Le pensioni devono essere commisurate agli effettivi contributi versati. Con effetto retroattivo e immediato.
"Le attuali generazioni di pensionati, a cominciare da quelli italiani, non si rendono conto di quello che sta accadendo, hanno visto in passato la giostra della cuccagna che ha sempre elargito regali a tutti e ora borbottano spazientiti perché non riescono più a conseguire le rendite finanziarie di un tempo o perché non riescono ad affittare l'appartamento che hanno ai prezzi di cinque anni fa. Purtroppo nella maggior parte dei casi abbiamo a che fare con persone stupide, ignoranti ed avide. Di certo la loro generazione al momento non può essere chiamata in causa per risolvere proprio quello che ha creato. I ragazzi di oggi che sono interinali a singhiozzo devono beffardamente ringraziare i loro nonni o i loro genitori per quello che sta accadendo o per il lavoro che non hanno. Purtroppo non può avere futuro un paese in cui sono (per adesso) i nonni a prendersi cura dei nipoti, e non il contrario. Il peggio deve ancora arrivare: l'unica incertezza è il quando." Eugenio Benetazzo segnalazione di Alina F., Varese

Un futuro senza pensioni
6 giugno 2010 alle ore 23:24•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (90)
alvisea fossa
6 giugno 2010 alle ore 23:33CIAO BEPPE
BENETAZZO HA CAPITO TUTTO, GRANDE BENETAZZO
ALVISE
Punco X
6 giugno 2010 alle ore 23:46Secondo me in questo post ci sono scritte un bel po' di fesserie!
Chi oggi percepisce una pensione non l'ha mica rubata. Se l'è conquistata con il lavoro e con le lotte, soprattutto con le lotte.
La mia generazione non percepirà una pensione non per la meschinità di chi oggi è vecchio ma per l'avidità di una classe imprenditoriale e di uno stato che non ha più alcun interesse a garantire una vita decente a chi lavora e non vive di rendita come loro.
Il nostro problema non sono i vecchi ma la scarsa capacità di lottare come fecero loro (oltre che la mancanza di prospettive).
Il nostro problema cominciate anche a essere voi, col vostro qualunquismo, che ci porterà verso una guerra tra poveri e favorirà il sistema.
Paolo Martini
7 giugno 2010 alle ore 00:43Consiglio di calare la maschera e vedere le cose come stanno. Come il buon Benetazzo ha capito (anche se spesso e' equivoco) lo stato di welfare ha fallito. Ha fallito perche' l'uomo e' uomo, cioe' corruttibile. Ha fallito perche' l'uomo agisce per muoversi verso una condizione di vita migliore. Ha fallito perche' e' una utopia, come il comunismo. Pensare di "imporre" la solidarieta' sociale attraverso un'azione coercitiva (tasse) e' tanto stupido quanto pericoloso. Il progetto, durato solo praticamente due generazioni, e' arrivato al capolinea. L'economia non si inventa con la politica. Se non c'e' produzione, non c'e' ricchezza. Altro che PIL. I nostri nonni e genitori avevano produzioni, noi abbiamo debiti basati sull'assunto idiota che i consumi guidano la produzione. Ecco qua il patatrac di un esperimento, quello del XX secolo, sbagliato nei presupposti. Il lavoro non e' un diritto, tantomeno le pensioni, e tantomeno lo stato (ossia un gruppo di uomini e non di alieni)puo' intercettare, intepretare e risolvere i problemi delle singole persone. E ricordiamoci per cortesia che lo Stato non siamo noi. Lo stato e' un gruppo di uomini che deceie arbitrariamente sulle teste di altri uomini in base ad un'idea precisa e sbagliata: la maggioranza ha sempre ragione. Finiamola con la bella novella della superiorita' morale dell'uomo di Stato. E' dal tempo dei Greci che ancora si deve trovare un uomo di Stato al servizio dei cittadini. La solidarieta' non puo' essere imposta, altrimenti non e' solidarieta' e genera individualismo sfrenato, nell'idea che ci debba essere sempre qualcun'altro (lo Stato) a pensarci per noi. E la colpa, si' e' dai nostri padri. Che come lo Stato, se ne sono fottuti del futuro, e hanno solo voluto una vita migliore per loro stessi e i loro figli. Ora paghimao tutti il conto.
Gianni Rinaldi
7 giugno 2010 alle ore 01:25Ciao Paolo. Bel commento, molto preciso e veritiero. Mi sembra scritto con molta obiettività e questo è importante. Sono daccordo con te, purtroppo l'uomo per sua natura è avido e approfittante e per questi motivi non può vivere in uno stato di welfare.. soltanto chi ha l'ha conquistato con le sue mani può capire l'importanza e la fortuna di vivere in uno stato che ti offre assistenza e servizi (a te cittadino) sotto forma di solidarietà.
Paolo Martini
7 giugno 2010 alle ore 02:29Ciao Gianni,
la tragicita' dell'uomo del XX secolo e' stata quella di credere di poter pretendere diritti e privilegi in modo gratuito, da uno stato che lo ha ipnotizzato con la favola di Babbo Natale. E cioe' che si possa guadagnare senza produrre, che bastino soldi e debiti per poter garantire ricchezza, diritti e privilegi a tutti. Purtroppo l'economia e la logica impongono un ragionamento ben piu' profondo. Quando sento parlare della crisi del capitalismo e del libero mercato, sorrido. Non esiste libero mercato dall'800. Solo costante e progressiva interferenza istituzionale che ci ha svuotato di tutto quello che potevamo avere per poter garantire privilegi agli ultimi rimasti a produrre qualcosa. La cosa piu' triste e' poi vedere come ancora la gente si accanista a richiedere uno Stato piu' giusto ed equo, quando e' una contraddizione in termini. Io come uomo non potro' mai credere che qualcuno piu' di me possa capire i miei bisogni. E non cerchero' mai che qualcuno si imponga per risolvermeli. Questo e' quello che chiamo solidarieta' sociale. Io faccio la mia parte, e vorrei che anche gli altri facessero la loro.
spaceboy www.anakedview.com
7 giugno 2010 alle ore 01:56
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Se vuoi capire come funzionano i sistemi autoreferenziali come l'AGCOM e il Parlamento, leggi questo articolo:
http://www.anakedview.com/autopoiesis_referenzialita_sistemi_sociali.html
Guardate la realtà, senza fregature.
Su
www.anakedview.com
e poi ne riparliamo
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rosario v.
7 giugno 2010 alle ore 06:42La "colpa" non è di una "generazione".
La colpa è di chi ha COMANDATO in questa generazione.
Già la sola suddivisione delle casse previdenziali grida vendetta!
Abbiamo che i bancari e gli assicurativi sono superprotetti ANCHE DOPO, anche se mandano in malora aziende o interi stati, hanno la cassa pensionistica separata.
Non partecipano alla cassa integrazione delle altre "categorie", la società è ghettizzata e chi si è dovuto accontentare di stipendi miserando da lavoratore attivo poi si ritrova anche fregato dopo, con tagli, rinvii, e comunque anche dopo con pensioni miserande.
Chi invece è stato tranquillo e protetto, navigando una vita sul lavoro e i soldi degli altri, continua a goderne i benefici (e in modo notevole) anche dopo.
La non compartecipazione di queste categorie alla DIFESA dello sviluppo e del livello produttivo del paese grida vendetta.
Poi ci sono le altre "fregature".
I sindacati e il governo hanno impostato un sistema pensionistico nell'ipotesi di una crescita continua della popolazione e della produzione.
Un sistema, poi, basato sull'inflazione !
Assurdo, innaturale e irrealistico.
Oggi ne vediamo le conseguenze.
Invece di CAPITALIZZARE (e fare maturare gli interessi) per ciascuno individualmente, come da manuale di matematica finanziaria, hanno preso i soldi miei, quelli che servivano per la mia pensione, e li hanno usati per pagare gli altri (o, ovviamente, viceversa).
Il sistema aveva quasi senso in un sistema chiuso, circolare, con produzione in crescita e inflazione pure.
Il che è indice della assurda miopia politica di chi ha ridotto in malora un paese intero pur di mantenere il potere e non sbattersi minimamente per sviluppare seriamente il mezzogiorno d'Italia !
roby f.
7 giugno 2010 alle ore 07:57Le casse INPS nei decenni passatti, sono state un pozzo di denari,nei quali i governi hanno tuffato le mani per elargire pensioni,gestire cassa integrazione, ecc.....poi nel '93 con una riforma fu introdotto il concetto di calcolo della pensione su base mista e poi a seguire su base retributiva e non contributiva...poi è stato applicato invece che lo scalone(2006 governo prodi)gli scalini per andare in pensione a 65 anni.Per questo motivo chi oggi lavora deve stare 5 anni di più(salvo non perda il lavoro prima).
Ad un aumento dell'età pensionabile doveva corrispondere una riduzione dell'orario di lavoro portando a 6 ore giornaliere, per equità, e abbassare il livello di disoccupazione.
Invece se ne sono sbattuti tutti, in primis i sindacati(tanto la maggioranza degli iscritti sono appartiene alla categoria dei pensionati..)e il resto si arrangi, disocuppati,precari,cassaintegrati...il sistema non può reggere perchè ogni lavoratore ha tre pensionati sulle spalle, per cui dubito che L'Inps potrà andare avanti così.....forse a breve ingloberanno le altra casse di previdenza che sono in attivo..ehhh...vedrete come s'incazzeranno gli interessati.......
Fulvia P. Broghammer
7 giugno 2010 alle ore 08:01Chi pagava i contributi trentánni fa pagava cifre che ora sembrano ridicole, ma allora erano una buona parte dei suoi guadagni.
Queste sono state usate per pagare la pensione (buona) a coloro che erano in pensione e molti di essi non avevano mai pagato contributi.
