Stefania Craxi, statista a spese dello Stato


L’eredità di Craxi è viva e lotta con noi e con il Corriere della Sera. La statista Stefania Craxi è stata intervistata da Aldo Cazzullo (in nomen omen). Ha spiegato che corriamo il rischio 1992: “C’è il pericolo che muovano come allora contro l’Italia i poteri finanziari internazionali, con l’obiettivo di scaraventarci addosso la speculazione che ha atterrato la Grecia“. Nel 1992, in realtà, eravamo quasi falliti grazie al latitante Craxi che aveva raddoppiato il debito pubblico e distrutto l’economia del Paese. I socialisti erano specializzati in esazioni ambientali, nel dettaglio il 30% fisso sulle opere pubbliche, e sul loro impiego spesso privato. Gli speculatori, allora come oggi, non c’entrano, usando una gentile metafora, una beata mazza. C’entrano invece la politica irresponsabile dell’erede di Craxi (Berlusconi, ndr) e 1.800 miliardi di euro di debito. Da chi è stata eletta Stefania? Con quali voti? Perché è stata nominata sottosegretario agli Esteri, con quali meriti e, soprattutto, perché dobbiamo pagarla noi e non Berlusconi? Cazzullo, rialzati!

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