L'Italia respinge i rifugiati politici eritrei e li consegna ai loro carnefici. Gli eritrei sono il popolo africano che più ha amato gli italiani. Si meritano la giusta punizione.
""Il 29 giugno sono arrivati funzionari hanno chiesto le nostre generalità per comunicarle all'ambasciata Eritrea. Ci siamo rifiutati. Il regime di Asmara si sarebbe vendicato sulle nostre famiglie. Il presidente Isayas Afeworki è implacabile e non tollera il dissenso. Così i libici ci hanno accusato di insubordinazione e ribellione. I militari sono arrivati di notte, ci hanno caricato su camion e portato ad Al Brak un migliaio di chilometri più a sud. Chi ha tentato di fuggire è stato catturato e picchiato a sangue. Siamo stati torturati e picchiati perché ubbidissimo. Inutile l'appello all'Unhcr, l'Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati: è stato cacciato dalla Libia. Siamo disperati. Se non ubbidiamo ci deportano in Eritrea e per noi vuol dire la morte. Se ubbidiamo saranno i nostri familiari a morire; si vendicheranno su di loro perché noi siamo scappati." Ecco, quando il nostro paese respinge i profughi li consegna a questi aguzzini: i quali, d'altronde, sono nostri amici. Non vengono i conati anche a voi?" Lalla M., Arezzo
da metilparaben.it

Eritrei al macello
6 luglio 2010 alle ore 18:44•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (23)
Jonathan B.
6 luglio 2010 alle ore 21:19che schifosi bastardi! quelli dell'ONU e tutte le organizzazioni per la pace nel mondo che non fanno niente per salvare la gente onesta... ma vanno armati solo dove c'é petrolio... "l'importante non é vincere una guerra ma farla durare il più a lungo possibile"
alvisea fossa
6 luglio 2010 alle ore 21:51CIAO BEPPE
CI SAPPIAMO BEN DISTINGUERE ANCHE CON GLI ERITREI,SEMPRE DALLA PARTE DEI CARNEFICI,NATURALMENTE!!!!!
ALVISE
Renzo Coscia
6 luglio 2010 alle ore 22:49Cosa ci si poteva aspettare da una dittaura con a capo un pazzo megalomane amico intimo di uno psicopatico grave con il morto nelle mutande che si fa spacciare per toro da monta dalle sue tv di merda?
leonardo caraboni
6 luglio 2010 alle ore 23:31Onore agli Ascari!
I Longobard non possono avere una memoria né una responsabilità storica.
Noi abbiamo un debito di sangue con i nipoti dei nostri Ascari che combatterono a fianco delle truppe "imperiali" italiane contro l'impero etiope e accettarono di farsi tagliare mani e piedi quando venivano fatti prigionieri perchè considerati sudditi ribelli.
Ora l'Italia matrigna respinge i loro nipoti (molti dei quali anche di sangue italiano oltre che cittadini italiani per ius soli perchè discendenti dei sudditi dell'Impero di Abissinia e li consegniamo al compare macellaio libico.
Facciamo di tutto per salvarli!
Schifato Italiano
Salvatore Z.
7 luglio 2010 alle ore 00:57Che vengano i conati é il minimo per le persone che hanno un po di buon senso...
La veritá é che prima di fare la guerra a Saddam, bisognava farla a Gheddafi e ai signori della guerra che da qualche decennio insanguina la Somalia, l'Eritrea e altri paesi Africani.
Tutte le istituzioni internazionali e non, indistintamente hanno delle colpe .....
salvatore cerone
7 luglio 2010 alle ore 07:47Ora che dei comportamenti libici ne debba rispondere l'italia mi sembra assolutamente paradossale. Ad ogni problema ci sono diverse soluzioni.
Se in eritrea c'e' un regime poco democratica (l'africa ha questa tendenza) si potrebbe rovesciare ci possono essere parecchie convenienze anche in italia....
