"Caro Beppe,
a Forlì ci sono molte aziende che lavorano come contoterzisti nella produzione del mobile imbottito, cioè salotti, e altre che lavorano nello stesso settore, ma anche come progettisiti di linee proprie.
Tutti si sono dovuti scontrare con il fatto che le aziende grosse che vendono prodotto finito e che forniscono lavoro ai contoterzisti (quelli che cuciono, per intendersi) hanno cominciato a servirsi di manodopera cinese che lavora ad un costo pari a poco più di un quinto di quello che costa un dipendente normale e che lavora a dei ritmi disumani.
Dopo la trasmissione Report che ha sollevato il problema in seguito alla denuncia di due imprenditrici forlivesi contoterziste costrette a chiudere perchè nessuno dava loro più lavoro, la situazione in città è rimasta ferma al palo.
Io ho fatto almeno tre interpellanze per sollecitare sedute di consiglio o di commissione aperte al pubblico con la presenza delle imprenditrici, ma il tutto è andato per le lunghe dicendo che avrebbero fatto tavoli tecnici in prefettura assieme ai "capi" della comunità cinese...
Ieri finalmente mi hanno dato una data per la commissione che sarà il 3 giugno.
Nel frattempo ci ha contattato un imprenditore non contoterzista che fa lavoro in proprio, ma che esegue lavoro anche per gli altri e ha denunciato la situazione marcia che ancora sussiste.
Quando gli chiedono di eseguire un lavoro glielo vogliono pagare ad un prezzo che non copre neanche quello di costo e quando lui fa presente il problema tutti dicono: fallo fare ai cinesi così ci guadagni.
Lui si rifiuta e adesso è in crisi enorme, rischia la chiusura. Dal sito della Lista Civica a 5 Stelle Destinazione Forlì è possibile inviare un messaggio ai politici, alle forze di polizia, agli enti, alle associazioni di categoria e ai sindacati per chiedere di affrontare urgentemente il problema." Raffaella Pirini, consigliere comunale 5 Stelle Destinazione Forlì

I salotti cinesi di Forlì
25 maggio 2010 alle ore 19:02•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (52)
ilaria df
25 maggio 2010 alle ore 19:14nn è corretto prima di ttto x gli stessi cinesi...e poi x la nostra precaria economia fatta di piccole aziende artigianali....ma ci sarà un contratto ke dovranno seguire? e se nn lo fanno, nn sono in regola, e qndi xseguibili dalla legge?....;)
Mene Fotto
25 maggio 2010 alle ore 22:03La legge ?
AHAHAHAHAHAHAH ! Benvenuta Alice, questo non è il paese delle Meraviglie !
Anto Coniglio
25 maggio 2010 alle ore 19:15Mi da "questo video è rpivato"
Alessandro I.
25 maggio 2010 alle ore 19:21Avevo visto la puntata di Report, una vergogna. Mi sono promesso di non acquistare mai un divano di due famose aziende sempre presenti in tv.
Email di protesta inviata.
Claudia - Ts
26 maggio 2010 alle ore 09:43La vera, grande, assoluta vergogna, che si protrae da anni in Italia, è che, dopo trasmissioni di puntuale denuncia come quelle di "Report", non succede quasi nulla !
Simone Barzanti
25 maggio 2010 alle ore 19:28http://www.youtube.com/watch?v=Qu5Vl5TrniE
Qui sopra il link giusto dove poter vedere il video.
Paolo Ricci
25 maggio 2010 alle ore 19:29http://www.youtube.com/watch?v=Qu5Vl5TrniE
Gabrieele Sani
25 maggio 2010 alle ore 19:42Vai Raffaella. Empoli con te!
Donato S.
25 maggio 2010 alle ore 19:47@Raffaella
Soluzioni possibili?
1)Il rispetto delle regole minime sindacali nonché della legalitá del mondo del lavoro che in"teoria"in Italia flebilmente esistono ancora e che chi di dovere dovrebbe solo fare applicare senza bisogno di tavoli di confronto urgenti.
Ipotesi da scartare dal momento che"chi di dovere"é il primo al non rispetto delle regole.
2)Cercare di esportare diritti in quei paesi dove non esistono e non andare a concludere trattative unilaterali di collaborazione vendendogli parte del nostro debito pubblico per continuare a lasciare le cose come stanno.
3)Cominciare a clonare i prodotti made in cina o emigrare direttamente lí in cerca di un futuro migliore di quello che si va via via prospettando nel nostro paese.
In prospettiva la Cina sarebbe la prima economia mondiale e 500 mln di cinesi,risvegliati piú capitalisti dei capitalisti che di botto vogliono vivere alľoccidentale sposando il consumismo saranno in breve ľolocausto destinato a spazzare via gli attuali equilibri economici mondiali che giá da soli vacillano.