Lo stesso dovrebbe succedere ora, ma c´e´un´enorme differenza, al contrario di trent´anni fa la popolazione e´diminuita e i contributi non sono sufficienti.
Tirare in ballo la scusa dei contributi versati e´una presa in giro.
Quando mai le pensioni elargite sono state commisurate ai contributi versati?
Claudio Mastropietro
7 giugno 2010 alle ore 08:26Un articolo vergognoso!!! Tale argomentazione viene troppo spesso utilizzata da coloro che vogliono smantellare lo stato sociale scaricandone le colpe sulle generazioni precedenti, da coloro che devono giustificare le indecenti riforme in materia di pensioni di vecchiaia e di anzianità che ci costringono a ricorrere a fondi pensione private per garantirci un reddito sufficiente, ripeto sufficiente..., per arrivare fino alla fine dei nostri giorni. Se avessi letto tale articolo sul Corriere della Sera (con il consiglio di amministrazione che Beppe Grillo conosce molto bene visto che ne parla proprio nel post principale relativamente allo scandaloso attacco nei confronti di Di Pietro....) non mi sarei meravigliato ma l'averlo trovato su questo blog mi lascia veramente amareggiato. "La giostra della cuccagna" potevate sicuramente risparmiarvela!!!!!
alessandro a.
7 giugno 2010 alle ore 08:42I ragazzi di oggi che sono interinali a singhiozzo devono beffardamente ringraziare i loro nonni o i loro genitori per quello che sta accadendo o per il lavoro che non hanno......
brutto pezzo di merda che non sei altro
Alessio Onofri
7 giugno 2010 alle ore 18:42Guarda che hai le idee un pò confuse. A mi nonna glie danno la pensione grazie ai contributi de mi madre.
A causa del non futuro per i giovani che si affacciano sul mondo del lavoro (che non c'è) mi madre che sta garantendo la pensione a mi nonna, non solo andrà in pensione più tardi di lei, ma prenderà anche molto meno. Mentre per quanto riguarda me, se non sarò particolarmente remunerativo per me stesso e per la mia previdenza, a 105 anni, probabilmente prenderò sta cippa.
alessandro a.
7 giugno 2010 alle ore 09:06Eugenio Benetazzo,
si vede che non capisci un emerito caxxo sia di economia che di finanza,
Puoi solo fare lo showman (il predicatore finanziario.....) davanti ad un pubblico
beota
ma non venire qui a parlar di pensionati avidi e corrotti
E' dal '85 che il mondo industrializzato sovrastima le proprie capacità produttive per un pil drogato basta dare una semplice occhiata al down per capirci un minimo.
machetelodicoafa !
a proposito staff di grillo complimenti veramente complimenti per l' ottimo articolo e vvai con la pensione integrativa!
giuseppe galiardo
7 giugno 2010 alle ore 09:50 Usa, diffusi venerdì e peggiori delle attese, e dai timori per l'Ungheria dopo l'allarme, poi corretto, sui rischi di default per l'economia del paese che riporta in primo piano i rischi di crisi sull'Europa.
Mentre la Borsa di Tokyo ha vissuto la peggior seduta dell'anno e ha chiuso perdendo il 3,84 per cento, anche le europee hanno aperto in deciso calo. Milano dopo i primi scambi perdeva l'1,67 per cento, Parigi l'1,7% e Londra l'1,40%. In difficoltà anche l'euro, sceso sotto 1,19 dollari per la prima volta dal 2006. La moneta unica europea ha toccato 1,1878 sul biglietto verde poi è risalita sopra 1,19 sui mercati europei.
Male anche le altre Borse asiatiche, con Honk Kong a -2,13% e Shanghai a -1,64, mentre sempre sui mercati asiatici i future sul petrolio Light crude sono arretrati di a 70.07 dollari, dopo aver toccato un minimo di 69,51 dollari.(la borsa se serve a separare il denaro da gli inlusi, ed esternalizzare i debiti VA ANCHE CHIUSA)
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
7 giugno 2010 alle ore 10:38SONDAGGIO - LiberalVox: "BOCCIATO BRUNETTA"!!!
Si è concluso in questi giorni il sondaggio che LiberalVox ha lanciato tra i suoi lettori per raccogliere il gradimento sull'operato del Ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta e sulla efficacia della sua "riforma". Il Ministro ne è uscito con le ossa rotte! Altro che Brunetta. Altro che riforma della Pubblica amministrazione. Altro che fannulloni. I cittadini italiani da quando c'è Brunetta al "comando delle scartoffie" sono le vere ed autentiche vittime della demagogia del governo e dei suoi ministri.
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gianni terzani
7 giugno 2010 alle ore 10:48Qui ci sono tutti i limiti "politici" del comico genovese. Ciò che manca da tempo nel Paese è la solidarietà e, con questi articoli, si crea ancor maggior divisione.
I limiti politici sono evidentemente tanto presenti anche nella mente del Sig. Benetazzo, al punto tale da fargli dimenticare che il debito pubblico, generato dallo strapotere delle banche, pareva fosse l'obiettivo della sua quotidiana battaglia. O era solo un tema da sfruttare per entrare nel teatrino mediatico?
Sabina M
7 giugno 2010 alle ore 11:21Mi chiedo perchè le persone tendono a scaricare ad altri quello che non va; ognuno di noi deve essere responsabile di quello che pensa e di quello che dice. Rimboccarsi le maniche e darsi da fare è la via di uscita e non lamentarsi. Di denaro ce n'è in abbondanza per tutti; i ricchi diventano sempre più ricchi perchè i soldi li investono e li fanno girare, tenerli in banca non serve a nulla. Le pensioni bisogna costruirsele col proprio lavoro e non aspettare che te le diano perchè il sistema funziona così. Chi non cambia mentalità e modo di fare rimane indietro e sarà difficile recuperare, il mondo va avanti molto velocemente. Sempre ottimismo e entusiasmo
roby f.
7 giugno 2010 alle ore 11:25Fare una sintesi talvolta è necessario e può apparire di cattivo gusto, ma necessario e cioè, vedere la realtà così com'è, anche dal punto di vista matematico.
Intanto la cosa certa è l'allungamento dell'età pensionabile di 5 anni.
Detto questo i soldi ci sarebbero, per avere un sistema welfare che possa dare garanzie per disoccupati,pensionati,diversamente abili(che forse preferirebbero un'occupazione al posto dell'elemosina)questo implica però, anche una buona gestione delle risorse, in particolar modo per pensare anche alle generazioni future.
Per quanto riguarda Benetazzo, concordo con le sue analisi, fatte in modo oggettivo e dire che il sistema pensionistico è a rischio, non significa alimentare guerre fra poveri, serve a far capire al'opinione pubblica la situazione in cui ci troviamo, tanto poi i problemi ce li troviamo adosso noi(accusati di essere il partito dei pessimisti)mentre i nostri "accusatori" come dice Beppe: stanno facendo il tagliando all'elicotteri......avremo un'altra "rotta dei topi"?.
hyper tak
7 giugno 2010 alle ore 11:28Qui siamo fuori, si è ormai fatto credere, che lo Stato mantiene i pensionati o che i giovani non avranno pensione per colpa dei loro padri !
L' INPS per le pensioni da lavoro, è in regola con i conti, il problema è che deve pagare anche le pensioni sociali, quelle di chi non ha mai versato un cazzo nelle sue casse,sarebbe come se chi paga l' assicurazione dell'auto si vedesse tagliare i rimborsi perchè la compagnia copre anche chi non ha mai pagato la polizza. Basta menzogne.
alessandro a.
7 giugno 2010 alle ore 14:34eggià
gneo pompeo
7 giugno 2010 alle ore 12:05Ma smettetela, ha ragione da vendere! Io conosco persone che negli anni '80 se ne sono andate in pensione a 40 anni! E poi si sono messe a lavorare in nero... Chi credete abbia pagato la loro pensione in tutti questi anni? Noi poveri fessi!
Il fatto che i paesi occidentali abbiano vissuto al di sopra delle proprie possibilità è vero ed è uno dei motivi della crisi attuale, ma questo non c'entra nulla con le pensioni facili che abbiamo avuto!
hyper tak
7 giugno 2010 alle ore 16:33Quelli che se ne sono andati a 40 anni in pensione come dici tu, sono solo gli statali, a cui bastavano 19 anni per avere una pensione.
Nel privato queste cose non sono MAI esistite, e oggi ci si sente dire che non bastano 40 anni di lavoro ,prova ad immaginare cosa vuol dire passarli in una catena di montaggio o in fonderia.
milena d.
7 giugno 2010 alle ore 12:06Perfetto, nella situazione in cui siamo cio' di cui abbiamo piu' bisogno e' proprio una bella guerra generazionale.
Complimenti! Stupenda generalizzazione che fa un gran bene sia a chi tira la cinghia e prova ancora a immaginare cosa sia solidarieta' familiare e sociale, nonostante le ristrettezze (giovani o vecchi che siano), e sicuramente risvegliera' dal loro torpore i vecchi acidi, incattiviti ed egoisti e i giovani intorpiditi dalla disco e dalla tv che non sanno piu' unirsi e lottare per i loro diritti.
Andiamo avanti cosi', per luoghi comuni?
brunella a.
