In Islanda si è tenuto un referendum, promosso da 60.000 islandesi, per decidere se ripianare con soldi pubblici il fallimento della banca Landsbanki legato ai depositi Icesave. Il 93% degli islandesi ha votato contro il pagamento pubblico, solo l'1,8% a favore. Gli islandesi sapevano che il no al salvataggio della banca avrebbe messo a rischio l'ingresso dell'Islanda nella UE. La perdita di di 3,9 miliardi di euro di Icesave infatti ha colpito soprattutto risparmiatori britannici e olandesi. I governi di Gran Bretagna e Olanda hanno fatto forti pressioni per la restituzione dei depositi versati dai loro cittadini. Gli islandesi si sono rifiutati di pagare per gli errori di una banca privata e degli enti che avrebbero dovuto controllarla. E' una fantastica notizia! L'Islanda è una piccola isola con solo 320.000 abitanti, ma ha aperto una nuova strada. Le banche e lo Stato NON sono la stessa cosa. Le banche sono private e lo Stato è pubblico. "La Costituzione islandese è basata sul principio fondamentale che il popolo è sovrano. E' responsabilità del presidente far sì che la volontà del popolo prevalga", lo ha detto Olafur Ragnar Grimsson, presidente dell'Islanda. Altro Paese, altro Presidente.
Ps: potete attivare il nuovo servizio di sottotitoli di YouTube nel video con il tasto CC

Il ruggito dell'Islanda
8 marzo 2010 alle ore 18:35•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (50)
Alex M.
8 marzo 2010 alle ore 18:45punterei anche sulla gemellaggio Wikileaks e Islanda
...freddi, ma je fumano!!!!!!
Alex M.
9 marzo 2010 alle ore 01:50tie', il link in italiano
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=283&ID_articolo=45&ID_sezione=649&sezione=
Morris Fleed (goblin)
8 marzo 2010 alle ore 18:46meno male , il buon senso.
cosa privata e cosa pubblica erano confuse nel feudalesimo.
Luigi Vicenza
8 marzo 2010 alle ore 18:53"Le banche sono private e lo stato è pubblico". Teniamocelo sempre a mente!
P.S.: l'Islanda non è una "piccola isola", ha una superficie di oltre 103.000 Kmq, cioè un terzo dell'Italia, o, in altri termini, il quadruplo della Sicilia!
er fruttarolo?
8 marzo 2010 alle ore 18:57Però quarche cojone ce sta puro 'n Islanda...su cento sortanto due;'na bona media,'tacci nostri...
'N der paese nostro stamo ar contrario,su cento novantotto so' cojoni e sortanto due se sarveno...
Aho,o sta a di' er minipimer...ahahahah
MARCO SON
8 marzo 2010 alle ore 19:14mha non saprei....
dove era quel 98% quando il sistema finanziario pompava soldi dal resto del mondo e garantiva a tutti gli islandesi tra i redditi pro-capite più alti al mondo?
nessuno di loro allora protestava; un ruggito molto poco coerente.
non gli aspetta certo un futuro radioso, lontani dall'Europa e schiacciati dal loro debito.
giovanni da penne
9 marzo 2010 alle ore 09:11LEI HA RAGIONE, NATURALMENTE IL FUTURO LUMINOSO INVECE è TUTTO NOSTRO, CHE LUNGIMIRANTI RAPIDI SCHIACCIAMO L'ISLANDA! E FORSE LEI NON HA CAPITO IL MESSAGGIO: I POLITICI NON SONO DISCONNESSI DA QUESTO MONDO, NE SONO UN'EMANAZIONE PERCIò DOVREBBERO FARE CIò CHE è RICHIESTO, NON CIò CHE CONVIENE LORO, LE LOBBY E I COMPARI!
MARCO SON
9 marzo 2010 alle ore 09:18forse non mi sono spiegato...
se gli islandesi si rifiutano di pagare il debito, stanno semplicemente trasferendolo ad altri risparmiatori, Olandesi o del Regno Unito, le banche non pagheranno in ogni caso.
non mi sembra una grande conquista quella di scaricare i propri debiti su altri.
se vogliamo parlare di riforma del sistema finanziario io qualche idea l'avrei, ma non mi si venga a raccontare che gli islandesi sono degli eroi; al contrario dimostrano hanno dimostrato di essere codardi e miopi.
Rocco A.