Dunque non ci resterá altro da fare che inchinarci al passaggio delľimperatore d´oriente ed ai nostri imprenditori elemosinare il lavoro ai nuovi datori di lavoro adeguandoci alle loro regole o chiudere.
Mi spice dirlo,ma ora si possono trattare solo i dettagli della resa,in quanto lo stato non é piú in grado di elargire aiuti o compromessi essendo giá al collasso e venendo a chiedere aiuto in un ultimo disperato tentativo alle tasche degli italiani.
Detto e sottoscritto con amarezza da piccolo imprenditore.
fede cristian
25 maggio 2010 alle ore 20:13Grazie Raffaella per provare a squarciare questa cappa di indifferenza e complicità che avvolge la città, sembra che l'aministrazione (di sinistra che doveva cambiare tutto....) stesse aspettando solo che ci dimenticassimo di Manuela Amadori e della sua battaglia.
Luciano inrete
25 maggio 2010 alle ore 20:18Era il sogno borghese dei prodiano, più merci a costi bassi con l'apertura delle frontiere a india e cina e con la leggi biagi!!
era il sogno della crescita infinita di maanche veltroni il topogigio che scalzò prodi per riconsegnare il governo al suo idolo berlusconi erede di craxi!!
Erano e sono sogni anzi visioni stupefacenti per i pollastri, infatti quando le merci costavano care le maestre e le professoresse avevano il posto sicuro e potevano permettersi les copains, iceberd, versace e simili cucite in italia, ora che le merci costano poco e vengono dalla cina e dall'india (anche di casa nostra) le stesse si vestono scegliendo dai mercatini delle pulci e dell'usato mentre i loro figli sono precari e non hanno più prospettive!!
Chi è causa del suo male pianga se stesso!!
Smettete di drogarvi con il liberismo da quattro soldi e provate a disintossicarvi!!
I diritti di chi lavora, una ambiente sano, una economia lenta e pensata per tutti è indispensabile per una economia di consumi come la nostra!! infatti senza i consumi di chi lavora non esistono consumatori ma parassiti!!
E fate in fretta.
Nicola Nicolini
25 maggio 2010 alle ore 20:34email inviata.
La concorrenza sleale di chi non rispetta i diritti minimi dei lavoratori ha contribuito a mettere in ginocchio il ns paese.
Una concorrenza sleale in totale sfregio di ogni regola e legalità.
Tutto questo non sarebbe mai stato possibile senza la pessima classe politica che ci ritroviamo che non si è preoccupata di tutelare le nostre aziende e i nostri posti di lavoro.
Con il risultato che ora anche i diritti conquistati sono messi in discussione o già persi (i sindacati dove sono???)
e invece di progredire stiamo tornando indietro.
Luigi Vicenza
25 maggio 2010 alle ore 20:52Nel Veneto numerose aziende metalmeccaniche, per esempio nel settore dei circuiti stampati, in quello degli accessori per bicicletta, nei vari rami dell'elettronica industriale, ed in decine di altri ancora, da almeno 10 anni non producono più qui molti dei loro prodotti, ma li acquistano in Cina, li portano nella sede dell'azienda, vi cambiano targhe dati, loghi, imballaggi e quant'altro, e li vendono in Italia ed in Europa. Pare sia l'unico modo per guadagnarci. Pare.
Infatti produrre in Cina costa un decimo, il che copre abbondantemente le spese di 20.000 km di viaggio (l'ambiente inquinato è di tutti!!!), e qui bastano un paio di operai interinali che imballano anzichè 20 o 30 operai esperti che producono.
E nessuno assume più a tempo indeterminato.
Se succede qui non posso non supporre che succeda anche nelle altre regioni d'Italia.
I giovani non hanno futuro.
Le banche stanno lucrando sui mutui-casa (che ha un prezzo folle, E CHISSA' PERCHE' una mensilità di affitto è alta come una rata di un mutuo...) dell'ultima generazione di lavoratori a tempo indeterminato.
Stiamo andando allo sfacelo. Tutti in mano alle banche o ai cinesi.
Per inciso: a Vicenza e provincia negli ultimi 10 anni centinaia di bar, paninoteche, pizzerie, ristoranti, ecc. sono diventate proprietà di cinesi.
I cinesi sono noti perchè PAGANO SUBITO IN CONTANTI, un fenomeno pressochè sconosciuto fra gli italiani.
Pagano 40.000, 50.000. 60.000, 80.000, 100.000 euro CASH per rilevare un locale.