Che porebbe aiutare la (resistenza / rivolta / o chiamatela come volete voi). Direi che coloro che pensano a scappare sono abbastanza egoisti perche' possono mettere in difficolta' le loro famiglie. Li armiamo gli forniamo dei tutoraggi (non da parte nostra altrimenti li facciamo macellare...) israeliani / americani e con qualche piccolo aiuto si rovescia l'attuale governo. Poi con dei programmi di scambi possiamo fornire scuole, strade, infrastrutture e tecniche agricole ecc. ecc. draghettandoli nel xxi secolo (debito pubblico compreso....
La verita' non mia ma detta da persone che cononosco che vivevano in eritrea (sia italiani che eritrei) e che quando c'erano gli italiani si stava molto meglio perche' c'era ordine, lavoro, ed anche una giustizia piu' equa (considerando i tempi e la dittattura fascista che comunque era un totalitarismo all'italiana). Gli unici episodi poco belli in quei territori che ci hanno visti protagonisti c'erano stati durante la guerra di occupazione (ma a quell'epoca americani in primis tutti gli eserciti hanno usato arme chimiche et similia per stabilire vittorie piu' veloci e con meno perdite).
L'idea a parecchi frequentatori del blog apparira' folle ma io penso che tutti i regimi totalitari vadano abbattuti (libia inclusa) anche se hanno portato a volte come nel caso dell'italia molti benefici.
Saluti
giuliano b.
7 luglio 2010 alle ore 09:38Conosco l'Eritrea.
Ci sono stato.
Se la situazione puo' sembrare disperata per i profughi eritrei, per chi è rimasto giù è ancora peggio.
La libertà di opinione e di stampa è pura utopia. Dall'anno 1993 anno di indipendenza eritrea sto bel soggetto che risponde al nome di Isaias Afewerki utilizza il proprio paese alla stregua di una cosa propria, costringendolo di fatto ad un perenne stato di polizia e/o di guerra , contro l'Etiopia o Gibuti. Più di un giornalista che ha cercato di dare una voce all'opposizione, è sparito nel nulla. Io ho conosciuto una madre di uno di loro, gli occhi di quella donna li ho ancora ben impressi nella mente. E ho ancora in mente le parole di quel ragazzo di vent'anni incontrato in un bellissimo bar in stile anni trenta in una via del centro di Asmara (p.s. città MERAVIGLIOSA)in cui si capiva chiaramente dalle poche parole dette (e non possono fare altrimenti, la paura di essere traditi da qualcuno è sempre presente)la volontà di non poter più sopportare la dittatura.
Così come conosco molto bene profughi eritrei scappati in Italia; mi hanno raccontato la loro storia, la lora traversata nel deserto del Sudan e della Libia sopra un strabordante Range Rover, con persone che di tanto in tanto cadevano dalla jeep in mezzo al deserto, venendo abbandonati a loro stessi. Nel post si dice, gli eritrei ci vogliono bene. Io posso confermarlo. Gli asmarini, seppur siano stati oppressi negli 30/40 dal regime fascista e quindi da noi Italiani, nonostante tutto questo, tra noi e loro si è creato un legame molto forte e nelle parole degli anziani si avverte ancora il rispetto per tutto quanto è Italia. Cosa che si è concretizzata in sito come la meravigliosa ferrovia tra Asmara e Massaua, oltre 2000 metri di dislivello, prodigio di ingegneria e di fatica italiana ed eritrea, o la bellissima Cattedrale Cattolica realizzata negli anni Venti in stile romanico-lombardo.
AIUTIAMO L'ERITREA!
marco napolitano
7 luglio 2010 alle ore 11:29Poco da dire sull'Eritrea e Somalia. Sono ex colonie italiane che passate dopo il 45 alla Gran Bretagna sono state di seguito abbandonate nella loro povertà & miseria. L'italia aveva fatto strade, ponti ospedali e tutto filafa liscio, la guerra ha sconvolto tutto. Lasciati al loro destino e nessuno interviene. A chi interessa la Sabbia ??? Magari ci fosse un briciolino di petrolio, la cosa sarebbe diversa.
