In un Paese senza diritti, l'unico diritto è dichiararsi schiavi.
"Il problema di Pomigliano non è se vince il si o il no, il vero problema è il referendum in sé. Quando in un Paese si arriva a porre questa domanda: "Preferisci continuare a lavorare perdendo tutti i tuoi diritti o rimanere per strada senza sapere cosa dar da mangiare ai tuoi figli?", non è la risposta ciò che conta ma lo constatazione che lo Stato è morto." Luca Gianantoni, Assisi

I sudditi di Pomigliano
22 giugno 2010 alle ore 19:19•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (91)
fabrizio tono
22 giugno 2010 alle ore 19:45mi chiedo dove andremo a finire..è proprio un mondo brutto
Riccardo Cascino
22 giugno 2010 alle ore 19:46Completamente d'accordo,
non riesco a prendermela con quelli che voteranno sì,
i sindacati confederali hanno smesso di difendere gli interessi dei lavoratori da decenni, almeno i mohicani metalmeccanici difendono un principio ineliminabile: la dignità del lavoro frutto di due secoli di lotte.
Non servirà a niente ma forza FIOM!
Riccardo cascino
roberto b.
22 giugno 2010 alle ore 19:47Il referendum a Pomigliano è come l'offerta dell'ultima sigaretta ad un condannato a morte !!!
anib rome
22 giugno 2010 alle ore 19:49i delinquenti se li portano al parlaemente,
la gente per bene ,l'affamano.....
Gianluca R.
22 giugno 2010 alle ore 20:01Complimenti a Luca Gianantoni, un post impeccabile.
carlo ruberto
22 giugno 2010 alle ore 20:13Siamo sicuri che la riposta giusta è "almeno ho un lavoro"?siamo arrivati al punto che dobbiamo decidere se essere disoccupati o schiavi? In effetti anche i deportati africani in sudamerica, o quelli ad Auschwitz avevano un sacco di lavoro da fare tutti i giorni..
http://carloruberto.blogspot.com/2010/06/veleni-nel-piatto.html
valerio c.
22 giugno 2010 alle ore 20:38Lo Stato + morto e noi insieme a loro, se non esisterà mai una dura presa di posizione da parte del popolo, nulla cambierà!!!
NO al capitalismo.
Pettirosso Da Combattimento
22 giugno 2010 alle ore 21:12Lo spartiacque dela classe operaia è stato il 14 ottobre 1980.
Da allora in avanti sono state sconfitte e cazzi amari per tutti gli operai.
Pomigliano è solo l'inizio della fine.
Luca Gianantoni
22 giugno 2010 alle ore 21:22Grazie Gianluca.
Mario F.
22 giugno 2010 alle ore 21:30Sicuramente chi vota SI non lo farà a cuor leggero, sono certo che una vittoria del SI cambierà il metodo delle trattative aziendali.
Questo è un segnale per cui ogni azienda si sente forte nel dire PRENDERE O LASCIARE.
Ma allora che si fa lasciamo tutti? e che ne sarà della bella italia se diventiamo un ammasso di disoccupati. Io penso che un'astinenza totale dal lavoro sarebbe un segnale, ma dove sono i sindacati, dall'inizio di queste crisi non ho sentito alcun rumore, sembra quasi che a tutti vada bene così.Sicuramente non sono i lavoratori di Pomigliano che devono pagare il conto di un italia che sindacalmente pare dormiente, ma se questo è il principio ho paura di vedere il seguito.
gaab rius
23 giugno 2010 alle ore 14:33i sindacati?
l'italia è il paese delle
**** CORPORAZIONI MAFIOSE *****
non possono esistere sindacati in un paese pieno di ordini professionali, patronati, fondazioni, associazioni di categoria, partiti etc etc che aggregano pecore su pecore.
laura l.
22 giugno 2010 alle ore 21:53TUTTI GLI OPERAI, NON SOLO QUELLI DI POMIGLIANO, DEVONO REAGIRE ED ALZARE LA TESTA, ANZI TUTTO IL POPOLO ITALIANO NON DEVE ACCETTARE DI CADERE COSì IN BASSO E DI SPROFONDARE IN UNA SORTA DI MEDIOEVO.
alessandro a.
23 giugno 2010 alle ore 00:18il popolo italiano siii stai fresco
hai ancora speranza èh?
beota te che ci credi ancora
io No
alvisea fossa
22 giugno 2010 alle ore 22:01CIAO BEPPE
ACCETTIAMO DI DIVENTARE SCHIAVI?????
O CI RIBELLIMO AQUESTI SCHIAVISTI DELL'ULTIMA ORA, COMPRESA LA CONFINDUSTRIA, POMIGLIANO SVEGLIATI!!!!!!! E SVEGLIATEVI E' L'ORA DI SCENDERE IN PIAZZA!!!!!!!!!!
ALVISE
antonio A.
22 giugno 2010 alle ore 22:40Non prendetevela con i poveri operai di Pomigliano. La paura di non poter più dare da mangiare ai figli è tanta e in Campania un nuovo lavoro non lo trovi. Piuttosto metterei al muro i sindacati e i nostri bravi politicanti.
Purtroppo questa triste trattativa aprirà la strada a nuovi scenari sui futuri contratti di lavoro; o fai come dico io o vai a casa! ( addio diritti).
Caro Beppe credo che sia arrivato il momento di scendere in campo. Apprezzo tutto quello che hai fatto e che stai facendo ma se andiamo avanti così sarà la fine. Finchè le cose ce le diciamo tra noi ( anche se siamo in tanti) la grande massa anestetizzata non sa. Penso che sia arrivato il momendo di agire diversamente prima che mettano anche il bavaglio ( e ci riusciranno ) alla rete.
Gabriele D.
22 giugno 2010 alle ore 23:40Bisogna mettere al muro, i nostri governanti, ed anche quelle piattole dei sindacalisti. Qui hanno acconsentito a mettere a 90 gradi tutta l'Italia. Il governo cosa fa? Nulla naturalmente. E vorrei vedere il contrario. Il nostro premier e' titolare di aziendem, quindi fa comodissimo far aprire un fronte ad altri in modo da poterlo sfruttare a dovere nel momento opportuno. Mandarli via a calci nel posteriore bisogna. Eh, il caro vecchio 1968...
Firmin Lanuit
22 giugno 2010 alle ore 22:50Faccio parte di un direttivo CISL e provo vergogna per quanto sta succedendo a Pomigliano, un vile ricatto della dirigenza FIAT avallato dai sindacati. E' evidentissima la collusione tra i nostri vertici con il padronato e una bella fetta di governo. Se fossero dei veri leader, Bonanni e Angeletti, dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza (bisogna anche averla...) e chiedersi da dove vengono i soldi del loro stipendio, dai lavoratori tesserati o da Confindustria? Perché fanno la figura dei conigli e abbassano le orecchie a ogni proposta di governo e Confindustria? L'orgoglio e gli ideali sindacali dove sono? Perché anni fa, se Che Guevara aveva mal di pancia si scendeva in piazza e oggi, se si buttano in strada gli operai si resta zitti senza far nulla? Perché non scendere in piazza e gridare in faccia a Marchionne, che se delocalizza le sue fabbriche altrove, noi Italiani TUTTI, le sue cazzo di FIAT non le compriamo più? Ma per un'azione così bisogna essere uomini veri e dimostrare che sotto i pantaloni c'è qualcosa. Il sindacato oggi è quasi morto, la cassa è già pronta e lentamente si stanno scavando la fossa... Meno credibilità avranno e meno iscritti ci saranno, uno stillicidio che porterà il sindacato a essere la rappresentanza di 'nessuno'. Sono caduti nella trappola del lento suicidio, organizzata ad arte dagli ultimi governi e Confindustria, noi ce ne siamo accorti e loro che fanno? Sonnecchiano, vanno a cena da Silvio e baciano la mano a Marcegaglia. L'italia che tristezza.
alessandro a.