Mi sorge spontanea una domanda: ma se una persona, in Cina, possiede 40.000 o 100.000 euro in contanti, è ricca! Non ha nessun motivo al mondo per emigrare in Italia a fare il barista!
Stiamo andando allo sfacelo.
Forza Italia! (Ora si può dire!)
Donato S.
25 maggio 2010 alle ore 21:08É vero hai ragione...
Infatti sempre piú aziende investono o spostano addirittura le produzioni direttamente in loco.
Parlavo qc gg fá con mia cugina che é responsabile vendite/aquisti per una ditta di scarpe a Parigi e fino a qualche anno fá viaggiava,per lavoro tra stati uniti,gran bretagna,italia...
Da qualche anno la spediscono sempre piú spesso in cina,indonesia,tailandia ecc...
Tra poco i"cinesi"saremo noi,visto che il PIL sul quale si basano per misurare lo stato economico/produttivo di un paese non tiene conto della piú grande economia del momento che,a giudicare dalla crescita a doppia cifra,risulterebbe essere proprio la cina.
Dunque mi sá che ci conviene imparare infretta il cinese...
Ciao
P.S.
A proposito...
Io ho un locale e sarei piú o meno barista...
Luigi Vicenza
25 maggio 2010 alle ore 21:14Allora quando deciderai di vendere vedrai che ti arriverà un cinese!
mario gaballo
25 maggio 2010 alle ore 21:28Il problema che pone lei è il problema che assilla tutti i settori purtroppo.
Per lei sono i cinesi, per me che lavoro nell'edilizia sono polacchi, rumeni, egiziani e chi più ne ha più ne metta.
Qualche anno fa, io e molta gente che conosco del mio settore, avevamo tantissimo lavoro fino quasi ad essere costretti di rifiutarne, oggi dobbiamo lottare per avere un programma di lavoro di un mese (quando le cose vanno bene).
La cosa che preoccupa non è questa solamente ma c'è il peggio che deve arrivare ancora!
Ovvio che se questa gente ha tanto lavoro e si accontenta di poco ha bisogno sempre di nuova manodopera per espandersi e allora dove attinge?
Ne arriveranno sempre di più e ancora e ancora e a noi artigiani non resterà che piangere (se non lo si sta già facendo.
P:S.
questo messaggio non vuole essere offensivo nel modo più assoluto ma racconta semplicemente la realtà dei fatti.
BUONA FORTUNA A TUTTI!
roberto .
25 maggio 2010 alle ore 22:04probabilmente è gia tardi... le residue speranze si baserebbero su un azione di Governo poderosa e e incisiva... appunto!!!
alvisea fossa
25 maggio 2010 alle ore 22:04CIAO BEPPE
CAMBIATE LE CARTE DEL LAVORO IN TAVOLA,DISTRUTTA UN INDUSTRIA COME QUELLA DI FORLI',AVANTI VERSO AL CATASTROFE
!!!!!!!
ALVISE
livia galassi
25 maggio 2010 alle ore 23:17Io anche trovo scorretto che non si rispettino i diritti del lavoratore e riconosco che questo sistema lede le aziende italiane... ma se non sono i cinesi a lamentarsi non vedo come si possa impedire ad un imprenditore di pagare i propri dipendenti quanto decide lui! Non si puó mettere in messo il governo per ogni cosa. Purtroppo é vero, agli italiani questo sistema taglia le gambe ma ogni imprenditore é libero di pagare quanto vuole e, se il cinese é disposto pure a lavorare a ritmi massacranti, peggio per lui! Se l'imprenditore viola la legge, allora va fermato! Ma altrimenti l'azienda é sua e fa quello che vuole! Sbaglio?
mirko de lucia
26 maggio 2010 alle ore 08:00Buongiorno, sono anche io un imprenditore del mobile imbottito di questa zona e posso assicurarvi che la situazione è esattamente quella che l'imprenditore ha descritto nel video presentatto e visibile sul sito di destinazione forlì (http://www.destinazioneforli.it/2010/05/24/mobile-imbottito-forli-scandalo/) ed ancora meglio nel testo scaricabile (http://www.destinazioneforli.it/wp-content/uploads/2010/05/salotti-per-conferenza-stampa.pdf) Ricordo a tutti, quando si parla di concorrenza sleale, che un conto sono i prodotti che vengono importati e che quindi sono prodotti in paesi che hanno altre regole rispetto alle nostre, un conto sono quelli che vengono prodotti sul nostro territorio dove se rispetti le regole sei un perdente. SIAMO L'ITALIA NON LA CINA!!!!!! Ribelliamoci, non lasciamo che ci riducano ad un ammasso di carne da plasmare a loro piacimento, non cediamo alla tentazione del "tanto non c'è niente da fare"Partercipate al mail bombing e dimostriamo, una volta di più, che i cittadini sono meglio della classe che ci amministra!!! Chiudo dicendo che l'imprenditore che ha denunciato ha fatto bene a farlo in forma anonima perchè alle due imprenditrici che lo hanno fatto prima di lui hanno veramente fatto terra bruciata attorno.Non sono state difese nemmeno da chi dovrebbe rappresentare i lavoratori per la difesa dei quali loro si sono rovinate (i sindacati) Il sistema non riguarda solo le aziende che sono citate nel servizio e nel procedimento intentato dalla procura, sono molte, molte di più!