La Libia è diversa. Il colonnello non è uno stupido Scuola militare di Modena. Rivoluzione anno 69 cacciando Re IDRIS che non faceva nulla per il suo popolo. Gestione Gheddafi
5 Kg di riso al mese a famiglia
5 kg di zucchero al mese
spese di elettricità e gas e affitti ZERO
Benzina 40 piastre al litro circa 25 C. di Euro
Mare bellissimno come quello della Sardegna, polizia che controlla tutto, ma i turisti sono ben accetti.
Da desrto in 3 anni ha portato l'acqua a Tripoli
che ancora adesso assomiglia alle nostre città del sud.
Cosa volete di più ??
stefano b.
7 luglio 2010 alle ore 13:24la piu importante di vivere da LIBERI
LA LIBERTA DI SCEGLIERE
LA LIBERTA DI PAROLA
LA LIBERTA DI SCEGLIERE LA PROPRIA VITA
sotto il nazismo si fece un miracolo ...
la disuccupazione a 0 %
credi che ci siano tanti disuccupati NEL MONDO che VORREBBERO E voterebbero il nazismo????
RIGUARDO ALLA gestione di gheddaffi......
e quello che il regime di gheddaffi dichiara molto lontana dalla realta'
molto simile a quelo che succedeva durante il fascismo
dove qualcuno mangiava ...(i fascisti e amici dei ...)anche troppo e gli altri tiravano la cinghia
Marco Bi
7 luglio 2010 alle ore 11:37Ma in Eritrea non c'é la tanto decantata qui in occidente "religione di pace"?
Non c'é mica l'Islam a irrorare pace agli eritrei?
real politik
7 luglio 2010 alle ore 11:49In Eritrea ci sono il 50% di musulmani (a nord) e il 50% di cristiani (a sud); le 4 confessioni riconosciute sono: 1.Cristiani ortodossi 2.Musulmani sunniti 3.Cattolici 4.Chiesa evangelica di Eritrea. Tutte le altre religioni sono perseguite.
Vincenzo Russo
7 luglio 2010 alle ore 14:24la colpa è di gheddafi mica dello psiconano e di pesce lesso-maroni che diamine..
povera gente me li sento io sulla coscienza x questo governo infame
Paolo R.
7 luglio 2010 alle ore 14:26"cattolici" di merd@! voi che andate in chiesa e poi votate LEGA!
sarebbe questo il vostro amore per il prossimo!??
vergognatevi!!
ma voi avete la "coscienza" a posto:
tanto il TG1 vi racconta la favola di Alice nel paese delle meraviglie.
Ma i conti si fanno sempre alla fine.
giuseppe carcerano
7 luglio 2010 alle ore 15:27condivido molto quello che hai scritto! viviamo in un paese pieno di ignoranza! se sta gente fa quello che vuole è perchè siamo noi che gli permettiamo di farlo!! la gente va a votare ma la maggior parte delle persone non sa nemmeno chi sta votando! è questo che dobbiamo togliere.... l'ignoranza!
Paolo R.
7 luglio 2010 alle ore 14:34la colpa è degli elettori italiani che delegano questi quattro criminali da strapazzo che stanno in parlamento!!!!!!!!!!!!!!!
MERDAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!
Paolina Rossi
7 luglio 2010 alle ore 19:24Non conosco gli eritrei, ma so che in Africa bambini che hanno avuto la colpa di essere gemelli o di essere nati con un difetto fisico o portatori di una altro banale segno vengono abbandonati dientro un cespuglio e lasciati morire per pura superstizione. Guarda caso le spese di queste superstizioni le pagano, come sempre, gli elementi meno difesi. Se queste abitudini sono significativamente diffuse nel continente africano, come posso interessarmi alla sorte delle quelle popolazioni?
Raffaele T.
