
Italiani delocalizzati
7 febbraio 2010 alle ore 22:03•di MoVimento 5 Stelle
Quello che succede in Italia è surreale. Le nostre aziende hanno esportato la produzione in Cina, in Romania, in Bulgaria, in Polonia, in Brasile con la benedizione dei governi. Il guadagno ottenuto è finito nelle tasche degli imprenditori che hanno abbassato i costi di produzione e mantenuti invariati i prezzi. E i prodotti fabbricati all'estero, se progettati in Italia (quindi quasi sempre), hanno conservato il marchio "Made in Italy". I dipendenti italiani sono stati licenziati a centinaia di migliaia, ma questo è un dettaglio. All'export delle nostre aziende corrisponde da tempo la chiusura delle filiali delle multinazionali presenti in Italia. Da qualche mese sta diventando una fuga di massa. Dopo Alcoa, Fiat, Yamaha, Motorola e Nokia (per citarne solo alcune) è il turno della Glaxo che lascia a piedi 500 dipendenti in Veneto. Le nostre aziende delocalizzano e le imprese straniere chiudono. Il prossimo passo sarà la delocalizzazione degli italiani.
Commenti (96)
Giambattista P.
7 febbraio 2010 alle ore 22:37per non parlare della delocalizzazione nel terziario.
In particolare nello sviluppo software enterprise.
mauro peschechera
7 febbraio 2010 alle ore 22:45sapeste cosa sta combinando il gruppo Golden Lady Company (comprendente anche OMSA, FILODORO, SiSi e Philippe Matignon)!!!
manuela bellandi
7 febbraio 2010 alle ore 23:18Siamo in periodo elettorale...i lavoratori Alcoa e tutti i sardi, dovrebbero manifestare in tutte le regioni italiane e spiegare a gran voce agli italiani che non devono crede alle promesse del marinaio...come hanno fatto loro in sardegna.
Hanno regalato la loro regione al PDL...e ora pagano salato!
massimo orru (lianu)
8 febbraio 2010 alle ore 09:19Lui, con una sola telefonata, durante la campagna elettorale "risolse" tutti i problemi del Sulcis.
Ma questo non mi stupisce tanto quanto l'assoluto silenzio che media e manifestanti fanno riguardo queste promesse. Devono andare a manifestare a Villa Certosa tutti con un telefono in mano! (va bene anche un modellino...)
lions bull (liosbull)
8 febbraio 2010 alle ore 14:06mi meraviglio di te Manuella,
credo che il vero problema, il nocciolo del problema sia la Globalizzazione così come è stata concepita e come è stata attuate (un po come per il mercato libero del lavoro o dei lavoratori...),
berlusca, prodi o Beppe non potrebbero far nulla con le leggi del WTO presenti oggi in europa e nel mondo.
solo uno stato veramente sovrano e fuori quindi dal wto potrebbe far qual cosa.
stamBek
franco a.
7 febbraio 2010 alle ore 23:22Ma per la stragrande maggioranza di questo paese sfigato, va tutto benissimo, la crisi è finita (anzi non è mai esistita) e questo governo è il migliore degli ultimi 100 anni!
Obama ti prego...dichiaraci guerra!
roberto malesi
8 febbraio 2010 alle ore 01:02Il bello di tutto sto giro alla fine e' che questa delocalizzazione non si ritorce solo sui dipendenti licenziati ma a lungo termine anche sulle stesse aziende che localizzano. Semplificando abbiamo che se io producevo un'auto a 50 e la rivendevo a 100 in italia l'operaio italiano poteva acquistare quell'auto. Ma se io produco la stessa auto a 10 altrove e provo a rivenderla in italia sempre a 100 l'operaio di prima che ho licenziato non avra' piu i soldi necessari per comprare quell'auto a 100. E quindi alla fine non guadagna ne l'operaio ne l'azienda stessa. Concludendo credo che il meccanismo e' abbastanza perverso per entrambe le parti e per l'economia tutta...
Roberto Colombo
8 febbraio 2010 alle ore 02:28Purtroppo il quadro non e' valido solo x l'Italia ma per tutto il mondo.
Vivo a Shanghai e vedo con i miei occhi quotidianamente questa "trasformazione".
Ora, riguardo il fatto che l'italiano diventa sempre piu' povero e alla fine non potra' comprare il prodotto, sapete quanto puo' contare ? Nulla, perche' per ogni italiano che diventa povero, ci sono almeno 10 o piu' cinesi che diventano ricchi e che compreranno.
La crescita della Cina, epr chi non la vive da dentro, e semplicemente inimmaginabile e con la crescita cresce anche la ricchezza di un numero sempre maggiore di persone.
Il mercato e' qua e lo sara' per parecchi anni.
L'unca alternativa (secondo me), e' rimboccarsi le maniche e lavorare sulla qualita'. Ma gli una grossa fetta di italiani, di rimboccarsi le maniche, hanno poca voglia...
Michelangelo Catozzi
8 febbraio 2010 alle ore 08:26Hai ragione e per confermare quanto hai scritto, cito dei puri numeri di mercato quello su cui ragionano i nosrti grandi manager che della ricaduta sociale che quella attività ha nel paese in cui vivono non gli frega niente, in italia ci sono 1 automobile ogni 1,8 abitanti, in cina 2 automobili ogni 100 abitanti capite il divario enorme e dove sta il mercato dei prossimi anni.In Cina Fiat e tante altre multinazionali hanno deciso di produrre e vendere, al che io in cina ci mandrei a vivere Montezemolo, Marchionne e compagni di merende vari.Abbiamo ripreso i Savoia ma mandiamo altri fuori dall'italia.
lions bull (liosbull)
8 febbraio 2010 alle ore 13:54ti contesto il ragionamento:
se così fosse come dici tu allora xchè il cinese ha bisogno della Ns tecnologia? quanto è costata all' italia quella macchinetta che fabbrica quel particolare meccanico, elettronico, quanto è costata all' italia quell' ingegnere che analizza i processi produttivi e poi adegua la manodopera e le macchine?
quanto è costata all' italia quell' operaio che saggiamente riesce a garantire una qualità eccellente?
immagina che veniamo da molto lontano dall' età della campagna ci son voluti 200 anni per il progresso tecnologico, ora riusciamo a costruir satelliti e a mandar i figli a scuola e permetterci l' università...
dimmi perchè esportare pezzi d' italia senza costi per i riceventi?
perchè non imporre dazi doganali alle merci prodotte all' estero di modo che si disincentivi l' importazione delle materie lavorate all' estero e la salvaguardia dei posti di lavoro in italia così come dovrebbe esser in tutta la C. Europea a che serve sennò sta Europa Unita? solo per la moneta Unica mezzo Gaudio?
ma.vaffanculo
IL SICILIANO
8 febbraio 2010 alle ore 07:33In negativo in Sicilia siamo sempre i primi della classe:L'acqua è stata privatizzata da alcune spa tipo Siciliacque e consimili,alcune industrie sono al collasso vedi Fiat di Termini,l'agricoltura ormai è defunta.In particolare quest'ultima,che era il gioiello storico della economia isolana è stata messa in stato fallimentare con un progetto politico scientifico.Le arance pagate a 5 cent. al kilo al produttore,l'olio extra vergine di oliva da 3,30 euro al litro è precipitato a 2,60 al litro,l'uva da mosto ad euro 8,00 il quintale.Il tanto decantato governo isolano si occupa solo di come non creare problemi ai centri convenzionati privati che si occupano di sanità comprese le case di cura.Su questo problema è saltato due volte il governo,cioè sui servizi che dovrebbero essere finanziati dalle tasse sui redditi dei settori produttivi.Gli ATO che si occupano si spazzatura in 5 anni hanno totalizzato 600 milioni di euro di perdite.Tutto va bene e navighiamo nell'olio non ci sono problemi di sorta,forse torneremo a votare gli stessi uomini che hanno determinato questo sfacelo,coraggio il veramente peggio deve ancora arrivare.In compenso alcuni non hanno lavoro hanno messo la macchina in garage perchè non coperti più da assicurazione oppure girano senza non pagano più le tasse. L'ammontare insoluto è stato ceduto a società private che perseguitano i cittadini morosi.Tra poco svenderemo la Sicilia alla Nestlè o alla Del Monte che accollandosi i debiti occuperanno la Sicilia nenza sparare un colpo,dice ma c'è la mafia,no! non c'è più ora che l'hanno fatta fuori saremo invasi dalle multinazionali, difesi dalla legge e dai carabinieri che usando metodi mafiosi, se usati da cosa nostra, ma legali e leciti se usati dalle multinazionali.