9 marzo 2010 alle ore 09:22E' da un po' di tempo che meditavo di andarmene via dall'Italia, deluso da una società sempre più degradata già dai suoi vertici,e dove a breve la libertà sarà solo più un'utopia.Non avevo pensato ancora all'Islanda,che è un paese ricchissimo e dove a quanto pare c'è un livello di democrazia impensabile in Italia. Molti non sanno che quell'isoletta è autosufficiente per l'energia geotermica che alimenta tutta la produzione che viene fatta in quel paese,che esporta verdure anche in Italia.Altro che schiacciati dai debiti e lontani dall'europa!Quello è un paese dove chi ruba viene cacciato e bene hanno fatto a negare di pagare! Quella è gente che ammiro e a cui vorrei che gli italiani assomigliassero.
MARCO SON
9 marzo 2010 alle ore 09:37Io non gli ammiro, hanno fatto una porcata. Non hanno cacciato nessuno, si sono semplicemente rifiutati di pagare. Inoltre prima di decidere di emigrare in islanda, fossi in te, darei un occhiata ai loro dati economici (http://www.mondimpresa.it/infoflash/scheda.ASP?st=24). Autoprodurre energia è una bella cosa, ma non serve a molto se poi devi importare tutto il resto. L'Europa andava bene quando serviva a finanziare gli interventi strutturali, ma ora che c'è da pagare il conto, fanno i referendum (molto astuti).
davide lak (davlak)
8 marzo 2010 alle ore 19:35il TAR del LAZIO ha bocciato la lista del Partito Dei Ladri !!!!!
adesso vedrete il nano piduista cosa si inventerà.
preparate elmetti e forconi.
POLVERINIIIiiii tu per intanto pijatela 'nder culo !
Francesco Mercuri
8 marzo 2010 alle ore 19:36credo non ci sia parola da rivolgere al presidente napolitano più umiliante della dichiarazione di Olafur Ragnar Grimsson
macome ceprovi (focalizzerei l'attenzione (*))
8 marzo 2010 alle ore 19:38URRA'.
;)
Memmo P.
8 marzo 2010 alle ore 20:03Questo non è niente altro che quello che accade quando le persone si sentono truffate o prese per il culo.
Tranne in Italia, dove per farsi ascoltare vestono di viola o pensano che miagolare dietro uno schermo possa intimorire qualcuno e quel qualcuno per niente intimorito da tali sciocchezze, prende a incularci più violentemente, forse nella speranza che noi qualcosa si senta, ma siamo Italiani e campiamo un giorno per camparlo buono... e sputi lanciati per aria colgono chi li sputò.
IL SICILIANO
8 marzo 2010 alle ore 20:30Scusate qual è la novità,quello è un Paese dove il senso dello stato e la domocrazia è tangibile nei fatti.Il nostro è un paesino che ceca di convincere prima sè stesso, di essere una potenza mondiale e poi gli altri, se non ci riesce può sempre vincere il campionato europeo di fottipalla.
Uno dei tanti
8 marzo 2010 alle ore 20:31Possiamo fare a cambio? Con il nostro ci puliamo il....
Cristo, mi manca Sandro Pertini!!!
andrea c.
8 marzo 2010 alle ore 20:46Altra cultura....l'italietta del magnamagna è lontana anni luce!!facciamo anche noi come l'Islanda!!saluti da ceppaloni!!
Alby Giois
8 marzo 2010 alle ore 21:11Li appoggio,il mio cuore é con loro.. anche se finirà con un accordo, in fondo il 5% di interessi se lo prendevano quando le vacche erano grasse, lo stato ha ripagato gli islandesi che avevano investito in quella banca ma si é rifiutato di pagare gli investitori Inglesi e Olandesi,L'inghilterra ha congelato i dindi all'estero di quel gruppo e poi ha ripagato i suoi investitori sgelando gli stessi, la tensione non mina e non ha maiminato l'ingresso nella UE Ingh e Olando stanno usando altre forme di pressione, alla fine si negozierà..ma é stato dato un segnale il NO , il BASTA !! e dovrebbero farlo anche i greci, dire OK ACCETTIANO CIO' CHE CI IMPONETE PER USCIRE DALLA CRISI MA VOI TUTTI GOVERNO DI LADRI VIA E AL POSTO TUO NE METTIAMO UN ALTRO CHE CERCHERA' DI RISOLLEVARCI...che altro segnale sarebbe ...a che sogno che utopia..oppure si potrebbe proporre un decretino di interpretativo per risolvere la cosa....
Ogdan Ücgür
8 marzo 2010 alle ore 21:32Landisbanki non e una banca privata - e la banca dello stato die Islandia.