8 luglio 2010 alle ore 10:34Egregia Paolina Rossi ma che bella testolina e che profonda cultura sfoggia! Quello da Lei detto equivale a: "Non conosco gli Italiani ma i Norvegesi mi stanno su i cog_ioni e allora come posso amare gli europei?" E' una "loggica" che farebbe impallidire Aristotele per la sua ferrea consequenzialità!
...bonta' di Dio...
roberta rossi
8 luglio 2010 alle ore 14:21Paolina, si grazie, per quella perla di saggezza. non aspetto altro che un tuo messaggio di risposta tipo "dai! era uno scherzo! non avete capito!"
Paolina R.
8 luglio 2010 alle ore 18:37Voi difensori della logica e degli eritrei siete sicuri di conoscerli? Sieti sicuri che sono esenti di certe abitudini tribali? Strano che certi fatti riportati dalla stampa e descritti dagli antropologhi non destino nei campioni del buonismo italiano alcuna reazione. Per me il problema esiste e non vorrei che la mia parte di tasse pagate vada a sostegno delle popolazioni tribali incriminate.
Paolina R.
8 luglio 2010 alle ore 18:53Oltre a tali amene divagazioni africane vorre aggiungere un altro crimine a loro carico, quello della procreazione irresponsabile. Secondo me il razzismo e la esterofilia possono essere raggruppate il quello che chiamano comportamento isterico.
Marco D. P.
9 luglio 2010 alle ore 00:27Amici Libici?
Ma quali amici e amici, noi li paghiamo per darci una mano a contenere l'immigrazione clandestina.
Il problema è che e stata data carta bianca a Gheddafi. Potrebbero pure fucilarli tutti che il nostro governo plaudirebbe e troverebbe altre tette e culi di cui sfamarci.
coltivano l'ignoranza perchè un popolo ignorante è governabile a piacimento.
roberta rossi
9 luglio 2010 alle ore 14:40eh si, magari tutti i popoli del mondo fossero come noi, altro che eritrei e compagnia bella, mica come quelli che buttano i bambini nell'acido, che nascondono le verità sugli aerei caduti, o che causano una strage in una stazione ferroviaria, o che si fanno due risate se c'è un terremoto che provoca 300 morti, o che nelle cliniche ti operano senza motivo, o che ci mettono 10 anni per fare un processo, o che vogliono fare un ponte impossibile e al sud si muore anche per un'appendicite, scherzi? piuttosto vado a vivere in una caverna in india, altro che eritrei! mica come qui, tutte tette e culi, le notizie sono sempre belle, un premier che sorride sempre perchè lui si che ce l'ha duro, ma che orgoglio l'italia, speriamo che tutti diventino come noi!
Francesca Brandi
12 luglio 2010 alle ore 14:28Mi permetto di suggerire il film documentario "Come un uomo sulla terra" di un rifugiato residente da anni a Roma e di un suo amico regista: non a caso ostacolato nei nostri cinema e reperibile dal sito web omonimo o visibile nei cineforum liberi. Io solitamente rispondo più alle domande della comunità eritrea che a quelle degli italiani, perchè so che sono loro a essere i più perplessi Avendo la fortuna di essere inserita fin da piccola nella comunità sono talmente dentro questa realtà che per me è pane quotidiano, pur essendo italiana. Nessuna fonte di informazione, solitamente in Italia, dà attualmente voce ai diretti interessati, dandogli il rispetto dovuto a chiunque di qualsiasi nazionalità.
Dovendo sostituire con buonsenso la perdità di etica e libertà dei giornalisti italiani e rimpiangendo i nostri grandi giornalisti e reporter morti, vorrei dire a chi volesse informarsi direttamente da loro (con prove, video, foto, filmati o dalle dirette testimonianze) e fare qualcosa di concreto, senza indignarsi, può tranquillamente contattarmi e andarli o venirci a trovare sulla zona di roma rieti milano e in giro per l'Italia e Europa.
Grazie Francesca