Buona giornata a tutti.
pietro denisi
26 maggio 2010 alle ore 08:13I vecchi capitalisti datisi alla finanza, negli anni 80-90, perchè si sono bevuti il cervello, ubriacati dai guadagni facili in borsa, o, speculando in affari poco puliti, anzicchè rimboccarsi le maniche e finanziare la ricerca hanno preferito i paradisi fiscali e la delocalizzazione.
Questo grazie, anche, ai politicanti di destra e di sinistra. Ricordate quando Dalema, nella seconda metà degli anni '90, osannava l'Irlanda per le agevolazioni alle imprese che li investivano?
Molti di noi meridionali si erano illusi che, visto che era al governo, avesse attuato la stessa politica degli Irlandesi. Invece no. Ha preferito, col suo governo, continuare a delegare la gestione delle risorse Europee ( 488 ecc. ecc.) agli studi specializzati politicamente e affaristicamente a loro vicini, invece di attrezzare aree industriali con capannoni, forniti di tutte le utenze e darle, anche gratuitamente, a chi aveva delle idee e dei progetti da realizzare.Sti cazzi! Hanno preferito finanziamenti a pioggia, per buttare fumo negli occhi agli imprenditori onesti facendoli fallire, d'accordo con i burocrati della Regione. Mentre gli speculatori e i falsi imprenditori si ingrassavano alle spalle dei nostri giovani affamati di lavoro. Prodi, durante il suo governo, sempre con Dalema ministro degli esteri, andò in Cina con un numeroso stuolo di imprenditori e faccendieri, per aiutarli a delocalizzare. Questa politica è stata la molla che ha fatto scattare la crisi del settore manufatturiero in Italia. Ora, tutte le imprese, amiche di politicanti, chiedono garanzie ai vari governi: non disturbate le comunità Cinesi in Italia se no avremo,in Cina, delle ritorsioni sui nostri affari. Capito caro amico, perchè a Forlì tutto deve rimanere così com'è? A uqesta mafia, affaristica politica, a volte, è preferibile quella che spara, ma fa affari sul territorio e distribuisce qualche briciolo. (Scusate è solo uno sfogo provocatorio!)
Di Pietro, De Magistris, Sonia Alfano,spostate le tende le tende.
Elena Ciocca
30 maggio 2010 alle ore 17:01è proprio cosi'
F. Masciullo
26 maggio 2010 alle ore 08:44Interpella anche Bossi e la trota del figlio...
va' pensiero
26 maggio 2010 alle ore 08:58Certi persone non hanno ancora capito , che nelle società moderne il manifatturiero che è stato il cavallo di battaglia del nostro ottocento fino alla metà del novecento, è stato sostituito con i servizi , con conseguente vittoria del consumatore che non vuole più pagare posizioni di rendita e inefficienze a chi continua a produrre prodotti maturi .
Miracolo Italiano
26 maggio 2010 alle ore 09:16Prodotti maturi?
Qui in Italia, con i cinesi, i prodotti sono diventati marci, di pessima fattura.
La qualità italiana del lavoro artigianale deve essere rivalutata.
Poi, sei proprio sicuro che i cinesi non entreranno nei servizi? Con i prezzi che fanno possono entrare ovunque!
Basta con la loro produzione di "prodotti immondizia"!
Claudia - Ts
26 maggio 2010 alle ore 09:26"..fallo fare ai cinesi così ci guadagni".Pazzesco!
Scardinare il sistema economico italiano, soprattutto quello legato alle produzioni artigianali, è delittuoso, dato il valore aggiunto di questo settore nel panorama produttivo italiano ed il potenziale del know how.
Politici, forze di polizia, enti, associazioni di categoria e sindacati , non appena ne vengano a conoscenza,credo abbiano hanno l'obbligo preciso di intervenire , una volta constatato lo stato di illegalità attuale in cui lavorano i laboratori cinesi, iscritti regolarmente alla camera di commercio, ma che dichiarano un numero di dipendenti e di ore lavorative assolutamente non compatibili con il fatturato dichiarato.