23 giugno 2010 alle ore 00:15QUINDIIIIIIII????????
DOMANI STRACCI LA TESSERA?
willy bettanin
22 giugno 2010 alle ore 23:13l'Italia era una repubblica democratica fondata sul Lavoro, oggi e' una repubblica presidenziale fondata sullo schiavismo e lo sfruttamento!!hanno gia' cambiato la costituzione!!!!
Los Numeros
22 giugno 2010 alle ore 23:15E' uno schifo...
FABIO COLORICCHIO
22 giugno 2010 alle ore 23:53Poche parole e hai centrato il nocciolo della schifosissima questione! Da Pomigliano a tutta l'Italia sarà un passo breve, temo che i veri tempi bui debbano ancora iniziare, l'unica consolazione è che oltrepassato il punto di non ritorno anche i ns oligarchi cadranno, a che prezzo però?
ermano rovida
23 giugno 2010 alle ore 00:02sono con i lavoratori di Pomigliano - non sono con sindacati e la situazione mi spaventa
alessandro a.
23 giugno 2010 alle ore 00:13dite addio
a
ferie retribuite al 100%
malattia retribuita al 100%
straordinari (ma dove...) al 110%
indennità disoccupazione al 60%
addio x sempre (o quasi)
margherita f.
23 giugno 2010 alle ore 14:15e non solo : addio alla malattia pagata anche solo in parte,
addio agli aumenti contrattuali anche se sono ogni 3-4 anni
etc etc... aiuto!!!!!
Gabriele B.
23 giugno 2010 alle ore 01:21Bossi contro la Nazionale "Comprerà la partita"
Figc: Ha passato il segno.
Prima si nomina Ministro un demente,poi ci si meraviglia se spara CAZZATE.
A N.
23 giugno 2010 alle ore 01:34Si potrebbe tutti quanti andar in via del Fagutale
Per vedere come son gli appartamenti romani
e gridare Claudio Claudio ti han comprato la casa
e vedere di nascosto l'effetto che fa!.
Claudio Scagola: ministro per lo sviluppo economico 2008-2010
Termini Imerese Chiude nel 2011: ci sono 15 soluzioni (le date delle dichiarazioni chiedetele a TRavaglio che le conosce meglio di me): i boscimani si stanno ancora sbellicando dalle
risate.
La chimica in italia è morta.
Marchionne riporta indietro il paese di 40 anni e si fa beffe del diritto di sciopero riconosciuto dalla costituzione.
In Veneto e Friuli, dall'inizio dell'anno, si sono suicidati oltre 20 imprenditori.
Però alle regionali (cui si è voluto dare valenza politica) del 2010 han vinto ancora: anzi hanno guadagnato qualche regione nonostante fossero dati per morti. Persino Dorian Gray faceva fatica a crederci.
ERgo: perché stiamo scrivendo?
Con le elezioni non avremo mai speranza: guardate cosa c'è dall'altra parte. Il vuoto pneumatico o, peggio, l'inciucio istituzionalizzato (vi ricordate il Dalemoni?)
Ci srebbe Di Pietro ma, sant'Iddio, e i congiuntivi?
Urge Leader, con i controattributi, che ricordi alle grandi aziende italiote tutti gli aiuti di stato ricevuti in tempi in cui si potevano fare piani industriali un po' più seri (e magari macchine appena appena migliori).
In caso contrario: preparate le catene. Se non per noi,per i nostri figli.
stefano gallinaro
23 giugno 2010 alle ore 01:38sono un delegato della fiom e provo veramente imbarazzo per quello che sta succedendo a pomigliano.
la mia organizzazione sindacale non ha firmato l'accordo ma questo non mi rincuora, già sapendo che sarà l'intera compagine sindacale a perdere quella poca credibilità rimasta. un appello a tutti i rappresentanti di cisl e uil : scendete in piazza venerdì con le vostre bandiere per far capire ai dirigenti collusi e corrotti che c'è ancora chi crede nella lotta e contrattazione (vera) sindacale
Umberto Gostoli
23 giugno 2010 alle ore 05:56Lo stato e' morto. La nostra classe politica lo sa da un pezzo e cerca di arraffare tutto quello che puo' prima che se ne accorgano pure i cittadini.
Michele Bene
23 giugno 2010 alle ore 06:17Chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, scurdammoce 'o passato. Ecco cosa raccontano.
Da un lato un welfare e sprechi statali spropositati per decenni che hanno privilegiato due generazioni (non tutti, ma molti) impoverendo lo stato, dall'altro la necessità di aprire e deregolamentare i mercati per far arrivare petrolio, gas e materie prime a costi bassi, sempre per mantenere il welfare e gli sprechi, ed ecco che arriva il conto.
Se da un lato (spesa pubblica) si è creata una voragine di debito, dall'altro (libero mercato) si è creata una concorrenza insostenibile con miliardi di persone che lavorano sodo per un tozzo di pane.
E VOI sindacati ancora sperate nelle lotte sindacali??? BASTA ILLUDERE LA GENTE.
IL PROBLEMA E' CHE PER DECENNI TROPPO WELFARE, TROPPI DIRITTI, TROPPO CONSUMO HANNO SUPERATO LA PRODUZIONE. CIOE' DA DECENNI PRODUCIAMO SOLO DEBITO. ORA SIAMO COSTRETTI A COMPETERE CON CINA & C. PERCHE' SOLO LORO PRODUCONO PIU' DI QUELLO CHE CONSUMANO E CI SOSTENGONO ECONOMICAMENTE.
LA SOLUZIONE? FARE PAGARE CHI NEI DECENNI SCORSI HA TRASFERITO LA RICCHEZZA DELLO STATO IN RICCHEZZA PERSONALE E SPIEGARE ALLA GENTE CHE IL COLONIALISMO E' FINITO E SE SI CONSUMA TANTO BISOGNA LAVORARE (in fabbrica e in campagna non nel pubblico) 20 ORE AL GIORNO ALTRIMENTI I CONTI NON TORNANO!
Giuseppe G.
23 giugno 2010 alle ore 06:54Voi operai pensate di aver risolto il problema della famiglia diventando schiavi e non essere uomini con diritti e doveri?
Pensate veramente di aiutare i vostri figli in questa maniera?...ai vostri figli state solo preparando una vita infelice i piena di disagi con NESSUN FUTURO....