Annarita Tavani
8 febbraio 2010 alle ore 08:39Sono Annarita, un'insegnante di inglese presso l'Istituto d'Arte più antico d'Italia, quello di Cantù (Como), destinato con la riforma della Scuola Secondaria, già a partire dal prossimo anno scolastico, a scomparire. Al momento presente sono in congedo straordinario per dottorato di ricerca presso l'Università Statale di Milano. Scrivo per segnalare quello che ritengo un grave problema e per chiedere l'aiuto dello stimato Beppe Grillo in merito all'intenzione dei nostri politici, d'accordo con gli amministratori locali, di por mano alla realizzazione di quello che si sperava fosse un progetto caduto nel vuoto vuoi per mancanza di fondi vuoi perché se ne era riconosciuta la natura scellerata. Parlo del progetto di costruire un'autostrada, la cosiddetta "Pedemontana", che congiunga Varese a Brescia, passando per la spelndida alta Brianza e per la meravigliosa campagna canturina, deturpandone l'ambiente e andando ad aumentare i già alti livelli di inquinamento dell'aria lombarda. Anziché incrementare le piste ciclabili, come si è fatto e si continua a fare in tutta Europa, da noi si vuole incrementare il già troppo pesante traffico su gomma.
La prego, Stimato Signor Grillo, faccia conoscere il problema e svergognare i nostri politici e amministratori, a caccia di potere economico e politico. Sapendo quanto Lei sia un ambientalista convinto e un attento ascoltatore della voce della gente umile e disarmata,
confido in un suo pronto ed efficace intervento.
Distinti saluti,
Annarita Tavani
Emanuele Gargiulo
8 febbraio 2010 alle ore 08:42Caro Beppe,
ci siamo incontrati fuori La Cigale a Parigi, e avevamo discusso della crisi economica degli stati generata dall'euro e dai bond.
Comunque e delocalizzazioni non dureranno molto... Per un semplice fatto: il mercato!
Il potere d'acquisto in Europa sta perdendo il passo, perchè ci sono ogni giorno centinaia di persone senza lavoro. Produrre all'estero, genera un boomerang economico in Europa, per le aziende, catastrofico! Producono in Cina per costare di meno, ma in Europa nessuno comprerà più, perchè fra un po' diventiamo come il Sud America.
Le aziend,e una volta esaurito il mercato indiano e cinese, se mai quei poveretti riusciranno mai ad ottenere diritti come dei veri essere umani, torneranno in Europa per produrre, perchè altrimenti non venderanno mai più. La delocalizzazione metterà fine al liberismo ed al capitalismo. Gli stati europei più avanzati, per sopperire alla disoccupazione, potrebbero iniziare ad investire in cooperative statali per far ripartire una produzione in Europa... Vedremo.
Non mi sono sbagliato 7 anni fa sulla mia analisi dell' Euro e dei bond europei, e credo di non sbagliarmi neanche adesso.
Loro non si arrendono, io neppure!!!
Victoria Rossetti
8 febbraio 2010 alle ore 10:44Non credo all´idea di un capitalismo che rientrerá in Europa con fabbriche e aziende, attualmente delocalizzate, per rigenerare un ciclo virtuoso economico di lavoratori- consumatori.
Credo piuttosto che una volta che gli industriali si saranno strafatti di una montagna di soldi, cederanno le aziende a qualche multinazionale piú grande di loro e se ne fregheranno di rimboccarsi le maniche e ripartire in Europa.
Per due o tre generazioni, delocalizzandosi e spostandosi come le cavallette, i capitalisti, troveranno sempre zone del pianeta dove la gente lavorerá per un piatto di riso. Se in quei paesi, incominceranno a capire che ci devono essere dei diritti per i lavoratori... a quel punto le fabbriche scapperanno a gambe levate e andranno da qualche altra parte.
Industria e diritti umani non vanno molto d´accordo.
Solo una politica onesta e competente a livello internazionale è in grado di gestire e controllare produzione e mercato, lavoro e diritti umani.
Ci vuole un embargo sui prodotti fatti in paesi che non rispettano diritti umani e dei lavoratori.
Ma con una politica disonesta, questo é impossibile.
diana
8 febbraio 2010 alle ore 08:45Gli italiani se la sono cercata. E meritata. Un'intera generazione è cresciuta nell'illusione che il posto fisso fosse intoccabile, che l'economia fosse reale, che l'importante fosse avere un telefonino con 50 suonerie e un televisore in ogni stanza. Hanno accumulato debiti senza mai alzare la testa, senza mai accorgersi che all'orizzonte si profilava la tempesta peggiore della loro vita. Adesso scendono in piazza, fischiano e protestano, ma quando il loro posto di lavoro ha iniziato a traballare avevano 30 anni, ora ne hanno 40-45, e per gente che non vuole altro che passare da un posto fisso a un altro è davvero troppo tardi.
francesco di lorenzo
8 febbraio 2010 alle ore 08:51Questa ignobile vicenda, al tempo fece saltare tutti bei traguardi che ci eravamo posti. I miei due figli, ragazzini di 13 e 11 anni, allorché subimmo un sequestro della casa che avevamo acquistato e nella quale avevamo speso tutti i nostri risparmi per migliorarla, oggetto della causa, e che avevamo preso possesso della casa, consigliati da quel nostro legale che poi ci ha traditi, Ma su questo c'è tutta una storia che è rimasta e resterà per sempre nascosta. Io mi ero recato personalmente dal giudice, titolare del procedimento, consegnando le chiavi dell'immobile scusandomi e facendo presente che all'interno di quella casa c'erano le nostre cose che avevamo già depositato poiché quando ci sono state tolte le chiavi con uno stratagemma, era in corso il trasloco. In ogni caso questa l'ho pagata abbondantemente in quanto ho perso ed ho anche pagato successivamente il procedimento possessorio. L'avvocato, il quale continuava a promettere che la lite sarebbe finita e che avremmo raggiunto un accordo. Va precisato, comunque, che il costruttore il quale ci aveva prima consegnato tutte le chiavi dell'immobile per poi riappropriarsene illegalmente , detenendo all'interno dell'immobile quanto vi avevamo già trasferito in corso di trasloco: elettrodomestici, ricordi di famiglia, quelli dei primi anni dei miei figli, giocattoli ed altro. Tutto questo non venne mai più ritrovato e il nostro avvocato che forse era stato l'organizzatore di tutto questo, cercava di tenermi buono promettendo ancora di sistemare ogni cosa ma nel contempo sosteneva l'azione criminale della controparte consentendole ogni sorta di illegalità all'interno della causa: un farabutto, un inviato di Satana che adesso è in buona compagnia. L'altro, l'avversario, autore di gravi reati all'interno del procedimento viene tutelato dal proprio Ordine dove l'attività di taluni addetti è quella di trovare giustificazioni e discolpe per i colleghi corrotti. A tale farsa partecipa anche la Procura la quale ass
valter p.
8 febbraio 2010 alle ore 08:58SECONDO ME BISOGNA NON ACQUISTARE PIU' PRODOTTI DELLE NOTE CASE PRODOTTE ALL'ESTERO...
MI SPIEGO MEGLIO CHE SI AQUISTA A FARE UN CAPO PRODOTTO IN CINA A COSTI CINESI E VENDUTO DA NOI A PREZZI ITALIANI?...
COMPRIAMOLO SULLE BANCARELLE AD UN PREZZO 10 VOLTE INFERIORE... SI OTTIENE UN SICURO RISPARMIO E POSSIBILITà DI ACQUISTARE PIU' VOLTE IL PRODOTTO... SI OTTIENE CHE LE CASE PARACULE SI BLOCCANO E NOI AVREMO PIU' SOLDI IN TASCA...
giuseppe gagliardo
8 febbraio 2010 alle ore 09:09http://www.youtube.com/watch?v=87dESDHTVKs --io non lo so dove si possa andare di questo passo (non solo le aziende se ne vanno, se ne andranno anche le persone,e allora che senso ha progettare il proprio futuro in questo paese,la tav,le centrali nucleari,l'allargamento dei porti?) i politici sono sempre in campagna elettorale?
francesco di lorenzo
8 febbraio 2010 alle ore 09:38UNA SCELTA
Quando oltre 40 anni fa decisi di vivere a Bergamo, lasciando l'impiego alle Ferrovie di Napoli, lo feci con entusiasmo, per cambiare vita. Ero risultato vincitore di un secondo concorso pubblico alle
attuali Agenzie delle Entrate ed io scelsi Bergamo perché ci viveva la mia ragazza, ora mia moglie da 42 anni. Mi piaceva la città e qui sono nati i miei due figli che sono la vita mia e di mia moglie. Qui è morta mia madre che è venne a vivere con noi dopo la morte di mio padre, le cui spoglie feci trasferire dal cimitero del mio paese a quello di Mozzo dove sono custodite assieme a quelle di mia madre. Quindi ero convinto e lo sono ancora, benché con esiti diversi da quelli ci eravamo immaginati, che fosse stata Bergamo la nostra meta definitiva.
