
Aziende in fuga, operai per la strada
21 aprile 2010 alle ore 18:59•di MoVimento 5 Stelle
La Fini compressori emigra in Cina. Un luogo ideale dove il costo del lavoro è più basso e gli utili aumentano. Ormai è una fuga, un rompete le righe delle aziende italiane. Lo Stato è assente. Qualche volta addirittura incentiva l'esodo. Diventeremo un popolo di consumatori senza reddito. Vivremo d'aria e d'amore. La Fini compressori ha licenziato 76 lavoratori e presto ne licenzierà altri 32, l'incontro di ieri tra Fini, la Provincia di Bologna e i sindacati è stato negativo. Il signor Fini ha detto che non tornerà indietro. Presto arriveranno le altre 32 lettere di licenziamento e anche per i 100 lavoratori rimasti le prospettive non sono buone.
Commenti (75)
sara paglini
21 aprile 2010 alle ore 19:07MMMAAAAA...
la crisi non era tutta un'invenzione
di quei
PESSIMISTI
della sinistra?
E Tremonti l'altra sera
non diceva
che noi siamo
fortunati perchè siamo messi meglio
di altri paesi?
Ecco.....
andate a dirglielo
anche a questi LAVORATORI LICENZIATI.
.
Non ho parole....
.
Eduardo Dumas ( edu latino)
21 aprile 2010 alle ore 19:20Globalizazione Neoliberismo e berlusconismo
ecco le conseguenze degli industriali italiani
Riccardo P.
21 aprile 2010 alle ore 19:51la globalizzazione non l'ha inventata Berlusconi.
Chiedete a Prodi chi l'ha ideata e foraggiata... lui lo sa.
R S
21 aprile 2010 alle ore 19:53Mi sembrerebbe molto più corretto proporre ai lavoratori di andare in China e di vivere li con lo stipendio cinese.
Il problema non sono solo le aziende che se ne vanno ma il fatto che ormai tutti vogliono la TV 3D LCD a 199 Euro, il microonde a 49, e il pc a 99 se no si arrabbiano. L'unico modo di soddisfare il people e' di fabbricare tutto in China. Questo e' il prezzo da pagare.
http://en.wikipedia.org/wiki/Minimum_wage_law#People.27s_Republic_of_China
stefano b.
22 aprile 2010 alle ore 16:06chi ha comprato cinese per risparmiare a dovuto dopo poco tempo riconprare made in europa
MALFUNZIONAMENTI E GUASTI NON RIPARABILI
PEZZI DI RICAMBIO NON FACILMENTE TROVABILI
CENTRI ASSISTENZA INESISTENTI
RIPARAZIONI COSTOSE E SOLO DOPO LUNGHE ATTESE.....
questo e il made in china
oltre al costo minore della manodopera
c'e' anche la voluta scarsita di qualita'
di materiali scadenti... di normative ..elastiche
di prodotti al di sotto della qualita nonostante la marca
tutto sommato pagare di meno per poi ricomprare al prezzo normale dopo un mese non e che ne vale la pena anche perche sommand le due spese si puo comperare un apparecchio di marca di alto livello
un consiglio da seguire e di comperare una marca di qualita
ma di scegliere il modello medio che useremo al massimo
evitando di comperare modelli di punta che hanno delle particolarita che NON USEREMO MAI
angela s.
21 aprile 2010 alle ore 20:11Ottimo!! disse il conte e vomitò. Quindi lo stato è assente anzi incentiva la fuga delle aziende di questo Paese. Che cosa succederà quando il lavoro sarà completamente liquidato? Di che cosa vivranno gli italiani o forse si estingueranno come una sottospecie? O forse gli italiani pensano che - diventando "padani" - avranno il posto di lavoro garantito? Sono aperte le scommesse e maagari anche una discussione nel blog.
Aldo Grasso
21 aprile 2010 alle ore 20:38vivranno del lavoro che fino a ieri rifiutavano insegnuendo lauree, politica e programmi tv. in questo i terroni sono abilissimi. vivranno cme il mondo intero: di lavoro.
Probabilmente in Cina non ci sono ancora tutti i paletti e le agevolazioni volute dai sinistroidi sempre in conflitto con qualsiasi tipo di lavoro.
Fno al liceo fanno i colgioni, all'università pure e poi cercano assistenzialismo.
Coglioni.
PADANIA LIBERA
Claudio M.
21 aprile 2010 alle ore 20:50Vorrei rispondere al Sig.Grasso, visto che l'economia italiana si basa sulle piccole e medie imprese, come ci ripetono ipnoticamente in tutte le apparizioni televisive i nostri preziosi politici, e visto che queste imprese stanno fuggendo quasi tutte, e visto che i terroni e gli extracomunitari tanto odiati alla fine in queste imprese andavano a lavorare quando aveva ancora un senso emigrare al nord...
visto quindi che il lavoro lo davano queste imprese che adesso spariscono, non sempre purtroppo per necessità, aprendo all'estero e dando lavoro ad altri che domani ci faranno pure ulteriore concorrenza affossandoci sempre di più...
concesso questo gli chiedo: di che lavoro fin'ora rifiutato si dovrebbe ricominciare a vivere e se pensa di risolvere tutti i problemi con la padania libera...
Grazie per la delucidazione.
angela s.
21 aprile 2010 alle ore 21:07E' vero caro sig Grasso: meglio fare come la trota ovvero farsi eleggere da oltre 10 mila padani, esordire con le stronzate e prendersi i soldi pubblici per i prossimi cinque anni....infatti la trota non è riuscita nemmeno ad iscriversi all'università dopo tre bocciature alla maturità! La padania libera ha un degno rappresentante e a lei faccio i dovuti complimenti per la raffinatezza degli argomenti.
Claudio M.
22 aprile 2010 alle ore 00:13Inoltre secondo il sig.Grasso si dovrebbe tutti andare a lavorare a 14 anni (dove, cosa, e per chi?) e non studiare, in questo modo restando un paese intellettualmente e professionalmente arretrato e subendo la concorrenza perfino di paesi come l'India dove ci sono i migliori informatici e ingegneri...
Complimenti... davvero un'ottima soluzione.
Come quella della PADANIA LIBERA!
Gelande Strasse
21 aprile 2010 alle ore 20:24SU BOLOGNA E SPARSI IN TUTTA ITALIA C'E' ANCHE LA VICENDA DEL GRUPPO BANCARIO DELTA!!!
ALTRI 900 LAVORATORI CHE STANNO X ESSERE LASCIATI A CASA E CHE NESSUNO SI CONSIDERA IN QUANTO APPARTENENTI AD UNA CATEGORIA, UNA VOLTA, PRIVILEGIATA
CMQ IN BOCCA AL LUPO ANCHE X GLI OPERAI DELLA FINI
Plinio Tini
21 aprile 2010 alle ore 20:37In un paese dove le nuove generazioni non sanno cosa vuole dire guadagnare per vivere, dove non sanno cosa vuole dire fatica e sacrificio, in un paese dove ci si affida al minimo bruciore di c..o ai sindacati, (sindacati= gente che viene mantenuta da partiti e da persone che sputano sul piatto dove mangiano), cosa vi aspettavate che accadesse?