Ci appare assai opportuna l'istituzione di un organismo di controllo permanente che, tramite monitoraggio di fatturati, controllo dei consumi energetici e richieste di controlli mirati in orari notturni, consenta una sorveglianza puntuale su tutto il territorio Regionale, affinché il problema non venga trasferito da una città all'altra.Le quali città e le quali regioni- nelle quali si è ancora, per fortuna, lontani da questo malcostume, andrebbero immediatamente informate,e magari consultate per azioni comuni.Nel frattempo perchè non instaurare una iniziativa di vendita diretta, dal fabbricante al consumatore?
Massimo Giambalvo
26 maggio 2010 alle ore 10:19sono Massimo Giambalvo ho visto Draquila di S. Guzzanti e mi è apparsa in tutta la sua agghiacciante realtà la considerazione che IL SILENZIO E' COMPLICITA'quindi per la considerazione che ho di me stesso quale uomo libero affermo con tutta la forza che ho, in tutti i canali che ho a disposizione, rivolgendomi a tutte le persone che posso raggiungere che - IO NON SONO COMPLICE DI berlusconi.
Tanto dovevo a me stesso
mmmmm ...forse
26 maggio 2010 alle ore 10:19Perchè l'invasione silenziosa dei cinesi è tollerata anche dalla Lega?
Sospetto che la Cina ci abbia comprati, accollandosi quote considerevoli del nostro debito pubblico.
Dobbiamo ringraziare i cinesi se non siamo ancora falliti?
Barbara B
26 maggio 2010 alle ore 10:39Questo post è sbagliato. Non serve a nulla dire che DEGLI imprenditori di riforniscono di manodopera cinese. Dite chiaramente chi sono. Dite i marchi che si servono di questa manodopera (della cui qualità ovviamente si può dubitare). Io non voglio comperare un divano fatto da un cinese, perchè sappiamo bene che il più delle volte non lavorano a norma di legge, non hanno dispositivi di sicurezza, non si conosce la qualità dei loro materiali e delle vernici utilizzate e soprattutto non facciamo lavorare gli italiani che ne hanno bisogno. Però io non so chi sono questi imprenditori. Mi dovete dire qual'è il marchio con cui si presentano al pubblico. E state sicuri che non venderanno più nulla.
Alessandro I.
26 maggio 2010 alle ore 11:53C'è una puntata di report di qualche mese fa che fa i nomi
VINICIO D.
26 maggio 2010 alle ore 10:51Caro Beppe, vorrei portarvi a conoscenza di una delle tante e assurde proposte partorite da questo (sic!!) Governo, contenuta nel pacchetto denominato 'Manovra Finanziaria'.
Sarà consentita la regolarizzazione degli immobili sconosciuti al Catasto, ma che risultano dai rilievi fotografici ottenuti con un'operazione di verifica avviata due anni fa.
Potranno essere sanati dal punto di vista fiscale e secondo le loro stime, produrranno entrate pari a 1.5/2 Miliardi di Euro !!!!
Roba da pazzi, solo degli sconsiderati possono dire e scrivere (!!!) queste scemenze.
Cioè questi stanno dicendo che possono essere regolarizzati dal punto di vista fiscale degli immobili che all'80-90% sono abusivi e quindi dovrebbero essere demoliti; detto in parole povere non essendo legittimi dal punto di vista edilizio-urbanistico (senza Permesso edilizio ovvero costruiti dopo il 1967 o il 1942) sono immobili abusivi che non possono stare in piedi....e questi legiferatori cosa fanno???
Danno la possibilità di regolarizzare fiscalmente una cosa irregolare, che non ha senso di esistere.
Ma chi è quel pazzo che vuol pagare le tasse su una cosa irregolare? Ma chi è quel folle che chiede un permesso edilizio per fare un manufatto e non accatasta, precludendosi la possibilità di dichiararlo abitabile o agibile?
Questo maledetto Governo deve cadere con i tutti i suoi rappresentanti....che si sentono tranquilli e ben difesi dal Capo, che può farci credere che Cristo è morto dal sonno...raccontandoci balle di questo spessore...e magari sentenziare fra qualche giorno che non è stato detto niente...che è stato frutto dell'immaginazione dei Comunisti.
O forse non sanno cosa dicono???
Che siano in malafede o non abbiamo competenza, la deduzione è una sola: VERGOGNA.
spaceboy www.anakedview.com
26 maggio 2010 alle ore 11:00#################################################
Per fronteggiare la crisi, al posto di intascare mazzette, LORSIGNORI dovrebbero pensare a risolvere questi problemi. Invece pensano a imbavagliare la stampa, stracciare la Costituzione e andare a mignot..cioè, "escort"...