Erano piccoli risparmiatori, pensionati che avevano affidato i loro soldi allo stato di Islandia - che usava i soldi per pagare generosi pensioni e stipendi ai impiegati pubblici.
Altri soldi sono stati usati per dare mutui a persone svantaggiate nei stati uniti per avere un tetto ...
Adesso sono i holandesi e inglesi che devono pagare ... questo non e giusto!
Rocco A.
9 marzo 2010 alle ore 09:29Non pagheranno e fanno bene ,perchè la Banca dell'Islanda è stata privatizzata da tanti anni.E' solo in Italia e in America che le banche (privatizzate)vengono sostenute dai governi!
alvisea fossa
8 marzo 2010 alle ore 21:44CIAO BEPPE
BRAVISSIMI ISLANDESI,PRENDIAMOCELI AD ESEMPIO CONTRO TUTTE LE PROSSIME PORCATE CHE FARANNO!!!!!!!
ALVISE
augusto g.
8 marzo 2010 alle ore 21:53Darei un colpo al cerchio e .......... vorrei vedere se saltasse in aria una banca come unicredit, con i risparmi di milioni di persone dentro, se si farebbe il referendum.
Pace e bene
Augusto
nonsenepuo davveropiu
9 marzo 2010 alle ore 01:45La faccenda è un pochino più complicata. La verità è che gli islandesi hanno cominciato ad occuparsi di sapere da dove arrivava la loro improvvisa ricchezza solo quando questa non c'era più.
tino p.
9 marzo 2010 alle ore 08:22Per onor del vero la Banca islandese era privata da anni e tra il 98 e 2000 è uscita completamente da controlli statali , basta leggere su wiki , fortuna che esiste.... e parliamo di noi : la prima grossa emissione di bot italiana ( e l'inizio fallimentare dello stato ) è stata fatta per salvare il banco di napoli che al tempo commissariato dalla banca d'italia e nonostante il commissariamento è riuscito a fare un buco di 30.000 miliardi, + o - , banca poi finita nelle mani di una familia di un politico. Il rischio o il dovere di aiutare le banche in crisi con una leggina del DUCE fatta per tutelare i risparmiatori , diventa una mano santa in certi casi e in mano a certe persone se far fallire una banca per appropriarsene non equivale forse a far fallire poi uno stato per appropriarsene , le cose poi nn si fanno in un giorno .. Meditiamo ?
MARCO SON
9 marzo 2010 alle ore 09:25"La verità è che gli islandesi hanno cominciato ad occuparsi di sapere da dove arrivava la loro improvvisa ricchezza solo quando questa non c'era più."
sono totalmente d'accordo. Inoltre con la loro astuta e ruggente mossa non hanno fatto altro che trasferire il loro debito su altri risparmiatori (Olandesi e del regno Unito per lo più), non mi pare una mossa di cui vantarsi.. Visto il funzionamento del sistema finanziario, le banche comunque non pagheranno... ed i politici islandesi se ne sono lavati le mani, grazie al referendum popolare.
Rocco A.
9 marzo 2010 alle ore 09:49In Italia ancora risentiamo degli influssi del dominio dei Borboni,dei Savoia,del Papato, del Fascismo.Noi italiani abbiamo una democrazia relativamente giovane,che non è abbastanza "sentita" e sembra quasi che il nostro paese abbia ancora bisogno di un tutor o di un padrone. Dobbiamo forse imparare da una piccola grande mazione come l'Islanda qual'è la vera democrazia? Gli Islandesi ce la faranno a tirarsi fuori da questo pasticciaccio,ma avranno dato anche un segnale forte e chiaro alle banche e aqueglli che speculano sulla pelle dei cittadini.
stefano b.
9 marzo 2010 alle ore 14:09In Italia ancora risentiamo degli influssi del dominio dei Borboni,......
ti sbagli quando parli dei borboni...
la realta e che i borboni erano re illuminati
la vecchia napoli di ieri non assomiglia per nulla alla napoli di oggi
avevano in quei tempi fatto riforme che neppure oggi abbiamo e questo a differenza dei savoia
tanto decantati come i liberatori e unificaatori del italia
Paul R.
9 marzo 2010 alle ore 09:50Leggendo l'articolo di Alessandro Ferrucci ne "Il Fatto quotidiano" di oggi, si deduce che Napolitano sia "costretto" a fare da passa carte al Nano.
Diamo una mano al Morfeo a ribellarsi. A tirare fuori gli attributi. A tirar fuori la propria dignità, onorando, magari come ultimo, estremo, gesto, la carica che ricopre, e poi mandare a fan &$%* il Nano. Sarebbe un'uscita decorosa per un mandato indecoroso, ma almeno limiterebbe i danni.