Pensate veramente che le fabbriche se ne vadano all'estero solo per i propri interessi?
Provate ad aprire una impresa, assumete dei dipendenti e pagate le tasse senza evadere un solo centesimo.
AUGURI.
Aldo Grasso
21 aprile 2010 alle ore 20:41hai ragione
ma qui ci si lamenta e basta.
Beppe di fatto è un buono a nulla e certe cose sono incomprensibili per lui e la sua schiera
PADANIA LIBERA
angela s.
21 aprile 2010 alle ore 20:54E come mai questo governo, invece di fare le leggi ad personam, non ha messo mano alla riforma fiscale???
Plinio Tini
21 aprile 2010 alle ore 20:57se veramente vogliamo risolvere i problemi dobbiamo smetterla di ragionare in base alle influenze partitistiche e vederci come singole persone con un proprio nome di battesimo.
Cazzarola.... ma li avete gli occhi? non vi accorgete che le facce che appoggiate sono sempre le stesse? Quando cambiano sono gli amici degli amici. BASTA.
Ogniuno di noi stà vivendo nello stesso paese, con gli stessi problemi giornalieri e con la voglia di cambiare.
Purtroppo quello che manca è la volontà di voler cambiare; Ecco perchè vediamo sempre le stesse facce.
Vince M.
21 aprile 2010 alle ore 21:12Auguro a tutti di non avarne MAI bisogno ed a tutti di poter vivere decentemente e decorosamente e di non dover MAI andare a questuare un impiego, un lavoro, una pagnotta. Milioni e milioni di italiani sotto l'ideologia del fascismo (come sotto qualsiasi regime ideologico del passato, ma anche sotto una ipotetica PADANIA LIBERA (da che?))hanno dovuto lasciare la loro terra e le loro origini ed emigrare all'estero, verso stati democraticamente più avanzati e più civili, per non morire di fame. Forse a qualche facilone e burlone questo non sembra argomento su cui ponderare...
alvisea fossa
21 aprile 2010 alle ore 20:54CIAO BEPPE
NON LE PROSPETTIVE NON SONO BUONE,SARANNO SEMPRE PEGGIO E MENO SE NE PARLERA' SEMPRE PIU' ANDREMO A FONDO,GRAZIE ALLA DISINFORMAZIONE DI REGIME
ALVISE
MERISS G.
21 aprile 2010 alle ore 21:02PERCHÈ IL GOVERNO NON INTERVIENE IN QUALCHE MODO??? SONO COSÌ BRAVI A FARE LE LEGGI AD PERSONAM PER IL PREMIER ,POSSIBILE CHE NON GLI VENGA UN BARLUME DI IDEA PER AIUTARE GLI OPERAI CHE STANNO PER PERDERE IL LAVORO, ABBASSANDO LE TASSE PER LE DITTE IN CRISI, ELIMINANDO L'IVA, IN MODO CHE I PRODOTTI DI QUESTE DITTE DIVENTINO PIÙ CONCORRENZIALI??? O MAGARI FACENDO UNA LEGGE AD OPERAIUM.!!!!!!METTENDO DELLE TASSE SULLE IMPORTAZIONI, MA NON POSSONO, CHISSÀ CHE ACCORDI HANNO FATTO SOTTOBANCO CON I PAESI DA CUI IMPORTIAMO ( CINA INDIA). NON SONO UN PARTITO DEL POPOLO, SONO UN PARTITO DI ELITE .SPERO CHE PRESTO PRENDANO I VOTI SOLO DALLA ELITE CHE VOGLIONO RAPPRESENTARE. SALUTI
Plinio Tini
21 aprile 2010 alle ore 21:11Quando mai un governo ha messo mano veramente sulle riforme fiscali?
Purtroppo il governo e i governi futuri serviranno solo per spremere sempre più la popolazione per poter mantenere la mastodontica macchina dello Stato.
Tenete presente che lo Stato oggi, così come è formulato non serve per creare reddito ma solo per mantenere viva la cerchia dei mafiosi, dei corruttori, delle banche, delle FINANZIARIE per riuscire a renderci sempre più deboli e dipendenti di questa ingegnosa macchina di spremitura.
Massimo Barone
21 aprile 2010 alle ore 21:22Bisgna realizzare una lista delle aziende che stano delocalizando le loro attivtà, per poi boicottare i loro prodotti, obligandoli ad etichettare con il made in ....
Andrea Ferrario
21 aprile 2010 alle ore 21:39Vivo in una zona d'Italia chiamata ALTOMILANESE, una zona a tradizione industriale da sempre.
Da ormai un decennio le fabbriche chiudono, gli operai e gli impiegati vengono licenziati, i capannoni vengono abbattuti, viene cambiato il piano regolatore e come d'incanto sorgono palazzi con appartamenti a partire da 250000 mila euro.
Mi chiedo come sia possibile tutto questo?
C'è un sacco di disoccupazione in giro, gente disperata che non ce la fà più, e la televisione di regime parla sempre e solo di Bella vita, di escort, di veline, di vip, e di extracomunitari che ci stanno invadendo.
La gente comune è ormai assuefatta da questa informazione.
DOVE ANDREMO A FINIRE?
mario loffredo
22 aprile 2010 alle ore 09:08se buttano giu i capannoni per fare palazzi c'è lavoro per i muratori, elettricisti, idraulici
bisogna sapersi riciclare miei cari...
mario loffredo
22 aprile 2010 alle ore 15:26PER andrea ferrario
Da ormai un decennio le fabbriche chiudono, capannoni vengono abbattuti,sorgono palazzi con appartamenti a partire da 250000 mila euro.
Mi chiedo come sia possibile tutto questo?
LA COSTRUZIONE DI PALAZZI SIGNIFICA LAVORO PER MURATORI, ELETTRICISTI, IDRAULICI
EVIDENTEMENTE BISOGNA ADATTARSI AI CAMBIAMENTI SE SI VUOLE LAVORARE
Giuseppe Marino
21 aprile 2010 alle ore 21:48Sembra che a S. Ilario dello Ionio in provincia di Reggio Calabria si stia sperimentando una nuova forma di Governo locale: Il marito Sindaco e la moglie a capo dell'opposizione!, mentre a Rizziconi nella stessa provincia onde evitare dissapori fra coniugi hanno pensato bene di presentare una sola lista. C...o che democrazia!
Paolo R.
21 aprile 2010 alle ore 22:14"evviva".
E questo è solo l'inizio.
Altro che ripresa.
Qui sarà un'ecatombe.
E questa, si badi bene, non è crisi.
