe costassero effetivamente 2 dollari probabilmente verrebbero vendute meno che se costassero 130.. perchè gli daresti scarsa importanza e la gente ti gurderebbe come quello che indossa scarpe da 2 dollari e non da 130... tutto qui... quindi se volete spendere il vostro stipendio in brand liberi di farlo ma non vi lamentate dei prezzi alti e ricorrete ai saldi!!
cassandra fiori
29 luglio 2010 alle ore 08:28Riflettiamo sui numeri: 200 supermercati che chiudono in America non sono niente, corrispondono a meno di 4 per Stato Federale.
Ferdinando A.
29 luglio 2010 alle ore 08:32ma tu vaglielo a spiegare a quei bigotti paesani dei miei concittadini! poi ti senti chiedere:"Ma guarda, il fruttivendolo ha chiuso!"
daniele l.
29 luglio 2010 alle ore 09:31I bigotti sono quelli che continuano ad andare dal fruttivendolo sotto a casa...
Daniele Lup
29 luglio 2010 alle ore 09:24Ecco ci risiamo... cadiamo ancora nella banalità del centro commerciale contro i piccoli esercizi...
Io personalmente non rimpiango affatto i piccoli supermercati... e vi faccio subito un esempio... dove sono Io ne esistono ancora o basta anche andare in trentino dove ogni paese ha il suo supermercato piccolo... allora? Prezzi alle stelle.. poca scelta...scarsa igiene... perchè dovete sapere che se un prodotto viene venduto poco difficilmente il propietario lo butta cosi come niente ma spesso lo tiene anche scaduto sugli scaffali sperando nella vecchietta poca accorta.. il banco dei freschi non è cosi poi fresco.. in un supermercato piccolo dai piccoli guadagni ci stanno attenti a non buttare la roba solo perchè ha un po di muffa.. la si toglie e via si rivende come freschissimo, cosi va via prima. Per fortuna che i grossi centri commerciali ci hanno salvato da queste gente... e se sono falliti c'è un motivo.. non è colpa del centro commerciale ma colpa loro... se erano cosi bravi e accoglienti e intimi perchè la gente li abbandonati subito?? o perchè non sono continuati a esistere entrambi?? Semplice anche la risposta .. la gente ha visto che non c'era nessun vero vantaggio a continuare ad andare nel supermercato piccolo sotto casa... La grande distribuzione oltre ad avere prezzi più bassi, più scelta, offerte, merce mai scaduta sugli scaffali, bacnhi del fresco sempre freschi ( dovete sapere che i grossi centri proprio perchè servono molta gente hanno USL li ogni settimana equindi difficilmente sgarrano!!) un clima perchè no piacevole..che male c'è ad avere l'aria condizionata d'estate e caldo d'inverno.. ne facciamo una colpa anche per questo?? Oltre tutto le grandi distribuzioni riescono a far abbassare i prezzi dei prodotti di lusso..tipo il grana!! Quindi meno male che esistono i centri commerciali e a voi gestori di piccoli supermarcket.. vi dico questo... BUON FALLIMENTO! cambiate lavoro e andate a rubare da un altra parte che la pacchia è finita!
Giuseppe Sorvini
29 luglio 2010 alle ore 09:46Ma vaffanzum Beppe !!!! Certo che a te con i tuoi 4 mln di all' anno non te ne frega un cazzo di pagare il pane 6/Kg per avere il negozietto col titolare che parla in dialetto e ti fa l' inchino.
Ma per chi deve campare con 1000 al mese o meno spesso gli ipermercati sono l' unica speranza di arrivare a fine mese!!! Poi se i piccoli negozi sono come quello sotto casa mia........ ma per carità !!! A suo tempo fatto il cambio 10.000£ = 10, fa uno scontrino ogni 10, è sempre li che si lamenta, ma ha un tenore di vita molto alto, la qualità della merce non è eccelsa e spesso rifila schifezze.
Kleiner Adolh
29 luglio 2010 alle ore 10:01Cara Sabina M.
mi puoi spiegare, per ché io che sono un lavoratore dipendenti, quindi non ho la partita IVA, non poso comprare in un supermercato al´ingrosso quello che pagarebbe 1, e debo quindi andare dal piccollo esercicio e pagare l´estessa roba 3.
I piccolli essercisi sono stato un cancro in questo paese. Viva la grande distribuzione!!!!
Sabina M
29 luglio 2010 alle ore 11:17Basterebbe che i singoli commercianti abbassino i prezzi, a volte esagerano proprio. Avrebbero più clientela che comprerebbe di più
Kleiner Adolh
29 luglio 2010 alle ore 15:16Non é nessuna risposta la tua, il piccolo comerciante compra la roba nello stesso supermercato al ingrosso, dove vorrei comperare la roba io. Anche se quello che costa 1 lo vende a 1,50, senza brindare nessun servizio aggiuntivo, non ha senso, vado io direttamente al grossista e lo compro io e me risparmio 50Centimi.
