L'italiano è una razza in estinzione, alcuni cominciano a dubitare che sia mai esistito.
"Nel centro di Roma la meravigliosa pizza italiana di regola è prodotta in locali acquistati da cinesi ed affittati ad indiani; viene cucinata da cuochi marocchini, con farina dall'Ucraina, lievito tedesco, pomodoro cinese, olio tunisino e formaggio dell'est Europa.Va aggiunto che è servita a clienti giapponesi in vacanza da camerieri albanesi. L'italiano al momento si vede solo la mattina, quando viene svuotato il cassonetto con i rifiuti del locale (lavoro precario ovviamente)". fabio martello

Italiani in estinzione
19 febbraio 2010 alle ore 18:51•di MoVimento 5 Stelle
Commenti (36)
Vincenzo Russo
19 febbraio 2010 alle ore 19:24Sei troppo ottimista lo spazzino sarà sicuramente un rumeno o un falso invalido, gli ex-precari sono gli attuali disoccupati senza possibilità di reintegro.
Marco Zorzi
19 febbraio 2010 alle ore 20:20Beh, finalmente qualcuno comincia ad accorgersene!!! Ed anche il sito di Beppe Grillo comincia a parlare di questa terribile evidenza.
Era ora.
http://www.facebook.com/group.php?gid=68264075585
Simone .
19 febbraio 2010 alle ore 20:47Che tristezza
sergio pagliai
19 febbraio 2010 alle ore 21:19Un commento del genere mi sarei aspettato di trovarlo su un sito leghista, dove si trovano allarmi del tipo "attenzione faremo la fine degli indiani d'america" "chiudiamo le frontiere agli uomini e alle merci" come se oltre ad essere autolesionista non fosse semplicemente impossibile.Certi discorsi servono solo ad alimentare l'odio per lo straniero
Alex Casa
19 febbraio 2010 alle ore 21:21Questo post e' razzista! Vergognatevi! La pizza può avere avuto origine in Italia , ma chi la promuove, crea, serve o mangia non ha razza! Svegliatevi invece di lamentarvi e basta e rimboccatevi le maniche!
meriss g.
19 febbraio 2010 alle ore 21:23SONO I POLITICI CHE NOI VOTIAMO CHE CI HANNO RIDOTTO COSÌ. PRIMA CI CHIEDONO IL VOTO CON PROMESSE E LUSINGHE POI CE LO METTONO IN QUEL POSTO DIROTTANDO LE LORO ATTENZIONI SU UN MUCCHIO DI ALTRE COSE, TUTTO MENO GLI INTERESSI DEI CITTADINI. SOLO CAPACI DI SPUTTANARE SOLDI. IL CITTADINO HA COMINCIATO A PERDERE I SUOI DIRITTI SOCIALI, DIRITTI SUL LAVORO, DIRITTO AD UNA SANITÀ DECENTE, DIRITTO AD UNA GIUSTIZIA DECENTE CHE NON SIA TROPPO BUONISTA CON I DROGATI E ALCOLIZZATI CHE PER AUMENTARE LO SBALLO SFRECCIANO PER LE STRADE A FORTE VELOCITÀ SENZA RISPETTO PER IL CODICE STRADALE. POI DICONO CHE È OMICIDIO COLPOSO. ANCHE ESSERE TROPPO BUONISTI È UN CRIMINE. NON SI DIFENDE LA VITTIMA MA LA SI OFFENDE. SALUTI INCAZZATI
Marco Schanzer
19 febbraio 2010 alle ore 21:37Io sono cresciuto con un grande orgoglio e passione per l'Italia .
Sapevo che gli Italiani sono vigliacchi.....ma che non avrebbero lottato per difendere la propria cultura ...mai avrei potuto pensarlo .
Evidentemente l'Italianita' era superficiale .
Questa storia del razzismo ne e' un ottimo esempio .
Si confonde il pregiudizio , l'odio per i diversi da te ( cose negative ) con la difesa della propria cultura , di una cultura speciale ( parlo della migliore Italia che conobbi ), di cui il mondo avrebbe avuto bisogno .
Razzismo e' un bene , nel senso che ci sono veramente razze animali significativamente diverse e con storie diverse , nel genere Homo .
Negarlo e travolgere i patrimoni genetici e' coglioneria alle soglie dell'apocalisse .
Farsi imbrogliare dai promotori del miscuglio razziale e' in se sintomo della pochezza che si nascondeva dietro l'Italianita'.