Per vedere la realtà, senza fregature, visitate il sito:
http://www.anakedview.com/
Troverete articoli riguardanti la comunicazione politica, riflessioni sulla società e molto altro...
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Ferdinando S.
26 maggio 2010 alle ore 11:23Email inviata. La globalizzazione senza regole precise uccide la vera concorrenza e la dignità delle persone. Fà vincere i banditi e la falsa difesa del consumatore è strumentale agli interessi di pochi, dei soliti che ci speculano e ci si arricchiscono. Il made in Italy o è tale al 100% o è un falso.
augusto g.
26 maggio 2010 alle ore 11:40O la concorrenza è legale o è illegale, chi stà lì a Forlì saprà bene chi sono e dove stanno stì cinesi che lavorano sottocosto e senza contributi, fate denuncie penali e poche chiacchere (se è vero)
Pace e bene
Augusto
mirko de lucia
26 maggio 2010 alle ore 11:59Mi permetto di risponderle in quanto persona della città e operante nel settore.
Quello che è scandaloso è che ledunce sono state fatte, si conosce l'ubicazione dei laboratori, c'è un processo in atto, ma l'attività illecita prosegue senza sosta.
Ogni notte come cita l'imprenditore che ha denunciato.
Le autorità tutte ed il governo della città stanno a guardare senza intervenire.
Per di più, le persone che hanno denunciato in maniera ufficiale hanno subito ritorsioni e sono state lasciate, nel concreto, nel più totale isolamento.
Per una sua migliore informazione.
Buona giornata.
Simone Biffis
26 maggio 2010 alle ore 12:36Buongiorno a voi del forum, leggo quasi ogni giorno il sito di Beppe, però il tempo è sempre poco per lasciare qualche commento, anche se molte volte ce ne sarebbe bisogno. Stavolta però ho un dubbio e ve lo pongo in termini di domanda: sono da sempre, nonostante i pochi 27 anni di vita, convinto del bisogno della localizzazione delle merci e dei manufatti (dagli ortaggi a km zero, alla scelta di prodotti realizzati in Italia), però il dubbio che mi viene leggendo questo post è che ci possa essere una "falsa accusa" o reprimenda da parte di coloro, produttori, industriali, piccoli artigiani nei confronti della concorrenza cinese; quindi umilmente vi chiedo: come mai prima il cinese va bene per aumentare fatturati e ridurre i costi di produzione e gestione dell'azienda (vedi delocalizzaiozne selvaggia prima verso l'Est europeo, poi verso Cina, adesso saranno India e Paesi del Nord Africa), mentre ora che la crisi morde duro ci eleggiamo paladini del made in Italy per salvaguardarci e salvagiardare le nostre aziende? Lungimiranza ed onestà produttiva avrebbero dovuto prevedere un'involuzione simile? oppure fin tanto che le cose andavano bene nessuno si lamentava, poi ci si sveglia e ci si accorge che il piccolo cinese tanto vituperato sta distruggendo l'economia ed il tessuto lavorativo e sociale del mercato globale?!? Ovviamente questa è una riflessione molto generale, che può riguardare i grandi impianti industriali come però anche le piccole realtà produttive.
mirko de lucia
26 maggio 2010 alle ore 15:06C'è chi ha denunciato, da molto tempo, e non è stato ascoltato,addirittura è stato punito.C'è chi ha scelto di non comportarsi come i più e oggi accusa il colpo ancor più duramente.(vedi REPORT e VEDI WWW:DESTINAZIONEFORLI:IT)
Aiutatiamoli a fare in modo che non sia più così, dal basso per il bene di tutti noi!
l ciani
26 maggio 2010 alle ore 13:46Il parere di alcuni dirigenti di salottifici che operano nel forlivese è che non c'è niente di marcio nel lavoro svolto dalla maggioranza degli artigiani cinesi. Secondo queste persone i cinesi lavorano velocemente e con ottimi risultati facendo produzioni di qualità migliore degli artigiani della zona.
La crisi di fine 2008 ha portato il problema a galla perché prima c'era lavoro per tutti adesso se lo prendono quelli che lavorano di più a costi più contenuti. Quindi i cinesi non sono più tollerati.
Credo che agli artigiani della zona non resti che specializzarsi in qualità ancora più alta.
lorenzo f.
26 maggio 2010 alle ore 14:27cosa sta succedendo?
paolo c.
26 maggio 2010 alle ore 15:20spedita email dal sito web di riferimento.
grazie per il lavoro che fate.