E' avidità ed egoismo all'ennesima potenza.
P.Ansaloni
21 aprile 2010 alle ore 23:10Dal sito WEB della FINI:
"Molti pensano che fare impresa voglia dire soprattutto organizzare risorse, io credo che significhi anche organizzare valori"
Quanta saggezza imprenditoriale...
Enrico Ferrari
21 aprile 2010 alle ore 23:18Ma porca eva, scusate qualcuno sà dirmi se è veramente conveniente produrre in Cina o in altri Paesi?
Sul costo del lavoro quanto è il peso dello Stato.
Si sta creando un mercato senza reddito, ma le case nuove vengono costruite lo stesso, la ricchezza c'è ma è finita in poche mani.
Enrico Ferrari
stefano b.
21 aprile 2010 alle ore 23:18l unica e l adozione di una lista da tenere sempre presente di tutte le fabbriche che hanno licenziato in italia per andare al estero
e questo per due motivi
1 comprare il made in italy fatto in china e assurdo oltre che una truffa
si pensa di comperare un prodotto di una certa qualita'europea
ma poi scopriamo che e fatto in china con materiali cinesi e da manodopera cinese
in pratica si compra la qualita cinese al prezzo italiano
2 SE le ditte non hanno bisogno di operai made in italy
ALLORA ANCHE NOI POSSIAMO FARNE MENO DI LORO
QUANDO AVRANNO I MAGAZINI PIENI ..........
O VENDERANNO A BASSO COSTO ......O FALLIRANO
MA COMUNQUE NON IN ITALIA
BASTA COMPERARE LA FIAT 500 FATTA IN POLONIA
SE LA COMPRINO I POLACCHI
VEDIAMO SE IL MERCATO POLACCO GLI BASTERA PER
SOPPRAVVIVERE
(LA FIAT VENDE PINCIPALMENTE IN ITALIA)
TUTTA
LA COLPA DI QUESTO ANDAZZO E COLPA NOSTRA
BISOGNA DIRE
BASTA CON IL BUONISMO ..L AMORE DI PATRIA... I VALORI DELLO STATO... SONO STRONZATE
LE DITTE VANNO VIA PERCHE LO STATO CHE CI E NEMICO
LE HA INCENTIVATE CON LE NOSTRE TASSE
e un doppio tradimento
contro la costituzione e contro noi stessi
basta con il rispetto delle istituzioniDI QUESTO STATO TRADITORE
E LO STATO IL NEMICO RINFACCIAMOCELO OGNI VOLTA CHE POSSIAMO
AD OGNI ELEZIONE AD OGNI VISITA ISTITUZIONALE
CI MANDERANNO I POLIZIOTTI CON MANGANELLO.....
VEDIAMO SE CI MANDEREBBERO ..... SE SAPESSERO CHE GLI RESTITUIREMMO I CADAVERI DEI POLIZIOTTI CON IL ...LORO MANGANELLO
LORO NON MOLLERANNO ...MA TRA POCO NOI NON AVREMO PIU NULLA DA ...PERDERE SE NON LE LORO CATENE
sofia iatti
21 aprile 2010 alle ore 23:19Sono stata questa sera davanti alla sede della Fini compressori.
I piani del perfido proprietario si stanno realizzando. Licenzia solo la metà dei dipendenti per metterli in conflitto fra loro.
PURTROPPO E' UNA GUERRA FRA POVERI E SEMBRA UN PIANO STUDIATO APPOSTA!!
Dovete cercare di restare uniti, al signor Fini non gliene fotte un caxxo di NESSUNO DI VOI.
Un abbraccio....so cosa significa perdere il lavoro purtroppo.
aldo p.
21 aprile 2010 alle ore 23:30quando il 100% delle aziende italiane avranno chiuso oppure trasferito all'estero o ceduto l'attività, ed in Italia ci saranno 4 o 5 mln di disoccupati in più, vorrei capire chi comprerà i prodotti delle aziende italiane visto che non esisteranno più i clienti a cui vendere i prodotti.
Così i gudagni lieviteranno per pochissimo, poi i ricavi crolleranno e le aziende chiuderanno per sempre. Esattamente come è giù capitato in USA. Ma come si sa la storia e l'esperienza non contano nulla di fronte al profitto a brevissimo termine anche se porta alla rovina propria e del proprio paese.
L'uomo non è l'essere vivente più intelligente del creato ma il più stupido e crudele, stupido perchè si autodistrugge, crudele perchè se ne frega anche della propria discendenza diretta oltre che della natura in genere (ambiente, flora fauna fino alle stesse condizioni di sopravvivenza della vita sul pianeta).
Beppe A.
21 aprile 2010 alle ore 23:52Nike vende ogni anno 100 milioni di scarpe per un fatturato di 13,7 miliardi di dollari, e controlla il 33% del mercato mondiale. Ma su un totale di 625.000 persone che nel 2004 lavorano per Nike, solo 24 mila sono suoi dipendenti diretti. Tutti gli altri sono alle dipendenze delle imprese appaltate che ammontano a 731, di cui 490 in Asia e 241 negli altri continenti.
Fino al 1990, il Paese preferito per trasferire la produzione in appalto era la Corea del Sud. Nel 1988, ad esempio, ben il 68% di tutte le scarpe Nike proveniva da questo Paese. Ma nel 2003 troviamo che la quota della Corea del Sud è scesa sotto l'1%. Viceversa quella della Cina, dell'Indonesia, e della Thailandia è passata, complessivamente, dal 10 all'81%.
La ragione di questa variazione sta nei salari. Nonostante venti anni di industrializzazione vissuta nella repressione, gli operai sudcoreani e di Taiwan sono riusciti a organizzarsi e a portare i loro salari a livelli che oggi sono 25 volte più alti di altri paesi asiatici.
L'esempio di Nike è stato seguito da tutte le imprese del settore, Reebok, Adidas, Fila.
Sul prezzo finale di un paio di scarpe Nike, il lavoro di assemblaggio incide per lo 0,4%, il materiale e le altre spese di produzione per il 9,6%, il trasporto per il 5%. Il resto sono balzelli privati e pubblici: tasse governative 20%, profitti del produttore 2%, pubblicità e marketing 8,5%, progettazione 11%, profitti di Nike 13,5%, quota del rivenditore 30%.
In pratica per un paio di scarpe da 100 euro il costo di produzione e' di 10 euro.
Boicottate nike.
Guido Raineri
22 aprile 2010 alle ore 00:00Io da parecchi anni compero le mie scarpe alla LIDL, poichè materiale tedesco certificato e manifattura tedesca vengono proposti ad una cifra intorno ai 12 Euro.
I materiali con cui vengono fabbricate sono di buona qualità e di ottima durata.
Si evince che, se prodotte in un paese europeo vengono vendute a quella cifra, perchè le stesse scarpe blasonate o Made in Italy costruite in Cina devono essere vendute a cifre intorno ai 200 Euro?