Chi accetta questa frode , accettera' anche le tasse . la guerra e il governo del malaffare .
Michele Z.
19 febbraio 2010 alle ore 22:40Questo mini-post, francamente, poteva essere evitato! L'italiano e' in estinzione? E' allora? Lo stesso si potrebbe dire dello stereotipo di abitante tipico di molti altri paese. L'immigrazione ha cambiato radicalmente il Regno Unito e i sudditi di Elisabetta sono anni luce davanti a noi in termini di integrazione etnica (http://news.bbc.co.uk/hi/english/static/in_depth/uk/2002/race/changing_face_of_britain.stm). La Francia vive una situazione simile (come riportato ad esempio in http://www.amazon.com/Multi-Ethnic-France-Immigration-Politics-Culture/dp/0415397839). Sono d'accordo che la gastronomia italiana vada riconosciuta ed esaltata, ma non vedo il problema nel farla preparare e cucinare da un Marocchino, Cinesi, Albanese, etc
Le tradizioni sono e resteranno un interessante argomento di studio e discussione, ma la societa' del ventunesimo secolo (in Italia e nel mondo) **DEVE ESSERE MULTIETNICA**.
Bruno Ceccarelli
20 febbraio 2010 alle ore 08:28Credo che sia corretto esprimere un'opinione positiva per una società multietnica e integrata e allo stesso tempo difendere le differenze culturali che sono un valore. Il problema è COME accogliere l'altro. In effetti in Italia non abbiamo più risorse economiche e produttive per permetterci una sana e virtuosa integrazione. Smettiamola poi di considerare certi argomenti come tabù. Occorre discutere di tutto e con tutti e cercare di comprendere le motivazioni degli altri anche quando ci sembrano molto lontane. Svegliatevi e sforzatevi di comprendere che il disagio esiste ma è proprio di tutte due le parti.
Rocco A.
20 febbraio 2010 alle ore 08:54@ Michele.....la società deve essere multietnica!e chi l'ha detto?Cui prodest.....!In Italia io non posso essere italiano,perchè qualcuno deve fare gli affaracci suoi sulla pelle mia e del mio paese? Ma quando mai....!
Se devo convivere con qualcuno a casa mia me lo voglio anche scegliere....!
Io ho un'età che mi ha permesso di conoscere l'emigrazione che hanno fatto gli italiani all'estero,mio nonno era andato in America,agli inizi del secolo scorso,negli anni 50/60 molti miei parenti in Germania,Belgio Francia,Svizzera,paesi che hanno saputo amministrare il fenomeno di quegli anni,l'unico che non ha saputo gestire il fenomeno è stato proprio quella cima del nostro governo (neanche capace di copiare,dai vicini Svizzeri).In quel periodo l'entrata indiscriminata nei paesi che ospitavano i lavoratori italiani non era permessa,ed i loro diritti erano tutelati!Purtroppo abbiamo avuto governi che hanno fatto le cose all'italiana,lasciando i problemi insoluti o parzialmente insoluti.I sudditi di Elisabetta sono stati abituati a convivere con diverse etnie perchè avevano le colonie.I francesi,i tedeschi,non hanno perso la loro identità,sono venuti in italia a comperare aziende create dagli Italiani.Gli industriali che prima hanno approfittato di tutte le agevolazioni messe in atto dai ns governi sono cresciuti sulla pelle degli italiani ed adesso delocalizzano all'estero lasciando gli operai italiani a casa o con la prospettiva di emigrare.Tutto sulla pelle di tre generazioni di italiani.
L'imperativo categorico adesso è la SOCIETA DEVE ESSERE MULTIETNICA!ma fatemi il piacere e domandatevi come facevano i latini........ CUI PRODEST....?
Michele Z.
20 febbraio 2010 alle ore 15:16CUI PRODEST? Di certo a molti di quelli che arrivano in Italia (affronteresti un viaggio in barcone se non fossi sicuro di andare a viver meglio di dove vivevi prima?). Poi anche a molti italiani. Infine il contatto e l'integrazione tra culture e' SEMPRE un fatto positivo. Quando usavo il termine "DEVE" riferito al futuro della societa' (Italiaa, europea, mondiale) non volevo imporre il mio giudizio (chiedo scusa per l'equivoco). Intendevo dire che mi sembra che nel mondo ci siano delle dinamiche che, piaccia o no, portano alla multi-etnicizzazione. L'emigrazione in America di 150 anni fa e' un fenomeno di 150 anni fa. Al giorno d'oggi mi sembra sia molto piu' difficile (e a parer mio anche contro-producente) "arginare". Poi boh, magari mi sbaglio.
alvisea fossa
19 febbraio 2010 alle ore 22:54CIAO BEPPE
NEANCHE LA PIZZA E' NON E' PIU' UN MADE IN ITALY,E' UN DESIGNED IN ITALY, CHE FIGURE DA CU...!! CHE FACCIAMO ALL'ESTERO,CHISSA' POI DOVE DELOCALIZZERANNO GLI ITALIANI ORIGINALI,DA CASA?????