7 giugno 2010 alle ore 12:18Due settimane fa ho sentito che l' I.N.P.S. vanta di aver un forte attivo di cassa nonostante le pensioni di invalidità false (non le danno a chi invalido è), le pensioni di anzianità comprese quelle dei coltivatori diretti che poco hanno pagato ma che comunque prendono bene, quelle dei dirigenti che circa due anni fa sono entrati a pesare sulle casse I.N.P.S. pur avendo versato altrove (in che misura?). La verità é che il nostro governo e opposizione (che si finge tale) ci stanno spolpando per mantenere i loro privilegi, in un momento che già si annunciava grave a novembre dell'anno scorso si sono aumentati le entrate di 1200 euro, si propone di defiscalizzare i redditi delle imprese che assumono dipendenti (prima li lasci a casa e poi riassumi) io cassaintegrata LE TASSE LE PAGO!!!! "I sacrifici vanno distribuiti a tutti" bhe finora li abbiamo pagati solo noi operai con la stessa teoria, ora li paghino loro, basterebbe rinunciassero alle escort, perchè anche quelle le paghiamo noi!E' ora di finirla: tutti a casa !!!!! Vogliamo persone oneste, non con belle parole e fatti sporchi, vogliono guadagnare più che un operaio? va bene ma non in quella misura, non con quei compromessi non con avidità e soprattutto non prendeteci in giro: Marcegaglia, io sono una donna di 48 anni che ha lavorato per 33 in una industria tessile, movimenti ripetitivi alla "Tempi moderni" che mi hanno rovinato la schiena, le spalle e dopo tale tempo mi sono ritrovata per strada siamo rimaste 2 mesi fuori dall'azienda per avere gli arretrati ho fatto un corso A.S.A. e ora spero di trovare lavoro per i 7 anni che mi mancano: ci volete spostare l'età pensionabile chi non riesce ad avere i 40 anni di lavoro muore di fame prima, ci volete toglier la pensione facendola passare come una conquista!!!!!!!!!!!!!! ma vai a lavorare in fabbrica e dopo vedi!!!!!!!!! (insieme alla ministro delle pari opportunità) E il sindacato????? tace a tutto: chi va sui tetti, chi è da mesi su un'isola per il lavoro????
Hard Rock
7 giugno 2010 alle ore 12:38Brunella scrive
"le pensioni di anzianità comprese quelle dei coltivatori diretti che poco hanno pagato ma che comunque prendono bene"...
Brunella...Ma non diciamo minchiate...
I contadini avranno pagato anche poco (ma comunque per 40 anni) ma ora prendono MENO di un extracomunitario immigrato che non ha mai pagato NULLA. I miei genitori sono ex contadini ed IN DUE prendono poco più di 1200 euro (mia madre solo 450 euro) al mese. Se non avessero la casa, un orto e le galline farebbero la fame!! Vergogna.
Il venditore di tappeti arabo che ogni tanto va a trovarli (per vendere qualcosa) prende più di 500 euro al mese. Senza mai aver versato un centesimo anzi venendo sovvenzionato da questo stato di merda. Non ce l'ho con gli stranieri ma con la nostra stupidità che punisce assurdamente gli italiani.
Giuliano G.
7 giugno 2010 alle ore 18:01Eh eh... se fossi la Marcegaglia o Montezemolo mi divertirei assai a leggervi. Dagli ai coltivatori diretti! Dagli agli extracomunitari! Se poi fossi uno di quelli che fanno affari in Italia grazie alle pur malandate infrastrutture italiane e poi però evadono le tasse, ma ovviamente approfittano dei servizi pubblici, allora proprio mi sbellicherei dalle risa. E se poi pensassi che se qualcuno ha qualcosa da ridire, arrivano quelli del partito dell'amore e gli spiegano a suon di manganello che è ora di finirla con l'odio e con l'INVIDIA, beh, allora quasi quasi mi butterei di sotto dal ridere...
brunella a.
11 giugno 2010 alle ore 07:21ho sbagliato acliccare
angelo mora
7 giugno 2010 alle ore 12:51Mi dispiace dissentire , sono quasi sempre d'accordo con i post pubblicati ma qui si rasenta la follia. Ho versato per 33 anni i miei contributi di uno stipendio di circa 1600 euro al mese e quando andro' in pensione ne prendero' tra 7 anni 1200 forse. Se avessi dati questi contributi ad una assicurazione privata avrei preso piu' del doppio e le assicurazioni non sono enti benefici ma ricavano utili. Ho gia' subito una decurtazione del 20% nel passaggio dal sistema retributivo a quello misto e l'ho giudicato un furto. Sono d'accordo che i miei contributi debbano servire anche alle pensioni (vere) di invalidita' e allo stato sociale , quello che non mi trova d'accordo e' che i miei soldi servano a pagare le pensioni d'oro dei politici e dei bojardi dopo solo 2 anni e mezzo di lavoro(???) e che allo stesso fondo ci attinga anche la cassa integrazione , ed e' questo un altro scandalo. Quando la Fiat guadagna i soldi se li mette in tasca , quando vuole farsi pagare qualcosa mette in cassa integrazione gli operai. sarebbe piu' giusto se parte dei suoi guadagni li versasse in un fondo di solidarieta' da utilizzare per la cassa integrazione senza toccare quelli delle pensioni. Dire che abbiamo vissuto troppo bene , quando non arriviamo nemmeno a meta' mese , e che dobbiamo tirare la cinghia e' puro masochismo. Per cui posso pensare che l'autore del post sia o un masochista , o un disinformato oppure un bojardo di stato. angelo Mora
alessandro a.
7 giugno 2010 alle ore 14:30ma lo sai quello che scrivi?
lo sai quant'è la pensione privata a parità di montante con quella pubblica naturalmente attualizzandone il valore?
lo sai cos'è la reversibilità o ai superstiti?
bene informati e poi ravvediti.
Cristian Perniciano
2 luglio 2010 alle ore 14:17Sei sicuro che se avessi dato i tuoi soldi ad una privata avresti preso più del doppio, con la copertura degli stessi rischi? Casomai mi suggerisci a quale prodotto assicrativo ti riferisci, così vi aderisco anche io?
Alina F.
7 giugno 2010 alle ore 13:12La prosa di Benetazzo è sferzante e caustica ma è ottima per risvegliare le coscienze assopite, per prenderle per il bavero ed assestar loro sonori schiaffoni.
La crisi del lavoro è troppo estesa per pensare che questo di stato di cose possa continuare, tutto qui.
La tranquillità dopo una dura vita di lavoro con la quale si gode la meritata pensione non è già più tale e per la maggior parte di coloro che hanno dai 50 anni in giù è un'asserzione fuori luogo e fuori tempo, una frase senza alcun significato.
Forse siamo arrivati anche troppo tardi per cercare di fare capire.
E' stato bello. Saluti e grazie.
carlo ruberto
7 giugno 2010 alle ore 14:17Penso che io, ragazzo di 25 anni, laureato nei tempi con il massimo dei voti,una pensione non la vedrò mai..
poi c'è un tal renzo bossi,segato 3 volte alla maturità, che siede nel palazzo della Regione Lombardia
che schifo!
http://carloruberto.blogspot.com/
alessandro a.
7 giugno 2010 alle ore 14:39penso che tu ti deva Incazzare ma di brutto
penso che
tra poco avremo Tutti delle pensioni minime così non si fa torto a nessuno meno a chi i contributi li ha versati sonati e cantanti!
se vogliamo parlare di pensioni seriamente partiamo dalla Testa e poi fino alla coda, ce ne per tutti.
giacomo carcione
7 giugno 2010 alle ore 14:50non so chi sia questo "signore" e non si comprende bene cosa voglia dire....
forse intende che coloro che attualmente godono di una pensione normale, cioè più o meno misera, stanno "rubando i soldi?
mah!
e quindi sottointende che questi "privilegiati del lavoro" vi dovranno prima o poi rinunciare......per chi o per che cosa?
forse per permettere a gente come lui di scrivere simili facezie?
sembra quasi che lo dica con un piacere sadico...
eh, eh...ben vi sta..lavoratoriii...finita la cuccagna!
faccio notare a questo signore che la pensione è basata( per i comuni mortali) sui contributi versati...nell'arco dei 35-40 anni della vita lavorativa;
azienda e lavoratori hanno versato cifre non trascurabili e non è affatto detto che alla fine allo stesso lavoratore "ritornino" questi soldi...
propongo agli istituti pensionistici un accordo molto semplice...
la restituzione al lavoratore una tantum dell'insieme dei contributi versati( azienda + lavoratore), ovviamante con gli interessi legali e riconoscendo all'istituto una certa percentuale( 5%?) per le spese di gestione...
nessuna pensione e nessuno onere ulteriore
in questo modo si salvaguarda il bilancio finanziario dell'istituto...
inutile dire che una proposta simile non avrebbe probabilità di essere accolta...
la solita storiella del lupo e dell'agnello...bisogna opprimere comunque coloro che "stanno in basso" anche quando non è necessario e non c'è alcuna colpa...
così, solo per esercitare il potere...poi c'è qualche "utile idiota" o qualche leccobardo (a pagamento o per natura) che si presta al giochetto....
Carlo Gamurri
7 giugno 2010 alle ore 15:35Mah...ma davvero, senza cattiverie, esistono libri di storia economica anche poco cari, da leggere prima di dare fiato al cervello. Le pensioni italiane hanno subito diversi scossoni nel tempo,dalle baby pensioni all'utilizzo improprio dei fondi INPS.La loro esisitenza e' fondamentale, cosi come la salvaguardia del diritto pensionistico. Chi non ci crede venga a farsi un giro qui negli USA, sove la pensione,anche quella statale e non legata all'impresa, e' talmente bassa che constringe gli ex poliziotti a lavorare da Walmart come cassieri a 78 anni.Se ci sono i precari oggi, e se esiste uno squilibrio nelle remunerazioni andate a chidere ai nostri capitani di ventura e ai nostri evasori.Ah, e comunque bello vedere come ormai il blog sia un ricettacolo di cazzate da basso ventre...ma si, la colpa e' dei vecchi, certo, e tra un po' anche dei negri e degli ebrei e del petrolio che crea i terremoti...sindrome da leghismo cosmico
marco t.