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 17:18Sabina M. per favore, già hai postato un articolo senza leggerlo, e non ti sei accorta che dice l'esatto contrario di ciò che sostieni, poi per favore, va bene la democrazia e la libertà di espressione, ma sparare minkiate qualunquiste su tutto non è il modo migliore di utilizzare la libertà, ne di favorire la crescita culturale del prossimo....
e dai kazzo!
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 10:01Tra l'altro scusate, ma l'avete letto il link dell'artico from USA, guardate che non dice affatto quello che ha inteso Sabina M.
Dice che una catena di SUPERmercati specializzati in alimentari ha chiuso o sta chiudendo 30 punti vendita a causa della concorrenza di WallMart (tipo Carrefour ma + grande) che sta aprendo 350 (trecentocinquanta dice l'articolo) punti vendita.
Il futuro della GDO porta alla creazione di isole specializzate all'interno della grande superficie e, piano piano, si sta andando in quella direzione, vedasi oltre alle varie isole del fresco (ortofrutta, pescheria, gastronomia) le nascenti farmacie e le ormai consolidate aree per l'elettronica.
Comunque non facciamoci fottere, erano moltissimi e sono ancora molti i dettaglianti "sotto casa" che hanno come fornitore primario la Metro o simili grossisti, per qui piantiamiola di glorificare la qualità dei piccoli, perché è tale solo negli specializzati, i professionisti VERI, ma anche i prezzi sono di conseguenza e molti (io ad esempio) non se li possono permettere se non a Natale.
Penserete mica che Gino il droghiere vada nelle malghe a cercare i formaggi e negli orti a 50 Km da lui a cercare la verdura, e poi magari venda il tutto al 30-35% in + rispetto agli iper e questo basti.
Per poter vendere al 30-35% in PIU' rispetto agli iper il nostro ipotetico Gino deve NECESSARIAMENTE dare una qualità più bassa o inventarsi qualcosa del tipo non pagare tutte le tasse o non rispettare tutte le norme, diversamente fa come gli specializzati veri ed i prezzi raddoppiano o +, è normale! E' matematica! E' gestione d'impresa!
Non facciamoci prendere per il K dai vari parlatori a vanvera che esprimono opinioni "qualificate" dalle lumache alla bomba H!
I negozi al dettaglio DEVONO lavorare con margini medi minimi del 40% al netto dell'iva, il che vuol dire che DEVONO vendere a 104 ciò che pagano 60 negli alimentari e a 120 nel non alimentare. Con margini medi diversi da questi non si sta in piedi, si chiude!
Ferdinando De Fenza
29 luglio 2010 alle ore 16:32Ecco, siamo in 3 allora...
francesco p
31 luglio 2010 alle ore 21:33L'esercito dei 1000 euro dice, ovviamente: "evviva i centri commerciali perchè mi permettono di campare!". Loro hanno ragione, perfettamente ragione. Ma è chi guadagna, diciamo, più di 2000 euro al mese che dovrebbe riflettere attentamente sulla reale convenienza di quei pochi euro che riesce a risparmiare andando all'iper, perchè se la tendenza è di eliminare i padroncini (che non sono poi così simpatici, che quella volta t'hanno venduto lo yogurt scaduto, che hanno la casa più grande) mentre non si vede nessun problema a ingrossare le tasche dei super-padroni invisibili (per di più stranieri, com'è gran parte della gdo nel nord italia), bene, di questo passo si diventerà tutti impiegati da 1000 euro da una parte e giganti monopolisti dall'altra.
Un dettagliante che chiude è un cliente in meno del mobilificio locale e un cliente in più dell'ikea, un acquirente di scarpe made in vietnam anzichè made in italy, un downloader di film su bittorrent anzichè un frequentatore di cinema.. e via discorrendo. Non ci si accorge che il trionfo del grande ed (apparentemente) più vantaggioso è in realtà la facciata allettante del sempre crescente squilibrio tra ricco e povero.
Marco R.
2 agosto 2010 alle ore 15:22Ciao Francesco,
credo la tua sia un'interpretazione errata, dati alla mano, tutti i commenti
anti-GDO partono da un presupposto tecnicamente profondamente sbagliato: la GDO non fa chiudere i piccoli dettaglianti in senso generale. Stimola il rinnovo generazionale semmai, stimola il cambiamento, profondo, delle metodiche commerciali.
Come altri hanno fatto notare, sono molti i frutta e verdura che aprono, gli specializzati in generale, food e non-food. Cambia il modo di essere dettaglianti.
In realtà la GDO attacca le rendite di posizione, e queste non sono un bene per nessuno, mai! L'unico che ne trae vantaggio è il titolare della rendita.
Quelli che hanno chiuso sono prevalentemente i mini market, le vecchie drogherie e, più in generale, coloro che non avevano alcun valore aggiunto da esprimere. E per fortuna dico io, non ci abbiamo perso niente, ma proprio niente, ci abbiamo solo guadagnato.
Non si può, o perlomeno non si dovrebbe, disquisire su un argomento tecnico come questo senza un minimo di cultura specifica, dato peraltro che le info sono facilmente reperibili in rete.