ALVISE
Paola Bassi
20 febbraio 2010 alle ore 01:37un sorriso.. :)
la globalizzazione vista da Andrea Rivera
http://www.parlaconme.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-40cee2e1-65c0-4ffb-a57a-c8c8f6ad8605.html?p=0
francesco pace (francesco pace 51)
20 febbraio 2010 alle ore 08:57e' chiaro che beppe non voleva dire che il problema sono gli immmigrati, non si caprebbe poi neanche perche', ma che il made in italy andrebbe protetto. e' una delle nostre ricchezze.
non puo' essere che le aziende delocalizzino la loro produzione in cina o albania e il marchio rimanga ugualmente made in italy o che i prodotti della nostra terra vengano imbastarditi con sementi ogm o provenienti da altri paesi.
Marco Zorzi
20 febbraio 2010 alle ore 11:03Michele Z., tu sei fuori dalla realtà, mi sembri un alieno!
Non vedi il problema a fare preparare la pizza da un marocchino o da un cinese??? Non lo vedi?...Possibile che non capisci il danno della scomparsa di diversità che è in tutto ciò. La scomparsa del popolo italiano come di tutti gli altri popoli europei! Gli inglesi stanno anni luce davanti a noi nella realizzazione di questo mmostro chiamato capitalismo che nel suo incedere distruttivo sta causando danni epocali al mondo, tra cui la scomparsa dei popoli europei è u no dei più catastrofici. "la società del futuro deve essere multietnica", è il tuo assioma che viene dal rifiuto di vcedere la realtà, e dalla malattia psichica (perchè di questo si tratta) del buonismo. La ricchezza del mondo sta nelle diversità! Non nella globalizzazione omologante del nostro mostruoso sistema economico che sta distruggendo biodiversità in quantità incredibile. Le società multietniche non sono mai esistite e mai esisteranno. La nostra è una società malata, in fin di vita, in estinzione appunto, incapace neanche più di opporsi ad una invasione distruttiva voluta dal sistema capitalistico, che la sta facendo scomparire in un batter d'occhio dopo secoli di costruzione.
Questa è la semplice realtà, al di la di intellettualismi o acrobazie ideologiche derivanti d atraumi psichici collettivi non me glio identificati.
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Michele Z.
20 febbraio 2010 alle ore 15:32Ma chi ha detto che la societa' multietnica portera' alla scomparsa delle diversita'? Il mondo cambia, si evolve. 150 anni fa c'erano gli stati-nazione. Oggi, sempre piu', ci sono gruppi trasversali, per esempio organizzati via internet. Faccio un esempio: 150 anni fa non si parlava di gay, o movimento femminile. Oggi, anche grazie a societa' piu' aperte, questi fenomeni trovano piu' ampia possibilita' di esistere. La ricerca della "diversita'", secondo me, e' insita nella natura umana. Vedrai che "le diversita'" non verranno mai meno. Quello che tendera' a sparire di fatto (se non formalmente), secondo me, sono i regionalismi geografici. Insomma, tornando all'origine della discussione, che male c'e' se una buona pizza e' fatta da mani con passaporto o origine etnica non italica? (A Bari, il mio pizzaiolo impiega da anni un giovane indiano e ti assicuro che non saprei distinguere una pizza fatta da lui da una del suo datore di lavoro)
Marco Zorzi
20 febbraio 2010 alle ore 11:27Sergio, non c'è alcun odio per lo straniero.
Smettiamola coi pregiudizi.
C'è la constatazione di una invasione in atto che sta facendoci scomparire come popolo.
Difendersi da una invasione nulla ha a che fare con razzismi o sciocchezze simili.
I popoli SANI (ma noi siamo un popolo malato appunto) lo hanno sempre fatto, è insito nella natura, per la preservazione delle diversità.