PS:
Anche i deportati avevano tanto lavoro e lavoravono senza nessun diritto, alla fine non li ringraziavano ma li ammazzavano....i nostri avi hanno lottato per avere questi diritti e voi per un pezzo di pane li state facendo rivoltare nella tomba.....bisogna lottare e avere le palle per avere rispetto, altrimenti per voi e per i vostri figli ci saranno solo umiliazioni e un non futuro
Cannot see the light
23 giugno 2010 alle ore 14:40Questo e' il problema: troppo facile dire a quelli che hanno votato si, "non mi sento di biasimarli, tengono famiglia, mutui, ...". tra gli operai di pomigliano TUTTI sono proletari, viceversa non farebbero i turni in fiat.
A coloro che votano "si":
- Non vi rendete conto che non risolvete niente? L'aver ceduto li autorizzera' la prossima volta a fare di peggio. Voi ricadrete nel circolo vizioso del subire. Fino a quando le condizioni diverranno tali da essere insostenibili. (Stipendio insufficiente a garantire le spese della famiglia.)
L'unico punto di forza che ha un' imprenditore in queste situazioni e' la vigliaccheria e la non compattezza della classe operaia.
Se la fiat vuole decentrare all'estero, lasciateli fare, ma nessuno di voi acquisti + auto fiat.
Vogliono camminare da soli? Camminino.
Ma si ricordino anche che all'estero nessuno compra fiat per salvare posti di lavoro italiani. E allora dovranno confrontarsi al pari di altri con la concorrenza. Un'azienda come la fiat abituata da anni a essere sostenuta dallo stato in queste condizioni non sopravvivera'. Bene! se lo saranno cercati.
brunella a.
23 giugno 2010 alle ore 07:29A Pomigliano ha vinto il SI. Dopo aver subito il ricatto, non essere stati appoggiati dai sindacati confederali, neanche dalla CGIL, perchè la FIOM è stata criticata anche dalla CGIL, gli operai hanno votato SI. La FIAT farà comunque ciò che più le fa comodo. Questa mattina alla radio ho sentito che comunque questo referendum non ha una vera validità perchè i lavoratori sono comunque tutelati dal contratto nazionale....(ma i sindacati allora perchè si sono pronunciati a favore???? contro IL CONTRATTO NAZIONALE???) Non è valido... manca la legge che lo renda attuabile... ora faranno quella, e dopo la cosa sarà allargata a tutti i lavoratori
Nicola Nicolini
23 giugno 2010 alle ore 17:28Esatto,
i sindacati hanno una gravissima responsabilità in questo sfascio.
Mariano Lumia
23 giugno 2010 alle ore 08:02Ma a quando un vaffaday per la casta dei sindacati?
Michele Bene
23 giugno 2010 alle ore 08:16Giuseppe G.
perchè tanta gente come te si ostina a non voler capire che la lotta porta a qualcosa solo se chi lotta serve, altrimenti non porta a nulla?
nel 68 gli operai SERVIVANO, non c'era il libero mercato, ecco perchè hanno ottenuto risultati.
Ora i lavoratori occidentali sono INUTILI.
I cinesi, gli indiani,i sudamericani lavorano più duro, pretendono molto meno, non hanno la 626 e quegli stati applicano molte meno tasse.
non ci si può fare nulla perchè per decenni il welfare fatto del petrolio, gas e materie a basso costo ci ha fatto comodo (e ci fa comodo tutt'ora), per decenni ci siamo permessi di consumare più di quanto produciamo grazie al libero mercato e alla globalizzazione e quindi ora arriva il prevedibile conto.
Fabio G.
23 giugno 2010 alle ore 08:30Sarebbe bastato porre a nostra volta un "out/out" ai dirigenti FIAT:
- I lavoratori accettano senza condizioni di rinunciare a TUTTE le tutele, come richiesto dai dirigenti, ma se tra un anno l'azienda non sarà tornata in attivo, TUTTI gli amministratori, da Marchionne in giù, verranno rimossi dall'incarico, perchè sarà chiaro che la colpa sarà solo ed esclusivamente loro.
Invece così siamo cornuti e mazziati
Ma ce lo meritiamo perchè siamo stupidi
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 11:36e dovranno pagare di tasca loro e senza sconti e di tasca loro con interessi al 100%
se non li tocchi negli interessi personali questi saranno sempre allo scaricabarile
GIUSEPPE TONNINI
23 giugno 2010 alle ore 09:05 IMOLA 23/06/2010
CARI AMICI, io sono stato dipendente FIAT, e come sempre la FIAT fa il suo lavoro, sfruttare al massimo i lavoratori, e lo stato, questa è la sua logica e la sua prepotenza.
SEMPRE LA FIAT, quando a potuto e lo stato glie lo a permesso di fare, le restrutturazioni le hanno pagate gli operai, e lo stato concedendogli soldi, ORA IL PROBLEMA non è pomigliano, non è l'assenteismo ecc, ma la vigliaccheria che pongono sia da una parte che dall'altra, la politica che a fatto in modo di collocare più persone possibili, la FIAT che per interesse non a mai opposto resistenza a questo modo di assumere, PURTROPPO IN ITALIA si appoggia sul foraggiamento del favoritismo che nessuno è immune.
saluti giuseppe
roby f.
23 giugno 2010 alle ore 09:15Questa manovra di marketing economico della Fiat, non mi stupisce più di tanto, non è la prima volta che Fiat gestisce operazioni di questo genere oltretutto poco chiare dal punto di vista di un piano industriale...
Se è vero quello che ho sentito al tg, fiat vorrebbe produrre 280000 auto l'anno, circa 1200 auto il giorno...ora se veramente volessero produrre tutte queste auto nel giro di 4 anni coprirebbero il 50% del parco auto italiano(circa 2 Milioni)mah.....non vorrei che avessero fissato un obbiettivo produttivo impossibile e magari dopo 3-4 anni dicono:....lo stabilimneto è improduttivo...dobbiamo chiuderlo...
Sembra che l'azienda recrimini il fatto che ci siano alti tassi di assenteismo/difetti di produzione...invece a Termini Imerese problemi logistici.....io penso che il problema reale della fiat è quello di non penetrare la concorrenza sul suolo italico....primo per ovvie ragioni commerciali, secondo perchè, perderebbe quel collegamento con la politica la quale fino ad oggi ha avuto un occhio di riguardo per questa azienda.....
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 10:08la fiat era compromessa con il fascismo durante il ventennio
OGGI SI DICE CHE IL PADRON DELLA FIATERA ANTIFASCISTA......
di sicuro sappiamo che con i soldi dello stato
la fiat ha COMPERATO TESTATE GIORNALISTICHE PER NASCONDERE FATTI E NASCONDERE CERTE NOTIZIE DI FINANZIARIE CERTAMENTE NON FAVOREVOLI ALLA FIAT
Giancarlo Bartoluccio
23 giugno 2010 alle ore 09:19Che rabbia quando vedo nella mia citta' (Alessandria) arrivare frotte di tedeschi con mediamente 2/3 figli con il servizio autozug ,penso alla Volkswagen nr1 al mondo al loro paese che ha assorbito di nuovo la Germania Dell est rispettando le leggi e poi penso aila Fiat che vogliono applicare i contratti polacchi in Italia con l'avallo del Governo....Ma in Germania come hanno fatto?