7 giugno 2010 alle ore 15:55sono d'accordo con l' articolo !
non vedo perchè debba pagare io i privilegi e le scelte sconsiderate di chi mi ha preceduto.
per privilegi intendo le baby pensioni, gli scivoli di anni, le pensioni di invalidità che oggi non sarebbero più concesse, fino ad arrivare alle pensioni d' oro acquisite a tempo di record.
TOCCHIAMO GLI INGIUSTI DIRITTI ACQUISITI !
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
7 giugno 2010 alle ore 16:09SE 'TUTTI' FANNO SACRIFICI...
Difficile pensarla come un leghista, ma in questo caso come dare torto a Roberto Calderoli? Peccato si tratti della solita propaganda di regime, quella, tanto per intenderci, che grida su tutti i media di voler ridurre i costi della politica e le auto blu, di voler abolire le province, di voler dimezzare il numero dei parlamentari e ridurre i loro stipendi, di voler dare un taglio alle retribuzioni dei presentatori Rai, ma che poi fa marcia indietro e continua a farsi i "fatti" propri! Peccato che questa che stiamo per riferirvi, è la solita proposta "spot" di un governo, ma più in generale di un'intera classe politica - non riusciamo a ricordare una sinistra che abbia agito diversamente quando era al governo - che difende i soliti "privilegiati" e che continua a chiedere sacrifici ai soliti "tartassati"! Dopo i paventati tagli agli stipendi dei politici e agli uomini Rai, ora toccherebbe a quelli dei calciatori. La proposta, sacrosanta!!!, parte ancora una volta dal ministro Roberto Calderoli che, invita club e Federcalcio a "partecipare ai sacrifici degli italiani di fronte alla crisi" ridimensionando gli ingaggi dei giocatori. "Se tutti fanno sacrifici - sottolinea il leghista - il sacrificio si ridurrà per tutti e potrà essere sopportato meglio da tutti. È chiaro che il mio può essere solo un appello, ma sarebbe opportuno che la Federcalcio riducesse i premi previsti per i calciatori della Nazionale in vista dei Mondiali e che gli stessi giocatori decidessero di rinunciarci a titolo onorifico. Inoltre sarebbe bene che anche le società abbassassero gli ingaggi, che stridono con quella che è l'attuale situazione economica". Lapalissiano! Non fa una piega! Una proposta "per dare il buon esempio", che però scatena la reazione di mondo politico e sportivo. La casta, insomma, non ci sta! La casta non si tocca! Sentite i milionari, logicamente in euro, del pallone cosa hanno da dire...
>>> CONTINUA SU:
Paolo Martini
7 giugno 2010 alle ore 17:33Eh si, se mio nonno aveva le ruote era una carretta...
domenico t.
7 giugno 2010 alle ore 16:32miracolooooooooooo e resuscitato!!!!!!!!!!!
Paolo Martini
7 giugno 2010 alle ore 16:33Dai commenti si intuisce una sostanziale ignoranza economica dailla maggioranza dei lettori. I quali si fanno certamente coccolare da discorsi politichesi che poco hanno a che fare con la reale azione umana. L'economia e la stessa azione umana non si inventano come le parole. Cosa come pensioni, ferie pagate, malattia, indennita', sebbene indiscutibilmente meravigliose (chi non le vorrebbe) sono anche utopie che fino ad ora si sono rette su una coercizione (tasse) e su un impoverimento (debito). Non c'e' molto da aggiungere. L'esperimento e' durato due generazione e gia' e' fallito. Chi attribuisce la colpa ai soliti mercanti imbroglioni, agli speculatori, ancora un volta prende un granchio enorme. L'errore e' stato quello di far credere alla gente che si puo' vivere alle spalle degli altri (pensioni, indinnita', ferie, eccc.) grazie al pagamento coercitivo (tasse). Peccato poi che lo Stato e' composto da uomini e non da alieni. E i privilegi vengono mantenuti a suon di spese matte e corruzione. Qualcuni mi puo' spiegare poi per quale motivo si continua a credere che se tutti pagassero le tasse tutti si pagherebbe meno? Dove sta scritto? Semplicemente se lo Stato fosse piu' ricco al massimo spenderebbe di piu', e come insegna la storia non certo per ottimizzare le risorse, am per mantenere piu' privilegi.
hyper tak
7 giugno 2010 alle ore 16:49Continuate pure a raccontarvela ma l' Inps è nata proprio per assicurare una pensione a chi aveva lavorato una vita proprio perchè le assicurazioni private tanto declamate oggi non offrono mai garanzie,come molti datori di lavoro che non versavano i contributi e si tenevano i soldi, ai tempi di mio padre,operaio, l'Inps ha cominciato a venire saccheggiata da categorie che mai avevano versato contributi,coltivatori commercianti e persino i calciatori tutti attaccati alle mammelle di un Istituto Pubblico, ma pagato coi soldi dei privati, false invalidità ,pensioni sociali,baby pensioni statali e via così ,ora che i soldi vengono a mancare perchè gli operai stanno sparendo, si penalizza chi ha sempre tirato la carretta, e lo si prende anche per il culo.
Giuliano G.
7 giugno 2010 alle ore 17:36Paolo Martini e altri in questa serie di post capiranno di economia, ma fanno finta di non capire di società, comunità e Stati.
Non c'è solo un modo di cercare un equilibrio all'interno di una comunità, e quindi non c'è solo un modo di affrontare le problematiche economiche. Non siamo ancora alla fine della Storia. La parola "diritti" ha certamente un valore relativo. Se non si guarda alla società come evoluzione storica, la parola "diritti" non vale nulla. Ma allora non valgono neanche le leggi, l'uso "legittimo" della forza da parte di uno Stato, e la stessa idea di Stato. Buttiamo a mare tutto e diciamoci pure: ognuno per sé e dio per tutti. En passant, neanche la proprietà privata sarebbe un diritto. Ovviamente potremmo fare guerra tutti i giorni per difendere ciò che abbiamo (poco o tanto), ma anche gli altri potrebbero fare guerra per portarcelo via. Ma mi pare che dovrebbe essere un dato acquisito quello di guardare alla società in termini storici. E allora i diritti ci sono. Non eterni, ma ci sono. Se si vuole tenere insieme in qualche modo una società, sarà bene cercare di creare e mantenere le condizoni per dei diritti equi. In termini storici la società italiana (ma non solo) ha fatto dei progressi - insufficienti, non tutti positivi... - proprio tramite la conquista di "diritti". E' giusto non trasformarli in religione, ma è una menzogna sporca quella di chiamarli privilegi e chiamare alla guerra tra poveri, per osservare da comoda posizione come questi si massacrano a favore di chi può permettersi di goderne i vantaggi. Negli ultimi 20 anni in Italia ci sono state (per quanto limitate) riduzioni del costo del lavoro (in termini di aumento della produttività, esternalizzazione delle produzioni, prepensionamenti, cassa integrazione, mobilità a spese INPS). Queste maggiori efficienze (per quanto limitate possano essere) sono servite a far aumentare il reddito della parte più ricca del Paese. Chi dice che era l'unica via possibile?
Paolo Martini
7 giugno 2010 alle ore 18:15Giuliano,
il tuo post si contraddice nei termini non so se te ne rendi conto. Chi capisce e studia l'economia, non puo' non capire la societa' e la sua evoluzione. Io parlo di economia, non di ingegneria sociale, come fa il 99% dei sedicenti esperti economisti che puoi leggere per es. sul Sole24ore. L'economia e' lo studio dell'azione umana, e' scienza sociale e non matematica come molti tendono a credere. Quando parli di diritto ,di proprieta' privata, cosa intendi esattamente? Io non ho mai sostenuto che nell'evoluzione verso lo stato di welfare (cosa anche abbastanza ovvia per tradizione e storia in europa soprattutto a seguito delle due guerre)ci sia stata malaintenzione, ho solo sostenuto che e' un errore credere che la tassazione coercitiva da parte di un gruppo di potere (governo) possa generare qualsiasi cosa che lontanamente si avvicini alla solidarieta'. I diritti di cui parli sono si' privilegi, perche' si basano su presupposti errati che MAI potranno essere validi per tutti. Non so se ci hai fatto caso, ma tutti gli Stati al mondo sono indebitati. Questo succede perche' fanno economia in modo politico, interferendo costantemente e pensando a cio' che dovrebbe essere senza mai analizzare cio' che e'. Alla lunga pero' rimane l'economia nuda e cruda: ambizioni, sogni, produzione e scambio tra uomini singoli e diversi, ognuno che cerca ilmeglio per se' e la propria comunita'. Che tu lo voglia o meno lo Stato e' del tutto inutile al funzionamento di una societa'. Questa (e non lo dico io) si autoalimenta delle interazioni spontanee tra gli individui che non trovano giovamento a farsi del male, a meno che costretti. La solidarieta' la puoi trovare molto di piu' in Onlus private che non negli organismi "ufficiali e istituzionali" nati solo per mantenere privilegi di un gruppo di uomini, su altri uomini.
Giuliano G.