Chiudere le frontiere si potrebbe eccome, e si dovrebbe fare immediatamente. Bisognererbbe però tirar fuori un po' di palle per opporsi al potere economico capitalistico che (per chi ancora non lo avesse capito) questo disastro vuole e necessita. Questo sistema che sta omologando tutto e tutti causando al mondo una catastrofe epocale fatta di distruzione ambientale e di valori morali. La scomparsa di ogni diversità, un POPOLO UNICO di consumatori al servizio del mercato, qui ci dovrà essere una nuovo popolo americano, e dovranno scomparire tutte le diversità europee. Il sistema economico capitalistico non ha valori, non ha morale, ed ha reso i nostri popoli incapaci ormai di ogni azione o reazione che contrasti il suo mostruoso incedere.
E poi c'è questa malattia psichica perniciosa, chiamata buonismo, che deriva dal trauma "infantile" del nostro passato minato da ideologie perverse, per reazione al retaggio delle quali si sviluppa un blocco pregiudiziale verso qualsiasi cosa che suoni come amore per la propria patria o per la proria comunità, o che anche lontanamente richiami qualsiasi concetto facente riferimento a razze ed etnie, dimenticando che il concetto di razza è un concetto fondamentale dell'ambientalismo e per la difesa delle biodiversità, e non deve affatto essere un tabù.
Insomma svegliamoci.
Incominciamo a distinguere bene il razzismo, da una sana difesa di noi stessi, del nostro popolo, della nostra diversità. Questo significa essere davvero di sinistra oggi!!!
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Ilio Papanti (il borgo (quello vero))
20 febbraio 2010 alle ore 11:34Ora date del razzista/leghista anche a Grillo? ma siete ridicoli, continuate a guardare la tv, che non ci avete capito nulla....
Comunque anche il trentino come ti giri è pieno di ristoranti indiani e pachistani (ma con insegna in italiano) che cucinano piatti tipici (con ingredienti da chissà dove e di che qualità poi...), che senso ha?
Finchè i nostri "dipendenti" glielo permettono....
Montoya Erika
20 febbraio 2010 alle ore 12:29Non penso che sia razzista, pero credo che qualche volta i suoi commenti in riguardo a chi viene da fuori possono stimolare a chi ha un filo un po' xenofobo, sopratutto in tempo di crisi mondiale.
Takaya Todoroki
20 febbraio 2010 alle ore 11:58Il problema non sono gli immigrati che lavorano onestamente, sono le aziende italiane che assumono gli stranieri perchè costano meno. Gli stranieri sono assunti al nero, a stipendi bassissimi, senza contributi, senza malattia, lavorano 16 ore al giorno per un pugno di riso e un pugno nello stomaco e quelli che sono irregolari neanche si sognano di protestare. Inoltre c'è da dire una cosa sui cinesi, vengono, aprono attività commerciali immediatamente, comprano quartieri interi, non pagano le tasse ma 'sti soldi da dove li tirano fuori?
La legge non punisce a sufficienza le imprese irregolari italiane, figuriamoci quelle straniere.
Diventano ricchissimi in pochissimo tempo e comprano ville e auto lussuosissime, facciamoci spiegare come fanno. Gli impenditori e i lavoratori stranieri che non pagano le tasse non servono a niente anche perchè socondo voi un'imprenditore cinese assumerebbe un disoccupato italiano?
marino bertolino
20 febbraio 2010 alle ore 12:26Succede nella Regione Piemonte: la Presidente uscente (Bresso) ha mandato un opuscolo a tutte le famiglie piemontesi sul suo operato a un mese dalle elezioni regionali. Chi ha pagato l'opuscolo e la spedizione? Naturalmente la Regione, magari con i soldi dell'addizionale regionale su stipendi e pensioni. Ma non basta. Il Presidente del Consiglio Regionale ha depositato, fuori termine, la proposta di cambiare la legge regionale che dà ai consiglieri uscenti (che hanno guadagnato oltre 10mila euro al mese) un'indennità di fine mandato (5 anni) di quasi 100mila euro. Un bella cifra in un momento di crisi. Qualcuno si è lamentato? Nessuno ha parlato perchè sulle cifre di denaro pubblico che vengono sperperate l'accordo è unanime.
M.B.
ivan m.