L' unica risposta è il boicottaggio di tutti quelle aziende come la Fini.
gigi boi
22 aprile 2010 alle ore 08:41lidl,la grande fabbrica di schiavi moderni.mavaffanculo.
devis q.
22 aprile 2010 alle ore 00:09questa è la chiara dimostraione di come il governo incentivi le aziende a licenziare gli operai e allo stesso tempo trasferirsi in paesi dove la mano d'opera costa poco.
la morale di fondo è una sola:al giorno d'oggi contano solo le esigenze delle aziende,gli operai possono aspettare.........come al solito............
nonsenepuo davveropiu
22 aprile 2010 alle ore 00:31Attendiamo con pazienza che i soldi dello Stato non consentano più di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici. Quando Tremonti comunicherà che bisogna ridurre gli stipendi del pubblico impiego del 10% causa mancanza di fondi... bumm ! Quello sarà il momento della resa dei conti.
Sarà un brusco risveglio per tutti coloro che avevano pensato che la crisi "non fossero affari loro".
2 anni ... o giù di li.
GUIDO PINELLI (guido76)
22 aprile 2010 alle ore 00:40E che li venda ai cinesi i suoi compressori!!!
l antidemagogo
22 aprile 2010 alle ore 01:39
Una soluzione a questi scempi può esserci:
Creare un bel sito che certifichi i prodotti REALMENTE "made in italy" da poter consultare per indirizzare gli acquisti in una direzione etica e solidale.
Un sito che mi aiuti e indirizzi su una qualche azienda che da occupazione in italia quando dovrò comprare un comprensore o una qualsiasi altra merce.
INIZIAMO AD ESERCITARE IL NOSTRO RUOLO DI CITTADINI E CONSUMATORI IN MODO CONSAPEVOLE.
l antidemagogo
22 aprile 2010 alle ore 01:49
FAVIA pensaci tu!!!
cerca di riunire gli ex dipendenti della fini in una cooperativa, cerca di avere dei contributi in regione e riapriamo un' azienda di compressori fondata sull' esperienza di questi lavoratori.
francesco militello
22 aprile 2010 alle ore 03:12Una volta la sinistra esisteva perchè era fondata sui lavoratori...la sinistra di oggi non esiste.
Oggi esiste una minoranza di lavoratori, che fa parte di un tessuto industriale in fase di dismissione totale, in un contesto sociale con maggioranza di pensionati e precari, capeggiati da un governo impotente perchè incapace, avido di modeste, inutili e presto molto traballanti poltrone, e molti ricchi che nemmeno lontanamente comprendono il baratro non solo sociale che si sta giorno dopo giorno concretizzando a livello mondiale a causa dei Loro comportamenti assolutamente egoistici e mascherati da "leggi del mercato" delocalizzazione etc.
A mali estremi estremi rimedi...affanculo le leggi di mercato, istituiamo il protezionismo ed i consumi autarchici, se vogliamo mangiare una pera, che sia stata coltivata in Italia, otterremo anche un miglioramento ecologico del pianeta, in quanto le merci cesseranno di fare il giro del mondo prima di finire sulla nostra tavola (ovviamente il cibo è solo esemplificativo, ma l'argomento vale per ogni genere di merci). Però, con le chiacchiere non è mai caduto nessun governo, men che meno potrà mai cadere l'alleanza ombra PdL Pdmenoelle, e allora non resta che scendere in piazza, ma non con i fiori. Italianiiii svegliatevi...
aldo bianchi
22 aprile 2010 alle ore 05:25la fine che farà questa azienda è molto semplice:
quando sarà in cina, tutte le conoscenze saranno trasmesse ai cinesi che poi si apriranno una loro azienda e glielo metterà in quel posto.
oppure pensano che la cina sia ancora quella di 20 anni fa fatta solo di schiavi.
pensano che non hanno imprenditori capaci di fare il prodotto che fanno loro?
ma questi pensano veramente che i cinesi sono così coglioni da passargli terreno, capannone schiavi a costo quasi zero senza poi metteglielo in quel posto
Beppe semitico
22 aprile 2010 alle ore 08:13Brutto risveglio per il "signor" fini quando i suoi compressori di merda fatti in cina gli resteranno sullo stomaco invenduti....
Massimo Toni
22 aprile 2010 alle ore 09:06Ormai il dado è tratto. Il mercato italiano è morto, per cui si va a produrre all'estero dove la manodopera costa meno, lo Stato è molto meno invasivo in tutti i sensi, e la gente ha poco per cui ci si aspetta che i consumi aumentino di qui al futuro in maniera esponenziale.
Non è vero che quei compressori rimarranno invenduti, verranno venduti ai cinesi, gli stessi che guadagneranno lavorando proprio per poterseli permettere. La globalizzazione è soprattutto questo.
daniele c
22 aprile 2010 alle ore 09:08Stiamo ormai assistendo allo spin-off (lo chiama qualcuno) delle aziende italiane. Dietro i termini che a volte non comprende nessuno (neppure Minzolini) ci sono le delocalizzazioni delle aziende, lo spostamento della produzione in altri stati e il conseguente impoverimento del nostro territorio.
Voglio lanciare una provocazione: ieri il "caro" Marchionne, che dice di non aver mai avuto incentivi dallo stato per produrre in Sicilia, avallato dai sorrisi di Montezemolo che a sua volta non entrerà mai in politica (ahahahahahah) , ha annunciato tutto contento e felice il piano industriale della Fiat dei prossimi anni. Considerato che la Sicilia non è più "competitiva" e quindi non si produrrà più mi chiedo per quale motivo dovrei comprare le auto del gruppo Fiat, almeno prima acquistavo un prodotto italiano e con l'acquisto sostenevo gli operai italiani. E adesso? Adesso mentre siamo abituati a vedere la Sicilia spogliata e impoverita leggo che anche le aziende emiliane spostano la produzione addirittura in Cina e la storia è sempre la stessa: gli operai a casa e la Fini compressori aumenterà gli utili. Davanti a questo scempio io dico di non acquistare più i prodotti delle aziende italiane che spostano la produzione dal territorio nazionale all'estero, questa è l'unica via che abbiamo per manifestare il nostro dissenso da un atteggiamento che ha preso già da tempo la strada del non ritorno.
Massimo Toni
22 aprile 2010 alle ore 09:51Presto non compreremo più certi prodotti, non per scelta, ma perchè non ce li potremo più permettere. Siamo destinati ad impoverire e i paesi emergenti ad arricchirsi.
Andrea T.
22 aprile 2010 alle ore 09:16Sembra come quando la nave stia per affondare e i topi scappano.
Questa gente ha ben chiara la visione italiana, molto di più di tanta gente che guardano i programmi della De Filippi, queste industriali non la vedono.