7 giugno 2010 alle ore 19:28Paolo, capisco quello che dici. Io non vorrei proprio fare il difensore dello Stato, tanto più con la S maiuscola. Il mio discorso è certamente semplicistico. Forse anche contraddittorio. Io non vedo lo Stato come un meccanismo che mi permetta di sentirmi irresponsabile. Anche la migliore forma di stato non può funzionare bene senza la responsabilità di tutti. Però forse bisogna riconoscere che allo stato attuale delle cose, se per un attimo si cancella lo Stato, resta in campo uno sbilanciamento gigantesco di poteri, capacità, disponibilità, e mi pare ampiamente dimostrato che coloro che hanno più potere non lo cederanno, né cederanno pezzi anche minimi del proprio benessere. Io posso sognare un mondo senza Stati, e che si autoregola grazie alle relazioni umane paritetiche. Al momento non mi pare ce ne siano le condizioni. Se mi dici che è del tutto inutile affidarci a uno Stato senza a) criticarlo, cercare di cambiarlo e b) cercare nel frattempo di costruire relazioni che non abbiano bisogno dello Stato - beh, posso essere d'accordo. Ma se mi dici che lo Stato - nelle condizioni date - è solo un impiccio, ti dico che secondo me questo è un punto di vista funzionale a chi ha potere. Anche perché quando mi parli di "scambio tra uomini singoli e diversi, ognuno che cerca il meglio per se' e la propria comunita'", vorrei sapere quali sono queste comunità. E quando dici che [la società] "si autoalimenta delle interazioni spontanee tra gli individui che non trovano giovamento a farsi del male, a meno che costretti.", mi domando di quale società stai parlando. Perché io vedo in giro parecchi individui che per privilegiare i propri interessi molto oltre il necessario (ovviamente concetto arbitrario, me ne rendo conto) sono dispostissimi a trattare altri individui come quasi schiavi, schiavi, numeri, mezzi di produzione, gente sacrificabile, danni collaterali, eccetera.
Paolo Martini
7 giugno 2010 alle ore 20:13Giuliano,
hai perfettamente centrato il punto:
"Anche la migliore forma di stato non può funzionare bene senza la responsabilità di tutti."
Questo candizione e' talmente utopica da far sembrare il comunismo una pratica normale. Lo Stato e' necessariamente invasivo, proprio perche', come l'ingegneria sociale, parte dal presupposto superbo che gli esseri umani non siano in grado di autoregolarsi e ci sia bisogno di qualche "super-uomo" o "illuminato" a darci la giusta idea, a penalizzarci se sbagliamo o se commettiamo errori in riferimento a delle regole comuni. Ma queste regole comuni, per essere vere ed efficaci, possono solo essere condivise spontaneamente e non coercitivamente. Da qui tutto ci' di cui ho parlato prima. Le comunita' di cui parlo, sono quell'insieme di persone che spontaneamente stanno insieme e si aiutano: famiglie, quartieri, vicinati. Alle volte zone piu' ampie, altre piu' piccole. Certamente il crimine fa parte purtroppo dell'azione umana. Ma bisogna riuscire a determinare cosa sia criminale e cosa no. Cosa lo decide? Chi? Se una persona entra in casa mia e mi chiede i soldi con la pistola, io parlo di furto criminoso. Perche'? Perche' mi estorce con la forza il frutto del mio lavoro. Se invece per esempio arriva uno della finanza con il mitra, si suppone che egli stia facendo un compito sociale. Ma in realta' egli e' solo un uomo che per conto di altri uomini mi sta coercitivamente chiedendo il frutto del mio lavoro. Il punto e' quindi per esempio che non tutti i ricchi sono ladri, e non tutti i poveri devono essere aiutati. L'ugualglianza del genere umano non sta nell'avere tutti le stesse cose o possibilita', ma sta nel fatto che ognuno abbia la "giusta" proprieta' di cio' che gli compete. La ricchezza quindi si genere solo con la produzione. La pensione non 'e produzione percio' deve essere pagata con la ricchezza altrui.
Giuliano G.
7 giugno 2010 alle ore 22:28Paolo,
A me sembra che tu eluda la questione: che scelte facciamo ora, in una società che ha una storia dietro, e in cui non c'è equità, non c'è '"giusta" proprietà di ciò che ci compete'. Perché anche l'attuale suddivisione di proprietà e ricchezze è figlia di una storia, non di un "giusto" a priori. E perché questa proprietà tende a proteggersi ad ogni costo (alla faccia di "famiglie, quartieri, vicinati").
Trovo inevitabile che dentro questa storia ci siano conflitti. Si tratta di capire come far vivere questi conflitti senza che siano distruttivi come le guerre. Io non sono per uno Stato purchessia, invasivo per il gusto di esserlo, ma per uno Stato democratico che tenda verso una maggiore equità e giustizia. Che intervenga quando necessario, che tenga conto delle disuguaglianze enormi che si sono accumulate nei secoli (che tendono a perpetuarsi, quindi a mio avviso interventi correttivi SONO necessari). Se rinuncio a questa prospettiva non mi resta nessuna "giusta" competenza, ma solo la difesa a forza di ciò che ho, quando qualcun altro non riesce ad avere neanche di che sopravvivere. Io non ho detto che tutti i ricchi sono ladri. Ma "ricco" e "povero" non sono condizioni giuste-a-priori. Sono figlie di un'evoluzione storica degli esseri umani. Producono sofferenza. Non sto a dire che si possono evitare. Si possono mitigare. Ad oggi, non vengono mitigate da "libere" relazioni umane fra chi è ricattato dalla propria condizione, e chi invece ha sufficiente benessere da potersi considerare libero. Le tasse sono una forma di redistribuzione del benessere, che si basa sull'idea che c'è una differenza da mitigare. A me non brucia: ho abbastanza di che vivere decentemente. Anche se lo perdessi so che c'è chi sta molto peggio di me già adesso. E non perché gli "compete".
Credo che non proseguirò questo dibattito. Grazie comunque
Paolo Martini
8 giugno 2010 alle ore 04:19Troppo lunga a spiegare.
Ethics of liberty di Murray Rothbard e Human Action di Mises. Te li consiglio vivamente. Li' troverai tutte le risposte.
nunzio de sario
7 giugno 2010 alle ore 17:49baby pensioni, invalidita' false... vero, verissimo ma..... vorrei solo mettere in risalto una piccola cosina per me tanto ma tanto significativa. Abbiamo in Italia qualcosa come 620.000 auto blu !! esatto 620.000 vale a dire 60.000.000 di abitanti diviso 620.000 = 97 (un auto blu ogni 97 abitanti). Mi risulta che negli USA ci siano 70.000 auto blu su piu' di 350.000.000 di abitanti. Facendo due conti (costo iniziale, manutenzioni, garage, autisti ecc) salta fuori la finaziaria ovvero 20 miliardi di euro l'anno di spesa. Diciamo che la meta' delle auto sono ferme e servono di scorta??? ok 10 miliardi di euro. Non ci vuole un economista per capire cosa c'è che veramente non funziona in questo paese.
Alessio Onofri
7 giugno 2010 alle ore 18:04Donne in pensione a 65 anni. "E' l'Europa che ce lo chiede".
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Se l'Europa non fosse così cattiva da chiedercelo, pensione a 60?
E se non fosse stata così infame da chiederci la manovrina? Niente manovrina? Vero Lupi?
Vero Sacconi? Vero Italioni?
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Prossimamente ci diranno: l'italia esce dall'euro: "è l'europa che ce lo chiede".
Mario Lessi
7 giugno 2010 alle ore 18:31Ai lavoratori miei coetanei.
a tutti coloro che come me hanno 56-57-58 anni; io sono stufo di subire l'ennesima riforma delle pensioni.
Prima dela riforma Dini, mi sarebbero bastati 35 anni di contribuzione, a tutto oggi, con le finestre mobili della riforma 2011/2012, lavorerò 41 anni; pagando 41 anni di contribuzione, ma me ne saranno accreditati solo 40.
da 35 anni a 41 anni di lavoro c'è un'aumento del 17 per cento. Pertanto se un vecchio lavoratore campava 80 anni. io e voi dovremo campare anni 93,6 .
" alla faccia dell'allungamento della vita "
L'INPS è nettamente in attivo, quale è allora il motivo di tali ricorrenti manovre ?
Perchè un'immobilismo da parte delle istituzioni?
Dal momento che saranno i salari dei giovani a far muovere l'economia, perchè non promuovere azioni che agevolino le assunzioni del mondo giovanile, in sostituzione delle maestranze anziane ?
Il denaro si deve trovare.
e qui sono noioso, mi ripeto per l'ennesima volta.
scusatemi
Lotto, superenealotto, gratta e vinci, slot-machine , Lotterie varie, hanno fatto incassare allo Stato nell'anno 2009, oltre 53 Miliardi di EURO; quale destinazione migliore, se non quella di un uso per il sociale ?
53 miliardi di EURO tolte le spese di gestione e il montepremi, sono una cifra che equivale alla recente FINANZIARIA : ( sono soldi di noi cittadini ).
con questo un saluto cordiale
sabrina a.
8 giugno 2010 alle ore 00:36Io ho 34 anni ma concordo con ciò che hai scritto conosco gente nella tua stessa situazione e per chi ha lavorato una vita è giusto che si goda e si viva scusa la parola la "vecchiaia serenamente". Ti auguro che ciò avvenga al più presto.
brunella a.
7 giugno 2010 alle ore 18:49Nel mio commento delle 12:18 non ho precisato la crisi della mia azienda: due fratelli, uno ha rilevato l'azienda con fatturato, ha rilevato le nostre liquidazioni, abbiamo lavorato, non pagava i fornitori, le bollette ENEL (680000 euro), il gas siamo rimasti senza gas per fortuna era estate altrimenti stavamo al freddo, ha cominciato a non pagarci. I chiarimenti e le promesse che faceva ai sindacalisti erano pure prese per i fondelli, dopo 2 anni ha chiesto la cassa integrazione per cessata attività, siamo rimasti fuori per due mesi agosto e settembre giorno e notte per impedire che portasse via i macchinari e il lavoro già venduto. Dopo 2 mesi il fratello si presenta bel bello a proporre di lavorare per lui che avrebbe rilevato il ramo d'azienda, aveva bisogno di circa 20 persone su 60 che eravamo, la maggior parte di noi ha rifiutato perchè non si fidava, abbiamo preteso ci fossero pagati gli arretrati, le liquidazioni sono rimaste in attesa che ci liquidi l'INPS, chi ha voluto è rientrato, sono rimati 4 mesi al freddo, aveva nevicato e fuori eravamo a - 10° hanno lavorato hanno fatto straordinari ci saranno immagino scorte di lavoro pronte e ora chiude anche lui (avevano nel corso di questi anni aperto in Bosnia un calzificio) rimettendole nella cassa integrazione aperta dal fratello. I debiti rimangono agli italiani e tutte le entrate a loro. QUESTA LA CHIAMANO CRISI io lo chiamo raggiro con il consenso e il beneplacito del governo. VIVA L'ITALIA! Questa procedura è stata attuata da molte aziende, a noi la tristezza di ciò che verrà.
a volte (ritornano)
7 giugno 2010 alle ore 19:21IO LO DICO DA TEM
LE PRECEDENTI 2 GENERAZIONI DI ITALIANI SARANNO RICORDATE COME LE PEGGIORI IN ASSOLUTO.
