Berlusconi internettiano


Lo psiconano ha discusso con il presidente egiziano Mubarak delle nuove tecnologie che permetteranno di sviluppare le piccole/medie imprese italiane in tutto il mondo. Ha nominato Gogol, lo scrittore ucraino, come strumento principale per lo sviluppo del commercio internazionale. Mubarak, mentre parlava, lo guardava come si osserva una mummia. Berlusconi voleva dire Google, ma non ci è riuscito per due buoni motivi: non sa l’inglese e l’unico che lo aggiornava sulle aziende hi tech americane era lo scomparso Mike Bongiorno. Ora è rimasto con la fattucchiera Gasparri, il padre del digitale terrestre spento, e con Gianni Letta che è il suo “Internet umano” (parole di Testa d’Asfalto). Con due suggeritori di tal peso dove può arrivare? A livello internazionale sono ansiosi di sapere come pronuncerà Facebook, Twitter o YouTube. Se attingerà ancora alla letteratura russa o a Fantozzi e se si farà assistere da ministri del peso di Calderoli e della Brambilla. Dopo l’eloquio internettiano Mubarak è rientrato in Egitto per collegarsi di nuovo a Internet lasciando dietro di sé il Terzo Mondo Italiano dove la banda larga è ancora inesistente.

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