20 febbraio 2010 alle ore 13:14non vedo cosa ci sia di male in una società multietnica.
poi sinceramente se la pizza la fa un marocchino, un italiano o chi altro, basta che sia buona, e tutto è risolto.
il problema è che l'italiano è presuntuoso, crede che quello che fa lui sia il meglio del meglio, e crede che ci siano sempre tanti polli disposti a spendere cifre 3-4 volte superiori solo per avere un prodotto made in italy. poi il made in italy è ormai un miraggio. anche marchi notoriamente italiani da generazioni, fabbricano ormai all'estero.
quindi di cosa ci si meraviglia.
Uno dei tanti
20 febbraio 2010 alle ore 13:46Berlusconi: «Inchieste? Nessuna preoccupazione. Sono casi singoli»
GIÀ!! MICA SE POTEMO FERMÀ PE' QUATTRO COJONI CHE SE SO FATTI BECCÀ!!!
MO FAMO A LEGGE SULLA CORRUZIONE, E CON L'AIUTO DELLA L(S)EGA METTEMO IN GINOCCHIO L'ITALIA.
PS: CHIARAMENTE NON VARRÀ PER CHI HA IL COGNOME CHE INIZIA PER "B" O PER CHI È COINVOLTO CON MISTER "B"
Gianluca D.
20 febbraio 2010 alle ore 14:39Noto che nessuno ha colto il significato di questo mini-post....viene cucinata da cuochi marocchini, con farina dall'Ucraina, lievito tedesco, pomodoro cinese, olio tunisino e formaggio dell'est Europa.Va aggiunto che è servita a clienti giapponesi in vacanza da camerieri albanesi......non credo che se un marocchino o cinese faccia la pizza sia razzismo, ma è assurdo che la materia prima della stessa pizza arrivi da altre parti(e senza controlli) quando qui c'è tutto e l'originale per fare la pizza....ma come diceva qualcuno ormai il made in Italy è solo un marchio..e fra poco neanche quello
stefano b.
20 febbraio 2010 alle ore 15:42ok noi pensiamo di essere i discendenti dei GRANDI ROMANI IMPERATORI DEL MONDO ANTICO...
e poi scopriamo che siamo discendenti dei barbari che sconfissero e annientarono l impero romano
ci consideriamo discendenti di .. leonardo da vinci (che non aveva figli...ndr)
(che se ne ando in francia .. in italia era un persegiutato anche per le invidie dei suoi concittadini ... ndr)
ci consideriamo discendenti di dante (altro persegiutato)
di tanti altri ...grandi
fingiamo di non sapere che leonardo da vinci era toscano non italiano....(italia non esisteva allora ....)
solo un toscano potrebbe vantarsi di leonardo da vinci....ndr
pensate se i tedeschi invadessero la toscana
e ci resterebbero per 300 anni
allora leonardo da vinci sarebbe tedesco????
ndr
oggi
I VERI EREDI DEL IMPERO ROMANO SONO GLI U.S.A
noi siamo di tutto tranne che gli italiani
abbiamo nel nostro dna di tutti gli invasori che ...abbiamo ospitato durante i secoli
francesi spagnoli inglesi americani tedeschi arabi .......
vantiamo come nostra la pizza che e'.....cinese come gli spaghetti.....
LE USANZE TRA REGIONI SONO DIVERSISSIME....
LE RIVALITA SONO ADDIRITTURA TRA PAESI
PENSO CHE IL POST SIA SBAGLIATO
NON E L ITALIANO CHE STA ESTINGUENDOSI
MA CHIEDIAMOCI SE
E REALMENTE ESISTITO L ITALIANO.....????
Marco Zorzi
20 febbraio 2010 alle ore 15:46Ivan, te lo dico io cosa c'è di male in una società cosiddetta "multietnica".
Innanzitutto non è questione di UNA società multietnica, ma della
NOSTRA
società, che si sta trasformando in "multietnica".
Cosa c'è di male? Te lo dico subito:
1) Scomparsa del popolo italiano e della sua specificità-diversità! Primo danno epocale, per tutto il mondo, e non solo per noi.
2) Multietnica...traduzione : OMOLOGATA, la cosiddettea società multietnica altro non è che la società UNICA del popolo UNICO del mercato UNICO e globale, ecco cos'è! Con questa parola ve la stanno mettendo in quel posto!!! La società cosiddetta multietnica significa che qui ci sarà un'altra america, che tutte le popolazioni europee scompariranno per far posto a questa brodaglia di bestiame unificato al servizio del mercato!!! E ti sembra una cosa bella buona e giusta???