Non credo che sia soltanto una questione di costo del lavoro e che quà in Italia la vedono proprio brutta. Se succederà una situazione simil-Grecia avranno ripercussioni sia fiscali che sociali che renderà difficile lavorare quà in Italia.
Se le aziende in crisi chiudono e quelle sane se ne vanno, l'unica soluzione è ritornare all'autoproduzione all'imposizione di dazi alti per chi importa prodotti fuori dall'italia, uscire dalla globalizzazione, tanto non potremmo andare peggio, anzi solo migliorare, perderemmo potere di acquisto ma forse mangeremmo tutti.
Per vostra informazione, come molti sanno il comportameto di Fini lo sta avendo anche l'Omsa di Faenza, ma loro vanno in Serbia. Per superare lo scoglio del made in Italy, indicheranno semplicemente ed in modo evidente ufficio commerciale "indirizzo di Milano", così da sembrare un prodotto italiano. Alle signorine e signore del forum chiedo di boicottare i prodotti della Golden Lady, tanto non ci portano richezza.
Renato Mazzoli
22 aprile 2010 alle ore 09:22Delocalizzazzione........
Dal 2002 è in atto questo "dissanguamento" dell'industria italiana e sindacati, politica ed altre istituzioni, TUTTI, hanno favorito questa situazione a danno dei cittadini e favorendo solo i vari "capitani coraggiosi" (come quelli della cordata Alitalia)...............
La cosa ASSURDA E VERGOGNOSA è che per delocalizzare all'estero molte ditte hanno preso anche i contributi dello stato!!
Certi politici e molti sindacalisti sono un pericoloso "cancro" per la Nazione!!
Mauro Grillotti
22 aprile 2010 alle ore 09:48Sono favorevole al boicottaggio dei prodotti italiani, oramai made in Cina, ma per dirla tutta bisogna anche dire che se tutti trasferiscono il lavoro li è perchè lo Yuan è strasvalutato artificialmente, alla faccia del mercato reale, e questo favorisce le esportazioni dei loro prodotti, unitamente al basso costo della loro manodopera, che è sfruttata all'inverosimile, al fatto che possono inquinare come vogliono e non devono investire risorse per l'ecologia.
S'è visto per le olimpiadi, hanno dato una spolverata al volo, hanno sperato nel vento che portasse via lo smog dalla capitale e poi alla fine dei giochi è tornato tutto come prima se non peggio.
La grande Europa e gli USA che fanno? A parte la vendita del loro debito pubblico proprio ai cinesi? Proprio un bel niente.
Siamo oramai chiusi in un circolo vizioso e non se ne esce più.
luca s.
22 aprile 2010 alle ore 11:39ciao
non hanno sperato nel vento. hanno fatto piovere per 3 settimane per ripulire l'aria. A Pechino ti danno un bollettino mensile con i giorni in cui pioverà. controllano il tempo sparando sali d'argento nelle nuvole (non ti garantisco sul nome della tecnologia) quindi decidono dove far piovere
daniele c
22 aprile 2010 alle ore 10:03Mauro, delle ragioni che spingono le aziende a spostare la produzione "guarda caso" nei paesi dove produrre non costa nulla ne faccio buona solo una: fare piccioli (soldi, per chi non ha dimestichezza con il siciliano), tutto il resto non conta nulla malgrado le motivazioni razionali che le aziende stesse portano per giustificare questo tipo di operazioni. In questo modo dopo aver insegnato ai cinesi (e non solo a loro) cos'è e soprattutto come si fa il "made in Italy" noi finiremo con il lavorare nelle loro fabbriche per un piatto di riso e loro presenteranno i piani industriali in tv, probabilmente in mondo visione.
nicola ferrarese
22 aprile 2010 alle ore 10:09inutile parlare del made in italy, se il solo costo del materiale è il doppio di quello a cui si puo' vendere un articolo cinese di pari funzioni.
io come piccolo imprenditore, per non farmi buttare fuori dal mercato, ho dovuto abbozzare e importare dalla cina.
solo che lo dico di vendere prodotti cinesi.
nonostante tutto, la qualita' nel prodotto cinese c'e', non eccelsa, ma c'e'.
attualmente nel fotovoltaico ( pannelli e celle) stanno andando alla grande a costi del 30 piu bassi.
sono dell'opinione che siamo nella mota.
luigi c.
22 aprile 2010 alle ore 10:17Sputtaniamo questa merda di marco fini, non si acquistano più prodotti fini.
Bisognerebbe scriverlo a caratteri cubitali in ogni luogo del paese.
Tutti i tuoi utili a medicine merdaccia.
Questi sono individui che vanno aspettti sotto casa.
Christian Galante
22 aprile 2010 alle ore 10:36Dovrebber fare una legge che obbliga chi fa l'imprenditore ad abitare nel paese dove si situa la propria attività produttiva!!Anche per un motivo di controllo della produzione si intende..Voglio vedere se poi continuano ad andare tutti in Cina!
Lorenzo Filippi
22 aprile 2010 alle ore 11:03Ormai la nostra classe politica, pressata dai finti imprenditori (i finanzieri da strapazzo, che non hanno mai lavorato in fabbrica, e i dirigenti con stipendi e benefit milionari), ha deciso di deindustrializzare l'Italia.
Il metodo e' chiaro, per chi vuole vedere.
La riduzione dei costi per chi delocalizza e' tutto un bluff. Il fatto e' che i costi ambientali, richiesti a chi rimane in Italia, non vengono richiesti a chi delocalizza, ma vengono fatti pagare a chi paga le tasse in Italia.
Le industrie che rimangono ed investono in Italia si trovano a subire una burocrazia asfissiante (da cui sono invece esonerate le imprese amiche, tipo chi lavora per la Protezione (in)Civile), una concorrenza sleale e devono anche pagare i costi ambientali di chi se ne va ed evade le tasse.
Prendiamo ad esempio gli autotreni che attraversano la pianura padana (il famigerato corridoio 5). Non portano nessun beneficio, perche' preferiscono installare i serbatoi supplementari di gasolio, facendo il pieno a minor costo oltre i due confini che attraversano, scaricando in Italia una bella dose di CO2 e lasciando pagare a noi i costi ambientali, senza alcun beneficio.
A Padova basta mettersi per un paio d'ore sulla linea ferroviaria che arriva da Castelfranco Veneto. Passano numerosi i lunghissimi treni che portano dalla Polonia le Fiat Panda e Fiat 500. Ci si metta poi a contare, subito a sud di Padova, quanti di questi treni portano le auto Fiat verso il Sud Italia, dove sono stati chiusi gli stabilimenti FIAT a suo tempo costruiti con gli incentivi dello Stato. Perche' gli italiani devono continuare a pagare alla Fiat i contributi per gli incentivi, per la cassa integrazione, per i costi ambientali? Quando poi la Fiat, alla fine della cassa integrazione, licenzia i dipendenti, e con i soldi "rapinati" va a costruire altri stabilmenti all'estero?