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 09:59la germania e una federazione (bundes)
molto piu difficile da guidare e da
sfruttare invece che di un unico paese
e divisa in landen che sono stati che hanno un proprio governo che fanno le elezioni in tempi diversi dalle elezioni del cancellerato
questo vorrebbe dire che un cancellelliere berlusca o un prodino o un bersanino
potrebbe essere eletto con una maggioranza
oggi e dopo domani si troverebbe in minoranza ...
un altro valido esempio di vera democrazia potrebbe essere quella dei stati uniti
dov'e CI SONO due partiti MAGGIORITARI vincitori
repubblicani e democratici
(perche vincitori???)
SEMPLICE PERCHE CHI VINCE LE ELEZIONI
COMANDA
CHI INVECE LE...PERDE HA IL POTERE DI
CONTROLLARE CHI COMANDA
e la classica formula della torta
uno la taglia la torta ma l altro sceglie la fetta
DIVENTI ONESTO PER FORZA E NON PER SCELTA
comunque chi non e onesto ..trovera sempre sotterfugi
e questo e il paese dei furbi
mino borghese piccolo piccolo
23 giugno 2010 alle ore 09:41Mio fratello é uno degli schiavi di pomigliano che dopo essersi tappato il naso ha votato si. Mio fratello ha una moglie e tre figli credo che nessuno possa condarnarlo per questa scelta anche perché chi ha figli non si può permettere il lusso di fare l' eroe. Mio fratello sa pure che quella di Pomigliano é la morte definitiva dei diritti dei lavoratori in Italia, ora che gli imprenditori sanno di poter vincere incominceranno a picchiare duro in tutto il paese.
Un grandissimo in bocca al lupo a utti noi
Luigi C.
23 giugno 2010 alle ore 16:28Tuo fratello non poteva fare altro, è il sistema che è sbagliato, non ci siamo più, non esiste essere messi davanti a delle scelte del genere, se votava no, cosa gli raccontava ai suoi figli...
è una tristezza !!!!!!
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 10:04anni fa c'era una striscia di fumetti dov'e gli schiavi egiziani protestavano in strada
e tra questi c'era uno con un cartello
in cui c'era scritto ....
SIAMO SCHIAVI NON OPERAI
profezie di tempi passati..............
sesamo sesami
23 giugno 2010 alle ore 10:16Siamo un paese di merda...
Quando si creano precedenti del genere nessuno più può sentirsi al sicuro. E' inutile continuare a nascondere la testa sotto terra e fare finta che la cosa tocchi solo gli operai di Pomigliano d'Arco. Sono solo le prove generali per estenderne gli effetti al mondo del lavoro in generale.
Chi non capisce questo oggi è degno soltanto di essere lo schiavo e lo zerbino dei padroni di turno.
Cosa si farà quando tutti, o la maggior parte di noi, sarà resa schiava? Quando ci saremo anche dimenticati della semplice parola "Statuto dei lavoratori" o della parola "Diritti Costituzionali"? La rivoluzione? La sommossa popolare? Sarà troppo tardi! Ci avranno già trivellato il fondoschiena fino in fondo!
Il momento di svegliarsi è ora! Il momento di dire basta è ora! Fino a quando dovremo tollerare i ricatti di una super assistita azienda chiamata Fiat?
Chiamano i meridionali assistiti, il Sud è diventato il simbolo dell'assistenzialismo. E la Fiat cos'è? Per decenni e da decenni non chiede la tangente allo Stato minacciando in caso contrario di essere costretta a licenziare? Per anni e da anni prendono i nostri soldi pubblici e poi si permettono di delocalizzare in giro per il mondo!!
E Marchionni ha anche il coraggio di dire che se l'accordo di Pomigliano non verrà accettato con larga maggioranza, almeno l' 80%, una maggioranza bulgara, l'accordo potrebbe saltare. Tanto, ha dichiarato, fuori dall'Italia fanno la fila per produrre quella chiavica di macchina chiamata Panda.
Vergogna, vergogna, vergogna!
Che schifo essere italiani!!
In questi giorni del Mondiale di calcio mi sono reso conto che forse sarei più orgoglioso ad essere sudafricano! Almeno loro hanno combattuto per difendere i loro diritti.
Condoglianze a tutti.
Vito Lovallo
23 giugno 2010 alle ore 10:16Se continuiamo a porre la questione in questi termini (cioè a di schiavi, di padroni, di soprusi dei secondi a danno dei primi, ecc...), ho l'impressione che continueremo a soccombere nei fatti e a dichiararci "duri e puri".
Lo dico da comunista, come tutti del resto.
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 10:29LA QUESTIONE FIAT E SOLO LA PUNTA DEL ICEBERG
la colpa e sopratutto nostra
ieri con incentivi statali (le nostre tasse )
e nessuno si e neppure mosso (ndr)
si e finanziato le ditte ad andare al estero
(la fiat e andata in polonia )
lo stato a continuato a finanziare la fiat
invece di chiudere il rubinetto e richiedere indietro gli incentivi
e nessuno si e mosso (ndr)
OGGI AL ESTERO IN PARTI DEL MONDO SI COMINCIA A FUGGIRE DALLA CINA (dove il governo vuole mettere le mani sui progetti e a mettere il naso nelle
gestione delle aziende)ci si sta per spostare le fabbriche dalla cina verso l india)
(NOTIZIE CHE NON VENGONO RIPORTATE DAI GIORNALI CHISSA MAI PERCHE???)
e questo sta per succedere a due stati
vicini come la ...polonia e romania
ALLORA QUALE SAREBBE LA SOLUZIONE PIU
ECONOMICA PER QUESTE INDUSTRIE???
sono andati in polonia perche c'era
lavoratori a bassissimo prezzo e mancavano leggi sulla sicurezza (che costano)
ALLORA SI IMPORTA IN ITALIA
LA EX GESTIONE DEL OPERAIO POLACCO
SI TOGLIE I DIRITTI DEI LAVORATORI ITALIANI E LI SI FA DIVENTARE COME GLI OPERAI POLACCHI in polonia
la colpa e sempre nostra
finche allo stato non ci metti una corda al collo sara sempre forte con i deboli e debole con i forti
SE LA GENTE RISPONDESSE ALLA FIAT RIFIUTANDOSI DI COMPERARE AUTO FIAT (SE NON CAMBIANO MODI DA LIBERALI DA FINE 800)
LE COSE CAMBIEREBBERO DA SUBITO E IN MEGLIO
la fiat produce per l italia ... al estero sono pochi che le comprano ...(emigrati in maggioranza)
Marco G.
23 giugno 2010 alle ore 10:44Ma, .... le automobili prodotte a Pomigliano le venderanno in Polonia ?
Subdola la pubblicità (Fiat) passata di recente in TV del padre (Attore e non operaio) che addormenta il bambino sulla spalla parlandogli del futuro della Fiat identificando così la loro appartenenza a essa.
SVEGLIAMOCI DA QUESTO INCANTESIMO !!!!
giovanna m.
23 giugno 2010 alle ore 10:53Un referendum...di ricatto.Quando uno è costretto a scrivere sì non è un referendum,ma un ricatto.