Se l'Italia verrà occupata da marocchini, arabi, asiatici, sudamericani africani e quant'altro, come in effetti sta accadendo sotto ai nostri ebeti ed inani occhi di popolo pusillanime, e ovvio che saranno loro non solo a fare la pizza, ma qualsiasi altra cosa qui!!! Perchè il popolo italiano con tutte le sue specifictà semplicemente sarà SCOMPARSO! E questa ti sembra una cosa positiva??? Questo ti sembra qualcosa di fronte a cui restare indifferenti??????????? Ma qui siamo davvero alla follia. Questo è davvero la dimostrazione di un popolo ALIENATO !!! Alienato dalla cultura del mercato e del consumo, che non ha più alcun valore, neanche più la minima dignità di se stesso!!!
Non è questione di meglio o di peggio! E' questione di DIVERSITA' !!! Capisce questa parola???!! In Italia ci stanno gli ITALIANI e non gli asiatici o gli arabi! Ed è giusto e bello che sia così! DIVERSITA' !!!!! Questa è la NORMALITA'. Solo una società ALIENATA come noi siamo può tollerare lo scempio che sta invece avvenendo, e giustificarlo con acrobazie buonistiche penose!
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sergio pagliai
20 febbraio 2010 alle ore 18:18Forse il razzismo non c'entra nulla ma dopo il mio commento sento parlare di orgoglio italiano, razze umane, biodiversità (volevate dire razze pure ma è un po'bruttino?)comunque opinioni a parte è impensabile oggi che merci cultura e uomini non circolino e non si mescolino a meno di non fare come i talebani che bruciavano libri, computer e televisori e che,in questo senso, la pensano come alcuni di voi, gli occidentali a casa loro i mussulmani pure.In Italia è in vigore da oltre dieci anni una legge che si chiama Bossi Fini ma gli stranieri aumentano ogni anno, e perchè mai dovrebbe stare a casa sua chi non ha nulla e vede l'occidente ricco dalla tv?
andrea mazzoni
20 febbraio 2010 alle ore 19:52l'italiano in via d'estinzione che esagerati!!!!!
Stefano Jodice (hipsterical)
20 febbraio 2010 alle ore 20:06beh cosa ci sarebbe di tanto grave se scomparissero gli italiani? sono scomparsi tanti popoli, uno piu uno meno... il mondo non smetterá di girare. se scompariremo sará stata solo colpa nostra e mettersi a blaterare come tanti fascisti di italianita e altre bischerate senza costrutto non fará altro che incrementare il nostro giá dilagante e feroce razzismo. questo é vieto, sterile, pericoloso nazionalismo. non esistono né razze né confini né nazioni sono tutte vuote convenzioni. fa anche rima.
Marco Nicola
20 febbraio 2010 alle ore 20:42Secondo me l'argomento non è razzista in sè, anche se effettivamente può suonare razzista.
No, io non credo che l'indole che lo muove sia il razzismo. Io credo che sia una riflessione, una riflessione sulla globalizzazione, su quanto è stata veloce.
Vedete, io credo che la problematica possa essere divisa in due parti: merci e persone.
Per quanto riguarda le merci, prima di tutto bisogna rilevare quanto sia assurdo e paradossale che una cosa possa dirsi "Made in Italy" quando è completamente prodotta con materie prime straniere (e questo non vale solo per la pizza ma per qualunque prodotto sia artigianale che industriale)
Se le merci arrivassero da vicino (magari a Km 0), da mercati che per altro giocano con le stesse regole dell'Italia (che non sfruttano gli operai/bambini, che rispettano l'ambiente, che puntano alla qualità...) il problema sarebbe almeno in parte risolto...
Per quanto riguarda le persone, invece, il problema credo che sia solo nella velocità della globalizzazione... io non ho nulla in contrario al fatto che il pizzaiolo sia straniero... ma che tutti i pizzaioli siano stranieri, che tutte le pizzerie siano gestite da stranieri, ecc... bhe non mi sembra giusto... se si dava il tempo agli immigrati di integrarsi e assimilare la cultura italiana potevano secondo me essere degli ottimi interpreti della nostra cultura e potevano venire a farne parte e a trasmetterla... ma l'invasione repentina secondo me è effettivamente un impoverimento... la cancellazione di una cultura a favore di un'altra non un'integrazione.
In ogni caso, come già altri hanno rilevato, anche io percepisco la volontà globalizzatrice e sgradevole che ci circonda. Una volontà che vuole un popolo unico, un mercato unico, una religione unica (una non religione unica più precisamente), gusti uguali - la società omogeneizzata.