La soluzione? Compriamo solo prodotti a Kilometri zero e facciamo fallire i produttori che delocalizzano
luca spaggiari
22 aprile 2010 alle ore 11:32Ciao a tutti
Io in Cina ci lavoro e vivo da piu di 3 anni (da dipendente) e credetemi che non è affatto come pensate. Io disgustato dall'Italia me ne sono andato già da tempo, prima in australia e poi qui in Cina
I motivi di questa crescita sono ben diversi dal puro costo della mano d'opera. Se fosse solo per la mano d'opera perchè le aziende non si spostano dall'europa all'italia dove la mano d'opera è la meno cara (esclusa la Romania)
Sono politici. Anche se qui c'è una sorta di dittatura, è una dittatura che funziona ed e efficiente. Intanto hanno piani di sviluppo energetice e industriali di 30 anni. qui si stanno già convertendo largamente all'eolico e al solare per esempio. Per la semplice ragione che economicamente è vantaggioso.
Sui prodotti importati fanno pagare un 70% di tasse che usano per dare contributi alle esportazioni (17%). Qui se un politco sbaglia o lo trovano a rubare... vabbè c'è la cura cinese per quello, che può anche non essere condivisibile, ma efficace la è.
Qui ci sono studenti che si studino 18 ore al giorno e le università sono accessibili a molti, se meritevoli e credetemi le selezioni sono dure.
Qui se una ditta non ti paga (cinese) in 3 mesi il giudice decide e ha il potere di far chiudere il debitore.
Potrei citare altri 1000 esempi, spero vi sia arrivata l'idea. tra 10 anni la Cina sarà cara come se non di piu dell'Europa. Ma loro stanno già preparando il dopo, e sono super efficienti in questo
LUCIANA LAFRATTA
22 aprile 2010 alle ore 11:38La situazione lavorativa si fa sempre piu' drammatica,anche se "FORTUNATAMENTE LA CRISI NON C'E'".Per arginare l'esodo biblico delle aziende verso i paesi dell'estremo oriente c'e' una possibilita' che anche li si cominci a parlare di regole per le aziende e di diritti per i lavoratori,a quel punto la convenienza di produrre laggiu' si livella.Nel frattempo noi abbiamo una sola possibilita'.Proprio oggi che e' la giornata della TERRA,dobbiamo fare un passo indietro,cominciare a risanare il ns territorio ,ridare spazio alla ns agricoltura di alto valore e incrementare l'offerta turistica.Ai poveri orientali che vivono come in una camera a gas offrire una vacanza di salute nelle bella e vecchia EUROPA,nonche' arte, cultura,territorio e mare incontaminati.Tutto questo non e' utopico,cominciamo per esempio laddove scompaiono i capannoni industriali a far tornare i trattori.
Tutto questo pero' e' possibile se il governo la smette di pensare a come ridurci le ns liberta' e comincia a fare una seria programmazione industriale,e investimenti in questi termini.
Luciana - Napoli
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
22 aprile 2010 alle ore 11:49La politica parla di riforme, la gente di pane, pasta e bollette!
Stipendi dimezzati dall'euro e fermi da 15 anni. Prezzi al consumo fuori da ogni controllo: dalla benzina, alla casa, alla salute, ai beni di prima necessità, ecc, ecc. Banche sempre più avide: se metti i soldi nelle loro casse gli interessi sono prossimi allo zero e le spese di gestione mangiano il capitale; se, al contrario, è il cittadino a chiedere un prestito allora la musica cambia e i tassi sono prossimi allo 'strozzinaggio'! Stato sempre più avaro con i 'piccoli risparmiatori': il rendimento dei B.O.T. è sceso ai minimi storici, gli interessi che elargisce il Tesoro servono a malapena a coprire bolli e tasse. Risultato: il reddito disponibile per le famiglie nel quarto trimestre 2009 è calato del 2,8% rispetto a un anno prima. Lo comunica l'Istat che precisa come si tratti della riduzione più significativa dal 1999, inizio delle serie storiche. Nel quarto trimestre del 2009 la propensione al risparmio delle famiglie e' stata pari al 14,0%, come nel trimestre precedente. La riduzione rispetto al corrispondente periodo del 2008 e' stata pari a 0,7 punti percentuali. "Nell'ultimo trimestre del 2009 la spesa delle famiglie si e' ridotta dell'1,9%. Inoltre, il potere di acquisto delle famiglie (cioe' il reddito disponibile delle famiglie in termini reali) e' diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2,6% rispetto a quello corrispondente". L'Istat precisa che "il settore delle famiglie comprende le famiglie consumatrici, le famiglie produttrici (imprese individuali, societa' semplici fino a cinque addetti e liberi professionisti) e le istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie. Pertanto, il risparmio ed il reddito disponibile lordo delle famiglie sono influenzati dai risultati economici delle piccole imprese mentre la spesa per consumi finali delle famiglie include anche i beni e servizi offerti, gratuitamente o a prezzi non significativi, dalle istituzioni senza
gigi boi
22 aprile 2010 alle ore 14:42il pane è caro?le licenze per farlo sono libere?(grazie a bersanetor?)come con tanta disocupazione nessuno si apre un panificio? non piacciono i soldi? o non piace LAVORARE?
Paolo R.
22 aprile 2010 alle ore 11:50http://www.repubblica.it/ambiente/2010/04/21/news/solare_archimede-3526430/
energia solare termodinamica
alias
a concentrazione.
Carlo Rubbia, costretto ad emigrare in Spagna per realizzare i suoi progetti e idee.
Da noi invece il nucleare dei furbetti della Gallia.
gennaro esposito
22 aprile 2010 alle ore 12:09
L'AZIENDA DI FAMIGLIA BERLUSCONI AL GOVERNO IN ITALIA PER FAR LEGGI PRO DOMO SUA
berlusconi lavora per mediaset non per gli italiani.
pensate all'iva aumentata per sky dal 10% al 20% per mettere i bastoni fra le ruote al suo concorrente per la pay tv.
la famiglia berlusconi ha ricavato 600 milioni di euro da mediaset premium e murdoch ("lo squalo") mira a raggiungere 1 miliardo con il satellitare e a scalzarlo.
il caimano però non osserva immobile. così ha diminuito l'affollamento pubblicitario orario di "cielo", la tivù digitale in chiaro di murdoch, per ridurre evidentemente i suoi introiti pubblicitari.
a me non attirano per nulla nè le vicende del caimano nè dello squalo perchè ho gettato il televisore e quando c'è qualche evento che m'interessa seguire uso internet.
spero che la morte della televisione unidirezionale scoppi prima possibile a beneficio della multidirezionalità interattiva di internet.
intanto però a guardare i fatti - cioè le leggi ad personam, ad aziendam e per gli amici a rischio galera - in italia non c'è un presidente del consiglio per governare il paese ma l'esponente di una famiglia che agisce per proteggere i propri esclusivi interessi personalissimi ed aziendali. non è un caso se berlusconi vede una miriade di piccole e medie imprese chiudere i battenti e milioni di nuovi disoccupati (a cui non è dato voce neppure dall'ISTAT filogovernativa) infischiandosene bellamente.
non è un caso se dice che tutta va bene e che insomma l'italia se l'è cavata meglio degli altri e che adesso finisce la crisi. non è un caso se berlusconi ha visto enermente incrementare il suo reddito personale mentre per gli altri indistintamente va male.
qualche italiano intelligente quanto attento queste domande e queste constazioni le dovrebbe pur fare!!!