Ammantare il vecchio droghiere di un'aura dorata fin quasi a renderlo lo zio buono fa ridere (o piangere, dipende da come la vuoi vedere), peraltro la maggior parte di questi si è sempre servita alla METRO o comunque da grossisti, quindi? 'ndo sta il vantaggio? Stessa roba ma più cara!
La GDO non fa perdere posti lavoro, è ampiamente dimostrato da tutte le statistiche, son solo fregnacce ideologiche!
Capisco cosa vuoi dire, e condivido pienamente il principio, ma non è verso la GDO che puoi applicarlo, semmai verso le multinazionali del food. Certo la GDO in Italia è in buona percentuale (ma non maggioritaria) straniera, dipende dal fatto che in Europa la Francia è avanti di diversi anni rispetto a noi e anche la Germania, seppur in modo differente, non scherza. Ma questo che c'entra?
Sinceramente non credo che tutta sta disinformazione ci faccia bene.
Ho terminato i caratteri.
Ciao
Alessandro Nizzoli
29 luglio 2010 alle ore 10:02Una vera piaga ambientale e sociale la diffusione degli iper.
Aggiungerei alla lista nera anche i multisala(spesso all'interno degli iper).
Tanti cimena storici che ravvivavano i ns centri storici stanno chiudendo.
I vivaci centri storici italiani sono oramai un ricordo, si costruiscono ovunque orrende e immense scatole di cemento che portano solo ad ulteriore antropizzazione, aumento notevolissimo dell'inquinamento, disperazione degli allevatori e agricoltori.
Riflettiamoci e w i dettaglianti
Kleiner Adolh
29 luglio 2010 alle ore 10:10Per ché i piccoli comercianti non ribasano la roba un 30% duo o tre giorni prima dalla scadenza come fano certi supermercati, e anzi, si possono vendertela scaduta lo fano?
Michele P.
29 luglio 2010 alle ore 11:21Io andrei a fare acquisti all'Alimentari sotto casa se non trovassi il formaggio che costa 5 ed alla Coop lo pago 3, il pane che costa 3 ed alla Coop lo pago 1, il salame che costa 6 ed alla coop lo pago 4...alla fine, Beppe, con i miei miseri 1000 mensili di stipendio da Dipendente Pubblico, mica posso mettermi a far campare anche il tipo dell'alimentari ! Già faccio fatica a campare per me....
andrea de rossi
29 luglio 2010 alle ore 15:08Vedi caro amico, come diceva Dalla, è vero che al supermecato risparmi, ma solo se consumi il doppio di prima! Sta tranquillo che se invece di pigliare 74 litri di olio brasiliano a un euro, ne compri 2 buoni anche a 10 euro ecco che risparmi. Risparmi il fegato, prima di tutto, risparmi lo sfruttamento di tutti quelli vhe hanno lavorato sotto costo e , vedrai, amico mio, se tutti comprassero davvero solo il necessario come saresti contento di andare dal tuo pizzicagnolo di fiducia. Saluti!
Luciana Molinari
29 luglio 2010 alle ore 12:22sarebbe bello ma i costi dei piccoli negozi sono troppo elevati rispetto a quelli del supermercato. Quello che realmente mi preoccupa, invece, è l'esponeziale crescita di banche in ogni angolo delle città. Non trovi più un calzolaio, una ferramenta o uno che aggiusta le biciclette e i motocicli, in compenso vi sono una miriade di banche. Come fannoad apreire tutte queste filiali con la crisi che c'è? Mistero
roberto pozzi
30 luglio 2010 alle ore 16:51questa è una bella domanda ...mi piacerebbe che un giorno qualcuno rispondesse ...
Mattia Pole
29 luglio 2010 alle ore 13:20a dire la verità il link dice che hanno chiuso (ed erano negozi aperti da 80 anni) per la troppa concorrenza dei supermegamercati....quindi confermano la tendenza che si ha anche qui...-.-" direi che l'angolo dei commenti pubblicati si riconferma ancora come angolo mediocre del blog, volto solo a far perdere credibilità a tutti...
Ferdinando De Fenza
29 luglio 2010 alle ore 16:29Ma possibile che solo io e te ce ne siamo accorti??!!
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 17:14Io ho scritto un post su questo, ma è meglio scrivere minkiate che leggere....
sebastiano .
29 luglio 2010 alle ore 13:39penso che vi siano due verità su questo argomento: la prima è quella dei piccoli commercianti che per sopravvivere devono triplicare i prezzi dei prodotti. Dall'altra il megacentrocommerciale dove trovi gli stessi prodotti, quando va male, oppure una scelta più ampia a prezzi tre volte meno. E allora? chi campa con lo stipendio di 1000 euro al mese con due figli e con il mutuo,rette scolastiche,bollette,acqua,gas,luce,telefono che fa? va dal pizzicagnolo sotto casa? no, normale, va dal magacentrocommerciale. ma penso anche che il benestante prediliga il megacentrocommerciale per altre ragioni o per il semplice fatto che vuole risparmiare anche lui. E' un peccato per questi piccoli negozietti? si è un peccato ma bisogna saper vedere e bisogna saper anche le ragioni che a primo acchitto sembrano delle storture o delle brutture.
gigi boi
30 luglio 2010 alle ore 07:08dopo chè fai la spesa,chiedi allo schiavo moderno chè trovi alla cassa cosa devi fare per fare assumere tuo figlio a 600 euro al mese(domeniche comprese)solo così i deficenti come te riusciranno a capire. forse!