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 12:27hai perfettamente ragione
e solo accettare un ricatto in cambio di un altro ricatto
per conto mio non comperero mai piu fiat
che se la comperino loro le loro auto
una mossa vincente contro le dittature e l embargo contro questi.....
mi direte cosi fai danno ai operai che veranno licenziati
questo ricatto ha GIA LE BASI PER LICENZIARLI
PENSI CHE COMPERARE LE AUTO FIAT NON LI LICENZIEREBBERO
QUANTO PUO DURARE UN OPERAIO DI UNA CERTA
ETA CON IL RITMO CHE VOGLIONO DARE AL LAVORO
e comperare un auto macchiata dal sangue di chi ci lavora....
a loro interessa solo il fatturato e le entrate
MA TUTTI OGGI DOBBIAMO UNIRSI IN UN SOLO MOVIMENTO DI OPERAI (SENZA IDEOLOGIE DI PARTITOE DI SINDACATO ) MA MUOVERSI TUTTI CONTRO TUTTO E TUTTI SPECIALMENTE CONTRO LO STATO PRIMO RESPONSABILE DI QUESTO RITORNO
AL LIBERALISMO DEL 800
BASTA SCIOPERI DI UNA ORA
SCIOPERI AD OLTRANZA FINCHE CROLLA TUTTO
SCIOPERO CONTRO LO STATO
METTIAMOCI UNA CORDA AL COLLO A CHI CI VUOLE SCHIAVI......
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
23 giugno 2010 alle ore 10:56Fiat - Pomigliano: il 36% degli operai dice 'NO'!
Vince ma non sfonda il 'sì' al referendum che si è svolto ieri sera allo stabilimento Fiat di Pomigliano d'Arco: un voto che è servito ai lavoratori per esprimere il proprio consenso o meno all'intesa siglata lo scorso 15 giugno tra la Fiat e la sigle sindacali, eccetto la Fiom. I sindacati, la stessa Cgil di Epifani, il PD di Bersani e D'Alema, insomma pure chi un tempo stava dalla parte dei lavoratori, si dice soddisfatto del 63% dei consensi conquistato dal sì, mentre il ministro Sacconi afferma che adesso il paese è più moderno. Punti di vista. Secondo noi, invece, il paese fa un passo indietro sulla tutela dei diritti dei lavoratori. Diritti che sono costati migliaia di ore di sciopero, faticose, lunghe ed estenuanti battaglie sindacali. A pagare furono allora i lavoratori, a pagare oggi il duro prezzo di certi 'accordi-ricatto' sono sempre loro: i lavoratori! Quando in un Paese si arriva a porre la domanda: "Preferisci continuare a lavorare perdendo tutti i tuoi diritti o rimanere per strada senza sapere cosa dar da mangiare ai tuoi figli?", non è la risposta ciò che conta ma lo constatazione che lo Stato è morto! Con questo referendum si è voluto affermare la supremazia del profitto, dell'arricchimento individuale sul bene collettivo ed invece di esportare diritti, tutele e garanzie del lavoro in tutto il mondo, ci si adegua alle logiche di sfuttamento di quei paesi in cui il costo del lavoro è talmente basso che la vita di un operaio, di un impiegato e di un lavoratore in generale vale meno di zero! Ma nella fabbrica campana della Fiat c'è ancora chi crede in quelle battaglie, c'è chi è consapevole che a pesare nel prossimo futuro sarà anche quel 36% raggiunto dal fronte del NO!
brunella a.
23 giugno 2010 alle ore 11:30speriamo, io la vedo brutta.... l'unica cosa positiva è che il nostro governo, tutte le classi dirigenti stanno mazziando tutti: operai, dipendenti pubblici e privati, insegnanti, pensionati... abbiamo quasi toccato il fondo, presto riprenderà la salita
alice kappa
23 giugno 2010 alle ore 11:00Avete capito come funziona l'impero della falsa libertà?
Ci danno la possibilità di scegliere se vogliamo morire impiccati o decapitati, se vogliamo essere rovinati dal PD o dal PDL.
Bisogna trovare una terza via, altrimenti siamo spacciati, ma ciò che ce lo impedisce non è chi consideriamo un nemico, ma i tanti Giuda all'italiana che poichè tengono famiglia pensano solo alloro interesse e vorrebbero che a fare le battaglie per il bene comune fossero solo gli altri. Grazie a questi vermi perchè saranno anche i loro figli che dovranno pagare per la loro vigliaccheria.
stefano b.
23 giugno 2010 alle ore 12:02LA TERZA VIA C'E SEMPRE STATA MA IL TRUCCO E DI NON FARLA VEDERE
in italia il problema e l ITALIANO
l italia e un invenzione
non esiste e solo un territorio di caccia
finche l italiano non capisce che il concetto di di unita di patria di stato e solo un invenzione di terzi....
NON CAMBIERA NULLA
E NECESSARIO CHE L ITALIANO SI CREI IL PENSIERO DI UNITA .. DI STATO.. DI PATRIA
ma
UN NUOVO CONCETTO CHE PARTI DALLA BASE E NON
DAL ALTO
il concetto che chi tace acconsenta
DEVE ESSERE ELIMINATO DALLE TESTE DEGLI ITALIANI
LE DITTATURE SONO BASATE SU QUESTO CONCETTO
il pensare che alcuni possono comandare
gli altri ecco la vera dittatura
e il credere questo che lo stato in quanto stato puo fare quello che vuole E IL RISULTATO
MA PENSIAMO COSA SUCCEDEREBBE SE LO STATO SAPESSE CHE SE CI MANDEREBBERO DEI POLIZIOTTI CON IL MANGANELLO
se sapessero che noi popolo
CI RESTITUIREMMO I CADAVERI DEI POLIZIOTTI CON MANGANELLO ANESSO
ci tratterebbero ancora cosi come fanno adesso????
SE SAPESSERO COSA GLI ATTENDEREBBERO A FARE I FURBI......
*Antonio Cataldi. (capisc'a me)
23 giugno 2010 alle ore 11:17Chi si è astenuto ?
A votare non ci doveva andare nessuno !
Siete un branco di fessi.
Capisc'a me
brunella a.
23 giugno 2010 alle ore 11:21hai perfettamente ragione
francesco zaffuto
23 giugno 2010 alle ore 11:33Marchionneria
Si può chiamare marchionneria: la febbre che si manifesta come voglia di fare contratti aziendali capaci di scardinare diritti generali; la nuova febbre comincia a insediarsi negli imprenditori italiani ed è riuscita a coinvolgere alcune componenti sindacali.
Su 4881 lavoratori di Pomigliano, ben 2000 hanno manifestato una qualche contrarietà all'accordo e 2.881 (molti masticando amaramente) hanno detto Sì. Possiamo dire che gli operai si sono espressi per continuare a lavorare ma non gradiscono i ricatti.
Marchionne che si aspettava un plebiscito o almeno il 70% dei Sì, ora si riserva di prendere le decisioni finali, aveva già avvisato che non gli bastava uno striminzito vantaggio. Come a dire: fate pure il referendum ma poi decido sempre io.
Diritto di sciopero e regole per la retribuzione in caso di malattia, non possono essere oggetto di una contrattazione aziendale; gli accordi aziendali possono avere per oggetto salario e tempi di lavorazione.