Paola Bassi
26 maggio 2010 alle ore 16:33ho mandato la mail e ho scaricato l'e-book, dopo lo guardo con calma
Ricordo che rimasi colpita da quella puntata di Report, non perché dicesse cose nuove ma perché si potevano apprendere le difficoltà incontrate dalla viva voce di quelle lavoratrici coraggiose
Ricordo pure che dovendo girare per qualche mobile nuovo, cercai prima di tutto la AJAZZONE.. che è la ditta che aveva dato loro del lavoro
ovviamente una rondine non fa primavera
il problema è molto grosso (legato alla globalizzazione e quant'altro) ma il primo passo per risolverlo credo proprio siano le richieste della mail linkata qui!!!
e se non c'è qualche risultato concreto, credo che si debba insistere col bombardamento di mail e altre iniziative di pressione!!
Fateci sapere
Anton Tchutcerthaler (maia bassa)
26 maggio 2010 alle ore 16:36Secondo me potreste fare una bella cosa. Vi associate e insieme vendete direttamente. In giro per l'Italia ci sono mare di capannoni chiusi e li vendete direttamente a prezzi concorrenziali. Inoltre mettendovi in rete sareste in grado di personalizzare i vostri prodotti. Quindi via gli intermediari, grossisti, commercianti al dettaglio. Qualità certa a prezzi onesti per chi vende (voi) e per chi acquista (noi). Quindi il consiglio è arrangiarsi fate prima. Buona fortuna.
Paola Bassi
26 maggio 2010 alle ore 16:41p.s.
l'altro giorno è venuto a casa mia un addetto (rumeno) di una ditta di trasporti (italiana) per prendere delle cose da spedire
a mia domanda, ha risposto che nella loro ditta sono circa 30 dipendenti (più o meno regolari, non è entrato in dettagli) dei quali 5 sono italiani e gli altri stranieri..
poi ha detto che la ROMANIA è piena di italiani (che lavorano nelle fabbriche delocalizzate là, incluso grandi firme della moda)
a parte l'utilità di viaggiare all'estero - per un po' - vedere un paese nuovo e allargare le proprie vedute.. credo ci sia qualcosa di profondamente SBAGLIATO e MALATO in questo sistema
anzi non lo credo, ne sono CONVINTA
Peter Amico
26 maggio 2010 alle ore 18:26Ma perché cavolo andiamo a comprare roba carissima dalle catene di negozi che poi strozzano chi produce e non compriamo direttamente in fabbrica? Basta organizzare il sabato un bel giro turistico in pullman tra le fabbriche si crea il contatto diretto e via. Basta dare soldi alla grande distribuzione!
Lucio Bilancini
26 maggio 2010 alle ore 19:11Questa storia di Forlì è solo l'ennesimo caso di una situazione che sta praticando distruggendo una serie infinita di piccole ditte e laboratori artigiani.
Non ho e non posso avere nulla contro i poveri cinesi, che in fondo sono le prime vittime di un sistema basato sullo sfruttamento senza alcuna pietà di una forza lavoro costituita da poveri disgraziati privi di qualunque tutela, ma penso che dobbiamo difenderci in qualche modo da questa situazione assurda.
Mi impressiona molto rendermi conto che anche la nostra forza lavoro (piccoli impiegati e operai) sta facendo la fine dei cinesi: non hanno più alcuna tutela. I disoccupati crescono di continuo (I dati ISTAT sono fasulli,: i disoccupati italiani sono molti di più di quelli dichiarati; io non sono in grado di controllare quello che scrivo di seguito, ma pare che per l'ISTAT sia disoccupato chi non lavora almeno una settimana l'anno. Una settimana, capito? Di che cosa campino questi finti occupati le altre 51 settimane dell'anno, non si sa)
Una recente notizia di stampa spiega che il più noto fabbricante italiano di caffettiere Moka ha delocalizzato la produzione: con questa elegante espressione si intende significare che questa impresa, già di rilevante importanza nel settore, si fa fare le caffettiere Dio solo sa dove (in Cina, in Slovenia etc.) così risparmia, continua a vendere le caffettiere al prezzo di prima, guadagna (?) una barca di soldi e intanto gli operai italiani sono in cassa integrazione e domani saranno per strada.
Avete capito bene? Allora cominciamo a non comprare più le loro caffettiere , così il furbo imprenditore potrà darsele sulle corna che porta in testa.
Quello che chiedo a chi lo sa è di raccontarci dove e da chi vengono fabbricate le merci che poi vengono spacciate come Made in Italy e da quali ditte italiane (si fa per dire) e poi, per favore, non comprate più nulla da chi dà il lavoro fuori, anche se il prezzo sembra conveniente. E che si fottano, prima di fottere noi.