Purtroppo il diavolo ci ha messo la coda, e qui si tratta veramente di demoni che hanno invaso la nostra esistenza. Demoni incarnati in personaggi dall'aspetto innocuo ma velenosi capaci di sterminare chiunque li ostacoli nei propri interessi, spesso illeciti.
La mia vicenda è ben nota alla Presidenza della Repubblica; al C. S. M. ; al Governo; al Tribunale di Bergamo; alla Corte d'Appello di Brescia; alla Curia di Bergamo; al Quotidiano Eco di Bergamo che ha pubblicato il 5 marzo 2009, una mia manifestazione: in catene davanti al Tribunale: una intera pagina dove veniva raccontata la mia storia nera con gli avvocati di Bergamo; il Tribunale e la Corte d'Appello civili di Bergamo e Brescia.
Una causa civile durata 20 anni per il volere di due avvocati che si erano accordati su questo e lasciati pascolare dai giudici. Non avevano calcolato costoro che il malcapitato, cioè il sottoscritto, poteva ribellarsi, come in effetti è stato. Allora sono state emesse parcelle milionarie, laddove questo avvocato avrebbe dovuto risarcire per il male che aveva fatto.
Francesco Di Lorenzo
giuseppe o.
8 febbraio 2010 alle ore 10:40Quell´essere che fa impazzire gli studiosi perchè indefinibile dal punto di vista antropologico, comunemente chiamato "italiota", pure bastardo se analizzato geneticamente (si pensi al DNA di quanti popoli nel corso dei secoli ha concorso nel forgiare questo ossimoro di alloctono in patria ) nel quale per legge naturale se un gene idiota si accoppia a un gene intelligente è sempre il primo ad avere il sopravvento. Ebbene grazie alla natura ha un pregio. I coglioni elastici! Glieli puoi tirare o strozzare in tutte le varianti immaginabili e non si rompono mai. Perfino nella patria dei "fessi per antonomasia" come li abbiamo sempre considerati i tedeschi(mi sbaglio? o li abbiamo sempre definiti:"crucchi")avrebbero già fatto rivoluzione e cacciato i loro governanti a patate in faccia. Da noi no! Anzi: "meno male che la merda c´è"(lui non vuole più che si dica Silvio!)
Beppe lascia perdere. Hai presente la scena dei due idioti che si picchiano, il terzo che si credeva intelligente voleva sedare... e le prese da tutti due. Facci ridere Beppe e picchia più duro che puoi, avranno orgasmi multipli!
Fake Zeta
8 febbraio 2010 alle ore 10:41Purtroppo il problema è che non si tratta solo di produzione, quindi operai, ma anche di ex "colletti bianchi".
L'azienda per cui lavoro ha rinnovato un "vantaggioso contratto" che ha causato la delocalizzazione del lavoro in est europa. Parliamo di circa 500 persone tra dipendenti e consulenti che sono rimasti senza lavoro e "incentivati" ad andarsene. Il contratto, dal punto di vista aziendale, è stato salutato come un grosso successo altrimenti sarebbe stata una perdita enorme.
Per noi dipendenti dubito sarebbe cambiato qualcosa, 500 persone a casa in entrambi i casi. Mi spiegate come fa un azienda che produce utili, anche se meno dell'anno precedente, a mettere in mobilità 500 persone? E tutto con il benestare di governo e sindacati!
Il problema è che in Italia costiamo troppo e non per gli stipendi perché incidono su meno del 50% del nostro costo orario (comprese ferie, malattia, corsi, etc etc).
La corporate guadagna, il cliente risparmia, tutti contenti. E per quest'anno si preannunciano altri tagli... ma l'azienda è sempre più in attivo. Qualcosa non torna, no?
GRAZIELLA PIERINI
8 febbraio 2010 alle ore 10:41SPERIAMO CHE I PROSSIMI AD ESSERE DELOCALIZZATI SIANO MOLTI POLITICI CORROTTI, NAFIOSI ECC.ECC.
MA NON IN UN ALTRO PAESE, IN UN POSTO DOVE NON POSSONO PIU' FARE DANNI...........................
SPERIAMO!!
franco f.
8 febbraio 2010 alle ore 10:51Beppe le grandi aziende scappano è il minimo.. in italia ci sono migliaia di piccole aziende lasciate sole.. piccole entità dove danno occupazione e sviluppo.. lasciate sole con le regole di uno stato assenteista e ladrona.
Ogni giorno molte aziende sono ricattate da quelle piu grandi ( compreso lo stato ) dove non esistono regole o contratti.. molte aziende falliscono perchè nessuno le paga.. non esistono regole lo stato non ti tutela.. anzi ti chiede i soldi ogni mese senza preoccuparsi se hai incassato oppure no.
Beppe bisogna cambiare le regole.. non esiste che tu lavori e non ti pagano..non esiste che fai da banca alle società piu grandi o allo stato..queste regole vanno cambiate.
Molti operai che lavorano nelle piccole aziende non percepiscono lo stipendio da mesi..solo perchè i loro titolari non incassano e non hanno liquidità.
Le grandi aziende in italia hanno distrutto le piccole e ora vanno via.. perchè qui non c'è piu nulla da distruggere è questa la verità.
Io propongo un post su questo problema...
i pagamenti devo essere effettuati a presentazione fattura.. e non a babbo morto.
Se non ti pagano lo Stato deve intervenire subito e non dopo 3 anni..
Lo so che tutto questo meccanismo fa comodo alle banche e alle solite imprese.. ma credo sia necessario cominciare a salvare chi non va via dall'italia e che anche se non sembra smuove economia ed occupazione.
In nessun altro paese d'europa esiste questo meccanismo cosi contorto nel non pagare.. a fanculo le grandi imprese.. ma almeno cambiamo le regole di mercato con quelle che rimangono.
Beppe credimi il problema è serio.. nessuno ne parla.. a nessuno importa nulla.. ma se non si cambia i soliti furbi.. vivranno dopo aver dissanguato gli onesti.
LETIZIA P.
8 febbraio 2010 alle ore 10:51Bla, bla, bla, bla... tipico degli italiani, parlare, lamentarsi e non fare niente... aspettando che? nella storia per cambiare le cose ci sono state rivoluzioni, guerre civili, assalti ai regni... durante l'impero romano l'imperatore temeva il popolo perché sapeva che se non gli dava ciò che voleva il popolo poteva anche ucciderlo... siamo tutte persone adulte e intelligenti ma tutti molto, molto codardi e preferiamo andare in rovina che fare una rivoluzione e tagliare qualche testa... ciò che abbiamo ce lo meritiamo!!!
carla elisabetta bertolino
8 febbraio 2010 alle ore 10:57Non so qual'è sara l'ultimo passo disponibile per noi italiani, sicuramente non la Cina,,, lì sono già in troppi e noi non ci stiamo! Soluzioni per gli uomini di buona volontà ci sono eccome! Se solo i nostri politici non fossero così ciechi da pensare solamente alle loro poltrone e i nostri imprenditori al solo e unico Dio profitto.
Per anni abbiamo finanziato le nostre industrie in perdite con il solo tentativo di finanziare il loro espatrio all'estero; continiamo a fabbricare macchine a benziana.. ma non ci sono energie alternative? Ma scusate la prima macchina della ford del 1800 e... non funzionava ad olio di semi, caro Beppe? Infine, non credo che la colpa sia di noi piccoli italiani che abbiamo cercato il posto fisso... e non ci siamo rimboccate le maniche. Forse ci sono stati molti sprechi.. ma questi sprechi chi li ha permessi, il portiere del grande ufficio della P.A. o il capo che avrebbe dovuto controllare e che invece... nelle ore di servizio forse giocava a polo alle Maldive? A Natale, sul posto di lavoro, ci sono arrivati in regalo i panettoni Motta, mady in italy, ma fabbricati in Thailandia. Che tristezza, i nostri operai a casa in cassa integrazione e i thailandesi che lavorano 16 ore al giorno per 100 euro al mese. Caro Beppe, ma sai spiegarmi perchè in alcune nostre fabbriche aluni operai sono i cassa integrazione una settimana al mese, mentre alcuni operai nella stessa fabbrica fanno gli straordinari? Infine, leggendo i vari commenti, un po' di speranza per un futuro migliore ci sarà eccome, come afferma il Sig. Gargiulo... forse riapriremo le cooperative statali... ma, spero, senza soci lavoratori pagati una miseria, ma come operai veramente partecipi alla produzione e con stipendi che ci permettono di arrivare alla fine del mese. Produrre si, ma quello che riusciamo a consumare senza inquinare l'ambiente. Produrre qualità e comprare prodotti che durano nel tempo. Le lavatrice di un tempo duravano 15 anni, ora sei fortunato se...
maria cristina betteghella
8 febbraio 2010 alle ore 11:00ci delocalizzano in silenzio! sul caso GLAXO nessuno dei telegiornali della Rai e di Mediaset ha dato la notizia......... dobbiamo salire sui tetti........ o la crisi è passata prima ancora di cominciare e non ce ne siamo accorti???
grazie cristina
FABRIZIO F.