Adrian Varuttii
29 luglio 2010 alle ore 13:45I piccoli negozi stanno scomparendo perchè non possono competere come costi con la grande distribuzione.
Solo una moneta locale permetterebbe ai negozi di sopravvivere e alla gente di alimentarsi con prodotti locali.
Lo SCEC c'è già in molte regioni d'Italia e potrebbe diffondersi molto di +, se Beppe Grillo ne parlasse.
www.arcipelagoscec.org
nonsenepuo davveropiu
29 luglio 2010 alle ore 13:55Nella terra degli IPER il processo di bonifica dai centri commerciali é già in atto:
http://www.ilrestodelcarlino.it/rimini/cronaca/2010/07/27/362227-clamoroso_villa_verucchio.shtml
Avanti così.
Pietro Mazzarese
29 luglio 2010 alle ore 14:12Sono discorsi che non stanno ne in cielo ne in terra. Se un super mercato ha ottenuto le concessioni locali perchè non deve aprire? Siamo in un regime di libero mercato oppure no?
Il comunismo non l'avete voluto e poi si fanno questi discorsi! Ma dai
nonsenepuo davveropiu
29 luglio 2010 alle ore 14:38Siamo in democrazia, giusto: bisogna tenere conto dei diritti di tutti, anche quelli dei gestori di piccoli esercizi commerciali e, possibilmente, fare in modo che non chiudano. Poi ci sono i risvolti sociali, ma, come si dice.. di quelli chissenefrega.. vero ?
gigi boi
29 luglio 2010 alle ore 14:47ogni assunto nella GDO,sono tre licenziati nel piccolo commercio.( lo sapevi?COGLIONE!)
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 17:08In effetti qua di coglioni o presunti tali ce ne sono tanti, ad esempio:
- chi posta articoli a dimostrazione della propria tesi senza prendersi il disturbo di leggerli e scoprire che dicono esattamente il contrario di ciò che si sostiene,
- chi esprime giudizi radicali su materie di cui sa poco o nulla ma ha un cugino la cui moglie ha un'amica il cui marito una volta ha parlato con una che ne sa,
- chi non ha un kaz da fare ma scrivere è meglio che leggere,
- chi vorrebbe il mondo proprio satellite,
- chi per sostenere la propria ideologia presenta la merda per cioccolata,
- chi vede il modo attraverso gli occhiali rosa della propria illusione e ci crede,
- chi gli occhiali rosa li ha perché ha il culo al caldo ma dimentica che la termocoperta al culo non tutti se la possono permettere,
- chi crede alle boiate qualunquiste e le vende per verità e su questa base dà del coglione agli altri,
Vedi quanti coglioni ci sono in giro......
gigi boi
1 agosto 2010 alle ore 14:14marco.r. chichichirichiiii,continua a far le uova,se ti chiamo coglione si offende il cazzo.
Marco R.
2 agosto 2010 alle ore 09:58Caro gigi, supponendo di aver interpretato correttamente il significato della tua farneticazione:
- quale che sia l'epiteto non mi sono affatto offeso... anzi, essere insultato da un idiota qualunquista superficiale mi rassicura e mi conforta;
- la tristezza semmai deriva dal fatto che spesso ancora mi illudo che enunciare i fatti sia sufficiente a spingere alla riflessione, e la riflessione porti alla comprensione, il tutto dovrebbe arricchire reciprocamente e collettivamente, il problema è che tutto ciò è possibile a patto che sussistano 2 elementi: la presenza dell'intelligenza e la volontà di usarla, condizioni che, pare, siano piuttosto rare in natura;
- diversi commenti hanno fatto notare che l'articolo postato in lingua inglese illustra fatti diametralmente opposti a quelli raccontati nel post, pare evidente che sparare fregnacce qualunquiste da più soddisfazione;
- last but non least: la storia dei 3 per 1 è una cagata faziosa talmente cagata che nemmeno più le associazioni sindacali del commercio al dettaglio la usano, perché è stata sputtanata universalmente....
ahahahahahah noto ora un simpatico parallelo (sempre se ho ben interpretato la tua farneticazione), tu mi dai della gallina (o gallo è uguale), ma chi ripete a cazzo cose di cui non sa niente cos'è, un pappagallo?
Gianluigi M.
29 luglio 2010 alle ore 14:44In USA hanno chiuso i centri commerciali che sono stati investiti dai fallimenti delle banche, non perchè non funzionavano, in italia e solo in Romagna sono in progettazione 7 colossi commerciali, circa 80 in tutta italia entro la fine del 2011, smettetela di fare i nostalgici e poi girate in SUV e con la famiglia andate a comprare robe nei centri commerciali più grandi.
