In Italia, patria di Cesare Beccaria, non è previsto il reato di tortura. In Italia, secondo Amnesty International, si fabbricano strumenti di tortura. In fondo siamo una nazione coerente con le proprie leggi!
"Sono cinque le aziende italiane che secondo Amnesty International sarebbero implicate nel commercio internazionale di strumenti tortura. A pagina 34 del rapporto di Amnesty, curato dalla fondazione di ricerca Omega e intitolato "Dalle parole alle azioni", è pubblicata una tabella nella quale vengono menzionate cinque compagnie italiane (Defence System Srl, Access Group srl, Joseph Stifter s.a.s/KG, Armeria Frinchillucci Srl e PSA Srl) coinvolte in un commercio internazionale di arnesi finalizzati alla tortura tra il 2006 ed il 2010.La società di Pero, Defens System, citata nel rapporto respinge ogni accusa." silvanetta* .

Tortura all'italiana
19 marzo 2010 alle ore 19:30•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (14)
Luca Rossi
19 marzo 2010 alle ore 20:41Aderisci al Gruppo Facebook:
No Nucleare, No Carbone, No Petrolio! Energia pulita rinnovabile!
http://www.facebook.com/group.php?v=info&gid=367456490962
Molti si rassegnano perchè pensano che con i pannelli solari e qualche
turbina eolica, non si possa produrre energia abbastanza per tutti.
Invece c'è l'eolico di alto mare, la geotermia, le onde, i venti di alta
quota, le maree.
E quindi è possibile produrre energia pulita per tutti e dare sviluppo a
tutto il mondo.
Il problema dell'inquinamento e del cambiamento climatico quindi è dovuto
solo a speculazione per vendere petrolio, uranio, carbone, gas.
Iscriviti ed invita tutti i tuoi amici!
http://www.facebook.com/group.php?v=info&gid=367456490962
Dai!
marco buzzi
19 marzo 2010 alle ore 20:57Che vergogna
macome ceprovi (focalizzerei l'attenzione (*))
19 marzo 2010 alle ore 21:09http://www.facebook.com/group.php?v=info&gid=367456490962
M'iscrivo.
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La tortura è stata da sempre esercitata dai vari governanti-religioni.
Non è cambiato molto nei secoli.
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Quando avrò anch'io l'onore di essere selezionato tra i mini post???????
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(*):).
Uno dei tanti
19 marzo 2010 alle ore 21:48http://www.antoniodipietro.com/sfiduciamolo/index.php
alvisea fossa
19 marzo 2010 alle ore 21:57CIAO BEPPE
IO SARO' CATEGORICO AFCCIAMOLE CHIUDERE QUESTE AZIENDE DI TORTURA,FACCIAMOLE CHIUDERE
ALVISE
Paolo R.
19 marzo 2010 alle ore 22:46sono stanco anche di indignarmi.
Ormai, davanti agli occhi, mi sta passando di tutto, in questo paese.
Paese di cattolici, cristiani, e con il Papa.
Ma andate a fan CU10.
Gino U.
19 marzo 2010 alle ore 23:44Genova vi ricorda nulla???????
Paolo R.
20 marzo 2010 alle ore 10:49BBC The Berlusconi Show
sul sito della BBC si ottiene:
NON AVAILABLE IN YOUR AREA
non è visibile in Italia!!!!!
Beppe fai qualcosa!!!
qualcuno lo metta su youtube!!!!!
per favore!
GRAZIE.
Lorenzo P.
20 marzo 2010 alle ore 13:14La tortura nasce vive e prospera da sempre nei paesi religiosi.
Dice Saramago scrittore portoghese.
"Le religioni, tutte, senza eccezione, non serviranno mai per avvicinare e riconciliare gli uomini e, al contrario, sono state e continuano ad essere causa di sofferenze inenarrabili, di stragi, di mostruose violenze fisiche e spirituali che costituiscono uno dei più tenebrosi capitoli della misera storia unama" da LA REPUBBLICA 20 settembre 2001.
Comclude Saramago dicendo "se tutti fossimo atei vivremmo in una società più pacifica".