Tutto questo è un vecchio mito della Massoneria Internazionale (già della francesissima Egalitè) che io credo che continui a determinare molte scelte.
Marco Zorzi
20 febbraio 2010 alle ore 21:47@ Sergio, ma perchè l'orgoglio italiano è una cosa sbagliata? Io direi il contrario, siamo un popolo malato e per questo abbiamo perso anche il nostro orgoglio di comunità, come ogni altro valore del resto. Riguardo alle razze umane, come quelle animali o vegetali (non c'è alcuna differenza), il concetto di razza è un concetto normalissimo che sta alla base del valore universalmente riconosciuto della biodiversità, e la commistione totale distrugge diversità. Ciò che tu definisci "impensabile" è la misera resa alla logica dell'economia e del capitalismo. Impensabile non è nulla, tutto si può pensare, e soprattutto si può pensare a come sconfiggere questo mostruoso sistema che sta portandoci alla catastrofe. E' disarmante invece vedere come tu sia totalmente vittima di questo sistema il cui unico valore ispiratore è il denaro. Non si tratta di bruciare o discriminare, ma di difendere noi stessi, la nostra identità etnico-culturale che è una ricchezza per tutti. Perchè mai dovrebbero restare a casa loro????? Perchè ce li facciamo restare noi cribbio!!! Impedendo che anche un solo straniero in più entri in casa nostra! Rimpatrio immediato oppure galera. Semplicissimo. Basterebbe volerlo, ed un popolo sano farebbe questo senza indugio. Saresti contento che qualcuno si introducesse in casa tua contro la tua volontà? Non ti arrabbieresti? E' casa nostra e la dobbiamo difendere. Basta con questa invasione che sta facendo scomparire il popolo italiano! Ma bisogna anche discuterne??!! Dovrebbe essere una cosa così elementare....accidenti, se dobbiamo discuterne è perchè davvero siamo un popolo alienato e malato. Io sono nettamente di sinistra e l'opposizione all'invasione straniera è un valore perfettamente di sinistra, una sinistra moderna che capisce i fenomeni e che lotta veramente contro il sistema globalizzante capitalistico. Il buonismo è invece un disvalore, è la bontà degli scemi, è il prodotto patologico dell'omologazione ed appiattimento che produce il sistema.
Marco Zorzi
20 febbraio 2010 alle ore 21:50@ Stefano,...che cosa ci sarebbe di grave se scomparissi tu? Beh, se trovi la risposta a questa mia domanda hai trovato anche quella alla tua!!! E' una provocazione, senza offesa. Ma certo che la colpa è nostra! E' proprio per questo che stiamo qui a parlarne, per cercare di impedirlo appunto, per non macchiarci di questa colpa!!! L'italianità non c'entra nulla col fascismo,..ma che confusione che fai....l'italianità siamo noi, ma che c'entra il fascismo??!! Io non vedo nessun razzismo in Italia; a meno di non cadere nell'errore dilagante, (e avallato dal potere che VUOLE questa invasione, ricordiamocelo) di scambiare la difesa contro una invasione con il razzismo, e questo è assurdo, incredibile! Allora i partigiani che combatterono i tedeschi invasori nella II guerra mondiale, furono razzisti verso gli stessi tedeschi??? Noi siamo un paese sotto invasione straniera, questo è un concetto che va messo ben in chiaro!!! L'immigrazione non c'entra, l'immigrazione è sempre esistita ed è tutt'altra cosa. Le cosa vanno chiamate col loro nome. Siamo sotto invasione, non tutte le invasioni avvengono con le armi. Credo sia nostro dovere, o per lo meno di quella parte ancora rimasta sana della popolazione, di difenderci da questa invasione. E chi chiama razzismo questa legittima difesa è semplicemente un idiota, senza mezzi termini.
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Marco Zorzi
20 febbraio 2010 alle ore 22:19@ Marco Nicola, apprezzo molto la tua saggia riflessione, e concordo sostanzialmente con ciò che hai detto.
Hai perfettamente colto il nocciolo della questione.
Riguardo alla globalizzaziione, una osservazione: tu dici che la colpa è della sua velocità.
Certamente la rapidità di questo mostruoso prodotto del capitalismo è una delle cause, e questo si riflette appunto in tale oceanica invasione (io mi rifiuto di chiamare immigrazione un fenomeno che ci sta distruggendo come popolo).