Carmine Crocco Donatellli
29 luglio 2010 alle ore 15:39BEPPE LA DOMANDA E':
SENZA SUPERMERCATI SI VIVE MEGLIO O PEGGIO?
SECONDO ME MEGLIO.
I SUPERMERCATI SONO UNA DELLE TANTE INVENZIONI
INUTILI DELL'UOMO.
I VACCINI CONTRO LE MALATTIE, IL MARTELLO E IL
CESSO SONO INVENZIONI UTILI ALL'UOMO MA I CENTRI
COMMERCIALI NON SERVONO A NIENTE SE NON AD
ANDARCI D'ESTATE PER RINFRESCARSI TRA GLI
SCAFFALI DEI SURGELATI.
giacomo c
29 luglio 2010 alle ore 15:43anche il sito di grillo è come un supermercato
T0ny Ebasta
29 luglio 2010 alle ore 16:09Infatti tu rappresenti i cretini formato famiglia
giacomo c
29 luglio 2010 alle ore 18:19punto sul vivo?
gigi boi
30 luglio 2010 alle ore 14:28se ti iteressa vendo organismo kg 1.200 cm 43(no geneticamente modificato)pura razza sarda.( tanto bassi,molto lunghi.)
giovanni miceli
29 luglio 2010 alle ore 15:46vivo a jesi nelle marche 40.000 abitanti e pieno!!!!!! e ovvio che non mancano le rotonde parcheggi le solite cose
A N
29 luglio 2010 alle ore 15:53Ciao Beppe.
La proliferazione dei supermercati non è solo un fato di moda o culturale. Purtroppo in Italia è anche un sintomo d'illegalità profonda. Da qualche anno si è a conoscenza del fatto che la criminalità organizzata, le mafie hanno investito nella grande distribuzione. I supermercati sono semplicemente usati per il reciclaggio.Lo dico per esperienza. E non solo al sud, ma dapertutto per il semplice fatto che la grande distribuzione funziona a livello nazionale. Quindi la convenienza del supermercato è il giro d'affari, le disponibilità di liquidità immediata, lo sviluppo della rete di distribuzione ad ogni apertura di punto vendite. Questo permette di dissolvere facilmente i soldi sporchi provenienti da attività illecite ed in tutti i casi non dichiarate al fisco. Il fenomeno dei supermercati si è sviluppato con all'aumento dei ricavi della malavita. Inoltre, il supermercato permette di avere un'impatto immediato a livello politico : queste grandi aziende controllano migliaia di voti, quelli dei dipendenti che non hanno altra scelta che votare chi si ordina di votare. Al sud, dove il lavoro è una ricchiezza è ormai la prassi. Tutto il resto, se non sono chiacchiere, sono considerazioni secondarie.
Carmine Crocco Donatellli
29 luglio 2010 alle ore 15:57I SUPERMERCATI HANNO UCCISO:
I NEGOZI AL DETTALGIO
IL CREDITO
LO SCONTO SU RICHIESTA
IL LIBERO MERCATO
L'AGRICOLTURA
L'ALLEVAMENTO
LA VIABILITA' NELLE CITTA' E SULLE AUTOSTRADE
LA SOCIALIZZAZIONE UMANA
LE CAPACITA' CULINARIE
IL GUSTO E LA QUALITA'
IL TESSUTO SOCIALE DEI PAESI
IL LIBERO ARBITRIO (AL SUPERMERCATO SI COMPRA
SEMPRE QUALCOSA DI INUTILE CHE NON SI ERA DECISO
DI COMPRARE, SEMPRE!!!)
Flavio Cerutti
29 luglio 2010 alle ore 20:13Lo sconto su richiesta, lo considero appartenere al consumismo, all' affare, al rincoglionimeto, creato dalla grande distribuzione.
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
29 luglio 2010 alle ore 16:26liberalvox.blogspot.com Con "Quel Culo" Belen Rodriguez può fare quello che vuole. Fini e Berlusconi, invece con le loro "Facce da Culo" stanno facendo quello che gli italiani non vogliono: stanno portando il paese allo sfascio!
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Ferdinando De Fenza
29 luglio 2010 alle ore 16:33SVEGLIAAAAAAAAAAA!!!!
L'articolo dice l'esatto contrario!!!!!
paolo negretti
29 luglio 2010 alle ore 16:34io sono un commerciante alimentare, ho prezzi migliori del supermercato e il negozio pieno di clienti. se qualcosa non va il giorno dopo il cliente torna da me a cazziarmi.igiene ed onestà non sono prerogative dei grossi gruppi, ma delle persone corrette. ci metto la faccia e se serve un consiglio sulla merce sono professionale. le aziende produttrici hanno linee di produzione diverse con prodotti che variano per la grande o piccola distribuzione. es. vino con medesime etichette ma proveniente da vigne con maggior resa per ettaro (quando si trova un vino prodotto e imbottigliato all'origine, spesso è imbottigliato da...e non prodotto, cioè gente che non ha mai visto una vigna e compra e rivende in base a leggi di mercato), mozzarelle con latte non italiano o si, abiti con cuciture singole e meno resistenti, pane surgelato fatto con farine maltate e precotto, componenti elettoniche differenti etc..e tutto ciò è a norma di legge. si presume che abbiano prezzi più economici ma non sempre è così.