8 febbraio 2010 alle ore 11:06RISOLTO PROBLEMA DE LUCA,PURTROPPO E' IL MENO PEGGIO,MA DOBBIAMO SCENDERE ANCORA A COMPROMESSI E SPERIAMO ANCORA PER POCO,DA QUALCHE PARTE FORSE ULLO STATUTO CINQUE STELLE HO LETTO CHE SI PUO' FAR FIRMARE A PRIORI LE DIMISSIONI E COSI' IL PROBLEMA "DE LUCA " E' RISOLTO. SE CONDANNATO LO SFANCULIAMO E DI CORSA.
NON ESISTE BIANCO E NERO MA MILIONI DI TONALITA' DI GRIGIO,PER ORA ACCONTENTIAMOCI CHE ANCHE LA CAMPANIA NON VADA IN MANO ALLO PSICONANO E LA SUA BANDA DI LECCACULO.
francesco di lorenzo
8 febbraio 2010 alle ore 11:30Io ho 72 anni e sono stato messo in croce con la mia famiglia. Questa cosa che è una cosa inaudita
che si vuole far passare sotto silenzio. I giudici e gli avvocati che ormai mi vedono come il fumo negli occhi per quante gliene fatte arrivare ma purtroppo hanno la faccia tosta e fanno finta di non sentire. Ne ho ricevute di minacce dagli avvocati dell'Ordine di Bergamo ma più di tanto non fanno. Intanto però io non posso evitare il massacro che hanno compiuto nella mia esistenza e non so come potrò sopravvivere per quel poco che mi resta da vivere pieno di debiti
per colpa di questi ignobili individui con due figli che sono ormai sconvolti da quanto è accaduto in 20 anni di sofferenza. Vorrei farli a pezzi. Sto cercando che mi diano la possibilità di
fare qualcosa di eclatante. Purtroppo alla tenera età di 72 anni ed essendo anche invalido visivo(anche questo me l'hanno procurato loro) forse non ne sarei neanche capace. Vorrei che in questa tragedia si salvassero i miei, per questo non riesco neanche a morire. Se vivo e lotto ancora fino all'ultimo respiro, è solo per la mia famiglia, ma senza l'aiuto di qualcuno non riusciremo a cavarcela. Se avessi la mail potrei mandare qualche documento che possa chiarire un pò
meglio la questione.
Tiziano Rosato
8 febbraio 2010 alle ore 11:34Voglio invitare la rete a fare qualcosa per contrastare l'avamzata delnucleare. Dobbiamo provare, attraverso l'informazione, quante palle si raccontano sui costi del nucleare.
Quanto costa realmente il nucleare?
come mai, se i costi sono contenuti, si sente parlare sempre di scorie radioattive disseminate qual e la per il mondo? corre notizia sul web che l'edf scarica scorie, a cielo aperto in Siberia e cosa dire dei siluri autoperforanti lanciati per mari....
Per sputtanare chi vuole a tutti i costi il nucleare bisogna denunciare. L'America, la Francia, la Grmania, ecc. dove depositano le scorie radioattive?
E' troppo semplice godere della tecnologia a discapito di altri a... se potessero parlare il mare e la terra d'Africa...
giovanni da penne
8 febbraio 2010 alle ore 11:37c'è da ridere;
i governanti eletti democraticamente dal popolo, sono in realtà espressione di quelle lobby che hanno un unico obiettivo, nell'attimo in cui nessuno di voi lavorerà più in un'azienda in grado di costruire qualcosa, si perderanno quelle conoscenze che permetterebbero di replicare un oggetto che fino a quel momento si è prodotto(e che in realtà difficilmente il padrone dell'azienda sa' realizzare).
Il principio è quello sostenuto dall'enel: anche se la tecnologia ti permetterà di produrti in casa l'energia elettrica, io non te lo consentirò e ho il governo dalla mia!
l'obiettivo finale è: creare una profonda spaccatura tra chi detiene il potere legislativo e decisionale e chi invece lo subisce, il ritorno alla situazione precedente la rivoluzione francese, dove l'unico cambiamento sarebbe il ruolo che era dei nobili passerebbe all'alta borghesia, mentre tutto il resto rimarrebbe com'è,
il primo passo è l'anientamento del potere giudiziario che potrebbe (non d'accordo) intralciare i piani.
a questo punto immaginate dove si schiererebbe la chiesa!
naturalmente dalla parte dei più deboli.....
renato farina
8 febbraio 2010 alle ore 11:47...MA NON SIAMO MICA FORMICHE CINESI NOI. DOBBIAMO TRASFORMARCI PER VIVEVRE, OGNUNO CON LA SUA CULTURA E IDIOSINCRASIA. PER VIVERE DOBBIAMO RETROCEDERE? PROGRESSO CHE SIGNIFICA MANGIARE MENO VESTIRCI MENO lA CINA È COMUNISTA CON MENTALITÀ CAPITALISTA. SFRUTTA I SUOI CITTADINI E LO METTE NEL SEDERE AL MONDO INTERO.....
roberto m.
8 febbraio 2010 alle ore 11:49Il nostro e´un popolo che sta perdendo la dignita´se mai ne avesse avuta.
Siamo diventati larve, senza nessuna reazione per quello che i potenti ci stanno facendo.
Vivo in sudamerica da qualche anno, la situazione italiana é la medesima del Brasile, politici corrotti, malaffare, mafie varie e nessuno che reagisce, come se tutto quello che li circonda non li riguardasse minimamente.
Ebbene noi italiani, siamo allo stesso livello, come se la lotta partigiana, dove sono morti migliaia di nostri padri, non fosse rervita a nulla, come se fosse un'altro paese.
Ci stanno svendendo per un pugno di dollari, distruggendo imprese che una volta erano il fiore all'occhiello della nostra tecnologia, lasciando migliaia di famiglie sul lastrico, con manager che piú fanno cagate e piú guadagnano.
L'Argentina é un esempio che seguiremo da quí a poco....
Solo con la rivoluzione, si potrá cercare di salvare qualcosa; ma con questi italiani.....
Volatile pn
8 febbraio 2010 alle ore 11:54Tra noi e il Brasile (il sud Amerca in generale) c'è una differenza: lì devi votare chi ti viene indicato, pena disgrazie o addirittura la morte, quì i rappresentanti/delegati o i loro partiti li votiamo noi senza costrizioni!!! Quindi, percuotiamoci il petto per mea culpa!!!
aldo p.
8 febbraio 2010 alle ore 11:54Caro Beppe, "finalmente" anche tu arrivi alla conclusione che in pratica la sola soluzione è di pensare di andare all'estero con la famiglia.
Però se hai più di 50 anni e sei single, precario e senza pensione (si può chiamare pensione 100-150 lorde al mese per oltre 25 anni di contributi ??), che speranze ci sono di trovare lavoro all'estero ?
Almeno ci fosse l'eutanasia ma in Italia c'è pure il Vaticano come se non bastasse tutto il resto.
Volatile pn
8 febbraio 2010 alle ore 11:59La delocalizzazione non è altro che la conseguenza della globalizzazione. Qualsiasi imprenditore, aggiungo giustamente, opera dove il lavoro costa meno. La cosa grave è che delocalizza anche l'impresa che prende contributi statali e che, come la Fiat, ha vissuto per 50 anni di essi!! Purtroppo, gli errori si pagano sempre, anche 50 anni dopo!!!
lions bull (liosbull)
8 febbraio 2010 alle ore 13:35comodo produrre in china e poi esportar in Italia,Francia,Germania,... vero?
Comodo che in China non esiste Stato Sociale ma poi tutti a gridar vendetta:
se si fanno 2 ore di fila al pronto soccorso,
sull' inps (vedi casse integraz. varie oggi..)
sull'indennità da malattia, gravidanza, invalidità, inabilità, servizi psico-socio-assistenziali, bollette pagate dal comune x i meno abbienti, case (poche) A EQUO-CANONE CALMIERATO,
scuola e asili pubblici (xpoco)
..........
credo che in italia ci sia molto da migliorare primo fra tutte le cose da fare:
Salvare tutti gli italiani onesti!
umberto f.