Conviene a Marchionne e alla Confindustria, cercare di curarsi dalla marchionneria, smettere con l'idea di dividere gli operai. Gli operai non hanno interesse a proteggere l'assenteismo, ma non possono con la scusa della lotta all'assenteismo rinunciare ai propri diritti. La marchionneria è assurda anche per gli imprenditori, non è possibile pensare ad aziende dove ci sono più diritti in concorrenza con quelle con meno diritti. La stessa Marcegaglia deve convincersi che la strada del cavallo di Troia di Pomigliano è una strada che non porta a buoni risultati.
La cosa migliore è quella di aggiustare l'accordo di Pomigliano, se ne debbono convincere anche alcuni "soloni" del sindacato. Le regole su diritti di sciopero, malattia, sicurezza nel lavoro sono regole che debbono valere per tutti i luoghi di lavoro e debbono avere carattere di norme generali, si possono anche modificare ma per tutti.
francesco zaffuto www.lacrisi2009.com
caterina elle
23 giugno 2010 alle ore 12:01Anche se la scelta di chi ha votato si può non essere condivisibile, è senza dubbio comprensibile. La paura di perdere il posto e non sapere comefare per vivere è stata la molla che ha spinto, credo, i più a votare a favore dell'accordo su Pomigliano. I lavoratori sono difendibili e giustificati, si potrebbe quasi dire spinti dall'istinto di sopravvivenza. Chi non ha attenuanti è innanzi tutto questo governo, che si nutre delle paure degli italiani per tenere le teste abbassate, le bocche chiuse ed è ad un passo dall'arrogarsi il diritto di decidere "di vita o di morte" delle persone. In secondo luogo una responsabilità forte va addossata ai sindacati: stanno gettando alle ortiche anni di lotte sindacali e di diritti dei lavoratori acquisiti per calarsi le braghe e dare le spalle alle aziende in nome di cosa dovranno poi renderne conto ai lavoratori che si rivolteranno loro contro quando Marchionne ed altri, da nord a sud, se ne fregheranno degli accordi e dopo aver mangiato a quattro ganasce daranno il colpo di grazia ai lavoratori. Credo non sia sbagliato dire che ora gli operai di Pomigliano lavoreranno praticamente senza contratto e che l'azienda avrà pieni poteri nei loro confronti. Molti temono che la Fiat faccia da apripista ad altre aziende che non potranno, a questo punto, non trovare il benestare di governo e sindacati. E' un ritorno alla schiavitù, la gente viene costretta per fame. Ma cosa si aspettava chi, credo anche a Pomigliano, tra quegli operai, ha votato come presidente del consiglio un imprenditore, per di più con diversi problemi legali da risolvere? Se nessuno di noi avesse, chi più chi meno, conosciuto lo spauracchio della cassa integrazione o, peggio, del licenziamento, verrebbe da dire che ve lo siete cercato, per non dire piuttosto che forse tutto questo è frutto dell' ignoranza, altro nettare di cui la nostra politica è ghiotta....
Raffaella L.
23 giugno 2010 alle ore 12:59Ho saputo anni fa, che gli operai di una fabbrica si ammalavano di cancro, per far tacere le famiglie davano la liquidazione più alta e pensioni piene anche se mancavano diversi anni al reale pensionamento. Se una donna si trovava vedova giovane con 3 o 4 figli da crescere, accettava le condizioni, è una porcheria, ma secondo voi cosa avrebbe dovuto fare? Sono passati tanti anni e poi le verità sono venute a galla, ma tante persone oggi non ci sono più grazie a quei datori di lavoro che guadagnavano con disonestà proprio sulla vita della gente!!!!
Oggi le cose non sono cambiate, al massimo sono peggiorate che tristezza.....
peppino impastato
23 giugno 2010 alle ore 13:15"meglio morire in piedi che vivere in ginocchio".Ognuno è libero di pensare ciò che vuole e di fare quello che ritiene più giusto ma ad ogni cosa c'è un limite.Personalmente non avrei accettato certe condizioni capestro ma sto comunque dalla parte degli operai di pomigliano sia con quelli che hanno votato "si"che con quelli che hanno votato "no".
simona s.
23 giugno 2010 alle ore 13:20con quel nick non puoi che dire cose giuste! Grande!
roby f.
23 giugno 2010 alle ore 13:16SVEGLIA....COSA VI AVEVO DETTO NEL MIO POST DI STAMNI?....ORA GIUNGE LA NOTIZIA CHE IL REFERENDUM HA DATO UN RISULTATO AL DI SOTTO DELLE ASPETTATIVE...PER CUI: ....CI RISERVEREMO DI VALUTARE IL RISULTATO....VEDRETE FARANNO MARCIA INDIETRO.....E' UN BLEF....VOGLIONO INFINOCCIARE GLI OPERAI E L'OPINIONE PUBBLICA CHE FANNO IL GESTO DI BENEVOLENZA RIPORTANDO LA PRODUZIONE IN ITALIA.....POI CAPIRAI LA "PANDA! ...CONSIGLIO AL SIG. MARCHIONNE DI PASSARE DA QUALCHE CONCESSIONARIO FORD O OPEL, COSì SI RENDERà CONTO COME SON FATTE LE MACCHINE....INVECE DI SCARICARE LE PROPRIE INCAPACITà AZIENDALI SUGLI OPERAI....VADA PURE IN AMERICA...VEDREMO QUANTO DURA SUL MERCATO AMERICANO....
NEGLI ANNI '70 FIAT FU PRESA A PEDATE NEL CULO NEGLI STATI UNITI, AVEVANO MACCHINE CHE CON IL SALE SPARSO SULLE STRADE LE CARROZZERIE SI DISINTEGRAVANO.....NON PARLIAMO POI DEI MOTORI, RAGGIUNTI I 100000 km SI ALLENTANO.....
PIUTTOSTO GIOCHINO LA CARTA DEL MOTORE IBRIDO, DELL'IDROGENO, METTENDOCI UNA CARICO CON IL GOVERNO PER LIBERALIZZARE LE STAZIONI DI SERVIZIO..OPPURE HANNO PAURA DI DISTURBARE I LORO AMICI PETROLIERI?......PROBABILMENTE GLI OPERAI, SAREBBERO I PRIMI A METTERCI ANCHE DEL SUO...
Coco Fiandrino
23 giugno 2010 alle ore 13:24ci vuole un RESET!...Globale!
Bisogna rendersi conto che per i RESET ci vuole coraggio, altrimenti si perde in partenza.
Lo so che i figli hanno fame, ma chi ci sta tenendo per i coglioni fa leva proprio su questo, "sull'impossibilita'" di rifiutare, ognuno per i suoi validissimi motivi.
Allora e' chiaro che: o accettiamo di diventare come i poveri Cinesi (schiavi moderni), oppure ci rivoltiamo per difendere la nostra VITA!, la sola ed unica vita.
gaab rius
23 giugno 2010 alle ore 13:32adesso siamo tutti operai di pomigliano d'arco!