Io Proprio io
9 marzo 2010 alle ore 10:55Il decreto fatto dal Governo e firmato da Napolitano, secondo me serve solo a mettere rimedio all'errore di qualche imbecille rincoglionito che non ha fatto il suo lavoro e x colpa del quale il 40% circa degli elettori si sarebbero visti privare del diritto al voto.
Insomma la colpa di qualcuno (coglione) sarebbe ricaduta su terzi incolpevoli;
Giusto ?
Paul R.
9 marzo 2010 alle ore 10:03avete visto?
l'autonomia amministrativa del Lazio ha permesso l'applicazione della legge come si deve.
Uno schiaffo a quei delinquenti che vorrebbero fare tutto e di più. Ducetti da strapazzo. Pure profondamente ignoranti. Caproni.
Gianni A.
9 marzo 2010 alle ore 10:49Allora, mia nonna mette la pensione in un conto in Italia, succede un casino e il sistema di assicurazioni (che e' pubblico attenzione)risarcisce mia nonna. Viva la giustizia.
Il giorno dopo mia nonna mette la pensione in un conto in Islanda, succede un altro casino e il sistema di assicurazioni (di nuovo, pubblico!) non risarcisce mia nonna perche' la gente vota e cambia la legge dopo che e' successo il casino. Allora ce la prendiamo col nano che cambia le leggi e poi inneggiamo a chi fissa regole del gioco e poi le cambia? Non sono d'accordo.
FEDERICO T.
9 marzo 2010 alle ore 12:02Mi sembri un pò confuso.
Se tua nonna investe i suoi risparmi in operazioni bancarie e l'investimento non va a buon fine il problema è solo di tua nonna. Nessuno l'ha obbligata a farlo. Perchè devono rimediare gli altri? Se il mercato è libero e la banca fallisce il problema purtroppo è solo della banca e dei risparmiatori. Sono capace anche io a fare il banchiere se poi i debiti che non riesco a pagare li scarico sugli altri (in questo caso lo Stato).
MARCO SON
9 marzo 2010 alle ore 14:32A me sembra invece che il discorso sia corretto, se siamo d'accordo sul concetto generale che il risparmio vada tutelato (vedi i bond Argentini e/o Parmalat);
L'Islanda si è arricchita anche grazie alla finanza spregiudicata praticata dai suoi istituti bancari, mi pare che vogliano fare i finocchi col culo degli altri.
Gianni A.
9 marzo 2010 alle ore 15:40Caro Federico,
non me la prendo se mi dai del confuso. Pero' ci tengo a risponderti perche' mi sembra che tu conosca solo una parte della storia. I depositi bancari sono protetti da un'assicurazione garantita dal governo
http://en.wikipedia.org/wiki/Deposit_insurance
Questo e' per evitare che si creino fughe di capitali molte volte frutto di crisi di panico prive di fondamento. Se la tua banca crolla lo stato ti rida i soldi. Non tutti ovviamente, fino a un massimo che dipende da dove stai. Il massimo in media e' intorno ai 50-100 mila euro.
Quindi e' lo stato che deve ripagare.
FEDERICO T.
9 marzo 2010 alle ore 16:55Caro Gianni,
mi scuso con te per averti dato del confuso, ammetto di avere esagerato. Penso tuttavia che se anche la banca in oggetto ha questo tipo di assicurazione allora sia naturale che gli investitori potranno essere risarciti solo per la parte coperta dall'assicurazione stessa. Non sarebbe naturalmente giusto scaricare sugli islandesi le quote non coperte dall'assicurazione del governo. Ricordiamo comunque che i soldi depositati in banca o investiti in bondo sono sempre una forma di investimento e quindi soggetti ad un rischio che nessuno ci obbliga a sostenere.
A questo punto però mi chiedo quale sia il senso del referendum. Forse che non si vuole mantenere fede al contratto assicurativo?
Gianni A.
9 marzo 2010 alle ore 17:55Purtroppo gli inglesi e olandesi che hanno depositato in Islanda negli ultimi anni sono per la maggior parte piccoli risparmiatori, quindi le somme depositate raramente arrivano alla soglia garantita. Dunque nella maggior parte dei casi l'assicurazione dovrebbe risarcire tutto l'ammontare. Solo in UK mi pare che parliamo di un paio di miliardi di euro di perdite non risarcite.