8 febbraio 2010 alle ore 12:04La vicenda Fiat per gli incentivi per l'acquisto delle auto e la decisione di chudere lo stabilimento di Termini Imerese ( e non solo) dimostra ancora una volta dell'inutilità di una simile politica e anche della mancanza di riconoscenza da parte delle aziende beneficiarie. Non è con i sussidi che si salvano i posti di lavoro, perché le imprese (non solo la Fiat ) prendono le decisioni economicamente piu' convenienti in barba ai sussidi e a qualsiasi principio di etica. Ci sono due cose a mio avviso che i possono imparare:
1- ci vuole una politica industriale che attiri le imprese a investire e creare lavoro in Italia non attraverso interventi spot o di emergenza ma con una pianificazione di medio periodo, che faccia in modo che il nostro paese sia attrattativo dal punto di vista degli investimenti. Vuol dire meno fisco, meno burocrazia, meno costi, meno corruzione, meno malavita, piu' infrastrutture, piu' rete, piu' competenze, piu' flessibilità, un sistema di sussidi a chi perde il lavoro ( oggi chi lo perde è spacciato)
..
2- Il costo lavoro è solo uno dei costi nella struttura dell'impresa; importante, ma non l'unico. Si possono seguire politiche di riduzione dei costi e di miglioramento del valore creato con la risorsa lavoro e molte imprese farebbero meglio a concentrarsi su queste politiche, invece che cercare facili delocalizzazioni ( per poi magari tornare indietro).
Che lo stato italiano con la classe politica che ci ritroviamo si inventi una politica industriale o semplicemente faccia attenzione ai bisogni del paese sembra piuttosto improbabile.Sul fronte imprenditoriale l'Italia ha prodotto fior di imprenditori, da Olivetti a Zanussi a Del Vecchio che sono stati capaci di creare ricchezza per se, per le proprie aziende e per le persone che ci hanno lavorato.Speriamo che la classe imprenditoriale faccia la sua parte, sia professionale e prenda atto dell'etica nel lavoro e dell'impatto sociale che l'imPresa crea nel proprio territorio
.
pino mancinelli
8 febbraio 2010 alle ore 12:29togliamo il made in italy a chi delocalizza, vedete come tornano subito sti bastardi!!
Mario Di Lorenzo
8 febbraio 2010 alle ore 12:30Io sono stato vittima di ben 2 delocalizzazioni: prima nel 2007 la FIAMM decise di delocalizzare parte della produzione in rep. Ceka e io per strada, poi nel 2009 la Enersys leader accumulatori industriali americana decise di mandare tutto via tra Bulgaria e Polonia. Il però vedo che soprattutto l'Italia soffre di questo problema tanto che l'azienda suddetta, l'Enersys, tra gli stabilimenti di Francia, Germania e l'Italia..guarda caso quale ha deciso di chiudere? Quindi qui in Italia le imprese non stanno bene, un pò per ingordizia, un pò perchè fiscalmente è uno schifo. Il governo pensa solo alla giustizia, processi, immunità..hanno rotto i coglioni: tutto è PDL che per me acronimo di Perdenti Della Libertà!
Daniele M.
8 febbraio 2010 alle ore 12:34Fino a quando un operaio costerà ad una azienda più che 'spostare' fisicamente merci e lavorazioni all'estero non potremo risolvere nulla. Lavoro in una azienda alla quale conviene sviluppare i modelli e ricercare i materiali in 'casa', e poi spedire tutto all'estero per la produzione. Inviare tecnici per il controllo qualità all'estero, oppure far rientrare i campioni per il controllo, e successivamente far rientrare l'intera produzione.
Tutto ciò costa meno dello svolgere l'intero processo all'interno dell'azienda!
Alla base cìè una tassazione ridicola e vergognosa! Ma vi siete mai chiesti quanto costa un operaio per una azienda? Il governo, anzi i governi, non fanno altro che predicare il ritorno ai consumi e criticare le aziende che delocalizzano, ma il primo passo da fare è quello di RISCRIVERE i contratti e le trattenute che stanno favorendo i licenziamenti. E' facile predicare e accaparrarsi il favore della gente quando in realtà non si fa nulla...
Omar Ghirardello
8 febbraio 2010 alle ore 12:46senza contare il fatto che di quei 500 di Verona l'80% erano ricercatori farmaceutici... gente che ha studiato e che si è formata in italia... questo da studente mi preoccupa mi amareggia e mi fà anche un pò incacchiare...
maria cristina betteghella
8 febbraio 2010 alle ore 13:32pensa che mia figlia è Ingegnere chimico, si è fatta un mazzo per studiare ......... ora è fra i 550 da tagliare
Giannini Massimo
8 febbraio 2010 alle ore 12:54Sino a che non si delocalizzano i politici e molti loro seguaci non ci sarà soluzione. Loro hanno solo il cervello delocalizzato. Altri hanno delocalizzato anche il portafoglio alla faccia dello scudo fiscale. Ma chi investe più in Italia?
alvisea fossa
8 febbraio 2010 alle ore 12:55CIAO BEPPE
E' CHIARO CHE IL FALSO MADE IN ITALY E' LA COSA CHE FUNZIONA MEGLIO, PER IL MOMENTO....................
MA NON SO' QUANTO ANDRANNO AVANTI CON LE LORO DELOCALIZZAZIONI SELVAGGE ALL'ESTERO OLTRE AD ESSERE SOLO A BENEFICIO DEGLI IMPRENDITORI,CHISSA' COSA SUCCEDERA' CON QUESTA DEINDUSTRIALIZZAZIONE E QUESTA CRSI STRUTTURALE??????
ALVISE
elena ronconi
8 febbraio 2010 alle ore 13:00ê il capitalismo privato bellezza!
per me se il GRANDE INDUSTRIALE se ne va all'estero , è libero di farlo, mA NON DI TORNARE quando gli fa comodo! Va in Romania ? Ci RESTA!
E per quegli imprenditoriche restano lo Stato potrebbe dare loro una mano...
ps
io mi sono giá dislocata all'estero...
stefano s.
8 febbraio 2010 alle ore 13:04E il governo che fa?? Il PD-L ?
lions bull (liosbull)
8 febbraio 2010 alle ore 13:23e dire che i comunisti lo dicevano da almeno 15 anni...
con la globalizzazione sarà la guerra dei poveri xchè i ricchi siano sempre più ricchi... però...
niente tutti a votar per PDl e PD-L.
Io non mi sento comunista però onor al merito quando cè vuol cè vole.
stamBek a tuch
Fabio Nardocci
8 febbraio 2010 alle ore 13:36Il sito di grillo dovrebbe tenere un elenco delle imprese che producono in Italia. Se dobbiamo acquistare qualcosa facciamo riferimento a quell'elenco.
lions bull (liosbull)
8 febbraio 2010 alle ore 13:56ottimo 5+
Andrea G.
8 febbraio 2010 alle ore 13:43"Il prossimo passo sarà la delocalizzazione degli italiani."
A me risulta che la delocalizzazione degli italiani ci sia gia'... chiaramente non parlo dell'operaio comune, ma di quello qualificato fino al manager.
Filippo B.
8 febbraio 2010 alle ore 14:00ma va tutto bene... la priorità è il legittimo impedimento... erano tutti e dico tutti in parlamento!!!!
Andrea B.
8 febbraio 2010 alle ore 14:03bhe concordo con dire che prima di tutto per arginare questo vegognoso fenomeno, bisognerebbe rimodificare i contratti detassando quello che le aziende pagano per mantenere gli operai... me sembra semplice la cosa... se le aziende spendono meno per lavorare in italia, non avrebbero motivo per spostarsi. Alle aziende del poveretto operaio che perde il lavoro non gliene frega di meno, quindi, o si invoglia alle aziende di restare, o non ce trippa per gatti...
Ma visto l'andazzo.. mi sa che delocalizzeremo tutti fisicamente da questa brutta italia
lions bull (liosbull)
8 febbraio 2010 alle ore 14:16le Aziende se ne vanno?
gli italioti son a casa?
Vi preoccupate per le vacanze?
avete visto la pubblicità sul bonus vacanza per le famiglie in difficoltà?
e poi dite che il governo non fa nulla...
Ingrati pensa solo a Voi ogni santo giorno!
stambek
Paolo 1957
8 febbraio 2010 alle ore 14:31Le aziende Italiane delocalizzano ?
E allora i loro prodotti che se li vendano dove li fanno,è un problema che riguarda tutti ,il blog dovrebbe fare una bella lista di TUTTE le aziende che scappano e noi non comprare più niente dei loro prodotti, e poi vedrai che tornano.
ciccio tom
8 febbraio 2010 alle ore 14:36siamo in decadenza... normale ricambio delle potenze economiche e politiche mondiali (guardiamo per esempio la grecia, da epicentro del mondo a periferia di esso)... del resto, sempre chi ha avuto la pancia (troppo) piena, s'è lasciato andare ed è finito male... la fame è il migliore stimolo, quando non c'è più quella... purtroppo concordo con beppe: delocalizzata l'economia italiana, finiranno delocalizzati (emigrati) anche i cittadini italiani... saluti
Carl Marx
8 febbraio 2010 alle ore 14:50.... povere imprese... e poveri imprenditori!!