LIBERAL VOX (il social network che fa opinione)
22 aprile 2010 alle ore 12:18L'Aquila ha bocciato la proposta di dare la cittadinanza onoraria a Guido Bertolaso. La consultazione del consiglio comunale, nel pomeriggio di ieri, è finita con 14 voti contrari, 2 favorevoli e un'astensione. Giusto così! Bertolaso, massaggi e mignotte a parte, ha fatto solo il suo dovere! Sembra giusto da parte di un organo consiliare prendere una decisione di questo tipo, per due semplici ragioni: da una parte riservare un riconoscimento di questo tipo ad una sola persona significherebbe escludere tutto quel sistema di volontari che ha lavorato nelle prime fasi dell'emergenza; la seconda ragione è che l'assistenza alla popolazione cittadina rappresenta un diritto e non qualcosa che più volte è passato come un "regalo" da parte del governo e della Protezione civile.
>>> VIENI ANCHE TU A DIRE LA TUA SU: http://liberalvox.blogspot.com
Libero pensatore
22 aprile 2010 alle ore 12:31"Dio" è una creazione umana
http://www.youtube.com/watch?v=77VQ4JcfAro
giovanni massidda
22 aprile 2010 alle ore 12:43cosi tra qualche anno ci sarà un altro imprenditore Italiano che si lamenterà dei cinesi che fanno concorrenza sleale a lui che prima vendeva prodotti costruiti in cina(ma col marchio MADE IN ITALY)coi prezzi come fossero davvero costuiti in Italia
fabio mazzoli
22 aprile 2010 alle ore 12:58Mi pongo sempre una domanda:
questi industriali delocalizzano per contenere i costi.
intanto la disoccupazione cresce.
mi sembrano molto miopi:
delocalizzano perchè la manodopera costa troppo; delocalizzano perchè anche il lavoro intellettuale costa troppo, molte graqndi aziende hanno i centri di elaborazione dati all'estero.
Ma se poi qui restiamo tutti disoccupati e non ci sono più soldi i loro prodotti chi li compra?
Personalmente vorrei un altro tipo di economia basata sulla produzione di quelle che sono le reali necessità e non sugli sprechi e sui bisogni indotti.
penso di essere daccordo con tutto il popolo del blog su questo punto, ma intanto vige l'economia dello spreco e del consumo.
l'hanno inventata loro!
a chi li venderanno poi i compressori Fini?
agli opreari cinesi? che per occupare il tempo libero faranno bricolage?
dubito che se costano 100 euro non usino il loro danaro per tale tipo di spese.
hanno generato un cane che si morde la coda e che, pian piano, si mangia da solo.
Paolo R.
22 aprile 2010 alle ore 13:59DOBBIAMO DARCI SUBITO UN PUNTO DEDICATO SOLO AL LAVORO NEL NOSTRO PROGRAMMA. Eccolo: come vedete non c'è!
1)stato e cittadini
2)salute
3)energia
4)trasporti
5)economia
6)informazione
7)istruzione
IL LAVORO? IL LAAAAVOOOROOOOOO?
NON MERITAVA UN 8° PUNTO INTERAMENTE DEDICATO?? VI PARE UN PROBLEMA PICCOLO?
CHE PUÒ ESSERE INCLUSO IN UNO DEGLI ALTRI SETTE 7 ????
ANZI: NON MERITAVA FORSE IL 1° PUNTO PROPRIO PER LA SUA PORTATA SOCIALE ED UMANA, SIA PER LE CONSEGUENZE DIRETTE ED INDIRETTE?
COME PUÒ MANCARE DAL NOSTRO PROGRAMMA UN PUNTO TUTTO DEDICATO AL LAVORO?
Vi sembra un argomento da relegare con 2 righe nel punto economia?
Non vi sembra che sia un argomento che FRA I PUNTI PIÙ IMPORTANTI, SE NON ADDIRITTURA IL PIU' IMPORTANTE??
CHE ASPETTIAMO ANCORA AD INSERIRE L'8 PUNTO: IL LAVORO???
COSA ASPETTIAMO ANCORA?
CHE ASPETTIAMO??
Sulla pelle dei milioni di lavoratori "dipendenti" a stipendio, partita iva ecc.. (la maggioranza della popolazione) si consumano le ingiustizie e vessazioni peggiori, che causano dolore, problemi di sopravvivenza, sfaceli sociali diretti o indiretti (come creare terreno fertile alla malavita ed alla cultura del più furbo) dovuti alle sempre più difficili condizioni di vita.
PER QUESTO IL MOVIMENTO 5 STELLE DEVE DARSI DA SUBITO UN PUNTO A PARTE SOLO PER IL LAVORO E NON LASCIARLO RELEGATO AD UN PAIO DI RIGHE NEL PUNTO "ECONOMIA".
DOBBIAMO ORA APRIRE UN PROGETTO RIGUARDO ALLE CONDIZIONI DEI LAVORATORI e metterci in testa di inserire un punto dedicato solo a questa questione nel prossimo programma nazionale... Altrimenti SENZA LA DEBITA IMPORTANZA E SPAZIO D'AZIONE su questo tema per aggredire i problemi che genera, diventiamo parolai anche noi come gli altri... Parole parole paraole... Belle parole... Per sciacquarsi la coscienza... COME QUELLI CHE DEVONO FAR "BELLA FIGURA"... Ed intanto la gente piange... O MUORE!
DIAMOCI UN PUNTO DI PROGRAMMA CHE SIA TUTTO SUL LAVORO: CONDIZIONI, SFRUTTAMENTO, DIRITTI, SALARI, SICUREZZA....
Saverio Patimo
22 aprile 2010 alle ore 14:37L'ennesima azienda emigra. E' veramente un problema di costo della manodopera?
In Svizzera, Danimarca, Svezia, il costo della manodopera è molto alto,un operaio costa circa il triplo che in Italian, eppure da questi Paesi non solo la produzione industriale non emigra, ma anzi esiste la capacità di attrarla.
Il costo della manodopera è una scusa.
La realtà è che in Italia fare impresa è diventato talemente difficile, rischioso e poco remunerativo che nessuno sano di mente si arrischia a fare investimenti in questo Paese. Anzi, chi c'é, coglie la prima occasione per fuggire.