Pierangelo Tendas
20 marzo 2010 alle ore 13:50Lavoro per le riviste specializzate "Armi e Munizioni" e "Tecnologia e Difesa", e conosco personalmente i gestori dell'Armeria Frinchillucci, della DEFENS e delle altre ditte citate. Posso dirvi che le accuse di AMNESTY INTERNATIONAL sono in buona parte campate in aria. Le ditte citate vendono sul mercato commerciale e di polizia accessori, appunto, per la difesa personale e per le Forze dell'Ordine: Spray al peperoncino (tra l'altro recentemente legalizzati per la vendita ai civili!), bastoni estensibili, manette, storditori elettrici tipo TASER. NESSUNA di queste ditte ha l'autorizzazione ad esportare, tantomeno a paesi sotto embargo; NESSUNA di queste ditte è "produttrice" di alcunché: sono solo distributori.
Non critico AMNESTY INTERNATIONAL per la sua campagna contro la tortura, ci mancherebbe: il problema è che AMNESTY considera "oggetti di tortura" qualsiasi accessorio per le Forze dell'Ordine. Che se ne faccia abuso nei paesi dittatoriali, è stra-appurato; il fatto però è che la maggiore produttrice di questo genere di accessori sul mercato internazionale è la Cina, che è anche la principale esportatrice verso la maggior parte degli altri paesi dittatoriali in Africa ed Asia (al Sud America ci pensano i cari USA). Del resto, la tortura del "waterboarding" si fa con un secchio d'acqua, che facciamo, li mettiamo al bando? Le torture più comuni in Israele e in Turchia le fanno con i bastoni per le scope, che facciamo? Spero che AMNESTY INTERNATIONAL, un'organizzazione seria e che merita tutto il rispetto del mondo (gli do anche il 4 per Mille, accidenti!) abbia la serietà di tornare sui suoi passi e pubblicare una smentita. Non si possono equiparare gli accessori da Polizia agli strumenti di tortura veri e propri. Non è semplicemente corretto.
laura zampedroni
20 marzo 2010 alle ore 18:38POVERA ITALIA!!!!!!! BERLUSCONI & CO. CE LO MERITIAMO!!!!!
Mario Murru
21 marzo 2010 alle ore 12:57Pienamente daccordo con Saramago. Non a caso il suo "Vangelo secondo Gesù" è stato censurato nel catttolicissimo Portogallo. Nel "Memoriale del convento", sempre di Saramago, c'è un pensiero bellissimo che dice: "Lassù in cima c'è il Diavolo che sta a guardare, meravigliato della sua stessa innocenza e misericordia, lui un supplizio così non l'ha mai immaginato a coronamento delle punizioni del suo inferno." Meditate, gente, meditate!
Pippilotta Långstrump
17 aprile 2010 alle ore 12:38* PETIZIONE sulla pagina di AMNESTY INTERNATIONAL! *
Data di pubblicazione dell'appello: 01.07.2008
Status dell'appello: ATTIVO
Presidente del Consiglio dei Ministri
Silvio Berlusconi
Palazzo Chigi
Piazza Colonna 370
00187 Roma
Fax (+39) 06 6794569
Egregio Presidente Berlusconi,
dando seguito alle raccomandazioni presentate in occasione della Giornata internazionale per le vittime della tortura, desidero chiederLe di ribadire pubblicamente la natura assoluta del divieto di tortura e mi permetto di ricordarLe gli obblighi del governo italiano:
1. introdurre nel codice penale il reato di tortura e ratificare il Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura;
2. condannare pubblicamente le rendition, accertare il coinvolgimento dell'Italia in tali pratiche illegali, collaborare alle inchieste e ai procedimenti giudiziari in corso e alle indagini internazionali;
3. non fare affidamento sulle "assicurazioni diplomatiche" fornite da altri governi, secondo le quali le persone espulse dall'Italia non saranno torturate dopo l'arrivo;
4. rendere le norme del c.d. decreto Pisanu sulle espulsioni conformi agli standard internazionali sui diritti umani in materia di tortura e annullare le espulsioni già effettuate in assenza di tali garanzie;
5. assicurare che l'applicazione delle norme sull'effetto sospensivo nei casi di ricorso contro il diniego dello status di rifugiato, previste dalla legislazione sull'asilo entrata in vigore il 5 novembre 2008, costituisca una effettiva garanzia contro il refoulement e contro la tortura.
Distinti saluti.
http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1092
Ornella V.
29 gennaio 2013 alle ore 11:34Bisogna leggere i dieci punti sui diritti umani di Amnesty International, sono molto importanti. In Italia si fa poco. La Presidentessa di Amnesty è molto impegnata su questo. Io sarò testimonial per Amnesty Int
http://www.ricordatichedevirispondere.it/news-ricordati-che-devi-rispondere