Siete sempre li' ad accusarli e a puntare il dito! Certo, se avessero avuto un pochino di "aiuti di Stato:, invece di dialpidare tutte quelle risorse per inezie come Welfare, Salute ed Istruzione...
Fortuna che il Ministro dell'Economia togliera' in breve il tetto agli stipendi di tutti quei 'poveri' manager che lavoarno senza pausa per noi... ne conosco alcuni che con quei pochi milioni di euro al mese non riescono nemmeno piu' a vivere serenamente come prima..
:)
Danilo M.
8 febbraio 2010 alle ore 14:51Ma non possiamo anche noi con le pezze al culo delocalizzare il nano rattuso?
giuseppe o.
8 febbraio 2010 alle ore 15:29Beppe, citando la delocalizzazione delle imprese avvenuta con la benedizione dei politici corrotti, che essendo di fatto in perfetta simbiosi con gli imprenditori dai quali hanno sempre ricevuto la paga per il loro tradimento perpetrato ai danni del popolo italiano, dice che l´Italia è un paese surreale.
Gli dò ragione per un motivo in particolare, perché i traditori più schifosi si trovano nelle fila della sinistra e stanno dando una mano tuttora alla madre di tutti i delinquenti a ripulire anche le ossa di questo corpo esanime e indifeso che è lo Stato italiano. Un esempio? per aiuto di chi è passata la legge sullo scudo fiscale?... avrebbe, se bocciata, mandato a casa il "caprone" posto alla guardia dei cavoli nell´orto, scelto dal popolo bue alla stregua dei vitelli che si scelgono il macellaio.
Franceschini, che all´epoca del fatto era segretario pro tempore, promise che avrebbe fatto i conti con i traditori, mi sa tanto che è avvenuto il contrario! Ecco perché non scoppia mai la rivolta, ecco perché non c´è nessun politico alla Enrico Berlinguer che dica: basta! che dica: marciamo su Roma! milioni di italiani lo seguirebbero, salvando figli e nipoti da un futuro di sofferenze e di povertà sicuro!
Ogni volta che si analizza la nostra situazione economica si fa un paragone: l´Argentina.
Rende l´idea, ma ci illude. Vi spiego il perché.
Beppe ha detto che il punto di non ritorno sulla strada del fallimento per il paese sudamericano è stato il debito pubblico al 138% del PIL. Questo non vuol dire però che anche noi faremo bancarotta quando avremo raggiunto tale limite, vi ricordo che il debito del Giappone è del 170%! del suo PIL è non si parla minimamente di default. Perché? Per il fatto che a decidere la fine delle sofferenze finanziarie di una nazione sono sempre i creditori!
La ricordate la storiella della rana che cuoce pianino? da noi incomincia a sentire che qualcosa non va, fra poco vorrà saltare fuori dall´acqua ma, haimè è già troppo tardi!
anna rizzo
8 febbraio 2010 alle ore 23:02Delocalizzazione?.......
Adesso se ne parla meno, ma qualche anno fa di chiamava "INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE"....
Il Ministero per il Commercio con l'Estero elargiva fondi alle imprese che andavano ad aprire stabilimenti in Albania, Bulgaria, Ucraina e ovunque la manodopera costasse meno che in Italia.
Il tutto condito da trasferte di Ministri, Sottosegretari, Dirigenti e Funzionari che illustravani i "progetti".........
Già allora mi chiedevo (e mi rispondevo anche) se tutto questo fosse veramente positivo,
ma si vede che essendo io sprovvista di laurea in economia non potevo capire i mirabolanti piani di quelle menti eccelse.....
Adesso i risultati sono sotto gli occhi di tutti.........
francesco pace (francesco pace 51)
8 febbraio 2010 alle ore 15:31"made in italy" vuol dire "fatto in italia" (lo sanno tutti ma vale la pena ripeterlo). siccome non e' fatto in italia, quello che viene fatto all'estero dovrebbe non avere il marchio appunto di made in italy. logico. altrimenti e' una truffa commerciale. sarebbe gia' un passo per ostacolare la delocalizzazione delle imprese e un atto dovuto verso la trasparenza del mercato.
siccome pero' il governo attuale e' truffatore e aiuta le grandi aziende a delocalizzare, sembra che per le loro azioni sia spinto solo da odio verso l'italia e gli italiani da vero e proprio sfascista, non fara' un bel niente.
francesco pace (francesco pace 51)
8 febbraio 2010 alle ore 15:36siccome al governo oggi ci sono i fascisti, sembra che questi stiano facendo pagare agli italiani il fatto di avere spodestato mussolini che ai loro occhi e' sempre apparso come un tradimento. sembra che per la loro azione di governo li spinga l'odio.
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 16:11le aziende delocalizzano perchè i politici li lasciano fare;
gli unici che vengono da noi ad aprire sono i cinesi che pero' si portano i lavoratori dalla cina;
e il governo (dx e sx sono uguali) non fa nulla;
l'oriente lo sta mettendo in quel posto all'occidente;
nazioni serie avrebbero già risolto tale problema
e in modo semplice:
1) stipendi e condizioni di lavoro e scambio monetario uguali in tutte le nazioni;
siccome è impossibile cio' allora basta che tutte le nazioni occidentali facessero una legge che chi delocalizza non puo' rivendere nella nazione
di origine se dove apre gli operai non hanno lo stesso stipendio e condizioni di quelli della nazione di origine;
quindi chi delocalizza
francesco pace (francesco pace 51)
8 febbraio 2010 alle ore 17:31straquoto. volendo le soluzioni ci sono.
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 16:21il problema è gravissimo; altro che mafia;
spero che grillo tratti questo problema 2-3 volte a settimana e che si faccia pure un vday specifico
a livello europeo;
l'italiano delocalizza e i cinesi aprono in italia e si portano i lavoratori dalla cina;
prodi è un cog. e vede nella cina una opportunità;
berlusconi strano che non dica nulla; non è per caso che gli sta vendendo vendendo giornali e sta facendo canali tv ?
francesco pace (francesco pace 51)
8 febbraio 2010 alle ore 17:26prodi parlava della cina come di un possibile mercato dove vendere le nostre merci (il made in italy nel mondo e' sinonimo di qualita' e buon gusto, e' ricercatissimo e ambito, in teoria l'italia ha la potenzialita' di vivere la cosiddetta globalizzazione non per impoverirsi ma per aumentare la sua ricchezza, naturalmente non solo per pochi, come succede adesso, ma per tutti), non che le loro merci e i loro lavoratori e sistemi di lavoro avrebbero invaso l'italia. tutto sta a come si gestiscono le opportumita' (vedi ad es l'introduzione dell'euro in italia) e questo governo sta facendo di tutto per gestirle al peggio.
andrea g.
8 febbraio 2010 alle ore 22:45Sono daccordo con Francesco, si parlava di Cina come di un'opportunità, inoltre io credo che in Italia ci siano dei validissimi lavoratori, artigiani e designer(e tantissimi cittadini onesti).Con una bella boccata di aria fresca e senza demonizzare gli stranieri potremmo superare questo doloroso periodo lasciando per strada questa classe politica avariata.Del resto ogni prodotto che si rispetti ha una data di scadenza!!!
raffaele rossi
8 febbraio 2010 alle ore 16:23la mia è una provocazione abbastanza forte..
forse una mazzata..
ma se possibile italiani miei,comperate tutto ciò che potete all'estero...
i prezzi sono vantaggiosi, tempi di consegna validi, e la merce è la stessa del made in italy..
male che vada le aziende in italia chiudono ed andiamo tutti a spasso in un paese migliore magari e non siamo dei reclusi a casa nostra che debbono andare a lavorare per mantenere e coprire le vaccate fatte dai nostri governi..
laura l.
8 febbraio 2010 alle ore 16:27NON E' ARRIVATO IL MOMENTO PER GLI OPERAI DI UNIRE LE LORO LOTTE?
Dovebbero andare tutti uniti davanti alle sedi istituzionali a pretendere il diritto al lavoro ed ad una vita dignitosa.
Stefano De Negri
8 febbraio 2010 alle ore 16:31Ciao Beppe, sono iscritto al tue news e con riferimento "Telecom Italia in cinque atti", stranamente con l'e-mail non è arrivato il link dell'articolo (come di solito succede), tanta legislazione sulla privacy, spero di sbagliarmi, ma solo questa ... strano, visto che sono cliente Telecom. Saluti.
Giuseppe Consalvi
8 febbraio 2010 alle ore 16:35Gli italiani già stanno delocalizandosi. Da 12 anni vivo in Merida, Yucatan, Mexico. Solo negli ultimi mesi sono arrivati oltre 20 giovani, schifati dall'Italia, tra i 20 e i 40 anni, oltre a vari pensionati che qui riescono a sopravvivere con le misere pensioni italiane,altri, con cui sono in contatto, verranno nei prossimi mesi per mettere su attività varie.
Mexico accetta volentieri gli stranieri, italiani in particolare.