QUANDO MORIRANNO QUESTI VECCHI BASTARDI (TUTTI COMPRESO I NOSTRI GENITORI) BUTTEREMO LE LORO SPOGLIE NEL MEDITERRANEO CON DISONORE.
FABER C.
7 giugno 2010 alle ore 19:43Facciamo dei bei distinguo: mio padre ha iniziato a lavorare a 15 anni, mattina sveglia alle 6 e lavoro fino alla sera. E a lavorato sempre in imprese private. I segni del tempo si sono cominciati a vedere molto presto. Chissà perchè vedo molti ferrovieri dimostrare molto meno dell'età che hanno, eppure fino a qualche anno fa andavano in pensione giovanissimi. E sti cavolo di sindacati sono ancora li a difendere le donne che lavorano nel pubblico, che notoriamente lavorano meno che nel privato, oltretutto chissà perchè e per come molte poco prima di andare in pensione sono promosse, ottenendo cosi anche un aumento di pensione.
carla ghiglieri
7 giugno 2010 alle ore 21:03caro pinco pallino, se tu fossi una donna che ha da badare alla casa e ai figli, visto che notoriamente i maschi italiani sono uno zero da questo punto di vista, vorrei vedere quanto ti
daresti da fare sul lavoro. La donna media lavora
almento una volta e mezzo l'uomo medio, e guadagna sempre di meno. pensare prima di parlare
sarebbe una buona cosa anche per la gente del
movimento.
carla
roby f.
7 giugno 2010 alle ore 20:07Bisogna fare sintesi,è inutile fare discorsi,piuttosto ora i sacrifici e i soldi delle pensioni le "recuperino" dalle spese dei rimborsi elettorali,l'auto blu,i tfr di fine mandato dei consiglieri regionali, dai gettoni di presenza dei Consorzi di Bonifica,ATO,CDA nubicipalizzate,indennità di carica dei presidenti di provincie,enti,fondazioni,Consulenti,Sagre,Corpi di Polizia che c'è ne un valanga....meeting,insomma una marea di soldi che garantirebbero uno stato sociale dignitoso.....poi con l'europa ci hanno fatto crede che si diventava tutti benestanti...mi sa che invece, abbiamo messo insieme i debiti e spese, per mantenere altri burocrati....
Giulio Noè
7 giugno 2010 alle ore 21:46Ho lavorato 37 anni e sono andato in pensione a 58. Con la potenza di calcolo di Excel ho messo dentro tutti i contributi pagati, il recupero della svalutazione che non ho voluto io e la cifra ottenuta è impressionante, oltre seicentomila euro. A duemila euro al mese quanto dovrei campare per riaverla? Parliamo di tutti quelli che hanno lavorato parzialmente in nero e negli ultimi anni si son fatti pagare i contributi per grosse cifre !!! A ognuno il suo, questo io penso, quindi sì ad un vero federalismo, le pensioni calcolate sui versamenti realmente effettuati, e basta ai soliti furbetti che sfruttano sistemi truffaldini. La solidarietà è una grande presa per i fondelli, io la faccio la solidarietà, ma non la voglio imposta dall'alto dai furbetti che mi guardano nelle tasche. I parassiti, come gli scrafaggi, io li schiaccerei, a cominciare dai politici inetti nullafacenti, logorroici compulsivi senza arte ne mestiere ma solo leccaculi.
GIORGIO C.
7 giugno 2010 alle ore 21:57Una domanda ma se non ci saranno le pensioni posso evitare di versare i soldi all'INPS, e magari con il risparmio mi compro una casetta e me la affitto quando smettero' di lavorare? NO non lo posso fare allora chiamiamo INPS una nuova tassa, che serve per rendere piu' ricchi quelli che dovrebbero farci vivere meglio la vita, e invece me la complicano a dismisura fino al punto di non ritorno
emiliana carifi
8 giugno 2010 alle ore 16:21W La Corte Costituzionale !!! L'unica che riesce a fermarlo, "Lui e i Suoi" !! Facciamo appello alla Corte Costituzionale per qualsiasi problema! Per esempio: Il FURTO SENZA MEZZI TERMINI che stanno perpretando sulle pensioni. MASCHERANO l'innalzamento dell'età pensionabile per quei disperati che è 40 anni che LAVORANO... (pubblici e privati) dicono mezze verità nelle interviste sui mezzi di informazione. MENTISCONO e SMENTISCONO! Vorrebbero RUBARE ai dipendenti che hanno dato il sangue lavorando 40 anni, costringendoli a lavorare un altro anno e rubandogli tutti i contributi che non verrebbero acquisiti ai fini pensionistici. INCOSTITUZIONALE, NO è proprio UN FURTO VERGOGNOSO !! Se questo furto, insieme alla " manovrina con vasellina incorporata" dovesse passare
.Chi può stia a casa: pane e cipolla e aspetti un anno!!
emiliana carifi
7 giugno 2010 alle ore 22:23Allora, vogliamo fare un ragionamento serio, oppure continuiamo a pettinare le bambole, ma soprattutto a sacrificare "i soliti bischeri" ??
Per chi ha iniziato come me, e come tanti altri, a lavorare alla tenera età di 17 anni, per prima operazione tramite il Superpensionato e superstipendiato Ministro Dini, ci hanno fatto slittare la pensione di ben 5 anni, e adesso, non basta ancora !! Avevano detto che le pensioni con 40anni di contribuzione NON VENIVANO TOCCATE e leggo sul sole 24 ore che invece dobbiamo aspettare UN ANNO per l'apertura della finestra!!
I giovani lavoreranno meno di noi (se un giorno mai riusciranno ad entrare nel mondo del lavoro, visto che "costringono i vecchi " a lavorare oltre i 40 anni !!!) perché normalmente i giovani di ieri e di oggi iniziano a lavorare con più di 30 anni e se arrivano a 65 (lavorano 35 anni !!)
Danno la colpa alla nostra generazione e fanno di tutto per non liberare qualche posto di lavoro che potrebbe essere occupato dai giovani.
Facile mettere tutti contro tutti e agire indisturbati! Il male è che c'è chi li crede! Noi abbiamo solo lavorato per ben 40 anni mentre loro si rubavano tutti i nostri soldi e adesso vorrebbero anche darci la colpa!!
Cari Politici dalle aspettative più lunghe di vita (le Vostre) Vi mancano i soldi? Prendeteli a chi li ha !! A cominciare da Camera, Senato, Presidente della Repubblica, Managers di Enti e Società pubbliche e private, le rendite in borsa, i proprietari di multiproprietà immobiliari, le "società"che possiedono yacht. NON VI VERGOGNATE A SALASSARE E SCOMBUSSOLARE LA VITA SPUDORATAMENTE ALLA CLASSE PIU' DEBOLE ?? Non sapete neanche cosa voglia dire "lavorare" 40anni, ma lavorare, eh !!!
VOGLIO PENSARE CHE CI SARANNO DEI GRANDI RIPENSAMENTI SU QUESTA MANOVRA ALLA QUALE LA GENTE NON PUO' CHE RIBELLARSI IN QUALSIASI MODO, MANOVRA CHE DI EQUO HA SOLAMENTE LA VOSTRA "RIDICOLA" RINUNCIA AL 5% !!
Daria grilletti
8 giugno 2010 alle ore 00:03Scrive oggi Gian Mario Stella sul Corriere della sera: Spiegare ai cittadini, e in particolare ai dipendenti pubblici, che per
colpa della crisi è obbligatorio intervenire immediatamente sulle buste
paga loro mentre quel taglio alla politica scatterà solo dai prossimi
rinnovi del Senato e della Camera (fra tre anni), dell'Europarlamento
(fra quattro) e dei consigli regionali (fra cinque, per la maggior
parte) non sarà però facile per il governo. Ma come: la situazione è
così grave da imporre il blocco di salari coi quali le famiglie faticano
a vivere ma non così grave da bloccare i doppi pagamenti a partiti per
una legislatura che non c'è più?
rosario marotta
8 giugno 2010 alle ore 10:29GRANDE!!!
http://maroneonis.blogspot.com/
Roberto G.
7 giugno 2010 alle ore 22:34Eugenio Benetazzo :
ma va a lavorare in fabbrica buffone !!!!!
E come dice Grillo .... vaffanculo .....
Anto D.
8 giugno 2010 alle ore 09:42informati, prima di aprire la bocca!!
danilo ferri
7 giugno 2010 alle ore 22:53Ho cinquant'anni e trentadue anni di contributi.
Trentadue anni passati a lavorare dentro ad una fabbrica,partecipando a lotte e scioperi fin dalle scuole superiori.
Mi spiegate dove ho,meglio,dove abbiamo sbagliato?
Mi dite se sapete cosa significa lavorare quarant'anni in una fabbrica o a fare il muratore o ad asfaltare le strade?