Ma io dico che E' LA GLOBALIZZAZIONE IN SE STESSA IL MALE, il mostro che sta producendo questa (tra le altre) catastrofe epocale!!! Non conta tanto se sia lenta o veloce. Anche io non ho nulla in contrario a che il pizzaiolo sia straniero, come concetto in sè, io non sono razzista appunto! Ma il problema, come anche tu hai notato, è la quantità!!!!!!!! La oceanica quantità di stranieri che si sta riversando da noi! La abnorme entità numerica del fenomeno!!! Se nel mare riversi una bottiglia di petrolio, resterà sempre mare. Se ci riversi una petroliera da milioni di tonnellate di greggio, diventerà una melma schifosa!!! Chiaro il paragone?! E' li il punto. Perchè se il pizzaiolo, il muratore, il contadino, l'artigiano, etc etc etc diventano man mano sempre più stranieri, E' LA POPOLAZIONE ITALIANA CHE DIVENTA STRANIERA, e dunque la constatazione da fare è una sola, che gli italiani si stanno estinguendo!!! E ti pare poco?! E dovremmo star qui come deficenti, come amebe, ad assistere a tutto ciò senza far nulla? Se questo accade è perchè siamo un popolo malato appunto, e la malattia ha un solo nome: sistema economico capitalistico, che questo ha voluto e ci sta imponendo, nell'ambito della globalizzazione, soprattutto con il LAVAGGIO DEL CERVELLO, colpevolizzando e definendo razzista chi legittimamente si oppone a ciò, chi tenta di difendersi da questo scempio. E quelli di sinistra ci cascano come allocchi. Non io però.
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sergio pagliai
21 febbraio 2010 alle ore 17:23i commenti di ispirazione leghista mi sembravano molti ma poi ho visto che portano quasi tutti la stessa firma: marco zorzi a lui evitando tante chiacchere vorrei far notare due cose semplici, divieto d'ingresso, rimpatrio o galera è quello che prevede la legge in vigore.A chi come me lavora nella consulenza del lavoro si presentano continuamente italiani veri che vorrebbero assumere stranieri irregolari come badanti, manovali, braccianti agricoli,lavapiatti,ma non possono farlo perchè da oltre due anni non viene fatto un nuovo decreto flussi.é normale? è colpa dei "buonisti"?
Marco Nicola
22 febbraio 2010 alle ore 15:28Io sono nettamente contrario alla globalizzazione che c'è stata negli ultimi anni (diciamo dagli anni '90). Questo però non fa di me un classico "No Global".
La globalizzazione, al di là degli innumerevoli significati della parola(io ne ho contati almeno 7), è in generale un fenomeno naturale, inarrestabile e vecchio come il mondo. Se il progresso fa migliorare il sistema di trasporti e le vie di comunicazione è inevitabile che merci, persone e idee viaggino e si mescolino di più.
Questa è la descrizione di un fenomeno, ma il fenomeno può essere governato, accentuato o regolamentato affinche sia utile alla società.
Le leggi a livello internazionale che sono state promosse negli ultimi anni hanno fatto si che il fenomeno globalizzazione fosse distorto e accentuato a dismisura per essere sfruttatto da lobby di potere per accumolare ricchezze enormi.
Per stabilire un Nuovo Ordine Mondiale dopo la Guerra Fredda era necessario creare partner forti economicamente e portare il benessere ad almeno la metà della popolazione mondiale. E' stata scelta la Cina (o la Cina+India Cindia) e pertanto l'intera civiltà industriale occidentale è stata trasferita in quelle zone a ritmi forsennati creando disoccupazione e problemi economici in tutto l'occidente e boom economico in oriente. La valuta cinese, per promuovere lo sviluppo accelerato, è stata mantenuta artificialmente bassa e si è fatta entrare la Cina nel WTO benchè giocasse con regole completamente diverse dagli altri partner e fosse palesemente in una situazione di concorrenza sleale.
Date queste premesse è ovvio che vi sia stato un aumento indiscriminato di fabbriche chiuse in occidente (con conseguente disoccupazione), di fuga di valuta verso oriente (con crisi liquidità in occidente e crisi economica globale), inquinamento, ecc.
Io sono favorevole a che si porti il benessere alle altre popolazioni del mondo ma se questo viene fatto troppo in fretta si crano enormi problemi e danni.
Mi definisco pertanto "Slow Global"
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