Marco Zanelli
9 marzo 2010 alle ore 11:00Fortunatamente c'e' un paese dove i referendum valgono ancora! Grazie per l'esempio, Islanda!
real time
9 marzo 2010 alle ore 11:19nicelanders :)
massimo orru (lianu)
9 marzo 2010 alle ore 13:31Sono stato recentemente in Islanda: un altro mondo! Rispetto, puntualità, estrema pulizia nelle vie cittadine, rigorosa cura dell'ambiente e sviluppo turistico sostenibile, connessione internet gratis dappertutto, ho perfino visitato una piantagione di banane!!! (in serra riscaldata col geotermico). E' stato come sfogliare nuovamente il libro di Educazione Civica della scuola media! L'innegabile crisi finanziaria che li ha investiti ha riflessi sull'economia ma non si accompagna di certo col degrado sociale e morale.
a volte (ritornano)
9 marzo 2010 alle ore 13:44W l'islanda!
Fabio Renka
9 marzo 2010 alle ore 15:44Mi pare che la mossa dei simpatici islandesi sia più simile a quelle del nostro amato Presidente del Consiglio più di quanto non crediate...
1) Lo stato islandese garantisce i risparmi nelle proprie banche
2) Una banca Islandese fallisce
3) Lo stato dice: se rimborso tutti sono cacchi per il bilancio dell'Islanda
4) I cittadini Islandesi votano perchè il loro stato rimborsi solo i loro risparmi... e tanti saluti agli stranieri
Proprio una legge "Ad islandesem", non credete?
Francesco G.
9 marzo 2010 alle ore 16:12Quando avremo riformato il sistema della riserva frazionaria se ne potrà riparlare.
Per ora, sic stantibus rebus, qualcuno ci deve rimettere per forza. Resta solo da scegliere chi...
yuva m.
27 novembre 2011 alle ore 02:43Il più stronzo hahhahahahh
Angelo M.
9 marzo 2010 alle ore 21:03Sono un risparmiatore e una banca mi ha acquistato 66.000 euro di obbligazioni non azioni... della Landsbank e ad oggi li ho persi tutti e poi dicono che noi italiani siamo ladri.....solo noi ladri!!!
Fulvio Ge
10 marzo 2010 alle ore 10:03"Le banche e lo Stato NON sono la stessa cosa. Le banche sono private e lo Stato è pubblico."
Già. Questo discorso è molto legato al problema chiamato SIGNORAGGIO BANCARIO. Henry Ford diceva che se il popolo avesse scoperto il funzionamento del sistema bancario e monetario sarebbe scoppiata una rivoluzione.
yuva m.
27 novembre 2011 alle ore 02:41Ford però escludeva a priori L?ITALIA....
alessandro bonafede
10 marzo 2010 alle ore 14:58sorvolando sul fatto che non è esattamente un esempio di correttezza non rimborsare i cittadini di altre nazioni ( gli islandesi hanno avuto la copertura assicurativa ) in barba agli accordi stipulati al momento del versamento del denaro direi che è evidente che nussun investitore, istituzionale o meno, straniero investirà in futuro in bond islandesi. affarone per un paese che non ha industrie significative e non esporta quasi nulla.... in buona sostanza gli islandesi hanno appena firmato la loro povertà futura visto che in alcune nazioni in difficoltà ( la grecia insegna ) se il debito non viene acquistato all'estero resta invenduto e lo stato non ha di che finanziarsi . sempre che i fenomeni che gli danno ragione anche su questo blog non decidano di investire nelle loro banche. facile fare complimenti senza valutare minimamente le conseguenze....
Giona Boccalon
11 marzo 2010 alle ore 01:40Forse saranno poveri, di certo sono liberi
Andrea Simonetti
11 marzo 2010 alle ore 11:10E' chiaro che il problema rimane, e non piccolo, ma è altrettanto vero che non può neppure essere sempre sanato tutto con i soldi dei cittadini. L'Islanda ha attuato una politica finanziaria spregiudicata senza consultare certamente i cittadini per informarli dei rischi che stavano correndo.
Ciro Alessandro Sacco
11 marzo 2010 alle ore 11:14Come hanno scritto altri, gli islandesi come pensavano di avere un tenore di vita a livello scandinavo senza industria, senza agricoltura ma con la pesca, la caccia alla balena e i geyser? E le banche islandesi non hanno fatto prestiti agli islandesi? E come pensavano gli islandesi che le loro aziende facessero shopping all'estero, con i risparmi di 350mila persone o poco più? Alla prossima emissione di titoli vediamo che succede ^^