Massimo Toni
23 giugno 2010 alle ore 13:35La storia va raccontata tutta. A Pomigliano l'assenteismo degli operai è sempre stato molto elevato, per non dire drammatico, e in molti svolgevano un doppio lavoro (il secondo in nero chiaramente), mettendosi in malattia a seconda delle necessità. Il sindacato, soprattutto la CGIL li ha sempre difesi, anche i disonesti che sono sicuro siano pochi ma buoni. Ora l'azienda vuole tutelarsi da certe azioni e propone un contratto come quello che ha proposto perchè altrimenti non ci sono le condizioni economiche per proseguire l'attività, visto che non si può più permettere di pagare una fetta degli operai anche se non lavorano. Questo soltanto perchè il sindacato ha sempre difeso anche i disonesti ed ora, causa questa azioni ignobile, a pagarne le conseguenze sono soprattutto gli onesti che si vedono discriminati. Il problema è poi che è un precedente e come tale potrebbe essere sfruttato anche in altre contrattazioni con la ricaduta su tutti i lavoratori a questo punto; e tutto ciò solo perchè la CGIL ha pensato bene di difendere i disonesti. Allora secondo voi di chi è la colpa di uan tale situazione?
roby f.
23 giugno 2010 alle ore 13:47Non confondiamo il puzzo di piedi con l'acqua di colonia.
Innanzi tutto l'azienda può tutelarsi dai cos' detti assenteisti...alto l numero? dovremmo confrontarlo in rapporto anche al numero dei dipendenti, valutare i giorni di malattia/numero degli assenti giustificati....
5000 persone è un paese di medie dimensioni..per cui basta un'influenza che colpsce 3-5% dei dipendenti e il gioco è fatto, un'altra indicazione da valutare, dovrebbe essere la malattia/patologia...oppure una gravidanza....tutti dati che così non dicono poco e nulla....(scuse)
Tutto ruota sul piano industriale...sul quale nutro forti dubbi.....
pierpaolo poli
23 giugno 2010 alle ore 14:14scusa, ma chi li ha assunti quei disonesti!? e non rispondermi che le assunzioni sono tutte regolari e che non si sa prima chi è LAVORATORE e chi no!
gaab rius
23 giugno 2010 alle ore 14:30anche io ho conosciuto un operaio di pomigliano che faceva il salumiere a castellammare di stabia. gli assenteisti sono sempre e solo da condannare proprio da parte degli onesti, ma a pomigliano si sta consumando un vero delitto proprio contro gli onesti e tu stesso lo dici.
la verità è che alla fiat l'assenteismo di pomigliano era lautamente pagato dai finanziamenti statali usati per costruire fabbriche all'estero.
adesso che i soldi scarseggiano perchè veramente non ci sono, la fiat saluta e se ne va, altrimenti devi fare lo schiavo.
speriamo che tutta questa storia sia di lezione per il futuro: assistenzialismo, raccomandazioni, assenteismo etc etc fanno solo l'interesse dei ricchi e potenti, mai degli operai.
adesso siamo tutti operai di pomigliano!
Matteo Pietri
23 giugno 2010 alle ore 13:38Avete visto il TG2 ?
Nessuna intervista a un operaio che ha votato no
Solo operai che hanno votato SI
Nessuno che spiega il contenuto del referendum
gaab rius
23 giugno 2010 alle ore 13:40il prossimo politico che vota un finanziamento pubblico all'industria privata deve essere preso a perticate nella schiena da tutti gli operai di pomigliano!!!!!
Francesco Saverio di Donato (napoletano978)
23 giugno 2010 alle ore 13:43ce qualcuno che puo postare il contenuto dell accordo stilato dlla fiat e da alcune sigle sindacali?
cosi per avere un idea chiara di quello che si dice.
Carmine Crocco Donatellli
23 giugno 2010 alle ore 13:49.
.
.
LA VERITA' CHE NESSUNO VUOL DIRE E' CHE LA FIAT DOVREBBE METTERSI A COSTRUIRE PANNELLI SOLARI O PALE EOLICHE A POMIGLIANO PERCHE' STE CAZZO DI AUTOMOBILI NON SI VENDONO PIU'!!!!!
margherita f.
23 giugno 2010 alle ore 14:01ben detto, le loro auto non ci interessano più, le fanno fare in polonia, costano meno , le fanno pagare tanto, prendono gli incentivi e marchionne si aumenta lo stipendio perchè lui è un fenomeno....
il governo dovrebbe fare un bel discorso a m. e chiedere quello che dici tu.....
Luigi C.
23 giugno 2010 alle ore 16:21Bravo, io sono sei mesi che aspetto un finanziamento per far partire il mio progetto per produrre pannelli solari termici, ancora aspetto, a nessuno importa un cazzo, o hai i soldi o se vuoi un aiuto, molli tutti i tuoi beni agli strozzini legalizzati (banche) altrimenti vai per strada.
E questi si permettono di fare i referendum !! Usano la gente e i nostri soldi come vogliono, la Fiat l'abbiamo sempre mantenuta noi, poi io sono di Torino e la Fiat mi è sempre stata sulle palle !!!
Gianni Massaro
23 giugno 2010 alle ore 13:50Il prossimo referendum sarà per i banbini delle scuole a mensa. Il testo del referendum è semplice: Minestra o Finestra? Prevista la vittoria dei sì per la Minestra, anche se nell'elenco degli ingredienti ce ne solo uno, acqua sporca!
Francesco Saverio di Donato (napoletano978)
23 giugno 2010 alle ore 13:56Grillo pubblica il testo dell'accordo voglio leggerlo.
se parli di informazione corretta dovresti farlo, e no fare un post sensa ne capo ne coda. Completa l'opera con il testo completo dell accordo
ARTURO B.
23 giugno 2010 alle ore 16:03http://city.corriere.it/2010/06/24/milano/documenti/cina-scioperi-bloccano-honda-toyota-20818973935.shtml
Luigi C.
23 giugno 2010 alle ore 16:17Io non ho più parole, per lavorare che è un diritto, siamo arrivati a fare i referendum, ma in che razza di mondo di merda viviamo !!!
Cosa devi fare se hai il mutuo da pagare, le rate, e tutte le bollette, che non ti piace quello che ti propone la Fiat ??? Devi stare muto e lavorare, ormai siamo ridotti come gli schiavi, zitti e lavorare, e ringraziare se qualcuno ti fa ancora lavorare, altrimenti l'alternativa e la strada....
Che merda, io ne o i coglioni veramente pieni di sto mondo !!!!
indiana m.
23 giugno 2010 alle ore 16:20io nn riesco a giudicare cn razionalità chi ha acconsentito a lavorare come schiavo presso la fiat.
la campania nn offre molte risorse per lavorare onestamente e chi ha un piccolo posticino se lo tiene caro caro, sopratutto quelle persone che hanno una famiglia da mantenere. il punto è solo questo: quando sei un padre di famiglia o una madre pensi solo al benessere dei tuoi figli anche se questo ti porterà via sudore e sangue, perchè nn riesci a vivere col pensiero di nn poter più assicurare un pasto o una casa ai tuoi figli.
l'errore nn è di queste persone che hanno fatto una scelta, ma è solo colpa dello stato, di chi ci ha governato e di chi ci governa ancora. uno stato assente per i bisogni primari dei suoi cittadini, un governo fatto da persone che in periodo di crisi nn rinuncia a nessuno dei propri sprechi, nessuno che si passi la mano sulla coscienza, nessun rimpianto, nessun interesse per il bene del paese. ma quando l'italia finirà di sbriciolarsi, loro moriranno insieme a noi.