quando hanno stock in offerta 3x2 l'offerta la fa il produttore e il supermercato la gira.inoltre al produttore il prezzo lo fanno loro con pagamenti lunghissimi.
tutto ciò lo so perchè conosco produttori e dirigenti di supermercato, tra i miei clienti.
poi a livello umano non sono il massimo, vedi vertenza bennet-cassiere in piedi oppure timbro cartellino 10 min prima ma pagamento dopo.
sembra meglio la coop o l'esselunga, certo se parliamo solo di soldi è meglio il supermercato, i vestiti fatti in cina e il vino in cartone, ma se parliamo di umanità....piuttosto i gruppi d'acquisto allora.
saluti
Marco R.
29 luglio 2010 alle ore 19:36Genle sig. Negretti, dando per scontato che:
- le sue affermazioni rispondano al vero,
- la sua attività sia nella nostra stessa dimensione e non i una parallela
- che la matematica governi la gestione d'impresa e l'analisi di bilancio
- che lei paghi le tasse (tutte)
- che lei sia in regole con le norme vigenti (tutte)
c'è una sola spiegazione per comprendere quanto da lei affermato: lei è uno dei tanti dettaglianti avveduti e professionali che sanno dirigere la propria azienda in maniera commercialmente adeguata e si è pertanto specializzato nella qualità, sia dei prodotti che del servizio.
Ergo quando afferma che i suoi prezzi sono equipollenti a quelli della GDO, lei sta parlando della fascia alta dei prodotti, fascia nella quale le grandi superfici raramente sono competitive (ad eccezione di offerte speciali mirate e limitate nel tempo).
Il problema è che si tratta di una fascia che noi peones non possiamo permetterci.
Dovendo soddisfare quotidianamente le richieste provenienti dallo stomaco, pur riconoscendo la superiore qualità che lei e i suoi colleghi (quelli seri) sapete offrire, dobbiamo fare i conti con gli euri a disposizione.
Per cui, mi scusi, ma assumere per universale qualcosa che è alla portata solo di alcuni, non mi pare ragionevole.
Cordialmente.
Cecco A.
29 luglio 2010 alle ore 22:12Come diveva Beppe poco tempo fa, dobbiamo 511 miliardi di euro solo alla Francia. E' per questo forse che ci ritroviamo pieni di Carrefour ed Auchan ?
il fatto (quotidiano)
29 luglio 2010 alle ore 23:42Esatto:
FILIERA CORTA.
antonella g.
29 luglio 2010 alle ore 23:49Ma di quali negozi parli, Beppe?
Dei negozietti che vendevano di tutto, nei paesetti di una volta, magari dell'entroterra? Ma quelli per sparire non hanno avuto bisogno della spallata degli Iper...
O ti riferisci agli orefici-fruttivendoli della nostra Riviera, quelli che vendono a luglio le pesche a 4 euro ed i pomodori a 5?
Perché per me questi possono chiudere anche domani, insieme ai ristoranti dove un piatto di trofie col pesto va sul menu a 14 euro e ai panifici con i carnerini a 4,80 euro al Kg (che tanto con 40 euro ho comprato la macchina per il pane e me lo faccio, che é sicuramente più sano e mille volte più igienico).
gigi boi
30 luglio 2010 alle ore 13:49quello chè non si spiega,e visto la crisi di lavoro :vedi fiat,alcoa,vinyls,telecom,cococo,interinali,e se continuo finisco l'anno prossimo,come mai non si aprono una frutta e verdura per vendere pomodori a 5 euro,o si aprono un panificio per vendere pane a 4,60 euro al kg?non vi piacciono i soldi?o non piace lavorare?
antonella g.
30 luglio 2010 alle ore 19:15A parte il fatto che gli unici negozi che si aprono in abbondanza in città (perlomeno qui Genova) sono proprio i fruttivendoli (e molti li aprono gli extracomunitari, perché alzarsi alle tre per andare ai mercati generali é dura), in Riviera il lavoro (direi la rapina, ma non voglio dare addosso ai miei corregionali, che sono anche alle prese col pizzo, come nel sud) in Riviera, dicevo, il lavoro é di tipo stagionale, 3, quattro mesi e non di più.
antonella g.
30 luglio 2010 alle ore 00:04Come la Littizzetto, anch'io vado alla Lidl esclusivamente per gli extra-alimentari, cioé quelle cavolate tipo i caricabatterie universali, le cesoie da giardino, ecc.
Ultimamente nei parcheggi ho visto che ci sono anche SUV e vetture di target medio alto e spesso i carrelli dei proprietari sono talmente pieni anche di bibite, patatine e salatini da far pensare a gestori di bar, che con la roba della Lidl (non dimentichiamo le loro mozzarelle blu) preparano i piattini per la pausa pranzo degli impiegati.
E ti pare il caso di scagliarti contro la Coop?