Jonni Caseri
8 febbraio 2010 alle ore 17:06ognuno ha ciò che si merita
.... senza lavoro
.... senza soldi
... forse dopo impareranno votare ...
francesco pace (francesco pace 51)
8 febbraio 2010 alle ore 17:35mi chiedo cosa era andato a fare berlusconi in bulgaria, marocco e albania, visto che non si e' saputo il motivo. secondo me e' possibile che ci sia andato per discutere sulla delocalizzazione di qualche nostra azienda in quei paesi, per avere benefici fiscali dai suoi governanti etcetc.
praticamente il piazzista delle nosre aziende all'estero alla faccia nostra.
Antonio C.
8 febbraio 2010 alle ore 17:38E non dimentichiamoci della ricca Emilia, precisamente a Reggio Emilia chiudono LE REGGIANE fabbrica storica del territorio, 150 lavoratori rimangono a spasso, si erano illusi, ma per poco, perchè era subentrata una holding americana, conclusione tutti a casa!!!
Ristorante "Al traditore"
8 febbraio 2010 alle ore 17:58Bei tempi quando l'allora Presidente ciampi diceva "Imprenditori italiani, andate in cina ad investire"
Ma questo non è un tradimento?
E che dire poi del marchio "C E" che in tanti lo assimilano esclusivamente alla "Comunità Europea".
Lo sapete che tanti prodotti dalla Cina sono marchiati CE?
Se la "C" e la "E" sono attaccati, tipo CE questo significa "CHINA EXPORT" se nono staccati, tipo
C E, sono della comunità europea.
Tanti prodotti in Italia hanno la sigla CE spacciati per prodotti europei, infischiandosene delle regole dei prodotti non tossici.
Ed il governo non se ne è ancora accorto?
http://www.shopping-idea.com/Manuale%20spesa/manuale_spesa_etichette.htm
Christian Del Moro
8 febbraio 2010 alle ore 17:59E poi ci raccontano che un magistrato non dovrebbe fare politica, invece un industriale (magari con varie condanne a suo carico), arricchitosi sulla pelle dei lavoratori, ne ha pieno diritto e certamente penserà al benessere dei lavoratori....
giuseppe o.
8 febbraio 2010 alle ore 18:14Nel mio commento precedente si avrà capito che personalmente credo che l´unica soluzione per salvare l´Italia sia quella di dichiarare al più presto possibile l´insolvenza!
Leggete qui: "Per usare in termine dispregiativo un prodotto finanziario si usa oggi nel mondo la definizione: "bond argentino". E se in futuro si dirà "Bot italiano"?
"Anche di fronte a questa ipotesi, tanto per ironizzare sugli inviti del premier, siate ottimisti e consumate. L'Argentina, dopo la bancarotta si è liberata delle infiltrazioni in economia delle multinazionali straniere, degli speculatori attivi nel sottobosco degli intrecci politico-malavitosi e ha cambiato tutta la classe politica dirigente. Che sia di buon augurio."
L´Argentina costretta dal FMI che decise di non elargirle più credito dichiarò bancarotta.
Aveva il 90% del suo debito in mano estera. Dall´estero presero la decisione e praticamente anche se paradossalmente la salvarono.
Il debito italiano è per il 50% in mano ai propri cittadini. Molti sanno benissimo che i loro investimenti in Buoni e Obbligazioni del tesoro, valgono in effetti solo fino che la BCE e la Cina continueranno per interessi propri e dei paesi dominanti a far credito a Tremonti, ma se questo interesse viene meno e la stupidità del "caprone" spinge proprio in questa direzione (capito ora perché la erre moscia ed il cornuto non si amano), i possessori di titoli di stato si troveranno tra le mani carta straccia!
Non ho mai creduto alla bufala più gigante della storia che le aste di Stato a rendimento zero o addirittura negativo, vanno sempre a ruba!
Se la Grecia e la Spagna hanno truccato i conti e sono stati scoperti solo dopo anni,(provocando un gran casino nella finanza internazionale) lascio immaginare ai più scaltri se un giorno si vorrà vedere veramente le carte che ha in mano l´Italia cosa succederà. Spero succeda presto, anche per noi paradossalmente sarà la nostra salvezza!
GIUSEPPE TONNINI
8 febbraio 2010 alle ore 18:44 IMOLA 08/02/2010
COMMENTARE IL MARCIUME CHE SI ACCUMULA OGNI GIORNO IN POLITICA E' PERDERE TEMPO,TUTTP E' STATO DETTO SULLA CASTA SULLE LOBBY,IL PAESE è ingolfato di corruzione, manipolazione, LA CASTA ha contaminato tutto, altro che mafia purtroppo sta per essere sorpassata dai politici.
BISOGNA RIBADIRE OGNI GIORNO LA VERGOGNA DEGLI STIPENDI DEI POLITICI LE LORO PENSIONI I LORO PREVILEGI CHE OGNI GIORNO AUMENTANO.
CARI AMICI SE NON FERMIAMO QUESTO PERVERSO SISTEMA ISTUTILIZZATO DAI LADRI POLITICI NON AVREMO SALVEZZA.
SALUTI GIUSPPE TONNINI
Daniele Chirico
8 febbraio 2010 alle ore 18:49Rifkin lo aveva previsto nel '96, è la fine del lavoro.
ROBERTO D'ETTORRE
8 febbraio 2010 alle ore 19:34NOI TUTTI CI LAMENTIAMO DELLE AZIENDE (TRA CUI FIAT)CHE CHIUDONO IN ITALIA PER APRIRE NEL RESTO DEL MONDO,DOVE LA MANODOPERA E TASSE SONO DI GRAN LUNGA INFERIORI...
HO DOVUTO FARE DEI LAVORI A CASA.
HO 2 PREVENTIVI PER LO STESSO MEDESIMO LAVORO DI DUE IMPORTI MOLTO DIVERSI.
UN PREVENTIVO FATTO DA UNA DITTA DI ROMENI IMPORTO 16500 EURO
UN PREVENTIVO FATTO DA UNA DITTA LOCALE IMPORTO 25000 EURO.
SECONDO VOI CHI HO SCELTO ????
LA FIAT HA FATTO LA STESSA COSA||||
NOI TUTTI RISPARMIAMO NEL NOSTRO PICCOLO...LE GRANDI AZIENDE GUADAGNANO RISPARMIANDO.
giuseppe Picchio
8 febbraio 2010 alle ore 19:41forse sarò monotono, ma torno a ripetere che il presidente della repubblica, in qualità di garante del popolo italiano, presidente del consiglio superiore della magistratura, comandante in capo delle forze armate, deve ordinare l'arresto immediato dell'intero governo per palese violazione della costituzione italiana. questo governo mafioso-cazzaro sta producendo guasti irreparabili sulla pelle nostra e dei nostri figli. se quello che sta raccontando ciancimino è vero, siamo in mano a dei killers.
Gian Luca Ludovico
8 febbraio 2010 alle ore 20:19Credo che finchè ci sarà asimmetria (globale-locale) fra capitale e lavoro ci saranno sempre industrie che cerceranno paesi dove le persone sono disposte a lavorare per salari minimi. Bisognerebbe, per esempio, andare a raccontare ai lavoratori della f.i.a.t. in Polonia cosa sta succedendo in Italia e far capir loro che prima o poi succederà anche a loro quello che accade a Termini Imerese. Arriverà il giorno che anche loro costeranno troppo e la produzione verrà spostata in un altro paese. Per salvare Termini Imerese dovrebbero scioperare TUTTI i lavoratori fiat in Italia ed all' estero. Non è più possibile una lotta per il lavoro esclusivamente nazionale!
aurelia martinelli
8 febbraio 2010 alle ore 20:52credo che ormai ,vista la latitanza ,o quasi,politica la mafia vada combattuta con le sue stesse armi,come ai tempi delle sette segrete prerisorgimentali.Un continuo boicottaggio da kamikaze senza requie fino a quando si vedrà il terrore sulla sua faccia.Ma si tratta di una guerra.Lo stesso Budda approverebbe:ai nemici del genere umano si deve rispondere con la violenza,per il bene di tutti qualcuno dovrà prendere su di sè questo carma.
marina d.
8 febbraio 2010 alle ore 21:06Io credo che siamo sempre più vicini alla svolta. Mi sembrano spaventati, e questo è un bene. Non chiedetemi il perchè ma ho la ferma sensazione che possiamo farcela. Continuiamo a passarci le informazioni, continuiamo a tenerci in contatto e, specialmente........non molliamo
pia clemente
9 febbraio 2010 alle ore 10:46Cara marina io da donna dico che l'unica che può salvarcia è la campagna, torniamo in camagna, magari in quelle abbandonate, la terra è generosa almeno potrà sfamarci. La città non può sostenerci tutti siamo troppi, un sistema così non può resistere. Mia nonna nata nel 1899 diceva che anche in tempi di guerra loro in campagna stavano bene, avevano sempre cibo. Uova carne, grano, legumi, non ultino la frutta secca che serviva a darla ai figli come colazione a scuola.