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23 giugno 2010 alle ore 16:33§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
Vogliono che restiate in casa, impauriti, senza pensare. Non vogliono cambiare perché in pochi guadagnano sulla distruzione del nostro ecosistema.
Leggi qua
www.anakedview.com/noi_vi_amiamo.html
e ribellati!
Per vedere la realtà, senza fregature, visitate il sito:
http://www.anakedview.com/
Troverete articoli di psicologia, comunicazione politica, riflessioni sulla società e molto altro...
Buona Lettura
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enrico chiesa
23 giugno 2010 alle ore 16:59vi riporto un link su l'ennesima prova di arroganza del sindaco-sceriffo-cementificatore di Parma, quel buffone di vignali
http://oltretorrente-parma.blogautore.repubblica.it/2010/06/23/via-bixio-asfaltatura-con-scorta-armata/comment-page-1/#comments
Magic Lenin (☭ ☭ ☭ ☭ ☭)
23 giugno 2010 alle ore 18:06by wiki...teoria marxiana del valore
Nella sua opera matura, Il Capitale (1867), Marx inizia così la sua analisi:
"La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, si presenta come una immane raccolta di merci e la singola merce si presenta come sua forma elementare."
La merce appare con una duplice caratteristica:
da un lato ha la proprietà di essere utile, di soddisfare bisogni umani, ed è quindi valore d'uso;
dall'altro è depositaria materiale di valore di scambio, ha cioè la proprietà di poter essere scambiata, in determinate proporzioni, con altre merci, ed in particolare con la merce considerata equivalente generale di tutti gli scambi e involucro del valore: il denaro.
Per Marx, l'analisi della merce come valore d'uso ne fa apprezzare quelle qualità che si realizzano nel consumo, le sue caratteristiche strutturali, estetiche, fisico-chimiche, la sua attitudine a soddisfare i bisogni umani prescindendo dal sacrificio necessario all'uomo per appropriarsene. Diversamente, l'analisi della merce come depositaria del valore di scambio porta a prescindere dalle suddette qualità, poiché ciò che interessa sono i rapporti quantitativi che si instaurano tra questa e le altre merci, e tra questa ed il denaro.
Una merce si può scambiare con tutte le altre, ed è equivalente a ciascuna di esse, purché prese in determinate quantità reciprocamente congrue. I rapporti di scambio della stessa merce con ciascuna delle altre ci suggeriscono che il valore di scambio è in generale il modo di espressione, la forma fenomenica, di un contenuto da esso distinguibile. Parliamo di valore di scambio quando mettiamo in relazione tra di loro più merci, mentre ogni merce possiede una caratteristica immanente che si manifesta esteriormente nel valore d'uso. Questa caratteristica, comune a tutte le merci, è quella di essere prodotto del lavoro.
>>>morale:
aspettare sulla riva e vedere passare gli stronzi
che galleggiano.....senza rivoluzione!
Unbeinger A.
23 giugno 2010 alle ore 18:24Tranquilli! la rivoluzione dal basso è iniziata...
http://unbeinger.wordpress.it
massimo pagante
23 giugno 2010 alle ore 19:50la verità è che se voti no e passa il no e l'accordo non si fa non c'è lavoro.
questa tuttavia nons arebbe colpa dei sindacati ma di una azienda criminale e di uno stato incosciente.
quetso è un riccatto.
solo in italia si metteno in discussione i diritti acquisiti.
è un avera merda.
Fabio C
23 giugno 2010 alle ore 20:51La classe operaia va in paradiso!
www.aNakedView.com www.anakedview.com
23 giugno 2010 alle ore 21:18§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§
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roby f.
24 giugno 2010 alle ore 19:59I principi nel medioevo imponevano lo "ius primes nottis"....ci manca solo quello....
Di passi indietro se ne stà facendo..e tanti..nessuno dice che oggi la produttività a raggiunto livelli del 100%, quando negli anni 70 era al 20-30%...il problema per gli imprenditori e per i lavori è unico: la Tassazione, costo del lavoro alto per le tasse e gli oneri accessori, che finiscono per far lievitare i costi di produzione.
non ultimo IVA che colpisce in modo sproporzionato e assurdo i beni o servizi...su un auto è al 20% su 10000 euro 2000 sono d'iva e colpisce il consumTORE FINALE....troppo, troppo per tutti non puoi avere un socio(lo stato) al 20% che non fa niente e incamera soldi....sottrae soldi agli investimenti e costringe a limare i costi di produzione....forse se il socio non chiedesse il pizzo, può darsi che le cose andrebebro meglio per tutti, forse anche per il socio.....potremmo anche ridurre l'orario di lavoro a 6 ore....
Josef Dzugashvili (stalin)
25 giugno 2010 alle ore 20:53Il problema non lo sposti così...
Qui c'è un margine di profitto che va ripristinato, la tua proposta non TOCCA il problema, sposta solo
il soggetto che dovrebbe pagare.. In questo caso tu ti illudi di poter salvare il salario del lavoratore facendo pagare lo Stato.. ma lo stato, anche se prende quel 20%, è in DEFICIT, e lo Stato non è una persona singola contro cui te la puoi prendere..non puoi dire 'cazzi tuoi, ben ti stà!'
allo Stato, in linea di massima, non gliene frega proprio niente..
Lo Stato dovrà a qual punto fare qualcosa: aumenta un'altra tassa magari.. oppure taglia i servizi di cui si servono proprio quei lavoratori..
Cerca di andare al CUORE della questione..
erminio conti
25 giugno 2010 alle ore 21:55ma io dico eh..il problema di pomigliano lo sapete cosa e'?? e' L'ASSENTEISMO!!! quindi cari interlocutori qui non si puo' parlare di diritti soppressi e quant'altro perche a questa gente che fa' 6 mesi di malattia all'anno,che non ha voglia di fare un CAZZO!!, E CHE PRETENDE DIRITTI A TUTTO SPIANO E MOLTO PROBABILMENTE NON SANNO FARE NEMMENO UN CAZZO..io che sono un operaio che mi sono sempre impegnato e ho raggiunto un livello di specializzazzione elevato,in meccanica so' fare quasi tutto,io che non manco un giorno dal lavoro,io che non ho il problema di dire la sera..cazzo domani devo andare al lavoro..non so' se mi sono spiegato..non posso pensare di difendere un branco di pezzenti che non hanno voglia di lavorare e che fanno della malattia il loro stile di vita.questo e' il vero motivo per cui la fiat che pure sono dei maledetti..hanno preteso dai lavoratori che almeno il 70% firmasse l'accordo perche se io devo produrre 280 mila auto all'anno e poi per colpa degli assenteisti non riesco a produrne nemmeno la meta'..allora capisco anche loro da questo punto di vista.dove lavoro io ci sono persone che meriterebbero calci nel culo dalla mattina alla sera,che non gli frega un cazzo se siamo in cassa anzi vogliono fare cassa integrazione perche cosi' si sta a casa capito? questa e' l'italia signori miei un paese di idioti in cui io non mi riconosco. saluti
lt
13 marzo 2016 alle ore 20:07per privacy richiesta rimozione mio commento a vostra pagina:
http://www.beppegrillo.it/2010/06/referendum_di_pomigliano_per_i_poilitici.html
e ogni riferimento personale nome e cognome etc.
grazie