Quanti contributi dobbiamo pagare per avere diritto ad una pensione che ci faccia sopravvivere?
Si pagano pensioni d'oro,si evade il fisco in modo spudorato,si rubano i soldi da tutte le parti,eppure si batte sempre sulle pensioni.
Ricordiamoci che il lavoro non si vuole tenere in Italia perchè in paesi tipo Romania il costo del lavoro è ridicolo(250 euro lo stipendio medio mensile di un operaio),quindi accechiamo anche i rumeni facendogli credere che con il lavoro potranno crescere,poi quando saranno cresciuti e il loro benessere sarà pari al nostro porteremo il lavoro in India e poi....cosi via.
BASTA...E' ORA DI TOGLIERE I SOLDI A CHI LI HA VERAMENTE.
BASTA CON LA GUERRA DEI POVERI
SALUTI
Agatino Marzà
7 giugno 2010 alle ore 23:28Non ho capito bene o è uno scherzo?. Chi ha scritto (.....Benetazzo(?) chi è costui??) è un folle provocatore dei dormienti? SVEGLIA BENETAZZO!!!!
Fabio L.
7 giugno 2010 alle ore 23:58Se non sbaglio, le uniche pensioni non riformate sono proprio quelle dei parlamentari... ne hanno diritto dopo una legislatura o anche meno... e nel caso in cui il periodo necessario non si completi, votano all'unanimità un decreto per estendersi comunque il beneficio. E ci vengono a parlare di colpe dei nostri padri? E ci incitano pure all'odio generazionale? E vogliono ulteriormente limitare dei diritti sacrosanti, dopo averci già ridotto in gennaio la pensione contributiva futura di un 7% secco? Ma dove sono le opposizioni? Dov'è il sindacato? Possibile che si sia creato un asse per infilarci sine die l'ombrello di Altan? Basta con questo reality... torniamo alla vita reale, accidenti!!
giulia acerbis
8 giugno 2010 alle ore 00:14forse non capisco, saro' ignorante...
ma sapere che mio suocero è andato in pensione a 48 anni e ora a 85 continua a prendere una signora pensione anche con i miei contributi...beh... la cosa mi irrita leggermente... e non ce l'ho con mio suocero...lui non c'entra nulla, ha esercitato un suo diritto...
Io pero' la pensione non la vedro' mai... visto che dovro' arrivarwe fino a 70 anni per vedere qualcosa... nel frattempo avranno innalzato la soglia della pensionabilità a 75...
cio' mi allunga la vita...ma mi dilata i maroni
sabrina ambrosi
8 giugno 2010 alle ore 00:16I nostri nonni e genitori hanno versato i contributi ed ora hanno diritto alla pensione, solo che questi soldi ovviamente l'INPS non gli ha e noi 30enni versiamo i contributi per coprire la pensione dei nostri cari. Ovviamente noi non vedremo la pensione.........ma i contributi versati a suo tempo dai nostri "vecchi" che fine hanno fatto??? E' sempre il solito discorso lo Stato usa i soldi dei cittadini per farsi i comodi suoi e chi paga è sempre il comune mortale, siamo penalizzati quotidianamente, mentre chi ci comanda gioca con i cittadini una partita a scacchi che puntualmente vince. Per mio figlio che dorme beato nella sua culla spero in un futuro migliore...........io nel mio piccolo ci provo!!!!!!!!
manuel f.
8 giugno 2010 alle ore 00:36Forse Benetazzo sarà stato un pò provocatorio dicendo che la colpa del disastro inps è dei nostri genitori o nonni,tuttavia vorrei soffermarmi su un'altra frase del suo discorso:Purtroppo non può avere futuro un paese in cui sono (per adesso) i nonni a prendersi cura dei nipoti, e non il contrario. Il peggio deve ancora arrivare...
I nostri genitori o nonni godono di una pensione calcolata sugli ultimi stipendi,la maggior parte delle volte una pensione che le permette di mantenere un tenore di vita simile agli ultimi anni in cui lavoravano,in più hanno potuto disporre,se dipendenti, del proprio TFR.
Ora veniamo a noi(ventenni,trentenni ed anche quarantenni).Noi andremo in pensione più tardi dei nostri genitori,prenderemo un mensile che sarà circa il 60% degli ultimi stipendi,se andrà bene! altrimenti sarà anche più basso,non riusciremo a mantenere lo stesso standard di vita di quando lavoravamo,"fortunatamente" il nostro TFR sarà stato versato su qualche fondo pensione che ogni anno ti manda a casa il resoconto sul quale vengono specificati anche tutti i CONFLITTI DI INTERESSI in essere,la rendita dello stesso ci aiuterà a campare,se va bene,altrimenti non basterà neppure quella,come se non bastasse non si potrà più contare su un welfare adeguato,visti i numerosi tagli e sacrifici che verranno.
chi aiuterà i nostri figli?
Il futuro non è poi così lontano, la povertà anche.
Gigi Milano
8 giugno 2010 alle ore 01:27Sarà a causa della tarda ora, ma mi viene un'atroce suggestione. Se oggi sono i nonni a prendersi cura dei nipoti e nulla cambia, domani saranno i nostri genitori a prendersi cura dei nostri figli... si, ma questa volta, con quale pensione? Secondo me non ce la facciamo.
tullio polin
8 giugno 2010 alle ore 04:33Una piccola considerazione , pechè non so parla piu di tetto massimo delle pensioni ? Penso che un tetto di 8 10 vlte la pensione minima sia il massimo che una persona possa avere, quello che si risparmia potrebbe aiutare . Non credo sia morale dare una pensine di 1368 euro al giorno !!!
roby f.
8 giugno 2010 alle ore 08:25Fino agli anni '90 Moltissimi immobili erano di proprietà INPS,INAIL,MINISTERI ecc, questi fabbricati costruiti con i soldi del Piano Casa Fanfani, producevano reddito da locazione affitti, queste risoserse economiche, venivano riversate nelle varie casse degli enti proprietari.
Per quanto ne so io, era l'unica forma d'investimento che gli enti pubblici avevano e portava denaro fresco,poi inizio la Cartolarizzazione di tutto questo patrimoni edilizio, svendendolo, facendoci credere che era improduttivo, in realtà i soldi servirono per ridurre il debito pubblico.
Probabilmente queste operazioni hanno tolto l'unica forma di auto finanziamento delle casse previdenziali....o sbaglio?
luis_inca
8 giugno 2010 alle ore 08:44IO sono un pensionato Inpdap; durante la mia carroera lavorativa i contributi venivano versatio alla CPDEL che, udite udite, era una cassa previdenziale IN ATTIVO, cioè con i contributi versati poteva pagare tutte le pensioni ed avere un saldo positivo. Prechè ? Per due motivi, il primo è che faceva una gestione oculata delle risorse , senza le ruberie dei carrozzoni; la seconda era che , a differenza dell'Inps, non doveva pagare oneri impropri, come ad esempio la cassa integrazione o le indennità di malattia, etc.
Di questo nessuno parla, perchè vige il sistema della disinformazione.
E poi perchè quei maledetti politici mafiosi non eliminano quello scandalo delle loro pensioni che acquisiscono con due anni di mandato parlamentare ?
Nessuno ne parla, neanche il buon Tonino .....
POvera Italia, bengodi dei truffatori !
Agostino Galizia
8 giugno 2010 alle ore 09:51In realtà all'INPDAP, come in tutte le casse previdenziali, vigeva il sistema retributivo e le pensioni (poche di numero) venivano pagate con i contributi dei molti lavoratori. Per questo era in attivo. Poi il giocattolo si è rotto.
salvatore cerone
8 giugno 2010 alle ore 11:29volevo segnare che in italia le pensioni sono state create dal Sig. Benito Mussolini e la banca d'italia era molto piu' addomesticata (faceva un po' piu' gli interessi della nazione italiana)
Saluti
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
8 giugno 2010 alle ore 11:40I SOLITI PRIVILEGI, PER I SOLITI PRIVILEGIATI!
Tutti, ma proprio tutti, stanno partecipando ai grandi sacrifici che la 'patria' ci chiede? I calciatori? I grandi papaveri della Rai? I Top-manager sia del pubblico che del privato? E, yacht a parte, ci piacerebbe proprio sapere quali sacrifici sta facendo per la 'patria' PierSilvio il figlio di Silvio Berlusconi! Fin'ora gli unici sacrifici che ci è dato conoscere sono quelli imposti agli statali - le solite vittime, 'fancazzisti' incalliti, innoqui, inermi, che non hanno neppure la voglia di... 'reagire' - ai medici ospedalieri e anche i magistrati che, però, essendo 'categoria'... 'reagiscono'! La scure dei sacrifici si abbatte sempre più di qua, ma mai di là. Tant'è che qualcuno nuota felicemente in questa valle di lacrime. Gli europarlamentari si sono appena votati una leggina "ad personas". E' molto semplice, e molto chiara! Prevede un aumento di stipendio di 1.500 euro al mese. La loro busta paga passerà da 17.864 a 19.364 euro. Per contro, si paventa di portare addirittura a 70 anni l'età pensionabile dei giovani! Certo, che con uno stipendio del genere tutti vorrebbero andare in pensione il più tardi possibile!
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marco napolitano
8 giugno 2010 alle ore 12:36PENSIONI
CARISSIMI,
io non mi lamento ho una pensione discreta che mi permette di vivere con decenza. La cosa che mi rompe in maniera oscena è che devo pagare un IRPEF altissima quando nella vita lavorativa pagavo già le tasse sullo stipendio. Ma questo i sigg.ri Ministri lo sanno ???
Bello fare poco meno di 3 anni e garantirsi la pensione!! Io ci sono andato per la pensione di vecchiaia, ma quando questi che hanno una media dfi 40/50 anni ci andranno potranno garantirsi uan comoda vita. Per non parlare dei giudici, buoni anche quelli!!