Danx Comix
8 febbraio 2010 alle ore 21:06Questa è una cosa molto preoccupante e sembra non esserci ritorno.
Neanche se gli operai si mettessero insieme per costituire nuove aziende si risolverebbe, poichè queste dovranno fare i conti l'avvantaggiata concorrenza ex italiana.
Di tutti questi licenziamenti se ne parla davvero poco..
Sergio Abile
8 febbraio 2010 alle ore 22:35Ieri hanno delocalizzato fabbriche e catene di produzione, oggi delocalizzano i servizi. Ed ecco che settori che si credevano immuni, oggi si ritrovano con il sedere per terra. Un esempio sono le telecomunicazioni, dove gli operatori di telefonia affidano servizi a terze parti e queste per massimizzare i profitti spostano le attività operative all'estero. Per non parlare dei callcenter...
Ormai il made in italy è solo una frase cucita su una targhetta dalle mani di un sarto di chissà quale nazionalità.
Se non fossimo un popolo lobotomizzato dalla televisione, boicotteremmo tutti quei prodotti e servizi che non sono frutto del lavoro di un italiano.
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 22:54ok pero' proponete anche qualche soluzione:
1) grillo deve fare minimo 2 post a settimana
2) serve un vday specifico
3) le aziende che vanno all'estero a sfruttare schiavi non possono rivendere da noi
4) chi viene da noi e si porta gli operai deve
comunque assumere metà italiani
5) il 50% di quello che serve a una nazione lo devono fare i propri cittadini;
6) per il cibo si passa al 90%
quanto sopra deve essere legge per tutte le nazioni europee;
79 il max sarebbe: ogni nazione del mondo se vuole parteipare alla globalizzazione deve avere operai pagati bene e con tutti i diritti di unanazione civile
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 23:02avete mai sentito prodi, berlusconi vespa e i vari tg e trasmissioni televisive parlare di questo problema e proporre soluzioni?
se no allora il problema per loro non esiste e quindi sono c...i nostri e degli italiani;
ma come fa una nazione a non discutere e propore soluzioni per tale problema;
che caz..o vuol dire la risposta diuno come brunetta che dice che è il mercato che decide le sori di una nazione se nella globalizzazione le regole sono diverese da nazione a nazione?
ma brunetta che vuole lasciar fare al mercato, c'è mai stato a prato dove il mercato (i cinesi) hanno messo sul lastrico una provincia intera?
non capisce un c..o in quanto lui ha uno stipendio fisso da prof. universitario prima e da da parlamentare ora e se vince a venezia anche da sindaco;
e io devo romperm il cu.o perchè ho laconcorrenza sleale (il mercato) sotto casa
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 23:16comunque obama appena eletto voleva fare del protezionismo poi qualcuno gli ha ricordato che c'erano gli accordi del Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), conosciuta anche con il nome inglese di World Trade Organization (WTO)
e che non sipoteva fare.
Quindi Obama aveva ha capito tutto ma ha le mani legate;
Grillo vedi un po' di martellare su questa cosa;
gli italiani saranno paraculi ma almeno te la danno; le cinesi un po' meno
Andrea C.
8 febbraio 2010 alle ore 23:30Io vado controcorrente, e non faccio l'imprenditore. Siamo tutti d'accordo che occorre salvare i posti di lavoro in Italia... qualcuno ha una ricetta valida per farlo? Sia dx che sx no, nonostante la retorica, e credo nemmeno Beppe Grillo. Le imprese, fino a prova contraria, sono enti a scopo di lucro, e se non lucrano muoiono, e con loro i lavoratori. Un modo per non morire, al momento, è delocalizzare, riuscendo a mantenere le attività creative e comerciali in Italia, ma non la produzione purtroppo.
"Questa è la globalizzazione, bellezze..."
Oppure, via di nuovo a dazi enormi sulle produzioni importate dall'estero, con tutto quello che comporta, come ha addirittura prefigurato Tremorti...
La retorica lasciamola ai politici, almeno noi non raccontiamoci balle.
Giuseppe Antonio Michele Romano Mancini
15 febbraio 2010 alle ore 22:45purtroppo, hai ragione.
la produzione e tutta in Cindia e a noi resta solo il "Made in Italy"... ma si stanno sputtanando anche quello...
preparate gli elemtti...
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 23:44faccio presente che chi delocalizza ha al max 3-4 anni di profitto in quanto, ad esempio in cina, ti
agevolano moltissimo ad aprire una fabbrica soprattuto se porti (non so se è addirittura un obbligo) tutta la catena produttiva;
una volta là dopo 3-4 anni c'è già chi ha capito come funziona il tuo prodotto ed è pronto a toglierti i clienti;
mi è stato raccontato da chi ci è passato è che si è visto togliere le commesse da una fabbrica
clone della sua e addirittura con operai che i primi anni avevano lavorato per lui;
quello che gli imprenditori non hanno capito è che
in cina esistono anche gli imprenditori cinesi e che sono molto aggressivi;
ma se tu vai da loro cosa pensi che solo tu sei in grado di fare un prodotto X
Della Valle che è uno capace comunque in cina
ha portato solo attività no core; cioè produzioni
semplici e non determinanti per stare sul mercato
Perchè a Termini Imerese vogliono entrare i cinesi?
perchè ancora le macchine non sanno farle e gli serve imparare; anche se vanno in perdita poi lo rimetteranno in quel posto alla Fiat;
aldo bianchi
8 febbraio 2010 alle ore 23:52"Le imprese, fino a prova contraria, sono enti a scopo di lucro, e se non lucrano muoiono, e con loro i lavoratori. Un modo per non morire, al momento, è delocalizzare, riuscendo a mantenere le attività creative e comerciali in Italia, ma non la produzione purtroppo. "
Tipo la Omsa che chiude in Italia per aprire in Bulgaria; peccato che è una azienda che sta facendo grossi utili.
Una delle soluzioni è che ci vuole una globalizzazione con regole uguali per tutti.
Per quale motivo io Europa consento ai miei imprenditori di licenziare i suoi connazionali per
andare adoriente a sfruttare schiavi?
L'errore quindi è che con il WTO è stata avviata una globalizzazione senza regole.
Questo è l'errore fatale. La soluzione è lì.
Claudio Vacca
9 febbraio 2010 alle ore 00:00Per Favore Beppe,facci sapere chi sono tutte le ditte che vanno all'estero (lista e paesi ospitanti)
Che facciamo un BOICOTTAGGIO di MASSA
NON COMPRIAMO PIU' DA LORO per parecchi giorni o mesi ...vietato comprare made in Italy di importazione
Altra cosa,perche' non CI consigli una Banca ,un ente ,o una forma di investimento.Ce lo devi dire TU!
In maniera da spostare tutti i nostri pochi o tanti risparmi da tutte le Banche ad una sola ,se lo facciamo in massa riusciremmo a dimostrare che E' (realmente)IL popolo Sovrano!(e non i politicanti)
e potremmo mettere in difficolta' o correggere l'Economia!
dopo...
10-100-1000-10000 Banche che fine farebbero?e le ditte Italiane all'estero continuerebbero a vendere a prezzo italiano il loro prodotto a basso costo di produzione?
Saluti.
Andrea Marasco
12 febbraio 2010 alle ore 18:28Le aziende sono molte... molte...molte...molte aziende e imprenditori sono pure andati via direttamente... le tasse sono troppo alte in Italia e ti strangolano...
Il Prenna
24 febbraio 2010 alle ore 01:13Certo... l'italia sia indipendente dall'estero... qualcuno lo disse anche un po' di anni fa, ma poi lo accusarono di essere anticostituzionale (opps è vero la costituzione non esisteva ancora). Ironizzo sul fatto che l'unico modo per farlo sarebbe una dittatura e uscire dall UE. Cose che se si vuole si possono fare. E piantiamola di dire che lo stabilimento fiat di termini deve stare aperto, perché rappresenta quello che voi criticate apertamente. La fiat lo ha aperto grazie agli incentivi dello stato per favorire il sud (vedasi anche Lazzaroni). Ora la fiat ha fiutato posti più convenienti... beh l'ha fatto una volta, lo rifarà di sicuro. Il problema è che in italia tutti si piangono addosso e tutti pretendono una soluzione immediata per tutto, e soprattutto la loro soluzione. non conta se per questo si fanno danni enormi, l'importante è che finché c'è un pagliaccio che parla tutti lo devono ascoltare.
Volete la vera soluzione al problema?? Imparate a consumare molto meno e a non ragionare solo sul prezzo, ma si sa davanti ai soldi tutti, Grillo incluso, ragioniamo alla stessa maniera...