ALESSANDRO S.
26 maggio 2010 alle ore 19:27Vorrei ringraziare pubblicamente i nostri politici, che invece di tutelare coloro che li mantengono con il lavoro onesto, ossia i cittadini italiani, stanno facendo di tutto per spremere le ultime gocce di sangue dal loro lavoro. Vorrei ringraziare per la mancanza di tutela del lavoro, loro che sanno diminuirsi del 10% la parte ECCEDENTE gli 80.000 euro che guadagnano con il disinteresse, l'egoismo e la disonestà. Sta salendo l'onda di chi resta senza lavoro, sta salendo....
Sonia Locatelli
26 maggio 2010 alle ore 19:31Faccio parte di un piccolo circolo valdostano. Vorremmo organizzare una raccolta fondi per i disoccupati perchè per lavoro giro molto e, al di là dei dati trasmessi dagli organi dell'informazione, ho visto con i miei occhi quanto la piaga sia profonda, quanto i giovani, bambocioni?, facciano fatica a stare a galla. Se qualcuno può darmi una mano o anche solo dei consigli ne sarei felice!
Grazie a tutti.
Raffaella Pirini
27 maggio 2010 alle ore 03:04Intanto grazie a tutti per i commenti, l'informazione è il primo passo, la discussione è il secondo, anche perchè attraverso l'analisi di più punti di vista si può arrivare alla soluzione o quantomeno andarci molto vicino.
Grazie a Beppe e a tutto il suo staff per lo spazio concessoci e un grazie particolare ai miei fantastici collaboratori che si sono prodigati per l'allestimento delle pagine web.
Un grazie particolare a Gabriele e a tutta la mitica lista Empoli 5 stelle per il sostegno informatico ;-)
Continuiamo a cliccare e giovedì 27 maggio chi è del forlivese venga all'incontro presso le Sale Comunali di Bertinoro alle ore 21 proprio sulla questione mobile imbottito che vedrà la presenza del Pm Di Vizio che segue l'inchiesta.
A presto!
Claudia - Ts
27 maggio 2010 alle ore 12:07la CGIL in risposta ai messaggi ricevuti:
"Gentili Signore/i
a questo link ( http://www.cgilfo.com/fillea/notizie2010/comunicato_mobile_imbottito.htm )trovate il comunicato della CGIL di Forlì e in coda alla pagina anche un raccolta di documenti interessanti da leggere che riassumono il grido di allarme che da tempo il sindacato ha lanciato sulla questione del mobile imbottito.
Grazie.
www.cgilfo.com
cippa* lippa
27 maggio 2010 alle ore 15:59Adesso e' Forli, fino a ieri era Prato.
Adesso che tutte le aziende italiane sono fallite o hanno ceduto ai cinesi, qualcuno si sveglia (tipo l'ex sindaco PD) e dice che c'e' qualcosa di sbagliato. Intanto e' stato eletto un sindaco PDL (... nella rossa Toscana....) . Qualcosa sta' accadendo, ogni giorno sui giornali si legge di ispezioni dei Nas, dell'USL, dell'Ufficio del Lavoro.
Ma e' troppo tardi. E' stato concesso , in questo caso ai cinesi, di esercitare lo schiavismo con il consenso e la connivenza delle autorita'.
Questo fatto e' disgustoso dal punto di vista morale oltreche' illegittimo. Un italiano che avesse fatto tali cose sarebbe stato messo alla gogna.
In Italia c'e' razzismo, si, ma alla rovescia.
cippa* lippa
27 maggio 2010 alle ore 16:15eh eh eh ... ECCO IL MERCATO GLOBALE !
poche sono le cose che ho capito nella mia vita, ma una vi assicuro e' la madre di tutte le inchiappettate.
Ascoltate la TV, la radio, i giornali... vi riempiono la testa di un particolare fatto che puo' essere la SARS, la new economy, la febbre suina, la GLOBALIZZAZIONE...
Vi stanno semplicemente ungendo il deretano , pronti a sciabolare il mortal fendente...
Diffidate, diffidate , diffidate ! Quando i nostri dipendenti parlano a scroscio di una cosa e' semplicemente per farci digerire l'inchiappettata ormai prossima .
Danilo Casadei
10 gennaio 2012 alle ore 09:11Non ho visto riferimenti alla nuova attività di Manuela Amadori e Elena Ciocca. Le due imprenditrici, che abbiamo conosciuto grazie alla trasmissione Report di Rai 3, hanno infatti ora un loro Marchio (Etica Divalia) e diverse linee di prodotto artigianale di qualità.
http://www.eticadivalia.it
Ciao