Kleiner Adolh
30 luglio 2010 alle ore 10:13Cuando t´é capitato che hai comperato una mozzarela a Lidl ed é diventata blue, dimmi per piacere l´indirizzo del Lidel e la data.
Grazie
Marco Terranova
30 luglio 2010 alle ore 01:24Sono un fornitore ed opero nella GDO, io credo che come molto spesso accade, il vero problema non sia l'uso bensi' l'abuso...Ovvero credo che i vari cambiamenti riguardanti lo stile di vita, l'evoluzione della società e la continua ricerca del risparmio, hanno causato il successo di queste realtà. La soluzione a mio modesto parere credo che risieda nel fatto di porre dei limiti a livello territoriale...ad esempio nel raggio di x km da un cntro commerciale non ne possono sorgere degli altri...purtoppo però questo è infattibile a causa del fatto che il nostro sistema ecoomico si basa sul libero mercato.
roby f.
30 luglio 2010 alle ore 08:58Quelli che voi chiamate supermercati, rappresentano "la grande distribuzione"....ed è un sistema commerciale organizzato, che applica filosofie di vendita, diverse dal commercio al minuti, sia esso a posto fisso o ambulante.....
Forse qui sarebbe troppo lungo spiegare le peculiarità delle diverse forme di attività comemrciali,ciascuna con in suoi pro e contro...stà di fatto che il commercio al minuto,a posto fisso,soffre, per ragioni ben precise:costi di gestione alti,spazi di vendita ristretti,scelta dei prodotti limitata,(anche per costi)scarsa capacità d'interfacciare con produttori e artigiani/grossisti.
La botteghina di un tempo,aveva ragione d'essere, perchè allora non c'erano,grandi magazini, e sicuramente i "bottegai" ci straguadagnavano,oggi tirano a campare, perchè la spesa fatta alla botteghina sottocasa è una spesa di "ritaglio"....quindi come ex venditore ambulante analizzo le cose da una prospettiva diversa....più tecnica....è come se oggi si dicesse che internet, uccide la Radio, tv,oppure l'informazione tradizionale.....fatta di giornali, riviste, ecc...
Per quanto riguarda la qualità, è più facile che ci siano dei controlli da parte della grande distribuzioni(anche perchè la coop manda propri ispettori nelle aziende produttrici, visto con i miei occhi)poi è ovvio se compri i pomodori fuori stagione...dipende dalle forniture, dal periodo, e questo detto da amici,ex produttori di ortaggi..in pratica mangi per quello che spendi...devi conoscere i prodotti...per fare dei buoni acquisti....
Un dato,ho parlato con l'adetto alla gastronomia, lamentando il fatto, che i prosciutti, sono poco stagionati(semi dolce)e privi di grasso...insomma fanno schifo......mi ha detto:..è vero!....però la gente, non li vuole con il grasso e nemmeno tirati....quindi è ovvio che i prodotti delle aziende seguono le tendenze del pubblico....è la gente che non sa mangiare...non riconosce nemmeno i sapori..l'olio extra vergine deve essere filtrato..perchè crudo è forte..!mah
Kleiner Adolh
30 luglio 2010 alle ore 10:08Cio´é, te sei il Grande Dio dei Sapori!!!
Se la gente non mangia come piace a te, la gente non sa mangiare!!!
Molto tolerante e rispetuoso degli altri il tuo mensaggio!!!!
Marco R.
30 luglio 2010 alle ore 10:34Mangiare non so, nel leggere e capire sicuramente qualche limite c'é!
Il post di roby è tecnicamente corretto e, circa i gusti medi della gente, ha espresso solo quello che pensa la maggior parte degli addetti ai lavori.
Se poi consideri che tutto sto ciarlare parte da un articolo che dice il contrario di quanto dichiarato.... vedi un pò te!
Per inciso come Mediaset trasmette il GF perché piace a tanta gente, le aziende alimentari propongono certe schifezze perché la gente le compra e le apprezza... fatti non opinioni!!!!
roby f.
30 luglio 2010 alle ore 11:49io ho fatto soltanto un analisi, può piacere o non può piacere,fermo restando e "ribadisco" che la gente "RIFUTA"prodotti che a livello naturale hanno un determinato aspetto.....poi non è che la gente deve mangiare come piace a me!ci mancherebbe altro!....probabilmente è stato frainteso il mio ragionamento...dico soltanto che 30 anni fà trovavi prodottti, frutto di una produzione naturale e la clientale non faceva tante storie....
Ti posso garantire(che tu cicreda o no)che ho avuto modo di costatare che la coop commercializza delle patate, un tipo proveniente da un posto e un'altro proveniente da un altro, stesso aspetto, calibro, però totalmente diverse nel sapore e nella sostanza....tuttavia quelle a n/s avviso migliori vengono commercializzate altrove, benchè la ditta che le importa e le confezione dista a 40 KM...da qui....
Kleiner Adolh
30 luglio 2010 alle ore 12:04Cmq, a me la frutta o la verdura a la diossina o tocici vari non mi piace, quindi, non compro mai roba fresca fatta in Italia, e questo che scrivo non é ne uno scherzo ne una provocazione.