E' DIFFICLE perchè un'impresa ha 380 adempimenti burocratici l'anno obbligatori, nessun vero servizio pubblico, nessuna esternalità positiva (strade, formazione, ricerca, etc...)
E' RISCHIOSO perché è impossibile licenziare (rischio risorse umane), perchè non c'è stabilità legislativa, perchè non c'è giustizia civile (rischio recupero crediti) e non ultimo perchè 70 imprese su 100 sono taglieggiate.
E' POCO REMUNERATIVO perchè i profitti sono tassati al 48%, ma prima di arrivarci si pagano comunque (indipendentemente dal profitto) una quantità di tasse e balzelli; allora piuttosto che fare profitti è piu' conveniente indebitarsi: meglio pagare il 15% di interessi alla banaca che il 50% allo stato. Ma cosi' la banca mi tiene per le palle, e di fatto si lavora per loro.
Insomma, difficile biasimare che parte quando tutto il sistema é costruito per favorire il sistema bancario e la grande industria a discapito della piccola e media impresa.
Un saluto.
giorgio piselli
23 aprile 2010 alle ore 20:12Bravo, sono daccordo. Chi sa cos'è un INTRASTAT? E' una specie di dichiarazione doganale sui traffici commerciali che uno intrattiene con gli altri paesi dell'unione europea. L'hanno appena telematizzato. C'ho perso tre giorni di lavoro solamente per capire la logica demenziale che sottende tutto l'ambaradàn informatico, firme digitali, autenticazione e balle varie. Io ci passo già 12 ore al giorno sul computer, penso di intendermene. Volume dei miei traffici con l'europa? 380 euri questo trimestre. Ho perso tre giorni di lavoro diconsi tre per fare una dichiarazione telematica dove dico che ho comprato 380 euri di roba in Francia. Che facevo, andavo dal commercialista? E allora spendevo 50 euri per dichiarare che avevo un traffico da 380. Il fatto è che siamo amministrati da pazzi furiosi che ti trasformano anche il computer e la banda larga, di per sè strumenti meravigliosi, in ulteriore strumento di oppressione e frustrazione. All'ufficio doganale di Pordenone oggi si sono presi a legnate per 'sto casino dell'Intrastat telematizzato. C'entrano i politici? Il problema è prima di tutto culturale, bisogna cominciare dalla nostra amministrazione pubblica, in cui milioni di nullafacenti ci opprimono con adempimenti demenziali come questo. E' una guerra tra poveri mentre le aziende scappano per questo, per i costi demenziali indotti da un'amministrazione pubblica demente amministrata da dementi. I politici sono solo giullari in mano di questi pazzi furiosi.
Michele P
22 aprile 2010 alle ore 14:40Nella mia azienda stamattina sciopero e assemblea unitaria perchè gli stipendi non arrivano più non possono metterci in cassa integrazione perche dobbiamo fare la produzione altrimenti dicono non fatturiamo e quindi saltano anche i prossimi stipendi..... e neanche fare sciopero perchè sennò minaccia di chiudere intanto l'azienda sta aspettando 32milioni di euro che dovrebbero arrivare dalle banche ma che haimè non arrivano perchè c'e una banca che non sembra voler firmare l'accordo.... per poi fare cosa? licenziare metà del personale.... cioè su 850 famiglie 450 si ritroveranno sulla strada ed intanto la situazione precipita inesorabilmente... le banche chiamano in azienda per reclamare le rette dei mutui degli operai che non ce la fanno a pagare e alcuni operai hanno già venduto la propria macchina per poter affrontare questa situazione! E i padroni continuano a giocare con i nostri stipendi e le nostre vite. NON SANNO NEANCHE COSA VUOL DIRE ESSERE A STIPENDIO ZERO. personalmente questo mese sono andato a scrocca persino delle mancie di mia figlia. non ho altro da aggiungere.
Anib Rome
22 aprile 2010 alle ore 15:24neanche un'invasione terrestre di locuste o qualsiasi altro animale; avvelenato, assatanato, avrebbe fatto tanti danni, a tutti i livelli, come l'ANIMALE UOMO!
MERITA L'ESTINZIONE!
Alessandro C.
22 aprile 2010 alle ore 15:46l'unica arma che abbiamo in mano e dobbiamo necessariamente adoperarla è il boicottaggio contro tutte quelle aziende che in barba a qualsiasi accordo commerciale sindacale ma, anche umano continuano con il loro comportamento scriteriato e che impediscono a questo paese di risollevarsi o quanto meno contenere i danni della crisi.
Allora dico che li vada a vendere dove cavolo gli pare i sui prodotti ma non in italia, perche se c'è almeno un italiano che ha ancora un pò di amor patrio abbia il coraggio di boicottare tutte le aziende come questa.
Luigi C.
22 aprile 2010 alle ore 16:14Io sono due anni che combatto con banche e istituzioni per riuscire ad avere qualce finanziamento per poter mettere in pratica il mio progetto per una produzione di pannelli solari termici. Ho finanziato praticamente quasi tutto con i miei soldi personali, mi sono ipotecato tutto quello che potevo, ma nessuno per adesso mi ha ancora aiutato concretamente a finire il progetto.
Pensare che in questo momento la green economy è l'unica forma di impresa che sta funzionando, mentre tutti il resto è praicamente morto. Io voglio restare nella mia regione non voglio emigrare pure io, spero prima o poi, e non mi faranno fallire, di riuscirci.
Luca .
22 aprile 2010 alle ore 16:26Hai il mio appoggio, anche se solo morale.
Hai provato a cercarti un socio competente che
investa insieme a te e lavori insieme a te?
Luigi C.
22 aprile 2010 alle ore 18:08Caro Luca, sono due anni che cerco un socio finanziatore, ma ti lascio immaginare !!!!
Vedono il business, ma lo vogliono fare loro, e io che ho investito, progettato, me la devo prendere in quel posto.
Guarda in questi giorni sto per partecipare ad un bando regionale, spero di riuscirci, altrimenti andrò ad incrementare le liste di disoccupati !!!
Pazienza.
Anton Tchutcerthaler (maia bassa)
22 aprile 2010 alle ore 16:20...e il ministro scajola che dice?
Sebastiano Pegoraro
22 aprile 2010 alle ore 16:49Purtroppo noto che ogni giorno si rincorrono notizie di questo tipo e ai nostri "dipendenti" non sembra interessare..Un'altra azienda sotto proprietà Americana che produce in italia ha deciso che tutta la produzione verrà spostata in Cina.
Altre 55 persone a casa e loro stanno a guardare..
Sono disgustato di come queste aziende possono fare e disfare a proprio piacimento!!
giovanna m.
23 aprile 2010 alle ore 10:34Dopo la fuga dei cervelli,dei capitali,ora la fuga del lavoro.A quando la fuga dei politici???