Il decreto interpretativo


Il decreto legge interpretativo è un piccolo passo indietro per la legge italiana, ma un grande passo avanti per il PDL. La Russa “prontoatutto” si è detto convinto che si troverà una soluzione per riammettere il PDL alle elezioni regionali. E’ in gioco la democrazia. Enrico Cuccia diceva che le azioni non si contano, ma si pesano. Per Berlusconi le leggi non si applicano, ma si interpretano. Per gli amici e per gli amici degli amici innanzitutto. Ignazio ha tirato fuori il coniglio dalla cappella: “Non c’è nessuna norma che indichi dove fisicamente si debba entrare quando scadono i termini della consegna delle liste. Bene un decreto interpretativo potrebbe specificare che, entro quell’ora, basta trovarsi all’interno del palazzo ed è provato che a Roma, i presentatori della lista Pdl, erano dentro“. Un lampo di genio che apre orizzonti sconosciuti. Per qualunque atto pubblico non sarà più necessario presentare i documenti all’ufficio competente entro i termini di legge, ma dimostrare di essere all’interno dell’edificio, anche al cesso. Quando scappa, scappa. Eiaeiaquaqquaraquà!

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