Comunque, vedo che non si risolve nulla, pochi mesi fà eravamo in un Paese ricco, la crisi è finita (non è mai finita) asltro che paesi come Inghilterra, Francia etc. Noi eravamo ricchi!!
Adesso si scopre che in realtà è bastata la crisi della Grecia, per mandare tutti in fase critica.
Ma non eravamo i primi ???
Salurti e baci
gigi p
8 giugno 2010 alle ore 13:46la cosa stupefacente è che l'inps si tiene il capitale che noi gli versiamo nel corso della nostra vita lavorativa, elargendoci solo gli interessi sul medesimo.
quindi a tendere non solo non ridanno il capitale indietro, ma neanche più gli interessi. comico no?
ma come diavolo facciamo a non dare più i soldi alla previdenza pubblica e quindi perderli?
silvia pautrè
8 giugno 2010 alle ore 15:08Sconcertata da tutto vorrei citare quello che è successo a mio padre. Inizio lavoro: 14 anni. !8 anni servizio di leva. Scoppia la guerra. Regia corazzata Littorio. 333 bombardamenti. Fine guerra. Concorso vinto in ente la cui cassa di previdenza era la CEPEDEL summenzionata. "risarcimento" statale con un bonus di 7 anni regalati quale indennizzo a chi, giovane uomo, aveva combattuto. 55 anni: pensione. Il TFR avrebbe dovuto ammontare a, circa venti milioni, che, alla metè degli anni '70 avrebbe permesso di realizzare qualcosa. PECCATO. Il suo tfr(come quello di tutti con i medesimi requisiti) è stato erogato in AZIONI DELLE FERROVIE DELLO STATO NON VENDIBILI PER V E N T I ANNI!Alla fine son rimasti nelle sue tasche 5 milioni(che svalutazione,) che son serviti per pagargli il funerale. Sono dipendente statale e per me temo che la storia si ripeterà. Saluti
mario Iacobelli
8 giugno 2010 alle ore 17:03Purtroppo ancora oggi ci sono persone che avranno persone calcolate con metodo retributivo ed altre no,comprendendo tra questo novero anche quei genitori che grillo indica come privilegiati,ma non lo sono perchè colpiti dalla riforma Dini e successive,ma che oggi hanno figli da mantenere e che non avranno pensioni domani.
Bisogna finirla con questi luoghi comuni dei privilegi dei genitori che nuocciono ai figli,con questa favoletta tanti genitori hanno perso,e non sanno neppure se con il loro lavoro potranno arrivarci sino alla pensione,nel frattempo cosa diciamo ai loro figli che non potranno continuare a studiare,che la colpa è di quei genitori sfruttati che avranno una pensione da fame se i loro figli non avranno neppure quella?.Grillo ma ci sei o ci fai?.
emiliana carifi
8 giugno 2010 alle ore 17:41SI SALVI CHI PUOOOOOO'
W La Corte Costituzionale !!! L'unica che riesce a fermarlo, "Lui e i Suoi" !! Facciamo appello alla Corte Costituzionale per qualsiasi problema! Per esempio: Il FURTO SENZA MEZZI TERMINI che stanno perpretando sulle pensioni. MASCHERANO l'innalzamento dell'età pensionabile per quei disperati che è 40 anni che LAVORANO... (pubblici e privati) dicono mezze verità nelle interviste sui mezzi di informazione. MENTISCONO e SMENTISCONO! Vorrebbero RUBARE ai dipendenti che hanno dato il sangue lavorando 40 anni, costringendoli a lavorare un altro anno e rubandogli tutti i contributi che non verrebbero acquisiti ai fini pensionistici. INCOSTITUZIONALE, NO è proprio UN FURTO VERGOGNOSO !! Se questo furto, insieme alla " manovrina con vasellina incorporata" dovesse passare
.Chi può stia a casa: pane e cipolla e aspetti un anno!!
aldo p.
8 giugno 2010 alle ore 20:48Pe ri precari già capita, peccato che se per costoro le pensioni devono essere commisurate agli effettivi contributi versati cosa accade ?
40 anni di contributi:
10 al 4%
10 al 8%
10 al 15%
10 al 33% come i dipendenti....
Alla fine al pensionato spetta una cifra tr il 5 ed il 6% lorda dell montante versato.
Non ci vuole un genio per capire che per arrivare a 400 al mese devi guadagnare almeno 3000 lordi al mese negli ultimi 10 anni !!!!!!!!
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
9 giugno 2010 alle ore 09:56IL SISTEMA PREVIDENZIALE ITALIANO ERA PERFETTO SINO A QUANDO LA POLITICA NON HA MESSO LE MANI NELLE CASSE DI INPS E INPDAP PER RIPIANARE IL DEBITO PUBBLICO CREATO DALLE 'LORO' RUBERIE!
>>> VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA SU:
zerbini stefano
9 giugno 2010 alle ore 13:50E chi urla al fascista, e chi urla al comunista e chi urla allo statale, e chi urla alle generazioni passate generalizzando, neanche fossero stati i nostri padri e nonni a volere il magna magna, quelli stessi che ora come evidenziato da qualcuno mantengono figli e nipoti disoccupati......insomma comtinuate pure ad urlavi gli uni contro gli altri e vedrete che nulla cambierà......
Signori questo presidente non fa niente di diverso di quello che hanno fatto i dittatori del passato se non evitare l'utilizzo della soppresione con la forza...anche perchè non ne ha alcun bisogno.......dal nipote di Freud in poi hanno capito che la manipolazione dell'opinione pubblica è alla base di tutto il potere. Perchè mie cari amici, sino a che riusciranno a tenerci divisi, facendo perno sulla nostre miserie umane, nessun governo rischierà nulla, se non una rivoluzione finale dettata più dalla disperazione popolare che da programmi costruttivi......vedi francia 1789....dove furono tagliate molte teste ma per il resto, noi tutt'ora siamo figli di molti errori ideologici iniziati li..... come dividerci in destra, sinistra e centro. Sarebbe stato meglio se avessero fatto le loro assemblee in lunghi corridoi e discusso di più di programmi, idee e persone.
é tutta una divisione, gli uni contro gli altri. i latini l'avevano capito per primi e di li in poi, tutti i futuri aspiranti governanti hanno applicato.......a tutto questo aggiungiamo il potere mediatico e le semplici regole del nipote di freud e il gioco è fatto.......noi ci facciamo convincere da slogan stupidi e ripetuti, litighiamo e poi litighiamo e poi litighiamo e loro.......niente, hanno solo l'imbarazzo della scelta, possono fare tutto quello che vogliono. Come farci credere che al di la di chissa quali ignoti corrotti, il sistema industria, economia e borsa è sano basato su regole, principi e valori umani.
Nemmeno Obama ha avuto il coraggio di ammettere che è tutto da riprogrammare,ha solo aggiunto più controlli e stop
Giuseppe Carbonara
10 giugno 2010 alle ore 20:31Italiani : Visto che in questi ultimi giorni si menziona che il popolo è sovrano perche non formiamo noi una manovra da fare approvare.
mario monaco
11 giugno 2010 alle ore 14:22Io ho 35 anni e sono precario.
La cosa che a me fa veramente girare i cosiddetti non è il discorso delle pensioni in sé, ma piuttosto il fatto che in Italia ci siano una marea di pensionati che continuano a lavorare.
Io non ce l'ho tanto con loro, quanto con chi, invece di metterli di fronte alla scelta (o lavori o vai in pensione, tutte e due le cose non le puoi avere, perché al mondo non esistono solo i cazzi tuoi, anche gli altri, tra cui probabilmente i tuoi figli, hanno bisogno di lavorare per costruirsi una vita decente come hai fatto tu), ha di fatto legalizzato tale situazione , invece di mettergli l' ispettorato del lavoro alle calcagna e sanzionare severamente tanto loro quanto chi li fa lavorare.
Io, se messo in condizione di lavorare, non ho problemi a pagarmi la pensione, posso pure farmi quella integrativa.
Ma se il mio lavoro deve consistere nello tappare i buchi che si creano quando i cinquantenni col posto fisso ed il didietro straparato si prendono la settimana di ferie, io come faccio a pagare i contributi per la pensione, o, molto più semplicemente, a mantenermi?
Dire che il lavoro non c'è equivale a prendermi per il culo, dato che se non c'è per me non può esserci manco per i pensionati.
Io credo che in una nazione che si definisce civile, in un contesto come quello che si è venuto a creare (gente con una pensione più alta dello stipendio dei propri figli che continua a lavorare togliendo ai medesimi tutte le opportunità di costruirsi la propria vita), sarebbe quanto meno oggetto di dibattito.
Invece niente, zero.
L' unica conseguenza logica che se ne può trarre è che in Italia l' unica vera casta è rappresentata dagli over 50, dato che togliere ai pensionati la possibilità di continuare a lavorare sarebbe un provvedimento a costo zero per lo stato ma che a quelli della mia generazione cambierebbe la vita.
jordano forlai
14 giugno 2010 alle ore 09:17Vi prego...non votateli più...
corrado l
29 ottobre 2010 alle ore 22:29Ci si lamenta per come ci hanno trattato le pensioni ma non vedo nessuna reazione: come pecore ci prolungano i versamenti, come se alla fine la banca oltre alle rate stabilite per estinguere il mutuo ci chiedesse di versare ancora il 15% di rate in piu'.
Organizziamoci, scrivete a questo indirizzo e facciamo sentire chi siamo. I sindicati non sono con noi !
LC1@teletu.it
Mike52
8 ottobre 2011 alle ore 18:18Sulla materia pensioni nvito a leggere:
http://basta-con-i-tagli-alle-pensioni.over-blog.it/