Sapiamo benissimo come sono le cose in Italia.
roby f.
30 luglio 2010 alle ore 13:01Guarda per la qualità della frutta di stagione, in italia non ci sono problemi....si può trovare frutta di buona qualità senza essere impestata..i problemi per gli alberi da frutto sono altri..
Te pensa un giorno ho portato a casa delle "meline" melo non potato...gustossissime..mia moglie mi ha chiesto che quel taglio era strano!...ma saranno commestibili?...mi è preso lo sconforto.....li ho detto: guarda che sono mele di un albero da frutto chiamato melo.....non era convinta....mah....poi intendiamoci, qualsiasi ortaggio o fruttoo cambia anche da zona a zona, da condizioni di terreno....microclima...insomma ci divertiamo io e miei amici..(uno è un dr. in agronomia)ehhh....poi dipende anche dalla cottura...vuoi mettere caro adolh cuocere 2 patate sotto la cenere!con due patate bollite? gurada e cerca vedrai trovi......
Kleiner Adolh
31 luglio 2010 alle ore 14:25Guarda, io sono matto ma non mangio vetro!!
sapiamo che ormai tutti i terreni in italia sono contaminati per colpa de la mafia dei rifiuti, poi sapiamo che in italia quelli che debono controlare o lo fano di raro, o sono corroti.
Quindi, per chè rischiare?
Compro frutta o verdura che non sia Italiana ed è tutto risolto.
Kleiner Adolh
30 luglio 2010 alle ore 14:50Cara Antonella G Cuando t´é capitato che hai comperato una mozzarela a Lidl ed é diventata blue? dimmi per piacere l´indirizzo del Lidl e la data.
Grazie
Vincenzo Vitale
31 luglio 2010 alle ore 01:23Secondo me il problema di fondo è che non vi è una concorrenza leale altrimenti i negozi al dettaglio, avendo costi di gestione molto contenuti, sarebbero più competitivi dei centri commerciali. Infatti di recente molte operazioni della GdF hanno scoperto grossi giri di fatture false fatte da molte catene della grande distribuzione. Mi spiegate altrimenti come farebbero a far fronte agli elevati costi di gestione che devono affrontare avendo i prodotti sempre a sottocosto? ( http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/06/17/news/sottratti_all_erario_400_milioni_di_euro_incastrata_una_societ_bolognese_di_computer-4913468/index.html?ref=search )
Vincenzo Vitale
4 agosto 2010 alle ore 11:31Ancora una conferma di evasione:
http://bologna.repubblica.it/cronaca/2010/08/04/news/un_evasione_da_300_milioni_di_euro_mille_imprese_cinesi_nei_guai-6053822
Cristina Recenti
18 agosto 2010 alle ore 17:22Rientro dalla vacanze, è il giorno dopo ferragosto, decido di andare alla Esselunga (Via Volta a Brescia). Sono con il mio compagno, tra l'altro fortemente raffreddato e per questo sotto farmaci, e nell'entrare siamo subito immobilizzati da un freddo glaciale...Cedo il foulard che ho intorno al collo a Giulio e decidiamo di proseguire nonostante il clima assurdo. Alcuni clienti sono attrezzati con golfini e maglioncini mentre noi, sbarbellando, cerchiamo di correre lungo le corsie. Ai formaggi mi rivolgo a un operatore di reparto chiedendo se sia possibile abbassare l'aria condizionata: con fare beffardo mi si dice che basta che raggiunga (viva?) altri reparti di prodotti non da frigorifero e la temperatura sarà perfetta. Proseguiamo la corsa e penso che sia una perdita per l'azienda che clienti come noi non abbiano desiderio di fare acquisti, con calma, desiderando soprattutto scappare dal punto vendita e, armata di altruismo, avvicino una cassiera. Questa mi dice che anche loro, dipendenti, continuano ad ammalarsi e se, forse, noi clienti ci facessimo sentire di più, forse, qualcosa potrebbe cambiare. Mi indica un uomo (ben protetto in abito blu pesantino..) al quale rivolgermi raccomandandomi di non riferire di essere stata lei la "mandante". Mi avvicino con fare deciso ma gentile. Chiedo se ci sia qualche motivo per il quale la temperatura sia così fredda e riferisco che anche altri clienti se ne sono lamentati (ovviamente era così). Il grosso signore neppure alza la testa per guardarmi e con fare davvero straffottente mi dice: "grazie per la segnalazione, vedremo quello che potremo fare"...Nella mia testa circolano domande del tipo: ma in esselunga fanno corsi di formazione al personale? e il clima aziendale è come la temperatura dell'aria condizionata? ma io perchè dovrei scegliere di sostenere con l'acquisto un'azienda simile? ma Esselunga è così potente da permettersi qualsiasi cosa? Da ieri ho una brutta una contrattura muscolare...sarà un caso?!
Fabio Grossi
29 marzo 2012 alle ore 11:51è vero.. è pazzesco. Supermercati ovunque, tutto asettico, tutto di massa.
http://www.centro-commerciale.eu/supermercati
sono migliaia e continuano a crescere senza tregua!